Manifesto delle 343.000 bastarde (primi firmatari: io)

Gladiatore

Riguardo i ludi gladiatori noi siamo credenti, praticanti o agnostiche.

Senza essere mai state personalmente delle spettatrici (per ragioni che esulano dalla nostra volontà) non abbiamo mai avuto e non avremo mai la “sensibilità civica” di denunciare i nostri vicini che volessero intraprendere la carriera di gladiatori.

Omosessuali o eterosessuali, libertine o monogame, fedeli o no, noi siamo donne.

Ciò non fa di noi delle frustrate, le perverse o le psicopatiche descritte dai partigiani di una repressione che si maschera da battaglia per i diritti umani.

Indipendentemente dal fatto che paghiamo o meno per assistere ad uno spettacolo, noi non sapremmo prescindere per nessun motivo dal consenso di chi si esibisce.

Ma riteniamo che un atleta abbia il diritto di massacrare e anche di farlo con piacere.

E rifiutiamo che i deputati regolino per legge i nostri desideri e i nostri piaceri.

E’ vero che al tempo dei Romani molti gladiatori erano schiavi che venivano acquistati dal lanista (il proprietario dei gradiatori) per la loro prestanza fisica o per una loro abilità pregressa nel combattimento; spesso erano nemici di Roma divenuti prigionieri di guerra e quindi, in base al diritto romano, schiavi: in quanto schiavi, non sceglievano di combattere, ma vi erano costretti.

A noi non piace né la violenza, né lo sfruttamento, né la tratta degli esseri umani. E ci aspettiamo che l’autorità pubblica si impegni a lottare contro le reti dei trafficanti e a punire i lanisti.

Noi amiamo la libertà, la letteratura e l’intimità. Ed esse sono in pericolo, quando lo Stato si occupa delle nostre arene.

Tuttavia, chi mai avrebbe combattuto dando il meglio di se stesso, sopportando allenamenti sfiancanti e una vita di oppressione, sapendo di essere comunque condannato a morire prima o poi da schiavo in un’arena? I gladiatori schiavi avevano un grande incentivo a battersi valorosamente: chi di loro avesse superato un gran numero di combattimenti conquistando il favore del pubblico e dimostrandosi meritevole, avrebbe ottenuto ciò che uno schiavo sogna fin dalla nascita: la libertà.

Molti gladiatori liberati continuavano la loro carriera gladiatoria, perché questa prometteva lauti guadagni e un’enorme celebrità. Per le stesse ragioni, anche molti uomini liberi decidevano di intraprendere la carriera gladiatoria.

In preda alla passione per gli spettacoli gladiatori, che avevano raggiunto il loro apice, attendibili fonti storiche attestano che nell’arena scesero addirittura i nobili, come ad esempio Gracco, cavalieri romani (cronaca di Gaio Svetonio Tranquillo, 70.130 d.C.), nobili matrone, senatori e addirittura imperatori!

Gaio Svetonio Tranquillo ci narra che Caligola scese in arena vestito da trace, Nerone si presentò abbigliato come Ercole quando doveva uccidere il leone (ma il leone era dovutamente preparato a non reagire in alcun modo), sempre lo stesso Nerone fece scendere in arena 400 senatori e 600 cavalieri romani, mentre nella cronaca di Publio Cornelio Tacito (55-120 d.C) si legge che Nerone fece scendere nell’arena aristocratici, donne nobili e senatori per farli combattere tra loro.

Elio Lampridio (III-IV sec. d.C.) invece riporta in modo particolareggiato la partecipazione di Commodo ai giochi gladiatori, non come spettatore, ma come combattente: circolava la voce che Commodo avesse preso parte a 735 combattimenti, vestendosi a volte da amazzone, e che avesse trascorso un periodo nella caserma dei gladiatori.

Cosa decretò la fine dei giochi gladiatori?

Fu l’avvento del Cristianesimo.

Tra gli scrittori cristiani che condannano questi spettacoli, segno evidente che ancora riscuotevano successo, c’è Tertulliano (De Spectaculis) , il quale afferma che i cristiani devono stare lontani e non presenziare a questi spettacoli idolatrici, immorali e pieni di follia, dove trionfa una pazzia collettiva e dove si compiono scelleratezze e oscenità.

Sono illuminanti anche le parole che nel III d.C. scrisse ad un amico appena convertito un Padre della Chiesa, San Cipriano: “Il mondo gronda sangue fraterno; l’omicidio, che, commesso dai singoli è un delitto, fatto in massa assume il nome di eroismo; così i delitti diventano impuniti non già per la loro incolpabilità ma per la loro mostruosa ferocia. Di più, se ti soffermi a guardare le città, t’imbatti in una folla che ti parrà più insopportabile di qualunque solitudine. Vi si preparano i giuochi gladiatori per sollecitare col sangue la libidine di uomini crudeli; si nutrono bene i corpi con cibi sostanziosi e s’ingrassano erculee membra robuste, affinché colui che è ben pasciuto muoia in pena recando un maggior guadagno al padrone; si uccide un uomo per saziare la voluttà di un altro uomo e si chiama perizia, abilità, arte il saper uccidere. Ma i delitti non solo vi si commettono, si insegnano anche. Non c’è nulla di più barbaro e di più crudele. È un’arte il saper ammazzare, ed è una gloria l’ammazzare. Che cosa è questo, dimmelo, e perché si getta in pasto alle belve gente da nessuno condannata, di fresca età, di bell’aspetto, vestita come a festa? Disgraziati! Mentre sono ancora in vita si adornano per una morte da essi voluta, si gloriano persino della loro sventura. Combattono contro le belve non per una condanna qualsiasi, ma per pazzia. E intanto i padri guardano i figli battersi nell’arena; i fratelli e le sorelle stanno tra gli spettatori. E sebbene una più solenne messa in scena accresca il prezzo dello spettacolo – oh sventura! – anche la madre paga il prezzo dello spettacolo per essere presente anche lei alle sue sciagure. Così tutti, padre, fratello, sorella, madre, in mezzo a così empio, barbarico e funereo spettacolo, non pensano di essere anch’essi parricidi con i loro occhi”.

Non è sovradeterminazione questa? Dare del barbaro, del pazzo a chi sceglie liberamente la carriera del gladiatore, sulla base di un giudizio moralista che definisce “oscena” una tradizione che affonda le radici – dicono alcuni storici – addirittura nella civiltà etrusca…

A causa di questo genere di propaganda abolizionista nel 325 d.C. l’imperatore Costantino abolì i munera sine missione, cioè i combattimenti “senza grazia”, fino alla morte. Furono poi aboliti definitivamente nel 404 dall’Imperatore Onorio o, secondo altre fonti, dall’imperatore Valentiniano III. L’ultimo combattimento dei gladiatori ci fu nel 438 d.C. anche se, nonostante i vari divieti emanati dagli imperatori, continuarono a svolgersi clandestinamente fino al VI secolo, tanto era l’amore che il popolo nutriva per questi spettacoli e per i suoi gladiatori.

Vi domando: è giusto che sia la religione a dettare legge?

O più che di religione sarebbe più opportuno parlare di fanatismo religioso?

Oggi i ludi gladiatori, domani il calcio: che cosa si vieterà dopo domani?

Noi non cederemo alle leghe della virtù: contro il politicamente corretto, vogliamo vivere da adulte.

Gridiamo tutte insieme: giù le mani dal mio gladiatore!

Un ringraziamento a Paola Mazzei, nostalgica dei munera gladiatoria e ispiratrice del progetto e a Maria Rossi, cofirmataria e traduttrice dell’originale Touche pas à ma pute!

Per chi fosse digiuno:

Le puttane sono proprietà degli uomini

Maiali pro-prostituzione

E no, non metto link di chi è favorevole al manifesto dei bastardi. Che bastarda sarei?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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90 risposte a Manifesto delle 343.000 bastarde (primi firmatari: io)

  1. Pinzalberto ha detto:

    Legalizziamo la roulette russa!! Ma non eri tu che criticavi la boxe come spettacolo violento? O ricordo male…. Oggi sono pi tardo del solito, non ho capito il senso di questo post… 😦

  2. Paolo ha detto:

    devo ammettere che è divertente.chissà che ne direbbe Spartacus.

  3. Tiziana ha detto:

    Terza firmataria!

  4. Lilli ha detto:

    Firmo anch’io. E propongo la liberalizzazione dello stupro delle donne in coma perché non è giusto definire vittima chi subisce uno stupro. Deve essere solo la donna stuprata a dire NO, nessuno può arrogarsi il diritto di parlare per lei, anche se si trova in stato vegetativo. Solo quando e se esce dal coma, quella donna può decidere di denunciare o meno lo stupratore. Quindi, libertà a chi vuole stuprare le donne nei reparti di terapia intensiva…
    Sono ironica, per chi non l’avesse capito 🙂

    • IDA ha detto:

      E non ti provare a dare dello stronzo allo stupratore, perchè ha avuto le sue buone ragioni, perchè è stato provocato, non voleva ma è stato messo alla prova, e si sa che l’uomo è debole, poi la famiglia, l’ambiente sociale il lavoro ecc..ecc..

  5. AlessioX1 ha detto:

    Vietare la prostituzione e come vietare il sesso è questo non può essere fatto.

  6. Mauro Zennaro ha detto:

    Capisco il vostro entusiasmo, ragazze, ma moderatevi. Lo so che sono il solito bastian contrario, ma non credo sia giusto stuprare le donne, a meno che non vadano in giro senza burqa. Comunque firmo anch’io. Di recente non sono andato spesso al Colosseo, ma è una questione di principio. Se si comincia a proibire i giochi fra ragazzi, tra un po’ non potremo più nemmeno pestare le femmine e i froci. E io poi come lo smaltisco il testosterone?

  7. IDA ha detto:

    Bastarde si nasce, donne si diventa! Per non sapere ne Leggere ne Scrivere firmo pure io…

  8. IDA ha detto:

    È di moda usare termini di origine anglosassone, principalmente sono usati per due scopi; uno, perché fa figo. Due, per confondere..
    Sex Workers =una persona che lavora nel settore del sesso . Il termine è usato in riferimento a tutti coloro che in tutti i settori dell’industria del sesso incluso chi fa servizi sessuali diretti nonché il personale di tali industrie.- (Wikipedia)-
    Quindi il termine è molto generico.. da quello che ho capito per Sex Workers, comprende la prostituta il pappone e l’addetto alle pulizie.. Se è così, non mi sembra molto corretto usare questo termine, quando si parla di prostitute.. Non possono essere messe sullo stesso piano, la prostituta e il suo pappone..
    Seguendo sempre lo spirito dei tempi moderni, noto sempre di più l’affermarsi di falsi miti borghesi, come “autodeterminazione” e “merito” a danno della solidarietà. Solidarietà, oggi è scomparsa anche la parola dal lessico di chi parla di Sex Workers..

    • Sai, se una si vuole salvare, si salva da sola. Se le tendi una mano la sovradetermini…

    • paolam ha detto:

      Che mi ricordi: “Non possono essere messe sullo stesso piano, la prostituta e il suo pappone”, è la cosa che diceva mio nonno delle “corporazioni” inventate dal fascismo per sostituire i sindacati dei lavoratori, “corporazioni” che comprendevano, in un’unico afflato, imprenditori e dipendenti, e che lui definiva “l’associazione de la corda co’ l’impiccato”.

    • AlessioX1 ha detto:

      Sex Worker si riferisce solo alle prostitute

      • IDA ha detto:

        Alessio.. Io ho un pessimo inglese e scolastico e a scuola ero sempre distratta.. Sex Worker, mi sembra che voglia dire “lavoratori del sesso”.quindi la prostituta, l’attore porno, l’attrice porno, ma anche l’operatore, il fotografo, il segretario di produzione.. ecc..ecc.. Quindi a rigore di logica, la definizione che da Wiki, mi sembra corretta.. Non conosco le tue fonti, ma se in Italia, per sex worker si intende solo le prostitute, forse si sbaglia, e non wiki.

  9. inhanna ha detto:

    In poche ore saremo più dei porcelloni francesi firmatari (e capirai! Sono 17!).
    Firmo.
    Ma poverino quello che considera sesso la prostituzione. Che vita triste deve avere avuto.
    Sarebbe felice nel sentirsi acclamato nell’arena.

  10. paolam ha detto:

    Ovviamente, come musa ispiratrice, firmo pur’io, e ringrazio del brillante svolgimento, çe va sans dire…

  11. dragoncellotritato ha detto:

    PIù gladiatori per tutte! Firmo firmo! Dove devo firmare??!!

  12. Iole Natoli ha detto:

    Già, dove si firma?

  13. AlessioX1 ha detto:

    Questo è solo l’inizio della criminalizzazione della sessualità maschile , dopo la prostituzione, vieteranno la pornografia, poi le riviste come playboy,poi nei paesi dove la popolazione è troppa, faranno operazioni obbligate di vasectomia,e poi obbligheranno i maschi dopo i 18 anni a portare cinture di castità, e questo è solo l’inizio.

    • Primo: la “sessualità maschile” non è riconducibile al cliente della prostituta. Ci sono tantissimi uomini felici e soddisfatti del sesso che fanno gratis.
      Secondo: quella che tu applichi è una fallacia nota come “il pendio scivoloso”: è un errore in cui una persona afferma che un qualche evento/i debba inevitabilmente seguire da un altro senza argomentare affatto a sostegno dell’ inevitabilità dell’evento in questione. Nella maggior parte dei casi, c’è una serie di passi o gradazioni tra un evento e quello in questione e non è data nessuna ragione per cui i passi o gradazioni in mezzo saranno semplicemente scavalcati. Qual è il nesso fra la prostituzione e la vasectomia obbligatoria? Tra l’altro, caro Alessio, la vasectomia è una operazione che non rende l’uomo impotente, ma che gli permette di avere rapporti senza mettere incinta la partner: molti uomini la fanno perché non vogliono avere figli. Ed è una operazione reversibile…
      Se cercavi di essere spiritoso, chiedo venia per la pedanteria.

      • AlessioX1 ha detto:

        è invece succederà , basta vedere le femministe che sono favorevoli a questa crociata contro la prostituzione, sono pure contro il porno, contro riviste contro playboy e pure contro la moda e quindi hollande per farle contente le accontenterà, se questo dovesse contagiare l’italia , esso sarà un motivo in più per gli uomini italiani di scappare dal italia

      • Stai facendo la valigia?

      • Vale ha detto:

        Alessio, perdona la domanda personale ma… ti è mai capitato di fare sesso con una ragazza che era innamorata di te? E se sì, ti pare che il risultato, la “soddisfazione personale” (emotiva), la tua felicità fosse la stessa che nel caso in cui tu abbia dovuto pagare?
        È una domanda seria.
        Vale

  14. wildsidez ha detto:

    Anch’io!!! Firmataria n.X 🙂
    Grandi Riccio, Lilli, Ida, Mauro !!! …buahuahuahuahuahuahahaha
    Che nessun autoritari* proibizionista repressiv* osi mettere in dubbio il nostro Diritto a gustarci liberi ludi in libere arene, e duelli a morte!

  15. AlessioX1 ha detto:

    Poi in seguito metteranno dei campi di lavoro , dove incarcerano gli uomini trovati in possesso di materiale pornografico o comunque con donne nude , con pene da 5 a 15 anni e non si applicherà nessuno sconto di pena,le guardie ovviamente saranno tutte donne, e i detenuti avranno tutti delle cinture di castità, in questo luogo si farà il lavaggio del cervello criminalizzato la sessualità maschile ,l’europa rischia di diventare un incubo per gli uomini.

  16. Frany ha detto:

    Va bene se firmo con la “X”? ^_^
    X

    p.s. AlessioX1: si, e i matrimoni ghei porteranno alla fine della famiglia tradizionale. Prima si faranno soltanto figli in vitro, poi verranno aboliti i matrimoni etero e infine ci sarà vietata l’eterosessualità, chiunque verrà sorpreso ad amoreggiare con un soggetto del sesso opposto verrà chiuso in un campo di rieducazione.
    Nel frattempo gli immigrati ci cacceranno dallìItalia, le persone di colore avranno riservati tutti i posti a sedere sugli autobus mentre i bianchi saranno costretti a stare in piedi, etc.

    Suvvia, fatti delle domande.

  17. Lilli ha detto:

    Caro Alessio, veramente dall’alba dei tempi fino ad oggi a portare la cintura di castità sono state solo le donne; ad essere obbligate a portare il velo sono solo le donne; a perdere il cognome per prendere quello del marito sono solo le donne; a non poter trasmettere il cognome ai figli se ci si sposa sono solo le donne; a prendere ormoni dannosi per la salute alla lunga se non si vogliono figli sono solo le donne (chissà perché alla pillola anticoncezionale per l’uomo non ci stanno lavorando con molto impegno); a perdere il proprio nome se si prendono i voti sono solo le donne; a non poter guidare sono solo le donne; a essere stuprate sono le donne, in qualche caso anche gli uomini, ma da altri uomini, non dalle donne. Alcune di queste cose avvengono solo in alcuni paesi, altre invece avvengono ovunque. Per favore , Alessio caro, ora rifletti un po’.

    • AlessioX1 ha detto:

      Ma ormai questo è il passato , le cintura di castità per donne erano solo folkoristiche , mentre quelle attuali per uomini sono molte vendute, molte donne le mettono per addomesticare e controllare i loro uomini, in modo che siano sempre docili e pronti a soddisfarle in qualsiasi ambito, perché se non lo fanno non vengono liberati dalla loro cinturà, ormai si ci sono messe pure le sessuologhe a consigliarle di mettere ,i tempi di liberazioni dipendono da donna a donna, ma si può arrivare anche a 2 settimane.
      P.S. per il Riccio e come la mettiamo con le mistress? sono donne dominatrici che sottomettono sessualmente gli uomini che vanno con loro in cambio di soldi, ora non mi puoi dire che sono abusate , voglio dire loro sottomettono gli uomini e gli fanno pure male e si divertono ed eccitano per questo(sono in un certo senso femministe)

      • Alessio mi rifiuto di dialogare con uno che scrive “le cinture di castità per uomini sono molto vendute”. Se questo è un esperimento letterario che si rifà a Ionesco, ti invito a lavorarci meglio…

      • Vale ha detto:

        Una mistress sottomette un uomo CONSENZIENTE. Se hai mai letto qualcosa di sadomaso (tipo wikipedia alla voce relativa) saprai ad esempio che viene fatto fra persone consenzienti e che il potere ce l’ha proprio il sub, perché può dire basta quando vuole. E le mistress non sono per forza prostitute. Ci sono un sacco di persone che il sadomaso lo praticano per piacere personale senza sborsare un €.
        E quando mai una femminista si eccita per fare male a un uomo? Stai scherzando, vero? Seriamente: quanti cavolo di anni hai? 8? Ma leggi ciò che scrivi?
        “Il miglior argomento contro il maschilismo è un dialogo di 5 min con il maschilista medio”. Lo so, è una storpiatura, ma ci sta.
        Vale

    • romano ha detto:

      “ad essere obbligate a portare il velo sono solo le donne” …non ti sfiora il dubbio che molte donne portano il velo non perchè obbligate ma per scelta… sono un italiano compagno di una musulmana, che è vissuto nel paese di quest’ultima per 11 anni ed ho constatato che la condizione della donna è ben diversa da quella che ci viene descritta da stampa e tv nostrani.

      • Lilli ha detto:

        Sì, infatti le donne che portano il velo è risaputo che godono di tantissime libertà: ma fammi il piacere, torna nel tuo piccolo mondo antico! 😉

      • romano ha detto:

        Spesso riteniamo che i paesi che impongono alle donne di indossare il velo lo facciano per mantenerle sottomesse. Nei paesi musulmani, il purdah nasconde la bellezza femminile, che può essere mostrata solamente a pochi eletti, invariabilmente individui pronti a mettere generosamente mano al portafogli. Ciò impedisce all’uomo medio perfino di guardare la donna media finché non promette di proteggere e mantenere lei e i suoi figli per tutta la vita (vedi matrimonio). E fino a quel momento l’uomo è privato della presenza femminile durante i pasti, i viaggi, le preghiere eccetera. L’amore della donna, l’affetto, il conforto, persino il suo sorriso sono concessi solo a patto che lui dimostri la precisa volontà di provvedere, proteggere e rischiare la vita per lei. Di conseguenza, quasi tutte le donne, e non solamente le più belle, sono protette da qualcuno.
        In Medio Oriente, il sesso e la bellezza femminili rappresentano per quei popoli ciò che petrolio e gas rappresentano per gli americani: più scarseggiano, più aumenta il prezzo. Più numerose sono le donne che «si concedono» gratuitamente, o per poche lire, e più cala il valore della singola donna… Questo è il motivo per cui la prostituzione, la violazione del purdah (togliere il velo) e la pornografia sono messi al bando e condannati, specie tra le donne. Ecco perché i genitori dicono alle figlie: «Non concederti a buon mercato». Il sesso «a buon mercato» inflaziona il mercato.
        Proviamo a immaginare il contrario: se le donne dovessero promettere di mantenere un uomo per tutta la vita prima che questi si tolga il velo e mostri loro il suo sorriso, la considereremmo una forma di privilegio femminile?

      • Sappiamo, però, che non è questo che avviene: le donne velate non sono né protette né tutelate… Sono bei discorsi che troviamo anche nella letteratura cristiana. Prendiamo il vituperato San Paolo, nella sua lettera agli Efesini: “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso.” Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e tutto questo desiderio di proteggere che – ci dicono – nasce dal grande amore dell’uomo verso la donna si tramuta sempre e comunque in dominio, violenza ed oppressione… Com’è?

      • Paolo ha detto:

        più che altro non si capisce cosa c’entri il desiderio di proteggere la persona amata con il pretendere che indossi uno scafandro (e non sto dicendo che le donne velate pure col niqab sono tutte sottomesse e prive di libertà, lo so che non è così, che c’è chi vuole indossarlo).
        Comunque signor romano, immagino che lei avrà dovuto convertirsi per stare con la sua compagna musulmana: una donna musulmana può sposare solo uomini musulmani mentre un musulmano può sposare donne ebree o cristiane

      • romano ha detto:

        finchè siamo vissuti nel paese di lei, la nostra era una semplice convivenza, ma da qualche anno ormai risiediamo in Italia… ci siamo sposati con rito civile

      • IDA ha detto:

        Da quello che ho capito, non possono non portarlo.. ( violazione del purdah), quindi come si può sostenere che una sceglie? Sceglie tra cosa? Quali sono le opzioni? Certo mi rendo perfettamente costo che la realtà sia diversa da quella che ci raccontano.. poi i paesi mussulmani sono talmente tanti e le culture sono tante, che non possono essere racchiusi in un unico modello. Ma quello che mi racconti è ancora peggio di quello che immaginavo..

  18. AlessioX1 ha detto:

    Riccio che le cintura di castità per uomini siano molte vendute è un dato di fatto si parla di milioni di esemplari nel mondo ci sono pure siti che le pubblicizzano http://www.chastitybeltformen.com/

    • Alessio, i “dati di fatto” non si ricavano navigando il web. C’è un mondo là fuori che te non conosci. Esci, ogni tanto…

    • Vale ha detto:

      E secondo te come fa la signora a farla indossare al signore? Lo droga e lo lega nel letto mentre dorme, per poi infilargliela? E perché il signore non se la toglie appena rimane solo? Il bricolage è una “cosa da uomini”! O forse si tratta di nuovo di adulti consenzienti che ne fanno uso come gioco sessuale e tu cerchi di manipolare anche questo per tirare acqua al tuo mulino, per l’ennesima volta? -_-‘
      Vale

    • Alex19 ha detto:

      ok Alessio…già il fatto che navighi su un sito che si chiama “chastity belt for men” la dice tutta. Non è che queste fantasie persecutorie su fantomatiche femministe sadomaso e campi di prigionia un po’ ti eccita eh? dai, confessalo…non è una fantasia persecutoria, è una fantasia erotica! Scommetto che mentre sfogli la tua collezione di riviste porno e di playboy d’annata e indossi la tua cintura di castità comprata su internet fantastichi di noi femministe che ti prendiamo a calci…

    • IDA ha detto:

      Sulle cinture di castità ci sono molte fantasie e leggende, da quello che si sa, non è uno strumento medioevale, nasce molto dopo con varie motivazioni, tra cui quella religiosa, a questo scopo sappiamo che Caterina dei Medici la indossava, aveva la stessa funzione del cilicio.. e già allora c’erano anche quelle maschili.. Quelle che si vedono nel link che ha pubblicato Alessio, sono “giocattoli” BDSM,.. da notare che sono fornite di una sola chiave, se poi uno fa come Carlo Martello, che la perde in battaglia sono ….. Vedi Alessio, queste cose fanno parte di “giochi erotici” tra persone mature e consenzienti, e io non ci vedo nulla di male, anche se non li pratico.. Anni fa sono entrata in un sexy shop e sono pieni di cose strane, se si esclude quelli a forma fallica di cui posso intuire l’utilizzo, il resto io non so a cosa possano servire. Ma nessuno è obbligato a fare uso di quelle cose.. quindi non ti devi spaventare, nessuno vuole che tu indossi la cintura di castità..

    • Lilli ha detto:

      Mi sa che ti confondi con la panciera per gli uomini con gli addominali mosci. 🙂

  19. alex ha detto:

    mettendo multe e sanzioni di natura penale ai clienti delle prostitute non si elimina la domanda, la si trasferisce altrove, come nel caso degli svedesi che sono tra i principali fruitori del turismo sessuale in Thailandia e presumibilmente anche in altri paesi, specialmente quelli europei dove la prostituzione è legale o parzialmente legale (Olanda, Germania, Danimarca, UK ecc,)
    http://feministire.wordpress.com/2012/04/22/exporting-the-problem-irish-abortion-swedish-prostitution/
    There is a lot of Swedish sex tourism to Thailand, and it’s not just middle-aged men. A 2011 study is cited by Manieri and Svensson, Sex Tourist Risk Behaviour, An on-site survey among Swedish men buying sex in Thailand. I cannot find the original online. According to Olsson (page 19), the researchers collected questionnaires from 158 Swedish men who bought sex in Bangkok and Pattaya. They ranged in age from 20 to 70+ with a mean of 45; half of them had bought sex previously, and over a third planned to do so before their arrival in Thailand.

    • Il problema della domanda lo si affronta cercando di sviscerare la questione dal punto di vista culturale. Un primo passo è non considerarla un dato di fatto incontestabile e immodificabile: se sono scomparsi i munera gladiatoria, se siamo arrivati a concludere che la schiavitù è ingiusta, è ora che affrontiamo anche il discorso prostituzione senza trincerarci dietro il termine “moralismo”… che serve solo a mettere a tacere chi dissente.

      Intanto ci sono molti “miti” da demolire: in primis che l’uomo abbia “necessità” di fare sesso e la donna no, ad esempio, e che l’origine della prostituzione affondi le radici in una biologica differenza fra maschio e femmina (che anche ci fosse, non giustificherebbe nulla)…
      Un altro “mito” è che chi parla di penalizzare la domanda voglia limitare la libertà della donna prostituta o “regolamentare l’orgasmo”: il problema in discussione è la tratta di esseri umani e non la sessualità delle persone libere.
      I paesi che hanno legalizzato lo sfruttamento della prostituzione non hanno ottenuto risultati soddisfacenti e la schiavitù è ancora un problema.
      Quello che si vuole stimolare, qui come altrove, è la coscienza del cliente, che – di fronte ai numeri sconvolgenti sulla tratta – continua a raccontarsi la storiella che tutte le prostitute sono libere a autodeterminate…
      Se ci sono così tante libere prostitute, i numeri allarmanti che leggiamo sui rapporti ufficiali da dove saltano fuori?

      Da http://www.massimolizzi.it/2013/12/05/gli-uomini-non-hanno-una-sessualita-pulsionale/
      “Ho discusso con un responsabile della rivista Causeur, all’uscita del loro “manifesto dei 343 maiali”. E alla mia domanda: “Come fa a distinguere tra una donna che è assoggettata a una rete di prosseneti o di trafficanti e una che non lo è?” Lui mi ha risposto: ” Quando compro della carne, spetta allo Stato informarmi se è avariata oppure no”.

      Non si vuole penalizzare la sessualità del cliente, ma l’idea che una persona possa essere definita “carne”, più o meno “avariata”…

  20. AlessioX1 ha detto:

    Ci sono 9 milioni di persone che vanno a prostitute in italia, è un loro diritto , non e forse vero che è un diritto cercare la felicità? e voi femministe vietereste anche il sesso anale fra eterosessuali e il sesso orale praticato dalle donne agli uomini perché li ritenete pratiche degradanti per la donna.

    • L’unica cosa che in questo momento desidero vietare è lo scrivere cose senza senso, Alessio…

    • Vale ha detto:

      E le poverette costrette su un marciapiedi dalla tratta non hanno diritto di cercare la felicità? O la felicità del cliente maschio è più importante di quella della prostituta femmina? È questo che stai dicendo?
      Vale

    • IDA ha detto:

      Alessio.. No non è un diritto, andare con le prostitute.. il pagare non ti fa avere diritti sulle persone.. Poi non ti fasciare la testa prima di avertela rotta.. in questi giorni si parla di una legge francese e non italiana, e considerando che la nostra classe politica non è capace nemmeno di fare una legge elettorale decente, penso che tu possa dormire sogni tranquilli. Non so se ricordi qualche anno fa, quando erano di moda i sindaci sceriffi, che facevano guerra ai poveri e non alla povertà. Tutti ad applaudire, e le prostitute erano diventate un problema di decoro, ed ancora per qualche assessore sono solo un problema di decoro.. ma tutti pronti a difendere il loro, egoistico diritto ad avere la sua puttana o le puttane a rallegrare le serate o le cene eleganti..
      Io penso che la prostituzione sia il frutto del dominio, (puoi leggere anche patriarcato) quindi puoi fare qualsiasi legge e il problema della prostituzione non lo risolvi fino a che non hai distrutto il dominio.. ma questo non può essere un pretesto per non fare nulla. Considerando che qualsiasi intervento legislativo, crea nuovi problemi, tutto stà nel cercare quello che crea meno problemi e salvaguarda la dignità delle persone.. Per secoli si è sempre intervenuto criminalizzando le prostitute, norme che riguardavano solo le prostitute, in pratica si è sempre cercato di punire le vittime.. senza mai mettere in discussione il diritto “dell’utilizzatore finale”. Mi dirai; e quelle che hanno scelto di fare la prostituta? Sono una minoranza, 5-10% – anche se io credo poco all’autodeterminazione, penso che siano libere di farlo, come ognuno di noi è libero di lasciarsi assoggettare ai meccanismi costruiti e imposti dal dominio, i quali regalano il dono artificioso di farci sentire “liberi”, ma sentirsi liberi non vuol dire essere liberi. Quello che mi interessa è il destino di quel 90% che non ne parla nessuno. E questa non è una questione di moralismo, ne di sesso ma di libertà.
      “Io non sono veramente libero, solo quando tutti gli esseri viventi che mi circondano, uomini e donne, sono ugualmente liberi. La libertà, lungi dall’essere un limite o la negazione della mia libertà, ne è al contrario la condizione necessaria e la conferma. Io non divento libero veramente che per mezzo della libertà degli altri, di modo che più numerosi sono gli uomini liberi che mi circondano e più profonda e più ampia diventa la mia libertà. La mia libertà personale così confermata dalla libertà di tutti si estende all’infinito.” (Michail Bakunin)

  21. AlessioX1 ha detto:

    Andrà a finire come in Svezia dove una donna può denunciare uno stupro , solo perché il sesso con un uomo consenziente non è stato di suo gradimento, o se si rompe il preservativo.

    • Io non banalizzerei lo stupro, Alessio. Le donne non denunciano con tutta la leggerezza con cui lo si vuole dare ad intendere. Tutti gli studi sul tema delle “false accuse” svolti in altri paesi – e in questo blog ne cito diversi – dimostrano che sono molto rari i casi in cui le denunce di stupro risultano infondate.

  22. AlessioX1 ha detto:

    Per Vale non sono mai andato con una prostituta comunque,ma ci sto pensando.

    • Vale ha detto:

      Ma davvero? Oh, mi risulta difficile credere che, con una personalità come la tua, così attenta alle esigenze del prossimo, tu non riesca a trovare stuoli di donne pronte ad instaurare una relazione sentimentale con te…
      Vale

      • AlessioX1 ha detto:

        Solo perché non mi piacete voi femministe , non significa che sono contro le donne, sono una persona dolce e affettuosa mi curo nel aspetto ecc… ,ma purtroppo non ho trovato ancora una donna carina con cui stare.

      • Allora è vero che sei masochista: non ti piacciamo noi femministe, allora che ci fai qui? Credo che ormai è evidente a tutti che si tratta solo di trolling…

      • IDA ha detto:

        Alessio.. hai sempre la possibilità di diventare bisessuale, così raddoppi in un colpo solo la possibilità di trovare una persona carina..

      • Vale ha detto:

        Io farei notare che ha specificato che cerca una CARINA con cui stare. Non importa la personalità, la condivisione d’intenti, il progetto comune, l’intelligenza, gli interessi, ecc, basta che sia vagamente gnocca per vantarsene con gli amici! 😀
        Comunque, Riccio, penso fosse palese da mo’ che era un troll! 😀
        Vale

  23. Morgaine le Fée ha detto:

    ahah, firmo anch’io.
    Certo, Ricciocorno: mi stupiscono tutte le tue rispostacce inacidite (da vera femminista) al povero tenero Alessio, il quele ti sostiene cosí tanto da aver firmato qui sopra tantissime volte.
    Sei un po’ un’ingrata, lasciatelo dire. 😉

  24. Eccomi! Anche io firmo volentieri 🙂

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