La devozione verso le donne

cavaliere

Il mio precendente post ha fatto indignare molte persone. C’è chi ha commentato:Non capisco se viviamo nello stesso mondo. La nostra civilità è caratterizzata dalla devozione verso la donna e il corpo femminile, non paragonabile alla sua controparte. “

Ritengo utile fornire alcuni esempi della devozione verso le donne che ha caratterizzato la nostra civiltà.

C’è un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre e la donna. (Pitagora, VI sec. a.e.c.)

Non c’è nulla al mondo peggio delle donne impudiche, tranne forse le donne. (Aristofane, Tesmoforiazuse, 411 a.e.c.)

L’uomo è per natura superiore, la donna inferiore; il primo comanda, l’altra ubbidisce, nell’uno v’è il coraggio della deliberazione, nell’altra quello della subordinazione. (Aristotele, Politica, IV sec. a.e.c.)

La femmina è un maschio mancato. (Aristotele, Fisica, IV sec. a.e.c.)

“Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” ( Prima lettera ai Corinzi capitolo 14 vv.33-36, San Paolo di Tarso, Lettere ai Corinzi)

Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. (San Paolo, Lettere ai Corinzi, 1 Corinzi 11,3)

 La donna è la porta dell’inferno. (Tertulliano, De cultu foeminarum, 155-230 d.C.)

“Non può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo. Questo è il principio che emerge quando l’apostolo (Paolo) dice, «La testa della donna è l’uomo» e, «Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti». Anche l’apostolo Pietro scrive: «Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo padrone»” (Sant’Agostino, Sulla Concupiscenza, Libro I, cap. 10.)

Oggetto necessario, la donna, per preservare la specie. (San Tommaso d’Aquino, Commentari, 1225-1274)

Dio ha creato Adamo padrone e signore di tutte le creature viventi, ma poi Eva ha rovinato ogni cosa. (Martin Lutero 1483-1546, Discorsi a tavola)

Minor male ti farà un uomo che ti perseguito di una donna che ti segue. (Baltasar Gracián y Morales, Il criticone, 1651)

Le donne sono adatte a curarci ed educarci nell’infanzia, appunto perché esse stesse sono puerili, sciocche e miopi, in una parola tutto il tempo della loro vita rimangono grandi bambini: esse occupano una specie di gradino intermedio fra il bambino e l’uomo, che è il vero essere umano. (Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851)

Quando le leggi concessero alle donne gli stessi diritti degli uomini, avrebbero anche dovuto munirle di un’intelligenza maschile. (Arthur Schopenhauer, “L’arte di trattare le donne”)

Vai a donne? Non dimenticare la frusta. (Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885)

Per troppo tempo si nasconde nella donna uno schiavo e un tiranno. Perciò la donna non è ancora capace di amicizia: conosce soltanto l’amore. (Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885)

La donna è il contrario del Dandy. Dunque deve fare orrore. La donna ha fame e vuol mangiare. Sete, e vuol bere. È in fregola e vuol essere chiavata. Bel merito! La donna è naturale, ossia abominevole. Dunque è sempre volgare, ossia il contrario del Dandy. (Charles Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo, 1859/66 – postumo, 1887 -1908)

Confrontando nel loro complesso uomo e donna, è lecito dire questo: la donna non avrebbe l’arte di abbellirsi, se non avesse l’istinto del ruolo secondario. (Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male, 1886)

Talvolta la donna è un utile surrogato dell’onanismo. Naturalmente ci vuole un sovrappiù di fantasia. (Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909)

Le donne non sono altro che organi genitali articolati e dotati della facoltà di spendere tutto il denaro che uno possiede. (William Faulkner, Zanzare, 1927)

La donna è un animale incapace di cultura e di ingegno, e quando si tenta di spiegare la sua sterilità tirando in ballo le condizioni storiche, si dà soltanto una dimostrazione della più crassa ignoranza. (Emil Cioran, Al culmine della disperazione, 1934)

Le donne preferiscono sempre gli uomini insignificanti, perché somigliano a loro. (Pär Lagerkvist, Il nano, 1944)

Ricordatevi, o giovani, che le donne sono bestie. Non potete acchiapparle perché non hanno la coda, ma se le picchiate in testa sentono. (Beppe Fenoglio, La malora, 1954)

Le puttane battono a soldi. Ma quale donna si dà altro che a ragion veduta? (Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/1950 – postumo, 1952).

Le donne sono animali fondamentalmente stupidi ma si concentrano sul maschio con un impegno così totale da riuscire spesso a sconfiggerlo quando lui pensa ad altro. (Charles Bukowski, Taccuino di un vecchio sporcaccione, 1969)

La moralità di una donna consiste nel credere profondamente alle proprie menzogne (Roberto Gervaso, La volpe e l’uva, 1989)

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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86 risposte a La devozione verso le donne

  1. Paolo1984 ha detto:

    Per quanto riguarda Faulkner e Fenoglio e credo anche Bukowski (che in effetti non era certo un femminista ma non credo ritenesse le donne “animali stupidi”) è bene far notare che le frasi sono tratte da romanzi quindi non necessariamente rispecchiano il pensiero dell’autore

    • Rispecchiano comunque la cultura nella quale gli autori erano immersi…

      • Paolo1984 ha detto:

        sì o rispecchiano la cultura, la società, il periodo che volevano raccontare.
        In linea di principio trovo non molto corretto attribuire all’autore pensieri e idee espresse da un personaggio dei suoi romanzi.
        Comunque voglio farti presente che i mascolinisti hanno bell’e pronta una lista di citazioni attribuite a femministe radicali (non vogliono capire che ogni movimento di liberazione ha delle correnti radicali, estreme e “discutibili”) con cui rispondere…con un metodo come questo si potrebbe dimostrare qualunque cosa

      • A che servirebbero le loro citazioni? Io ho forse scritto da qualche parte “nessuna donna nel corso della storia ha detto o scritto stupidaggini di vario genere?” Citazioni di quel genere non sono pertinenti. Aristotele, Sant’agostino, Martin Lutero Schopenhauer, Nietzsche.. sono tutti personaggi che hanno avuto una enorme influenza nella cultura occidentale. Possiamo dire la stessa cosa del pensiero di qualche femminista radicale? Sostenere che la nostra cultura si basa sulla “devozione verso la donna” è semplicemente ridicolo. Vogliamo parlare della caccia alle streghe? Esiste qualcosa di analogo alla mattanza causata dal volume “Il martello delle streghe” di Sprenger e Kramer?

      • Paolo1984 ha detto:

        Ricciocorno, io sono d’accordo con te..ti stavo facendo presente che il metodo “lista di citazioni” lo usano anche loro quindi devi prepararti a rispondere

      • Credo che dovranno rassegnarsi a piagnucolare tra loro nei loro spazi… 🙂 Libertà di espressione non significa che gli altri sono obbligati ad ascoltare. Si delizieranno viecendevolmente con le loro citazioni.

      • alessiox1 ha detto:

        Be e poi anche nel antichità c’erano posti in cui le donne non erano trattate tanto male, prendiamo sparta, le donne potevano anche fare sesso con più uomini, potevano divorziare , erano istruite , facevano molta attività fisica gareggiando in molti sport, e durante l’attività fisica spesso stavano nude , gareggiavano nelle olimpiadi e anche nella gymnopaedia una manifestazione dove gli atleti uomini e donne erano nudi, e le donne oltre che come atlete potevano anche fare da pubblico cose vietate per esempio ad Atene.

      • Warlordmaniac ha detto:

        X Ricciocorno. La nostra cultura è stata sicuramente più influenzata dai fatti della nostra vita; cioè dalle scelte, dai rifiuti e dalle proposte che abbiamo ricevuto o dato. In un mondo dove la selettività sessuale maschile si autocensura, la diretta conseguenza è una mascolinità molto debole. La scarsa selettività (innaturale) maschile è figlia della misoginia o del famelico patriarcato? Direi proprio di no. Se non è devozione, come la chiamiamo allora?

      • “La nostra cultura è stata sicuramente più influenzata dai fatti della nostra vita; cioè dalle scelte, dai rifiuti e dalle proposte che abbiamo ricevuto o dato.” Ma in che senso scusa??? I fatti della vita di chi???

      • IDA ha detto:

        X Warlordmaniac: Se si parte da presupposti sbagliati, si arriva a conclusioni sbagliate. La cultura è ciò che fa gli uomini diversi dagli animali.. costituisce una specie di memoria collettiva, è quella che permette la produzione materiale e spirituale.. Cultura, sono anche le regole del comportamento umano, tramandate da generazione in generazione.. (il patriarcato è cultura). Quello che parli te, (scelte,rifiuti ecc.) è l’esperienza individuale, che come gli strumenti culturali, (conoscenze tecniche, ecc.. ) fanno parte della cultura individuale.. patrimonio individuale.
        La selezione della specie non è fatta solamente dal rappresentarsi dall’alternativa tra morte e sopravvivere, ma anche dai contenuti della sopravvivenza, cioè la cultura.. Altrimenti la specie umana non sarebbe sopravvissuta.. Poi: Scarsa selettività maschile? Dimentichi che siamo 7 miliardi nel mondo. La selettività maschile si autocensura.? Che vuol dire? Mascolinità molto debole? Mascolinità intendi come identità di genere o ruolo di genere? E in tutto questo cosa c’entra la devozione verso le donne? Non capisco la logica…

      • Warlordmaniac ha detto:

        X Ida. Primo paragrafo: Ok, parlo dell’esperienza che si fa o farà. Risposta alle domande del secondo paragrafo: Sì, hai capito; no, non lo dimentico, ma non dimentico neanche esiste la concorrenza del proprio sesso; significa che l’uomo attuale necessita di avere rapporti e pubblicizzarli, con donne non piacevoli (a lui, NON IN GENERALE), ma che li qualifichino (“fare curriculum”) come “attivi” o “capaci” o “uomini”, in pratica come nel mondo del lavoro al tempo della crisi economica; intendo che l’impronta maschile è debole proprio a causa dell’eccessivo accomodamento descritto appena sopra; la devozione è proprio questo: è la grande importanza che si dà al giudizio (i fatti più che le parole) femminile.

      • l’uomo attuale necessita di avere rapporti e pubblicizzarli, con donne non piacevoli (a lui, NON IN GENERALE), ma che li qualifichino (“fare curriculum”) come “attivi” o “capaci” o “uomini”: necessita? E a chi deve dimostrare di essere “attivo”, “capace”, “uomo”? Immagino ad altri uomini, quelli che gli chiedono il curriculum da “vero uomo” nel mondo del lavoro (dove sappiamo che ad occupare i ruoli decisionali sono principalmente i maschi).
        Quindi che c’entra il giudizio femminile?

      • IDA ha detto:

        Io spero di non essere rientrata in qualche curriculum!

      • Warlordmaniac ha detto:

        X Ricciocorno. Le pretese sono originariamente femminili. Prego a tutti di fare attenzione perché sono concetti importanti, ma complessi da spiegare. La pretesa verso l’uomo è FEMMINILE. E fin qui siamo nel fisiologico. Ma perché sono antifemminista? Perché la situazione attuale non è fisiologica, bensì patologica e l’idea è di riportarla ad uno stato fisiologico. Questo set di pretese è diventata RELIGIONE e plasma la nostra società attuale. Se noi persone, di tutti i sessi, diamo troppa più importanza alla pretesa femminile rispetto a quella maschile siamo in pieno regime ginarchico. Non un semplice incrocio “X” eterosessual-lineare da gusti M/F a comportamenti M/F, bensì un’iperpolarizzazione tumorale che è la risposta anche a ciò che chiedi sopra: la dimostrazione di un elevato valore sessuale e qualità attraenti alla donna devono essere mostrate e pubblicizzate sia a donne che a uomini, i quali uomini hanno tutto l’interesse ad eliminare concorrenti “inciampanti” attraverso un’opposizione attuata in svariate forme (che varia dal bullismo alla guerra armata alla malapolitica). Se hai mai letto il forum della QM non ti sarà sfuggito, infatti, un concetto ricorrente, ovvero che il peggior nemico dell’uomo è l’uomo stesso.

      • Le pretese sono originariamente femminili. “Originariamente”??? A quale tipo di origini si fa riferimento? Le origini dell’umanità? Del pensiero? Del femminismo? “La pretesa verso l’uomo è femminile”: la pretesta verso l’uomo? E cosa si pretende dall’uomo? Perché se si pretende di non essere ammazzate o picchiate o stuprate, io non ci trovo nulla di “ginarchico” in questo genere di pretese… Anzi, non le chiamerei neanche pretese.
        Se l’uomo è il peggior nemico di se stesso, a maggior ragione non può pretendere di definirsi il devoto amico delle donne: leggo.it/NEWS/ESTERI/lisa_gettany_picchiata_gettata_palazzo_video/notizie/348756.shtml

        Comunque, all’elevato valore “sessuale” delle donne e alle qualità “attraenti”, mi sento di rispondere così: http://www.youtube.com/watch?v=boiKhFQdLjs

      • IDA ha detto:

        Le pretese ( se intendi per pretesa; chiedere o rivendicare con decisione) sono sempre fatte dal subalterno.. Il carcerato ha la pretesa della libertà, non il carceriere.. ma non toglie che tutti e due sono prigionieri.. ma se il carceriere apre la porta e va a casa o dove li pare, il carcerato può uscire e non avrà più nessuna pretesa.. e tutti e due saranno liberi….

    • IDA ha detto:

      Ognuno è figlio del suo tempo, ma i letterati, non sono assolti, solo perché letterati.. la famosa frase “Ogni donna la sua fortuna ce l’ha fra le gambe.” È di Balzac.. uno scrittore.. e non è tratta da un romanzo ma da un saggio.. Poi Bukowski…. Bukowski, prima mi piaceva, anche se non molto. Poi ho letto “Donne”.. e da li mi sono liberata di tutti i suoi libri.. Non so cosa passa per la testa di certi uomini, quando ad una certa età si sentono in dovere di fare elenchi delle donne che si sono scopate o sbattute, non ricordo quale verbo usa lui.. Se prendiamo; Histoire de ma vie, di Giacomo Casanova, vi troviamo molte donne, con i loro sentimenti, le loro speranze, dei profili psicologici, precisi. Casanova, parlava di donne perchè le conosceva. Perché l’interessavano e aveva empatia con loro.. Bukowski, NO! C’è solo il suo ego, il suo uccello, poi delle bocche, fiche e culi. Ma non c’è una donna in tutto il romanzo..

      • Paolo1984 ha detto:

        non assolvo nessuno. Gli scrittori, anche i grandi, sono esseri umani coi loro difetti, le loro debolezze e anche le loro piccole o grandi meschinità, non sono santi (e va da sè che si può essere un grande artista e un essere umano disgustoso, una cosa non esclude l’altra e non la implica)..invitavo a fare dei distinguo

      • Ricordo che rimasi sconvolta, da piccina, nel leggere un articolo che raccontava che l’autore del libro Cuore picchiava moglie e figli…

      • IDA ha detto:

        Si ho capito Paolo.. tu dici del distinguo, nel caso una frase fosse stata messa in bocca ad un personaggio, quindi non vuol dire che sia il pensiero dello scrittore, ma del personaggio.. questo distinguo credo che sia stato fatto..

        Ricciocorno, non lo sapevo.. Edmondo che picchia la moglie e i figli, e pensare a quante scuole li hanno dato il suo nome..perchè era un pedagogo. E pensare che ha anche scritto un libro che si intitola “Socialismo in famiglia”. Si vede che sopratutto lo praticava.. botte a tutti in parti uguali! ……

      • alessiox1 ha detto:

        a quindi per te essere dei casanova non è una cosa negativa? a ne sono felice in genere voi femministe disprezzate gli uomini che sono stati con molte donne.

      • IDA ha detto:

        X Alessio x1. Primo, Il mio apprezzamento per Giacomo Casanova, era riferito allo scrittore Giacomo Casanova.. Cosa vuoi che mi importa, con quante donne è stato un uomo.. quello che io critico è l’atteggiamento, la considerazione che ha delle donne, cioè con dei loro simili.. è la differenza, ben precisa che ho fatto di sopra tra Casanova e Bukowski.. Ho cercato su Googol, delle frasi misogene di Casanova.. non le trovi, al massimo ci può essere questa: “…..tutte le donne, oneste o no, si vendono. Quando ha tempo un uomo le compra con premure e attenzioni e quando ha fretta, come me, adopera i regali e l’oro.” Prova ad andare a cercare Bukowsk!

    • Yellow ha detto:

      Quoto Paolo, penso sia importante separare l’autore dal narratore ed ancora più importante è separarlo dal personaggio. Poi, certamente, quello che Fenoglio, Faulkner e Bukowski (ma anche molti altri) hanno scritto riflette il contesto culturale in cui vivevano ed indubbiamente esiste(va) chi la pensa(va) in questo modo, ma solo perché un autore racconta una determinata realtà non vuol dire che la condivida. Mi vengono sempre in mente i romanzi di Verga, in questi casi, dove le vicende sono raccontante attraverso il punto di vista popolare, che non è assolutamente quello dell’autore.

  2. paolam ha detto:

    Grazie di questa galleria degli orrori 🙂 ogni tanto ce vo’. E’ ovvio che ogni frase va letta nel suo contesto ma, appunto, se non altro ci dice, indefettibilmente, qualcosa sul contesto 😉 E mi sembra più che abbastanza.

  3. alessiox1 ha detto:

    Be però noi non sappiamo se nel antichità ci siano state società matriarcali, e poi per dei motivi ovvi, nel antichità non esistendo i preservativi era ovvio che se facevi sesso con una donna , era probabile che rimanesse incinta,quindi al epoca per dei motivi pratici e non ideologici era ovvio che le donne si occupassero della prole e del agricoltura.
    P.S. solo perché ho criticato alcuni tuoi articoli mi sembra eccessivo chiamarmi misogino e maschilista.

  4. Marcie ha detto:

    Ma se anche quello che hai postato ( e che rispecchia una visione millimetrica della donna nella società passata e presente e sicuramente futura, almeno fino a domanimattina) andasse di pari passo con la devozione verso la donna ( cosa vera quando ci vogliono madonne…)
    non cambierebbe la sostanza.
    Poi, ti dirò, la devozione possono pure mettersela in quel posto, non ce ne facciamo nulla.
    Meglio il rispetto

    • La devozione (in latino: fare un voto) nell’antica religione romana era l’atto con cui un comandante militare si sacrificava votando la propria vita alla divinità (principalmente agli dèi degli inferi, o Mani), insieme all’esercito nemico allo scopo di ottenere la sua distruzione. Questi signori sono convinti che una delle caratteristiche del maschio è quella di sacrificarsi, di morire, per le donne. Eppure, se leggiamo i giornali, sono le donne quelle che muoiono per mano degli uomini e non viceversa. Pertento ritengo che il termine “devozione” sia fuori luogo… anzi, mi sento proprio presa in giro.

      • alessiox1 ha detto:

        comunque esistono ancora oggi alcune civiltà matriarcali , come quella dei Mosuo in cina “La matriarca di un clan, con l’aiuto delle sue sorelle, si occupa degli affari sociali, economici e della casa. È l’amministratrice di tutti i possedimenti del clan: la casa, i campi, gli animali ed i prodotti alimentari domestici, come i cavalli, che sono di solito usati dagli uomini del clan (i suoi fratelli ed i figli). Generalmente il fratello viene scelto per essere il rappresentante del clan e aiuta la matriarca negli affari esterni, la comunicazione con i vicini e la pianificazione del lavoro degli uomini. Durante le danze in onore della dea dell’Amore “Gan mu”, le giovani donne scelgono un nuovo partner fra i giovani uomini. Gli uomini non possono scegliere. L’eletto ha il diritto di andare a trovare la donna nella propria camera da letto la stessa notte. Tuttavia la mattina seguente all’alba deve lasciarla perché non ha alcun diritto di vivere con essa. Tale pratica viene detta in cinese “zou hun”, matrimonio-passeggiata. I figli appartengono esclusivamente alla madre ed al suo clan. La figura del padre biologico è inesistente. Gli uomini e le donne non vivono insieme ma ciascuno nella propria famiglia d’origine. I fratelli delle giovani donne si prendono cura delle nipotine e dei nipoti, che sono considerati come loro figli. Quindi a tali zii è affidata la paternità sociale dei bambini, tipica delle società matrilineari. I bambini, secondo i Mosuo, vengono dal regno degli antenati e non da un uomo dell’altro clan, poiché le antenate vengono venerate, i bambini sono sacri. Secondo i Mosuo le antenate ritornerebbero in vita attraverso i bambini. Durante lo sviluppo del bambino, i membri del clan lo identificano con un antenato. Alla cerimonia d’iniziazione, alla bambina verrà dato il nome dell’antenata a cui è stata associata e da quel momento viene considerata a tutti gli effetti come una reincarnazione dell’antenata stessa. Quando una anziana donna muore, durante la sua cerimonia funebre il costume d’iniziazione di una ragazza di tredici anni e dei viveri, sono posti vicino alla sua bara, perché secondo i Mosuo: “ritornerà come giovane donna.”

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        Questi signori sono convinti che una delle caratteristiche degli uomini è quella di sacrificarsi, di morire, per le “femmine”.Eppure, se leggiamo i giornali, sono gli uomini quelli che muoiono(morti sul lavoro) in luogo e per conto delle donne e non viceversa

      • Emanuele un uomo non va a lavorare “per conto delle donne”, va a lavorare perché, a parte alcuni ricchi fortunati che campano di rendita, tutti lavorano, uomini e donne. Quelli che muoiono sul luogo di lavoro non muoiono “per le donne”, muoiono per la mancata applicazione delle norme sulla sicurezza, che di sicuro è una vergogna di questo paese, ma non è pertinente.

      • Warlordmaniac ha detto:

        X Ricciocorno. E’ vero che si lavora per mangiare, ma basterebbe un piccolo part-time, vivere in un appartamento modesto con le spese unicamente per le proprie passioni.

    • Warlordmaniac ha detto:

      Il rispetto verso la donna oggi è altissimo; di un’altezza patologica in molti casi prima della concessione sessuale.

      • Vale ha detto:

        “di un’altezza patologica in molti casi prima della concessione sessuale”
        che suona tanto come “Ti tratto bene finché non fai sesso con me, poi, quando ho ottenuto l’unica cosa che mi interessa, ti tratto come uno scarto”… toh!, guarda un po’, se ne sentono tanti che ragionano così!
        Vale

      • Warlordmaniac ha detto:

        X Vale. Certo, è così.. E le donne non sono certamente spettatrici passive o povere vittime.

      • Vale ha detto:

        Sai, Warlord, ti stupirà, ma al mondo ci sono un sacco di individui che considerano gli altri individui come PERSONE e non come meri oggetti con l’unico fine di soddisfare i desideri sessuali dei primi. In quest’ottica, ti sarà spero più facile immaginare che molte persone apprezzano gli altri in quanto esseri dotati di una personalità, di modi di fare, gusti, idee, pensieri, insomma, di un’anima, e che quindi riescono a trattarli da esseri umani e volere una relazione con loro anche DOPO un rapporto sessuale. Fantascienza, eh!
        Vale

  5. IDA ha detto:

    Illustrare il post, con un dipinto preraffaellita, certo non è un caso…Classica pittura dell’età vittoriana..

  6. IDA ha detto:

    Alessio.. ora io non ho capito da dove hai tirato fuori il matriarcato, per quello che mi riguarda io sono contraria al matriarcato in egual misura al patriarcato.. io e come me quasi tutte, siamo per l’uguaglianza nei diritti e nella dignità, e non per la supremazia.. Ora l’esempio che porti, non lo conosco, ma bisogna stare attenti perché le scienze sociali, tra cui l’antropologia, fino a qualche decennio fa erano molto androcentrica.. Gli antichi Romani, consideravano gli Etruschi, una società matriarcale.. tesi sostenuta anche da alcuni archeologi, fino agli anni 60… Ma quali erano gli elementi che facevano, considerare la società etrusca un matriarcato? Tre cose: Le donne, mangiavano a tavola con gli uomini, Venivano seppellite con i rispettivi compagni. Avevano il diritto dell’eredità.. Per i Romani, e alcuni archeologi, bastavano queste tre cose, per dire che nella società etrusca comandavano le donne….

  7. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Beh, ma questo cambia tutto! Controlla l’IP dei commentatori astiosi, Ricciocorno, vedrai che postano tutti dalla Cina….

  8. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Chiedo scusa per la confusione, credevo che Alessio avesse risolto il mistero di tutti i commentatori che sostengono di vivere in una società che opprime gli uomini e privilegia le donne…forse sono tutti Mosuo. Era solo un’idea…:-\

    ps. non riesco a rispondere direttamente ai commenti, non so perché 😦

  9. Ida: Non ragioniam di lor, ma guarda e passa, come suggerisce il sommo poeta 🙂

  10. Vale ha detto:

    Io invece vorrei far notare una cosa. Che nei millenni della razza umana, prima o poi, in un angolino dimenticato di mondo, ci sia stata una società “matriarcale” (la metto fra virgolette, perché da quanto ho letto sopra non mi pare manco una società egualitaria, figuriamoci matriarcale), non inficia assolutamente l’argomento principale, ossia che nel 99% dei casi, la società sia patriarcale e implichi forti discriminazioni per le donne. Non nascondiamoci dietro a un dito del tipo “ma almeno una volta nella storia dell’Universo hanno (più o meno) comandato le donne”. Non c’entra nulla.
    Vale

    • paolam ha detto:

      Grazie Vale, anche per aver dimostrato che si può farla molto semplice, ad essere acute 🙂 Comunque sempre mi riprometto, eh, di scrivere trattatello divulgativo sul tema 😀

  11. Warlordmaniac ha detto:

    Anche negli ultimi decenni ci sono uomini che osano criticare le donne, ma questo non significa che non esiste la devozione verso la donna e il suo corpo. La bestemmia verso un Dio non testimonia affatto l’assenza di una religione, perlomeno non in quell’ambiente. Nel mondo occidentale, siamo più infognati dei talebani.

    • Ma quale religione? Ma quale devozione?

      • Warlordmaniac ha detto:

        Ha degli amici uomini? Fa’ a loro questa domanda: “quando siete tra uomini, quali sono gli argomenti più trattati e in che percentuale?”

      • Ho molti amici uomini. L’argomento principe è sicuramente il calcio. Di molte misure segue il lavoro. Al numero 3, soprattutto in questo ultimo periodo, la politica.

      • Warlordmaniac ha detto:

        “Quando stanno tra di loro” cioè senza donne, tanto meno fidanzate, che li ascolti.

      • Dimentichi quegli uomini che non hanno “fidanzate”, ma magari dei fidanzati. Dimentichi che “gli uomini” non sono una categoria omogenea, ma un insieme enorme di individui diversissimi tra loro, ognuno con i suoi particolari interessi.

    • Yellow ha detto:

      vorrei tanto sapere cosa c’entrano gli argomenti di cui parlano gli uomini con la presunta devozione verso le donne..

      • IDA ha detto:

        Centra.. centra… Sappiamo bene di cosa parlano quando sono da soli.. sono genuflessi in adorazione delle donne.. Mi fa venire a mente, quando qualche anno fa, sul computer di un mio collega, fu trovata una lista di noi donne, loro colleghe, che ci avevano divise in “trombabili” e “non trombabili”, e davano un punteggio ad ognuna di noi.. Erano solo in tre, ( gli autori, ma gli uomini lo sapevano tutti che c’era questa lista) Il bello che questi tre si sono anche offesi, perché alcune di noi, abbiamo fatto le nostre dimostrazioni, nei confronti della loro “adorazione”.

      • Paolo1984 ha detto:

        Ida, mi sa che anche (alcune) donne fanno di queste liste sugli uomini.
        Può essere considerato squallido (io non lo farei), ma è una cosa che esiste

      • Vale ha detto:

        Guarda, nella mia azienda ci sono 500 uomini e tipo 15 donne. Nel mio ufficio siamo io e 40 ingegneri. Credi a me, gli argomenti li sento tutti e di devozione non ne vedo nemmeno un po’ -_-‘
        Vale

      • Paolo1984 ha detto:

        voglio dire che personalmente non farei mai “liste” anche se come tutti e tutte posso trovare certe persone più attraenti di altre

      • Yellow ha detto:

        Ma non ho capito proprio cosa intendesse! Il fatto che gli uomini parlino per lo più di donne quando sono soli (cosa che tra l’altro non credo nemmeno sia vera..) non vuole mica dire che le adorino, anzi…
        Forse poi non è chiaro che alla maggiorparte delle donne non importa proprio un bel niente dell’essere adorate (a me no di sicuro), ma vorrebbero essere rispettate.

      • IDA ha detto:

        Paolo 1984. Si lo so, che anche alcune donne fanno di queste liste, ma questo non giustifica nulla, non è che diventa giusto perchè lo fanno anche le donne, poi qui si parlava di uomini..

  12. Chiara ha detto:

    Ho letto il post precedente e i relativi commenti. Cosa dire… un vero casino. Gente che sparava cazzate e si incazzava pure se glielo si faceva notare. Poi leggo questo post e continuo a leggere le stesse cazzate dalle stesse persone. Perchè gli uomini (NON TUTTI, ovviamente) si devono sempre, sempre irritare se a loro viene chiesto di “pensarci su”? Perchè non si mettono in discussione? Il loro ego ne risente, per caso? ESEMPIO: se un americano mi dice che in Italia c’è la mafia, io non mi scaglio contro di lui dicendo che non è vero, che deve pensare ai ca**i suoi, che “come ti permetti, deficiente! pensa a casa tua!”, ma gli dico che “sì, è vero e cercheremo di migliorare”. Non gli rispondo neanche “sì, ma… (è il “sì, ma…” che ci frega sempre…), gli rispondo “sì, è vero” e basta. Lo prendo come spunto di conversazione.
    Io sono una donna, ma per nessun motivo vorrei essere nè venerata, nè vorrei che qualcuno mi fosse devoto. Essendo una donna, vorrei avere un rapporto paritario con il mio compagno. Però mi giro e mi volto e vedo tutto, tranne che parità. Vedo donne che si accollano la crescita dei figli, la pulizia della casa, la spesa, il pagamento delle bollette e in più devono ricordarsi delle tasse e del 730; se un uomo dimentica di comprare i pannolini per il bebè “è stanco, poverino, ha lavorato tanto”; se è una donna a dimenticarli “ma dove ce l’hai la testa?”. Gli uomini pretendono spesso che la moglie stia a casa, una volta che il/la figli* è nat*, salvo poi chiamarla “arpia” e “puttana succhiasangue” se e quando si separano, in caso di richiesta di assegno di mantenimento. Ma come? Prima hai quasi “preteso” che io facessi la madre e la moglie, per non avere rotture di scatole col lavoro (e badate bene: la decisione spesso la fate passare come nostra, mentre spesso è a causa delle vostre pressioni più o meno velate la nostra scelta di rimanere a casa) e adesso calci in bocca se ti chiedo i soldi per riuscire a mangiare, visto che ho lasciato il lavoro perchè TU mi hai assicurato che ci saresti stato sempre?
    Se su 100 persone, ad essere uccise a causa del proprio sesso sono 95 donne e 5 uomini, non si può proprio equiparare la cosa (e, uomini, smettetela di dire che siete voi a morire per la maggior parte delle volte, perchè qui non si sta contando il/la mort* per incidente o a causa del lavoro, ma il/la mort* a causa del proprio sesso). Così vale anche per la società matriarcale. Se su 1000 società, 999 sono patriarcali e 1 sola è matriarcale, non si può proprio dire “sì, ma c’è anche il matriarcato” (è il “sì, ma….” che ti frega….). E’ come dire “abbiamo 1000 pacchi di penne e 1 di spaghetti, ma come vedi, facciamo rifornimento anche di spaghetti”. Qui ci stiamo solo prendendo per il culo. Non c’è, tutt’oggi, la parità, perchè a molti uomini conviene così. Oggi non esiste neanche più la devozione verso la donna e, come dice uno di voi “Il rispetto verso la donna oggi è altissimo; di un’altezza patologica in molti casi prima della concessione sessuale”, sottintendendo che, finchè non ve la diamo, voi siete gentili e simpatici (purtroppo, però, sempre meno spesso è vera questa affermazione); nel momento in cui ve la diamo, per voi diventiamo meno del nulla e dobbiamo toglierci di torno, perchè voi avete la vostra vita e non volete fastidi. Compreso, magari, un figlio indesiderato.

    • Vale ha detto:

      Chiara, ti abbraccio commossa!
      Vale

    • Yellow ha detto:

      Verissimo. Aggiungerei inoltre che muoiono anche le donne sul lavoro, però quasi nessuno ne parla. Inoltre a pochissimi è chiara la definizione del termine femminicidio che non è “l’omicidio di una donna”. Se io ammazzo una signora per rubarle il portafogli non ho commesso femminicidio. Ho commesso un omicidio, un gesto deplorevole, vergognoso, disgustoso, che non si chiama femminicidio. Abbiamo un femminicidio quando una donna viene uccisa perché è considerato dal suo (e in misura minore dalla sua) carnefice una proprietà, che non ha diritto di prendere una decisione da sola (del tipo “ti lascio”), che non può reclamare i suoi diritti (“sono incinta di Te, voglio che ti occupi del Tuo bambino” oppure prende una decisione che esce dallo sterotipo della donna-madre-moglie e quindi non viene tollerata: sceglie di non avere figli, sceglie di lavorare (di partecipare a un concorso di bellezza magari), ecc..

      • alessiox1 ha detto:

        Scusami voi femministe parlate sempre del discorso di non avere figli, ma scusami tu conosci uomini sposati che non vogliono fare figli io dubito,tu parli di concorso di bellezza io pensavo che le femministe non li sopportavano e poi ormai sono stati sdoganati nessun avrebbe problemi a vedere la propia moglie,madre sorella ecc… fare questi concorsi.

  13. Vale ha detto:

    Alessio, il problema non è che le femministe devono decidere se un’altra donna può o meno fare un concorso o avere figli. Il problema è che ogni donna dev’essere libera di scegliere ciò che vuole, in totale libertà dai vincoli che la società impone.
    “ormai sono stati sdoganati nessun avrebbe problemi a vedere la propia moglie,madre sorella ecc… fare questi concorsi.”
    perché, se non erano stati sdoganati, una signora non poteva iscriversi senza il permesso del parentado maschile? Lo vedi il patriarcato dove sta?
    A me i bambini fanno schifo (sul serio, li vedo per strada con le manine unticce e la bava alla bocca e faccio un salto indietro). Conosco un sacco di ragazze che la pensano come me e pure un sacco di ragazzi. Il fatto è che se lo dice un maschio, va bene. Se lo dice una femmina, è una donna snaturata e sicuramente cambierà idea. Se io voglio dedicarmi alla carriera, devo essere una donna frustrata. Se lo fa un uomo, è competitivo e vuole realizzarsi.
    È *questo* contro cui combattono le femministe.
    E sì, conosco uomini sposati che non vogliono figli. Basta parlarsi chiaro prima del matrimonio e se entrambi i coniugi sono d’accordo per non averne (o per averne) va tutto bene. Si chiama onestà e non imporre la propria decisione all’altro coniuge. Ma le cose vanno dette onestamente subito. Ognuno dev’essere libero di fare le proprie scelte, nel rispetto degli altri.
    Vale

    • Paolo1984 ha detto:

      sarebbe giusto dire che a volte una persona (donna o uomo) può cambiare idea sul non volere figli e a volte no

      • Vale ha detto:

        E cosa c’entra questo con ciò che ho detto prima? Assolutamente nulla. Paolo, non avevamo un patto che io ignoravo i tuoi commenti e tu i miei, visto che come al solito pare che non riesci a cogliere cosa cerco di dire?
        Io evito di commentare i tuoi, tu fa lo stesso coi miei, ché tanto non ci sono santi che ci capiamo. Grazie.
        In ogni caso, una persona potrà anche cambiare idea, ma voler sposare qualcuno che non la pensa come noi su un dato argomento, solo con la speranza che forse, prima o poi, cambierà idea, è una grandissima idiozia.
        Vale

      • Paolo1984 ha detto:

        sono d’accordo che è una idiozia. Scusa se non ti ho ignorato, avevo dimenticato il patto.

    • alessiox1 ha detto:

      Vale “perché, se non erano stati sdoganati, una signora non poteva iscriversi senza il permesso del parentado maschile? ” quando parlavo di sdoganamento mi riferivo a qualcosa che ormai la società accetta senza problemi, e questo vale sia per gli uomini che per le donne.

    • alessiox1 ha detto:

      Be io certo di fare il possibile per non “aiutare” il patriarcato, e tornando sempre al discorso di prima be un marito può non condividere una scelta della moglie ma le cose sono due o l’accetta a testa bassa o la lascia non ci sono altre vie.

  14. Yellow ha detto:

    per alessio x1
    >>tu conosci uomini sposati che non vogliono fare figli io dubito
    sì, ne conosco e non vedo che problema ci sia nel non volere figli da sposati.
    Per il resto ho parlato di concorsi di bellezza proprio riferendomi a un caso di cronaca di qualche mese fa dove una ragazza è stata aggredita perché aveva partecipato ad un casting per un concorso di bellezza. Quindi evidentemente qualcuno ha problemi nel vedere la propria moglie, madre, sorella fare questi concorsi e non si tratta del tipo di competizione in quanto tale, si tratta dell’impossibilità di concepire che una donna possa prendere decisioni autonome

    • alessiox1 ha detto:

      Be considerando da quanti anni esistono i concorsi di bellezza mi stupisco che qualcuno abbia questo tipo di remore , e chiaro che una donna possa prendere decisioni da sola ma su certi argomenti sarebbe preferibile parlare insieme al proprio compagno,marito ecc…. questo vale pure per gli uomini ovvio.

      • Vale ha detto:

        Alessio, il punto è proprio questo. Per molti signori, loro hanno diritto di prendere decisioni da soli (e guai a chi gli chiede di discuterne prima, magari in famiglia), ma le signore non hanno lo stesso diritto, in quanto vengono considerate “di proprietà” dei rispettivi partner, padri, fratelli, ecc.
        È proprio questo il senso di “patriarcato” e visto che ne stiamo ancora discutendo, no, non è stato eradicato dalla società, tutt’altro.
        Vale

  15. Spasmo ha detto:

    Cara Ricciocorno, innanzitutto non hai capito una mazza di Aristotele, Pitagora, Schopenhauer… che definirli sessisti è come definire “codista” una lucertola.
    In secondo luogo: se veramente questa tradizione è maschilista, sessista, e quant’altro che sta nella tua immaginazione. PERCHE’ LEGGI? Perché non evapori via da questa società? Perché chiedi di accedere ad un mondo maschilista che è contro di te? Perché non te ne vai su un’isola a prendere il sole con le tue amichette?

  16. Spasmo ha detto:

    Con la tua censura dei miei commenti mi fai capire chiaramente che non solo non hai la capacità di rispondermi, ma che evidentemente stare zitta e non rompere le scatole ti si addice come ruolo, visto che non sai confrontarti alla pari.

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