Care Iene…

Alcune osservazioni estratte dallo studio “Custody Evaluations When There Are Allegations of Domestic Violence: Practices, Beliefs, and Recommendations of Professional Evaluators (Michael S. Davis, Ph.D.; Chris S. O’Sullivan, Ph.D.; Kim Susser, JD; Hon. Marjory D. Fields, JD; 2011)

Le indagini ci dicono che dal 15 al 40% delle donne che hanno subito violenza durante una relazione continuano a subirla anche dopo la separazione. Tuttavia in alcuni casi l’abuso comincia con la separazione. Mahoney (1991) ha coniato l’espressione “separation assault” per descrivere il perdurare o l’insorgere di abusi fisici sul partner quando questi cerca di interrompere la relazione, nel corso della separazione o dopo il divorzio…

Un fattore di criticità nel pianificare un accordo post separazione è stabilire se un partner abusante desisterà dal comportamento violento una volta conclusa la relazione oppure, servendosi dei figli, non continuerà piuttosto ad abusare dell’altro genitore fisicamente e psicologicamente, per mezzo di minacce e stalking.

La necessità di proteggere il genitore vittima di violenza emerge con evidenza dagli studi sull’affido condiviso, nei casi in cui vi sia stata violenza oppure in caso di un alto livello di conflittualità.

Non è possibile prevedere con certezza se un soggetto violento desisterà o persisterà nel suo comportamento.

Ci sono comunque alcuni indicatori che si possono tenere in considerazione quando in gioco c’è la sicurezza del partner abusato o dei minori coinvolti, indicatori che permettono di prevedere se è più probabile che l’abusante persista nell’atteggiamento persecutorio.

Il primo fattore da considerare è sicuramente il comportamento tenuto in passato. Guardare alla storia del soggetto, al suo comportamento quando la relazione era in corso, è sicuramente il modo migliore per fare ipotesi sul futuro. Se durante la relazione sono stati perpetrati gravi abusi contro il partner, è probabile che sarà usata violenza anche sui minori; le ricerche in merito ci dicono che solo nel 7% dei casi in cui c’è stato abuso sul partner non ci sono abusi anche sui bambini. Diversi studi dimostrano che in una percentuale che va dal 40 al 60% concorrono violenza domestica e abusi su minore (Edleson, 1995; Herrenkohl, Sousa, Tajima, Herrenkohl, and Moylan, 2008; Saunders, 2003).

Anche in assenza di violenza fisica sui minori, il genitore colpevole di violenza domestica risulta autoritario e rigido, ossessionato dal controllo (Bancroft and Silverman, 2002; Stark, 2007): spesso è un genitore che impone regole senza spiegare le ragioni che le sottendono, che pretende obbedienza e non tollera obiezioni, che controlla i figli attraverso il biasimo ed altre punizioni emotive, che non incoraggia un rapporto basato sul “dare e avere”, su cui si fonda una sana genitorialità.

Ci sono anche fattori che permettono di valutare il rischio che il genitore violento torni ad aggredire il partner.

E’ importante ricordare che i momenti più pericolosi sono quelli che precedono e seguono la separazione. Il momento della rottura è quello più rischioso per la vittima di violenza domestica, perché la decisione di sottrarsi al controllo del partner abusante mette in discussione il potere che questi ritiene di aver acquisito. Molti omicidi hanno luogo proprio in questo momento critico.

Un altro fattore di rischio è la presenza di figli: le donne che hanno avuto figli da un partner violento sono 4 volte più a rischio delle donne senza figli.

Le donne con figli e le donne vittime di stalking da parte dell’ex partner sono quelle che più probabilmente subiranno dopo la separazione un escalation di aggressioni, sempre più violente.

Un indicatore importante del fatto che queste aggressioni possano diventare letali è l’uso di armi da parte del partner abusante: se la donna è stata minacciata o aggredita con una pistola o un’altra arma, è molto probabile che – se non adeguatamente protetta – sarà uccisa.

Altri campanelli d’allarme sono: se l’uomo ha violato un eventuale ordine restrittivo presdisposto dal Tribunale o se manifesta una gelosia ossessiva…

iene

“Ti ammazzo. Ti faccio bruciare la casa. Vengo lì e ti porto via il bambino”

Queste sono le minacce che riporta il servizio delle Iene sul “povero padre” che “ha perso” suo figlio (l’ha perso, come un mazzo di chiavi… era distratto, forse?).

Lo stesso padre che, quando il figlio era in casa con lui, dedicava parecchio tempo ad altre donne.

Lui si definisce “un padre difensivo e protettivo”.

Certo, è un gran bel modo di “difendere” il proprio figlio: minacciare di morte la madre,  terrorizzarla al punto da convincerla che la cosa giusta fosse far perdere le sue tracce.

Da LA VIOLENZA ASSISTITA: UN MALTRATTAMENTO “DIMENTICATO” – DATI EPIDEMIOLOGICI ED ANALISI DEL CONTESTO – Dott.ssa Nastinga Drei, Responsabile Progetto sostegno ai minori vittime di violenza assistita – Aprile 2008: “I bambini esposti a violenza domestica provano paura, terrore, confusione, impotenza e rabbia e vedono le figure di attaccamento da un lato terrorizzate e disperate, dall’altro pericolose e minacciose; questi bambini provano la pena di esistere poco perché non visti nella propria sofferenza dai genitori… nei bambini testimoni di violenze può essere presente il senso di colpa per il fatto di sentirsi privilegiati quando non vittimizzati direttamente, nello stesso tempo possono percepirsi come responsabili della violenza perché cattivi e sentirsi impotenti a modificare la situazione con conseguenti problemi appunto di depressione, ansia, vergogna, disperazione; i piccoli possono sviluppare comportamenti adultizzati d’accudimento verso uno o entrambi i genitori ed i fratelli e diventare protettori mettendo in atto a tal fine numerose strategie … le piccole vittime di violenza assistita apprendono che l’uso della violenza è normale nelle relazioni affettive (esse possono essere incoraggiate o costrette ad insultare o picchiare la madre ed i fratelli) e che l’espressione di pensieri, sentimenti, emozioni è pericolosa in quanto può scatenare violenza; in alcune ricerche si rileva una più alta incidenza negli adolescenti di comportamenti devianti e delinquenziali: la violenza assistita è considerata una delle cause delle fughe da casa, del bullismo, della violenza nei rapporti sentimentali tra adolescenti e dei comportamenti suicidiari… Senza un intervento finalizzato alla protezione fisica e psicologica ed alla cura degli effetti post-traumatici, i bambini possono avviarsi alla vita adulta con un bagaglio di problematiche comportamentali e psicologiche cronicizzate.”

Maltrattare il parter è una forma di abuso sul bambino.

Questo è un padre abusante, non un padre amorevole e protettivo.

Scopriamo nel corso della puntata che, dopo la nascita del bambino, quest’uomo era diventato violento, “spaccava tutto in casa”, e faceva uso di sostenze stupefacenti (“siamo stati sposati 6 anni” – racconta lei – “tre belli e tre brutti”).

A tale proposito, vi riporto uno dei questionari che servono a valutare le situazioni di richio, in caso di separazioni causate da violenza domestica:

Il questionario di valutazione del pericolo (di Jacquelyn Campbell, 2004)

1. Le violenze fisiche sono aumentate – nel numero o nella gravità – nell’ultimo anno?
    2. Lui possiede un’arma da fuoco?
    3. Lo hai mai lasciato nell’ultimo anno vissuto insieme?
    4. È disoccupato?
    5. Ha mai usato un’arma contro di te o ti ha mai minacciata con un’arma letale? In questo caso, era un’arma da fuoco?
    6. Ha minacciato di ucciderti?
    7. Ha evitato in passato un arresto per violenza domestica?
    8. Hai un figlio non suo?
    9. Ti hai mai forzata a fare sesso con lui?
    10. Ha mai tentato di strangolarti?
    11. Fa uso di sostanze stupefacenti illegali (anfetamine, metanfetamine, speed, fenciclidina, cocaina, crack)?
    12. È un alcolista o ha problemi con l’alcool?
    13. Controlla la maggior parte delle tue attività quotidiane? Per esempio, ti dice chi può esserti amico e chi no, quando puoi vedere la tua famiglia, quanto denaro puoi spendere o quando puoi prendere la macchina?
    14. È costantemente e violentemente geloso di te? Per esempio, ti dice cose come «se non posso averti io, non può averti nessuno»?
    15. Sei mai stata picchiata da lui quando eri incinta?
    16. Ha mai tentato di suicidarsi o minacciato di farlo?
    17. Ha mai minacciato di fare del male ai tuoi figli?
    18. Lo ritieni capace di ucciderti?
    19. Ti segue o ti spia, ti lascia messaggi di minacce, distrugge le tue cose o ti chiama quando tu non vuoi che ti chiami?
    20. Hai mai tentato di suicidarti o minacciato di farlo?

“Se tu mi lasci dò 300 euro ad un marocchino, che ti brucia la faccia, così tu non sarai né mia né di nessun altro”, questa una delle frasi del “papà distrutto”.

“Lo sai, dentro di te, che non potrai vietargli (al bambino) di vedere il padre”, risponde il conduttore, quando la donna racconta cosa ha passato.

Io leggo, tra le righe: non ha importanza quanto orribile sia stato il comportamento di questo padre, perché comunque il figlio è suo e ha tutto il diritto di reclamarlo. Se non accetti quello che ti proponiamo, ci penserà un Giudice italiano a farti cambiare idea.

Poi, ancora più crudele: lo sappiamo che hai paura, ma ricordati che un domani tuo figlio potrebbe rimproverarti per le tue scelte, potrebbe dirti “Chi sei tu per avermi negato mio padre?”

Insomma, mettere a rischio la propria vita, consegnarsi spontaneamente all’uomo che l’ha minacciata di morte, sarebbe il suo dovere di madre. Perché che madre è una che non è disposta a morire per il proprio figlio? Una madre che non mette in conto la propria morte non è una brava madre.

Lei obietta: “Lui poco tempo fa mi scriveva tutte queste minacce e adesso è cambiato?” (perché non è così facile accettare di affidarsi nuovamente al proprio aguzzino…)

“Tutti noi diciamo delle cose che non pensiamo”, risponde l’intervistatore. Ovvero: non esageriamo, non ti farà davvero del male.

Vorrei ricordarvi che pochi giorni fa il Presidente Napolitano ha accolto Lucia Annibali, che la faccia bruciata ce l’ha avuta davvero. In quell’occasione la Presidente della Camera ha commentato: “Se c`è violenza non c’è amore. Lucia è la testimonial più efficace di questo messaggio”.

Facendo leva sul senso di colpa ed ignorando il messaggio di Lucia Annibali, la Iena convince la donna a riaccogliere il marito nella sua vita.

Questo padre ricomincerà ad essere violento? Non possiamo saperlo. Non sappiamo neanche se si è disintossicato, se segue un programma di recupero dalla tossicodipendenza. Nessuno si è preoccupato di valutare il rischio che qualcosa di terribile possa succedere alla madre o al bambino.

Le Iene il problema non se lo pongono mai: siccome ha procreato, un padre è comunque un bravo padre e l’unica cosa veramente importante è aver tutelato il diritto di proprietà sul frutto dei suoi lombi.

Le Iene hanno svelato ad un uomo che aveva più volte minacciato di uccidere l’indirizzo di casa della donna minacciata. Di più: hanno creato le condizioni affinché quest’uomo vi entrasse, in quella casa.

“Come per magia… Come in una favola tutto torna quasi come prima” conclude la Iena.

Peccato che “prima” non ci fosse nessuna “favola”, ma solo violenza, minacce e paura. E io non ci trovo niente di “magico” nell’idea che tutto possa ricominiciare.

Le Iene, a parer mio, si sono assunte una tremenda responsabilità con questo servizio, senza avere le competenze per farlo. Un domani quel bambino potrebbe chiedere conto a loro: “Chi sei tu, per avermi riportato quell’uomo dentro casa?”.

Sulle Iene:

Le Iene normalizzano violenza e minacce

Le Iene sullo stupro: questa non informazione, è violenza

Ancora sulle Iene: la ragazza con la pistola

Le Iene e i poveri papà separati

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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47 risposte a Care Iene…

  1. IDA ha detto:

    Già il nome la dice lunga.Iene..Comunque si, non so se per ignoranza o superficialità, ma si sono presi una grossa responsabilità..

  2. andrea c ha detto:

    Nel video delle Iene non si fa cenno ad episodi di violenza fisica, ma “solo” ad abuso di droga, rapporti extraconiugali, comportamenti distruttivi nei confronti degli oggetti(“spaccava tutto in casa”) e minacce al momento della separazione.
    In base a cosa hai stabilito che sarebbe un “padre abusante” se da quel che si può dedurre dal servizio televisivo, non ha mai picchiato né la moglie, né il figlio?
    I tuoi mi sembrano solo pregiudizi!

    • Partiamo da alcuni concetti base.
      Alcune nozioni giuridiche (che evidentemente non lei possiede, come nenanche le Iene): art. 572, c.p., “Maltrattamenti in famiglia”
      Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da due a sei anni [c.p. 29, 31, 32]
      A tale proposito http://www.penalecontemporaneo.it/area/3-/15-/-/1634-la_cassazione_traccia_la_linea_di_confine_tra_il_reato_di_maltrattamenti_in_famiglia_e_quello_di_stalking/
      «il reato di maltrattamenti in famiglia configura una ipotesi di reato necessariamente abituale costituito da una serie di fatti, per lo più commissivi, ma anche OMISSIVI (N.B. omettere: non fare), i quali acquistano rilevanza penale per la loro reiterazione nel temporattasi di fatti singolarmente lesivi dell’integrità fisica o psichica del soggetto passivo, i quali non sempre, singolarmente considerati, configurano ipotesi di reato, ma valutati nel loro complesso devono integrare, per la configurabilità dei maltrattamenti, una condotta di sopraffazione sistematica e programmata tale da rendere la convivenza particolarmente dolorosa» (Sez. III, 16 maggio 2007 n. 22850)
      In sostanza, comportamenti abituali caratterizzati da una serie indeterminata di condotte assillanti e prevaricatrici, come quelle realizzate dall’imputato, configurano il reato di maltrattamenti; «tali condotte, costantemente ripetute, evidenziano l’esistenza di un programma criminoso diretto a ledere l’integrità morale della persona offesa, di cui i singoli episodi, da valutare unitariamente, costituiscono l’espressione ed in cui il dolo si configura come volontà comprendente il complesso dei fatti e coincidente con il fine di rendere disagevole e per quanto possibile penosa l’esistenza del coniuge» (Sez. VI, 28 dicembre 2010 n. 45547). Il dolo dei maltrattamenti in famiglia è, quindi: a) «generico, sicché non si richiede che il soggetto attivo sia animato da alcun fine di maltrattare la vittima, bastando la coscienza e la volontà di sottoporre la stessa alla propria condotta abitualmente offensiva» (Sez. VI, 22 ottobre 2010, n. 41142); b) «unitario, in quanto l’intenzione criminosa dell’agente si pone come elemento unificatore dei singoli atti vessatori» (Sez. VI, 7 ottobre 2010, n. 1417); «programmato, che si configura non solo nell’intenzione di sottoporre il soggetto passivo a una serie di sofferenze in modo continuo e abituale, ma anche nella sola consapevolezza dell’agente di persistere in un’attività vessatoria e prevaricatrice, già posta in essere altre volte, la quale riveli attraverso l’accettazione dei singoli episodi un’inclinazione della volontà a maltrattare una o più persone conviventi o sottoposte alla sua cura e custodia» (Sez. VI, 14 aprile 2011, n. 17049; Sez. VI, 10 gennaio 2012 n. 204).
      Non si parla solo di “botte”: più e più volte è specificato nell’articolo che ho linkato che sono da tenere in considerazione anche le “violenze morali”, volte a danneggiare l’integrità psichica del soggetto leso.
      La minaccia è un reato penale a sé stante (art.612): http://www.altalex.com/index.php?idnot=12447
      “Sia nel delitto di violenza privata che in quello di minaccia la tutela penale tende a garantire la libertà psichica dell’individuo nella sua volontaria esplicazione (Cass. Pen., sez. V, 84/165796);
      2) “…E’ sufficiente, invece, che il male prospettato sia idoneo a incutere timore nel soggetto passivo menomandone, per ciò solo, la sfera della libertà morale (Cass. Pen., sez. VI, 99/216321);
      3) “La fattispecie della minaccia é integrata…quando…sia dotato un comportamento univocamente idoneo ad ingenerare timore, sicché possa essere turbata la libertà psichica del soggetto passivo (Cass. Pen., sez. V, 84/167163);
      4) “Il delitto di minaccia é un reato formale di pericolo, per la cui integrazione non é richiesto che il bene tutelato sia realmente leso, bastando che il male prospettato possa incutere timore nel soggetto passivo menomandone la sfera della libertà morale” (Cass. Pen., sez. V, 98/11297).
      Per non parlare del passo che ho già citato a proposito della “violenza assistita”, che lei non ha letto.

      Possiamo argomentare se quest’uomo si è macchiato di stalking o maltrattamenti in famiglia, dunque, ma non possiamo negare che abbia minacciato: è colpevole di reati penali per sua stessa ammissione. Ma siccome è padre, allora tutto quello che ha fatto andrebbe dimenticato.
      All’interno della famiglia si tende a considerare legittimo quello che da un’altra persona non si tollererebbe… Questo che cosa ci dice della famiglia? Che invece di essere un luogo dove i suoi membri possono trovare calore, protezione e conforto, è invece il luogo dove il sopruso e la violenza non sono criminalizzati.

      • andrea c ha detto:

        Mettiamo da parte i cavilli legali, che finiscono per “appesantire” una questione che in realtà è molti più semplice:
        E’ GIUSTO CHE UN PADRE(O UNA MADRE) PERDA IL DIRITTO DI VEDERE UN FIGLIO(E CHE IL FIGLIO PERDA IL DIRITTO DI VEDERE IL PADRE O LA MADRE), SOLO PERCHE’ HA LITIGATO CON L’ALTRO GENITORE A CAUSA DELL’USO DI DROGA E DEL TRADIMENTO, E L’HA MINACCIATO VERBALMENTE(SENZA MAI CONCRETIZZARE LA MINACCIA) ALL’ATTO DELLA SEPARAZIONE?
        Secondo me NO, e considerarlo un genitore(padre o madre non fa differenza) abusante, è un processo alle intenzioni, per qualcosa che non è mai avvenuto(il padre del servizio delle Iene, da quel che possiamo apprendere dal video, non ha mai picchiato o abusato sessualmente il figlio!)

      • Ma certo, mettiamo da parte i cavilli legali. Allora “giusto” in che senso? Sulla base di cosa un genitore dovrebbe rivendicare dei diritti?
        La letteratura sull’argomento ci insegna – come dimostra lo studio che ho citato nel post – che un uomo violento peggiora nel tempo, non migliora. Che la separazione è occasione di repentine escalation di violenza, perché il soggetto disfunzionale perde il controllo sull’oggetto delle sue vessazioni. La casistica ci dice che alle minacce seguono spesso e volentieri i fatti. Fonti autorevoli (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/22/violenza-e-affidamento/) ci dicono che “E’ probabile che quei padri che hanno usato violenza sulle compagne adottino anche con i propri figli il medesimo comportamento abusante e le stesse tecniche di controllo psicologico.
        In molte di questa famiglie prima della separazioni i padri non erano attivamente coinvolti nella vita dei figli. Combattere per un coinvolgimento nella crescita dei bambini è per questi padri uno strumento per mantenere il controllo dopo la separazione… Studi recenti suggeriscono che proprio il partner abusante è quello più propenso, – rispetto ad un uomo non violento – a lottare per l’affidamento dei propri figli e può ottenerne la custodia tanto quanto la madre, se non con più facilità… Le ricerche ci dicono che un alto livello di conflittualità fra i genitori separati ostacola il normale sviluppo dei bambini. Alcuni ricercatori sostengono che è meglio, al fine di tutelare lo sviluppo di un bambino, limitare la frequentazione con il padre e scongiurare così pericoli per il bambino stesso e per la madre.”
        Le sue opinioni invece in cosa trovano il loro fondamento?

      • andrea c ha detto:

        ” è colpevole di reati penali per sua stessa ammissione”
        Fammi capire, secondo te chiunque commetta un reato penale, fosse anche un reato non violento, come lo stalking(lo stalking è un atteggiamento persecutorio che non implica violenza fisica), la diffamazione o l’evasione fiscale, merita di essere privato di qualsiasi diritto genitoriale? oppure questo vale solo per i padri, e non per le madri?

      • Io ritengo che le vittime di violenza abbiano tutto il diritto di essere tutelate. Qui si parla del diritto di questa donna di sentirsi al sicuro, di non essere esposta al rischio di essere uccisa. Un rischio concreto, giustificato dagli eventi che hanno preceduto il servizio e anche dalla reazione dell’uomo alla notizia che la ex partner ha una nuova relazione.
        Quello che lei sta dicendo è che il diritto di quest’uomo di essere padre è più importante del diritto di questa donna di rimanere in vita. Perché per molte “mature” mamme è così che va a finire: muoiono.
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/11/violenza-e-affidamento-ii-parte/
        Un genitore è quella persona che innanzi tutto ha dei doveri nei confronti dei figli, prima che dei diritti. I figli non sono proprietà da reclamare, ma esseri umani di cui prendersi cura. E quest’uomo ha dimostrato di avere scarse competenze genitoriali: perché maltrattare il partner è una forma di abuso sul minore.
        Io dico che le Iene hanno trattato il tema con estrema superficialità. Ho scritto e lo ribadisco che ci sono strumenti per valutare il rischio in casi come questo, strumenti che permettono di mettere al sicuro le persone concretamente in pericolo, e ignorarli può portare a gravi conseguenze.

  3. marina ha detto:

    Come dice giustamente il papà, la magistratura è inutile. Senza le Iene, l’unico modo di proteggere il figlio era quello che il povero papà pensava di fare.

  4. Adriano ha detto:

    Volessimo mai spezzarle le spirali violente, no eh? Bisogna pure andare in tv per alimentarli, poi che ce ne frega se tra 10 anni il ragazzino [ma l’età qual è? non la trovo da nessuna parte] sarà a sua volta violento?

    • Relapso ha detto:

      Le Iene sono diventate una cloaca a cielo aperto, in cui confluiscono cose di questo genere e via andare. E mi stupisce che qualcuno dia ragione al padre: d’altronde che sarà mai una minaccina di morte o due, cucciolino santo? La moglie aveva magari paura per la propria vita e per salute del.figlio perché siamo notoriamente isteriche. Avrà avuto le sue cose! Mi pare un giusto epilogo per lo spermatozoo vincente. Ma per favore…

  5. andrea c ha detto:

    “La letteratura sull’argomento ci insegna – come dimostra lo studio che ho citato nel post – che un uomo violento peggiora nel tempo, non migliora. Che la separazione è occasione di repentine escalation di violenza, perché il soggetto disfunzionale perde il controllo sull’oggetto delle sue vessazioni. La casistica ci dice che alle minacce seguono spesso e volentieri i fatti. Fonti autorevoli (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/22/violenza-e-affidamento/) ci dicono che “E’ probabile che quei padri che hanno usato violenza sulle compagne adottino anche con i propri figli il medesimo comportamento abusante e le stesse tecniche di controllo psicologico.”

    Questo è un vero e proprio processo alle intenzioni, e se proprio vogliamo impostare il discorso sulla materia giuridica, dovresti sapere che il processo alle intenzioni va contro i pilastri del nostro diritto penale, secondo cui si possono emettere sentenze solo sulla base di “elementi oggettivi”(in questo caso le minacce verbali e scritte) e non sulla base di previsioni del futuro!

    • La minaccia di morte è un elemento oggettivo: è un reato penale. Ed anche grave, perché in certi casi è procedibile d’ufficio e prevede la reclusione. L’uomo lo ha confessato in Tv. Più oggettivo di così…

      • andrea c ha detto:

        Appunto, ma la minaccia di morte si configura nel reato di stalking, e non nel “femminicidio”!
        Tu invece stai dicendo che quest’uomo(che probabilmente non ha mai picchiato né la moglie, né il figlio) ha sicuramente intenzione di ammazzare la moglie e picchiare il figlio, solo perché in un momento di rabbia ha scritto e pronunciato frasi minacciose.
        Se non è processo alle intenzioni questo…

      • La sua invece che cos’è? E’ la difesa ad oltranza di un soggetto che non vedo proprio come riesca a suscitare le sue simpatie… né tanto meno come possa essere considerato vittima di ingiustizia.

        E comunque: il diritto sancisce la superiorità dell’interesse del minore rispetto al diritto del genitore a rivendicare la genitorialità. Per questo motivo un genitore inadeguato può subire delle limitazioni a quelli che ritiene siano i suoi diritti, e non sta certo alle Iene determinare quale genitore non costituisce un pericolo per i suoi familiari. Il punto è che non sta ad un programma televisivo assumersi simili responsabilità. Quella donna se ne era andata e loro si sono adoperate per farle cambiare idea, senza prendere minimamente in considerazione le possibili (possibili, non inevitabili) conseguenze del loro comportamento.

  6. andrea c ha detto:

    “Quello che lei sta dicendo è che il diritto di quest’uomo di essere padre è più importante del diritto di questa donna di rimanere in vita.”

    No, quello che sto dicendo, è che per quanto ne sappiamo noi quest’uomo si è limitato a minacce verbali/scritte, e comportamenti distruttivi nei confronti degli oggetti, ma a meno che non ci siano state omissioni o tagli del servizio televisivo, non ha mai provocato lesioni fisiche né alla ex moglie, né al figlio. Quindi non ci sono motivi concreti per ritenere che quell’uomo sia intenzionato ad ammazzare la moglie da un momento all’altro!(le minacce verbali non sono sufficienti a fare di un uomo un potenziale serial killer)
    BASTA CON I PROCESSI ALLE INTENZIONI!

    “e anche dalla reazione dell’uomo alla notizia che la ex partner ha una nuova relazione”
    Quindi chiunque reagisce con insofferenza e gelosia alla notizia che l’ex ha un nuovo compagno( o una nuova compagna) deve essere considerato/ta un/una potenziale assassino/assassina?
    ripeto, BASTA CON I PROCESSI ALLE INTENZIONI

    La tua unica argomentazione è che secondo le tue previsioni, quell’uomo ammazzerà sicuramente l’ex moglie, o picchierà sicuramente sia la moglie che figlio, ma non puoi pretendere che tutto il mondo si basi sulle tue PREGIUDIZIEVOLI PREVISIONI

    • Nel servizio si parla di REATI, non di “intenzioni”. Reati rimasti impuniti. Si parla di una donna che è fuggita all’estero perché temeva per la sua vita. I timori della donna sono stati minimizzati e ignorati. Io non so se quell’uomo compirà altri atti criminosi, e non lo sanno neanche le Iene, e non lo sa neanche lei. Ma ci sono dei protocolli da seguire in questi casi, protocolli che mettono in sicurezza le vittime di violenza.

      • andrea c ha detto:

        Se i genitori riescono a mettersi d’accordo privatamente, non c’è nessun protocollo da seguire. In questo caso la madre era libera di scegliere, poteva benissimo rifiutare sia di incontrare l’ex marito, che di permettere un incontro tra l’ex marito e il figlio; Pelazza non le ha mica puntato una pistola alla tempia, ha solo avuto un ruolo di mediazione!
        Perciò non vedo per quale motivo qualcuno dovrebbe intromettersi, e sentenziare su libere scelte che riguardano altre persone. Secondo te una donna non può essere in grado di scegliere da sola? deve per forza essere guidata nelle sue scelte dagli assistenti sociali, o da un comitato di femministe?

      • Pelazza non è un mediatore. La convenzione di Instanbul ratificata dall’Italia l’anno scorso, mette nero su bianco il divieto della mediazione familiare in caso di violenza.

      • andrea c ha detto:

        Non credo che la convenzione di Istanbul vieti a privati cittadini di far incontrare una coppia separata per accordarsi privatamente e LIBERAMENTE(Pelazza non è un pubblico ufficiale e non aveva nessun potere coercitivo sulla madre) sugli incontri col figlio!
        La convenzione di Istambul pone dei limiti sulla mediazione in sede giuridica, ma non vieta a un’ex moglie vittima di stalking, di accordarsi privatamente con l’ex marito, per farlo incontrare col figlio

      • La signora non si è “accordata privatamente”, ma è stata vittima di un inganno. La Iena le ha chiesto un incontro omettendo di proposito che avrebbe condotto l’uomo con sé, dopo di che ha fatto pressione affinché accettasse un incontro. Ma soprattutto ha mentito sul fatto che la donna non aveva alcuna possibilità di impedire un riavvicinamento del padre col figlio: ogni donna – anche se madre – che lo reputi giusto può richiedere che le visite di un uomo violento siano impedite, limitate o sorvegliate, poi sta agli organi competenti deliberare in proposito. Le Iene, tra le altre cose, hanno fatto disinformazione: qualsiasi cittadino che ritiene di essere in pericolo ha tutto il diritto di mettersi al sicuro e mettere al sicuro i suoi cari; reiterate minacce di morte sono una comprensibile ragione per sentirsi in pericolo.
        Lei si sta arrampicando sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile.

      • andrea c ha detto:

        Poi uno può anche interrogarsi se questo genere di “mediazione televisiva” sia opportuna o meno, ma etichettare un uomo colpevole di minacce verbali, come “padre abusante”, ed ipotizzare future tragedie familiari, mi sembra eccessivo!

      • Non sono io che “etichetto”, la violenza assistita è un abuso.
        https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=12977&Tipo=Libro&titolo=La+violenza+assistita+intrafamiliare.+Percorsi+di+aiuto+per+bambini+che+vivono+in+famiglie+violente
        “Con l’espressione “violenza assistita” – traduzione dell’inglese witnessing violence – si indicano quegli atti di violenza (fisica, psicologica, sessuale ed economica) compiuti su figure affettive di riferimento, di cui il bambino può fare esperienza e di cui può patire successivamente gli effetti.
        Affrontando tutte le principali tematiche connesse al fenomeno e integrando riflessione teorica ed esperienza sul campo, il volume si propone di fornire conoscenze e strumenti utili agli operatori socio-psico-sanitari, educativi e giudiziari che operano nel settore della tutela minorile.
        Le analisi degli esperti mettono in luce che l’attenzione alle conseguenze traumatiche cui sono esposti i bambini non può essere considerata solo come un optional dell’intervento: la presentazione di casi clinici consente al lettore di verificare nel concreto le ricadute drammatiche dei gesti e degli stili familiari violenti a cui i piccoli, come semplici spettatori, assistono da una posizione di invisibilità, quindi senza difese e senza protezioni.”

  7. andrea c ha detto:

    “La sua invece che cos’è? E’ la difesa ad oltranza di un soggetto che non vedo proprio come riesca a suscitare le sue simpatie…”

    No, il tizio in questione nemmeno lo conosco, e non mi suscita nessuna particolare simpatia, la mia è solo la difesa di un principio che si chiama PRESUNZIONE D’INNOCENZA.
    Finché una persona non si dimostra concretamente pericolosa(e stabilire la pericolosità di una persona, spetterebbe alle autorità giudiziarie.Se quell’uomo è libero, evidentemente non ci sono i presupposti giuridici per ritenerlo un pericolo per l’incolumità dell’ex moglie e del figlio) non può essere considerata un “genitore abusante”(come lo definisce lei).

    Non sono i che mi baso su “simpatie”, ma è lei che sulla base di un’antipatia/pregiudizio verso i padri separati(scommetto che a sessi invertiti, lei non avrebbe scritto un post del genere. O magari avrebbe addirittura scritto il contrario, cioè un elogio alle IENE) ha deciso in maniera del tutto arbitraria che quell’uomo è concretamente un pericolo per l’ex moglie(anche se è un uomo libero, non ancora condannato per nessun reato di violenza), e che le IENE avrebbero messo deliberatamente a rischio di violenza/morte la donna e il bambino, senza aver fatto alcuna valutazione del caso(Io credo che prima di fare un servizio del genere si siano perlomeno informati sulla situazione penale del padre separato)

    • Io ho scritto che le Iene si sono assunte una responsabilità enorme senza possedere le competenze per farlo.
      Io non ho pregiudizi: difatti i miei commenti si basano su ciò che ho visto e ho sentito nel video, oltre che sulla base di documenti che ho citato e che i lettori possono eventulmente procurarsi e consultare.

  8. andrea c ha detto:

    “La signora non si è “accordata privatamente”, ma è stata vittima di un inganno”

    Questo lo pensi tu che sei imbevuta di pregiudizi e presunzione, tanto da reputare la donna del video una povera minorata ignorante(chi ti dice che lei non abbia consultato un avvocato all’atto della separazione, e che non sia a piena conoscenza di tutta la legislazione in materia?),incapace di comprendere la questione autonomamente, e decidere in maniera consapevole. Oltretutto se riguardi il video, al minuto 10:40 (scena nell’ascensore) Pelazza dice che lei ha accettato di vederlo in cambio della remissione delle denunce(evidentemente anche lei non s’era comportata in maniera perfettamente regolare), degli alimenti, e dell’accettazione che il figlio continui a vivere in Ucraina con lei. Insomma è stato un DO UT DES, un vero e proprio accordo tra privati, che ci sia stato un inganno è tutto da dimostrare!

    • Pre-giudizio significa “giudizio prematuro”, basato cioè su elementi insufficienti. Il mio giudizio su questo servizio delle Iene non è un pregiudizio perché io l’ho visto il servizio, ma non solo: conosco l’argomento, e lo dimostra il fatto che posso fornire una bibliografia in merito, e conosco l’argomento meglio di chi ha strutturato questo servizio televisivo.
      Il signor Pelazza ha mentito alla signora su diverse cose, dandole a intendere che la Giustizia italiana avrebbe deliberato contro di lei. E forse è vero, considerato che è successo molte volte e spesso con conseguenze gravi per le donne e i minori coinvolti.
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/10/10/il-familismo-amorale/
      Ciò non toglie che non è vero che una donna non può impedire ad un uomo violento di avvicinarsi al proprio figlio; anzi, una donna vittima di maltrattamenti e minacce DEVE allontanarsi da un uomo violento, per la sua incolumità e per proteggere i suoi figli.

      E’ ridicolo biasimare le donne che non denunciano i partner violenti, se poi la televisione lancia messaggi di questo genere: fallo entrare in casa, che la gente dice cose che non pensa…

      Il mio non è un pregiudizio, ma un giudizio: sulla base degli elementi a disposizione ho espresso la mia opinione.

      Non le piace? Non lo condivide? Non siamo obbligati ad andare d’accordo. Ma lei non può accusarmi di essere “presuntuosa” o “prevenuta”, soltanto perché non concordo con lei. Se nota, io non mi sono mai permessa di esprimere giudizi su di lei, pertanto la invito a discutere senza offendere.
      Tra l’altro, qualcuno potrebbe pensare che, essendo a corto di argomenti, non le rimane che screditare la mia persona…

      • andrea c ha detto:

        Il pregiudizio consiste nel presumere che Pelazza abbia detto solo ciò che si vede nel video(i servizi televisivi sono sempre tagliatissimi, probabilmente si Pelazza e la ragazza ucraina, si sono parlati per più di un’ora, ma col montaggio è stato tutto condensato in pochissimi minuti), e pure ciò che non si vede(come fai a dire con tanta certezza che Pelazza le avrebbe dato ad intendere che la giustizia italiana avrebbe deliberato contro di lei? nel video si dice solo che prima o poi le autorità italiane si sarebbero fatte vive per decidere in merito, ma non si dice affatto che la decisione sarebbe stata sicuramente contraria alla volontà della madre!). E soprattutto stai supponendo che la donna non fosse informata sulle leggi italiane, non avesse mai contattato un avvocato(se si trova in fase di separazione, è molto probabile che abbia già un avvocato che la segue!) e non fosse capace di riflettere in maniera razionale, e prendere una decisione libera e autonoma(nel video si vede che prende tempo per parlarne e pensarci insieme al sui nuovo compagno, non è che le hanno puntato una pistola alla tempia!).
        In poche parole la stai facendo passare come una minorata mentale!

      • Non sto facendo passare nessuno come un minorato mentale. Il mio post è contro le Iene, non certo contro la signora. Non spostiamo l’attenzione: sostenere che le Iene si sono comportate male non è la stessa cosa che dire che la donna è poco intelligente. Non c’entra proprio niente.
        Quello che sta facendo lei, con questi commenti, è di attribuirmi intenzioni che non ho mai espresso, allo scopo di screditarmi. Quello che ho scritto lo riscrivo: il modo di agire delle Iene è stato scorretto e irresponsabile. Pelazza ha detto alla signora, a proposito delle minacce: “tutti noi diciamo cose che non pensiamo”. Non è vero. Le gente di solito non minaccia di morte i propri simili.

        Se le Iene hanno fatto o detto qualcosa a telecamere spente non possiamo saperlo. Il mio è un commento al programma televisivo, quindi mi baso su ciò che ho visto e ho sentito. Lei, su cosa si basa? Sul fatto che probaibilmente, a telecamere spente, sono state dette cose che né lei né io abbiamo sentito?

        Che cosa vuole ottenere con questi commenti? Che si giunga alla conclusione che il servizio delle Iene era ben fatto e che Pelazza ha agito nel migliore interesse delle persone coinvolte?

        Beh, non è così. Le Iene con questo servizio hanno minimizzato i reati di maltrattamenti in famiglia e stalking, portando a casa di una donna che era scappata l’uomo dal quale era fuggita, facendole capire che i suoi timori erano esagerati. Voglio che sia chiaro per tutte le donne le leggono che questo non si fa, che un quisque de populo che non ha la competenza né l’autorità per farlo non dovrebbe permettersi neanche di pensarlo, alla luce del numero di femminicidi che si consumano in questo paese.
        http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2014/03/16/Uccide-moglie-martellate-davanti-figli_10239588.html

        Lei non è d’accordo? L’abbiamo capito.

      • Andrea, visto che difendi in maniera così accalorata quell’uomo, che per te NON è grave che abbia tradito più volte la donna (e questo non c’entra niente come genitore, ma se tradisci per sport, non è che tu sia proprio una persona affidabilissima…), che abbia fatto (o fa ancora) uso di droghe e/o alcool, che abbia assunto comportamenti violenti in passato (non è un comportamento violento SOLO quello di picchiare una persona, ma anche utilizzare il proprio fisico imponente o comunque più “grosso” rispetto all’altr*, per ridurl* in silenzio in un angolo, spaccare tutto appena si viene contraddetti o perchè ti gira male, magari perchè la droga non ha fatto effetto come avrebbe dovuto o hai bevuto troppo. Puoi essere violento fisicamente pur non mettendo un dito addosso all’altra persona, se adotti i comportamenti sopra citati), devo dedurre due cose 1) tu sei la persona del servizio delle Iene, che si nasconde dietro uno pseudonimo e si sta giustificando 2) anche tu hai assunto certi tipi di comportamenti e ai tuoi occhi non sono comportamenti violenti; magari hai anche stalkerizzato una persona in passato. Se io fossi un uomo, ci penserei due volte prima di difendere l’indifendibile. Ma non essendo un uomo…

      • andrea c ha detto:

        “Il mio è un commento al programma televisivo, quindi mi baso su ciò che ho visto e ho sentito. Lei, su cosa si basa?”
        Ma non è vero, lei inventa cose che in quel servizio non sono mai state dette!
        Ma visto che parlare con lei, è come parlare con un muro(non cambia opinione nemmeno di fronte all’evidenza), direi che possiamo chiuderla qui
        Saluti!

      • Mi spiace che non sia riuscito a farmi cambiare opinione. Forse non aveva argomenti abbastanza validi, perché a me sembra di essere una persona ragionevole. E comunque, per la cronaca: c’è il link al video. Chi legge può andare a controllare che non ho inventato proprio nulla.

      • andrea c ha detto:

        “Non sto facendo passare nessuno come un minorato mentale. Il mio post è contro le Iene, non certo contro la signora. Non spostiamo l’attenzione: sostenere che le Iene si sono comportate male non è la stessa cosa che dire che la donna è poco intelligente. Non c’entra proprio niente.”
        No, lei ha detto che Pelazza avrebbe ingannato la donna (supposizione sua, visto che nel servizio Pelazza si limita a ricordare che la decisione finale sul futuro del figlio spetta al tribunale. Cosa vera e innegabile!) e che quindi la donna non avrebbe scelto liberamente ma si sarebbe fatta raggirare dalle parole del Pelazza.
        Una persona incapace di difendersi dalle parole di un conduttore televisivo, e non in grado di prendere una decisione consapevole e libera, è un minus habens!

      • Qui se c’è una persona che sta insultando la signora è lei. Ma come si permette?

        Stiamo parlando di una donna che esce da sei anni di matrimonio con un uomo molto più grande di lei che ha conosciuto a soli 16 anni. Una donna vittima di minacce che – lo racconta lei – ha subito 3 terribili anni di convivenza con quest’uomo. E’ stata tradita, umiliata e terrorizzata. Era spaventata ta al punto da cercare di sparire e rendersi irrintracciabile all’estero.
        Le Iene sono andate a cercarla e le hanno portato l’uomo che l’aveva minacciata di morte a pochi passi, mettendola nella condizione di scoprirlo davanti ad una telecamera. Pelazza ha cercato di farla sentire in colpa dicendo che in un futuro il figlio la avrebbe accusata di averlo privato del suo papà.

        Questo è quello che ho visto io. E se ci sono delle persone da biasimare sono le Iene, non una donna messa in una situazione a dir poco assurda. Quella che è da biasimare è la cultura che pervade questo paese, che considera una povera vittima un uomo che si è comportato come quel padre ha ammesso candidamente di essersi comportato.

        Quali che siano state le reazioni della donna, non le danno in ogni caso il diritto di esprimere giudizi sul suo conto.

      • andrea c ha detto:

        Infatti io non ho espresso nessun giudizio negativo sul conto della donna, è lei che indirettamente la giudica incapace di intendere e di volere. Io invece penso che nell’accettare l’accordo con l’ex marito( ti faccio vedere il bambino, se ritiri le denunce, paghi gli alimenti e ti comporti in maniera civile) abbia fatto una scelta LIBERA E CONSAPEVOLE. L’incapacità di intendere e di volere, che lei velatamente insinua, è tutta da dimostrare!

      • “Indirettamente” io non ho espresso un bel niente. A meno che non si voglia postulare che tutte le persone che vengono ingannate sono deficienti o incapaci di intendere e volere. Io non lo penso affatto. Anche le persone capaci, intelligenti e nel pieno delle loro facoltà mentali possono essere raggirate.

        Non si nasconda dietro un finto “rispetto” per le donne.

  9. IDA ha detto:

    Non voglio fare processi all’intenzioni, anche perché non mi piacciono i processi nemmeno nelle aule di giustizia, ma non mi piace normalizzare comportamenti che non sono normali. Le minacce di morte verbali o scritte, non è una cosa normale. Certo questo non vuol dire che uno è un’ assassino, ma non esclude nemmeno che possa dar seguito alla minaccia. Penalmente, lui è sempre innocente fino a che non è troppo tardi, cioè fino a che non l’ha ammazzata.. quindi bisogna porsi un’altra domanda, la paura di lei è fondata o no? Certo la paura è un processo all’intenzioni, perché hai paura di un qualcosa che ancora non è avvenuto, ma che potrebbe verificarsi. . In un commento, Andrea dice:” non ha mai provocato lesioni fisiche né alla ex moglie, né al figlio.” Questo non sminuisce le minacce che lui ha fatto, ma soprattutto non rende inconsistente la paura di lei..perchè non è normale in un rapporto fare minacce così pesanti nei confronti di un coniuge.. Qualcuno ha detto, povero padre, io al contrario sostengo povera madre, poveri figli, che per essere creduti devono morire.. poi perché la volontà di lui deve essere più importante di quella di lei.. perché lui non ha precedenti penali? Ma questo è ininfluente, perché sappiamo benissimo che i responsabili di omicidi della propria compagna e figli, sono gran parte “buoni padri di famiglia” persone incensurate..
    La trasmissione televisiva, ha emesso una sentenza, dice che lui è una vittima della cattiveria immotivata della madre del proprio figlio.. e che minacciare di morte il partner è una cosa normale che capita in tutte le famiglie.. ma non è così.
    Io mi sono separata da tre anni, ma nessuno di noi ha mai minacciato l’altro di morte.. dei venti punti del questionario ricordato nel post, nemmeno uno ha mai fatto parte del nostro rapporto, eppure ci siamo “odiati”, offesi, fatti i dispetti, al tal punto che io ora non mi ci riconosco, e non riconosco lui, e questo non credo che sia un’eccezione, ma spero, mi auguro che sia nella maggioranza dei casi nei rapporti tra persone e nei casi di separazione. Se uno mi viene a dire, che il mio ex compagno ha tirato uno schiaffo alla sua nuova compagna, io non ci crederò .. In 23 anni che sono stata con lui, non ho mai avuto paura, sia per la mia incolumità che per quella dei figli..
    Ma noi siamo adulti, abbiamo la possibilità di scegliere, i bambini no, subiranno comunque sempre le nostre scelte e la madre in questo caso ha fatto una scelta, di andare via con il figlio, di allontanarlo da lui, forse ha sbagliato, forse no, difficile da saperlo e da verificare.. ma il comportamento del padre non mi sembra esemplare, se la madre ha fatto una scelta, forse sbagliata, ma l’ha fatta pensando al bambino, e forse anche a se stessa, quella del padre ha fatto scelte unicamente egoistiche, la prima, la più imperdonabile, pur non essendo un reato penale, è stato quello di aver soddisfatto il proprio narcisismo, chiamando una trasmissione televisiva, disinteressandosi del bene del minore. Si dovrebbe anche aggiungere; contro la volontà della madre, ma si sa l’opinione delle donne non contano nulla.. in più mi chiedo, questi signori, sono sempre poveri padri. Dopo! Prima no! Prima sono sempre assenti come padri, poi quando i figli sono lontani, allora diventano padri amorevoli. Bisognosi dell’amore del figlio, senza chiedersi se il figlio ha altrettanto bisogno di loro.. Mi viene a mente Jannacci, se me lo dicevi prima! Prima quando? Prima no!

  10. Cinzia ha detto:

    Caro Andrea sono separata da dodici anni. Il mio ex marito ed io abbiamo un figlio che non ha mai assistito ad un litigio, per quanto siano avvenuti, che non è mai stato strumentalizzato da nessuno dei due per fare pressioni sull’altro. Pressioni che ci sono state, ma non a discapito suo. Il nostro ragazzo non ha mai dovuto ascoltare opinioni di sprezzo sul ruolo di uno e l’altro dei suoi genitori, e lo sa perché caro Andrea ? Perché il padre di mio figlio è una brava persona.
    Non basta sa non aver commesso “reati” per essere brave persone: bisogna essere capaci di provare rispetto e responsabilità nei confronti di chi è affidato alle nostre cure. Il mio ex marito è un bravo padre perché è consapevole di averi doveri nei confronti di nostro figlio, prima che diritti. Lui non si droga e non beve, non aggredisce verbalmente, né insulta, né intimorisce nessuno Lui dedica tempo ed energie al proprio compito di genitore, non ha mai fatto mancare il suo sostegno morale e materiale a nostro figlio, ha sempre riconosciuto il mio compito di madre e ha sempre condiviso le decisioni importanti con me.
    Ora caro Andrea, ognuno ha diritto di avere la propria opinione personale e lei ha espresso la sua, con premura e puntigliosità, ma a costo di sembrarle una bacchettona le dico che il solo fatto di sottrarre benessere economico alla propria famiglia dilapidando denaro nell’uso di sostanze stupefacenti, non è da bravo padre. Assumere droga mette una persona in contatto con spacciatori che sono delinquenti e un bravo padre non frequenta la malavita.
    Assumere sostanze stupefacenti altera le normali capacità umane: lei salirebbe sull’autobus guidato da chi ha assunto sostanze? L’idea di un bambino affidato ad una persona sotto l’effetto di stupefacenti non la turba? Lei ha mai assistito durante l’infanzia a scene domestiche di furia distruttiva da parte di uno dei suoi genitori? Ha mai sentito uno dei suoi genitori minacciare di morte l’altro? IO sì e le chiedo, ha idea di cosa prova un bambino di fronte a questo?
    Si sente in pericolo di vita, perchè i bambini credono ai genitori e se tuo padre dice che può ammazzare tua madre tu gli credi … e credi anche che chi è capace di ammazzare tua madre possa non avere problemi ad ammazzare te. Le sembra Andrea che un bambino debba crescere così?
    Bhe! Io ancora non perdono a mia madre di non avermi “difesa” da questa vita e apprezzo e stimo il mio ex marito per essere un gran padre e una brava persona … mai ho pensato di allontanarlo da nostro figlio e sa perché? Perché nessuna donna si allontanerebbe mai dal miglior alleato che ha nel crescere il proprio figlio.

    • andrea c ha detto:

      “L’idea di un bambino affidato ad una persona sotto l’effetto di stupefacenti non la turba? ”
      Ma non l’hanno affidato al padre, gli hanno solo permesso di incontrarlo in un ambiente controllato, ma il bambino(a meno che il tribunale non dovesse decidere diversamente) rimarrà con la madre.
      Secondo lei una persona che fa uso (o ha fatto uso) di stupefacenti, o si è macchiato del reato di stalking, deve perdere PER SEMPRE il diritto a incontrare( non si tratta di affidamento, ma di possibilità di vederlo regolarmente e passarci un po’ di tempo insieme)? togliamo i figli a tutti quelli che non hanno la fedina penale perfettamente pulita e sono dipendi da sostanze psicotrope? se poi per ” droghe” includiamo anche l’alcol e gli psicofarmaci, dovremmo togliere i figli a un sacco di gente, non solo a padri, ma anche a tante madri!

      • Qui non si sta discutendo di cosa spetta ad un ipotetico padre, ma ciò che spetta alle Iene e cosa non spetta alle Iene. Ma sopratuttto, quello che si contesta, è la retorica di certi programmi TV, che presentano come povere vittime chi ha ben pochi diritti di reclamare lo status di “povero papà”.

      • andrea c ha detto:

        Stavo rispondendo a Cinzia, che evidentemente contesta anche altre cose.
        Quanto al resto, tutti hanno diritto di auto-definirsi povere vittime(anche le femministe lo fanno spesso), così come noi abbiamo tutto il diritto di non credergli!

      • No, mi spiace: le femministe non lo fanno. Anzi, a volte rifiutano il termine a favore di “sopravvissute”, proprio per non essere confuse con chi piagnucola a sproposito.
        Le vittime, da dizionario, sono coloro che soccombono all’altrui inganno e prepotenza, subendo una sopraffazione, un danno, o venendo comunque perseguitati e oppressi. Pertanto, chi minaccia e usa violenza contro qualcuno e subisce per questo la reazione della persona che ha aggredito, non è una povera vittima da compatire.

      • andrea c ha detto:

        Ma nessuno ha mai detto che sarebbe una povera vittima, nemmeno le Iene, che si sono solo limitate a raccontare una storia, e permettergli un incontro col figlio.
        Per concludere ti faccio notare che anni fa Pelazza ha realizzato un servizio molto simile, ma a sessi invertiti:
        http://www.iene.mediaset.it/puntate/2011/11/09/pelazza-una-bambina-rapita_6861.shtml

        Questo dimostra che non c’è sessismo, ma solo la volontà di raccontare storie personali e familiari che piacciono a un certo pubblico

      • Solo il titolo: “Un padre alla ricerca di suo figlio”. Sottotitolo: “Un uomo che ha perso tutto e vuole riconquistare suo figlio”. Degno di De Amicis: sembra il prologo di “Dagli Appennini alle Ande”.
        Peccato che quest’uomo abbia avuto un ruolo attivo nel “perdere” la sua famiglia: e quello che quest’uomo ha fatto è stato minimizzato dalle Iene. Nonostante l’uomo stesso ammetta le sue colpe, il tutto è trattato con un benevolo sorriso.
        Le storie possono essere raccontate in tanti modi. Questa è stata raccontata dal punto di vista di un uomo maschilista, che ritiene che un padre, qualsiasi sia stato il suo comportamento (non importa quanto violento), abbia tutto il diritto di essere perdonato e riaccolto.

        Guarda caso, comunque, nel caso in cui si trattava di riavvicinare la mamma alla bambina, non si sono permessi di portare la donna in Tunisia senza che l’uomo lo sapesse, cercando di forzare un incontro mettendolo di fronte al fatto compiuto, come hanno fatto nel video che contesto.
        Non hanno dato alcun peso né alle accuse dell’interprete, che ha raccontato di essere stato aggredito, né tanto meno alle accuse dell’uomo, che ha contestato alla madre incuria nei confronti della figlia e frequentazioni ambigue e pericolose per la bambina: tutte cose molto gravi, che in una causa per l’affido di un minore andrebbero accuratamente verificate. Anche in questo caso, le Iene peccano di grande superficialità nel trattare un tema delicato come la tutela dei minori.

        Il punto non è se un bambino debba stare con la mamma, il papà o con entrambi. Il punto è che il bambino deve essere accudito con perizia e delle essere al sicuro. Spesso le “conflittualità” fra genitori nascondono problematiche serie come tossicodipendanze, dipendenza dall’alcol o violenza domestica, e tutto questo non può essere liquidato con un “facciamo la pace e veniamoci incontro”. Il bambino non è una proprietà da spartire fra i due contendenti, è una persona con dei diritti propri, con dei bisogni specifici. Ma di questo ho già parlato: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/01/16/la-legge-della-giungla/

  11. Cinzia ha detto:

    Caro Andrea l’acoolismo in questo paese non è un reato, eppure da figlia di un alcoolista avrei voluto che qualcuno mi sottraesse alle furie etiliche di mio padre. Nessuno l’ha mai fatto perché in questa cultura la reputazione di un adulto problematico vale molto, molto di più del terrore e del dolore di un bambino. Me lo dimostra pure lei che nei suoi commenti ,continua a stracciarsi le vesti per difender una figura genitoriale (se fosse stata madre era deprecabile in egual misura) a dir la verità abbastanza ripugnante, per il fatto stesso di aver usato il sensonalismo di una trasmissione di intrattenimento per poter manipolare la storia da un punto di vista privilegiato; e non si chiede mai come si potrebbe sentire il bambino che si ritrova di fronte una persona che non ha saputo essere rassicurante.
    Per quanto riguarda ex tossico/ farmaco dipendent ied etilisti, non ritengo che a nessuno debba essere tolta per sempre la possibilità di riscatto. Se mio padre avesse avuto la forza di fare un percorso di disintossicazione per il nostro bene (non sono figlia unica) nessuno, più di noi figli sarebbe stato pronto a riconoscergli il valore di quel gesto. Ma caro Andrea un percorso di presa di consapevolezza ci deve essere; la prova tangibile del percorso di disintossicazione, di cambio di vita, di ravvedimento ci devono essere. Purtroppo il “si é vero ho fatto quanche errorino, ma prometto che non lo faccio più” sono più le scuse momentanee di chi crede di aver commesso una marachella, piuttosto che la crescita e la maturazione di una persona.
    Perché questi comportamenti non sono stupidaggini di gioventù, ma fatti gravi ( ed è ora di tornare a chiamare le cose col loro nome)
    Le storie di morti in famiglia sono piene di “ti prometto che non lo farò più” finiti nel sangue;
    e sa cosa le dico caro Andrea, per rispetto di tutti i figli, e anche di tutti i bravi genitori (madri e padri) che ogni giorno eroicamente in silenzio si assumono le proprie responsabilitàe fanno il proprio dovere, le dico che sì, essere genitore uno se lo deve meritare, deve dimostrare che è all’altezza del compito, se sbaglia deve pagare e riscattarsi, perché è un diritto dei bambini crescere sereni e sicuri… e chi non è in grado di garantire questo deve essere allontanato fino a quando non si è ravveduto. Perché drogarsi non è da bravo genitore, fare abuso di alcool non è da persona responsabile, dilapidare benessere ed energie in dipedenze non è da persone coscienti delle resposabilità che comporta essere genitore
    Provi Andrea a mettersi solo per un attimo nei panni di un bambino, esca dall’ombelico in cui noi adulti spesso cadiamo e guardi il mondo con gli occhi un bambino e solo dopo si chieda cosa le pare giusto ?? Perché questo è il primo passo del genitore responsabile.
    Tutto il resto è fuffa..
    La saluto Andrea facendole dono di questa piccola variazione artistica sul tema 😀

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