Una nuova immagine

The-Hunger-Games-trailer-2-peeta-mellark

E’ uscito nelle sale in questi giorni il secondo episodio della trilogia “Hunger Games”. E io, naturalmente, l’ho visto.

Del personaggio di Katniss Everdeen ho già scritto. Nel panorama della  letteratura “per ragazzi”, Katniss è definita come l’anti-Bella Swann, la protagonista della saga che inizia col romanzo Twilight – sebbene entrambe siano, ognuna a modo suo, ragazze che “combattono”.

Quello che, nella saga di Hunger Games, è veramente originale – e a mio modo di vedere le cose, “femminista” – è il personaggio di Peeta Mellark, il giovane che condivide con Katniss gli orrori dei giochi della fame.

Se Edward Cullen, il bel vampiro amato da Bella, condivide con il ragazzo-lupo Jacob l’ossessione di proteggere la donzella in pericolo, in Hunger Games la “donzella in pericolo” è proprio Peeta Mellark, e il secondo volume è quello in cui questo ribaltamento dei ruoli tradizionali è maggiormente in evidenza.

Ne “La ragazza di fuoco” Katniss decide che il suo obiettivo, nell’arena come nella vita, sia quello di proteggere il giovane fornaio e non perché è innamorata di lui (visto che il suo cuore batte per il ben più aitante Gale), ma perché – come dichiara al mentore Haymitch quando stringe con lui un patto per salvare il ragazzo nell’edizione dei giochi della memoria – “(Peeta) è il migliore di noi tre“.

La decisione di Katniss non è imputabile alla passione, il suo è un giudizio di tipo etico: Peeta, fra tutti i personaggi del romanzo, è “il più buono”, cioè il personaggio meno incline a lottare per la sua sopravvivenza, il più predisposto al sacrificio di sé per il bene degli altri… e quindi, da un certo punto di vista, il più fragile, sebbene la sua fermezza nel non lasciarsi corrompere dalle crudeltà cui è costretto a prendere parte lo renda per altri versi molto “forte”.

Al contrario del cacciatore Gale, Peeta è decisamente meno dotato di Katniss, fisicamente: è più debole, meno abile, è lui quello che finisce sempre con l’essere ferito e ha bisogno di cure.

E’ lei che decide di volta in volta la strategia, nei giochi come nel delicato rapporto con il Presidente Snow e Capitol City, mentre lui è tenuto spesso tenuto all’oscuro e si affida a Katniss senza obiettare.

Peeta è sempre al fianco di Katniss, allo stesso modo in cui Robin è al fianco di Batman, come Pepper Potts è al fianco di Iron Man, sempre devoto e incondizionatamente fedele (al contrario del volitivo Gale, che rifiuta categoricamente di accettare passivamente i piani di Katniss e di mettere in discussione la sua personale visione della rivoluzione).

E’ Peeta quello che parla di sentimenti: Katniss è una “dura”, una che parla poco e non ama indulgere nell’autoanalisi, mentre lui tenta continuamente di dialogare, di spingerla a confidarsi. Peeta non fa mistero del suo amore per Katniss; non è confuso o combattuto, ma molto più simile alla Bella di Twilight di qualsiasi altro personaggio maschile nel suo “abbandonarsi” all’amore; con la differenza che Peeta, dell’amore, ha una visione assolutamente disinteressata: sa che Katniss vorrebbe salvargli la vita e per convincerla a combattere solo per se stessa le consegna un pendente che contiene la foto di Gale.

Peeta non ha nessuna intenzione di lottare per conquistare le attenzioni di Katniss, ciò che gli interessa maggiormente non è essere desiderato; l’amore che Peeta prova per Katniss non ha nulla di egoistico né di sensuale, è sacrificio di sé per il bene dell’altro. E questo amore che Peeta prova è completamente diverso da qualsiasi sentimento che Katniss proverà mai.

Nel terzo volume Katniss descrive i suoi sentimenti per Peeta paragonandoli ad un gioco che fa col gatto della sorella, Ranuncolo (gatto che Katniss detesta):

Il numero del Gatto Matto diventa una metafora della mia situazione. Io sono Ranuncolo. Peeta, che ho tanta voglia di mettere al sicutro, è la luce. Ranuncolo finché si sente di avere la pollibilità di afferrare tra le zampe quel bagliore sfuggente, ribolle di aggressività… Quando la luce si spegne, rimane turbato e confuso per un po’, ma poi si riprende e passa al altro (è ciò che mi succederebbe se Peeta morisse). L’unico caso in cui Ranuncolo va davvero in tilt è quando lascio la luce accesa ma la metto irrimediabilmente fuori dalla sua portata, in alto sulla parete, dove neppure le sue capacità di salto riescono a spiongerlo. Cammina avanti e indietro alla base della parete, si lamenta, non si fa consolare né distrarre…

Sempre nel terzo volume, Peeta a Gale, non sapendo di essere ascoltati, discutono di Katniss:

Peeta: Mi chiedo come farà a decidere.

Gale: Oh, io lo so già. Tra noi due, Katniss sceglierà quello che ritiene indispensabile alla sua sopravvivenza.

E Katniss, indispettita, tra sé e sé: Posso sopravvivere benissimo senza l’uno e senza l’altro.

Per non parlare del fatto che Peeta ama decorare torte e pasticcini da tè con leziosi fiorellini e passa il tempo libero a dipingere, mentre lei scuoia conigli nel bosco…

Insomma: Katniss e Peeta mettono in discussione tutti gli sterotipi sul maschile, il femminile, l’amore e il sacrificio.

Spero che questo significhi che ci aspettano generazioni future dalle quali non dovremmo più sentire “le donne sono così… gli uomini invece…”, generazioni in cui le persone riesciranno a relazionarsi tra loro riconoscendo nell’altro non il “maschio” o la “femmina”, ma l’individuo, con tutte le sue peculiarità.

Perché è questo l’obiettivo del femminismo: rivelare la sconvolgente verità che uomini e donne non sono “maschi” e “femmine”, ma, prima di tutto e soprattutto, sono persone.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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20 risposte a Una nuova immagine

  1. Paolo ha detto:

    diciamo che essere maschi e femmine implica anche l’essere persone. e ci sono modi più o meno diffusi ma legittimi di essere maschi e femmine.
    Come sai, non credo che raccontare di un lui che protegge una lei sia maschilista di per sè, è una dinamica che può esistere, ma è bene variare e raccontare la complessità

    • Il problema degli stereotipi sul maschile e sul femminile è che ci si aspetta che un maschio o una femmina facciano determinate cose in quanto maschi o femmine; se non le fanno, vengono tacciati di essere “femminucce” o “poco femminili”.
      Una Katniss, che minaccia di affogare il micio della sorella o che si sente bene nel suo corpo solo una volta che – scappata da Capitol City – con gioia scopre che le sue gambe sono tornate belle pelose, non incarna alcuno stereotipo sulle femminilità, come Peeta, che decora dolcetti e raccoglie bacche mentre lei si procura la selvaggina con arco e frecce, non è certo quello che normalmente un maschilista definirebbe un “vero maschio”.
      La questione non è se è più giusto decorare dolcetti o cacciare, ma non essere etichettati e disprezzati per ciò che si sceglie di fare.

      • Paolo ha detto:

        capisco..non essere disprezzati a prescindere da come si preferisce avere le gambe (e una donna che le voglia o non le voglia pelose ha dei gusti estetici più o meno diffusi ma legittimi, che esistono, non è un piatto “stereotipo”)

      • AlessioX1 ha detto:

        Il motivo per cui in genere nei film d’azione sono le donne ad essere catturate dai cattivi e sono gli uomini a salvarle, e intanto perché i cattivi sono tutti uomini(solo il 4% della popolazione carceraria è femminile) e in genere i poliziotti ed i soldati sono di sesso maschile.

      • Vale ha detto:

        E nei film di genere fantasy, fantascienza, ecc, come me lo giustifichi? Abbiamo le spade laser perché… perché… beh, ecco perché se ci fossero le userebbero gli uomini?
        Dai, andiamo, anche nei film con ambientazione ben diversa da quella reale i ruoli sono questi e il motivo è sempre la standardizzazione di genere, NON una fedele rappresentazione della realtà. Ma tanto parlare con te è inutile -_-‘
        Vale

  2. Paolo ha detto:

    comunque nel mondo di George R.R. Martin il povero Peeta farebbe una brutta fine (ma là sono tutti a rischio) a meno che per l’appunto qualcuno non lo prenda sotto la sua ala

  3. Paolo ha detto:

    veramente anche nel cinema (che anche quando è fantasy racconta sempre l’umano e la nostra realtà) le cose sono cambiate di pari passo con la realtà

  4. AlessioX1 ha detto:

    In star wars la principessa è molto combattiva e si vedono molte donne combattere nelle truppe della resistenza

    • Il primo episodio di Star Wars consiste nel salvataggio della Principessa…

      • Paolo ha detto:

        Questa dinamica non è maschilista di per sè, un tipo di dinamica possibile ed è legittimo raccontarla. ne Il ritorno dello Jedi comunque è la principessa Leila ad andare a salvare Han Solo., Leila è combattiva..
        e nella nuova trilogia Amidala è un personaggio ben caratterizzato

      • Io ho visto la prima trilogia di Star Wars da bambina e devo essere onesta: io sognavo di essere Luke Skywalker… Il momento che mi affascinava di più era l’addestramento col maestro Yoda: non so cosa avrei dato perché qualcuno di insegnasse ad usare la forza e a sollevare le cose col pensiero 🙂 Ti confesso che ho anche una maglietta con Yoda…
        La Principessa Leila… Sulla Principessa Leila si è detto di tutto: per qualcuna è un’icona femminista, per qualcuno solo il solito personaggio femminile messo lì per solleticare gli appetiti maschili (soprattutto per la scena in cui è incatenata a Jabba e mezza nuda…) Un esempio: http://feministfangirl.blogspot.it/2011/12/star-wars-gender-and-bechdel-test.html
        Un altro: http://anna-reinertson.livejournal.com/2413.html
        Mi chiedo io, invece: se per me, da bambina, era facile identificarmi con Luke Skywalker e desiderare di vivere le sue avventure, ad un bambino capita mai di identificarsi con una eroina?

      • Paolo ha detto:

        posso solo dire che il fatto che un film non passi il bechdel non fa di questo un film maschilista.
        La scena in cui Leila è mezza nuda ha una sua giustificazione narrativa..punto, poi se uno (o una) si eccita o no sono fatti suoi

    • IDA ha detto:

      Guerre stellari, io non me le ricordo, o meglio, ricordo di averli visti in tv, insieme ai miei figli, quindi ero già grande.. Ma da bambina anch’io mi sono immedesimata con personaggi maschili, ero appassionata di fumetti, e leggevo Zagor e il Comandante Mark.. non so se esistevano fumetti per bambine, le mie amiche leggevano Topolino, ma a me non piaceva molto, ero più per le storie d’avventura.. Come, per alcuni libri; Io ho letto per i miei figli due capolavori di Salgari, ( Il Corsaro Nero e Jolanda, la figlia del Corsaro Nero) ed era la prima volta che li leggevo.. questi venivano considerati come libri per l’infanzia per ragazzi.. per le bambine cosa c’era? Piccole donne e Piccole donne crescono..

      • Paolo ha detto:

        Piccole donne non è un brutto libro, e volendo, se cerchiamo protagoniste femminili, c’era anche Pippi Clazelunghe

      • IDA ha detto:

        Non lo so.. Paolo, se è un bel libro o no.. non l’ho mai letto.. il mio era un esempio.. da bambina ho letto solo Il Principe e il povero e i Ragazzi di via Pal.. e anche qui i protagonisti non erano ragazze.. a quel periodo divoravo solo fumetti.. La letteratura per ragazzi ho iniziato a leggerla con i miei figli.. e oggi posso dire che Jules Verne è noioso, Salgari è fantastico.. ma è solo una mia opinione..

      • IDA ha detto:

        Pippi Calzelunghe, penso che riesca a parlare solo ai bambini.. io ricordo da bambina, mi piaceva molto quando la vedevo in televisione, Poi trovai alcuni episodi in vhs, e li feci vedere ai miei figli. con il ricordo di quando li vedevo io.. bene dopo degli anni mi sembravano delle cose stupide senza senso.. ma notai che i miei figli si divertivano, come mi divertivo io.. forse perchè usa il linguaggio proprio dei bambini, che poi quando si cresce si perde..

      • I libri per bambini li scrivono gli adulti… Quindi non tutti gli adulti lo perdono.

      • IDA ha detto:

        Questo è vero!

      • Yellow ha detto:

        Quoto il non lo e’ a me piaceva tanto, ma preferivo Pippi Calzelunghe perche’ era piu’ avventuroso!

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