Sognando Penelope

…né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né ‘l debito amore
lo qual dovea Penelopè far lieta,

vincer potero dentro a me l’ardore
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore;

(Dante, Inferno, XXVI)

ulisse

Tempo fa avevo trovato nel web un sito dal titolo “Dalla parte di Giasone“.

A quanto pare la Grecia antica è molto in voga al momento, perché ieri mi hanno segnalato questo blog: Come Ulisse.

Come Ulisse è il blog di un “papà separato”, e quando scrivo “papà separato” non intendo un qualsiasi genitore separato di sesso maschile, ma uno di quegli uomini convinti – per ragioni che poco hanno a che fare con la sua situazione matrimoniale – che in questo paese (e anche in tutto il mondo “occidentale”) sia in atto una guerra contro il genere maschile, vittimizzato da perfide femministe odiatrici di bambini e da avide ex mogli.

I contenuti del blog sono i soliti: le false accuse che le donne muovono in caso di divorzio, la teoria complottista che vuole i dati sulla violenza contro le donne una invenzione delle femministe cattive, il proclamare che gli uomini devono tornare ad essere “veri uomini”, perché “addomesticarli” (si, usa il verbo “addomesticare”, come se parlassimo di bestiole) significa renderli gay…

Ecco alcuni link suggeriti dal novello re di Itaca:

ulisse_link

Chi non sapesse chi sono gli attivisti del Men’s Right Movement, può leggere qui.

Già Marino Maglietta, poco tempo fa, aveva indossato i panni del protagonista dell’Odissea per proporre alle donne la bigenitorialità, bigenitorialità che già altri, più competenti di me, hanno definito un forma di “nostalgia del matrimonio“.

Se ricordate Maglietta, in preda ad un eccesso di umiltà, si era presentato come l’unico eroe in grado di salvare “la Penelope di oggi, la donna separata”.

Dovremmo chiederci tutte quale dovrebbe essere il rapporto tra una contemporanea donna separata e Penelope, che non solo a separarsi non ci pensava affatto, ma che è universalmente conosciuta come il simbolo della fedeltà coniugale (Ulisse, al contrario, non ha esistato ad accompagnarsi ad altre donne mentre girovagava per il Mediterraneo, perché la fedeltà è necessaria alle “vere donne” ma non ha nulla a che fare con i “veri uomini”).

Il sospetto è che il Maglietta voglia sottintendere che una donna, privata della tutela di una figura maschile, non possa in nessun modo sopravvivere dignitosamente, oggi come qualche centinaio d’anni fa.

Questo Ulisse, invece, ci spiega più diffusamente come la colpa grave del femminismo sia cercare di distruggere la Penelope che è dentro ognuna di noi e che ognuna di noi dovrebbe coltivare, per il suo bene ma ancora di più per il bene del genere umano:

istinti_naturali

Vorrei che vi soffermaste sulle parole “istinti amorosi naturali” e “sacrificio supremo“.

Signore, rassegnatevi: siete nate per soffrire.

Se vi rifiutate di soffrire e cedete alle lusinghe del cartello Rockefeller, che vuole controllare il mondo intero (immagino per distruggerlo, come fanno tutti i malvagi che mi vengono in mente), le conseguenze immediate sono la depravazione sessuale e quel senso di inutilità che sta rendendo la vita dei poveri maschi un vero inferno (le conseguenze a lungo termine: l’apocalisse).

E non vogliamo che i poveri Ulisse di questa terra si sentano inutili, giusto? Né che le femministe distruggano il mondo (con il supporto di Rockefeller, perché le donne, da sole, non sono buone a niente.)

Come ci insegna la storia del matrimonio di Penelope, la donna per realizzarsi deve rinchiudersi nelle sue stanze e sacrificare ogni cosa ad un solo uomo, mentre il marito può stare via per vent’anni e passare di ninfa in ninfa, perché rimane comunque un bravo papà.

Siamo avvertite: opporsi a questo “stato di natura” non può che scatenare l’ira degli dei.

Vi pregherei di riflettere sul fatto che se Penelope è celebrata per la sua fedeltà al marito bighellone, Ulisse è universalmente conosciuto per l’astuzia del cavallo di Troia.

Non voglio suggerirvi quale potrebbe essere il cavallo di legno che aspetta fuori dalle mura del Parlamento, non voglio fare la Cassandra della situazione.

Ai nostalgici, vorrei ricordare che esistono altre versioni della storia, in un paio delle quali Penelope, invece di dedicarsi al telaio, durante l’assenza di Ulisse mette al mondo il dio Pan, e non sto parlando di immacolata concezione.

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, in the spider's web, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

44 risposte a Sognando Penelope

  1. Cinzia ha detto:

    Come chiunque mi sono sorbita la mia bella dose di “Odissea” a scuola e il nostro professore (nota bene professore al maschile) ci spiegò la figura di Penelope in tutt’altro modo.
    Ulisse tra tutti gli eroi achei è quello che più malvolentieri affronta la guerra, non gli interessano gli onori e la gloria, vuole andare a casa, dalla sua Penelope e da Telemaco. A questo serve l’idea del cavallo di Troia, a velocizzare sta faccenda e tornarsene a casa. Ma da uomo frettoloso non rende omaggio agli dei che lo puniscono impedendogli di tornare per ben dieci anni .
    Omero ci racconta le sue peripezie, e parallelamente ci racconta cosa succede a Itaca, e a Penelope. In questo Penelope è una figura femminile atipica… non tragica a differenza delle altre eroine greche, ma una vincente volitiva. E’ una regina alla pari, con speculari doti di astuzia e intelligenza rispetto al marito.
    Regge il regno efficacemente ed impedisce per un tempo infinito che il potere cada in mano agli invasori.
    Non si ritira nelle sue stanze come segno di debolezza, ma in realtà presidia un segreto che solo lei e il marito condividono.
    Solo alla fine Omero ci lascia scoprire che il cuore del regno di Ulisse, il luogo della forza, non è il trono, bensì il Talamo, che egli ha intagliato in un olivo vivo attorno al quale ha costruito la propria casa… tutto parte e ruota attorno al luogo dell’amore coniugale, e in un tempo in cui le donne erano poco più che animali da cortile, soppotrate perchè necessarie alla riproduzione, vedete voi se non diventa chiaro perchè Penelope sia disposta ad aspettare il proprio uomo per dieci anni. Il suo non è un matrimonio di sottimissione, non è un legame di forti passione, ma una relazione tenera e rispettosa.
    Ulisse confrontato ai suoi contemporanei risulta essere “l’uomo nuovo”, la cui vittoria non è fondata sulla forza e la prevaricazione, ma sulle relazioni affettive (il vecchio padre, il cane Argo,la vecchia nutrice il figlio Telemaco, tutti lo amano e gli sono fedeli per suo merito ) e Penelope lo sa, perché non dovrebbe preferire un uomo così, al re dei Proci, volgare, ignorante, incapace, beone e stupratore ?
    L’hanno raccontata solo a me così l’Odissea ?

  2. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Mi pare che questo Ulisse nostrano faccia uso di un traduttore automatico (dal greco antico?) oppure è un esponente di qualche avanguardia letteraria. Non so se riuscirà liberare il mondo dal femminismo ma sarò al suo fianco per combattere l’opprimente cartello della grammatica. E’ ora di finirla con questa depravazione della punteggiatura corretta, i veri uomini se ne infischiano della concordanza tra aggettivo e sostantivo e l’analisi logica ci renderà tutti gay.

    PS: Ma intende questo Rockefeller?
    http://tv.fanpage.it/il-corvo-rockfeller-e-jose-luis-moreno-sul-palco-dell-ariston-video/

  3. Paolo ha detto:

    io che credevo che l’amore tra due persone (etero o omosessuale) fosse un donarsi e sostenersi reciproco.(e che la fedeltà debba essere reciproca)

    • Paolo ha detto:

      io credo che l’amore esista (senza entrare nella diatriba natura-cultura, noi umani siamo sia l’una sia l’altra tutto insieme) ma che riguardi uomini e donne

  4. ida ha detto:

    Complimenti, bel post, sei riuscita a darmi molti spunti, a stimolare la mia immaginazione e fantasia, se non fossi pigra, lo userei, ma non escludo che lo possa fare.. Detto questo, non potrò mai perdonare a questo signore di aver infangato il nome del mio eroe preferito: Ulisse. Anche se con il sogno di Itaca conferma la mia tesi, del desiderio dell’assenza da parte di molti uomini, certo non tutti.. per poi sognare e rivendicare il ritorno e il riposo del guerriero. Ma arriviamo a Ulisse, e del perché è il mio eroe preferito. Per Dante, Ulisse aveva commesso l’errore, non quello di aver inseguito la conoscenza, ma di averlo fatto senza la guida divina. Ma Dante parlava con gli spiriti e i morti, Ulisse no! Il super-eroe Achille, ascoltava le voci delle divinità, come Mosè udì la voce di Dio dal roveto in fiamme, e molto tempo dopo anche Giovanna D’Arco, sentiva le voci che le imponevano la sua missione, ma sulle fiamme ci finì lei.. comunque a quei tempi tutti ascoltavano e sentivano le voci degli dei. Ulisse no! Ulisse ascoltava le voci degli altri uomini e la sua. Non solo non sentiva le voci ma lottava contro di esse, mettendosi i tappi di cera. Ulisse è coscienza ed eterna ricerca della conoscenza. Si è vero, Ulisse era un ragazzaccio, disse che usciva a fare una passeggiata e ritornò dopo venti anni, ma non cadde nelle suggestioni di Circe e sfuggi alla magia di Calipso e all’incantesimo di Nausicaa, ma si sa che il mediterraneo è pieno di donne, e passare dal cavallo di Troia alle troie a cavallo per lui fu facile.
    Penelope a casa, le donne devono stare a casa e sperare, non tanto nel ritorno, ma che abbia almeno usato il preservativo, se ritorna almeno non porti regali sgraditi. Sulla sua fedeltà, ( di Penelope) è un mito su cui ci hanno voluto rinchiudere tutte le donne in steccati ideologici. Itaca è un’isola piccola e si sa che nei piccoli centri, anche se fai una vita monastica, la gente parla, mormora e bisogna essere molto astuti, ( non a caso era la moglie di Ulisse). Ora non dico con il postino o con l’idraulico, ma con tutti quei principi Proci in casa, è come fare la suora in un convento di frati, e infondo era solo la moglie di “Nessuno”. Sulla fedeltà di Penelope non ci credeva nemmeno Joice, perché Molly, (la Penelope dell’Ulisse di Joice) aveva relazioni extraconiugali.
    Tutto questo per dire che con Ulisse, loro non c’entrano nulla!

    • ida ha detto:

      Dimenticavo; Inizi con il XXVI° canto dell’inferno, ora quello che so io, Dante non conosceva Ulisse dall’Odissea, ma dalle “Metamorfosi” di Ovidio. Per Dante Ulisse non farà mai ritorno a casa, ma muore nel “folle volo” al di la delle colonne d’Ercole. Questo confermato dal mio professore di lettere, che dopo avermi dato un bel cinque, mi disse: “ Che ti chiami Dante, che ti puoi permettere di non leggere l’Odissea?”

      • Ma infatti, non riduciamo Ulisse all’Odissea, perché di versioni delle sue avventure e di letture del suo personaggio ce ne sono diverse (oltre al cammeo dantesco). Come ho anche scritto, ci sono versioni in cui Penelope non è fedele, ad esempio, o versioni nelle quali Ulisse non rimane a Itaca, una volta tornato, ma se ne riparte verso nuove e mirabolanti avventure…
        Quando parlo di Penelope come simbolo della fedeltà coniugale o di Ulisse come simbolo dell’astuzia e dell’inganno, parlo di immaginario collettivo. Mi sbaglio?

      • ida ha detto:

        No non ti sbagli, come ho detto Dante non conosceva l’odissea, o meglio non l’aveva letta, anche perché non conosceva il greco, ma il mito di Ulisse era molto diffuso. Nel museo archeologico di Volterra, troviamo urne cinerarie di alabastro con fregi, che raffigurano Ulisse, ceramiche anfore e buccheri dove vi sono raffigurate le avventure di Ulisse. Secondo la leggenda locale Ulisse è stato il fondatore di Volterra, per questo è molto raffigurato. Su questo ci sono varie storie, credo la più importante sia quella di Virgilio; il quale racconta che Ulisse una volta tornato in patria, trovò che sua moglie Penelope che lo aveva tradito con tutti i famosi Proci, e da loro aveva avuto un figlio o due non ricordo. E ripartì, congiungendosi con le navi di Tirreno che sbarcarono poi in Etruria. Tarconte il fratello di Tirreno sbarcò a sud e fondò Tarquinia, Ulisse a nord fondò Volterra e Tirreno diede il nome, gli Etruschi si chiamavano Tirreni. Quindi la fedeltà di Penelope è solo nell’odissea, ma è servita a creare quell’immagine ideologica della moglie fedele e votata al sacrificio.. Ora Ulisse ci porta fuori strada, il post pone altri problemi; non ho capito il legame tra il cartello Rockefeller e le femministe, come importante sarebbe sapere i nome dello scrittore britannico..

      • Ulisse non ci porta fuori strada, se pensiamo alla condizione della donna nella società greca o al fatto che erano tanto misogini che Zeus ha dovuto partorire la dea Atena dalla testa, per compensare il dramma maschile di non aver il ruolo da protagonista anche nel parto.
        La realtà delle false accuse è quella di Rosi Bonanno, uccisa durante una visita all’amata prole: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/11/violenza-e-affidamento-ii-parte/
        La realtà è che le vere accuse non vengono prese in considerazione dai Tribunali e dalle forze dell’ordine.
        Che tutti i rapporti degli ospedali ci dicono che, in barba ai questionari sulla “violenza relazionale”, a farsi male sono quasi sempre le donne.
        Mentre le statistiche ci raccontano che, a dispetto dei proclami dei “poveri papà”, le più povere sono le mamme separate.
        Poi, per carità: i papà separati sono infelici.
        Posso essere ricco e infelice, violento e infelice… bugiardo e infelice.

    • Cinzia ha detto:

      Ida mi piace molto il tuo commento 🙂

    • Il giornalista Alex Jones racconta che Nicholas Rockefeller un giorno gli chiese: ‘Secondo te, cosa è stato il movimento femminista?” e Russo gli rispose: “Beh, una cosa buona, la donna che si libera, non è più schiava, può uscire a lavorare, realizzarsi,…”, al che Rockefeller gli disse: ‘Vedi che non sai proprio niente? Siamo stati noi a finanziare e promuovere il movimento femminista. E vuoi sapere perchè? Per una serie di motivi, ma ti cito i due principali: Primo, se la donna lavora fuori, possiamo tassare anche il suo lavoro, cosa che non possiamo fare se lavora in casa; secondo, perchè così possiamo togliere i bambini fin dall’infanzia dal controllo della famiglia, e metterli sotto il controllo dello stato.’

      A me mio papà, quando avevo 4 anni, ha raccontato che il 6 gennaio una vecchina porta regali e dolcetti a tutti i bambini.

      Cosa c’è dietro questa inquietante vecchia? La massoneria? I rettiliani? Un complotto per diffondere la carie ed eliminare la razza umana?

      • romano ha detto:

        quindi Russo si è inventato tutto?

      • Vedi tu, se ti sembra credibile indaga.

      • Ma valuta che FORSE le donne potrebbero non gradire di essere relegate in un gineceo a tessere arazzi…

      • ida ha detto:

        Riccio! Non è da escluderlo del tutto, (il complotto per diffondere le carie) sopratutto contro il genere femminile, non so se hai notato che le pubblicità degli adesivi per le dentiere, i soggetti sono tutte donne, pare che gli uomini non hanno problemi di carie. 🙂

      • romano ha detto:

        perchè quando una persona da credito ad una versione diversa da quella comunemente accettata deve essere deriso e dipinto come il paranoico che crede a teorie ridicole tipo quella dei rettiliani?

      • Tu sei libero di dare credito a chi vuoi ed io sono libera di farmici su una risata perché considero la faccenda estremamente ridicola. E’ per questo che la libertà (degli altri) è fastidiosa per un sacco di gente…

      • Secondo me sarebbe anche il caso di informare i complottisti che il femminismo nasce in un’epoca decisamente antecedente la nascita di Rockfeller e che esiste in tutto il mondo, paesi islamici compresi.

      • anonima ha detto:

        “Primo, se la donna lavora fuori, possiamo tassare anche il suo lavoro, cosa che non possiamo fare se lavora in casa; secondo, perchè così possiamo togliere i bambini fin dall’infanzia dal controllo della famiglia, e metterli sotto il controllo dello stato.”
        cosa c’è di non credibile in queste affermazioni?

      • Quale controllo dello Stato? Se vi fossero asili nido gratis per tutti, allora potrei insospettirmi, ma visto che ad una riunione (qui, dove abito io) nella quale si informava le cittadinanza dell’aumento delle mense, alle mamme che protestavano è stato risposto dall’autorità “state a casa a cucinare”, la teoria non ha alcun appiglio con la realtà. Il punto è che una teoria non può offrire solo una coerenza interna (cioè un rapporto logico fra premesse e conclusioni), ma deve avere anche un qualche rapporto con la realtà: le premesse devono essere vere.
        Una delle caratteristiche del complottismo è la vaghezza: “possiamo tassare il suo lavoro”. Possiamo CHI? Chi è “lo Stato”? Quali uffici o persone? Chi parla ha il potere di riscuotere tasse? E poi magari di spendersele? Direi di no.
        Con lo stesso piglio potrei replicare: cosa c’è di poco credibile in una amabile vecchietta che volando sulla sua scopa magica porta regali a tutti i bambini buoni? Si materializzano da soli, forse, quei regali?

  5. ida ha detto:

    Mi sono messa a leggere qualcosa di quello che scrivono, e credo di aver capito cosa c’entrava Rockefeller. Oltre al loro metodo “molto scientifico”, da far rizzare i capelli anche a Galileo Galilei. Allora pare, sembra che un produttore americano ha riferito che Nicholas Rockefeller, cito la frase:” gli disse che la sua fondazione di famiglia creò il movimento di liberazione delle donne con il controllo dei media di massa come parte di un piano a lungo termine per schiavizzare l’umanità . Ha ammesso di voler “friggerci. ” Provate a scrivere su Google ” Rockefeller Foundation ” e ” Women’s Studies” e si otterrà un milione e mezzo di citazioni .” 🙂 E che vuol dire, anche se scrivo “bischero” su Google si ottiene solo 211 mila citazioni. Ora Women’s Studies, è un centro di studi di genere. Non ho trovato nessun legame con la fondazione Rockefeller, ma possono essere fondi occulti.. Ma il centro è nato nel 1960, e il femminismo aveva già più di un secolo di vita, ed era anche molto più radicale di quello che c’è adesso. I loro discorsi sembrano quelli di Ciccino al circolo ARCI. Poi quello sui dati falsi, sostengono che i dati forniti dai centroantiviolenza sono falsi, perché l’ha detto uno, che sono falsi, e quindi devono essere falsi per forza, perche sostengono che la violenza domestica sia divisa in parti uguali, 50% per ognuno.. Ma il professore non è Italiano e non riporta studi Italiani ma del Galles. Perché secondo il ministero dell’Interno, e non le femministe, nella violenza domestica il 95.9% delle vittime sono donne. Ebbene si, dietro tutta questa mistificazione c’è….. cito la loro frase che forse si capisce meglio: “Grazie a questa totale falsificazione della realtà una donna violenta può assumere una spietata avvocata nazifemminista, accusare falsamente il marito di violenza, guadagnarsi un processo dove la vittima rischia di venire condannata sulla base del nulla, mentre la criminale, con l’aiuto della giustizia deviata, può alienare ed abusare dei figli.”

  6. Il Rasoio di Occam ha detto:

    La mentalità dei cospirazionisti – che siano antifemministi o antisemiti o altro – non smette mai di affascinarmi. I loro processi cognitivi sono rovesciati: tutto quello che è documentato, documentabile e sperimentato deve essere falso; più una teoria è strampalata, contorta e destituita di fondamento più la abbracciano con fervore religioso. E’ uno strano misto di scetticismo cosmico e credulità disarmante.

  7. Ma solo io colgo una contraddizione in tutto questo?
    Rimpiangere le mogliettine che stanno a casa a badare ai bambini, per poi lamentarsi delle avide ex-mogli fannullone che invece di lavorare pretendono gli alimenti, non è paradossale?
    https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/03/04/misoginia-nel-web-iii-la-vacca/

    • bccida ha detto:

      Dici del blog “Come Ulisse?” Si! è il sognando itaca.. Ma per i novelli Ulisse non è paradossale, è normale.. non vedranno mai questa contraddizione, perchè ritengono che faccia paarte dell’ordine naturale delle cose..

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      Hai colto la contraddizione, ma non cogli la contraddizione di chi predica l’uguaglianza tra i sessi e difende l’affido esclusivo materno, in altri termini gli stereotipi sessuali(per non parlare di altre contraddizioni femministe).

      Spero che il dio Pan non sia stato il frutto di uno stupro, si sa allora le donne erano alla mercé degli uomini e degli dei.

      • E chi è che difende l’affido esclusivo materno? Non lo difendo io, ne nessuna mamma che conosco. Quello che si difende è la possibilità di richiedere (e ottenere) l’affido esclusivo nei casi particolari in cui altre modalità minano la sicurezza e il benessere dei soggetti coinvolti, in particolare i bambini. Oggi, ad esempio, è opinione comune che un genitore colpevole di violenza domestica abbia tutto il diritto di vedersi assegnato l’affido congiunto: è questo che si contesta.

      • ida ha detto:

        Pan era figlio di Ermes e una ninfa, o di Zeus e una ninfa, Altra versione lo vuole figlio di Penelope. L’etimologia del nome, può voler dire “pascolare”- ed era il dio pastore, oppure “tutti”, in quanto era mezzo uomo e mezzo caprone e si dice che quando nacque “tutti gli dei si misero a ridere.” Ma tutti può essere inteso anche, nel caso di Penelope, che non sapeva di chi era figlio.. in fondo doveva in qualche modo distrarsi, mentre era in attesa del marito, che vagabondava per il mediterraneo.. L’unica violenza che è stata fatta a Penelope è quella di averla resa, un modello di donna fedele al “sacrificio supremo per un uomo solo”, considerandolo “istinto naturale”

    • Raffaella ha detto:

      Secondo me non c’è nessuna contraddizione se leggi bene tra le righe. Il lamentarsi delle ex-mogli fannullone è propedeutico all’eliminazione del diritto delle donne al divorzio. Chiaro che non hanno il coraggio di dire chiaro e tondo che vogliono tornare al ripudio unilaterale da parte del marito. Così inseguono l’eliminazione di ogni forma di mantenimento, compreso il sostegno ai figli, ben sapendo che le donne sono economicamente più vulnerabili. Come facevi notare tu in uno dei tuoi articoli, sognano la restaurazione della figura del pater familias. Forse così si spiega anche tutta questa nostalgia dell’età classica 😛

      (Ovviamente non tutti quelli che vengono qui a scrivere boiate sono così sottili…la maggior parte sono animati da un desiderio viscerale di punire le donne. Ma chi ha creato le fondamenta ideologiche di questi movimenti secondo me ha le idee molto chiare).

  8. Samuele ha detto:

    A partire dal 1969 il femminismo è stato finanziato dal capitalismo: la prima cattedra USA di “studi femministi” fu finanziata dalla fondazione Ford, seguita negli anni dalle fondazioni Rockfeller, Carnegie, Turner, McArthur, Bush, Gates, Kellogg, Hitachi, Soros e molte altre. L’iper-capitalismo ottenne così di deviare pericolosi fanatici accecati dall’odio dalla lotta di classe alla lotta di genere.
    Fu così che le femministe peggiori, quelle della gender ideology ebbero valanghe di sovvenzioni e porte aperte per impiantare la loro odiosa ideologia nelle cattedrali del potere internazionale.

    • Certo Samuele, è per questo che le donne del mondo se la passano alla grande: il vertici del potere (soprattutto negli atenei) sono tutti occupati da donne, vero? La dirigenza è tutta al femminile, mi sbaglio? Comandiamo noi, è sotto gli occhi di tutti… Donne ovunque! E’ per quello che stiamo per perdere di nuovo quei quattro diritti conquistati con le unghie e con i denti degli ultimi decenni… Masochismo femminile: siamo così potenti che possiamo permetterci di usare il potere che abbiamo per danneggiare tutte le donne.

      Ma guarda che non sei il primo a scrivermi questo genere di cose: per esempio, c’è Emanuele che ha un’interessante teoria sulla caccia alle streghe. Secondo lui il massacro di donne in nome della lotta alla stregoneria, se non ricordo male, è un’espressione del potere femminile, che però le donne usano per eliminarsi a vicenda, a causa della loro natura malvagia.

    • ida ha detto:

      Il capitalismo ha sfruttato i movimenti dei diritti femminili fin dalla nascita del capitalismo, per avere manodopera a basso costo. Oppure per sostituire quella maschile impegnata nelle guerre. Come il capitalismo ha sfruttato i movimenti dei “diritti dell’uomo” e la democrazia per un certo periodo, anche se il capitalismo vive e si sviluppa meglio in assenza di diritti e democrazia. Ma in quel contesto storico era preferibile. Quindi mi stai dicendo che i movimenti per i diritti dell’uomo e la democrazia sono delle schifezze perche sono sostenute dal capitalismo?
      Il femminismo come lo intendiamo oggi, si può far risalire a Mary Wollstonecraft, che è morta nel 1797, quindi molto prima del 1969. Non so se ti dicono qualcosa questi nomi : Voltairine de Cleyre; Emma Goldman; Lucy Parsons; Virginia Woolf, nel 69 erano già morte, solo Simone de Beauvoir era ancora viva. Dagli anni 70 in poi si è sviluppato un femminismo riformista, che ha lo stato come interlocutore privilegiato, così le donne hanno chiesto i diritti che lo stato può garantire, riforme che lo stato può realizzare. Lo stato si presenta persino come garante della donna, come il movimento operaio, nelle forme sindacali istituzionalizzate anche i movimento femminista, è continuamente costretto a negoziare con lo stato. Così le donne hanno ottenuto il riconoscimento di certi diritti e il miglioramento di certe condizioni, ma nella maggior parte dei casi queste vittorie delle donne sono state anche vittorie dello stato, in quanto ha accresciuto la sua capacità di controllo sulle donne e sul movimento. Quindi il potenziale sovversivo del movimento femminista, cioè il suo potenziale di liberazione è stato smussato e ridotto.
      E questa è storia!
      E con questo credo di aver dato una risposta anche a Romano.
      Io in quanto femminista, il capitalismo mi ha sfruttato e continua a farlo e non mi ha mai sovvenzionato, forse ho sbagliato qualcosa!
      Poi, caro Samuele la gender ideology, è tipicamente maschile, per lo meno da cinquemila anni che è così.con il femminismo non c’entra nulla…
      Se poi esci dal generico e mi dici quali sono le femministe peggiori e quale è la loro “odiosa” ideologia, ti potrei dire qualcosa di più. Il femminismo non è un corpo unico è molto vasto e articolato, ed è presente in tutto il mondo.in varie forme.. e io ti ho parlato solo di quello europeo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...