Il bambino perverso

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L’ultimo post che ho pubblicato, la traduzione di un articolo che fornisce una interpretazione delle teorie di Richard Gardner, inventore della sindrome da alienazione genitoriale (PAS), ha suscitato parecchia indignazione da parte di chi stima il lavoro del suddetto.

Vorrei attirare la vostra attenzione su una delle obiezioni che mi è stata rivolta nei commenti:

bambino_perversoQuesto lettore parte da una premessa: esistono adulti perversi. Da questo assunto (senza spiegarci cosa intende con “perverso”) formula una ipotesi: la perversione è innata, ergo esistono bambini perversi. Ne conclude che è vero, esistono bambini malvagi che seducono gli adulti per poi accusarli di pedofilia (e ne conosce addirittura uno!).

Vorrei rispondere così:

Finora la società proteggeva gli adulti e colpevolizzava le vittime. Nel suo accecamento, essa si appoggiava a teorie che, corrispondendo ancora interamente al modello educativo dei nostri nonni, vedevano nel bambino una creatura astuta, un essere dominato da impulsi malvagi, che racconta storie non vere e critica i poveri genitori innocenti, oppure li desidera sessualmente.” (Alice Miller)

Credo sia giunto il tempo di liberarci di queste teorie, una volta per tutte.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, tutti i volti della Pas e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a Il bambino perverso

  1. Alex19 ha detto:

    A parte che mi piacerebbe vedere le fonti di questa storia nonché la prova scientifica che la perversione è innata, purtroppo il modello educativo che critica Miller, la cosiddetta “pedagogia nera”, è ancora molto sulla cresta dell’onda. Non so se tu conosci il famigerato dottor Estrivill. Il suo libro, a parte presentare un metodo discutibilissimo ( e a mio parere violento) per far dormire il bambino presenta anche una “certa idea” di bambino: un neonato piange non perché ha un bisogno, ma perché vuole manipolare il genitore. Il bambino è manipolatore, egoista, esiste solo per togliere il sonno e la ragione a quei poveracci che hanno avuto la sventura di metterlo al mondo e che possono evitare le i suoi pianti manipolatori soltanto ignorandolo e lasciandolo cuocere nel suo brodo, finchè per disperazione ( nel libro è detto “perché in impara ad autoconsolarsi”, qualsiasi cosa questo voglia dire…) smette di rompere le balle. Ed è un libro che ha avuto un grandissimo successo e una grandissima diffusione. La nostra società è ancora largamente adultocentrica e cerca in tutti i modi di rimanerlo. Basta vedere, per tornare all’argomento del post, i casi di abuso. Il tema della credibilità del minore è un tasto dolentissimo. Si presuppone che la vittima non sia MAI credibile se non dopo che l’ha dimostrato decine di volte. E sappiamo bene quanto sia difficile ricostruire fatti e avvenimenti per un adulto traumatizzato, figuriamoci per un bambino piccolo. Nella mia esperienza anzi, più il bambino è piccolo e meno è credibile perché non riesce a ricostruire fonti, dati, eventi, persone. Perché? Perché è un bambino. E questo si, è un circolo vizioso davvero perverso.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Anch’io ho pensato immediatamente al libro di Estivill (metodo dal quale mi tengo alla larga).
      In quanto a quel commento, é orribile, e scommetto anche calunnioso senza alcuna base di veritá.

    • migraciontotal ha detto:

      Grazie per aver nominato Eduard Estevill, non ne avevo mai sentito parlare prima.
      L’argomento della “certa idea del bambino” che esponi tu mi interessa molto. C’è un’autrice tedesca – Johanna Haarer – che ha scritto diversi libri di pedagogia infantile che fanno rizzare i capelli. Il suo primo libro è stato pubblicato nel 1934 con il titolo “La donna tedesca e il suo primo figlio” e nel 1987 aveva ancora una tiratura di 1,2 milioni di copie! (Nell’ultima edizione è stata tolta la parola “tedesca” dal titolo.)

  2. IDA ha detto:

    Premesso che io, penso che la perversione non esista tra persone consapevoli e consenzienti, se il consenso non c’è, o non è stata raggiunta l’età del consenso, (mi sembra che si chiami così) è sempre e comunque violenza.. L’aggressore, ha tutto l’interesse di deresponsabilizzare il suo comportamento scaricando la sua responsabilità sulla vittima, e questo si, è realmente il mestiere più antico del mondo. Colpevolizzare la vittima..
    Ho notato non da ora, che alcuni commentatori, usano il termine lesbica, per denigrare alcuni movimenti o persone che non la pensano come loro.. Viene considerato negativo il rapporto tra due donne, o due uomini, ma anche tra uomo e donna se è fatto fuori dal matrimonio, sopra o sotto, con o senza preservativo.. poi quando si parla di bambini, tutti pronti a trovare delle giustificazioni. Davvero strano paese l’Italia; dove si è fatto una “guerra di religione” per una legge all’acqua di rose come i DICO.. tutti a parlare dei sacri valori della famiglia, ecc..ecc.. ma se parli di prostituzione o pedofilia diventi una moralista, tutti pronti a difendere la “loro puttana”. Ecco qui ho una curiosità. Spesso ho sentito dire, che gli uomini vanno con delle prostitute, per “fare quello che con le mogli non fanno.” Cos’è che non fanno con le mogli? E perché non lo fanno? Cosa mi sono persa?
    Ritornando sulla presunta perversione e seduzione dei bambini mi ha fatto venire a mente questo:
    http://www.lettera43.it/cronaca/i-bambini-seducono-i-preti_4367563022.htm

    • “Perverso”, come aggettivo, può avere diversi significati, tra i quali anche cattivo, malvagio… Se un malizioso bambino accusa il “povero adulto inconsapevole” di qualcosa di cui lui è colpevole (la seduzione) il comportamento rientra a pieno titolo – almeno credo – nella categoria della malvagità.

  3. Stefano Dall'Agata ha detto:

    Di adulto perverso c’è solo l’autore del commento, che non deve misurare il mondo avendo come metro sè stesso.

    • Non so se si rende conto su cosa sta facendo dell’ironia, su quanto è inopportuno questo suo commento (che pensa di essere spiritoso)…
      Se trova tanto divertenti gli abusi sui minori, la prego di andare a commentare altrove da oggi in poi.

      Per chi non lo sapesse, questo è un finto spot pubblicitario, una tesi di alcuni studenti della Film Academy di Ludwigsburg, che ha destato parecchie polemiche.

      Per la cronaca, il padre di Adolf Hitler era un alcolista e un violento. La madre di Hitler era di ventitré anni più giovane del padre e, da brava sposa del suo tempo, restava strenuamente al fianco del marito che, di quando in quando, la picchiava.

      “In sintesi si può dire che il regime totalitario della sua famiglia, l’arbitrio del padre e il suo potere costituivano l’unica istanza giuridica per il bambino Hitler, che dimostrò poi nel Terzo Reich la misura assoluta in cui introiettò questo sistema …
      Durante tutta l’infanzia nel caso di Hitler come dei suoi immediati collaboratori mancò ogni alternativa alla durezza, alla violenza, alla freddezza e all’ottuso esercizio del potere, ogni forma di debolezza, tenerezza e vivacità era disprezzata, la violenza usata e subita era colta come perfettamente giusta. E Hitler aveva, tramite un’identificazione con l’aggressore, idealizzato i persecutori e più tardi andava in cerca di proiezioni, per scaricare su altre persone o popoli, per il proprio sollievo, la propria colpa supposta”. (A. Miller, La chiave accantonata, Garzanti, Milano 1993).

  4. Non voglio azzardare ipotesi sulla salute mentale di chi è venuto qui a commentare firmandosi Adolf Hitler, perché non ne ho le competenze, ma mi sento in dovere di consigliargli un colloquio con un bravo medico.
    Per ovvi motivi, non intendo pubblicare messaggi firmati Adolf Hitler.
    A questi signori, che amano proporsi come vittime di un nuovo Olocausto, ho già risposto: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/29/il-negazionismo-e-una-cosa-seria/

  5. IDA ha detto:

    Sarà, una delle famose nazi-femministe? 🙂

    • Che cosa dovremmo pensare di te, Samuele, visto che insisti a postare cose che vorrebbero convincerci che i bambini sono malvagi? (gli adulti sarebbero i buoni?) Non è questo il luogo per sviscerare il tuo grosso problema con l’infanzia. Non ho le competenze per darti l’aiuto di cui hai evidentemente bisogno.

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