Informiamo il Movimento 5 Stelle

pinocchioLeggo sul sito di Adiantum che il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione parlamentare contestando il Decreto Legislativo 28 dicembre 2013, n. 154, recante “modifica della normativa vigente al fine di eliminare ogni residua discriminazione rimasta nel nostro ordinamento fra i figli nati nel e fuori dal matrimonio, così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi”.

Fra le motivazioni che hanno spinto Alfonso Bonafede ad elaborare la sua interrogazione c’è questa:

residenza_alternataIl Senato francese in data 17 settembre 2013 approva la residenze partagée paritaire, ci dice Bonafade.

Peccato che l’emendamento sia stato poi rigettato dalla Commissione d’esame delle leggi dell’Assemblea Nazionale, come vi avevo comunicato il 3 gennaio 2014.

Qui il il documento ufficiale, dal sito dell’Assemblea Nazionale.

A proposito di Francia e residenza alternata:

Dalla Francia: i papà separati, un movimento internazionale

Critiche alla riforma francese: la funzione simbolica della residenza alternata

Affidamento alternato e sviluppo del bambino

Sulla residenza alternata:

Residenza alternata: nell’interesse del bambino?

Residenza alternata: nell’interesse del bambino? (gli studi scientifici)

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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18 risposte a Informiamo il Movimento 5 Stelle

  1. alessiox1 ha detto:

    Se una coppia con un figlio di 12 anni si separa, è normale che il figlio viene affidato in modo condiviso una settimana alla mamma e una al papà succede cosi in quasi tutto il mondo, è una cosa normalissima e non ci sono controindicazioni per il bambino, non vedo perché voi femministe vi opponete a questo , se avete figli e voi vi separaste dai vostri mariti ,perché non dovreste affidare i vostri figli pure un pò al padre? e poi la francia è conquistata dalle femministe fra poco hollande dovrà dimettersi per aver tradito la compagnia.

    • Sulla base di cosa si definisce una situazione “normale”?
      Nessuno si oppone alla modalità di affidamento in sé (tranne quando si ha a che fare con degli infanti), ma al fatto che questa venga imposta per legge anche quando i diretti interessati non sono d’accordo. L’opposizione è contro uno Stato che pretende autoritariamente di definire i termini di un accordo che riguarda la vita privata dei suoi cittadini. Non dovrebbero i cittadini avere il diritto di avere voce in capitolo?

    • Cinzia ha detto:

      Un bambino di dodici anni, frequenta le medie, ha normalmente una quindicina di libri di testo, una ventina tra quadernoni e raccoglitori, corredo di materiale tecnico, corredo di materiale artistico, l’abbigliamento e le scarpe dedicate esclusivamente all’attività in palestra. Questo solo per quanto riguarda gli obblighi.
      Poi nella vita di un preadolescente medio c’è una attività sportiva (non tutti fanno calcio, magari fa arco),o una attività artistica (magari suona la batteria), ha una Xbox, (o simili), un computer su cui gioca e fa qualche compito, gli amici fraterni (almeno un paio), con cui deve assolutamente vedersi tutti i giorni, altrimenti come fanno a rimanere fraterni fino alla fine dei loro giorni …
      Ecco tutto questo dovrebbe essere traslocato ogni settimana da una casa ad un’altra, cioè cinquantadue volte all’anno.
      Sì direi che è sicuramente il modo migliore di tirar sù un ragazzino di dodici anni, e sono certa che crescendo svilupperà un profondo senso di gratitudine e rispetto per genitori così pronti a sacrificarsi per lui :/

      • Io ho proposto più volte l’analisi di pediatri, psicologi dell’età evolutiva e neuropsichiatri infantili sull’argomento. ” I bambini in affidamento alternato consumano le energie per difendersi da ciò che loro impone la vita quotidiana, anziché impiegarle per svilupparsi intellettualmente e affettivamente. Il problema per loro consiste nel preservare il proprio sentimento di sicurezza, un bisogno fondamentale dell’infanzia e necessario a tutte le età. Infatti, è importante disporre di una base sicura a qualsiasi età, godere di un’oasi di pace, di una casa propria dove ricaricarsi, dove recuperare le forze prima di affrontare il mondo e la vita.” https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/02/affidamento-alternato-sviluppo-bambino/
        Sono concetti piuttosto intuitivi, per chi conosce i bambini, è abituato a percepire e fronteggiare le loro esigenze… Ma è evidente che chi sostiene queste posizioni oltranziste non percepisce che i propri di bisogni…

    • Lilli ha detto:

      Condivido cos’ha scritto Cinzia ma aggiungo che il cambiar casa continuamente quando si hanno due genitori in forte conflittualità ha effetti devastanti anche sui bambini piccoli. Basti pensare che i pediatri consigliano che le loro vacanze siano lunghe almeno 10 giorni, per dare al corpo il tempo di adattarsi al nuovo cibo, al nuovo letto e alle nuove abitudini. Vacanze più brevi provocano più danni che benefici.
      Un bambino necessita di tempi di adattamento più lunghi rispetto all’adulto; soprattutto è incapace di contrastare efficacemente una brusca variazione degli elementi ambientali e questa difficoltà di adattamento è tanto maggiore quanto più piccolo è il bambino.
      Ora, se queste difficoltà ci sono quando il bambino va in vacanza con una famiglia unita, figuriamoci quanto diventino drammatici i cambiamenti dovuti allo spostarsi ogni mese, per anni e anni, tra le case di due genitori che non si sopportano più …
      E’ una cosa terribile per i bambini, che invece necessitano sì di frequentare entrambi i genitori, ma di avere comunque un punto di riferimento fisso in un genitore e in un luogo principali.
      http://www.ilrestodelcarlino.it/imola/2008/07/03/101694-cosi_vacanza_bimbi_senza_stress.shtml

  2. Alfonso Bonafede ha detto:

    Gentile Ricciocorno schiattoso,

    desidero innanzitutto ringraziarla per l’attenzione che dedica al mio lavoro di deputato ed in particolare all’impegno parlamentare che sto profondendo su di un tema delicato ed importante come quello dell’affido condiviso, oggi messo a repentaglio – come sostengo nell’interrogazione – da una possibile distorta applicazione del recente decreto legislativo sulla filiazione. E tengo subito a chiarire che, nell’interesse esclusivo della salvaguardia dei diritti dei figli di genitori separati, su questo argomento mi troverà sempre aperto al confronto con tutti i cittadini per ricevere contributi, suggerimenti ed anche critiche.
    Parlando di critiche, mi permetto qui di rispondere al suo post ‘Informiamo il MoVimento 5 stelle’, nel quale vengo associato all’immagine del simpatico burattino collodiano, per una doverosa puntualizzazione a beneficio dei lettori del suo blog.
    In poche parole mi si contesta la veridicità di quanto scrivo tra le premesse dell’interrogazione, e cioè che “il Senato francese in data 17 settembre 2013 approva la residenze partagée paritaire”. Fatto che, invero, corrisponde a realtà, poiché l’aula del Senato francese, in data 17 settembre 2013, ha effettivamente approvato tale norma : niente di falso, nessun Pinocchio quindi! E allo stesso tempo, il successivo rigetto di quella disposizione da parte di una Commissione dell’Assemblea nazionale non toglie, a mio modesto modo di vedere, alcunché, sotto il profilo politico, alla rilevanza di quanto avvenuto lo scorso settembre nell’aula del Sénat. Considerato, tra l’altro, che all’Assemblea Nazionale, lo stesso deputato relatore del provvedimento, nel prendere atto dello stralcio dell’emendamento ha tenuto “a dire che nessuno dei qui presenti si oppone al principio della residenza alternata”, rimandando la questione alla discussione della legge quadro sulla famiglia, che arriverà al Parlamento francese nei prossimi mesi.
    Nella speranza di poter in futuro collaborare assieme in maniera costruttiva, invio i miei più cordiali saluti a lei e a tutti i lettori.

    Alfonso Bonafede

    • Mi duole darle un dolore: no, non dedico particolare attenzione alla sua persona. E francamente, sul fatto che Lei si stia seriamente impegnando, nutro seri dubbi, soprattutto su quel tema delicato ed importante che è l’affido condiviso. Ma forse, io e Lei, diamo alla parola “impegno” un diverso significato, come avviene con le parole “verità” e “menzogna”.
      E’ veramente triste constatare che il Movimento 5 Stelle, che si è proposto sulla scena politica come “la novità”, come l’espressione del desiderio di cambiamento degli italiani, non trova per esprimersi che il vecchio “politichese” che ha portato questo paese dove si trova ora.
      No, non ho sbagliato ad associarLa al buon vecchio Pinocchio: come il burattino prese la via del paese dei balocchi, anche Lei mi sembra si sia ben adattato al clima “giocoso” del Parlamento.
      Mi scrive: “Fatto che, invero, corrisponde a realtà, poiché l’aula del Senato francese, in data 17 settembre 2013, ha effettivamente approvato tale norma : niente di falso, nessun Pinocchio quindi! E allo stesso tempo, il successivo rigetto di quella disposizione da parte di una Commissione dell’Assemblea nazionale non toglie, a mio modesto modo di vedere, alcunché, sotto il profilo politico, alla rilevanza di quanto avvenuto lo scorso settembre nell’aula del Sénat.”
      Davvero? Mi contesta che dire una “mezza verità” non è come mentire? Un’interessante posizione…
      Lei, nella sua interrogazione parlamentare, ha omesso di informare che c’è attualmente un acceso dibattito intorno alla residenza alternata in Francia; ha omesso di informare che importanti professionisti in materia (psichiatri, pediatri…) si sono espressi pubblicamente contro la doppia residenza obbligatoria in caso di divorzio (come si può leggere nel mio blog https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/02/affidamento-alternato-sviluppo-bambino/) e che per questo l’emendamento è stato respinto.
      Ciò di cui mi occupo io, in questo blog, è di un progetto di legge che non è italiano: è una proposta che viaggia di continente in continente (Europa, America, Oceania), sempre uguale, ed in ogni paese si scontra con le medesime obiezioni: non esiste un accordo standard che possa calzare a pennello a tutte le famiglie che affrontano una separazione, perché ogni famiglia ha la sua storia e i suoi bisogni, che meritano di essere ascoltati; ogni bambino ha le sue peculiari necessità, che non sono quelle di un altro bambino.
      A tale proposito, le consiglio di leggere cosa ha deliberato in proposito la Gran Bretagna: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/12/06/the-shared-parenting-orders-bill-il-caso-della-gran-bretagna/
      “Il benessere del minore dovrebbe essere la pricipale preoccupazione della corte, come previsto dal Children Act del 1989. Nessun cambiamento dovrebbe intervenire a compromettere questo principio e non dovrebbe essere introdotta nessuna legge volta ad introdurre o a creare la percezione dell’esistenza di un diritto dei genitori a pretendere un equa divisione del tempo fra le due figure genitoriali.”
      Se intende davvero informarsi sull’argomento, sono certa che in questo blog potrà trovare degli spunti (non pretendo di essere esaustiva) per avviare delle ricerche un tantino più approfondite di quelle di cui dispone ora.
      In Australia, dove una legge simile a quella che propone Lei ha portato a risultati tutt’altro che soddisfacenti (dal punto di vista dei minori – può trovare in questo blog parecchio materiale sull’Australia), i proponenti sono stati sottoposti a dure critiche: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/12/le-politiche-dei-papa-separati-in-australia-e-in-italia-strategie-a-confronto/
      Nel caso avesse delle curiosità non ha che da chiedere, ma so per certo che tutti i membri della Commissione Giustizia hanno ricevuto tempo fa del materiale informativo. Guardi nella sua casella di posta elettronica, magari la documentazione è ancora lì.
      Mi perdoni, io non faccio politica e sono abituata a dire ciò che c’è da dire, senza sentire il bisogno di cavillare o censurare il mio pensiero in alcun modo.

      • A proposito di altre sue “imprecisioni”.
        Lei scrive “qualsiasi riferimento a un solo genitore «convivente», «collocatario», «domiciliatario» e simili è stato accuratamente cassato dal legislatore e che alcune sentenze già iniziano a stabilirne il doppio domicilio (ad esempio, Ordinanza TO Firenze, 4 aprile 2012);”
        In realtà, ben prima del decreto sulla filiazione, una sentenza aveva ribadito l’importanza della stabilità per bambini molto piccoli coinvolti in un divorzio: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/03/12/il-ping-pong-abitativo/
        Cito: “per vagliare l’istanza del ricorrente di affidamento condiviso è sufficiente la disamina della mera sostanza delle conclusioni del ricorrente, tutte incentrate nella presente causa, sulla concezione che i propri pretesi diritti di padre debbano trovare affermazione attraverso una spartizione chirurgica dei tempi e della presenza della bambina presso di sé, di modo che essa debba stare presso di lui per una durata esattamente pari rispetto alla madre, da sancire attraverso una cessione a giorni o a settimane alternate tra l’uno e l’altro genitore, con un subitaneo meccanismo di recupero degli eventuali ammanchi.
        Un tanto dimostra già di per sè, ad avviso del Collegio, la siderale distanza del ricorrente dalla sufficiente capacità di immedesimazione nelle esigenze di maggior stabilità e tranquillità di vita della figlia, capacità che invece si devono pretendere dal genitore di una bimba che ha da poco compiuto i due anni d’età. Benché così piccola, e proprio perché così piccola, la bambina non può esser considerata e trattata come un oggetto da possedere e da palleggiarsi, anziché come un essere umano con diritti propri.”
        So bene che le sentenze non hanno valre normativo, Avvocato Bonafede, ma quello che ci racconta questa sentenza è che l’interpretazione che Lei dà della legge 54/2006, ovvero che il diritto del minore a mantenere i rapporti con entrambi i genitori corrisponda ad una “scissione chirurgica” del bambino a metà, non è condivisa da tutti, né in Italia né in Europa, come invece la sua interrogazione vuole dare ad intendere.

        Ancora: Lei sostiene la proposta della residenza alternata in Francia sia una “iniziativa femminile”. Mi spiace, non è affatto così. Come in Italia, la proposta ha origine da un particolare tipo di propaganda che ha per protagonisti gli uomini e come obiettivo la tutela dei diritti degli uomini (e non dei bambini): https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/03/dalla-francia-i-papa-separati-un-movimento-internazionale/

        Oggi avviene spesso che i Giudici siano più disponibili a concedere visite non protette anche in caso di violenza domestica o abusi su minore, propongono accordi provvisori invece di sospendere i contatti quando sono ancora in corso le indagini per appurare eventuali reati e dispongono l’affido condiviso anche quando è evidente un alto livello di conflittualità fra i genitori e uno di essi si oppone strenuamente al provvedimento. Questo comporta dei seri rischi per i bambini, e alcuni bambini ne hanno subito le gravi conseguenze.
        Il 25 febbraio si ricorda Federico Bakarat: perché non prende parte alle iniziative per ricordare la tragica morte di questo bambino, ucciso durante una visita in ambito protetto? http://www.federiconelcuore.com/convegno-minore.html
        Potrebbe essere un’occasione per imparare qualcosa sulle conseguenze di un affido condiviso impropriamente inteso.

    • Anne ha detto:

      Gentile Onorevole, quando Lei il 22 gennaio ha dichiarato:

      “il Senato francese in data 17 settembre 2013 approva la residenze partagée paritaire”

      era – a causa della cronologia degli eventi e perché è un deputato della Repubblica – sicuramente già a conoscenza del fatto che a dicembre 2013 l’emendamento sulla residenza alternata era però stato respinto dall’assemblea nazionale. Quindi perché ha omesso di dare la notizia completa, facendo credere in chi la ascoltava in Assemblea (e non conosceva la realtà) che in Francia ormai fosse stata approvata la residenza alternata? Cosa che, ribadiamo per i più distratti, è stata assolutamente respinta in Francia!
      Sono sicura che avrà una risposta plausibile.

  3. Andrea Mazzeo ha detto:

    Dovrebbe essere abbastanza chiaro, dalla documentazione prodotta e inviata a tutti i parlamentari di Camera e Senato, che la residenza alternata non è nell’interesse dei bambini ma è contro i bambini, è solo nell’interesse degli adulti, ,in particolare dei padri violenti a abusanti riuniti nelle cosiddetta associazione di padri separati. Repetita iuvant:
    http://www.alienazionegenitoriale.org/docu/bigen_1-2.pdf
    Così come è chiaro che tutti i paesi che l’avevano introdotta stanno rapidamente facendo marcia indietro alla luce dei danni osservati nei bambini coinvolti iin questo esperimento da gestapo. Se poi invece di leggere la letteratura scientifica seria si leggono le sciocchezze che scrivono i cosiddetti consulenti delle cosiddette associazioni di padri separati, che sbagliano le citazioni, i rifeirmenti bilbiograficil, ecc, allora è un altro discorso.
    On. Bonafede, le costerebbe molto mettere su un ufficio giuridico autonomo rispetto ai padri separati e analizzare con attenzione tutto il materiale? Non si lasci incantare da certe sirene; hanno solo interessi economici nella faccenda, e sono interessi contro i bambini. Tra poco una valanga li travolgerà tutti, ha già cominciato a muoversi, può metterci tempo ma arriverà. Si scansi finché è in tempo.

  4. A proposito del decreto sulla filiazione:

    Il decreto sancisce il diritto di visita dei nonni: “gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni”.

    Già nella L. n.54/06, e poi nella successiva n.219/12, era stato previsto il diritto dei figli a mantenere rapporti significativi con gli ascendenti.
    Tuttavia tale disposizione di principio non aveva un contenuto pratico e cioè non era prevista un’azione tipica esercitabile davanti al giudice.
    Anzi la giurisprudenza aveva sempre escluso in modo categorico che i nonni potessero intervenire nel processo tra i coniugi per far valere le loro ragioni.

    Il decreto sulla filiazione, inoltre, parla di “diritto degli ascendenti sui nipoti”, e non del diritto del minore: decisamente un capovolgimento della prospettiva…

  5. Politica femminile ha detto:

    Buongiorno a tutti; abbiamo ricevuto una mail che ci chiede di entrare nel merito delle questioni sollevate da questo post, e anche dal commento di on. Bonafede. Saremmo liete di farlo, ma a partire da un approfondimento: chiediamo dunque alle autrici/autori del blog (e possibilmente a Bonafede e/o qualche altro esponente del Mov.5Stelle) se sono disponibili a dare un contributo anche a Politicafemminile, che entri nel merito delle rispettive motivazioni.

    • Mi rendo conto della difficoltà di un lettore digiuno degli eventi che hanno portato l’On. Bonafede a produrre un’interrogazione parlamentare in merito al decreto sulla filiazione nel comprendere il senso di questa polemica.
      E’ di questi gionri la notizia dell’approvazione da parte l’Assemblea nazionale francese del progetto di legge sulla parità uomo-donna (http://27esimaora.corriere.it/articolo/congedo-paternita-uguaglianza-professionale-lotta-alle-violenze-la-francia-approva-una-legge-per-la-parita/), il medesimo progetto di legge di cui l’Onorevole parla, progetto dal quale è stato eliminato l’emendamento sulla residenza alternata.
      L’emedamento pretendeva che la residenza alternata dovesse essere imposta in caso di divorzio, a dispetto della espressa volontà di uno o anche di entrambi i genitori, e introduceva la Pas, sindrome da alienazione genitoriale, come si comprende andando a leggere il testo della petizione lanciata da una serie di associazioni in difesa dei diritti di donne e bambini (tra le quali La Fédération Nationale Solidarité Femmes e L’Enfant d’Abord) che ho tradotto quando ho comunicato il rigetto dell’emendamento.
      Il dibattito che anima la politica francese sull’argomento riguarda proprio il delicato tema della violenza intrafamiliare e le conseguenze che una simile disposizione di legge avrebbe su quelle famiglie che arrivano al divorzio a causa di abusi perpetrati su donne e bambini, pertanto sarò lieta di fornire informazioni più dettagliate sul tema dell’affido.
      Oggi, che finalmente in Italia si parla apertamente di femminicidio, il discorso intorno al divorzio e al “superiore interesse del minore” non può permettersi, secondo me, di ignorare il problema della violenza di genere, che ha come tutti sappiamo delle gravi conseguenze anche sullo sviluppo di un minore che ne rimane suo malgrado coinvolto.

  6. Cinzia ha detto:

    Scusate, ma se si vuole a tutti i costi l’affido condiviso esattamente a metà, perché si prende in considerazione solo la residenza alternata, che vede i bambini spediti da una parte all’altra come pacchi postali?
    Se il diritto è quello dei figli, perché nessuno parla dell’eventualità che siano i genitori ad alternarsi nella residenza dei figli?
    Invece nemmeno nominata … sarà perché dovrebbero pagare gli adulti il prezzo del divorzio, in termini di sacrifici e fatiche?
    Bella gente quella che pretende dai bambini quello che non si sognerebbe nemmeno per se stessa.
    Onestamente davanti a certe cose mi viene il voltastomaco.

    • La proposta è stata fatta: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_14842.asp
      Mi domando: se la residenza familiare rimane al minore, mentre i genitori si alternano in essa, dove vanno a stare i genitori quando non è il loro turno? Debbono entrambi procurarsi una nuova abitazione. Una famiglia di tre persone potrebbe arrivare ad avere bisogno di tre immobili… Con le spese che ne conseguono.
      Comunque è specificato: “Ovviamente si tratta di una fase di sperimentazione che può essere possibile solo se sussistono determinate condizioni come la mancanza di conflittualità tra i coniugi”.

      • Cinzia ha detto:

        Dipende sempre dal famoso voler far prevalere i diritti dei figli, o le convenienze degli adulti,

      • Tu sai come la penso: ci sono una infinità di soluzioni possibili. Ogni famiglia ha diritto alla “sua” soluzione. Ma soprattutto, bisognerebbe imparare a vedere la separazione come un processo: non si può pensare di “fissare” un accordo rigido senza tenere conto del tempo che occorre per assorbire il trauma del lutto, delle esigenze che si modificano nel corso degli anni, della “crescita” dei soggetti coinvolti…

  7. Cinzia ha detto:

    Grazie, esattamente quello che penso anche io

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