Chi sono i “papà separati”

Tratto da Michael Flood (2007), “Fathers’ Rights. The International Encyclopedia of Men and Masculinities, Ed. M. Flood, J.K. Gardiner, B. Pease, and K. Pringle. Taylor & Francis”

fonte: Fathers’Rights

L’espressione “papà separati” si riferisce a gruppi organizzati o reti di padri che agiscono a sostegno degli interessi collettivi dei padri, in particolare dei padri separati i cui figli non risiedono con loro. I “papà separati” (Fathers Rights, da adesso in poi ‘FR’) sono attivi in particolare nel fare pressioni per ottenere dei cambiamenti nel diritto di famiglia.
I FR sostengono che i padri siano privati ​​dei loro “diritti” e sottoposti a discriminazione sistematica in quanto uomini e in quanto padri, in un sistema sbilanciato verso le donne e dominato dalle femministe.

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Questi gruppi si sovrappongono ai gruppi per i diritti degli uomini ed entrambi rappresentano una reazione organizzata al femminismo.

Mentre altri gruppi promuovono il coinvolgimento dei padri nelle famiglie, il movimento dei FR si distingue per i suoi discorsi anti-femministi e perché propone gli uomini o i padri come vittime.

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Allo stesso tempo, la prospettiva dei FR gode di una diffusione trasversale a tutte le correnti politiche.

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I gruppi di FR sono emersi nella maggior parte dei paesi occidentali negli ultimi tre decenni (Collier e Sheldon 2006), nel contesto di profondi cambiamenti nelle relazioni fra i generi, nelle relazioni intime e familiari. Accade che gli uomini vivano separati dai loro figli biologici, la paternità spesso è vissuta al di fuori dal matrimonio, gli adulti hanno rapporti genitoriali con bambini che non sono biologicamente loro figli ed è in aumento il fenomeno dei padri single. Le definizioni culturali di paternità sono cambiate. Le nozioni di “cura” e di “padre altamente coinvolto” esercitano oggi una forte influenza sulla percezione popolare.

Tuttavia, la percezione della paternità è cambiata molto più velocemente rispetto alla condotta reale dei padri (Flood 2003).

Due esperienze spingono gli uomini ad entrare nei gruppi di FR. In primo luogo, molti uomini eterosessuali sperimentano notevoli difficoltà emotive sulla scia di separazione e divorzio. I FR sono caratterizzati da rabbia e risentimento verso le ex-partner e il “sistema”, e questi temi sono relativamente comuni tra gli uomini che hanno subito una separazione (Lehr e MacMillan , 2001).

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Mentre alcuni uomini reagiscono al divorzio facendo una priorità dei rapporti con i loro figli, altri rifiutano il coinvolgimento finanziario ed emotivo (Arendell 1995).

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In secondo luogo, i padri separati spesso sono insoddisfatti della loro mancanza di contatti con i loro figli. Mentre gli accordi in merito ai bambini si concludono nella maggioranza dei casi senza la necessità di un intervendo del tribunale, nel corso del tempo molti padri “non residenti” (che non vivono stabilmente con la prole) hanno rapporti sempre più radi con i loro figli.

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I gruppi di FR pretendono di agire per conto dei padri separati, ma spesso finiscono col soffocare i loro processi di guarigione, col vincolare il loro coinvolgimento genitoriale e col compromettere direttamente il benessere dei bambini stessi.

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Alcuni uomini trovano conforto e sostegno nei gruppi di FR. Tuttavia, molti gruppi offrono ai loro membri posizioni importanti solo sulla base del vittimismo che esprimono, incentrato sull’ostilità e la colpevolizzazione del sistema giuridico e delle loro ex-partner. Tali approcci conducono gli uomini a rimanere in uno stato d’animo caratterizzato da rabbia e ostilità.

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Sebbene molti degli uomini appartenenti ai gruppi di FR desiderino davvero un maggiore coinvolgimento nella vita dei loro figli, i sostenitori dei FR hanno fatto poco per promuovere il coinvolgimento positivo dei padri nella vita dei bambini, sia prima che dopo la separazione e il divorzio
.

Il movimento FR si concentra sul raggiungimento di una parità intesa come difesa dei “diritti” e dello “status” di padre, invece che della cura effettiva dei bambini (Rhoades 2000).
Nella loro retorica pubblica, nel corso degli anni ’90, i gruppi FR australiani avevano sottolineato le questioni dei “diritti” e della discriminazione, ma dai primi anni del ventunesimo secolo le loro strategie retoriche sono incentrate sulla necessità di una ‘parità genitoriale’, sostenendo che questo è ciò che è meglio per bambini. Tuttavia, essi continuano ad ignorare le reali divisioni di genere del lavoro domestico che sussistevano prima della separazione e non danno nessuna attenzione alle problematiche pratiche connesse alla cura condivisa dopo la separazione.

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Alcuni gruppi di FR sembrano più interessati a ristabilire l’autorità paterna e il potere decisionale sulla vita dei loro bambini e della ex-partner, piuttosto che ad un coinvolgimento reale nella vita dei loro figli (Stacey , 1998).

I gruppi di FR hanno sempre trascurato il principale ostacolo al coinvolgimento dei padri con i figli dopo la separazione, ovvero la loro mancanza di coinvolgimento prima della separazione (Flood 2003).

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I gruppi in Australia e negli Stati Uniti si sono concentrati sull’inserimento dell’affido condiviso dei figli o di residenza alternata obbligatori nel diritto di famiglia, ma la mancanza di una tale norma non è un ostacolo significativo al coinvolgimento degli uomini nella paternità dopo il divorzio. I genitori ai quali si applicherebbe una legge simile sono quelli meno in grado di impostare le modalità genitoriali condivise a causa del conflitto, della violenza, e della mancanza di risorse sociali e materiali.

I FR hanno tentato di forzare il contatto con i bambini, indipendentemente dai desideri dei bambini e indipendentemente dagli effetti potenzialmente negativi sul benessere dei bambini.

L’influenza dei FR ordini in materia di diritto di famiglia ha fatto sì che il contatto dei padri con i bambini sia privilegiato rispetto alla sicurezza dei bambini e i bambini si trovano ora ad affrontare genitori violenti.

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Raffigurando le donne come parassite, bugiarde e vendicative (Kaye e Tolmie 1998b), i  FR hanno inasprito il conflitto tra i genitori, con impatti negativi sul benessere dei bambini. Hanno lavorato per ridurre gli obblighi di padri non residenti nel fornire sostegno ai figli, lasciando i bambini e i genitori residenti con meno risorse finanziarie e materiali.

Allo stesso tempo, alcuni aspetti del sistema di mantenimento dei figli ha imposto sanzioni finanziarie ingiuste alcuni genitori non residenti.

I FR gruppi sono riusciti a diffondere molti miti: che le donne abitualmente producono false accuse di pedofilia o di violenza domestica per ottenere un vantaggio nei procedimenti di dicorzio, che arbitrariamente negano l’accesso ai loro ex partner ai figli, e che la violenza domestica non ha genere.

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Il movimento FR ha cercato di ridimensionare gli strumenti di protezione a disposizione delle vittime di violenza domestica e di tutelare i presunti colpevoli.

Bibliografia:

Arendell, T. (1995). Fathers and Divorce. London: Sage.
Collier, R. and Sheldon, S. (eds.) (2006) Fathers’ Rights Activism and Law Reform in Comparative Perspective. Oxford: Hart.
Flood, M. (2003) Fatherhood and Fatherlessness. Canberra: Australia Institute, Discussion Paper No. 59.
Flood, M. (2004). Backlash. In S. E. Rossi (Ed.), The Battle and Backlash Rage On (pp. 261-278). Philadelphia, PA: Xlibris.
Kaye, M., and J. Tolmie. (1998a). Fathers’ Rights Groups in Australia and Their Engagement With Issues of Family Law. Australian Journal of Family Law, 12(1): 19-67.
Kaye, M., and J. Tolmie. (1998b). Discoursing Dads. Melbourne University Law Review, 22: 162-194.
Lehr, R., and P. MacMillan (2001). The Psychological and Emotional Impact of Divorce. Families in Society, 82(4): 373-382.
Smart, C. (2004) Equal Shares. Critical Social Policy, 24(4): 484-503.

Sullo stesso argomento:

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Chi sono i “papà separati”

  1. Pingback: Premio australiana dell’anno a Rosie Batti, alla quale l’ex uccise il figlio | Blog delle donne

  2. Spasmo ha detto:

    E’ giusto il mantenimento dello stato d’animo di rabbia, ostilità e risentimento, qualora riconduca ad uno stato di equilibrio rispetto ad un sopruso subito, come nel caso dei movimenti FR. Anche quando ciò non conduce ad effetti reali, mantiene aperto il problema agli occhi della coscienza pubblica e privata, offrendo così una maggior garanzia per gli anni a venire. Non è condivisibile, sulla base dello screenshot citato, il termine “ignorare” relativamente alle reali divisioni di ruolo (o di genere) che sussistevano prima della separazione, dato che dal testo si evince proprio un’attenzione a quelle divisioni e alla loro ridefinizione. Di conseguenza non è condivisibile nemmeno il periodo in grassetto precedente.
    Accettabile l’espressione “reazione organizzata” con questa clausola: che si consideri tale reazione come un segno del progresso in termini di uguaglianza di genere, ovvero come di un movimento reazionario che, mettendo in evidenza alcuni punti critici, smacchi ed errori del movimento femminista, favorisca lo scopo comune dell’uguaglianza rallentando i tempi e perfezionando lo schema di crescita sociale nel dettaglio.

    Questo passaggio: [Raffigurando le donne come parassite, bugiarde e vendicative (Kaye e Tolmie 1998b), i FR hanno inasprito il conflitto tra i genitori, con impatti negativi sul benessere dei bambini. Hanno lavorato per ridurre gli obblighi di padri non residenti nel fornire sostegno ai figli, lasciando i bambini e i genitori residenti con meno risorse finanziarie e materiali.] è errato. I FR denunciano la presenza effettiva di casi di false accuse e ne propongono una spiegazione che nulla ha a che fare con il dipingere le donne come parassite, bugiarde e vendicative; ipotizzano e, in alcuni casi, provano, che alcuni meccanismi mediatici di sensibilizzazione alla violenza di genere ed alcuni eccessi legislativi possono indurre la magistratura a sottovalutare la ricerca delle prove di colpevolezza dell’imputato di sesso maschile. Questa accortezza invece di inasprire il conflitto tra i genitori ne garantisce uno svolgimento più regolare, meno dispendioso per uno dei due partner e più versatile.
    Perciò la conclusione è corretta solo in parte: nella misura in cui viene tutelato il presunto colpevole bisogna parlare di ridimensionamento degli strumenti di protezione a disposizione di una vittima soltanto presunta.

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