A come amore

amore_e_psiche

Circola in rete l’appello dell’associazione D.i.Re., che ancora una volta rimprovera i media di trattare il tema “femminicidio” in modo da diffondere stereotipi che contribuiscono a legittimare la violenza nel rapporto di coppia. Cito:

A nulla serve che i giornalisti e le giornaliste, utilizzino la parola ’femminicidio’ se poi la svuotano di significato inserendola in un testo che racconta la violenza contro le donne come un atto di ’amore’ dettato da un crisi di ’gelosia’.
Non si fa informazione corretta occultando una relazione di maltrattamento e controllo con la parola ‘lite’, ‘tarlo nascosto’ ecc. Nel servizio il senso critico e il principio di realtà sono stati spazzati via, anche descrivendo Diego Malavolta, il femminicida-suicida, come uomo ’riservato’, ’tranquillo’ e ’innamoratissimo’…

In una relazione fatta di amore non esiste alcuna violenza!
La violenza non rientra nella normalità di una relazione affettiva!

Rincara la dose Nadia Somma, su Il Fatto Quotidiano, esortandoci a “ripartire dal senso delle parole”:

L’informazione corretta deve spiegare, chiarire, ripetere che il controllo e il senso di possesso non sono componenti dell’amore, l’amore è fatto di altro.

“Amore” è una parola che si usa spesso, quando si parla femminicidio: si diventa stalker, per amore, le donne muoiono perché amano nel modo sbagliato ed è l’amore – più che l’amato – che le uccide: l’amore che provano, l’amore delle quali sono oggetto, l’amore in eccesso, l’amore negato, l’amore malato, l’amore sbagliato…

Se apro il dizionario alla parola “amore”, leggo: sentimento di viva affezione verso una persona, che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia.

Se amo qualcuno desidero il suo bene e ho voglia di stare con lui. Sembra semplice, sembra difficile sbagliare, eppure…

Che cos’è il “bene” di una persona? Potremmo rimanere a discuterne per secoli, senza per questo venirne a capo.

E cosa avviene quando io voglio stare con quella persona, ma quella persona non vuole stare con me?

Ripartiamo dal senso delle parole: partiamo dal significato della parola amore.

Tempo fa ho citato la poesia di Wystan Hugh Auden, “La verità, vi prego, sull’amore”, perché è da un bel po’ che avverto l’esigenza di interrogarmi su questa parola, sempre definita in negativo: l’amore non è violenza, l’amore non è possesso, l’amore non è prevaricazione, l’amore non è… Ok, non è: ma allora che cos’è?

Credo che ognuno di noi dovrebbe chiederselo, prima di parlarne. Credo che in molti smetterebbero di nominarlo del tutto, se provassero.

L’amore è un sentimento, ci dicono.

Se le emozioni sono “un insieme di reazioni a vari livelli (neurofisiologico, espressivo-motorio, cognitivo e comportamentale) in risposta ad uno stimolo esterno”, il sentimento è un qualcosa di molto più complesso, e, spesso, chi ne parla contrappone emozione e sentimento facendone una questione di “durata“: l’emozione è effimera, fugace, il sentimento implicherebbe la volontà di trattenere una emozione.

Le cose di cui possiamo essere certi, dunque, sono: l’amore implica la consapevolezza dell’esistenza di qualcun altro oltre noi stessi, implica l’entrare in relazione con questo “altro”; la relazione provoca una reazione emotiva, ma per arrivare al “sentimento” occorre una successiva elaborazione di quella relazione, dunque l’esercizio della volontà.

Quando, nella fiaba di Apuleio, Psiche si avvicina nottetempo ad Amore per scoprire che aspetto ha, questi fugge ed ella lo perde. Solo dopo aver superato una serie di prove potrà averlo accanto di nuovo, per sempre.

Se indagare il significato della parola “amore” nell’immediato sembra allontanarci da quel turbinio di emozioni che sono solo i prodromi dell’amore – il desiderio, la passione e quello struggimento che ci coglie quando l’amato si allontana – forse l’unico modo per vedere il vero volto dell’amore e goderne senza precipitare in tutto ciò che l’amore “non è” (violenza, possesso, prevaricazione, dolore), è trovare la forza di volontà di avviare una riflessione su cosa intendiamo, ogni volta che lo piazziamo a caso in un discorso allo scopo di dargli un senso.

Perché la frase “l’ha uccisa per amore” un senso non ce l’ha.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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5 risposte a A come amore

  1. alessioSpe ha detto:

    Be non è amore, non si può uccidere la persona che si ama

  2. IDA ha detto:

    Perché l’amore è un segreto,
    ma io non ve lo dirò.
    Perché l’amore è un segreto
    ed essendo un segreto io non lo so. ( L’Amore Stupisce – Ascanio Celestini )

    Alla voce “ AMOR PROPRIO” del Dizionario Filosofico di Voltaire, leggiamo:
    “Uno straccione dei dintorni di Madrid chiedeva con gran dignità l’elemosina; un passante lo apostrofò: «Non vi vergognate di fare questo mestiere ignobile, mentre potreste lavorare?» «Signore,» rispose il mendicante, «io vi ho chiesto del denaro, non dei consigli»; poi gli voltò le spalle conservando tutta la sua dignità castigliana. Era uno straccione orgoglioso, questo signore, e la sua vanità veniva ferita per un nonnulla. Chiedeva l’elemosina per amor di se stesso e, sempre per amor di se stesso, non tollerava rimproveri.”
    Per Emma Goldman; l’amore è soffrire delle sofferenze altrui. E sempre Emma Goldman, diceva che solo l’amore può aver creato una folle idea come quella anarchica.
    “L’amore libero? Come se l’amore potesse essere qualcosa di diverso dalla libertà! L’uomo è riuscito a comprare i cervelli, ma tutti i milioni di questo mondo non sono riusciti a comprare l’amore. L’uomo ha sottomesso i corpi, ma tutta la potenza della terra è stata incapace di sottomettere l’amore. L’uomo ha conquistato nazioni, ma tutti i suoi eserciti non sono riusciti a conquistare l’amore…[…] l’amore, che sfida tutte le leggi, tutte le convenzioni; l’amore, il più libero e il più potente fautore del destino umano.” (Emma Goldman, – Amore ed emancipazione.)
    Sull’argomento c’è una letteratura vastissima con interpretazioni spesso contrastanti.
    Friedrich Nietzsche, secondo il quale ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male. Secondo me, non può essere accettata senza discussione. Infatti, anche l’amore può uccidere, soffocare, addirittura istigare all’odio. Allora è indispensabile che esso si coniughi con altri sentimenti, altri valori, altre considerazioni. Come fa ad esserci l’amore senza il rispetto?

  3. Ho deciso di eliminare una conversazione sotto questo post. Non credo di averlo mai fatto, prima di oggi. So per certo che verrò accusata di voler censurare il dissenso: no, non è vero. Semplicemente ho valutato che la conversazione era decisamente off topic, così provo a spiegare nuovamente il tema di questo post.
    Chi si occupa di violenza di genere da tempo chiede che la parola “amore” venga esclusa dai termini che provano a spiegare il femminicidio, come sottolinea con un post oggi anche il blog “Un Altro Genere di Comunicazione”: http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/11/25/chiamarlo-amore-non-si-puo/
    Questo post non vuole fornire il significato della parole amore, ma voleva essere un invito per chiunque lo legge ad interrogarsi sulla parola amore: quando la usiamo, che cosa significa per ognuno di noi. C’è davvero un legame necessario e indissolubile fra amore e violenza?

  4. Habitat ha detto:

    Non è amore, se una persona fa del male, certo non è amore, ma tutt’altra cosa.
    Ma è terribilmente difficile fuggire da una simile situazione.

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