E’ solo un gioco

Sembra che 5.300 persone al mese si divertano su Facebook col gioco Gay Hunter (il cacciatore di gay): i gay, in questo gioco, sono creature che si aggirano nude per i boschi con l’intento di violentare i malcapitati che decidono di intraprendere una bucolica passeggiata. Il cacciatore deve quindi farli fuori, per il bene della comunità.

«È un gioco molto divertente che esiste da più di dieci anni» scrivono i suoi sostenitori, aggiungendo che «la popolazione gay potrà reagire in due modi: o odierà questo gioco o capiranno che è uno scherzo».

Certi giorni mi chiedo se questo è il mondo che ho sempre abitato oppure se, per qualche strana congiuntura spazio-temporale, ad un certo punto della mia vita sono precipitata in una qualche demoniaca dimensione parallela, come nei romanzi di Philip K. Dick.

“Scherzare”, da dizionario: giocare, trastullarsi con vivace e spensierata allegria; parlare, agire in modo spensierato, dire cose argute e piacevoli al fine di divertire.

Penso al giovane Eric Lembembe: Aveva il collo rotto ed i piedi fracassati; volto, mani e piedi presentavano ustioni causate probabilmente da un ferro da stiro. Torturato e poi ucciso, perché era un attivista dei diritti gay in Camerun… uno di quelli che corre nudo nel bosco come un satiro invasato in cerca di poveri eterosessuali da violentare.

Penso al giovane di Volgograd seviziato a morte con cocci di bottiglia e pietre, per poi essere abbandonato, nudo, nel cortile di un palazzo: aveva ferite su tutto il corpo, la testa fracassata, era stato sodomizzato con una bottiglia. Aveva confessato di essere gay, e i giovani cacciatori che lo hanno eliminato probabilmente sono convinti di essersi soltanto difesi.

Penso al giovane che si è suicidato a Roma qualche giorno fa, dopo aver scritto: «Sono gay. L’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza».

Quando ero ragazzina mi capitò di leggere La lunga marcia, di Stephen King. Non credo che sia tra i suoi romanzi più conosciuti, anche perché è stato pubblicato con lo pseudonimo Richard Bachman.

La trama: cento ragazzi ogni anno vengono selezionati  casualmente da una lotteria e costretti a partecipare ad una gara podistica. Le regole sono semplici: non ci si può mai fermare. Chi rallenta l’andatura per tre volte, viene ucciso con un colpo alla testa dai soldati che seguono la gara. Il vincitore (e sopravvissuto) sarà soltanto uno. Mentre i ragazzi che si accasciano stremati nei loro escrementi vengono freddati e abbandonati sulla strada, il pubblico applaude e acclama. Il pubblico si diverte.

Continuamo a divertirci. Va tutto bene. E’ solo uno scherzo.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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15 risposte a E’ solo un gioco

  1. alessiox1 ha detto:

    Be un conto sono i giochi violenti ma qui parliamo di altro, mi chiedo perché questo gioco non sia vietato.

  2. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Questo post mi ha riempito di orrore, mi ha fatto schiumare dalla bocca e disperare dell’umanità. Poi per fortuna ho letto la lettera di Carlo Giuseppe Gabardini su Repubblica dal quale ho appreso che:

    – suicidarsi è stupido perché essere gay è bellissimo (dunque ho scoperto che i ragazzi si suicidano perché pensano che essere gay sia brutto, invece che per l’odio che la società gli rovescia addosso. Okaaay)

    – che essere odiato perché gay è uguale a essere odiato perché interista (e infatti è vero!Se (non) ci pensate è proprio uguale).

    – che gli omofobi sono pochi e basta fregarsene, anzi se ne parliamo troppo gli facciamo un favore

    – che il problema vero sono quelli che parlano troppo di omofobia perché fanno sembrare che essere gay sia una tragedia (a me la tragedia sembrava fosse la discriminazione, la derisione e il bullismo, mamma come mi sbagliavo!)

    – che lui non dice di essere gay perché non è una notizia (però gli eterossessuali fanno continuamente riferimento alla loro vita sentimentale, mah, sono proprio strambi)

    Ora mi sento tranquillissima, meglio di una boccetta di Valium…

  3. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Ma lui dice che basta prendere per i fondelli l’avversario e alle brutte, scappi o chiami la polizia. Che succede se anche il poliziotto è milanista non lo so…meglio non approfondire.

  4. alessiox1 ha detto:

    La violenza negli stadi è sicuramente una brutta cosa, ma finisce li , qui invece parliamo di vessazioni continue , sicuramente è una brutta piaga.

  5. alessiox1 ha detto:

    Be non esiste una soluzione immediata al problema, però secondo me sarebbe ora di fare una legge forte contro l’omofobia, legalizzare i matrimoni gay, legalizzare le adozioni gay e per ultimo anche se può sembrare insignificante trasmettere sulla rai in prima serata mister gay italia, che servirebbe per fare sapere ad i gay italiani che sono accettati dalla tv pubblica che l’omosessualità e una cosa normale, e quindi ci sarebbero gay famosi orgogliosi della propria omosessualità.

    • IDA ha detto:

      E le lesbiche? No! accettati,non vuol dire fare miss italia in tv.. dici una cosa giusta, normale, e normale deve essere.. Sul matrimonio e adozioni sono d’accordo con te.. anche se, io sono contraria al matrimonio, e non mi sono mai sposata, ma non capisco se due dello tesso sesso desiderano sposarsi, non lo possono fare!

      • alessiox1 ha detto:

        comunque, quando parlavo di adozioni e matrimonio parlavo pure per le lesbiche, e sul concordo di bellezza be c’è era un articolo del espresso che diceva una cosa simile.

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