La cultura dello stupro

Una traduzione da “My bones are breaking from the weight of the world

scarpeCultura dello stupro è quando avevo sei anni  e mio fratello mi ha fatto saltare i due denti davati.
Invece di rimproverarlo, mia madre ha detto “Stefanie, che cosa hai fatto per provocarlo?”
L’unica frase in mia difesa è stata: “Tesoro, ignoralo. Non lo innervosire. Aspetta solo una tua reazione.”
Come se fosse il mio unico scopo, la ragione del mio esistere, bambina di 6 anni, fosse non irritare mio fratello.
Tutto comincia quando abbiamo sei anni e cresciamo con l’idea che è naturale per un uomo essere un predatore, e bisogna camminare sempre sulle uova per “non irritarlo.” Vero mamma?

Cultura dello stupro è quando durante una conversazione a cena, mio padre dice che le donne stuprate se la vanno a cercare.
Lui dice: “Le vedo per le strade di New York City, con le loro gonne corte, tutte truccate. Vogliono essere stuprate”.
Ero la cocca di papà, eppure lui penserà che me la sono andata a cercare? (lo penserà)
Riuscirà a pensare che me lo meritavo?
Mi riterrà responsabile o mi abbraccerà, anche se solo il contatto con un uomo  – soprattutto quello di mio padre – brucerà come se avessi il sole nel palmo della mia mano?

Cultura dello stupro è quando provi così tanta  vergogna, che pensi che sarebbe più facile morire che dire  “Hey, mamma, papà”, non è stata colpa mia. Non me la sono andata a cercare. Non ho mai voluto che succedesse, non ho mai chiesto di essere un obiettivo, di essere debole solo perché sono nata con due cromosomi X, di camminare guardandomi attorno con paura, non ho mai chiesto di essere una preda.
Non ho mai voluto una vita spesa ad essere qualcosa di cui cibarsi, un banchetto per chi è eternamente affamato.
Non voglio più sentir parlare del mio sapore.
Non lascerò che mi mangino viva.

Cultura dello stupro è quando avrei fatto meglio a non difendere la mia amica perché un ragazzo aggressivo della confraternita le aveva messo una mano sul culo, perché difendere il suo corpo ha reso il mio corpo un bersaglio.
Le donne hanno paura di parlare, perché temono per la propria vita – ma preferisco essere colpita che accettare di vivere in silenzio.
Mi hanno detto che sarò sempre una vittima, che ce l’ho nel DNA, il mio destino è scritto nel mio debole, morbido corpo.
Ho fianchi adatti al parto, non una postura da combattente.
Sono geneticamente predisposta a perdere, sempre e comunque.

Cultura dello stupro è “povero, probabilmente sarà stato abusato da bambino.”
Lui ha sempre una qualche forma di una giustificazione mentre tutto quello che ho io sono le cose che lo hanno provocato e le cicatrici che mi ha lasciato ben nascoste sottopelle.

La cultura dello stupro è trovare dei pezzi di lui dentro mi me. Un osso del gomito. Il suo ginocchio.
E’ così scoraggiante sapere che ci vorranno anni perché lo estragga piano piano, con metodo, dal mio corpo.
E quel dolore acuto al braccio quindici anni dopo?
La prova di ciò che è successo.
Come un tatuaggio che non volevo.
In qualche modo sono stata segnata, in modo permanente.

Cultura dello stupro è non riuscire più ad indossare quel vestito senza sentirmi sporca, senza pensare che in qualche modo me lo sono meritato.
E sentire di camminare sui coltelli, ogni volta che ho addosso le scarpe con le quali gli ho fracassato il naso.
Immagino il sangue sui miei talloni, penso “forse questo mi guarirà”.
Quelle scarpe sono la libertà, ma anche i resti di una lunga battaglia.
Ho sempre il mio cuore, la mia passione, la mia voglia di vivere, ma anche la vergogna e il senso di colpa e il dolore.

Mi sono salvata, ma mi sento ancora come se stessi camminando sui coltelli.

Cultura dello stupro è “Stefanie, non sei stata veramente violentata, sei stata fortunata ”
Perché il mio corpo non è stato penetrato da un pene ma dalle dita, è per questo che dovrei sentirmi  fortunata. Dovrei mettermi in ginocchio e ringraziare.
Grazie per essere stato così gentile.

Cultura dello stupro è “le cose sarebbero potute andare peggio”.
“E ‘ passato un mese, Stefanie. Scendi da quel letto.”
“La dovrai superare, prima o poi.”
“Non lasciare che rovini la tua vita.”

Cultura dello stupro è che ti ha detto che dopo quello che ti aveva fatto, nessuno ti avrebbe più voluta.
E tu gli hai creduto.

La cultura dello stupro insegna alle vostre figlie a non farsi violentare, invece di insegnare ai vostri figli come trattare le donne.
Invece di insegnare che il sesso non è un diritto. Non si ha il diritto di fare una cosa del genere.
La cosa peggiore che puoi dire ad una donna è troia, puttana, zoccola.
La cosa peggiore che puoi dire ad un uomo è femminuccia, figa, puttana.
La cosa peggiore che puoi dire ad una donna è che è una donna.
La cosa peggiore che puoi dire ad un uomo è che è una donna.
Essere una donna significa non avere nessuna forza, nessun potere, è l’insulto assoluto.

Quando avrò una figlia, le insegnerò che lei non è un insulto.

Quando avrò una figlia, lei saprà come combattere.
La guarderò come si guarda il sole perché lei avrà la rabbia nei suoi pugni.
Perché siamo esseri umani, e non sempre ci dobbiamo prendere quello che ci tocca in sorte.
Tutti le diranno di non combattere il fuoco con il fuoco, ma avranno paura delle sue fiamme.
Io le insegnarò il valore della parola “no” in modo che quando la sentirà non avrà dubbi.

Figlia mia, non ti azzardare a chiedere scusa perché ti ami con ferocia e vuoi proteggere te stessa.

Figlia mia, io sono viva perché mi amo, con ferocia, e perché mio padre mi ha insegnato a proteggere quell’amore.
Mi ha insegnato che dovevo trovare la forza di salvarmi, alzarmi da terra e pulirmi la faccia perché l’unica cosa che ho, alla fine, sono io.
Io sono viva perché mia madre mi ha insegnato ad amare me stessa.
Mi ha insegnato che io sono un enigma – un mistero, un paradosso, un capolavoro incompiuto – e devo amarmi tanto da non rimanere ad osservarmi mentre mi spengo.
Io sono viva perché anche quando mi hanno bloccata contro il muro, senza voce per gridare, sapevo che c’era dentro di me qualcosa per cui valeva la pena di lottare.
E per questo, ringrazio i miei genitori.

Invece di insegnare a mia figlia a nascondersi, le insegnerò come esporsi.
Perché no non significa “convincimi”.
No non significa “lo voglio.”
Voi mi chiamate “signorina, bella ragazza, bella donna”.
Ma io non sono nessuna di queste cose per voi.
Sono un’esplosione di luce, mia figlia sarà un’esplosione di luce.

E tu, meglio che ti copri gli occhi.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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45 risposte a La cultura dello stupro

  1. Cinzia ha detto:

    OGNUNA DOVREBBE CANTARE UN INNO D’AMORE PER SE STESSA.
    Bellissimo.

  2. Emanuele Di Felice ha detto:

    La cultura dello stupro (morale) è anche quando ti insegnano che gli U e le D sono uguali, ma poi ti rendi conto che devi rispettare la diversa volontà sessuale femminile: come se la libertà/diversità e l’uguaglianza non si autoescludessero.
    La cultura dello stupro (morale) è anche quando sugli uomini ancora pesa/subiscono il ruolo di coloro che rischiano il rifiuto (chi corteggia attivamente), e la possibilità di essere condannati per stupro solo in base alle affermazioni di una donna: cornuti e mazziati.

    • Non c’è nessuna condanna, il più delle volte, per gli uomini che stuprano. Soprattutto nessuna condanna da parte della comunità, che si schiera con gli stupratori, anche quando sono reo confessi, come ha dimostrato a tutto il paese il caso di Montalto di Castro.

      “Coloro che rischiano il rifiuto”: eh si mi rendo conto che è veramente una volenza terribile, quella inflitta da una donna che dice di no. Una cosa che lascia il segno. (allarme ironia)
      E soprattutto: è chiaro, le donne non vengono mai rifiutate.

      • Il Rasoio di Occam ha detto:

        Questa citazione è attribuita di solito a Margaret Atwood:
        “Nel profondo, gli uomini hanno paura che le donne ridano di loro. Nel profondo, le donne hanno paura che gli uomini le uccidano”.

        Questo thread ispira infinite variazioni sul tema.

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        Certo, che se per te ogni accusa di stupro (o i sondaggi sulle violenze sessuali) equivale ad una sentenza di stupro è vero che il reato di stupro è di fatto depenalizzato.
        Le denunce di stupro non sono vere o false a prescindere.

        “gli accusati devono dimostrare la loro innocenza e non viceversa” scrive Angela Azzaro su Liberazione (20/7/2007), è «l’aggressore a dover dimostrare di essere innocente».

        “Con la citata legge n. 66 del 1996 cambiano finalmente anche i termini processuali, con l’inversione dell’onere della prova, grazie alla quale non è più la vittima a dover dimostrare di essere stata stuprata, ma l’aggressore a dover dimostrare di essere innocente.” (open parlamento).
        E taccio sul decreto antistupri del governo Berlusconi.

        Chi chiede dipende, chi chiede rischia il rifiuto, ancora oggi sono maggiormente gli uomini che corteggiano attivamente: un ruolo che non si sono autoimposti ma che subiscono a causa del diverso valore tra i due sessi.

      • Emanuele, nei paesi dove sono stati effettuati studi sul tema “false accuse”, i risultati hanno dimostrato che il numero delle accuse confermate dalle indagini è infinitamente maggiore dalle accuse che si sono rivelate pretestuose.
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/18/le-false-accuse/
        In Gran Bretagna su 5.651 casi di stupro, 35 erano “false accuse” (pari allo 0,6%).
        Pertanto vivere col terrore di essere falsamente accusato di stupro equivale a vivere con l’angoscia di essere colpito da un asteroide: può capitare, ma non è così probabile.
        A meno che tu non abbia qualcosa per dimostrarci che le donne italiane sono molto più bugiarde di quelle inglesi…

    • Vale ha detto:

      quando ti insegnano che gli U e le D sono uguali, ma poi ti rendi conto che devi rispettare la diversa volontà sessuale femminile
      e ci mancherebbe altro! Nessuno può permettersi (D o U che sia) di non rispettare la volontà degli altri (U o D che sia), che c’entri o meno il sesso. Roba da matti! Non è che se tu vuoi indossare un paio di pantaloni verdi o metterti una poltrona arancione in casa io possa importi di non farlo, perché a me non piacciono!

      PS: se non vuoi rischiare rifiuti, fai a meno di corteggiare e aspetta che ti corteggi una donna. Ah, già, ma se lei si fa avanti, è una zoccola, quindi quelle che si fanno avanti sono molto poche. Visto che succede a denigrare le donne? Quelli che restano a bocca asciutta siete voi. Astuta mossa!

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        Obiezione non pertinente con lo stupro.
        Lo stupro nasce da una diversa volontà tra i due sessi, naturale o culturale che sia, quando i diversi interessi convergono si chiama coito. Se gli U e le D fossero sessualmente uguali non ci sarebbero né lo stupro né la prostituzione.

        “Ah, già, ma se lei si fa avanti, è una zoccola, quindi quelle che si fanno avanti sono molto poche. Visto che succede a denigrare le donne? Quelli che restano a bocca asciutta siete voi. Astuta mossa!”
        Mi duole dirlo ma hai in parte ragione, è una ipocrisia tutta al maschile quella di cercare sesso facile e di etichettare come zoccola una donna che è sessualmente “libertina”.
        Ma chi danneggiano le donne “libertine”?
        Le donne “libertine” danneggiano le altre donne perché praticano il dumping, cioè la vendita sottocosto.

      • La “vendita sottocosto”? Ma di cosa? Emanuele per favore…

      • onnisciente ha detto:

        riccio, non cadere dalle nuvole

      • Non sono sulle nuvole, semplicemente io non sono così ottusa da pensare che se io sono in un certo modo, anche tutti gli altri sono esattamente così. Se Emanuele vive la sua sessualità come una “compravendita”, questo è un problema suo e non un elemento sufficiente a supporre che anche gli altri esseri umani vivano alla stessa maniera.

      • Stefano ha detto:

        penso che con “vendita sottocosto” , si volesse ironicamente riferire al fatto che tante donne se la prendono con le donne che si concedono liberamente. Il sesso viene visto, da queste donne, come un mezzo per avere qualcosa in cambio: sesso in cambio di fidanzamento, sesso in cambio di matrimonio, sesso in cambio di protezione, sesso in cambio di soldi. Ed il concedersi al di fuori di questi paletti, rompe il gioco di potere. Tant’è vero che le parole “troia, puttana”, partono spesso dalla bocca delle donne, e non già rivolte alle “professioniste”, ma a chi ha una vita sessuale libera. Anche questo alimenta la cultura tutta maschiliista del sesso come oggetto di potere, di soldi, di prestigio

      • Ah, quindi sono le donne a vedere il sesso come un bene da barattare, non gli uomini, anzi, anzi non quegli uomini che si lamentano “ho pagato la cena e lei non me la dà”…
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/03/06/lo-scambio-sessuo-economico-e-il-convitato-di-pietra/

      • Stefano ha detto:

        sono entrambi, spesso, entrambi i sessi… non tutti ovviamente….
        ma esistono donne che dicono “no, io non sopporto quelle che la danno via così , stimo di più le prostitute, almeno lo fanno per qualcosa” ……… :-O
        talmente imbevute di cultura maschilista, da dimenticare anch’esse che esiste una sessualità indipendente dall’ottenere “qualcosa”
        non ho detto che “non sono gli uomini”, non mettermi in bocca parole che non ho detto.

      • tomk ha detto:

        Vale, il tuo PS: se non vuoi rischiare rifiuti, fai a meno di corteggiare e aspetta che ti corteggi una donna. Ah, già, ma se lei si fa avanti, è una zoccola, quindi quelle che si fanno avanti sono molto poche. Visto che succede a denigrare le donne? Quelli che restano a bocca asciutta siete voi. Astuta mossa!

        Vorrei tanto sapere chi è quella donna che ha inventato per prima questa teoria, perchè io tutti questi uomini autolesionisti che danno della zoccola a quelle che li corteggiano non li ho mai visti. Invece ho sentito abbastanza spesso amiche invidiose o rivali dare della zoccola a chi aveva il coraggio, o per dirla tutta poteva anche permettersi, di farsi avanti per prima. Perchè rimuovere psicanaliticamente girando la questione al genere maschile?
        Ovviamente non ce l’ho con te personalmente, però mi permetto di prendere quello che hai scritto come esempio. Vedi, il principale problema di voi donne è che non riuscite mai a distaccarvi dal già detto, già pensato, già conosciuto. Vi ripetete addosso le cose una con l’altra così insistentemente che finite per crederci ciecamente, creandovi un vostro mondo parallelo che non è la realtà quotidiana in cui vivono i vostri coetanei.
        Diciamo pure che la spiegazione è molto più elementare: una donna, fosse anche poco attraente, non ha bisogno di fare avances, ma soprattutto fare le passive e aspettare è molto comodo e inoltre da più potere contrattuale in una eventuale futura relazione <>

        PS: se si potesse mettere un contatore nella bocca delle persone che incrementa ogni volta che esce la parola zoccola o puttana o troia (la più gettonata dal gentil sesso) scommettiamo che vincono le donne, ma di tanto anche?

      • https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/05/ai-miei-tempi-si-giocava-con-le-bambole/
        Ecco, visto che non li hai mai visti, ti faccio dono di un po’ di uomini autolesionisti.
        A parte la signora che giocava con le bambole, gli insulti che ho immortalato per scrivere questo post sono tutti di uomini.

      • Vale ha detto:

        Rispondo a pezzi vari.
        @ Emanuele: Lo stupro nasce da una diversa volontà tra i due sessi, […] quando i diversi interessi convergono si chiama coito
        affatto. Lo stupro nasce da ben altro. Vengono stuprate anche bambine o anziene, non c’entra il sesso, c’entra il controllo, l’umiliazione, il voler rimettere le donne “al loro posto” e altre idiozie simili. Smettiamola di dire menate. Sesso è una cosa. Stupro è tutt’altro e il piacere sessuale non ci entra.
        @Tomk: io tutti questi uomini autolesionisti che danno della zoccola a quelle che li corteggiano non li ho mai visti
        beato te. Qualsiasi tizia che ha avuto più di un ragazzo è vista come una poco di buono. Sai, no, “se la dà a tutti è una tr**, se la dà a tutti tranne che a te è una str****”? Non l’hai mai sentito dire? Non prendiamoci in giro. La tizia va bene finché te la fai. Poi è una zoccola. Ne parliamo con gli amici? È una zoccola di nuovo. Certo, non vale per tutti, solo per maschilisti schifosi che pensano di affermare la loro virilità mostrandosi più bravi (in cosa?) delle donne. Questi poverini sono patetici e fanno pena e auguro loro con tutto il cuore che nessuna donna debba perderci il proprio tempo. Tu non sei così? Ottimo. Purtroppo molti lo sono, sennò non staremmo ancora qui a parlare di sessismo come emergenza planetaria.
        Che poi anche molte donne, cresciute in una cultura patriarcale, siano maschiliste, è risaputo e anche già detto molte volte su questo blog o altri siti.
        soprattutto fare le passive e aspettare è molto comodo e inoltre da più potere contrattuale in una eventuale futura relazione
        ricordo sempre che se lei attacca bottone, o accetta di uscire, o vai a sapere, e il tizio poi la stupra “eh, ma lei non avrebbe dovuto avvicinarlo” (ma è sempre colpa delle donne, no? Forse siamo anche spaventate da chi ci possiamo trovare davanti?). Quanto al “più comodo”, ne riparleremo quando ti trovi che si fanno avanti TUTTI tranne l’unico che ti interessa, ma non puoi fare nulla a riguardo, pena lo stigma sociale.
        Ah, ci togliamo dalla testa ‘sta immane cagata (scusa, Riccio) del contratto? Una relazione non è una compravendita, dove si contratta. Finché non ve lo togliete dalla testa, non farete un passo avanti.

    • IDA ha detto:

      @Emanuele.. uguali non vuol dire identici, quando si parla di persone, si fa sempre riferimento all’uguaglianza di condizione, le persone non sono oggetti. a diversità è garantita solo dall’uguaglianza.. Ma pensi davvero che le donne non subiscano mai il rifiuto? Ora il corteggiamento a me non piace nemmeno come termine, io parlerei di seduzione, ma anche qui noi donne non abbiamo un proprio linguaggio. Poi questa paranoia di essere accusati ingiustamente per stupro…..la dice lunga..

    • serena ha detto:

      PRIMO: Non credo sia possibile che un uomo venga condannato per stupro solo sulla base di affermazioni… è molto più probabile (e frequente) che una donna venga tacciata di essere una “poco di buono/provocatrice/pazza” anche quando ci sono tanto di referti medici che provano la violenza! SECONDO: NON SI TRATTA DI RISPETTARE LA DIVERSA VOLONTA’ SESSUALE FEMMINILE (poi mi spieghi cosa vorrebbe dire) SI TRATTA DI RISPETTARE LA PERSONA! SE E’ UN “NO” E’ UN NO PUNTO E BASTA … NON C’E’ ALCUNA OBIEZIONE! TERZO: quello che hai scritto è tipico della mentalità maschile che sostiene questi “poveri uomoni che (a loro detta) sono caduti nella trappola”! ma per favore… hai perso l’occasione di stare zitto!

  3. alessiox1 ha detto:

    I genitori normalmente stanno dalla parte della figlia , specialmente se viene stuprata, e il discorso di provocare lo fanno solo i maschilisti che sono solo una piccola parte degli uomini, e poi in genere le femministe quando parlando di cultura della stupro non parlando delle cose qua elencate ma si lamentano delle donne sexy in tv o nelle riviste ecc…. quindi è vero che la colpa di uno stupro è sempre dello stupratore , e non di una donna , e allora perché un uomo non può vedersi delle donne sexy in tv o in una rivista?

    • Nessuno qui si lamenta dell’esistenza di donne sexy. E il discorso sull’oggettificazione delle donne è un pochino più complesso. Non riguarda certo l’essere sexy:

      • alessiox1 ha detto:

        Allora caro Riccio, finché parliamo di pubblicità posso darti ragione(anche se ci sono pure cose oggetivanti per gli uomini e non ttute quelle foto sono oggetivanti), quello a cui io mi riferivo e che una università americana aveva fatto un test , cioè aveva preso degli uomini , e gli aveva fatto vedere delle donne in bikini, e aveva rivelato che l’aerea del cervello che funzionava era quello per l’attività fisica , e hanno chiesto agli uomini la prima parola che gli veniva in mente, e molti rispondevano prendere,toccare e cose cosi, e questo test lo usano le femministe per giustificare la condanna di tutte le cose sexy tipo playboy ecc…. della serie se siete sexy andando in giro per strada tutto ok ma se lo siete su qualche rivista questo non va bene, e questo lo trovo sessista cosi le femministe considerano uomini come bestie che si fanno guidare dagli istinti.

      • Se vuoi parlare di immagine e corpo delle donne, perché non inserisci questo genere di commenti sul blog Un altro genere di comunicazione, che di questo si occupa?
        http://comunicazionedigenere.wordpress.com/
        Qui sei off topic, l’argomento è: la cultura dello stupro.

        (a proposito di un altro tuo commento: è diffamazione! se non ti pubblico è anche per tutelarti…)

  4. alessiox1 ha detto:

    mi hanno bannato qualche 2 anni fa, capisco ma le mie sono cose vere allora cercherò di pubblicarle in modo diverso

    • Non è il modo, è il tema. Non si parla di questo adesso. E’ un argomento interessante, ed anche correlato, ma è complesso e articolato e rischia di allontanare da quello che mi sarebbe piaciuto fosse il fulcro della conversazione.

  5. alessiox1 ha detto:

    E poi augurare lo morte a Caterina la ragazza in vita grazie anche alla sperimentazione animale non è pure cultura dello stupro? non è pure sessimo?non è pure cultura dello stupro fare una legge svuota carceri che farà uscire gli stupratori?

  6. Stefano ha detto:

    Alessio, visto che parli di istinti, non è sbagliato che l’uomo segua i propri istinti, ma deve fermarsi di fronte al rifiuto della donna. questo non si chiama sessismo, si chiama rispetto per l’altro.

  7. Seretempest ha detto:

    Emanuele davvero vuoi paragonare l’orgoglio ferito di un uomo in seguito ad un rifiuto alla dignità violata di una donna dopo uno stupro???spero tu stia scherzando…

  8. Cinzia ha detto:

    Se siamo ancora ai concetti di corteggiamento andiamo bene:

    CORTEGGIAMENTO (Wikipedia) m (pl: corteggiamenti)
    ° metodo per conquistare una persona, per il solo desiderio di conquista dal punto di vista romantico e sessuale

    La CONQUISTA, concetto legato alla belligeranza, è qualcosa di diametralmente opposto all’ACCOGLIENZA dell’altro nella nostra vita.
    Le persone non si dovrebbero corteggiare, non si attuano tattiche ed espedienti per ottenere risultati, con le persone si dovrebbero condividere esperienze, percorsi di vita, sentimenti, emozioni… se non capiamo la differenza,stiamo usando gli altri come oggetti, come mezzi per gratificarci .
    Cosa significa per un uomo “il ruolo di chi corteggia attivamente” ?
    Io maschio faccio tutte le cose per benino: ti attacco bottone in modo simpatico, mi guadagno un appuntamento, ti passo a prendere, ti apro la portiera dell’auto, ti porto a cena, pago io, ti porto al cinema, pago io, la prima sera mi guadagno il bacio della buonanotte, ti mando fiori il giorno dopo, che pago io, mi guadagno un altro appuntamento … sono stato bravo, ho fatto tutto per benino e se al terzo appuntamento non me la dai, allora sei proprio una stronza che mi fai perdere tempo con una che crede di avercela solo lei sta’ troia, che con tutti i soldi che mi tocca spendere per niente, se a puttane ci vado davvero, mi sà che ci risparmio pure.
    Perché quando parliamo di corteggiamento è stà roba qua che intendiamo.
    Una roba che non c’entra niente col riconoscerci, col condividerci, con l’accettarci reciprocamente per cio che siamo.
    Se hai bisogno di corteggiarla una donna Emanuele è perchè vuoi ottenere che lei faccia qualcosa per te, che è l’opposto dell’amore … quel sentimento che ci muove a fare per l’altro, quel che solo per chi si ama si fà.

    Devo essere onesta, a volte mi prende lo sconforto, sembra una stupidata ma se si cerca la genesi della cultura dello stupro è proprio lì, in quell’uomo che tenta disperato di farci comprendere che “l’uguaglianza” nostra di donne limita la libertà/diversità sua di uomo.
    E che non ce ne facciamo una ragione del peso che il nostro rifiuto fa’ ricadere sull’essere uomo … perchè è questo il punto, la loro identità mascolina non dipende dalla loro cosapevolezza di sè, ma dal loro poter CONQUISTARE la realtà che li circonda…
    siamo ancora al concetto di vero uomo = successo, potere, donne
    se non cominciamo dai nostri figli a smantellare questo assioma, non ci schioderemo da qui.
    Nè noi donne , tanto meno gli uomini.

    • Stefano ha detto:

      Cinzia, certo che citare Wikipedia come se fosse l’oracolo….. ce lo potevi risparmiare.
      Fra l’altro, la pagina non dice nemmeno così… forse è stato cambiata?
      Il corteggiamento avviene in tutte le specie animali, e serve a convincere il potenziale partner a fidarsi, che non c’è pericolo, che può nascere una cosa buona….
      così invece vuoi riproporre la solita storia dell’uomo che si approfitta della povera ingenua donna.
      Ti prego di non confondere la normale attrazione tra maschio e femmina della specie umana, con lo stupro, che è costringere la femmina ad un rapporto non desiderato, e che , per quanto ne so, esiste solo nella specie umana.
      Hai ragione quando dici che occorre svincolare la sessualità dal potere, per trasformarla in un semplice rapporto tra due persone alla pari, in cui non c’è un uomo che “si fa” la donna , per dimostrare il proprio potere, ma c’è un incontro di persone.
      Quello che io penso è che proprio il tentare di reprimere questa naturale, “animale” attrazione, ha portato all’aberrazione della violenza sessuale; il desiderio sessuale, una volta reso esplicito, può essere messo in atto, se si è entrambi d’accordo, o lo si può lasciare andare.

      • IDA ha detto:

        @Stefano.. Wiki non sarà un oracolo, ma quale trattato di zoologia, fai riferimento ? Edito nel 1700 o nel 1800? Il corteggiamento o richiamo, perché si chiama richiamo, che in realtà ha un’altra funzione, molto differente a quella che pensavano nel 1700 che lo chiamarono corteggiamento, ma questa è un’altra storia.. lo stupro, nel mondo animale è una prassi in quasi tutte le specie, se si esclude gli anfibi, e i pesci, per esempio i cetacei, equini, e quello “interspecifico” dei pinguini delle foche, degli elefanti, dei felini e i canidi… Ma l’uomo non può essere rapportato con nessuna specie animale, soprattutto nei rapporti sociali.. Quale altra specie animale ha una produzione di arte figurativa, di musica, letteratura e poesia? Fatti questa domanda e cerca di darti una risposta. Lo stimolo della fame, è simile a tutte le specie viventi, ma il “cacciucco” lo fa solo la specie umana e solo quella di Livorno..

      • Cinzia ha detto:

        Stefano. sono responsabile di quello che scrivo e non di quello che capisci.
        La definizione iniziale tratta Wikiedia è uno strumento che ho scelto come “cappello”
        introduttivo al mio commento, perché indicava un genere neutro (persone) come oggetto del corteggiamento.
        In effetti il corteggiamento è una pratica che non attuo e non apprezzo, questo non mi ha impedito alcuna vita relazionale, affettiva o sessuale ed è una mia personale preferenza, dovuta al fatto, che appartenendo alla specie sapiens sapiens, l’idea di essere intrattenuta con lo sfoggio di livree piumate, scodinzolamenti frenetici, prodezze vocali, musate sui fianchi o quant’altro, non mi appaga per niente.
        Men che meno mi rassicura sul fatto che non avrò nulla da temere per la mia incolumità.
        Senza poi far notare a tutti gli etologi convinti del vivere secondo natura, che la maggior parte delle specie animali prevede una forma di convivenza che non supera la “stagione degli amori”, mentre la prossimità umana dura decenni e forse richiede forme di relazioni più evolute…
        Ho cercato poi di individuare dove confondo l’attrazione “tra maschio e femmina” allo stupro”, dov’è che affermo che gli uomini si approfittano delle povere donne ingenue, e quando mai ho detto che bisogna reprimere l’attrazione?
        Tutto il periodo che và da ” Io maschio faccio …” a “ci risparmio pure” è il resoconto condensato di discorsi più volte reiterati da molti amici, parenti e conoscenti di sesso maschile, su cui mi sono trovata a riflettere.
        Ora tu puoi anche non condividere le conclusioni a cui sono arrivata, ti invito però a riflettere sulla realtà che una donna comune cresciuta a contatto con questi modelli maschili, a queste conclusioni arriva.
        Perché io non voglio convincerti che ho ragione, mi basterebbe sapere che ti interessa veramente capire come mai, noi figlie di uomini, donne di uomini, madri di uomini, a questo punto di diffidenza siamo arrivate nei confronti di questa cultura di uomini.

      • Stefano ha detto:

        “sono responsabile di quello che scrivo e non di quello che capisci.” perè il risultato della comunicazione è il messaggio che arriva, non il messaggio in partenza; quindi potresti anche averlo formulato male, a volte succede.
        Forse non ci capiamo sui termini : corteggiamento, dove altri suggeriscono seduzione… insomma il “provarci”… entrare in relazione.
        Prima di sposarti, qualcuno dovrà pur dirti, ciao, ti va di fare quattro chiacchiere? 😀
        E’ questo che io intendo come approccio, corteggiamento, seduzione, cercare di conoscersi, non quel ragionamento per cui io pago la cena ad una donna e lei ha il dovere morale di darmela.
        Io, parlando di corteggiamento, non intendo “sta roba qua”.
        Se poi ad alcuni maschi pare che andare a sesso a pagamento sià più conveniente, che dire… sarà difficile convincerli del contrario, ma ci si può provare.
        La frase ‘incriminata’ è questa : “Se hai bisogno di corteggiarla una donna, Emanuele, è perchè vuoi ottenere che lei faccia qualcosa per te, che è l’opposto dell’amore”
        come se alla donna non facesse piacere essere corteggiata (sedotta? affascinata?) o fare l’amore.
        Ma se la donna in questione va a letto con Emanuele, perchè magari è affascinante e le fa piacere, ognuno dei due fa una cosa per l’altro… e diventa condivisione
        Se non accetti questo, rischi di passare anche tu dalla parte maschilista che vede l’uomo cacciatore in cerca di sesso e la donna povera preda

      • Cinzia ha detto:

        Stefano che dirti, se non la pensiamo allo stesso modo non è perchè mi spiego male o non capisco o faccio citazioni troppo poco colte, ma perchè siamo diversi e viviamo le cose in modo differente. Tienilo presente quando incontri persone nuove, non dare per scontato che quello che va bene per te, vada bene per tutti.
        Quando sottolineo la differenza tra la conquista di una persona attraverso il corteggiamento come opposto all’accoglienza dell’altro nella nostra vita, voglio dire che nel primo caso voglio ottenere qualcosa da te: sesso, amore, attenzione, cura, matrimonio, ecc; nel secondo caso voglio conoscerti, condividermi, sperimentare, crescere, progettare.
        Nel primo caso se ti conquisto io ti ho (sei mio/a), nel secondo noi siamo (la nostra storia).
        Le due cose si autoescludono, perché rientrano in due categorie di pensiero opposte,
        quelle dell’avere o dell’essere.
        Non sei daccordo,? Pazienza, me ne farò una ragione.

      • Cinzia ha detto:

        PS= mi sono persa l’apostrofo del “d’accordo”
        😀

      • Stefano ha detto:

        @Cinzia infatti io l’ho detto, che probabilmente è solo una questione di terminologia. Io non do alla parola “corteggiamento” tutte le connotazioni negative che dai tu, magari sono io che sbaglio parola; corteggiamento per me vuol dire fare si che l’altra persona si accorga di noi , che esistiamo, e possa pensare di accoglierci … per una notte o per la vita, questo lo si vedrà poi…
        Come ti dicevo, l’accoglienza dell’altro non basta…. se io, uomo, mi metto li, e accolgo, non arriva nessuna donna 😀 per far si che la donna si interessi a me, devo attaccare bottone, parlare, chiedere di uscire …una parte attiva ci vuole; ed in questo tipo di società, tocca all’uomo, probabilmente a causa di un maschilismo imperante da secoli.
        Se ne potrebbe discutere a lungo, ma non vorrei fossimo già finiti off-topics

      • Cinzia ha detto:

        Eh noooo Stefano che non siamo per niente off topic, si parla di cultura dello stupro, ho sostenuto e continuo a sostenere che proprio qui è la genesi di questa cultura.
        Quando gli uomini esplicitano come assolutamente naturale il loro ruolo attivo nell’approcciare una donna, implicitamente la relegano ad uno passivo.
        La donna che si lascia conquistare si fa premio della bravura del maschio, che ha il controlo del cosa, come e quando, è una donna rassicurante e diciamocelo poco impegnativa.
        Non è per niente vero che se ti metti in una posizione di accoglienza non arriva nessuna:
        arrivano eccome, ma arrivano donne a loro volta attive, volitive, che ti scelgono, di cui non hai il controllo. Donne con cui corri il rischio di vedertele andar via, così come sono arrivate, di propria volontà: e per certi uomini sembra non esserci niente di più intollerabile. Perché, non è proprio sulla volontà delle donne, ma piuttosto sul mantenere la loro condizione di bisogno (passività) che si sono evoluti i rapporti uomo/donna degli ultimi millenni,,,
        Per me qui sta i vulnus della questione, finché ci sembrerà inevitabile dividere il mondo tra attivi e passivi e non si prenderà in considerazione la possibilità di iterattività tra le persone, lo stupro rimarra innazitutto l’atto estremo di un modus culturale di relazionarsi, di conservazione del proprio status di “attivo”.

      • Stefano ha detto:

        @Cinzia personalmente non penso che sia più o meno naturale, che sia l’uomo ad approcciare, ho solo constatato che al momento è così. Non ho particolari desideri di potere da soddisfare, e sono anche timido, per cui ti assicuro che mi piacerebbe molto che le donne si facessero avanti… ma non succede… perlomeno, non a me… che dire, non sarò abbastanza interessante ,affascinante.
        Ma anche parlando con altri uomini in confidenza, credimi, le donne che si fanno avanti sono rare.
        Conosco però anche uomini che non gradiscono che una donna approcci.
        Da una parte, credo che sia una posizione comoda… non devi fare nulla, ti metti li e aspetti che ti approccino… dall’altra, se la donna approccia, viene considerata troia, o comunque meno appetibile, e allora capisco che le passi la voglia di approcciare.

    • Paolo1984 ha detto:

      quando si parla di corteggiamento non è necessariamente sta roba qua che intendiamo (forse la intende emanuele)
      la seduzione poi è un gioco a due in cui nessuno è davvero passivo

      • IDA ha detto:

        Giusto Paolo..
        Seduzione, anche se l’etimologia “portare a se”, far fare una cosa a qualcuno che non vorrebbe fare, quindi originariamente ha una valenza negativa, come nel Marketing, ma nelle relazioni sentimentali acquista una valenza positiva, perché prevede il farsi affascinare, sedurre richiede un coinvolgimento attivo…. quindi soggetto/soggetto.
        Al contrario il corteggiamento è un metodo di conquista, una tecnica che ha un unico rapporto soggetto/oggetto. In sintesi i corteggiatori sono fastidiosi, i seduttori no! La differenza è minima ma è fondamentale..

  9. migraciontotal ha detto:

    Purtroppo non riesco mai a gustare il contenuto dei post tradotti dall’americano.
    Non perché la traduzione sia imprecisa ma perché lo stile mi manda in tilt.
    Alle mie orecchie suona come la filippica un predicatore invasato che cerca di manipolare i suoi ascoltatori. Scusa, ma non lo sopporto proprio.

    • Cinzia ha detto:

      Migraciontotal questa forma di scrittura si chiama “prosa poetica” ed molto amato all’estero, quasi per niente in Italia.
      Viene adoperata soprattutto quando serve un approccio “emotivo” alla narrazione, quando si vogliono di toccare le corde del patos, ed in effetti da questo punto di vista riempie quello spazio altrimenti vuoto, tra poesia pura e prosa descrittiva.
      Ripeto noi italiani amiamo poco questa forma, ma è forse la più efficace quando si devono trovare parole a marasmi di sentimenti ed emozioni.

      • migraciontotal ha detto:

        Grazie per avermi detto come si chiama questo tipo di prosa.
        Non è amata in tutto l’estero, per mia fortuna, almeno non in germania dove vivo.
        La trovo moltissimo nei testi in inglese-americano, purtroppo con me è efficace solo nel senso che dopo 2 righe smetto di leggere.

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