Buoni consigli

Amare è soffrire.
Se non si vuol soffrire, non si deve amare.
Però allora si soffre di non amare.
Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire.
Essere felice è amare: allora essere felice è soffrire.
Ma soffrire ci rende infelici.
Pertanto per essere infelici si deve amare.
O amare e soffrire.
O soffrire per troppa felicità.
Io spero che tu prenda appunti.
(Woody Allen)

udine

Donne, dovete denunciare le violenze subite dal partner. Lo ha detto anche Luciana Littizzetto in TV.

Se non denunciate la violenza degenera nel tempo e rischiate di diventare vittime di femminicidio e i vostri bambini subiranno violenza assisistita.

Ma se denunciate e chiedete il divorzio dal partner violento, inizia una “guerra legale” (ci dice il Procuratore di Udine, che è oberato di lavoro, poverino) e questa guerra a colpi di denunce penali nuoce ai bambini.

Se rimanete in casa e subite violenza fate del male ai vostri bambini, se però vi ribellate alla violenza, tutte quelle urla (i litigi) fanno del male ai vostri bambini; allora chiedete il divorzio e denunciate, ma il divorzio fa male ai bambini e le denunce pure.

Il partner violento potrebbe nuocere ai vostri bambini, ma non potete allontanarlo, perché costringere un bambino a “scegliere fra due genitori” è una cosa che provoca sofferenza al suddetto bambino; ritirate la denuncia, per evitarre una “guerra legale”, ma non si può, perché la nuova legge sul femminicidio non lo permette, perché deve tutelare donne e dall’escalation di violenza, prevenire gli omicidi e tutelare i bambini dalla violenza assistita, ergo la nuova legge sul femminicidio fa soffrire i bambini.

Allora che fare? Per fermare la violenza e proteggere i vostri bambini occorre denunciare e lasciare il partner violento, ma denunciare significa iniziare una “guerra legale” e quindi fare del male ai vostri bambini: proteggere i vostri bambini dalla violenza assistita significa nuocere ai vostri bambini.

Restare a casa e subire in silenzio fa del male ai bambini, ribellarsi fa male ai bambini, separarsi e denunciare fa del male ai bambini, se cercate di proteggere i bambini state facendo del male ai bambini, sia da sposate che da divorziate.

Se amate i vostri bambini dovete denunciare, ma per amore dei bambini sarebbe meglio non denunciare, pertanto se denunciate per amore dei vostri bambini, non amate i vostri bambini.

E tutte queste denunce stressano il Povero Procuratore di Udine, quindi non possono essere tutte vere.

Io spero che stiate prendendo appunti.

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, attualità, giustizia, notizie, politica, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

27 risposte a Buoni consigli

  1. Pinzalberto ha detto:

    A questo punto suggerirei il suicidio: niente litigi o cause in corso, i figli se ne faranno una ragione e il papà si troverà una bella lituana remissiva. Come faccio a contattare Biancardi?

    • Vale ha detto:

      Ma scherzi? Suicidio? E vorrai mica appioppare i fastidiosi bambini (ormai divenuti inutili, visto che non servono più per contenderseli nel divorzio) al papino, che ha tutto il diritto di essere tranquillo e godersi la vita con la lituana?
      Ma facciamo fuori l’intera famiglia e non pensiamoci più, tanto c’è la sovrappopolazione!
      Vale

      [per chi non cogliesse… è ironia]

  2. Paolo1984 ha detto:

    Gran post!

  3. IDA ha detto:

    Penso di non aver capito bene.. invece di chiedere un aumento di personale e risorse, si colpevolizza chi espone le denunce?

    • Quello che dovrebbe attirare la nostra attenzione è la scelta delle parole: è preoccupato per il gran numero di casi sul suo tavolo. I “casi sul suo tavolo”, sono scartoffie, incartamenti, fascicoli… Non sono persone. E questo non va bene, non è la prospettiva giusta sulla questione.

  4. IDA ha detto:

    Si, vero quello che dici.. Ma notavo, che è una tendenza sempre più diffusa, da parte delle istituzioni, sopratutto quelle più vicine al cittadino, vedi ASL, Comune,, che non si lamentano più della mancanza del personale, dei fondi ecc..ecc.. ma colpevolizzano il cittadino che fa richiesta di quei servizi… lo stesso per questo caso,, genitori sciagurati, pensate ai figli che ne soffrono,ecc.ecc.. In realtà, non l’importa nulla dei figli, ma stà denunciando una carenza di personale e fondi..

    • Mi è capitato per la mensa scolastica. I genitori che protestavano per l’aumento vertiginoso del prezzo del pasto si sono sentiti rispondere: beh, donne, non cucinate più? Teneteveli a casa questi figli…

      • IDA ha detto:

        Esatto!Proprio questo quello che volevo dire…

      • Pensa che una volta, all’anagrafe (non dico quale, ma era una grande città), l’impiegata alla quale chiedevo di avviare una pratica mi rispose: “Non c’è mica solo questo sportello, sa? Perché non va in altro ufficio? Ce ne sono diversi…” Non se ti rendi conto: mi diceva “io non ho voglia, si cerchi un altro operatore più disponibile”. Ho tanti di quegli aneddoti sull’argomento che potrei scriverci un libro dal titolo “le nefandezze della pubblica amministrazione”.

  5. alessiox1 ha detto:

    La domanda a questo punto è, le denuncie sono vere o false? se sono vere queste persone devono essere allontanate, se sono false la donne deve pagare i danni morali al ex e fargli vedere il figlio.

  6. Cinzia ha detto:

    Quello che mi lascia perplessa è che a fronte di tutta questa retorica sui traumi che i bambini subiscono nei casi di divorzi con risvolti penali… nessuno, ma proprio nessuno pensa di fare indagini sulle conseguenze dei matrimoni che continuano nonostante gli abusi.
    Questi bambini, diventano adulti e un’opinione matura su quello che ne pensano degli abusi in famiglia, ce l’hanno, ma nessuno, proprio nessuno pensa di chiedere la loro opinione in materia.

    • Oh no, gli studi ci sono. I bambini che rimangono in famiglie nelle quali c’è violenza o semplicemente non c’è amore e armonia, spesso stanno molto peggio di quelli che vivono una separazione.

      “I bambini esposti a violenza domestica provano paura, terrore, confusione, impotenza e rabbia e vedono le figure di attaccamento da un lato terrorizzate e disperate, dall’altro pericolose e minacciose; questi bambini provano la pena di esistere poco perché non visti nella propria sofferenza dai genitori… nei bambini testimoni di violenze può essere presente il senso di colpa per il fatto di sentirsi privilegiati quando non vittimizzati direttamente, nello stesso tempo possono percepirsi come responsabili della violenza perché cattivi e sentirsi impotenti a modificare la situazione con conseguenti problemi appunto di depressione, ansia, vergogna, disperazione; i piccoli possono sviluppare comportamenti adultizzati d’accudimento verso uno o entrambi i genitori ed i fratelli e diventare protettori mettendo in atto a tal fine numerose strategie … le piccole vittime di violenza assistita apprendono che l’uso della violenza è normale nelle relazioni affettive (esse possono essere incoraggiate o costrette ad insultare o picchiare la madre ed i fratelli) e che l’espressione di pensieri, sentimenti, emozioni è pericolosa in quanto può scatenare violenza; in alcune ricerche si rileva una più alta incidenza negli adolescenti di comportamenti devianti e delinquenziali: la violenza assistita è considerata una delle cause delle fughe da casa, del bullismo, della violenza nei rapporti sentimentali tra adolescenti e dei comportamenti suicidiari… Senza un intervento finalizzato alla protezione fisica e psicologica ed alla cura degli effetti post-traumatici, i bambini possono avviarsi alla vita adulta con un bagaglio di problematiche comportamentali e psicologiche cronicizzate.” (LA VIOLENZA ASSISTITA: UN MALTRATTAMENTO “DIMENTICATO” – DATI EPIDEMIOLOGICI ED ANALISI DEL CONTESTO – Dott.ssa Nastinga Drei, Responsabile Progetto sostegno ai minori vittime di violenza assistita – Aprile 2008)

      http://www.psiconline.it/article.php?sid=1294 Qui leggiamo: Frequentemente si sente dire che le conflittualità coniugali che poi sfociano nella separazione della coppia sono spesso la causa di problematiche che si manifestano nei figli attraverso sintomi e vissuti di disagio psichico più o meno intenso.
      Studi recenti sull’argomento hanno invece in parte smentito questa opinione comune ribadendo il fatto che il divorzio dei genitori non è necessariamente un evento negativo per i loro bambini. In una delle precedenti ricerche sull’argomento, condotta in Gran Bretagna lo scorso anno, è emerso per esempio che molti dei bambini in questa situazione continuano a mantenere relazioni sufficientemente affettuose e rassicuranti con entrambi i genitori.
      Un’altra ricerca condotta recentemente in Australia ha rilevato come i figli di madri rimaste singles dopo la rottura del loro matrimonio non presentino un’incidenza maggiore in termini di problemi psichici di natura depressiva o ansiosa rispetto ai coetanei di genitori non divorziati.
      La dr.ssa Sue Spence, docente di psicologia presso la Queensland University, ha condotto un ulteriore studio sull’argomento con una vasta raccolta di dati provenienti da esperienze relative a circa 4000 famiglie; i risultati mostrano che gli aspetti problematici nei figli in termini di disagio psicologico compaiono soprattutto quando le relazioni della coppia genitoriale sono molto conflittuali e disturbate, quindi al di là del fatto che i genitori siano divorziati o meno.
      “Il fatto che ci sia un solo genitore in casa non è un problema per il bambino né un fattore di rischio – dice la dr.ssa Spence – mentre è importante che questa figura si mantenga stabile ed affidabile. Il rischio compare invece quando i genitori hanno atteggiamenti apertamente ostili e quando queste tensioni coniugali si riflettono eventualmente su uno o su entrambi di essi determinando forme depressive di varia intensità. Quando poi queste tensioni si sono verificate nei primi cinque anni di vita del bambino e le madri stesse hanno avuto disturbi depressivi o ansiosi come conseguenza della forte conflittualità coniugale, questo si ripercuote negativamente con una certa frequenza nei figli durante la loro fase adolescenziale..”.

      tratto da” Divorce doesn’t have to give children the blues” – Deutsche Presse-Agentur (dpa) – Mar.2002

  7. Mary ha detto:

    Siamo nel 2013 e certo non in una repubblica dominata dalle leggi della sharia ed è davvero molto grave leggere queste cose. Che si colpevolizzino le donne che denunciano e che si danno consigli che non fanno che incrementare il numero dei femminicidi che sono alti sopratutto in questo periodo. Nel 2013, ma un uomo di potere suggerisce indirettamente alle donne di stare zitte e subire lo stalking degli ex mariti per il bene dei figli (perchè la maggior parte delle denunce viene proprio dalle donne). Roba da non credere. Un atteggiamento che non solo è grave perchè scoraggia le donne ma è molto grave perchè è uscito dalla bocca di una persona che dovrebbe invece porre fine a queste cose.
    Non si pensa ai bambini che sono rimasti orfani perchè l’ex marito ha ucciso loro la propria madre?

  8. Cinzia ha detto:

    Conosco molto bene questo tipo di letteratura Ricciocorno, ma come puoi osservare anche tu si fermano alla minore età…
    Sto parlando invece di un numero enorme di superstiti di famiglie disfunzionali, che sono diventati adulti e che pagando di tasca propria gli errori di altri, hanno acquisito un percorso di consapevolezza.
    Da donna sostengo la giustezza del denunciare, sempre: la violenza in famiglia come qualsiasi altra, è un reato… ma quegli ex bambini, ora adulti dovrebbero uscire allo scoperto e ” fare denuncia culturale” dei costi individuali e dei disastri sociali di questo familismo obsoleto.
    Credo che nelle loro mani sia il potere di squarciare il velo di ipocrisia, di una società, che pur riempiendosi la bocca di ” valore della famiglia” e “primato dei diritti dell’infanzia”, in realtà applica la politica di “forte coi deboli e debole coi forti”.
    L’esempio del figlio di Ferrara che rivendica il diritto di giustizia per la madre stuprata bambina, è l’esempio di quanto potente sia questa forma di rivendicazione…
    Se i bambini di ieri cominciassero a parlare, potrebbero persino impedirci in futuro di vedere ragazzini trascinati con violenza, da adulti in divisa (lo Stato), fuori da scuola per essere rinchiusi in case famiglia dovre subiranno forme di “riprogrammazione”.
    I violenti di oggi, devono sapere che le loro vittime, saranno i giudici morali di domani.
    E’ il violento che dovrebbe subire la vergogna, mentre per ora mi pare che a portarne il peso siano vittime e testimoni…che hanno come unica via d’uscita la sola cura privata …
    I maltrattamenti in famiglia sono prima di tutto un problema culturale e sociale:
    solo in seguito psicologico e medico…
    ovvero la prevenzione prima della cura.

  9. nataliefinch ha detto:

    Scusate se intervengo, spero non me ne vogliate se non sono d’accordo, generalmente lo sono.
    Per la mia esperienza nella tutela minori, i minori che subiscono violenza, come le loro mamme o anche no (perchè capita che siano anche le donne ad usare violenza sui bimbi, perchè questo problema non ha genere), generalmente non finiscono ai servizi per denuncia, purtroppo, ma per segnalazione. Sebbene io non intenda minimamente negare in alcun modo l’esistenza della violenza sulle donne, o il fatto che sia bene denunciarla, la realtà è questa. Per tutta una serie di motivi, più facilmente succede così.
    Famiglie in cui volavano botte da orbi, sono finite in comunità o in casa famiglia, non perchè ci fossero denunce, ma perchè si spaventavano i vicini o gli insegnanti o i medici. Altrimenti è più facile che la violenza venga considerata la normalità e che nella violenza non ci si veda nulla da segnalare, all’interno delle mura domestiche. Per cui succede che della follia di una situazione se ne accorgano fuori.
    Non conosco il giudice in particolare, però la realtà concreta di chi lavora sulle separazioni e i divorzi è che i coniugi litigiosi utilizzano i figli come mezzo per ferirsi l’un l’altro, indipendentemente dal genere del genitore. Tipo: uno dei due desidera vedere il figlio in un giorno non previsto dal decreto e lo va a prendere a scuola senza permesso? L’altro lo denuncia per sottrazione di minore. Ho visto molti abusi su minori inesistenti, su cui si è fatta perizia, perchè i genitori si odiavano l’un l’altro. Ai genitori ho visto fare i peggiori gesti sui propri figli, in ragione di chi potesse averla vinta in tribunale.
    In questo caso mi sento di dire che il giudice non ha torto, se è questo quello che intende. Molte denunce penali nelle cause di affidamento sono per reati inesistenti, fatte al fine di ottenere l’affido esclusivo a spregio dell’altro genitore.
    Poi sono perfettamente d’accordo che queste famiglie dovrebbero essere obbligate a seguire vie diverse da quelle legali e sono perfettamente d’accordo sul fatto che le famiglie debbano avere servizi alternativi per ricomporre casini di questi tipo (la mediazione familiare boh. Io non ho notizia che abbia mai funzionato, ma magari sono io che sono stata sfortunata), quindi probabilmente al giudice si può rimproverare la forma. Ma personalmente sento di poterlo capire, perchè alle volte ti sembra proprio che tra due genitori non ci sia nemmeno il lusso di scegliere il minore dei mali.

    • “Probabilmente”? “Molte denunce penali nelle cause di affidamento sono per reati inesistenti, fatte al fine di ottenere l’affido esclusivo a spregio dell’altro genitore.” Eppure, se andiamo a guardare i casi delle donne uccise negli ultimi anni, più della metà di queste donne aveva denunciato http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20121124_152838.shtml
      Quindi io ci andrei molto cauta nel parlare di “denunce strumentali”, perché si danneggiano le persone che chiedono aiuto, come dimostra il fatto che le denunce rimangono inascoltate.
      Tutti parlano di “false denunce”, ma la cronaca ci presenta un quadro molto diverso:
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/11/violenza-e-affidamento-ii-parte/
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/17/quando-la-bigenitorialita-uccide/
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/10/17/radio-maria/
      Soprattutto per quello che riguarda gli abusi sui minori:
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/02/meta-degli-aguzzini-non-paga/
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/01/abuso-sessuale-sui-minori-scenari-dinamiche-testimonianze/
      L’articolo non è per nulla chiaro e visto che anche lei è consapevole che le vittime di violenza tendono a non denunciare, invitare pubblicamente i cittadini a non sporgere denunce penali non mi sembra un comportamento giustificabile.

      • nataliefinch ha detto:

        Proprio per evitare reazioni piccate di questo genere ho precisato più di una volta che non intendo negare nulla di quanto lei afferma e ho cercato di usare toni cauti. Ma ho una notizia: non tutto è finalizzato a danneggiare sempre le donne. Sul fatto che molte delle denunce penali nei casi di affidamento dei minori siano strumentali non mi tiro indietro, l’ho visto con i miei occhi, ma se non mi crede chieda a chiunque si occupi di perizie come CTP o CTU. Non credo sia un caso il fatto che vengano chiamati in causa i legali nel frenare le denunce strumentali: quando c’è una denuncia i tribunali sono obbligati a procedere. Nel rapporto tra avvocato e assistito ci si conosce abbastanza da sapere come stanno le cose: si invitano gli avvocati a dissuadere i propri assistiti dal fare denunce penali a meno che non ci sia davvero un reato per cui procedere. È ben diverso che dire: donne se vi menano non denunciate il.vostro aggressore. Se poi in ogni discorso di chiunque vogliamo vedere allusioni pericolose per le donne, va bene. Ma esistono anche situazioni in cui non è questione di genere. È questione di non intasare i tribunali con problemi che si dovrebbero risolvere da uno psicologo. In questo articolo si parlava di affido di minori e la questione della violenza di genere non c’entra. Secondo me, eh? Per l’amor del cielo. Suggerivo una possibile diversa lettura di questo articolo, poi ognuno legga come vuole.

      • Anche le liti condominiali intasano i Tribunali, eppure non ho mai letto un articolo in cui si incoraggiano i cittadini ad intrattenere rapporti più civili col vicinato. Esiste anche il fenomeno delle false denunce alle assicurazioni, eppure nessun giornalista va ad intervistare i liquidatori per sensibilizzare alla correttezza chi stipula una polizza.

      • nataliefinch ha detto:

        “Non ho mai letto” credo sia il punto fondamentale della discussione e credo che pur di trasformare questo articolo in una questione di genere ci si stia arrampicando sugli specchi.Ci sono questioni di genere e questioni che non lo sono. O mi vuole dire che le liti condominiali e le false denunce alle assicurazioni traumatizzano i bambini tanto quanto le separazioni conflittuali? Esistono persone più deboli ed indifese delle donne e capita talvolta che si parli di loro e non delle donne, senza per questo voler negare disparità di genere o violenze o femminicidi. Io di questo articolo do questa lettura e cioè che non riguarda la violenza sulle donne. Ho scritto il mio primo commento proponendo un’interpretazione diversa dalla sua, senza per questo voler essere polemica nei confronti di o contraria a l’INTERA questione di genere. Dopo di che, credo in un mondo in cui ognuno abbia diritto di pensare come vuole

      • Io scritto articoli e articoli sul tema delle “false accuse”, delle cosiddette “accuse strumentali”. In Italia non esiste uno studio che dimostri che queste “false accuse” intasino i Tribunali, se non le dichiarazioni di qualche PM. Dichiarazioni che non coincidono con quanto riportato dagli Operatori del Pronto Soccorso: http://www.saluter.it/news/aou-mo/violenza-sulle-donne-al-pronto-soccorso-del-policlinico-400-accessi-in-un-anno Le cito: “Sono 400 le donne che nel corso del 2012 si sono presentate al Pronto soccorso del Policlinico di Modena denunciando di aver subito una violenza fisica. In pratica più di una donna al giorno. Statisticamente, il 90% di queste violenze avviene in un contesto domestico e interessa, per lo più, donne di età compresa tra 18 e 50 anni. Un numero che conferma l’aumento dei casi registrati nel corso degli ultimi cinque anni.”
        Come mai le Procure si preoccupano dei danni che possono procurare “le separazioni conflittuali” ai bambini, invece di preoccuparsi dei danni ben più gravi che procura a donne e bambini la violenza? Ne faccio una questione di genere perché è una questione di genere.
        In Inghilterra Keir Starmer, che, oltre ad essere un avvocato difensore celebre per la sua competenza in tema di diritti umani, è anche il quattordicesimo Director of Public Prosecutions (DPP), a capo del Crown Prosecution Service del Governo della Gran Bretagna, ha dichiarato: la convinzione errata che le “false accuse” di stupro o violenza domestica siano comuni può minare il lavoro di polizia e autorità giudiziarie nel momento in cui si trovano ad investigare su questo genere di crimini.
        Diffondere l’idea che chi denuncia violenza domestica tenda a mentire, creando nell’opinione pubblica l’idea che le donne mentono, va a minare il lavoro di chi deve andare ad investigare su questi casi. Non lo dico io, lo dicono esperti del settore, come Kei Starmer, ci sono studi sull’argomento:
        “Child Custody Evaluators’ Beliefs About Domestic Abuse Allegations: Their Relationship to Evaluator Demographics, Background, Domestic Violence Knowledge and Custody- Visitation Recommendations” Author: Daniel G. Saunders, Ph.D., Kathleen C. Faller, Ph.D., Richard M. Tolman, Ph.D. http://www.amazon.it/Custody-Evaluators-Beliefs-Domestic-Allegations/dp/1249247608
        “Custody Evaluations When There Are Allegations of Domestic Violence: Practices, Beliefs, and Recommendations of Professional Evaluators”
        Author: Michael S. Davis, Ph.D.; Chris S. O’Sullivan, Ph.D.; Kim Susser, JD; Hon. Marjory D. Fields, JD http://books.google.it/books/about/Custody_Evaluations_when_There_are_Alleg.html?id=oE3nmgEACAAJ&redir_esc=y
        Se uno si va a leggere questi studi, legge di casi in cui il Giudice, posto di fronte a prove concrete come referti medici, decide comunque di archiviare casi di violenza. Perché? A causa del pregiudizio diffuso che le denunce penali siano “strumentali” ad ottenere dei vantaggi.
        Ritengo quindi che il Procuratore di Udine abbia sbagliato a rendere una simile dichiarazione, senza chiarire a quali denunce facesse riferimento e non rinnovando, contestualmente, l’invito alle vittime di violenza di denunciare. Perché la violenza domestica domestica esiste, e il Procuratore di Udine, in questa intervista, ci dà l’impressione di ignorarlo.

      • nataliefinch ha detto:

        Sì ma infatti nell’articolo di cui si sta diacutendo, la mia oponione è che il giudice affronti il problema del fatto che separazioni conflittuali in cui i genitori usano i propri figli per ferirsi l’un l’altro fanno soffrire i figli. Questo è un grosso tema della mediazione familiare e del diritto minorile, non è un tema inerente alla questione di genere, come se parlare di un argomento significasse negare dignità all’altro. Semplicemente alle volte si parla di genere, alle volte si parla di altro. Nell’articolo in esame non leggo implicazioni rispetto alla violenza sulle donne. Lei ce le vede? Va bene, viva le differenze! Mica bisogna per forza sentirsi offesi.

      • Non sono offesa, dico solo che l’articolo non è chiaro e presta il fianco a dubbie interpretazioni. Non sono offesa, sono preoccupata per quelle donne che subiscono violenze e leggendo potrebbero concludere che per il bene dei bambini devono continuare a subire…

      • nataliefinch ha detto:

        Mah. Le violenze familiari sono solo uno dei capitoli delle denunce penali. Ovvio che quando si parla di violenza sulle donne non c’è da scherzare o temporeggiare. Anzi a maggior ragione se si hanno figli è fondamentale denunciare, perché si ha responsabilità non solo per se stessi. Trovo inquietante per esempio che non sia reato penale non pagare gli alimenti, a proposito di questione di genere. Privare delle risorse secondo me è una forma di violenza.

      • Infatti è un reato penale… art. 570, “violazione degli obblighi di assistenza familiare”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...