Antropologi a confronto

Nella puntata di Ballarò del 25 giugno 2013 la professoressa Amalia Signorelli, antropologa, spiega il caso Berlusconi alla luce delle sue ricerche sul campo: Berlusconi – è la tesi ben argomentata dalla professoressa – ha sdoganato il machismo all’italiana e la prostituzione.

Come possiamo leggere in un altro su intervento, per la Signorelli il comportamento di Berlusconi va interpretato alla luce di una “visione del mondo”, in cui tutto è mercato e gli esseri umani non possono che essere altro che merci:

A proposito di donne, ci sono altri comportamenti e esternazioni di Silvio Berlusconi che vorrei ricordare sotto la rubrica legalità. I continui commenti sull’aspetto fisico e sull’avvenenza, le richieste ad alta voce di numero di telefono, le allusioni più o meno esplicite alle proprie intenzioni o desideri, gli inviti agli altri uomini presenti a fare come lui, comportamenti che si ripetono ogni volta che il premier nota nel pubblico delle sue uscite pubbliche ragazze o donne che giudica desiderabili, sono vere e proprie molestie, profondamente lesive della dignità delle malcapitate, anche ove non fossero pratiche perseguibili a norma di legge. Per altro, in alcune occasioni S.B. ha fatto di più in materia di legalità. Ne citerò un paio. Per esempio, in visita in Albania, celebrando l’amicizia e la collaborazione tra i due paesi, ha invitato il Capo di Stato albanese a non inviare più in Italia i barconi carichi di migranti, salvo quelli carichi di belle ragazze, che sono sempre gradite. Ora studiosi, operatori sociali e indagini giudiziarie hanno messo in chiaro come viene procurata la ‘merce’ così gradita caricata su quei barconi; e a livello di organismi internazionali si parla di tratta e di nuova schiavitù. Non è che per caso l’esternazione di Silvio Berlusconi configura gli estremi dell’apologia di reato? Forse ai sensi della legge, no. Non ho difficoltà a riconoscere che ai sensi del mio comune sentire, sì.

I comportamenti di Silvio Berlusconi in materia di donne e di sesso non sono estemporanei e incongruenti. Sono stati e sono costanti e coerenti, il che dimostra che non nascono casualmente da circostanze e occasioni, ma si radicano in una sua solida concezione delle donne e del loro posto nel mondo e più in generale in una sua solida visione del mondo. In una parola si radicano nella sua cultura.
Questa cultura non è solo sua, ma possiamo ipotizzare che sia largamente condivisa da una platea che, mi sembra, è ben più vasta del suo elettorato e che comprende sia uomini che donne. Naturalmente questa mia è una valutazione induttiva, se volete un’ipotesi. E’un fatto però che il dissenso a Berlusconi si è coagulato e organizzato su temi come la legalità, la difesa della Costituzione e delle istituzioni repubblicane, la tutela della libertà di stampa, più recentemente, sul lavoro e sull’economia e ancora sulla scuola, università e ricerca, sull’immigrazione; ma non c’è stato e non c’è un movimento d’opinione né tanto meno un movimento delle donne che rivendichi il diritto delle donne italiane a non essere umiliate e offese, a essere rispettate a livello di immagine e a livello sostanziale, di esercizio concreto dei diritti di cittadinanza.

Partiamo non da una delle innumerevoli esternazioni che egli considera ‘galanti’, ma da un consiglio che egli ha ‘paternamente’ impartito a una giovane donna. Quest’ultima gli esponeva le difficili per non dire drammatiche condizioni e prospettive di vita che ha di fronte una persona giovane, in particolare una giovane donna che ottiene solo lavori precari e malpagati; si sentì rispondere, lo ricordiamo tutti, che per lei il problema non si poneva: essendo giovane e attraente, doveva darsi da fare per sposare il figlio di un miliardario, magari proprio il figlio suo, del premier, ah no, peccato, è già sposato. Umiliata e offesa da un uomo che le ha detto che come donna non ha diritto a un lavoro che le garantisca indipendenza, autonomia, dignità; e le ha consigliato un matrimonio che già Bertrand Russel e prima di lui John Stuart Mill consideravano una forma legalizzata di prostituzione. Con la differenza che mentre per questi due autori si trattava di una soluzione deprecabile, per Berlusconi si tratta di una soluzione auspicabile. Suppongo che fosse in buona fede, che non si trattasse di una battuta, ma di un suo convincimento. Provo a spiegare perché. La sua visione del mondo è, non dimentichiamolo, una visione di mercato: per lui non solo tutto ciò che vi è nel mondo può essere trasformato in merce, ma qualsiasi cosa vi sia nel mondo, essa acquista valore solo e solo quando diventa merce, entra nel mercato. Per Berlusconi il prezzo di mercato è la misura del valore. L’unica misura del valore. Dunque non vi è nulla di immorale né di illogico nel fatto che una donna tratti il suo corpo come una merce e lo venda cercando di spuntare il prezzo più alto che può ottenere. In questo senso, secondo questa concezione del mondo e della vita, tutte le donne sono o dovrebbero essere prostitute, ma questo non rappresenta per Berlusconi né il segno di una inferiorità costitutiva, né il segno di una violenza sociale compiuta su di loro, e qui sta la novità. Al contrario, dal suo punto di vista, essere imprenditrici del proprio corpo, saperlo vendere e venderlo bene, è una scelta di autonomia e di libertà, nella quale, tra l’altro, le donne sono in vantaggio rispetto agli uomini, perché il sesso femminile dispone di un mercato ricco, consolidato, stabile, di largo e articolato consumo, dove solo proprio le più sfigate, le più brutte, le cozze, non trovano modo di esitare la propria merce. Le pari opportunità ci sono già, basta saperle sfruttare; anzi, le opportunità sono ben più per le donne che per gli uomini, i quali, poveretti, non possono contare su un mercato delle prestazioni sessuali maschili altrettanto consolidato. È dunque perfettamente logico e consequenziale che colei che meglio ha saputo compiere la transazione commerciale, ci sia stata imposta come rappresentativa, anzi emblematica nel campo delle pari opportunità. In questo commercio le donne possono impegnare non solo il proprio corpo, ma l’intera loro vita, per quello che vale, giacché non sembra che secondo Berlusconi esse debbano o possano fare molto altro. Stando a un’altro suo testo famoso esternato in occasione del caso Englaro, anche per fare la madre è largamente sufficiente un requisito fisico, uno solo, ancorché tipicamente femminile: un utero mestruante. Non ha rilevanza se tutto il resto, a cominciare dal cervello, è fuori uso.
Mi rendo conto che questa interpretazione del Berlusconi-pensiero può suonare troppo radicale, estremistica. Secondo me, che la considero però un’ipotesi di lavoro, essa permette di interpretare secondo un filo logico i fatti che abbiamo sott’occhio.

Questa è l’ipotesi di lavoro proposta dalla Signorelli. Non voglio fare finta di non condividere il suo punto di vista: concordo con tutto ciò che dice.

Ma non tutti la pensano così, ad esempio l’antropologo Franco La Cecla, che ha recentemente parlato di Berlusconi sull’Huffington Post. Secondo La Cecla il comportamento di Berlusconi non è andato a ledere la dignità delle donne, ma “ha rovinato per sempre l’immaginario erotico degli anziani” (maschi).

Perché? Perché “Le intercettazioni e le descrizioni del bunga-bunga sono tutto fuorché erotiche, anzi, sono squallide.” 

Beh, sullo squallore sono d’accordo…

Che cosa rende, secondo La Cecla, “squallide” quelle intercettazioni? Ci spiega La Cecla: “Ha ottenuto cioè il proprio sesso sregolato e lussurioso pagandolo e dunque mercificandolo. Ha cioè compiuto un passo opposto rispetto a quello del suo antagonista francese Dominique Strauss-Kahn, potentissimo eppure letteralmente rovinato dal proprio appetito sessuale. A Berlusconi è rimasto il potere, ma non l’erotismo.”

Ma perché questo squallore danneggia solo gli anziani (maschi) e non le giovani donne?

All’esercizio di potere basato sul denaro (la nuova versione del machismo di cui parla anche la Signorelli) di un Berlusconi, La Cecla contrappone Strauss-Kahn, quale emblema della (sana?) sessualità maschile. Strauss-Kahn, un uomo accusato di stupro.

Secondo La Cecla, “Le donne devono sicuramente battersi per la parità, specialmente in Italia, ma andare caute quando si parla di erotismo maschile, senza considerarlo continuamente fuori luogo.”

Mi chiedo: le donne sbagliano a considerare fuori luogo lo stupro?

Il problema dell’uomo italiano contemporaneo sarebbe la criminalizzazione della sua sessualità: “Negli ultimi decenni la sessualità maschile è stata criminalizzata perché ritenuta volgare, mentre quella femminile riceve soltanto lodi e incoraggiamenti”.

Peccato che non ci fornisca degli esempi di questa “criminalizzazione dell’eros maschile”, né nessun esempio delle lodi e degli “incoraggiamenti” alla sessualità femminile, a parte il caso Strauss-Kahn.

Vorrei soffermarmi su una affermazione piuttosto criptica del La Cecla: “La doverosa emancipazione femminile vorrebbe regolare anche la sessualità, ma questo è impossibile perché il sesso vive di infrazioni”.

Che cos’è una infrazione? Una infrazione è la violazione di un obbligo, di un regolamento. Per infrangere un regolamento ho bisogno che un regolamento ci sia, altrimenti cosa infrango? Pertanto se davvero “il sesso vive in infrazioni”, allora quelli che si propongono di regolarlo in realtà fanno un favore a tutti coloro che necessitano di trasgressione…

Insomma: se tutto è permesso, non posso commettere nessuna infrazione; più regole ci sono, maggiori sono le opportunità di infrangerle.

In un altro momento dell’intervista, La Cecla afferma: Alcune femministe francesi spiegano bene come il femminismo abbia trasformato anche la sessualità in una trattativa tra uomo e donna, rinunciando totalmente alla lussuria. Se imponiamo delle regole, sacrosante quando vogliamo ottenere dei diritti sociali e politici, ma deleterie quando entriamo nel territorio del desiderio e dell’erotismo, togliamo al sesso quella capacità di infrangere le regole che per questa esperienza è incancellabile.

Usiamo la logica: se non imponiamo nessuna regola, eliminiamo la possibilità di infrangere le regole. O no?

Quello che non è chiaro, secondo me, è cosa intenda La Cecla con “trattativa fra uomo e donna” e con “lussuria”. Perché tutto questo parlare di Strauss-Kahn, mi fa pensare che nel suo discorso si possa sostituire “trattativa” con “consenso” e “lussuria” con “violenza sessuale”.

La sgradevole sensazione che provo, leggendo tra le righe dell’intervista all’antropologo La Cecla, è che quando parla di donne che non dovrebbero imporre regole all’appetito sessuale maschile, ci stia chiedendo di smettere di criminalizzare lo stupro…

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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49 risposte a Antropologi a confronto

  1. maurozennaro ha detto:

    Condivido la tua sgradevole sensazione. Anzi no, non è una sensazione, io sono più presuntuoso di te e la considero una certezza. Sono stufo marcio di queste schermaglie dialettiche in cui l’opinionista di turno sottilizza sulle parole (sesso, eros, libidine, attrazione, lussuria…) per dimostrare che le femmine, dicessero quello che vogliono, sono buchi. Mi scuso per la rudezza, ma veramente non ne posso più. Recentemente c’è stata una polemica a causa di un giudizio, dato da una giornalista, che augurava al coglione di turno di essere impeciato e impiumato. A me parrebbe il minimo. M’incazzo come una bestia perché quando leggo tali criminali idiozie (criminali perché frutto di un disegno politico profondo e precisissimo) mi vengono pensieri fascisti: la gogna, la galera, l’ergastolo, eppure io non sono un fascista, detesto la violenza e ritengo che anche Adolf Hitler e Pol Pot, se fossero vivi oggi, avrebbero diritto a un processo equo e a un avvocato difensore. Ma faccio una gran fatica a riconoscere tale diritto a chi propugna tali nefandezze. Quindi sono furioso per le mie stesse reazioni. Perché si vuol fare di me un violento? Io sono un tipo tranquillo.
    Che la sessualità non si compri al supermercato ma sia tutta nel rapporto attivo e paritario fra persone consenzienti (e anche contente) a me sembra veramente il minimo sindacale. Non esistono “trasgressioni” perché non esistono regole, tranne quella che nessuno/a può imporre nulla all’altro/a. Chi non ha capito questo mi pare un poveraccio, a cui la vita ha dato davvero poco, oppure un delinquente. Nessuno dei due è comunque giustificato. Ma siccome i poveracci solitamente non rigurgitano pubblicamente le loro opinioni sui media, direi che tutto ciò che leggiamo e sentiamo di questo calibro è puro crimine.

  2. Paolo ha detto:

    non credo che volesse sdoganare lo stupro ma avrebbe dovuto essere più chiaro.

  3. Un'altra Laura ha detto:

    No, aspetta.
    Ma l’accusa di stupro per Strauss-Khan e’ stata definitivamente archiviata. Pensare che La Cecla, riferendosi alla Strauss-Khan, si riferisse and uno stupro che non c’e’ stato mi sembra scorretto.
    Detto questo, pure io non ho capito quella questione delle regole da infrangere, ma c’e’ un elemento di base che condivido. Il Berlusconi pensiero e’ svilente sia anche per gli uomini. Se le donne sono viste come merce in vendita, gli uomini sono visti come eterni allupati incapaci di ragionare col cervello di fronte ad una bella donna. Anche no. Peraltro, questo e’ anche il motivo per cui Berlusconi e i suoi seguaci (non nel senso di votanti a destra, ma di gente che la pensa come lui) sono parecchio offensivi, diciamo pure violenti nei confronti dei gay. Ti chiedi, riferendoti a La Cecia “Ma perché questo squallore danneggia solo gli anziani (maschi) e non le giovani donne?”
    E io mi chiedo: dove sono gli uomini nel discorso della Signorelli?
    (Questo non per dire che il discorso della Signorelli sia sbagliato, ma per me e’ incompleto)

    • Non credo proprio si possa ridurre la sessualità maschile a ciò che si legge di Strauss-Kahn: http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/06/20/il-caso-strauss-kahn-e-la-discussione-femminista-francese/
      “(DSK) è stato riconosciuto colpevole di aggressione sessuale in Francia, nei confronti della scrittrice Tristane Banon e ha verosimilmente aggredito e violentato anche Nafissatou Diallo vista la somma che le ha versato. Inoltre, l’ultima notizia è che anche la giornalista italiana Myrta Merlino ha accusato DSK dello stesso comportamento.”

      Nel discorso della Signorelli, ci sono gli uomini accusati di trovarsi d’accordo con Berlusconi: “Questa cultura non è solo sua, ma possiamo ipotizzare che sia largamente condivisa da una platea che, mi sembra, è ben più vasta del suo elettorato e che comprende sia uomini che donne. Naturalmente questa mia è una valutazione induttiva, se volete un’ipotesi. “

      • Un'altra Laura ha detto:

        Appunto, ci sono gli uomini che condividono, ma mancano gli uomini che non condividono, che esistono, e che vengono sistematicamente sviliti e sbeffeggiati dalla cultura del machismo a tutti i costi. Ora, e’ vero che non e’ che la Signorelli potesse parlare di tutto, me ne rendo conto. Pero’ mi pare un peccato metterlo in penombra, e non sottolineare che quella cultura li’ e’ lesiva della dignità tutti, uomini e donne, perché vuole rinchiudere tutti in caselle decisamente troppo strette -uomo piacione, donna oggetto-
        Laddove la Signorelli lamenta la mancanza di “un movimento delle donne che rivendichi il diritto delle donne italiane a non essere umiliate e offese”, io auspicherei la presenza di un movimento di uomini E donne contro il maschilismo. Movimento di sole donne mi da la sensazione di una lotta di donne contro uomini, mentre invece qui e’ in atto una battaglia di ideologie: femminismo contro maschilismo. Fa bene la Signorelli a ricordarci che ci sono donne maschiliste, farebbe bene ed e’ confortante ricordarci che esistono anche uomini femministi.
        PS: ma il movimento auspicato dalla Signorelli non potrebbe essere il “se non ora quando”?

  4. Mi fate schifo ha detto:

    E la cosa più sconcertante è sentire certe donne che giustificano il suo machismo, le sue battutine da coglione. Come quando consigliò ad una precaria di sposarsi un uomo ricco. Mi ha sempre fatto schifo la politica italiana (tutta la politica)! E’ avvilente perdere tanto tempo in un paese di MERDA come questo, fatto di una classe politica mafiosa, una tv di papponi cafoni e un popolo ignorante e altrettanto corrotto.

  5. Mi fate schifo ha detto:

    “Le donne devono sicuramente battersi per la parità, specialmente in Italia”. Questo è vero ma non tutti i campi sono uguali. In televisione la donna è rappresentata come oggetto, come essere inferiore, ma non tutti i campi sono la televisione e non tutte le donne vogliono fare televisione, quindi sarebbe bene lasciare le donne che non vogliono fare televisione fuori da quella fogna, senza usare esche strane o metodi barbari che poi gli si ritorcono contro.
    Comunque io me ne devo andare da questo paese, la convivenza con gli idioti italiani è diventata insopportabile per me. Già non mi piaceva prima l’italia adesso mi fa proprio schifo

  6. IDA ha detto:

    Allora, va detto una cosa: Che quella della Signorelli, penso che si possa chiamare una relazione, in quanto espone un’ipotesi di studio, come la definisce lei stessa.. Quella di La Cecla, è un’intervista, quindi rimane sul superficiale, e può essere sempre smentita il giorno dopo, come siamo abituati in Italia.. Detto questo:
    Quella della Signorelli, è molto interessante, dal link si può scaricare in formato PDF, e leggerla con la calma che merita.. qui mi sono segnata la conclusione.. “Bisogna cambiare direzione, credo. Bisogna ricominciare a pensare e ad agire come se fosse possibile cambiare il mondo, come se fosse possibile produrre un mondo in cui le donne non siano umiliate e offese. E sfruttate. E credo anche che per capire come si può fare sarebbe utile rimettersi a studiare gli uomini. Dal punto di vista delle donne.”
    Ricciocorno, tu parli di logica ma il La Cecla, ha una sola logica, quella androcentrica.. cioè l’uomo, (inteso come maschio) e tutto gira intorno a lui.. Vorrei ricordare all’antropologo, che sono stati gli uomini che hanno imposto regole nella sessualità, e il femminismo le ha abbattute alcune e messe in discussione altre, e certo non create.. se per lussuria intende l’abbandono al piacere sessuale, forse dimentica che ai tempi d’oro della lussuria, la stessa era negata alle donne.. Certo prima non c’era la trattativa, il guerriero si riposava, prendevano senza chiedere nemmeno il permesso, come se fosse cosa sua, poi sono arrivate le femministe e hanno detto.. No! È mia! Trattiamo! E questo avrebbe messo in crisi la sessualità maschile?
    Poi sono, molto infastidita da questa moda, di dire che per moltissimi adolescenti il sesso è diventato banale.. è diventato un luogo comune, fare queste affermazioni basate sul nulla, o al massimo su singoli episodi.. I miei figli erano adolescenti fino a ieri, se faccio un paragone tra la mia adolescenza e la loro, riscontro una differenza enorme, i miei figli, sono molto più informati e consapevoli, riguardo al sesso. Io non sapevo nulla, ero piena di paure e pregiudizi..

    • Bisogna ricominciare a pensare e ad agire come se fosse possibile cambiare il mondo. Lo volevo riscrivere perché mi piace 🙂

      • IDA ha detto:

        Si! È piaciuta subito anche a me… Quello che mi piace della Signorelli, nella sua relazione, in 7 pagine, usa 6 volte la parola “credo” e due “penso”. Cosa abbastanza inusuale per il mondo scientifico, che in genere hanno da lanciarti le loro certezze come verità assolute. Lei no, ti dice; “credo “ che sia vera, ma è la mia opinione, e ti lascia lo spazio alla discussione, al dubbio.. Io amo le domande e i dubbi, non mi sono mai piaciute le persone che hanno solo certezze..

  7. paolam ha detto:

    La “lussuria”. Marò, chiedete all’autore, anzi, all’intervistato, di definire “lussuria”. Tanto per cominciare. Ne sentiremmo delle belle.

  8. AlessioX1 ha detto:

    in italia sempre c’ è stata la prostituzione , anche prima di berlusconi esisteva già hai tempi dei romani.

    • http://lunanuvola.wordpress.com/2013/11/23/il-mestiere-piu-antico/
      Un sacco di cose esistevano prima di Berlusconi, prima di me, di te… Ma la cose cambiano. Si spostano i continenti, scompaiono le montagne: e noi esseri umani non possiamo migliorare?

      • AlessioX1 ha detto:

        No perché il sesso ci sarà sempre(se no ci estingueremmo) a pagamento e non.

      • Il sesso ci sarà sempre. Pagarlo è un’altra storia…

      • IDA ha detto:

        Bello il post di Lunanuvola.. effettivamente hanno un pò scocciato con questa storia del mestiere più antico del mondo. Prima nasce il dominio, poi molto dopo la prostituzione. Non a caso la prostituzione è più diffusa nelle società più autoritarie.. quindi si può far risalire al massimo a 5.mila anni fa. Ma la storia dell’uomo ha più di duecentomila anni.. certo anche 5 mila anni fa, deve essere stato un problema trovare un lampione..

    • maurozennaro ha detto:

      AlessioXi, d’accordo, in Italia c’è sempre stata la prostituzione, e anche il furto, la rapina, l’omicidio, il peculato, la corruzione e tutto il resto del Codice penale. E allora? Questo giustifica qualcosa?

      • AlessioX1 ha detto:

        Andare con una prostituta non è reato si rilegga il codice penale.

      • Vale ha detto:

        Una volta la schiavitù era legale. Una voltà l’omosessualità era illegale. Potrei continuare per ore. Il codice civile si evolve, eh! 😉
        Vale

  9. alex ha detto:

    gli uomini hanno un desiderio sessuale maggiore dal momento che hanno piu testosterone: è questo che spinge alla compravendita di sesso, non certo disistima o odio verso le donne se non in alcuni casi che però costituiscono una minoranza rispetto al totale. è irrealistico pensare di poter eliminare il fenomeno, anche perché ormai viene considerato immorale solo da pochi.

  10. alex ha detto:

    non lo dico io, lo dice la scienza: il testosterone è correlato positivamente al desiderio sessuale. infatti le donne sperimentano maggiore desiderio erotico durante la fase centrale del ciclo quando hanno un maggiore livello di testosterone in circolo.

    • Il fatto che le donne hanno il ciclo mestruale giustificherebbe la prostituzione? Per favore… Non diciamo scemenze.

      E’ curioso che secoli fa, per giustificare la violenza sulle donne, si usava l’argomento contrario: l’eccessiva lussuria tipica delle femminee.
      “Malleus maleficarum”, III parte, questione I: In conclusione, tutte queste cose provengono dalla concupiscenza carnale che in loro è insaziabile[…] non c’è da stupirsi se tra coloro che sono infetti dall’eresia delle streghe ci sono più donne che uomini […]E sia benedetto l’Altissimo che finora ha preservato il sesso maschile da un così grande flagello!

      • AlessioX1 ha detto:

        Per le donne trovare del sesso è più facile , infatti sono le donne a decidere se fare sesso o no,, un uomo cui farlo lo trovano subito

      • Vale ha detto:

        Dannazione, Alessio, che lagna! Ti ho già risposto nei post vecchi a questa scemenza almeno altre 4 volte e ogni volta non mi hai più risposto.
        1) smettetela di additare ogni tizia che vi si avvicina come una tr*** e forse qualcuna si farà meno problemi a fare sesso con voi;
        2) le donne hanno PAURA, perché tanti uomini le stuprano, le molestano, le ammazzano. Smettetela di comportarvi così e avranno meno problemi ad approcciarvi;
        3) le donne si tirano da mattina a sera perché una donna che non è molto curata viene esposta al pubblico ludibrio, un uomo no. Con il risultato che molti uomini sono di un avvilente che rasenta l’orrore (una doccia e un deodorante, signori, una doccia e un deodorante!). Iniziate a curarvi e più donne vi troveranno attraenti.
        No, volete continuare a piangervi addosso? Fate pure, ma ciò non giustifica l’andare a prostitute. Chi piange il suo mal, piange se stesso. E prendetevele le vostre responsabilità una buona volta!
        Vale

        PS: ovviamente parlo in generale, ergo evitiamo i tipici piagnistei “ah, ma io non sono così”.

      • alex ha detto:

        ^^^^Il fatto che le donne hanno il ciclo mestruale giustificherebbe la prostituzione? Per favore… Non diciamo scemenze.^^^^^
        non il ciclio mestruale, ma la presenza di testosterone nel sangue (che nelle donne raggiunge il picco durante la fase mediana del ciclo) e che negli uomini è maggiore determinando piu desiderio e quindi maggiore domanda di sesso che porta al fenomeno della prostituzione. non c’entrano odio o disistima verso le donne se non marginalmente.

      • Spiegami come mai le donne possono essere percepite all’occorrenza o come “troppo lussuriose” o come “troppo poco lussuriose”, a seconda del momento storico e a seconda di ciò che gli uomini vogliono ottenere (bruciarle sulla pubblica piazza, aprire degli FKK in Italia); perché se fosse vero che l’aspetto “biologico” è così determinante, dovrebbe essere sempre stato evidente, secoli fa come oggi. Oppure la fisiologia del corpo umano si è modificata dai tempi in cui si scriveva che le donne fossero più facilmente preda del maligno perché soggette ad una “concupiscenza carnale che in loro è insaziabile”?

  11. maurozennaro ha detto:

    Sono sempre più deliziato da tante affermazioni surreali che leggo qui, in particolare quelle sulle Incontrovertibili Verità Scientifiche e quelle sull’Inoppugnabile Diritto.
    La Scienza afferma che, il Codice Penale asserisce che.
    Di’ la verità, Ricciocorno, sono tutte battute di Groucho Marx, vero?
    Andare con una prostituta non è reato. Esatto. Nemmeno comprare schiavi lo era, fino a relativamente poco tempo fa. Ma la società, pianino pianino, si evolve e personalmente ritengo che le donne diano un contributo positivo a tale fine. Naturalmente quando non hanno il ciclo, perché “in quei giorni” sono proprio intrattabili e irragionevoli, e hanno perfino maggior desiderio sessuale. E che cazzo, proprio incontenibili, ’ste femmine. Insomma, diciamolo, sono bestie, ma tanto decorative, per cui noi uomini tutto sommato le apprezziamo. Sono anche meglio di un cane o un gatto, perché non sporcano (anzi, puliscono), ogni tanto ci facciamo sesso e generalmente ci stirano le camicie.

    Vorrei, se possibile, che il livello si alzasse un po’. Per esempio: perché parlare sempre delle donne rintuzzando ogni loro affermazione? Dobbiamo dimostrare, noi non mestruati, che siamo più logici? Benissimo, siamo più logici e anche più intelligenti. Infatti da millenni ci facciamo ammazzare sui campi di battaglia, abbiamo tra noi rapporti basati su pacche sulle spalle e insulti ai tifosi della squadra avversaria, ci concentriamo sul lavoro fino a ignorare i nostri figli e le nostre figlie (che da grandi, in genere, giustamente ci sputano in un occhio), pontifichiamo onniscienti su tutto (sempre perché “la Scienza afferma che”, “il Codice Penale asserisce che”).

    A me, personalmente, il quadro pare un po’ misero.
    E non è solo perché qualche libro l’ho letto anch’io (e, guarda caso, non ci ho trovato le stesse verità scientifiche e giuridiche di quelle propugnate, per esempio, da alex e AlessioX1: ragazzi, datemi un po’ di bibliografia che vorrei farmi una cultura): è perché voglio una vita migliore per me, per le persone che amo, per la mia compagna, per mia figlia e per i miei figli maschi. Ai quali ho insegnato e insegno tutti i giorni che le donne sono un po’ più della metà del genere umano, quindi qualcosa conteranno; che è meglio fare la pipì seduti o, se proprio non ci va, che poi puliamo le eventuali goccette; che la nostra patria è il mondo; che chi non sa fare la spesa, cucinare almeno per la sussistenza, lavarsi i panni (e, se li vuole stirati, stirarseli), aiutare il prossimo, fare sesso con attenzione sia alle questioni igieniche che alla sensibilità dei e delle partner, pagare le bollette alla posta, rispettare a aiutare i vecchietti e la vecchiette, capire che se una donna dice “no” vuol dire “no” (nell’incertezza consultare un vocabolario della lingua italiana), eccetera eccetera, chi non sa questo, anche se ha preso il Nobel, è proprio un pover’uomo.

    • AlessioX1 ha detto:

      Allora bisognerebbe rendere il sesso un reato perché andare con una prostituta o fare del sesso occasionale con un partner appena conosciuto è la stessa cosa,e allora se una donna che va in discoteca per trovare qualcuno con cui fare sesso, pensasse bene anche di racimolare qualcosa , che ne so 300 euro, come la mettiamo?

      • maurozennaro ha detto:

        Vedo che hai le idee chiare. Le tue domande mi sembrano retoriche, ovvero non cerchi risposte ma le dai, sia pure col punto interrogativo alla fine. Sei convinto che «per le donne trovare del sesso è più facile», che «sono le donne a decidere se fare sesso o no», che «andare con una prostituta o fare del sesso occasionale con un partner appena conosciuto è la stessa cosa». Non trovo spazio per la discussione, che secondo me è fatta di incertezze, di umiltà e di ricerca. Che ti devo dire? Io non pagherei né mi farei pagare per fare l’amore, ma mi è successo che un incontro imprevisto si trasformasse in un’occasione di piacevole scambio anche fisico. Non credo sia la stessa cosa.
        Non so come la mettiamo se una donna chiede soldi in cambio di sesso. Forse ne ha bisogno. Forse in una società più giusta non ne avrebbe bisogno.

        Un bel po’ di anni fa avevo delle convinzioni simili alle tue. Sono stato allevato in modo “normale”, da bravo maschietto, ho fatto il servizio militare di leva e tutto il resto. Bersagliere a vent’anni, bersagliere tutta la vita, mi dicevano. Durante il militare (che, nella sua follia, era comunque un modo molto istruttivo per entrare in contatto con un campione rappresentativo del mondo maschile italiano) ho conosciuto un mio coetaneo che, dichiarava, avrebbe sposato presto la sua fidanzata perché lei aveva il podere accanto al suo e quindi lui avrebbe raddoppiato la sua terra. E non eravamo esattamente nel Medioevo.
        Ho imparato tutto quello che dici tu. Poi mi sono chiesto: ma io sono contento? No? E perché? Era certamente colpa degli altri, e in particolare delle femmine, che non mi amavano abbastanza. O erano frigide, o ciniche, o zoccole, o fedifraghe, o eccetera. Davvero?
        Si può uscire in vari modi da una situazione del genere: la psicoanalisi, lo studio, la religione, la politica, i viaggi… Fai tu. Perché non mi sembri tanto contento.

  12. AlessioX1 ha detto:

    “Ho imparato tutto quello che dici tu. Poi mi sono chiesto: ma io sono contento? No? E perché? Era certamente colpa degli altri, e in particolare delle femmine, che non mi amavano abbastanza.O erano frigide, o ciniche, o zoccole, o fedifraghe, o eccetera……. e che vuoi da me? io non penso queste delle donne io voglio solo che una donna se decida di prostituirsi deve essere liberà di farlo in casa protette in autogestione alle stesse prostitute, che un uomo se vuole andarci deve essere libero di farlo,ovviamente le prostitute pagano le tasse , e ricevono i contributi la pensione quando sarà e tutti i diritti di una lavoratrice, chi va con le prostitute non le disprezza vuole sono un pò di sesso e basta , un pò come andare con una massaggiatrice nulla di più nulla di meno, nel sesso non ci deve essere amore per forza, tu sembri un pò come quei tizi che sono contro il porno ma non vuole mai ascoltare le pornostar quando dicono che si divertano e che le pratiche che fanno nel set le fanno anche fuori.

    • Chi va con le prostitute non le disprezza? Non disprezza solo loro, forse, ma più spesso l’intero genere femminile. Come si può constatare visitando i siti e i forum frequentati dai clienti abituali… Ad uno di loro, il signor Spaccaculi, ho dedicato un post: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/19/che-bello-lavorare-in-un-fkk/

      Per non parlare poi del fatto che le prostitute sono vittime di violenza con una frequenza molto maggiore delle donne che non si prostituiscono: http://www.romatoday.it/cronaca/prostituta-violentata-via-colombo.html

      • AlessioX1 ha detto:

        Le prostitute “servono” ad “aiutare” le persone sole o che passano momenti difficili o anche che per il momento sono senza una fidanzata , e solo sesso il potere non c’entra nulla,e vedi che ci sono pure clienti giovani che non sono brutti , hanno una funzione importante le prostitute in una società sarebbe molto grave vietare la prostituzione,subiscono violenza perché sono in mezzo alla strada in una casa chiusa autogestita dalle prostitute questo non accadrebbe.

      • Ad aiutare chi passa momenti diffici? E’ definitivo: mi stai prendendo in giro e io non ho troppo tempo da perdere… Il fatto ci vadano anche uomini sposati o fidanzati, uomini famosi e desiderati, dovrebbe farti accendere una lampadina, se credessi davvero in quello che dici.

      • IDA ha detto:

        Spaccaculi, mi ricorda un mio ex collega, tanto per dire, aveva tatuato sul braccio destro il profilo di Mussolini, con la scritta sotto dux.. Non ci considerava, perchè per lui le donne dovevano stare a casa, e non “a rubare il lavoro agli uomini”.. era uno spaccone, e spesso raccontava ai suoi colleghi, le sue presunte avventure erotiche. Iniziava sempre con la sua famosa frase ” Ieri sera ho conosciuto una fica che non finiva più.. mica come queste” Indicando noi.. Era una persona spregevole, aveva parole di disprezzo per tutti, ed era un violento, tanto che fu arrestato, e non ho saputo più nulla di lui.. Ma leggendo il signor Spaccaculi, ho il sospetto che sia lui..

    • maurozennaro ha detto:

      AlessioX1:
      1. Io da te non voglio nulla. Ritengo, come ho detto, che anche noi uomini faremmo bene a parlare di noi stessi e quindi ho raccontato un po’ i fatti miei, anche perché le speculazioni teoriche mi riescono male, preferisco raccontare storie; tu fa’ come ti pare;
      2. come diceva un tale, il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose. Significa che il porno o la prostituzione o il sesso sono “cose” che di per sé non significano niente se non sono legati a “fatti”. Esempio: Robin Hood rubava ai ricchi e oggi lo consideriamo un eroe perché in quel momento c’era una grande disparità sociale e la gente moriva di fame (ho semplificato un po’, ma ci capiamo); se io oggi rapino una banca sono un criminale. Ovvero: le “cose” sono le stesse ma i “fatti” cambiano. Quindi:
      3. il sesso è una delle attività umane e può essere bellissimo o orrendo. È bellissimo quando le persone coinvolte si divertono un sacco, è brutto quando qualcuna è forzata, violentata eccetera. Tranne che in Pretty Woman e in altre favole del genere, le prostitute non trovano il principe azzurro e non sono generalmente contente di fare il loro mestiere. Anche le “emancipate”, come quelle dei quartieri a luci rosse di Amsterdam o dei bordelli tedeschi tanto “sicuri”, vivono una vita pericolosa, sono spesso vittime di minacce, di rapine, di violenze varie. Lo stesso per il porno. Come in tutte le cose, esistono eccezioni, come pornostar che hanno impiantato aziende fiorenti nel settore, ma sono un’esigua minoranza. Ho letto inchieste giornalistiche molto serie sull’argomento e il ritratto che ne veniva fuori non era piacevole. Questo vale anche per i maschi che, per reggere un ritmo sostenuto ed eccitarsi a comando, fanno spesso uso di farmaci anche da giovani e la loro vita sessuale in genere è molto breve. Immagino che nei siti e nelle riviste porno o nei talk show l’immagine che viene diffusa sia di donne e uomini che se la spassano un sacco e ci fanno anche i soldi ma, come ho detto, le inchieste più serie hanno fatto a pezzi questo stereotipo;
      4. un uomo che va a puttane, secondo me, è un uomo con dei problemi. C’è tutta una letteratura sull’aspetto “positivo” della questione, ma pagare per fare l’amore non è come pagare per farsi fare un massaggio alla schiena. Un massaggio è il prodotto di una tecnica precisa applicata a una patologia; il sesso, a parte l’aspetto tecnicamente riproduttivo, è fantasia e soprattutto accordo fra partner. Chi va a puttane è una persona insoddisfatta di sé, del suo matrimonio, dei suoi incontri, che non affronta mai i problemi alla radice ma cerca palliativi. L’uomo sposato che va a puttane non ha il coraggio di divorziare perché nessuno poi gli stirerebbe le camicie, ma con sua moglie ha poco da spartire. Non dico che il sesso con una persona pagata sia necessariamente brutto per chi paga, dico che è in generale chi si prostituisce lo fa perché sta alla frutta e non trova niente di meglio, e spesso passa un sacco di guai. I puttanieri questo lo devono sapere. Devono sapere che chi batte il marciapiede, e spesso anche chi sta “al sicuro” in un bordello, ha dietro di sé un magnaccia che la massacra se sgarra. La prostituzione, come il gioco d’azzardo e la droga, sono in mano alla criminalità anche quando appaiono legali. Se vai a puttane magari ti diverti ma, di fatto, sei un poveraccio e un mafioso.

      • Vale ha detto:

        5 minuti di standing ovation per Mauro.
        Aggiungo anche che… non riesco proprio a capire come un uomo che va a prostitute possa non provare disgusto per se stesso, quando è ben conscio che l’unico modo che ha per stare in intimità con qualcuno è pagare, e non perché un’altra persona lo apprezza come essere umano.
        Vale

      • AlessioX1 ha detto:

        be allora pure quelli che si drogano con le droghe leggere sono mafiosi.

      • Vale ha detto:

        Una logica ineccepibile… (sarcasmo)
        Quello che si droga, o che fuma, o che è alcolizzato, pur ben sapendo cosa l’uso di queste sostanze comporta, per quanto mi riguarda si merita tutti i danni che si fa. Il dramma è che danneggia anche gli altri. Idem per la prostituzione. Se vuoi spararti al tuo coso, fai pure. Se sfrutti le vittime della tratta (leggi: SCHIAVITU’), stai danneggiando gli altri. Resta il fatto che rimani incapace di rispondere ai commenti, forse perché non sai più come arrampicarti sugli specchi!
        Alessio, nel post https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/26/nevica-probabilmente-e-colpa-delle-donne/#comments attendo sempre la tua risposta! Ah, già, non sai più come svicolare, ecco perché rispondi agli altri e non a me! 😉
        Vale

      • HG ha detto:

        Maurozennaro : che miseria morale! Mischi pornografia (della quale non sai una cippa e citi presunte “autorevoli inchieste” senza fare riferimenti, ovviamente) e prostituzione, il che la dice lunga sulla tua crassa – e compiaciuta – ignoranza. Basterebbe solo una fregnaccia del genere :”immagino che nei siti e nelle riviste porno o nei talk show l’immagine che viene diffusa sia di donne e uomini che se la spassano un sacco e ci fanno anche i soldi ma, come ho detto, le inchieste più serie hanno fatto a pezzi questo stereotipo” per screditarti. Ti consiglierei di scendere dal pulpito virtuale e di leggere qualcosa di Marcela Iacub, di Judith Butler, di Camille Paglia, di Wendy McElroy…(l’elenco potrebbe eseere infinito), ma sarebbe come tentare d’insegnare i principi dell’algebra ad un paguro.

        K

      • Hg: definisca “miseria morale”.
        Io le consiglierei di tornare al dizionario, prima di affrontare altri testi…

  13. alex ha detto:

    Spiegami come mai le donne possono essere percepite all’occorrenza o come “troppo lussuriose” o come “troppo poco lussuriose”, a seconda del momento storico e a seconda di ciò che gli uomini vogliono ottenere (bruciarle sulla pubblica piazza, aprire degli FKK in Italia); perché se fosse vero che l’aspetto “biologico” è così determinante, dovrebbe essere sempre stato evidente, secoli fa come oggi. Oppure la fisiologia del corpo umano si è modificata dai tempi in cui si scriveva che le donne fossero più facilmente preda del maligno perché soggette ad una “concupiscenza carnale che in loro è insaziabile”?
    io parlo di scienza e di cultura scientifica moderna, le superstizioni e la morale dei secoli passati sono un altro discorso e non hanno fondamento scientifico. la scienza del presente ci dice che il desiderio è maggiore negli uomini a causa della maggiore concentrazione di testosterone nel sangue a meno che tu non voglia metterlo in discussione accusando il prevalente orientamento scientifico di misoginia o di parzialità a favore degli uomini, ma anche in questo caso ti basta osservare gli uomini gay: moooolto piu repressi e condannati delle donne nel vivere la loro sessualità, eppure arrapabili e promiscui tanto quanto gli uomini etero.
    perché questo ipotetico effetto anti-libidine dato dalla condanna morale della società funziona sulle donne e non sugli uomini gay? risposta: testosterone!

  14. Mauro Zennaro ha detto:

    È vero, HG, non ho letto niente delle autrici che citi. Probabilmente mi perdo molto, quindi le metterò nella lista. E comunque hai ragione: so pochissimo di pornografia e di prostituzione, al punto che le confondo tra loro. Pensa un po’, pensavo che fossero entrambe sesso a pagamento e dunque mercato, come per esempio il gioco d’azzardo, la cocaina, le bolle immobiliari, i derivati, il voto di scambio. Ignoravo che le prostitute fossero lavoratrici felici. Che imperdonabile ingenuità!
    E sono ignorante anche sul piano morale, è vero: quella che mi hanno insegnato l’ho buttata nella spazzatura perché facevo troppa fatica a comprenderla. La mia amoralità mi ha causato carenze culturali a non finire: per esempio non ho mai fatto sesso con una prostituta. E sì che di sesso in generale ne ho fatto, e mi è anche piaciuto, ma solo gratis e con donne consenzienti. Questo, per un maschio medio italiano, è una colpa gravissima, lo so. Che ci posso fare? Cercherò di ravvedermi, andrò a puttane, picchierò qualche donna. Ora esco e mi compro una pistola. E un manuale d’algebra da portarmi nella mia conchiglia (anche se so che non andrò oltre pagina 1).

  15. Pingback: Infrangere la regola del consenso è stupro | Massimo Lizzi

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