Ancora un disegno di legge che parla di Pas

In Australia chi diagnostica la sindrome da alienazione genitoriale (PAS) viene richiamato dall’Ordine competente:

The Psychologists Board of Queensland last month disciplined prominent Brisbane clinical psychologist William Wrigley, saying he had acted unprofessionally in giving evidence about parental alienation syndrome to the court.

An investigation found that Dr Wrigley’s evidence three years ago, which had led to a mother losing custody of her two children, constituted “professional conduct that demonstrates incompetence or a lack of adequate knowledge, skill, judgment or care”.

The board advised Dr Wrigley on March 3 of its unanimous decision that he had “acted in a way that constituted unsatisfactory conduct” for “referring to an unrecognised syndrome in his reports”.

“It was inappropriate for the registrant (Dr Wrigley) to either diagnose the children or state there was a likelihood the children could develop parental alienation syndrome, as it is not a recognised syndrome,” it said.

“To diagnose a patient as suffering from or demonstrating a potential to develop an unrecognised syndrome is contrary to the code of ethics.”

Il Consiglio degli Psicologi del Queensland ha richiamato il mese scorso (marzo 2008) un celebre psicologo clinico di Brisbane, William Wrigley, per aver agito in modo poco professionale, fornendo una diagnosi di sindrome di alienazione genitoriale alla corte.

L’ inchiesta ha accertato che le prove presentate dal dottor Wrigley tre anni fa, prove che avevano causato la perdita della custodia dei due figli ad una madre, hanno costituito “una  condotta professionale che dimostra incompetenza o  mancanza di adeguate conoscenze, di abilità, di giudizio o di cura ” .

Il consiglio ha comunicato al dottor Wrigley, il 3 marzo, il verdetto deciso all’unanimità: il professionista avrebbe “agito in un modo che costituisce un comportamento non soddisfacente, riferendosi nelle sue relazioni ad una sindrome non riconosciuta” .

“E’ stato inadeguato, da parte del dichiarante (Dr Wrigley)  diagnosticare ai bambini lo stato di esistenza di un rischio di sviluppare la sindrome di alienazione genitoriale, in quanto non è una sindrome riconosciuta “, recita il verdetto.

“Diagnosticare ad un paziente una sindrome non riconosciuta o paventare il rischio che qualcuno possa contrarla è contrario al codice etico“.

poltergeistIn Italia il Senatore Antonio De Poli presenta nell’aprile di quest’anno (2013) un disegno di legge, il 502, nell’introduzione al quale scrive così (primo paragrafo):

I frequenti casi di sindrome di alienazione genitoriale (PAS), documentati dagli studi di Richard A. Gardner, confermano la necessità, rilevata dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva dalla legge 27 maggio 1991, n. 176, e dalla legge 8 febbraio 2006, n. 54, sull’affidamento condiviso dei figli, di dare concreta attuazione al primordiale diritto di ogni bambino ad avere accanto entrambe le figure genitoriali, ciascuna delle quali ha un ruolo diversificato ma complementare per una corretta evoluzione psico-fisica della personalità infantile e adolescenziale.

Forse il Senatore De Poli non è al corrente che nel maggio 2013 (quindi il mese successivo alla presentazione del disegno di legge) la pubblicazione del DSM V ha confermato l’esclusione della sindrome da alienazione genitoriale dal sistema nosografico dei disturbi mentali e questo nonostante la pressione esercitata dai suoi sostenitori.

Il Dottor Bernet, che ha scritto e pubblicato un volume per spiegare perché la sindrome da alinazione da alienazione genitoriale doveva diventare un disturbo riconosciuto ufficialmente dal Manuale Diagnostico, alla notizia del fallimento ha reagito affermando:

The actual words “parental alienation” are not in DSM-5, but there are several diagnoses that can be used in these cases.  I would say the “spirit” of parental alienation is in DSM-5, even if the words are not.

Un po’ come la volpe di fronte alla provebiale uva, Bernet ci dice che non è più importante cosa c’è scritto nel DSM, ci comunica che “lo spirito” dell’alienazione genitoriale aleggia fra le pagine del manuale e fornisce ai suoi adepti una lista di patologie che possono essere usate nei casi si alienazione.

E’ il risultato che conta, no? L’importante è che il bambino sia dichiarato malato: di una sindrome o di un altro disturbo, in un modo o nell’altro bisogna prenderlo in cura…

A quale disturbo, problema relazionale, malattia, fenomeno o reato farà riferimento il Senatore De Poli?

E’ probabile che lui stesso non ne abbia la minima idea.

Certo è che la sindrome da alienazione genitoriale infesta ancora il Parlamento e non c’è verso di esorcizzarla.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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22 risposte a Ancora un disegno di legge che parla di Pas

  1. paolanu ha detto:

    Buongiorno cara Ricciocorno,
    prima di tutto ti ringrazio per i tuoi puntuali articoli su questo argomento.
    Sono la compagna di un padre separato che ha l’affido condiviso e il domincilio prevalente di sua figlia presso la propria casa.
    La ragazza vive con noi da tre anni a seguito di violenze fisiche subite dalla madre, certificate da un pronto soccorso.
    Siamo alla terza C.T.U. che accerta i disturbi mentali della madre ma ritiene che la ragazza (ha quasi 14 anni) sia vittima di alienazione genitoriale.
    Tutto questo perchè la ragazza si rifiuta di vedere la madre (al di fuori di incontri protetti) e ha il terrore di stare sola con lei.
    Il nostro avvocato ha spiegato alla C.T.U. che la PAS non esiste, che non è scientificamente provata ….. ma la competente dott.ssa ha scritto nella sua consulenza che si la PAS non esiste ma se esistesse la ragazza ne sarebbe vittima.
    Ma ti sembra normale ? La ragazza è stata picchiata violentemente più di una volta, insultata, denigrata (tutto certificato) e l’unica spiegazione che giudici e C.T.U. sanno dare è una “malattia” che non è contemplata nel DSM che per gli psicologi dovrebbe essere la Bibbia !
    Come al solito si mettono al centro i capricci degli adulti e non si ascoltano i bambini …. ma che razza di società è questa ?
    Poi ci diamo tanto da fare (giustamente !!) per aiutare quelle povere creature che non hanno da mangiare e nel contempo non ascoltiamo i nostri bambini che ci chiedono aiuto e di essere capiti.
    E’ più facile dire che i bambini non sanno decidere, non capiscono così come quei poveri animali: cani, gatti, mucche, agnelli ecc. ecc. che trucidiamo ogni giorno !
    Tanto non capiscono !!!!!! Che razza di ipocriti !!!

  2. paolanu ha detto:

    Ecco appunto … hai capito a chi viene messa in mano la vita dei nostri figli ?!

  3. Cinzia ha detto:

    Domanda : lo stato punisce alcuni reati con la carcerazione, nel caso il detenuto sia genitore, di fatto lo sottrae al “diritto primordiale del bambino di avere accanto entrambe le figure genitoriali”.
    Se la legge stabilisse come principio che l’alienazione genitoriale è un reato, giuridicamente lo stato commetterebbe reato ogni qual volta condanna alla carcerazione un genitore?
    Il carcerato potrebbe avvalersi quindi del suo status di genitore per ottenere alleggerimenti di pena?
    Ed i figli di genitori carcerati, potrebbero, una volta adulti, rivalersi legalmente accusando lo stato di alienazione genitoriale?

  4. B. Sagdiyev ha detto:

    In my country there is problem,
    And that problem is feminazi.
    They take everybody children,
    They never give them back.

    Throw feminazi down the well,
    So my country can be free.
    So my country can be free!
    You must grub her by her horns,
    Then we have a big party.

    If you see the feminazi coming,
    You must be careful of her tongue.
    You must grab her by her money,
    And I tell you what to do.

    Everybody!

    Throw the feminazi down the well,
    So my country can be free.
    So my country can be free!
    You must grab her by her horns,
    Then we have a big party.

    • Che esempio grandioso di hate speech! Ma c’è anche la base musicale?
      Lo traduco:
      Nel mio paese c’è un problema,
      E questo problema è il nazifemminismo.
      Prendono tutti i bambini,
      Non li restituiscono mai.
      Gettiamo le nazifemministe nel pozzo (immagino che qui si riferisca anche a me, che carino!),
      Quindi il mio paese può essere libero.
      Quindi il mio paese può essere libero!
      Prendiamole per le corna (sono demoniaca oppure cornuta?),
      Poi facciamo una grande festa. (è un allegrone…)

      Se vedi arrivare la nazifemminista
      Devi stare attento della sua lingua.
      La devi alletare con i soldi,
      E io ti dico cosa fare.

      Tutti!

      Gettiamo le nazifemministe nel pozzo,
      Quindi il mio paese può essere libero.
      Quindi il mio paese può essere libero!
      Prendiamole per le corna,
      Poi facciamo una grande festa.

      Una serenata… che dire. Sono commossa. E rispondo così: http://www.youtube.com/watch?v=uz2jbCJXkpA

    • inhanna ha detto:

      Questa a me sembra una minaccia neanche tanto velata, una cosa da segnalare, oltre che un orrore di canzoncina d’odio e di promozione della violenza.
      E pensare che ci sono persone che con questi mostri dicono di dialogare.
      Hanno preso questa canzoncina

      ed hanno cambiato “feminazis” con “jews”, come dire sostituire un razzismo con l’altro, sostituire una persecuzione con un’altra. Ma la canzoncina da ironica viene trasformata in una minaccia di morte fuori dal contesto del film e usata sul blog di una femminista.
      Sarà bene che si cominci a denunciare il clima di costante minaccia in cui viviamo. Si deve cominciare ad indagare su certi gruppi criminali, altro che dialogo!

    • Samuele ha detto:

      Hate speech non è una parodia di Borat, ma il nazifemminismo. Guardate qui cosa fanno queste odiatrici di uomini: insultano i cattolici, li assaltano, danno fuoco all’effige di Papa Francesco

      • “Hate speech non è una parodia di Borat, ma il nazifemminismo.” Scusa ma la sintassi? ma il nazifemminismo cosa? Manca il verbo. E poi “hate speech” non è il titolo della canzone…
        Sono ricominciate le persecuzioni dei cristiani? Strano che i giornali non ne parlino…

      • inhanna ha detto:

        Ooooh, agghiacciante. Perseguitano nientemeno i bravissimi, buonissimi, dolcissimi cattolici? Quelli che mai in vita loro hanno sponsorizzato un genocidio e mai si sono intascati l’oro delle vittime? Quei santi benefattori disinteressati al dio denaro e alla politica?
        Questa però è una manifestazione che usa un simbolismo. Si vogliono bruciare idee che danneggiano le donne, non si vogliono uccidere persone.
        Invece non andò così tempo fa. Il capitolo sull’Inquisizione l’hai saltato a scuola, vero? Insieme a tutta la grammatica.

      • Sarà più grave bruciare una effigie o una nazifemminista? 😉

      • IDA ha detto:

        Come? Dove? Perché? (riferito al video)
        Chi ha coniato per la prima volta il termine nazi-femminismo, non conosceva il significato delle parole, come chi lo usa… il nazismo come tutti i regimi totalitari, sono maschilisti, perché il dominio è patriarcale, basta conoscere un po’ di storia. In più Adolf Hitler era cattolico, e non femminista.. La storia ci dice che è l’uomo che ha odiato la donna.. e oggi sarebbero diventate odiatrici degli uomini.. ma quanti uomini vengono uccisi dalle donne? E donne, dagli uomini? Dimenticavo, gli uomini lo fanno per amore..

      • http://www.olokaustos.org/saggi/saggi/donne/donne3.htm
        Se i teorici del razzismo erano così concentrati sull’uomo nordico da avere forti difficoltà ad immaginare la “donna nordica” i più pratici militanti del neonato partito nazista avevano idee più chiare non sull’estetica (abbastanza irrilevante) ma sul ruolo della donna nella società.
        Sin dal 1921 il Partito Nazionalsocialista pur ammettendo le donne nel Partito precludeva loro di accedere ai ruoli dirigenti dell’organizzazione. La visione nazista escludeva in partenza le donne dalla politica. Negli anni Trenta un gerarca nazista scriveva: “Noi Nazionalsocialisti abbiamo la ferrea convinzione che la politica sia un affare per uomini. La donna tedesca è per noi troppo sacra per contaminarsi con le sporche questioni della politica parlamentare”.
        L’obiettivo dell’ideologia nazista non è in prima battuta definire la donna nordica ma darle un ruolo all’interno della società. E questo ruolo consisteva in termini pratici nel “rimettere la donna al proprio posto” allontanandola dal mondo del lavoro e riconducendola all’interno della casa per ottemperare al proprio compito naturale: generare più figli possibile.
        Giunto al potere il nazismo varò una serie di leggi che favorissero la “naturale tendenza alla maternità delle donne”.
        Gli uomini sposati le cui mogli accettavano di uscire dal circuito del mondo del lavoro ricevevano prestiti che raggiungevano il valore di un intero anno di salario medio (dai 500 ai 1.000 Reichmarks). Per ogni figlio nato dopo la concessione del prestito gli interessi venivano ridotti del 20%, al quarto figlio gli interessi sul debito venivano azzerati. Alla fine del 1940 erano stati erogati 1.700.000 prestiti di questo genere con il risultato pratico di aver ricondotto a casa quasi due milioni di donne che avevano rinunciato al lavoro.
        Uno dei più acclamati scienziati razziali – Otmar von Verschuer nel 1935 scriveva che la “migliore politica contro la disoccupazione consisteva nel favorire il ritorno a casa delle donne”.
        La politica nazista non poteva però accontentarsi di eliminare la donna dalla politica e dal lavoro. Se, come disse Hitler nel 1939, “il campo di battaglia della donna era la casa”, occorreva che la donna nordica desse il suo contributo per creare la “famiglia ideale tedesca”. E su questa famiglia ideale i nazisti, ancora una volta, avevano le idee ben chiare.
        Il 16 dicembre 1938 venne creata la Croce d’Onore della Madre Tedesca. Si trattava di una medaglia che copiava esattamente nella sua forma la Croce di Ferro che veniva elargita ai combattenti particolarmente valorosi. La Croce d’Onore veniva consegnata in bronzo alle madri di quattro figli, in argento al raggiungimento dei sei figli e in oro alla nascita dell’ottavo figlio. Contemporaneamente a tutti gli impiegati pubblici tedeschi venne imposto di sposarsi o di dimettersi. Con una legge si impose una tassa aggiuntiva alle coppie prive di figli dopo cinque anni di matrimonio. Parallelamente venne modificata la legge sul divorzio: l’incapacità della donna a procreare diveniva una ragione lecita per lo scioglimento del matrimonio.

  5. Cinzia ha detto:

    “LA VIOLENZA E’ L’ULTIMA RISORSA DEGLI INCAPACI” Isaac Asimov
    E’ qualcosa la violenza con cui dobbiamo aver a che fare, prima o poi. E’ qualcosa a cui dobbiamo essere pronti a RESISTERE, perché la violenza esiste e non temerla è il primo passo per annullarne gli effetti.
    Nella storia la violenza ha vinto delle battaglie, ma non ha mai potuto fermare il progresso civile dell’umanità.
    Il violento è un predestinato perdente.

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