I “fatti” di Concita De Gregorio

bambine-mascherate

Rispondo a questo articolo di Repubblica perché mi sento chiamata in causa. Leggo, infatti, nel primo paragrafo: Se avete figli alle scuole medie sapete di cosa stiamo parlando.”

Beh, cara Concita, non ho proprio idea di cosa stai parlando. E’ un articolo molto confuso il tuo.

Partiamo dal titolo: “Gli amori disperati“.

“Amore” è sicuramente fra le parole più usate a sproposito del dizionario.

Di solito i giornalisti tirano in ballo la parola “amore” quando devono occultare un reato penale, soprattutto se le vittime del reato sono donne; infatti, anche questa storia parla  di un reato, sfruttamento della prostituzione, e le vittime sono due minorenni di sesso femminile.

Secondo me l’amore con la prostituzione non c’entra proprio niente. Eppure è in bella vista nel titolo: perché?

Cito: “…posta su Facebook un messaggio all’amica: noi due insieme per sempre. Sorrisi, cuoricini, labbra che baciano l’autoscatto, appuntamento la sera al solito posto… le promesse di dannazione e reciproco amore per sempre.”

Il mio sospetto è che, sulla scorta dell’entusiamo collettivo per il film “La vita di Adèle“,  l’intenzione della giornalista sia solleticare qualche morboso lettore (di sesso maschile), alludendo vagamente all’amore saffico.

Infatti le due ragazzine vengono descritte così:

“…i seni prorompenti, le labbra color rubino, …le calze di pizzo nero… Una dark lady dominatrice, quindicenne tatuata in scarpe da ginnastica…”

Purtroppo, dopo il successo delle celeberrime sfumature di grigio, sembra che nessuna donna riesca ad esimersi dal pubblicare qualcosa di erotico.

Secondo la De Gregorio, però, il suo sarebbe un resoconto di “fatti”. E non “fatti” nel senso di “gente che assume sostanze stupefacenti”, purtroppo.

Secondo “i fatti” raccontati dalla De Gregorio:

Le indagini sono in corso, le responsabilità degli adulti tutte da accertare.

Parliamo di minori e sfruttamento della prostituzione: come sarebbe a dire che le responsabilità degli adulti sono “da accertare”?

L’articolo prosegue così:

Di certo ci sono uomini spregiudicati e criminali, consapevoli, che hanno approfittato della fragilità mascherata da onnipotenza di due quindicenni, e chissà se solo di loro due…

Esatto: è certo. Ci sono di mezzo criminali spregiudicati e consapevoli, e sono consapevoli perché sono adulti.

Allora, chiedo nuovamente, in che senso le “responsabilità degli adulti” sono “tutte da accertare”?

Si vuole forse insinuare che in una simile situazione sono le ragazzine coinvolte le vere responsabili?

Aggiunge, la De Gregorio, parlando di “Mirko Ieni, autista e organizzatore di eventi, quello di ‘guadagno 600 euro al giorno’, nel giro della prostituzione si direbbe un pappone, quello che mette i locali e organizza il traffico”:

le ragazzine, quelle che la cronaca chiama baby prostitute, lo sbertucciavano: ma chi ti credi di essere, pensi di essere tu il padrone? Le padrone siamo noi, sei un poveraccio.”

Ehi, attenti: queste baby prostitute, queste dominatrici tatuate in miniatura, avevano l’ardire di prendere in giro un pappone da 600 euro al giorno!

La De Gregorio descrive questo comportamento come “fragilità mascherata da onnipotenza”.

Quindi sembrerebbe riconoscere che delle ragazzine non possono veramente “dominare” degli adulti “spregiudicati e criminali”… Però non se la sente di attribuire a quegli adulti delle responsabilità: secondo lei devono essere ancora “accertate”.

Non è molto chiaro. Sono una mamma, ho un figlio che va alle scuole medie, ma non ho proprio capito cosa voglia dirci davvero questo articolo.

Soprattutto quando leggo:

Tremano, i pedofili che hanno pagato le quindicenni. Commercianti, professionisti, consulenti d’immagine. Avranno di certo famiglia, i clienti delle due quindicenni: avranno mogli e figli. Sulla pagina Fb d Mirko Ieni c’è un rosario di solidarietà, “non so cosa sia successo e non ci credo, sei er mejo”.

I pedofili che hanno pagato le quindicenni forse hanno famiglia, forse hanno moglie e figli. Adesso tremano. Forse piangono lacrime di coccodrillo. Questo scatena la solidarietà popolare.

E – non vorrei sbagliarmi – un pochino anche quella di Concita.

Il suo indugiare sui capi d’abbigliamento delle due ragazzine (i “seni prorompenti”, “i baci scarlatti”…) somiglia all’atteggiamento tipico dello stupratore: dai, la verità è che se la sono voluta, queste “bambine mascherate”! Erano mascherate da adulte: magari qualcuno c’è cascato e le ha prese per navigate dark ladies! E poi… mettono le loro foto su internet!  Rispondono male alla mamma! Tiranneggiano un pappone! Hanno addirittura dei tatuaggi!

Se un bravo papà di famiglia ci casca, vogliamo forse rovinare la vita a lui e ai suoi bambini solo perché si è fatto un giretto nell’appartamento dei Parioli?

Si sa come sono gli uomini: tonti. Fanno i commercianti, professionisti, consulenti d’immagine, ma non sono capaci di distinguere una donna da una bambina, se poi questa si “maschera da donna”  e ostenta “onnipotenza” per loro è praticamente impossibile. Un povero padre di famiglia non ci arriva a comprendere che dietro tutta quella arroganza c’è solo una adolescente confusa e problematica! Soprattutto quando è obnubilato da un paio di calze a rete… Un uomo non può fare a meno di cedere alla tentazione e prenotarsi.

Cara Concita, da mamma a mamma: prima di scrivere di certi argomenti, prima di scrivere di “bambine”, leggiti questo:

Come scrivere di violenza sessuale

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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30 risposte a I “fatti” di Concita De Gregorio

  1. alessiox1 ha detto:

    Be qua parliamo di minorenni, loro questo mondo non lo devono conoscere.

  2. IDA ha detto:

    La solita vecchia storia, si assolve tutti, anche il quartiere, ma non le minorenni, uniche responsabili del degrado morale, sensibili solo al cellulare e a facebook. Io vorrei, una volta, mi basta solo una volta che la signora Concita, mi parlasse di quello che nel giro della prostituzione, – ma solo li- chiamano pappone. Oppure dei clienti, dei professionisti che pagano per andare con delle minorenni, che si preoccupano solamente delle conseguenze professionali e familiari. Cosa fanno cosa pensano, la loro infanzia, la scuola, i loro problemi con il sesso e con le donne. Se hanno figli, con quali occhi guardano la figlia coetanea della loro prostituta? Ma poi sinceramente queste cose mi interessano, il giusto, mi interessa solo che la devono far finita di colpevolizzare le vittime…

    PS: I miei figli le medie l’anno fatte da un pezzo.. ho anche una figlia, ma non ho capito a cosa allude.. poi una si prostituisce, perché manca la figura paterna? Quale teoria psicoanalitica è questa?.. Edipo? Identificazione del genitore del proprio sesso, con il desiderio nel genitore del sesso opposto.. ma la prostituzione non è desiderio ne, come giustamente dici te, non è amore..

    • C’è una corrente di pensiero, che potremmo definire “studi sulla paternità”, che attribuisce all’assenza del padre tutti i mali del mondo… Peccato che non ci sia nulla di scientifico. Anzi, proprio lo scorso anno è stato pubblicato uno studio rivoluzionario in questo senso: “Early Attachment Organization With Both Parents and Future Behavior Problems: From Infancy to Middle Childhood” (Grazyna Kochanska and Sanghag Kim – Child Development, January/February 2013, Volume 84, Number 1, Pages 283–296) che ha dimostrato che un legame sicuro con una sola figura genitoriale (madre o padre) conduce ai medesimi risultati di un legame sicuro con entrambe le figure genitoriali. Insomma due non è meglio di uno…

      • IDA ha detto:

        Si! Avevo letto anche io, un qualcosa del genere e mi convinceva! Anche perchè se sono due, e danno segnali contrastanti e contraddittori, penso che uno si meglio.. poi sai io non me ne intendo più di tanto sono solo una dilettante delle scienze sociali..

    • alessiox1 ha detto:

      Sono uomini che devono andare in carcere e devono essere curati.

      • Vale ha detto:

        Alessio, perdonami se giro il coltello nella piaga… ma tu sei lo stesso che nell’altro post commentava che un uomo è preda degli ormoni, che non può esimersi dal fare sesso e mille altre cose assurde a favore della prostituzione? O cambia molto se lei ha 18 anni meno un gg oppure un giorno di più?
        Anche queste ragazzine “lo volevano”, hanno fatto una scelta consapevole, a sentire alcuni. E’ difficile capire da un’occhiata se una ha 17 anni e mezzo o se ne ha 18… Qualcosa nei tuoi due (diametralmente opposti a un post di distanza) ragionamenti non mi torna.
        Vale

  3. Paolo1984 ha detto:

    sono d’accordo. Non capisco davvero che problema abbia la De Gregorio con le adolescenti che mettono le loro foto su facebook o addirittura osano truccarsi

    P.S.
    La vita d’Adele è un bel film

  4. Yellow ha detto:

    Bellissimo articolo. Ti do pienamente ragione, non da mamma ovviamente, ma da ragazzina quasi coetanea delle due protagoniste della vicenda. Resto sempre più sconvolta dal fatto che facciano più scandalo le baby-prostitute che i loro clienti, quelli che hanno figlie della stessa età delle ragazzine da cui comprano sesso!

  5. paolam ha detto:

    ““fatti” nel senso di “gente che assume sostanze stupefacenti”” ovvero nel senso di chi scrive certi articoli 😀 :D: 😀 Ah, potessimo buttarla a ridere! Purtroppo, invece, questa roba è cultura di massa.

  6. Potarnica ha detto:

    Credo che il problema è che noi “giudicanti” abbiamo un disperato bisogno di trovare vittime che siano totalmente vittime e carnefici che lo facciano per 24h al giorno senza pausa-pipì. Le cose sono complicate perché mescoliamo in maniera confusa i due livelli di responsabilità: a livello sociale, i bambini sono manipolabili e sfruttabili e quindi anche se appaiono “onnipotenti e forti” dietro c’è sempre una manipolazione del loro carattere dai singoli o dalla società. Quindi c’è sempre e comunque una responsabilità sociale degli adulti che va da un 90% del pedofilo a un 10% di tutti noi che ogni giorno, innocentemente (si fa per dire), sosteniamo questa cultura. E poi si scende a livello dei singoli individui dove bisogna accettare il fatto che tutti, anche le vittime, possono avere il loro turno da forti/stronzi e perfino carnefici. Ma bisogna tener presente anche cosa ha spinto un ragazzino a commettere certi atti, che magari sono usati dallo stesso come forma di difesa verso la società o gli adulti.

    Ma non cadiamo nemmeno nella necessità di vedere le vittime come vittime assolute, perché i bambini hanno diritto di essere difesi anche se non sono angeli. E’ ora di crescere per tutti e di capire perché abbiamo tanto bisogno di dividere così nettamente il bene dal male per far rispettare delle – a parer mio – semplici leggi e offrire una cultura migliore alle generazioni che seguono.

    • I bambini non sono angeli? E che vuol dire? I bambini sono esseri umani, e mi sembra più che sufficiente. Ma non sono degli adulti, e questo è un altro fatto. Un bambino può manipolare un adulto? E’ questo che dovremmo chiederci, dopo aver letto questo articolo,perché questo è questo che l’articolo ci propone: due ragazzine che tengono sotto scacco un manipolo di “criminali”. E’ credibile? Secondo me no. E a tale proposito vorrei citare Alice Miller: “Finora la società proteggeva gli adulti e colpevolizzava le vittime. Nel suo accecamento, essa si appoggiava a teorie che, corrispondendo ancora interamente al modello educativo dei nostri nonni, vedevano nel bambino una creatura astuta, un essere dominato da impulsi malvagi, che racconta storie non vere e critica i poveri genitori innocenti, oppure li desidera sessualmente.” (La persecuzione del bambino)

  7. PcO ha detto:

    Con rispetto ma questo post è malissimo:
    1. Se ben era sbagliatissimo di fare soldi con quelle ragazze, dubito che loro non l’avessero anche fatto da sole. Avevano idee di questo tipo già prima di incontrare quel uomo e non sembra che avevano problemi rendendo servizi sessuali. Credo proprio che sia possibilie che una ragazza di 15 anni toma delle decisioni proprie. Si puo sempre indagare perche tomano una decisione cosi poco comune (e probabilmente anche poco inteligente), ma ciò non significa che non era la sua scelta e che quelli uomini se ne approffitavano. È sbagliato perche da adulti dovrebbero sapare che è sbagliato, ma non hanno ingannati o forzati le ragazze. Io che sono donna (ed era una ragazza che ha comesso certi errori) me oppongo ad essere vista sempre e comunque la vittima e se come ragazza hai certe idee nella testa cerchi come viverle. Se non fosse stato con quelli allora avrebbero cercate altri uomini. Magari fosse stato meglio mandarle dal psicologo molto prima adesso. Forse quando partecipavano a tornei di sesso orale. Secondo Lei erano costrette a fare anche questo?
    2. Mi sembra assolutamente offensivo interpretare l’analisis di Concetta cosi. Non ha in nessuna forma detto che le sembra comprensibile che uomini si sentino attratti di ragazzini adolescenti sino che loro due hanno scoperto il corpo e l’hanno usato. In una forma che a loro sembrava di dare potere – anche se questo era magari un’illusione. Non ha nessun atteggiamento di stupratore. Mi sembra che Lei stia leggendo ciò che vuole leggere.
    3. Concetta non ha espresso compassione o solidarieta con i clienti delle due ragazzi. Non si come si puo interpretare questa parte del analisis cosi, ma complimenti Lei ce l’ha fatto.
    Non ci sono piu cose di che arrabbiarsi davvero? O non potrebbe scrivere un analisis femminista di quel che e successo invece di offendere un’altra persona che non ha detto nulla di assolutamente male – anche se non era il migliore dei suoi articoli? Non potrebbe piutosto fare un analisis della societa che insegna a ragazze che beni materiali siano piu importanti che altre cose, ma poi se ti prostituisci sei o puttana o una vittima psicologicamente disturbata? O il fatto che la societa italiana lo considera cosi importante di essere visibile e fare bella figura ed essere bella (almeno se sei donna) invece di insegnare le ragazze di studiare? O che nella televisione italiana non si vede molte donne vestite- ma molti culi? Come mai qualcuno si sorprende di ciò che queste due hanno fatto se poi si guarda i valori e ideali che vengono mostrati e insegnati alle ragazze? Si, è molto facile arrabbiarsi per Concetta, ma lei non è il problema e lamentablemente neanche quegli uomini che hanno sfruttati la stupidita di quelle ragazze. L’Italia è un paese che ha votoato per Berlusconi tante volte. Berlusconi – un uomo che ha fatto sesso con minorenni e non credo che molta gente si avessero veramente sorpreso di questo. In Italia le donne vengono sessualizzate, ma le idee patriacali che il sesso rende una donna sporca, che una donna normale non vuole sesso cuanto meno senz’amore e che una donna non è realmente in grado di avere sesso senza sentimenti. Non credo che sia difficile da capire perche ragazze si confondono con tutti questi valori nella societa. Ed e facile adesso dire che sia la colpa di quei uomini o che l’analisis è sbagliato. Ma questo non è la vera causa.

    • Una premessa: io non “me la prendo” con chi ha scritto l’articolo. Sono in disaccordo con l’analisi dei “fatti” fornita dall’articolo, e ho spiegato perché. C’è una gran bella differenza fra queste due cose.

      La prostituzione non è un fenomeno recente. La prostituzione minorile non è un fenomeno riconducibile alla situazione attuale, non è collegato alla nascita di internet né alla diffusione dei social network, né tantomeno è imputabile a Berlusconi, visto che esiste da molto prima della sua nascita.

      Non è facile dire “che la colpa è degli uomini”, visto che avete tutte una gran paura di dirlo e preferite affastellare giustificazioni al loro comportamento: no, non è facile, si preferisce discutere dei social network e delle ragazzine, andando a descrivere in dettaglio cosa indossavano, e come si comportavano, e cosa facevano coi loro amici…
      Perché accusare “gli uomini” non si può, non è corretto, poveri uomini…

      La De Gregorio ha scritto “le responsabilità degli adulti sono da accertare”: no, sono accertate. Sono provate e sono gravi, gravissime.

      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/10/26/certo-non-tutti-gli-uomini-odiano-le-donne/

      Allora si accusano le ragazze. Si accusa la società. Si punta il dito contro Berlusconi, l’unico “uomo cattivo” di questo paese. E non sto difendendo Berlusconi, sia chiaro: lui è solo uno dei tanti, uno come tanti, uno di quei tanti che fa quello fa qualsiasi bravo papà di famiglia di questo paese. Io accuso Berlusconi, ma accuso anche i clienti dell’appartamento dei Parioli: la prima cosa non esclude la seconda.
      Io accuso quegli adulti che consapevolmente hanno deciso di entrare nell’appartamento dei Parioli dopo aver preso appuntamento con dei papponi – e lo sfruttamento della prostituzione è un reato e quegli adulti lo sanno bene- per fare sesso con due minorenni, sapendo che si trattava di due minorenni.

      Che significa “Non ci sono piu cose di che arrabbiarsi davvero?” Che degli adulti decidano di appropriarsi del corpo di due ragazzine per guadagnarci dei soldi non è cosa che dovrebbe farmi arrabbiare? Dovrei occuparmi di cose più importanti? E quali sono le “cose più importanti”?
      No, io voglio parlare di queste cose, invece, proprio perché tutte voi non ne volete parlare…

      http://www.imille.org/2013/10/il-problema-e-il-benaltrismo/

      • PcO ha detto:

        “Gli uomini”? Allora adesso abbiamo una meta della societa che è cattiva ed una che è la vittima? Ma per cortesia cosi non funziona il patriacato.
        Io non dico che non sia stato sbagliatissimo di fare sesso con quelle due ragazze. Ma prima di tutto non erano gli uomini ma uomini specifici e credo che loro devono assumere le responsibilita. Dire che sono gli uomini che sono cattivi e come dire “Beh, uomini sono cosi. Non c’è niente da fare.” E una offesa per gli uomini che invece non sono così ed una scusa per gli uomini che si, sono cosi.
        Poi non credo che queste due ragazze siano vittime di quei uomini ma bensi della societa e la cultura con tutti valori storti e magari anche di famiglie ed un ambito poco sano. Era la loro decisione di fare queste cose e si avrebbe dovuto parlare con loro molto prima di che si prostituiscono – anche se devo ammettere che capisco perfettamente la sensazione che ti da fare cose considerate sbagliate ed avere la sensazione di avere potere sugli uomini, sopratutto quelli che nella vita normale hanno piu potere di te.
        Queste due non sono vittime sino ragazze che hanno fatto delle decisioni sbagliate – chissa perche. E gli uomini invece di fare la cosa decente e giusta di parlare con loro o almeno non fare sesso con loro, se ne approffitavano.
        E non dico che quelle ragazze si meritano violenza sessuale, pero dico che per loro non era violenza sessuale e chi siamo noi a giudicare? Queste due non avevano problemi a dare sesso orale a un sacco di ragazzi nella scuola e per me sta pure bene e cio non le toglie per niente il diritto di decidere sul suo corpo. Ma non mi sembra che ci fosse stato bisogno di uomini cattivi per farle decidere di fare proprio questo con il suo corpo: prestarlo in cambio di soldi e favori. E non vedo neanche perche ci deve essere un problema. Io non ho la dignita nella mia vagina e credo che sono tanto in grado di avere sesso senza amore come gli uomini che pagano per sesso. E se una persona decide di prendere soldi in cambio di sesso non mi sembra male. Non vedo perche queste ragazze dovrebbero essere vittime. Alcun uomo gli ha permesso qualcosa? Ha detto a ragazze che volevano il sesso con amore che il sesso per soldi fosse meglio? Qualcuno le ha costrette o forzate?
        E io invece si credo che la societa ha qualcosa da fare con il fatto che una ragazzina toma questa decisione. Ha che fare tanto con la decisione di vendere il corpo come la decisione di altre deonne di aspettare col sesso fino a sposarsi. E per me vanno bene entrambe cose, ma bisogna rendersi conto che e una cosa della societa. Di tutti. Anche di noi donne. Anche se è più facile dire che sia colpa degli uomini

      • Primo: viviamo in uno Stato di diritto nel quale vigono determinate leggi: lo sfruttamento della prostituzione, il lenocinio, è un reato penale. Quindi se non vedi il problema ti consiglio di comprare una copia del codice penale.

        “invece si credo che la societa ha qualcosa da fare con il fatto che una ragazzina toma questa decisione”: la “società” che cos’è? La società è un insieme di individui, non è una parola jolly che si può tirare fuori per deresponsabilizzare gli individui coinvolti. Chi fa parte della società? Io, che contesto l’articolo della De Gregorio, la De Gregorio, che scrive un brano erotico nel quale indugia fra la binacheria di due ragazzine minorenni cianciando di “baci scarlatti”, e te, che sostieni che in questa storia “gli uomini non sono colpevoli”; poi ci sono gli uomini adulti che hanno guadagnato dei soldi sul corpo di queste ragazzine e i bravi papà di famiglia che cercano su internet prostitute minorenni. Perché sono loro che le vanno a cercare, queste ragazzine non hanno suonato al campanello di casa di questi professionisti che tengono famiglia…
        “Gli uomini” non fanno forse parte della società? I clienti di queste ragazzine non sono forse membri di questa società?
        Che significa “la colpa è anche di noi donne”? Vedi un conto è la responsabilità diffusa, il contesto culturale. E certo, sono anche responsabili quelle donne che diffondono l’idea che lo sfruttamento della prostituzione non sia un reato, come te, ad esempio. Diffondere l’idea che nel violare la legge non c’è niente di male è sbagliato.
        Sostenere che quegli uomini sono innocenti perché è responsabile “la società” è piuttosto irrazionale. Gli uomini fanno parte de “la società” tanto quanto le due ragazzine.

        Quegli uomini che hanno intercettato le ragazze e ne hanno fatto un business, gli uomini adulti che hanno approfittato delle ragazzine sono colpevoli, punto e basta.
        Non possiamo sapere che cosa avrebbero fatto queste due ragazzine se non avessero incontrato degli uomini adulti in grado di organizzare un commercio dei loro corpi. E non è giusto sostenere che queste persone non abbiano colpe, né dal punto di vista giuridico né etico, secondo il mio modo di vedere le cose.

        In merito al post e all’articolo in questione, io contesto proprio questo sorvolare sulle responsabilità oggettive per tracciare un profilo delle ragazze: tutto l’articolo è incentrato sulle due ragazzina, sulla loro personalità, il loro modo di vestire, il loro carattere, l’ambiente dal quale provengono… e niente sugli sfruttatori o i clienti. La privacy degli adulti coinvolti è tutelata: quella delle due ragazzine no. Gli adulti vengono quasi ignorati, come se non esistessero, come se non avessero avuto un ruolo: e questo non è vero, non corrisponde ai fatti. Un ruolo ce l’hanno avuto.

        Quella pubblicata dalla De Gregorio non è una analisi della “società”, è colpevolizzaione della vittima.

      • PcO ha detto:

        Inutile discutere con te. Tanto leggi quelli che vuoi leggere. Io per esempio non ho mai detto che non ci sia un problema con ciò che gli uomini facevano. Anzi. E questo fatto ho acchiarato varie volte. Dunque se ti senti meglio fingendo che io fosse difendendo i clienti, credi ciò che vuoi. Ma non è quello che dicevo. E poi ‘sta cosa “La privacy degli adulti coinvolti è tutelata”.. Hanno posto i nomi – cosa che sarebbe vietato in molti paesi occidentali…

      • Io non fingo, io dico quello che penso. Non sono affatto obbligata ad essere d’accordo con chicchessia. Non è questione di “sentirsi meglio”, io ho la mia opinione, e non vedo perché non la devi considerare razionale tanto quanto la tua, visto che ho citato i passi dai quali ho tratto le mie conclusioni.
        Non farne una questione “emotiva”, perché non lo è. E non è neanche una questione personale.
        La De Gregorio ha scritto “le responsabilità degli adulti sono da accertare” ed è scritto nero su bianco.
        Scrivere “le responsabilità degli adulti sono da accertare” e poi pubblicare i nomi degli sfruttatori è una contraddizione, certo.
        Infatti io ho affermato che l’articolo è confuso e ho cercato di mettere in luce le contraddizioni.
        Ho tutto il diritto di criticare un articolo, se ho voglia di farlo e non accetto che mi si accusi di “fingere” o di farlo sulla base di esigenze “emotive” scollegate dai contenuti “veri” dell’articolo.
        Ho commentato in modo estremamente razionale delle frasi di un testo, citandole per giunta, e certo questo non ha nulla a che fare con il modo in cui “mi sento”.

    • IDA ha detto:

      Io, ma mia opinione, non credo nell’autodeterminazione, nemmeno negli adulti, figuriamoci nelle ragazze di 15 anni.. Nemmeno di dover cercare delle vittime per forza, ma nei fatti o nella realtà qualche vittima ci sarà.. o forse vittima è quello che solo negli ambienti della prostituzione chiamano pappone? In fondo cosa volevano loro, se hanno scelto di fare le prostitute è normale che incontrino un pappone, se non lui un altro.. il mondo è pieno di organizzatori di eventi.. O forse i clienti, che sono stati raggirati, pensavano di andare con delle quarantenni, e invece erano minorenni.. Ecco la società, la colpa è della società, così siamo tutti assolti! Meno loro, meno quelle ragazze, che fanno a gara a fare sesso orale. Da ricordare anche ai miei tempi, c’era chi lo faceva, il sesso orale a pagamento, e non c’era il telefonino, neppure internet..

      • Paolo1984 ha detto:

        io nell’autodeterminazione ci credo.
        Il punto è che si colpevolizzano delle ragazzine e si tace sui clienti adulti che secondo me non sono stati raggirati e conoscevano bene l’età delle ragazzine

      • IDA ha detto:

        Certo.. Paolo hai ragione, certo che conoscevano l’età, pagavano anche di più perchè appunto erano minorenni..

  8. loredana ha detto:

    Si parla di prostituzione minorile, di sesso da parte di due ragazzine pregiudicate e consapevoli.Si omette di parlare e urlare nei confronti di quel reato omesso e taciuto: la PEDOFILIA. Chi sono questi fruitori e clienti finali? Padri e mariti con figli forse coetanei delle baby prostitute. Deprimente e orribile.

    • Ricordiamoci che: “Gli italiani sono ai primi posti come clienti del mercato del sesso in paesi come Brasile, Repubblica Dominicana e Kenya. Un primato di cui certo non andare fieri visto e considerato che ci rende colpevoli anche di pedofilia: la maggior parte delle volte la prostituta è poco più che una bambina truccata e vestita di quattro stracci succinti. Vittima di padri, mariti e figli che circa 80 mila volte l’anno salgono su un aereo e vanno a sfogare la loro smania su quei corpicini acerbi, nel Sud del mondo.” http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/turismo-sessuale-italiani-primi-pedofili-kenya-brasile-santo-domingo-1583983/

      • alessiox1 ha detto:

        CI sono quelli che se ne vanno ad Amsterdam per fumare e andare con le prostitute o in Germania ma in quel caso sono(giustamente) adulte e consenzienti.

      • http://www.massimolizzi.it/2013/07/germania-bordello-deuropa.html
        Cito: Vengono dalla Bielorussia, dall’Ucraina, dalla Repubblica Ceca e dagli altri Paesi dell’Europa dell’Est. Giovani ragazze trasferite in Germania, drogate, costrette a prostituirsi… Nel Paese lavorano 400.000 prostitute, secondo l’organizzazione Hydra E.V. Il sindacato Ver.di stima in 14,5 miliardi di Euro i profitti della prostituzione. I clienti delle prostitute sono 1.200.000 persone al giorno.
        E la maggior parte delle prostitute non lo è per scelta. Christian Zahel, capo dell’Ufficio sulla criminalità organizzata, nel Land della Bassa Sassonia dichiara: 9 su 10 lo sono per costrizione… «Dal momento che la prostituzione è autorizzata, i funzionari di polizia non possono più entrare come prima nei bordelli. Hanno bisogno di avere degli elementi, delle prove (ad esempio delle ferite). Ma quale prostituta che è sotto pressione o sotto ricatto consegna prove alla polizia? ».
        Una volta giunte in Germania, le prostitute dell’Europa dell’Est vengono sequestrate e viene loro confiscato il passaporto. Per essere liberate, devono pagare 1000 Euro al prosseneta. Vengono trattenute come schiave.
        I bordelli si fanno pubblicità in questi modi: «20 minuti di sesso per 20 euro – tariffa ridotta nel bordello discount» o «Sesso quanto ne vuoi, per il tempo che vuoi e come vuoi tu» per un compenso fisso di 70 Euro. Dall’entrata in vigore della legalizzazione, tutto ciò è legale…
        Con la legalizzazione, la coalizione voleva migliorare la condizione delle prostitute: consentire loro di godere dell’assicurazione sociale, di rivolgersi alla magistratura per conflitti salariali, di pagare le tasse.
        Ma la realtà è diversa. Le iscrizioni di prostitute alla sicurezza sociale sono quasi inesistenti.
        In base ad uno studio pubblicato nel 2011 il mercato della prostituzione è 60 volte superiore a quello della Svezia dove essa è vietata. Nello stesso tempo, la Germania ha 32.800 vittime del traffico di esseri umani, 62 volte più della Svezia, mentre la popolazione tedesca è solo 10 volte superiore a quella svedese. La legalizzazione della prostituzione ha portato ad un drammatico aumento della tratta.

      • alessiox1 ha detto:

        se in Germania ci fosse la stessa legge svedese , probabilmente ci sarebbero 50.000 clienti in carcere,be si possono fare le cooperative di prostitute cioè dove loro stesse gestiscono il bordello , e magari pagano un agenzia di sicurezza in caso di clienti pericolosi, non si deve buttare tutto alle ortiche ,e poi in Germania 4 miliardi vanno allo stato

      • Ma cos’è che non dovremmo buttare alle ortiche? Quella meravigliosa isitituzione che è la prostituzione? Secoli e secoli di patriarcato? No, non credo che mi mancherebbero…

  9. Vorrei che confrontaste l’atteggiamento verso questi minori, dove le responsabilità sono correttamente attribuite: http://leggo.it/NEWS/ITALIA/casalinghe_sesso_ragazzini_facebook/notizie/352393.shtml
    “Due casalinghe di 27 e 29 anni, sono state arrestate dai carabinieri, in un comune del Vallo di Diano nel Salernitano (di cui al momento non si conosce il nome), con l’accusa di abusi sessuali su minori.
    Le due adescavano minori attraverso i social network e in particolare Facebook….”
    Non ci vengono descritti i ragazzini adescati, non ci viene raccontato cosa indossavano né che cosa si scambiavano su facebook con i loro amici… Non si parla delle loro famiglie, non si accenna al loro “provocare”: sono minorenni, e la responsabilità, giustamente, è attribuita agli adulti.
    Ah, certo, ma qui si parla di maschi!

    • paolam ha detto:

      già, grazie della bella pietra di paragone!

    • Irene ha detto:

      Guarda anche il tono dei commenti però “chissà che trauma (spero si noti l’ironia)”, “Dai 12 ai 16 anni, era il sogno ricorrente mio e dei miei coetanei”, “la mitica ed indimenticabile nave-scuola”, “A me non capitano mai queste cose, perché cosa ho fatto di male io nella mia vita”. Sono tutti così, nessuno si sogna di considerarli delle vittime. Opposto è il segno quando si parla delle baby-prostitute dei parioli? Gli uomini, sin da ragazzini, vengono dipinti come più consapevoli in materia sessuale, meno “vittime” degli adulti e più, bonariamente, degli ormoni. Alle ragazzine viene inculcata la paura del sesso, ai ragazzini l’orgoglio. Non ci vedi del sessismo anche in questo?

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