Sottrazioni di minori e omofobia

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Francesco Morcavallo, Giudice presso il Tribunale dei Minori di Bologna dal settembre 2009 al maggio 2013, cerca da tempo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema della sottrazione dei minori alle famiglie.

Nessuno sa davvero quanti siano, in nessuna parte d’Italia – racconta in una intervista – Lo studio più recente, forse anche l’unico in materia, è del 2010: il ministero del Lavoro e delle politiche sociali calcolava che al 31 dicembre di quell’anno i bambini e i ragazzi portati via dalle famiglie fossero in totale 39.698. Solo in Emilia erano 3.599. Ma la statistica ministeriale è molto inferiore al vero; io credo che un numero realistico superi i 50 mila casi.

Perché tutti questi bambini vengono portati allontanati dal nucleo familiare? Per fare luce su questo fenomeno Federconsumatori ha creato una apposita commissione, nella quale opera anche Morcavallo:

 “In Italia sono circa 39 mila i bambini tolti alle famiglie e 30 mila quelli ospitati in case d’affido e comunità protette, e il fenomeno da anni è in forte crescita. Normale? Mica tanto. In Germania e in Francia, dove il numero degli abitanti è più elevato, il dato degli affidi si ferma rispettivamente a 8 mila e a 7.700. E poiché in Italia comuni e aziende sanitarie locali pagano per ciascun minorenne affidato una retta minima giornaliera di 200 euro (ma spesso si arriva a superare i 400), ora c’è chi solleva il terribile sospetto di un colossale business della sofferenza minorile, in troppi casi basato su perizie «addomesticate», se non su veri e propri illeciti”.

Le accuse che la commissione muove alle istituzioni sono gravi, molto gravi; ha dichiarato Morcavallo al Il Sole 24 Ore:

Il meccanismo decisorio troppo spesso si basa su pretesti che nulla hanno a che vedere con fatti e prove.

Nella maggior parte dei casi i bambini vengono sottratti alle famiglie perché ritenute troppo povere per provvedere alle necessità della prole:

gli allontanamenti non sono motivati su fatti certi, ma su impressioni relative al carattere ed alla ‘adeguatezza’ (termine quantomai vuoto) delle persone nello svolgimento dei compiti familiari quotidiani ed in ragione delle difficoltà economiche delle famiglie, in realtà risolvibili mediante la concreta applicazione dei diritti sociali costituzionalmente garantiti (ma effettivamente negati da quelle stesse istituzioni pubbliche e para-amministrative che, in alternativa, perseguono il metodo della sottrazione dei minori dai contesti arbitrariamente qualificati come ‘inadeguati’).

Ma in altri casi, si basano su giudizi di “adeguatezza” basati su perizie prive di conforto scientifico, come nel caso della sindrome da alienazione genitoriale.

E questa è una storia.

Una storia che comincia ad attirare l’attenzione e sono molti quelli che, in quanto soggetti coinvolti, hanno tutto l’interesse a gettare fumo degli occhi.

Recentemente una bambina è stata affidata ad una coppia omosessuale. Non ho idea dei motivi che hanno portato all’allontanamento di questa bambina dal nucleo familiare originario, perché non ho letto nulla in proposito, ma il diffondersi di questa notizia ha condotto a confondere due piani di discussione: quello che riguarda le sottrazioni di minori e quello che riguarda il diritto degli omosessuali di accedere all’istituto dell’adozione.

Sostenere che c’è un legame di causa ed effetto fra il desiderio legittimo delle coppie gay di adottare bambini e l’aumento delle sottrazioni di minori operate dallo Stato (sottrazioni che il Giudice Morcavallo attribuisce a soggetti senza scrupoli determinati nell’arricchirsi sulla pelle dei bambini: Chi sono i giudici onorari? Sono psicologi, sociologi, medici, assistenti sociali. Che spesso hanno fondato istituti. E a volte addirittura le stesse case d’affido che prendono in carico i bambini sottratti alle famiglie, e proprio per un’ordinanza cui hanno partecipato) è una ipotesi che non può essere in alcun modo provata, oltre ad essere una tesi che rischia di aumentare il sentimento omofobo che è alla radice di episodi come questo:

Violenza omofoba in Italia. Questa volta il caso arriva da Quartu, in Sardegna. Come raccontano i due protagonisti di questa vicenda, prima sono nate le offese e poi gli attacchi fisici. Loro hanno 30 e 40 anni e mentre stavano passeggiando le le vie della città, sono stati fermati da un gruppo di bulli. Da principio sono scattati gli insulti contro la loro omosessualità, poi, successivamente alla reazione dei due, è scattato il pestaggio. Vittima principale il 40enne che è stato selvaggiamente aggredito da calci e pugni fino a fargli perdere i sensi e crollare a terra. Dopo il ricovero in ospedale, una prognosi di 30 giorni. A quel punto, la coppia si è rivolta al Commissariato di Quartu per denunciare l’accaduto. Le forze dell’ordine sono poi riusciti a risalire ai due colpevoli, ragazzi di 19 e 17 anni.

Non facciamo confusione. E non cediamo alla tentazione di scadere nel complottismo.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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19 risposte a Sottrazioni di minori e omofobia

  1. IDA ha detto:

    Se le cifre sono quelle, conviene aprire una “casa d’affido” al posto di una “pensione”..
    Il business degli affidi, ogni tanto compare in superficie per poi sparire.. è un pò il destino di tutte le cose, quando dietro c’è la chiesa e comunione&fatturazione.
    Tirare in ballo le coppie gay, è insensato quanto pretestuoso..

  2. AlessioX1 ha detto:

    Ma nella foto che c’entra il cane?

  3. AlessioX1 ha detto:

    la famiglia è composta da due persone(nella maggior parte dei casi un uomo e donna)e dai figli(almeno uno) le altre non sono famiglie, dove non ci sono figli non si può parlare di famiglia,e se parliamo di un uomo o di una donna sola che cresce dei bambini , deve trovare un partner con cui farsi aiutare.

      • AlessioX1 ha detto:

        da sola/o è difficile due e meglio di uno.

      • Non stiamo parlando di fustini di detersivo, ma di persone. La famiglia è quell’insieme di esseri viventi che si prendono cura uno dell’altro: non importa quante sono, non importa se sono un uomo, una donna e un cane o due donne o un vecchietto e un bambino, è il legame c’è fra i suoi componenti che conta.

      • AlessioX1 ha detto:

        no certo che potete scherzare era solo per sapere, sempre se mi vuole rispondere.

    • IDA ha detto:

      No! Alessio.. La famiglia è composta da uno o più persone che abitano sotto lo stesso tetto… che possono essere affiliati con legami sanguigni o legali oppure no.. poi ci sono classificazioni diverse della famiglia.. per i sociologi è una cosa, per gli antropologi un’altra.. per i cattolici un’altra ancora..

      • AlessioX1 ha detto:

        lascia stare i cattolici ho parlato di due persone non ho specificato il sesso o l’orientamento sessuale.

  4. IDA ha detto:

    Nemmeno io ho parlato di sesso o orientamento sessuale.. Per esempio; nel mio stato di famiglia siamo io e mia figlia, e basta.. cosa vuol dire che non siamo una famiglia? Ma considerato che mia figlia lavora all’estero, e torna ogni tre mesi, la mia famiglia è composta da me e due gatte.. lo so tutte femmine, ma non è per un motivo di discriminazione, tempo fa avevo anche un cane di 80 kg. che mi portava a passeggio, ma ora non c’è più.. ,

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