Un po’ di ironia

Ho trovato questo pezzo sull’Huffington Post e ho pensato di tradurlo. Si intitola: “Come il femminismo danneggia gli uomini” ed è stato scritto da Micha J. Murray, blogger su Redemption.it. Buona lettura! lacrime_uomo Ieri qualcuno su Facebook mi ha detto che il femminismo eleva le donne a discapito degli uomini, che è castrante.

Aveva ragione.

L’ascesa del femminismo ha relegato noi uomini a esseri umani di serie B. La disuguaglianza e la discriminazione sono diventati parte della nostra vita quotidiana.

A causa del femminismo, gli uomini non possono più camminare per strada senza paura di essere molestati o addirittura aggrediti sessualmente da donne. Quando un uomo viene aggredito viene pure accusato, il suo abbigliamento diventa una scusa per affermare “se l’è voluta”.

A causa del femminismo, non ci sono grandi conferenze cristiane su come comportarsi “da uomini”, dove migliaia di maschi possono celebrare la loro virilità, oltre che Gesù (e magari divertirsi con gli stereotipi che riguardano le donne).

A causa del femminismo, il palcoscenico della Chiesa è dominato dalle donne e le luci tutte puntate su di loro. Gli uomini sono incoraggiati a servire solo nella stanza dei bambini o in cucina. A volte agli uomini viene anche detto che devono rimanere in silenzio in chiesa.

A causa del femminismo, le donne guadagnano più soldi di un uomo che fa lo stesso lavoro.

A causa del femminismo, è difficile trovare un film con eroe maschio. La maggior parte dei film di successo hanno come protagonista una donna coraggiosa che salva il mondo e riceve un uomo come trofeo per i suoi successi.

A causa del femminismo, lo sport professionale femminile è un impresa enormemente redditizia grazie alla quale le donne sono idolatrate in tutto il mondo. Gli uomini appaiono per qualche istante, prima delle interruzioni pubblicitarie, e sono solo corpi oggettificati usati in virtù della loro bellezza.

A causa del femminismo, il controllo delle nascite è gestito dalle donne senza discussione, mentre gli uomini devono lottare per ottenere la copertura assicurativa per pagare le loro prescrizioni di Viagra. Quando gli uomini provano ad affrontare pubblicamente l’argomento, i leader del movimento per la vita li etichettano come “troie” e “puttane”.

A causa del femminismo, il corpo maschile è costantemente sotto il controllo pubblico. Se un uomo appare in topless in tv, è uno scandalo nazionale e ne conseguono pesanti multe e boicottaggi. I blogger scrivono regolarmente che dobbiamo diventare più consapevoli del fatto che il modo in cui ci atteggiamo e ci vestiamo sono inviti a peccare, per le donne. Scrivono articoli satirici sul fatto che i pantaloncini “non sono davvero i pantaloni ” e quindi gli uomini si devono coprire, perché “nessuno vuole vedere quella roba.”

A causa del femminismo, gli uomini non sono rappresentati alla Casa Bianca perché le donne detengono oltre l’80% dei seggi al Congresso. Quando un uomo concorre per una carica, il suo aspetto fisico e ciò che indossa sono discussi quasi quanto le sue politiche e le sue idee.

A causa del femminismo, gli uomini devono lottare per essere ascoltati nella sfera pubblica. In questioni di teologia, politica, scienza e filosofia, conta prevalentemente il punto di vista femminile, considerato come quello “normale” e imparziale. La prospettiva maschile viene liquidata come soggettiva o troppo emotiva. Quando protestiamo, siamo etichettati come arrabbiati, ribelli, sovversivi o pericolosi.

Tenete duro, fratelli.

Un giorno saremo tutti uguali.

Qualunque cosa tu faccia, non leggere “Gesù era femminista” (Jesus Feminist). E ‘pieno di idee che continueranno ad opprimere e danneggiare gli uomini – idee come “le donne sono persone” e “la dignità e i diritti delle donne sono importanti quanto quelli degli uomini”.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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63 risposte a Un po’ di ironia

  1. missloislane79 ha detto:

    Reblogged this on La Zitella Felice and commented:
    Volevo tradurlo io, ma il mitico Ricciocorno Schiattoso mi ha preceduta!!! Fatica premiata col reblog, di un pezzo satirico, dolceamaro come al solito.

  2. Mauro Zennaro ha detto:

    Parole sante! Ogni volta che tento da parlare di epistemologia o di astrofisica, qualcuna mi mette una mano sulle chiappe e mi apostrofa: «Taci tu, puttanello, e tornatene in cucina».

  3. Paolo1984 ha detto:

    articolo molto interessante..ma come al solito il giudizio sui film è troppo superficiale…sopratutto oggi le cose sono cambiate e i personaggi femminili di spessore, forti o comunque credibili e complessi quanto quelli maschili non mancano, e le trame sono molto più complesse di come dice e innamorarsi ed essere ricambiati, raccontare questo (come è legittimo che sia raccontato) non significa avere una donna (o un uomo) come “trofeo”.

  4. Vale ha detto:

    Attendo con fiducia lo stuolo di tuoi soliti commentatori misogini che diranno che questo post è idiota, ma è vero che i poveri uomini sono bistrattati in mille altri modi dalle donne. -_-‘
    Vale

    • Si ne era arrivato uno, ma appena ho visto che nel suo commento c’era scritto “alienazione genitoriale” ho gettato il suo commento nel cestino… Il fatto che si debbano inventare di sana pianta una malattia per raccontarsi che sono discriminati, la dice lunga.

      • Ernesto ha detto:

        Qui puoi negare la realtà operando la censura, ma se la magistratura ti rinvia a giudizio per aver praticato questo abuso che cerchi di negare?

      • Intanto a venire accusati cominciano ad essere quelli che diagnosticano malattie inventate, ed era ora: http://www.theaustralian.com.au/news/nation/ruling-debunks-custody-diagnosis/story-e6frg6nf-1111115991375
        Poi: questo è il mio blog, e i commenti sono soggetti a moderazione. Per censura si intende il controllo della comunicazione o di altre forme di libertà (libertà di espressione, di pensiero, di parola) da parte di una autorità. Non essendo io una “autorità” il termine censura è fuori luogo, soprattutto se si pensa che il web è pieno di siti che cianciano di alienazione genitoriale…
        Per ora siete ancora liberi di turlupinare la gente, e non sono certo io, con questo piccolo blog, che posso fare qualcosa per impedirlo. Esercito il mio diritto a tutelare i lettori dall’essere ammorbati dalle solite chiacchiere sulle crudeli femministe alienatrici di bambini (chiacchiere che dimostrano quanto sia pretestuoso sostenere che le teorie di Gardner non siano profondamente sessiste… perché mai l’alienazione genitoriale comparirebbe puntualmente ogni volta che si parla di discriminazione di genere altrimenti?) E poi i vostri commenti sono sempre gli stessi. Chiunque fosse interessato può cliccare sulla categoria “dicono della Pas”, basta scorrere uno qualsiasi dei miei post sull’argomento e sotto si trovano una sfilza di frasi tutte uguali…

  5. Lilli ha detto:

    Meravigliosa ironia 🙂

  6. paolam ha detto:

    🙂

  7. paolam ha detto:

    Cara Ricciocorno, un prontuario per i commentatori molesti: 1) io sono a casa mia, perciò, se vuoi entrare, nell’ordine: a) suoni, il citofono; b) suoni il campanello; c) se decido di aprirti: c1) prima ti pulisci le scarpe sul tappetino; poi: c2) stai attento a come ti comporti, altrimenti ti faccio accomodare fuori dell’uscio.

  8. Luigi ha detto:

    se una donna assiste ad una battuta sessista e si permette di manifestare il proprio disappunto riceve una critica che come minomo sarà “non sei ironica” quindi uomini perchè non la smettete di rompere e tirate fuori un pò di ironia

  9. Chiara ha detto:

    “Mamma mia come sei acida… cos’hai oggi, le mestruazioni?”
    “Era una battuta… ironia no eh?”
    “Che palle che sei, sempre a puntualizzare”
    “Non ci sto provando, sei tu che pensi male”
    “Era solo una mano sul sedere, mica ti ho stuprata!”
    “Se sei un cesso, cosa posso farci? Dirti che sei bellissima?”
    “Oh, era solo un complimento… stai calma!”
    “Sei isterica”
    “Ho solo lasciato i calzini sporchi per terra. Perchè rompi sempre le palle per tutto?”
    “Ho detto che hai delle tette bellissime, mica ti ho offeso!”.
    Queste sono alcune delle (tante) frasi che gli uomini ci rivolgono quando cerchiamo di fargli capire che non gradiamo battute sul nostro aspetto, battute sessiste, offese, quando cerchiamo di fargli capire che non siamo stupide, quando gli diciamo per la 785946esima volta che la casa non si pulisce da sola e che non siamo le loro serve. Ora trovatemi QUALSIASI corrispettivo maschile a queste frasi.

    • Mauro Zennaro ha detto:

      Un qualsiasi corrispettivo maschile? Ma dai, che ci vuole, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per esempio: … Aspetta un attimo, che mi viene in mente. Ecco: … Guarda, non è che non lo so, solo non trovo le parole giuste… Ehm… Ce l’ho sulla punta della lingua… Insomma, io ho avuto una giornata pesante, cosa credi? Io lavoro, mica posso perdere tempo con queste scemenze. E adesso non mi fare la sarcastica. Ah, fai la sarcastica? Mamma mia come sei acida… cos’hai oggi, le mestruazioni?

  10. cloud ha detto:

    Vale,
    non ti conosco ma mi permetto di sfidarti ad un gioco se ti va

    commenta il post seguente:

    “Attendo con fiducia lo stuolo di tue solite commentatrici misandriche che diranno che questo post è idiota, ma è vero che le povere donne sono bistrattate in mille altri modi dagli uomini. -_-“

    • Vale ha detto:

      Oh, è molto facile. Apri una qualunque pagina di giornale e conta quanti femminicidi ci sono e quanti “mascolicidi”. Oppure quanti commenti a donna X che, chi se ne frega della sua professionalità, è ritratta in topless e commentata in quanto oggetto sessuale. O il fatto che a parità di ruolo/esperienza/ecc, una donna prenda cira il 30% in meno di stipendio del corrispettivo maschile. O che le donne vengono molestate in strada. O la tratta delle donne per fornire prostitute non-esattamente-consenzienti per il pubblico maschile. Il turismo sessuale, dove stuoli di uomini (soprattutto italiani) vanno a stuprare bambine… Devo continuare? Toh, guarda! La discriminazione sessuale è fatta contro le donne e non contro gli uomini! Ponci, ponci, pon, pon, pon! Mi piace vincere facile. Ma in fin dei conti, sei tu che ti sei messo in condizione di perdere subito.

      Giuro che non capisco con che faccia tosta ancora vi aspettiate che qualcuno sul serio pensi che siano gli uomini quelli discriminati…
      Vale

      • cloud ha detto:

        ribatto:
        mi riferivo al tono subito “aggressivo” del tuo post, come se chiunque voglia dire la sua debba essere solo e sempre il misogino di cui sopra.

        “Apri una qualunque pagina di giornale e conta quanti femminicidi ci sono e quanti “mascolicidi””
        qui ammetto i miei limiti: non riesco a capire sino a dove la responsabilità sia da attribuire ad un “contesto” sociale discriminatorio o non sia piuttosto una turba personale. In parole povere ciascuno di noi nel corso della sua vita è stato lasciato almeno una volta dal partner e la stragrandissima maggioranza ha elaborato il proprio “lutto” in maniera non violenta e tantomeno incruenta. E’ vero, fa molto molto male leggere di tutti gli omicidi di cui ahimè le cronache sono piene quotidianamente, ma non vedo ancora la ragione per la quale dire “…siete tutti così” o perlomeno mi sembra una risposta emotiva molto facile ad un problema molto complesso.

        “…è ritratta in topless e commentata in quanto oggetto sessuale”
        vero, questo accade quotidianamente e ripetutamente in modo ossessivo ed in particolare sulle riviste di gossip (novella 2000, Chi, ecc) che non mi pare siano un prodotto ad uso maschile, allora se il nemico l’avete in casa non addossatemi colpe.
        Poi se devo scegliere tra la foto di un bel tramonto ed una bella donna non ci vedo nulla di male a preferire la seconda. Tu non apprezzi la bellezza di un bel corpo?

        “O che le donne vengono molestate in strada.”
        Mai fatto, chi lo fà si qualifica da solo

        “O la tratta delle donne per fornire prostitute non-esattamente-consenzienti per il pubblico maschile. ”
        su questo argomento le “colpe” ce le dividiamo a metà, OK?
        La colpa del “buonismo” con cui trattiamo l’argomento immigrazione clandestina è gestito da quegli incapaci che sono in parlamento eletti da tutti noi uomini e donne indifferentemente, anzi mi consta che certi vecchi dal portafogli gonfio grufolanti profittatori delle nipoti altrui siano stati entusiasticamente votati più dalle donne che dagli uomini. Vedi un pò tu.

        Ponci ponci ponponpon, mi pare più un pareggio che una vittoria.

        Che ci sia discriminazione è vero e sacrosanto, ma per favore basta con ‘sta storia del tutti uguali che non è così, se così fosse cosa si dovrebbe pensare delle donne? che sono tutte olgettine o sono tutte Levi Montalcini?

        Attendo con ansia secondo round, buona giornata.

      • Nessuno dice “siete tutti così”, nessuno l’ha mai detto. Il commento si riferiva una una certa tipologia di commentatori, non ai commentatori con il pene, ma si riferiva a quei commentatori che negano l’esistenza della discriminazione di genere. Che a volte sono donne, pensa un po’. Dire “misogino” non equivale a dire “maschio”.

      • Vale ha detto:

        1) Grazie a Riccio per aver risposto la cosa principale, che stavo scrivendo pure io, ma lo avevi già fatto tu, ergo mi risparmi la fatica.
        2) “Tu non apprezzi la bellezza di un bel corpo?” le donne, chissà come mai, pare che non abbiano altra funzione che quella decorativa (finalizzata a piacere al maschio etero). Una scienziata, una politica, una sportiva… in Italia sembra che tutte le loro qualità svaniscano nel nulla, per mettere in risalto il posteriore. O gli articoli dei periodi delle olimpiadi in cui sfilavano chili e chili di foto dei posteriori delle atlete (atletE) li ricordo solo io? Fammi sapere, ché in caso cerco e te li linko. Alias: un uomo finisce in copertina anche per le sue doti. Una donna solo se è bella e mezza nuda e suggerisce disponibilità sessuale. E non fingere di non aver capito.
        3) “Mai fatto, chi lo fà si qualifica da solo” che tu non lo abbia mai fatto, non implica che non accada spesso e che non sia un’emergenza.
        4) “su questo argomento le “colpe” ce le dividiamo a metà, OK?” assolutamente no, visto che le deportate sono, fatalità, al 90 e rotto % femmine e vengono usate da una clientela al quasi 100% maschile. Direi che il fenomeno non è affatto “a metà”

        Non vedo alcun pareggio, quanto il tuo solo tentativo di rigirare i discorsi, fingendo di non vedere la realtà dei fatti.
        Vale

      • IDA ha detto:

        Cloud, non si può generalizzare, e nessuno lo a fatto. Perché tutti gli uomini si devono sentire in causa? Si sente in causa, chi vuol negare, sminuire o deresponsabilizzare. Esempio di quello che voglio dire, si trova nella risposta all’affermazione di Vale: “O che le donne vengono molestate in strada.” La tua risposta: “Mai fatto, chi lo fà si qualifica da solo.” Passi dal generale al particolare; L’affermazione di Vale non dice che tutte le donne vengono molestate per strada, es.. io non sono mai stata molestata. Nemmeno dice, che tutti gli uomini, molestano le donne per strada… es. te dici di non averlo mai fatto. Quindi dicendo così, sembra che sia una cosa che non avvenga, che non esiste.

        Il presunto buonismo sull’immigrazione in Italia, veramente io non lo vedo, faccio presente i CIE, che sono di sua natura, la violazione dello stato di diritto e dei diritti umani.. che la Bossi-Fini abbia favorito la tratta delle schiave del sesso, è vero, ma non ha nulla a che fare con il buonismo..

        Terzo elemento, quello sulle riviste femminili. Intanto vale il ragionamento che ho fatto prima, Vale parla del corpo come oggetto e te rispondi con le riviste femminili.. ma lasciamo perdere questo e parliamo proprio delle riviste femminili. Le riviste femminili, sono in realtà molto maschiliste. Qual è l’immagine della donna che hanno? Quali solo le caratteristiche della femminilità che divulgano? Una definizione di femminilità che non descrive le donne ma stabilisce delle norme imposta alle donne. Norme di femminilità, di coniugalità e di domesticità. Da un lato le donne avrebbero gli stessi diritti e doveri degli uomini, dall’altro la differenza specifica deve essere preservata se non esaltata, questa è la funzione di queste riviste.. basta vedere che tutta una serie di caratteri fisici, intellettuali emozionali, vengono considerati tipici della natura femminile; eterosessualità, passività, narcisismo, sentimentalismo.. ti consiglio a questo punto un pò di musica, “i giornali femminili” di Luigi Tenco.

      • Paolo1984 ha detto:

        Ida, per me è importante che si dica che si può vivere la femminilità e mascolinità in tanti modi più o meno diffusi ma sempre legittimi. Una donna può essere emancipata e femminile (in qualunque modo lei intenda vivere il suo essere donna)

      • IDA ha detto:

        Non capisco bene quello che tu dici..Comunque il mio non era un giudizio sulle lettrici..dei giornali femminili.. se ti riferivi a questo…

    • Mauro Zennaro ha detto:

      Cloud:
      sinceramente io non riesco a trovare il tono aggressivo, di cui scrivi, nei post che leggo qui. Ma magari mi sbaglio e sono poco sensibile alla cosa.
      Vorrei invece fare appello alla logica: se in Italia grosso modo 150 donne l’anno vengono ammazzate da uomini che, in un modo o nell’altro, “le amano troppo”, e grosso modo zero uomini vengono ammazzati da donne che “li amano troppo”, mi pare che le “turbe personali” maschili siano diventate un’epidemia. Che dobbiamo fare? Allertiamo l’O.m.s.? La protezione civile? Andiamo in massa dall’andrologo? Fatemi sapere se esiste un vaccino per non diventare femminicidi, che me lo faccio subito, hai visto mai.
      O (ma qui mi sa che faccio un po’ troppo il femminista) non sarà che noi uomini ammazziamo le donne perché siamo stati educati a una visione della virilità basata sul potere e sulla proprietà? Non sarà che la cultura giudaico-cristiano-islamico-indo-greco-romano-capitalista-e-tutto-il-resto ci ha formati così? Bada bene, non sto dicendo che io e te siamo stupratori e assassini, ma che abbiamo molte più probabilità di diventarlo che non se fossimo donne. È solo una questione statistica.
      Io sono stato piantato varie volte nella mia vita, come penso tutti e tutte. Una volta mi ha piantato la madre del mio primo figlio, lui aveva pochi mesi e lei si è messa con un altro e mi ha mandato al diavolo. Sinceramente l’avrei ammazzata. Non tanto e non solo perché la stavo perdendo (con gli anni ho capito che aveva ragione lei: semplificando all’osso, in realtà non ci amavamo) ma perché stavo diventando un padre separato, con un figlio che quando c’è non lo puoi condividere e quando non c’è ti manca troppo. Però non l’ho ammazzata. Non l’ho proprio toccata. Mi sono incazzato come una bestia, ho urlato, ho pianto e gliene ho dette di tutti i colori, e poi me ne sono andato. Ora nostro figlio è grande e io sono libero dalla sua mamma, che vedo al massimo una volta l’anno e perfino senza più fastidio. Immagino di averla “perdonata”, ma attenzione: non nel senso che fosse colpevole ma che io, dentro di me, ho smesso da un pezzo di soffrire e di considerarla mia debitrice. O forse mi sono perdonato io per non averla amata.
      E un’altra cosa: anche a me piacciono le donne e, sinceramente, preferisco guardare una foto di Scarlett Johansson che non una del presidente della Repubblica, ma mi pare anche evidente che sull’immagine delle donne ci si fanno i miliardi, e tutti illeciti. Non intendo farmi convincere a comprare un telefonino solo perché è pubblicizzato da foto di donne giovani e belle, oltretutto ritoccate a colpi di Photoshop per renderle ancora più aderenti a uno standard fasullo quanto stereotipato. Io, quando vedo simili pubblicità, non compro. Nel mio piccolo, boicotto.
      Noi uomini non siamo tutti uguali, è vero. Io e te siamo buoni. Ma ci troviamo davvero in pessima compagnia.
      E – davvero per finire – io non farei un discorso del tipo: “Ah, noi siamo cattivi? E voi donne allora?”. Personalmente, io parto da me. Questa è la grande lezione che ci ha regalato il femminismo: partire da sé, dal proprio vissuto, dal proprio corpo. Approfittiamone anche noi maschi. Siamo bravi a pontificare, teorizzare e spaccare il capello in quattro, ma di noi stessi non parliamo mai. Di che abbiamo paura?

  11. IDA ha detto:

    Oggi; sabato pomeriggio, faccio un po’ di faccende di casa, televisione accesa, solito dibattito televisivo, con lo psicologo, il sociologo e il cretino, io seguo distrattamente i loro discorsi, fino a quel momento parlavano della crisi dei valori, della famiglia, che i giovani solo soli, ecc.ecc. Una voce femminile pone una domanda; -Ma non sarebbe l’ora di chiamarli pedofili e non clienti?- gelo nello studio, fino a quando la conduttrice, pone la domanda chiave al giornalista dell’”Avvenire”: Secondo lei, che uomini sono i “clienti” (già superato il dilemma tra clienti e pedofili, sono “clienti”.) della prostituzione minorile? Più o meno viene fuori questa descrizione: Fascia di età tra i quanta e i cinquanta, sono quasi sempre benestanti, sposati con figli, uomini molto attenti a non farsi riconoscere o uscire allo scoperto. Questo fa sì che sia difficilissimo tracciare un profilo comportamentale…. E mi sa tanto di assoluzione, verso questi poveri uomini, padri di famiglia.. Ma il bello deve ancora avvenire.. li viene chiesto, le motivazioni, per quale motivo vanno con delle ragazzine? Secondo questo giornalista, le cause vanno cercate unicamente, nella frustrazione sessuale, dovuta al nuovo ruolo della donna nella famiglia e nella società, in pratica al femminismo che a reso questi poveri uomini dei frustrati sessuali. A questo punto sono rimasta con il dilemma; se spegnere o buttare fuori dalla finestra la televisione..
    Quindi il post di sopra, va aggiornato:
    A causa del femminismo, gli uomini sono costretti ad andare con delle prostitute minorenni..

    • Paolo1984 ha detto:

      il punto è che se questi non sono in grado di accettare i cambiamenti la responsabilità di questo è loro

      • Paolo1984 ha detto:

        cioè di questi uomini

      • IDA ha detto:

        Paolo, il problema che molti uomini, certamente una minoranza,.. spero.. non sono “maturi”,diciamo così, non sono in grado di assumersi le loro responsabilità. E tutto gli è dovuto.. e le donne e il femminismo, non c’entrano nulla, ma questo lo sai già… Non è un caso se questa deresponsabilizzazione, sfocia nel consumismo sessuale e sul piano della pratica dei sentimenti, che confonde libertà con capriccio, tralasciando di proteggere le parti più indifese delle relazioni umane…e la prostituzione minorile, non è una novità, dei tempi moderni.. Orwell, negli anni venti, denunciava, certi comportamenti della classe media e della borghesia, che andava nei quartieri del sottoproletariato parigino e londinese, a comprarsi la ragazzina vergine, dai genitori..

    • Lilli ha detto:

      Un uomo adulto che paga un/una minore per fare sesso è un pedofilo. Punto… altrimenti cos’è un pedofilo?

      • Mauro Zennaro ha detto:

        Non so se un uomo che paga un/a “minore” per fare sesso sia pedofilo. È di certo un cliente. Direi che un pedofilo è attratto da bambini/e, mentre minore è sinonimo di minorenne. Tempo fa lessi di un diciannovenne statunitense condannato per aver fatto sesso con la sua ragazza, che aveva 17 anni e 10 mesi ed era perfettamente consenziente. Io non lo definirei un pedofilo. A che età è giusto fare l’amore?
        Ho l’impressione che su questa storia della pedofilia i media ci vadano a nozze, come su extracomunitari/e, zingari/e ecc., e alimentino così le nostre fobie. Sono assolutamente d’accordo che a essere perseguiti dovrebbero essere i clienti e chi prostituisce e sfrutta bambini/e, ma farei più attenzione ad attribuire lo status di pedofilo. La legge, ovviamente, non può fare tanti distinguo e deve mettere dei paletti; noi forse possiamo ragionare.

      • IDA ha detto:

        Lilli, ha ragione Mauro; Per pedofilia si intende, adulti con soggetti pre-puberali, 11/13 anni, a seconda dello sviluppo sessuale. Per la legislatura italiana, ( mi sembra, non sono del tutto sicura) la relazione tra un maggiorenne e un minorenne, sono consentite purché; il/la minorenne abbia già raggiunto lo sviluppo puberale, non deve superare i 7 anni la differenza di età.. es.. se lei a 15 anni, lui può avere 22 anni.. superiore ai 7 anni, è un reato, ma non è pedofilia..

      • Legge 3 agosto 1998, n. 269
        “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitu’.”
        Art. 600-bis. – (Prostituzione minorile). – Chiunque induce alla prostituzione una persona di eta’ inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione e’ punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da lire trenta milioni a lire trecento milioni. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di eta’ compresa fra i quattordici ed i sedici anni, in cambio di denaro o di altra utilita’ economica, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni o con la multa non inferiore a lire dieci milioni. La pena e’ ridotta di un terzo se colui che commette il fatto e’ persona minore degli anni diciotto “.
        “Art. 600-ter. – (Pornografia minorile). – Chiunque sfrutta minori degli anni diciotto al fine di realizzare esibizioni pornografiche o di produrre materiale pornografico e’ punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da lire cinquanta milioni a lire cinquecento milioni.
        Alla stessa pena soggiace chi fa commercio del materiale pornografico di cui al primo comma.
        Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo e al secondo comma, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all’adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto, e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cento milioni.
        Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi primo, secondo e terzo, consapevolmente cede ad altri, anche a titolo gratuito, materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto, e’ punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da lire tre milioni a lire dieci milioni”.
        “Art. 600-quater – (Detenzione di materiale pornografico). Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 600-ter, consapevolmente si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto e’ punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a lire tre milioni”.
        Legge 15/02/1996 n.66 – Norme sulla violenza sessuale
        Art. 609 quater (atti sessuali con minorenne).
        Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al
        momento del fatto:
        non ha compiuto gli anni quattordici;
        non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore é affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza.
        Non é punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non é superiore a tre anni.
        Nei casi di minore gravità la pena é diminuita fino a due terzi. Si applica la pena di cui all’articolo 609-ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci”.

        Quindi, al di sotto dei 14 anni è sempre stupro, a meno che il minore più piccolo non abbia almeno 13 anni e la differenza d’età fra i minori coinvolti non supera i tre anni…

      • IDA ha detto:

        dopo i 14 anni c’è l’età del consenso, quindi non è reato? Non ho capito bene.. eppure ne ero, “quasi” convinta..

      • alessioSpe ha detto:

        “dopo i 14 anni c’è l’età del consenso, quindi non è reato? Non ho capito bene.. eppure ne ero, “quasi” convinta..” se parli di prostituzione minorile il cliente va in carcere ,ma se fa sesso con un 19enne ed è consenziente il maggiorenne non va in carcere.

    • Mauro Zennaro ha detto:

      Buttare il televisore dalla finestra, meglio se da un piano alto, proprio mentre sotto ci stanno passando lo psicologo, il sociologo, il cretino e soprattutto il giornalista de L’Avvenire.

      • Chiara ha detto:

        Io direi, più che gettare il televisore addosso a quei quattro cretini che parlano senza cognizione di causa, di interdirli a vita. Così in futuro non spareranno cazzate che fanno tanta presa sulla maggioranza della gente (che per pigrizia e ignoranza, non apre la mente) 🙂

      • IDA ha detto:

        Ho scelto di tenerla spenta… mi è costata un pò di soldini.. 🙂

    • alessioSpe ha detto:

      Le faccio presente che per la legge pedofilia si intende quando il minore a meno di 14 anni, se no il termine pedofilo lo dovremmo usare pure per berlusconi, se uno va con prostituta minorenne, ha dei problemi molto gravi e si deve curare, vale lo stesso per i preti pedofili e contesto chi dice che togliendo il celibato questi fenomeni non succederebbero se un prete vuole fare sesso con una donna sceglie una donna della sua eta massimo 5-10 anni di differenza non una bambina.

  12. alex ha detto:

    il gender pay gap a cui fa riferimento l’articolo è una bufala smentita innumerevoli volte, che senso ha continuare a propinarla ad un pubblico che ha ormai capito che è falsa? persino l’huffington post stesso ne ha parlato
    http://www.huffingtonpost.com/christina-hoff-sommers/wage-gap_b_2073804.html

    • L’articolo fa riferimento a tante cose, ma soprattutto prende in giro le persone come te, Alex.

      Ed ecco un commento sotto l’articolo che hai linkato:
      This is one of the most misleading articles I have ever read on HP. If you actually read the study it presents facts that support the opposite argument to virtually all the claims the Christina Sommers makes.
      (se andate a leggervi lo studio, scoprirete che presenta fatti a supporto di conclusioni opposte a quelle presentate dalla Sommers)

      It accounts for all the variables that she claims are left out and provides completely different hard numbers.
      If you are really interested in the issue read the source material. Just a sample…

      “Although education and employment factors explain a substantial part of the pay gap they do not explain it in its entirety. Regression analysis allows us to analyze the effect of multiple factors on earnings at the same time. One might expect that when you compare men and women with the same major, who attended the same type of institution and worked the same hours in the same job in the same economic sector, the pay gap would disappear. But this is not what our analysis shows. Our regression analysis finds that just over one-third of the pay gap cannot be explained by any of these factors and appears to be attributable to gender alone.”

      “…college educated women working full time earned an unexplained 7 PERCENT [not cents] less than their male peers.”

      This article completely misrepresents the study it quotes. The insignificant 6.6 cent pay gap is nowhere stated in the links she quotes. The links talk about a 7-18% difference in pay.

      Citare degli studi, senza riportarne correttamente i contenuti, è una abitudine tristemente diffusa… https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/17/lezioni-di-inglese-agli-psicologi-qualcuno-provveda/

      Quello che mi domando io è: che senso ha continuare a citare studi manipolandone i contenuti, quando tutti sanno che la maggior parte della gente è in grado di leggere?

      • Vale ha detto:

        che senso ha continuare a citare studi manipolandone i contenuti, quando tutti sanno che la maggior parte della gente è in grado di leggere?
        è che la gente è pigra e non ha voglia di perdere tempo a leggerli. Quindi i mistificatori fanno presto a manipolare le cose…

  13. alessioSpe ha detto:

    OK le donne sono ancora discriminate , ma questo non è una giustificazione per criminalizzare il genere maschile la nostra sessualità e le nostre fantasie.

    • Nessuno “criminalizza il genere maschile”…

    • Chiara ha detto:

      Alessio, a nessuna di noi verrebbe in mente di criminalizzare l’intero universo maschile. Ci mancherebbe. Entrambi i generi hanno fantasie, vivono la sessualità e stanno bene con se stessi. Ci sono ovviamente donne brave e uomini bravi, donne cattive e uomini cattivi. Qui però non si parla della bravura e cattiveria di qualcuno, ma di come le donne vengono trattate da molti (non tutti!) uomini. Come Mauro Zennaro ha detto dei maschi (e lui è un uomo!) “Siamo bravi a pontificare, teorizzare e spaccare il capello in quattro, ma di noi stessi non parliamo mai. Di che abbiamo paura?”. Rifletti sulle sue parole, come tutti noi dovremmo fare, perchè sono parole che riassumo tanti concetti.

      • Chiara ha detto:

        *riassumono

      • alessioSpe ha detto:

        comunque certe cosa del articolo non hanno senso, esempio quanti uomini denuncerebbero una collega che gli palpa il sedere? nessuno, e poi una donna non può stuprare un uomo nessun giudice condannerebbe una donna che ha rapito spogliato e legato un uomo e gli ha fatto ingoiare del viagra, e poi ci ha fatto sesso potrebbe condannarla solo per rapimento ma non per violenze sessuale in quanto violenza sessuale=penetrazione non consenziente, sul discorso topless in tv si vedono un sacco di uomini a petto nudo in tv quindi non capisco cosa voleva dire l’articolo,poi sul fatto che esistono molte riviste con donne nude, esistono perché gli uomini li comprano, nessuno vieta alle donne di comprare le riviste con uomini nudi,poi solo le donne possono rimanere incinta quindi se vuoi fare un controllo delle nascite devi guardare alle donne , ameno che non vuoi fare la vasectomia alla meta della popolazione maschile,poi è ovvio che le donne sono discriminate ma basta che questo non significa una vendetta del genere femminile su quello maschile.

      • …”nessun giudice condannerebbe una donna che ha rapito spogliato e legato un uomo e gli ha fatto ingoiare del viagra, e poi ci ha fatto sesso”: e perché non dovrebbe condannarla? Non sta scritto da nessuna parte “violenza sessuale = penetrazione”. E comunque, anche fosse, non è necessario un pene, per penetrare qualcuno. Ma poi, che c’entra?
        Ma perché bisogna sempre spostare l’attenzione su situazioni assurde e surreali???
        Sei costretto ad ammettere che si, le donne sono discriminate, ma poi parli di vendetta.
        Chi è che si vuole vendicare? Qual è la parte del testo che parla di vendetta???
        Il punto non è la vendetta, è che le donne non vogliono più essere discriminate, ed è una cosa molto diversa.

  14. alessioSpe ha detto:

    Il problema e come si vogliono risolvere le discriminazione e alle volte sono molto perplesso riguardo a certe iniziative delle femministe.

    • Ecco, questo è un approccio che mi piace: criticare una iniziativa è legittimo. Tutti possono sbagliare.

      • alessioSpe ha detto:

        Esempio si parla di violenza sulle donne , e molti parlano di donne oggetto e mercificazione io contesto che ci sia una correlazione fra le due cose in quanto purtroppo le donne venivano picchiate anche prima che ci fosse la mercificazione, e poi alle volte moltissime donne sono maschiliste contro le altre donne

      • Le donne sono sempre state “merce”nel sistema patriarcale, quello che vediamo oggi nelle pubblicità è solo la forma più recente che ha assunto l’oggettificazione della donna. Basta studiare un po’: (cito da questo blog: http://femrad.blogspot.it/2013/11/sessismo-e-violenza-sulle-donne.html) “Claude Lévi-Strauss, famoso antropologo francese, ha individuato due costanti nella struttura sociale elementare di tutte le civiltà, la prima è l’esogamia, la seconda è la proibizione dell’incesto. L’esogamia è la legge che impone che i figli debbano sposarsi al di fuori del loro clan, questa legge è attuata grazie alla proibizione dell’incesto che impedisce agli appartenenti allo stesso ceppo di sposarsi tra di loro. Lévi-Strauss osserva:
        [La proibizione dell’incesto] equivale a dire che nella società umana un uomo non può ottenere una donna se non da un altro uomo, che gliela cede sotto forma di figlia o sorella. I matrimoni in tutte le società tradizionali non sono questioni di scelta individuale, ma sono decisi dai padri, i quali si scambiano le donne della famiglia (figlie o sorelle) per ottenere vantaggi materiali, economici e sociali.
        Lévi-Strauss aggiunge:
        Le regole del matrimonio e i sistemi di parentela [devono essere considerati] come una specie di linguaggio, cioè un insieme di operazioni destinate ad assicurare, tra gli individui e i gruppi, un certo tipo di comunicazione. Che il messaggio sia qui costituito dalle donne del gruppo che circolano tra i clan, le stirpi o le famiglie (e non, come invece nel linguaggio dalle parole del gruppo che circolano tra gli individui) non altera affatto l’identità del fenomeno considerato in entrambi i casi.

        Le società umane si sono formate, organizzate ed evolute sulla base dell’istituto sociale dello scambio delle donne da parte degli uomini. La circolazione delle donne, o più esattamente il traffico delle donne crea i legami di parentela e di amicizia tra gli uomini, cioè le alleanze tra i clan, le tribù e le nazioni. È un fatto documentato che le donne nella storia delle civiltà siano sempre state oggetto di scambio e siano state utilizzate per ottenere gratuitamente servizi sessuali, di accudimento e di riproduzione. Questa struttura sociale, basata sulla dominazione maschile e sull’asservimento femminile si chiama patriarcato, cioè regime dei padri.

  15. alessioSpe ha detto:

    “Questa struttura sociale, basata sulla dominazione maschile e sull’asservimento femminile si chiama patriarcato, cioè regime dei padri.” che oggi non esiste più a meno che tuo padre non ti abbia venduto a tuo marito ma dubito che sia andata cosi.

    • Se oggi davvero non esistesse più, non ci sarebbero più donne morte per mano di uomini che non accettano che la “loro donna” decida di lasciarli…

      • alessioSpe ha detto:

        ma parliamo di 100 uomini su 30 milioni.

      • Un calcolo basato su quali dati statistici?

      • AlessioX1 ha detto:

        Riccio tu hai parlato dei femminici quindi parli di 150 uomini su 30 milioni ,e io che c’entro con quelle persone? e chiaro che se conosco una donna che viene maltrattata cerco di aiutarla , magari la ospito a casa mia le dico di denunciare ecc…..

      • Vale ha detto:

        A parte che, in caso, parliamo di 150 uomini su 30 milioni… all’anno (perché non è dal 2013 che capita), ma il punto è che la violenza non è solo assassinio. Se la vittima si salva, non è violenza? Se non finisce in un obitorio, non è violenza? L’essere umiliate, molestate, schiavizzate, deportate (la tratta, presente?), pagate meno, ecc, in una parola DISCRIMINATE, non è violenza?
        Non FINGETE di non vedere. O rileggetevi tutti gli altri articoli di questo blog senza fingere di cadere dalle nuvole in ogni benedetto post, sennò sarò costretta a ipotizzare un grave deficit dell’attenzione!
        Vale

  16. Chiara ha detto:

    AlessioSpe, perchè voi uomini (PER ESEMPIO!) non denunciate una donna che vi palpa il sedere, significa che neanche noi dovremmo farlo? Chi se ne frega se tu hai una visione diversa dalla mia sul (in questo caso) palpeggiamento! Se per te non è molestia, non denunciarla. Se per me lo è, lo denuncio. Se sul codice penale c’è scritto che è reato, perchè non dovrei farlo? Involontariamente, dicendo “comunque certe cosa del articolo non hanno senso, esempio quanti uomini denuncerebbero una collega che gli palpa il sedere?”, hai implicitamente “imposto” (tra virgolette!) la visione maschile della cosa, che deve andare bene ad entrambi. Mentre io non mi sognerei mai di dirti “devi denunciare PER FORZA la donna che ti ha palpeggiato!”.

    • alessioSpe ha detto:

      Scusami ma questo lo hai dedotto tu, stavo solo dicendo che certe cose fra uomini e donne erano diverse , e lo stesso motivo per cui se una donna va in discoteca non ha problemi a trovare un uomo con cui andare a letto , mentre il contrario non è facile.

      • Vale ha detto:

        Di nuovo… un conto è avere una possibilità e accettarla (lei vuole trovarsi uno, lui è d’accordo, che facciano ciò che vogliono), un altro è subire un imposizione (lei vuole starsene in pace e uno la palpeggia). La vogliamo finire di mescolare cose diverse?
        Tizio non può imporre nulla a Caio. Fine. Se non rientriamo in questo caso, è violenza.
        Vale

  17. alessioSpe ha detto:

    Vale lo so che le donne hanno problemi, e comunque pure gli uomini possono essere umiliati e schiavizzati ,il punto e che non mi piacciono certe politiche delle femministe per combattere le violenze che reputo che non funzionano.

    • “Certe politiche” non piacciono neanche a me. A te quali non piacciono?

    • Vale ha detto:

      E di nuovo “ma anche gli uomini!”. Certo, anche gli uomini, per motivi diversi e contesti diversi. Qui si parla di violenza di genere, focalizziamo, ti va!
      Detto questo, ok, ESEMPI PUNTUALI, grazie. A parlare in generale non se ne viene fuori. Cosa non ti piace, perché, cosa proponi in sostituzione.
      Vale

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