Fighting the neurotrash

Da Men and women do not have different brains, claims neuroscientist

homer_simpson_brain

L’idea che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, con il cervello maschile e femminile programmati in modo diverso, è un mito che non ha alcun fondamento nella scienza.

La neuroscienziata Prof. Gina Rippon, della Aston University, Birmingham, spiega che le differenze di genere emergono esclusivamente a causa di fattori ambientali e non sono innate.

Recenti studi hanno suggerito che i cervelli femminili prediligono le abilità sociali, la memoria e il multi-tasking, mentre negli uomini prevalgono la percezione e il movimento coordinato.

Tuttavia, nel corso della Giornata Internazionale della Donna, la prof. Rippon sosterrà che ogni differenza nall’attività cerebrale sopraggiunge a causa dello stillicidio di stereotipi di genere.

“Il concetto di base è che sostenere che ci sono differenze nel cervello maschile e femminile non è vero. Ci sono prove abbastanza convincenti che le differenze sono minuscole e sono il risultato dell’ambiente, non della biologia ha detto la prof. Rippon.

“Non si può prendere un cervello e dire ‘questo è un cervello femminile, o questo è un cervello maschile’ come non è possibile con uno scheletro. Hanno lo stesso aspetto.”

La prof. Rippon cita studi recenti che hanno mostrato il cervello dei tassisti neri di Londra fisicamente modificati dopo aver acquisito una conoscenza enciclopedica delle strade della capitale.

Ritiene che le differenze nei cervelli maschili e femminili siano dovute a stimoli culturali simili. Il cervello di una donna può quindi diventare più versato per il multi-tasking semplicemente perché la società si aspetta questo da lei e così lei usa quella parte del suo cervello più spesso. Il cervello si modifica allo stesso modo in cui un muscolo diventa più grande con un uso supplementare.

“Ciò che spesso non viene detto è che il cervello è plastico e permeabile. Si modifica nel corso della vita.”

“Il mondo è pieno di atteggiamenti stereotipati e pregiudizi inconsci. E’ un continuo stillicidio di stereotipi di genere.”

La prof. Rippon ritiene che le differenze di genere appaiono presto nelle società occidentali perché sono causate da stereotipi tradizionali su come i ragazzi e le ragazze dovrebbero comportarsi e con quali i giocattoli dovrebbero giocare.

Condizionare il modo in cui i bambini giocano – dando bambole alle ragazze e automobili ai ragazzi – potrebbe modificare il modo in cui i loro cervelli si sviluppano nel tempo.

“Penso che le differenze di genere nei giocattoli siano una brutta cosa. Un sacco di gente dice che è una sciocchezza. Dicono che alle ragazze piace essere principesse. Ma queste cose sono pervasive in un cervello in via di sviluppo e ne soffocano il potenziale.”

“Spesso i giocattoli da maschi sono molto più mirati alla formazione, mentre quelli per le ragazze educano alla cura. E ‘ l’invio di un messaggio che dice loro quello che ci si aspetta per il futuro.”

All’inizio di quest’anno la ministra Jenny Willott ha detto che le donne vengono costrette a professioni pagate meno a causa degli stereotipi di genere, instillati quando sono bambine.

Le ragazze sono spesso indirizzate al ruolo di cura, perché i giocattoli a loro destinati le spingono a questo, ha affermato. Ciò ha portato a una gran quantità di donne nella categoria degli  infermieri – mentre gli uomini prevalgono tra ingegneri e fisici.

Debenhams ha smesso di produrre un’etichettatura di genere nei giocattoli – Mark e Spencer ha reso il suo marchio di giocattoli più “neutro” rispetto al genere.

Megan Perryman, che ha co-fondato Let Toys Be Toys, una campagna contro gli stereotipi di genere, ha dichiarato: “Nella nostra esperienza, i bambini si divertono con una vasta gamma di giocattoli ed è importante che siano incoraggiati a giocare con tutto ciò che li interessa.”

“Raccontare i ragazzi a non giocare a prendersi cura dei bambolotti, o alle ragazze di evitare giocattoli che coinvolgono la scienza o l’attività fisica, può solo servire a limitare il loro potenziale.”

“I bambini imparano queste ‘regole’ su cosa fa un ragazzo o una ragazza in età molto precoce, attraverso il marketing, i media e chi li circonda. Può essere sconvolgente per il bambino scoprire che i suoi interessi non sono conformi alle aspettative del mondo circostante e può impedirgli di essere la persona che realmente è.”

Bambini e aspettative:

Aspettative

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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27 risposte a Fighting the neurotrash

  1. Io sono sempre stata brava in matematica e logica, so orientarmi benissimo, ma non sono molto abile socialmente (anche se sono empatica). Eppure sono una donna, Come mai? Semplice: i miei genitori non si sono mai aspettati da me che diventassi una brava moglie e madre, nè mio padre mi chiamava “princy de papà”. Giocavo sia con le bambole, che con il pongo, che con le macchinine. Mio fratello amava gli orsacchiotti e i peluche più di me. E così altre persone che ho conosciuto. Invece, mie amiche che son cresciute con la convinzioni di dover diventare brave casalinghe, mogli e madri, adesso vivono come massima aspirazione il tenere casa pulita, l’avere un figlio al più presto, il mantenersi in forma e non gli interessa nulla del lavoro, sia di trovarlo, che di mantenerlo “tanto ci pensa(erà) mio marito”. L’educazione fa tantissimo, l’ambiente anche.

  2. winola ha detto:

    Ho una perplessità.
    Cito: “Non si può prendere un cervello e dire ‘questo è un cervello femminile, o questo è un cervello maschile’ come non è possibile con uno scheletro. Hanno lo stesso aspetto.” mi suona strano. Differenze fisologiche nello scheletro ci sono, come ad esempio le ossa del bacino durante la pubertà si differenziano per permettere alle donne il parto (ci sono anche altre differenze , ma la questione si fa complessa perché alcune si sono evolute per via della differenziazione nei ruoli di genere, quindi ho scelto questo esempio che è dovuto solamente alla biologia). Qui si parla di soggetti adulti o di differenza alla nascita? Io propendo per la seconda ipotesi, dato che una neuroscienzata di certo conosce come si sviluppa il corpo umano essendo un medico, ma nell’articolo che hai tradotto non è riportato.
    Fermo restando che questo è un dettaglio, una mia personale curiosità, e che non va ad inficiare la validità del resto dell’articolo che condivido in pieno.

    • Le Dott.ssa Rippon non nega le differenze riscontrate fra i cervelli maschili e quelli femminili: solo sostiene che sono differenze minime, riscontrabili solo ad esami accurati, e causate dagli stimoli ambientali: non sono differenze innate dovute al genere. Per questo fa riferimento allo studio sui tassisti londinesi: l’acquisizione di una nuova competenza (la conoscenza enciclopedica delle strade della città) ha cambiato l’aspetto del loro cervello. Il cervello è plastico, ovvero cambia forma nel corso della vita, e le zone che usiamo di più si gonfiano proprio come un muscolo si gonfia se esercitato. Quindi, secondo la Dott.ssa Rippon, nelle donne e negli uomini non è la struttura del cervello a determinare le competenze caratteristiche di un genere, ma è il fatto che ci si aspetta che un uomo e una donna abbiano determinate competenze a causare quel particolare sviluppo del cervello.

      • winola ha detto:

        In pratica, chi sostiene che le competenze caratteristiche di un genere sono innate usa come prova il prodotto della sua stessa convinzione (cioè le reali differenze nel cervello sviluppatosi per soddisfare proprio l’aspttativa sociale sui ruoli di genere). Essendo il cervello plastico, però, questa differenza perde di significato, perchè modificando le variabili ambientali il cervello mutrebbe forma. Insomma, è un ribaltamento del comune stereotipo sulle competenze innate dei generi.
        Interessante punto di vista, quello delle neuroscienze. Avevo sempre affrontato il problema da un punto di vista psico-sociale, ma è bello vedere come alla fine tutte le discipline si integrano (e anche come arrivano alla stessa conclusione rispetto ai ruoli di genere, ovvero che sono un prodotto culturale e non qualcosa di innato).

    • Un'altra Laura ha detto:

      In realtà anche nello scheletro è tutta una questione di statistica e probabilità. Fra gli antropologici è famoso il caso dei cimiteri sudamericani, studiati coi parametri antropologici creati dai nordamericani. Siccome erano più bassi ed esili… risultavano interi cimiteri composti solo da donne. Gli uomini non morivano 😀 (Ora non so se sia una storiella o sia vero, non sono andata a documentarmi, ma in ogni caso serve a ricordare agli antropologi a stare molto attenti prima di sparar dati come certi).
      Su questo punto c’è tutta una discussione sul bias di genere negli studi preistorici. Si da per scontato che le tombe con armi fossero di uomini e quelle con gioielli di donne, ma spesso mancano studi antropologici seri a confermare questa ipotesi.

  3. http://technologicalwomen.blogspot.it/2010/11/professor-gina-rippon-dismisses-idea.html
    Una intervista alla Prof. Rippon:
    “I developed a talk for the recent British Science Festival at Aston, to demonstrate how science can be misunderstood, misquoted and misrepresented, sometimes in support of stereotypes or socio-political agendas…I believe the existence of stereotypes can have profound influences on how our brains develop and so how we deal with everyday life.”
    Tradotto: “Ho scritto un discorso per il British Science Festival di Aston per spiegare come la scienza possa essere non compresa, citata scorrettamente, mistificata (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/04/bufale-sessiste/) , a volte con l’obiettivo di rinforzare gli stereotipi o per promuovere obiettivi che sono politici … (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/07/il-nemico-immaginario/) Credo che l’esistenza degli stereotipi abbia una profonda influenza sullo sviluppo del cervello e sul modo in cui affrontiamo la vita di ogni giorno.”

  4. migraciontotal ha detto:

    “Ritiene che le differenze nei cervelli maschili e femminili siano dovute a stimoli culturali simili. Il cervello di una donna può quindi diventare più versato per il multi-tasking semplicemente perché la società si aspetta questo da lei”
    La mia domanda è: quale società si aspetta quello da lei? La società us-americana? quella vietnamita o forse quella della papua nuova guinea? Come si è notato con i tassisti neri di londra il cervello femminile cambierebbe fisicamente?

  5. IDA ha detto:

    «Il nostro cervello si è evoluto per prestare attenzione a più di un oggetto in parallelo e, quindi, ad essere multitasking» ci dicono nel 2011, ma qui parlano del cervello umano come specie..
    http://www.lastampa.it/2011/12/27/scienza/il-multitasking-e-innato-LLlxybEeaAO2MReJJId91L/pagina.html?exp=1

    Come si dice;fatta la legge, trovato l’inganno.

    http://www.repubblica.it/scienze/2013/10/25/news/donne_pi_multitasking_degli_uomini_lo_dimostrano_gli_esperti-69431822/

    “È provato; le donne sono più multitasking degli uomini. Lo studio condotto da un gruppo di studiosi del Regno Unito ha messo in evidenza che le donne, soprattutto se sotto pressione, reagiscono meglio e riescono ad affrontare più impegni contemporaneamente.”
    E conclude: “Le differenze esistono e si vedono tutte”.
    Quindi uomini datevi da fare, mettete sotto pressione le donne, la loro biologia lo permette. Quando tornano da lavorare, ed essere stata a prendere i bambini, possono spolverare, preparare da mangiare, lavare, stirare e se non hanno da rispondere al telefono, disponibili per il sesso orale.. gli uomini no, stare sdraiati sul divano e guardare la partita è il massimo biologico del multitasking che un uomo può sopportare..

    Per gli uomini, la natura è sempre benigna, per la donna è una maledizione..
    La biologia ha importanza nella “funzione biologica”, ma non nei ruoli, che sono culturali.

    • Zorin ha detto:

      Cit:
      Per gli uomini, la natura è sempre benigna, per la donna è una maledizione..

      Veramente è il contrario, quell’articolo è il solito lavoro giornalistico colmo di misandria, perché si afferma che le donne sono più intelligenti, più capaci, più flessibili e insomma migliori degli uomini ( e di riflesso gli uomini sono peggiori, più stupidi, ecc. )

      Se le cose stessero come dice l’articolo, la natura sarebbe decisamente benigna per voi donne.

      • La misandria è citata nei Protocolli dei Savi di Sion e nella Donazione di Costantino… oltre che nel sito “A Voice For Men”. A breve “Mistero” le dedicherà una puntata, e per l’occasione sarà ospite il re dei rettiliani.

      • IDA ha detto:

        Apparentemente, può sembrare, ma non è così:
        “La Casa, i figli, la spesa, il lavoro: la giornata delle donne è piena di impegni che, spesso, si sovrappongono e si alternano con una rapidità incontrollabile. Eppure loro riescono a districarsi bene, passando da un’attività all’altra senza troppa ansia perché, PER NATURA, sono più multitasking degli uomini.”
        Quindi si vuole riconfermare che la divisione di ruoli sia un fatto biologico, e quindi le donne possono fare due tre, ma anche quattro lavori contemporaneamente perché la biologia lo permette. Non vi lamentate se gli uomini in casa non vi aiutano, perché questo è il vostro destino, per natura.. Quindi la misandria dove la vedi? A parte l’articolo non parla di intelligenza, ma parla di capacità che negli uomini sarebbero minori, ma guarda caso, a conti fatti, sono tutte a vantaggio del genere maschile. Al contrario se vuoi ci vedo molta misoginia.
        Se poi mi dici che l’articolo, è approssimativo, superficiale, e ideologico sono d’accordo. Di questa presunta ricerca, “Bmc Psychology” noi non conosciamo nessun criterio, per esempio, di selezione delle donne e degli uomini, perché se una donna è abituata a fare certe cose, sarà sempre più abile di un uomo o di un’altra donna che non le fa abitualmente.. Quindi si descrive solo una condizione in una determinata società, in un determinato spazio e tempo di un gruppo ristretto e non della specie umana..
        Le neuroscienze, hanno verificato che il cervello umano, ha questa capacità che chiamiamo “multitasking”, ma questo riguarda la specie umana, uomini e donne.. Poi se una capacità viene esercitata o no, è un’altra questione.. Le donne sono più brave? Perché sono abituate ad avere più impegni degli uomini, quindi ad esercitare quella capacità. Questa ricerca, così come ci viene riportata, dimostra solo la condizione della donna e non la natura come sostiene l’articolista della “Repubblica”.

      • IDA ha detto:

        Io questo temine: “multitasking”, ho imparato da poco a conoscere il significato, ma già mi resta antipatico…

  6. IDA ha detto:

    Io ho impostato tutta l’educazione dei miei figli senza una distinzione di genere, e per far questo è importante che nemmeno in famiglia ci sia una suddivisione di ruoli.. ma questo ci ha fatto litigare spesso con una maestra di mio figlio. In una scheda, mio figlio aveva messo che il grembiule per andare a scuola lo stirava suo padre, la maestra lo aveva segnato come errore.. mio figlio non capiva, anche perché quella era la verità.. andai a parlare con la maestra e le contestai l’impostazione di tutta la scheda, che ora non ricordo nei particolari ma era allucinante.. per combinazione le maestre erano due, e l’altra condivideva la mia impostazione, e cambiò un po’ il programma… ma non me l’ha mai perdonata, per fortuna l’ha avuta solo per tre anni.. solo si fa per dire.. è quella che sosteneva che i miei figli avevano il “carattere invertito”, ( ho controllato, è una definizione che in psicologia ne in pedagogia esiste.. per lo meno io non sono riuscita a trovarlo) il maschio era timido e introverso, la femmina estroversa e aggressiva.. e questo riteneva che non era giusto soprattutto per la femmina, perché si sa le femmine devono essere timide, comprensive e dolci, il maschio no, deve essere aggressivo.. e qui ci mandai il padre dei miei figli, visto che è un’insegnante, un po’ di pedagogia e psicologia l’ha studiata e poi è sempre stato più moderato, misurato, equilibrato di me. Io sono impulsiva “come una donna.” 🙂

  7. maura ha detto:

    ma leggetevi l’intervento della PALOMBELLI SULLE BABY SQUILLO.

    • IDA ha detto:

      Maura, Quale? Non sono riuscita a trovarlo..

      • winola ha detto:

        Ida credo parli di quello su Il Foglio. L’orginale non l’ho trovato nemmeno io, ma l’hanno ripostato qui: http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/lartiglio-della-palomba-qualcuno-davvero-si-rallegra-del-fatto-che-i-clienti-insospettabili-siano-74025.htm
        In pratica: fa tutto un discorso che non ho ben capito cosa c’entri sulla liberazione sessuale, poi dice che non ci si deve scandalizzare per ‘ste cose (di nuovo non ho ben capito perchè) e che negli anni ottanta nessuno si scandalizzava, neanche i cattolici o la Chiesa (e di nuovo boh). Che i nostri nonni andavano a puttane e pure i nostri padri (con tanto di motivazioni per cui lo facevano), che le Bob Dylan e che gli idoli della sua generazione erano ragazzacci (cita Sofri, ma non ho capito cosa c’entri col resto). E poi dice che la stampa non dovrebbe diffondere i nomi dei poveri clienti ( come con il “povero Floriani”) “sulla lista nera della magistratura” (cosa voglia dire non lo so, di nuovo) perché visto che tutelano la privacy delle ragazzine, giustamente precisa, devo tutelare anche quella dei poveri clienti.
        Insomma, una roba senza capo nè coda, secondo me.

      • Grazie… non lo trovavo!

      • IDA ha detto:

        Grazie Winola, anche per la precisa sintesi.. Si in pratica lei dice, che in fondo c’è sempre stata e sempre ci sarà, salviamo questi poveri padri di famiglia.. Comunque io ricordo che negli anni 80 chi andava con le prostitute si vergognava, non lo sbandierava come fanno molti oggi.. addirittura oggi è diventato uno status symbol. sopratutto se sono minorenni.. io mi sono sempre chiesta, ma con che occhi guardano le loro figlie, questi uomini?

  8. winola ha detto:

    Correggo questa parte, che è tagliata: “che le Bob Dylan e che gli idoli della sua generazione erano ragazzacci (cita Sofri, ma non ho capito cosa c’entri col resto)” doveva essere “poi aggiunge che le piace Bob Dylan e che gli idioli della sua generazione erano ragazzacci citando anche Sofri (ma non ho capito cosa c’entri con il resto dell’articolo questa cosa).”
    Spero ora si capisca meglio, che rileggendolo mi sono resa conto che avevo saltato un pezzo della frase, ma ormai l’avevo inviato.

  9. Emanuele Di Felice ha detto:

    “Condizionare il modo in cui i bambini giocano – dando bambole alle ragazze e automobili ai ragazzi – potrebbe modificare il modo in cui i loro cervelli si sviluppano nel tempo.”
    Invece se regalassimo le bambole ai bambini e le automobili alle bambine, avremmo il contrario di quello che si vede.

    Ciò che non si dice.
    Le spiegazioni culturaliste non spiegano perché alle F, tendenzialmente, piace giocare con le bambole e ai M no. Il piacere viene sfruttato non imposto.

    Una spiegazione e la spiegazione.
    1) La diversità di comportamento emerge dalla diversità sessuale tra i due sessi.
    2) La diversità di comportamento è il risultato di una diversa educazione sessuale, è il frutto di una volontà maldisposta.
    La prima spiegazione si basa su qualcosa di autoevidente, la differenza fisica tra i due sessi.
    La seconda è un semplice postulato che si basa sul nulla, ma che solletica l’animismo innato umano(narrazione teleologica) e inoltre, è una spiegazione strumentale che serve a colpevolizzare gli uomini.

    Tanto peggio per i fatti.
    I fatti suffragano le spiegazioni naturaliste (proprietà emergente), ma per il femminismo se la teoria (uguaglianza) non corrisponde ai fatti: tanto peggio per i fatti.

    Ovuli scarsi, 9 mesi di gravidanza, parto rischioso e certezza della maternità.
    Chi si occupa dei figli? Chi investe di più per un figlio, cioè le madri. La cura materna emerge dal diverso investimento/costo per “realizzare” un figlio tra i due sessi. Diversi sono i costi e diversi sono i comportamenti.

    Ps. I lavori più pesanti e pericolosi vengono svolti dagli uomini a causa della diversa biologia( e valore) o per scelta maschile?

    Sono fortunate le donne single che non svolgono i lavori domestici!.

    • “Le spiegazioni culturaliste non spiegano perché alle F, tendenzialmente, piace giocare con le bambole e ai M no.” I maschi giocano con le bambole, se crescono in un ambiente scevro da pregiudizi. Questo potresti scoprirlo lavorando coi bambini. Ma non credo che tu sia un maestro d’asilo… mi sbaglio? Perché a me sembra “autoevidente” che non hai una grande esperienza di infanzia.

      A tale proposito vorrei segnalarvi un caso drammatico, in cui i pregiudizi su cosa è più appropriato per un maschio e cosa per una femmina hanno finito per rovinare la vita di un bambino che voleva solo essere se stesso: http://www.ciaomamme.it/news/11enne-tenta-il-suicidio-gli-dicevano-gay-perche-giocava-coi-mini-pony/

    • Cinzia ha detto:

      ” Diverso investimento/costo per “realizzare” un figlio tra i due sessi.”
      ????????????????????
      Concetto più da promoter finanziario che da puericultore… da brividi.

    • winola ha detto:

      “Le spiegazioni culturaliste non spiegano perché alle F, tendenzialmente, piace giocare con le bambole e ai M no. Il piacere viene sfruttato non imposto.”
      A parte che spiegazioni culturaliste non vuol dire una mazza, casomai sono spiegazioni sociologiche o psicosociali, ma vabbe’.
      La sociologia dice, in pratica, che le differenze di comportamento non sono naturali, ma frutto della socializzazione dell’individuo che inizia alla nascita. E questo indipendentemente dal fatto che siano maschi o femmine. Nasciamo “neutri” e poi la società indirizza i nostri comportamenti in base alle aspettative che ha su come dovrebbe comportarsi un individuo in quella determinata situazione. Tendiamo a comportarci come gli altri si aspettano da noi, perché essendo l’uomo un animale sociale vuole essere parte del gruppo. In sociologia si parla di ruoli/maschere, non ne senso che mentiamo su quello che siamo nascondendo la nostra vera natura, ma nel senso che a livello sociale ognuno di noi viene categorizzato in base al ruolo che la società gli assegna.
      Come influisce questo sullo sviluppo di un bambino? Se fin dalla nascita vieniamo socializzati secondo i ruoli e gli stereotipi di genere ci comporteremo in un determinato modo di conseguenza. Le bambine giocano con le bambole e i bambini con le macchine non perché a tutte le bambine piacciono le bambole e a tutti i bambini piacciono le macchinine, ma perché la società pensa che a tutte le bambine debbano piacere le bambole e a tutti i bambini le macchinine. Non è natura, è cultura ed è provato da una marea di studi, non solo sui ruoli di genere, ma anche sull’influenza che la società ha sul comportamento in generale.

    • IDA ha detto:

      Scusa Emanuele, tu dici: “Ciò che non si dice: Le spiegazioni culturaliste non spiegano perché alle F, tendenzialmente, piace giocare con le bambole e ai M no. Il piacere viene sfruttato non imposto.” Come no, non si spiega culturalmente? Mia figlia, voleva la bambola, uguale a quella di una sua amica, ma ci giocava solo quando andava a trovare la sua amica, a casa non ci giocava mai, giocava con le costruzioni con suo fratello.. Quindi non era il desiderio biologico di giocare con la bambola, o il piacere, ma quello delle relazioni sociali.. credo che sia meglio lasciare ai bambini di sviluppare le loro “naturali” attitudini, che non sono quelle imposte dal genere o dall’ambiente circostante, che li costringe già su strade arginate, dalla famiglia nucleare, dall’asilo alla scuola, dalla televisione all’urbanistica. Io non le ho mai negato di giocare con le bambole, ma nemmeno imposto o proposto.. A meno che tu non possa considerare il “determinismo” umano, talmente forte da rendere la specie umana impermeabile a qualsiasi forma di influenza e condizionamento sociale?..
      Poi quali sono i fatti che non corrispondono alla realtà? Mi sai fare un’elenco? E le “narrazioni” che colpevolizzano gli uomini?
      Uomini e donne, sono diversi, perché hanno una diversa funzione biologica, e questo nessuno lo nega.. è evidente.. ma queste differenze non stabiliscono una scala gerarchica.
      La maternità, spiega l’assenza della donna ad alcune funzioni sociali, dovute appunto alla gravidanza, l’allattamento e per l’autonomia del bambino che occorrono anni.. questo spiega l’assenza della donna, ma non la subordinazione, sottomissione o una condizione d’inferiorità al ruolo maschile, ne l’assenza dell’uomo alla cura del bambino. Dice solo che l’uomo ha più libertà di movimento e basta!
      L’uomo- inteso come specie- è il prodotto di se stesso, in altri termini, se il comportamento umano è determinato dalla cultura, la cultura è determinata dalla storia. La storia è stata fatta e scritta dal genere maschile, quindi gli unici che colpevolizzano gli uomini sono gli uomini stessi, la loro storia.
      Poi c’è un paradosso, quando affermi: “La cura materna emerge dal diverso investimento/costo per “realizzare” un figlio tra i due sessi. Diversi sono i costi e diversi sono i comportamenti.” Perché questo principio dopo la separazione tra i coniugi, non vale più? Se i padri hanno investito meno hanno meno diritti delle madri? E perché devono avere gli stessi diritti, se vi hanno investito meno? .. i principi se sono giusti, sono giusti sempre.. o forse è sbagliato il principio?
      Anche quello dei lavori pesanti è una favola, perché tipo: i pellerossa del Nord America, gli uomini erano cacciatori e guerrieri, stavano fuori per mesi, le donne si occupavano dell’agricoltura, disboscavano, dissodavano e coltivavano, mais, fagioli e zucche, quindi i lavori più duri erano riservati alle donne..

      Concludendo, gli uomini che abitano da soli, hanno tutti la donna di servizio?

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Le spiegazioni culturaliste sono, invece, appropriate.
      Ci sono studi (John Archer, Erin McClure e altri) che hanno mostrato come le differenze nei bambini siamo scarse, e che si accentuino man man che crescono, specialmente quando i bambini diventano sensibili al condizionamento sociale e al desiderio di adeguarsi alle aspettative sociali (da parte dei genitori, educatori, il gruppo degli amici, etc). Esistono differenze ormonali che eventualmente spiegano una maggiore aggressivitá nei maschi, ma anche qui c’é una distribuzione statistica con sovrapposizioni tra i due sessi.
      Ho due figli maschi (6 e 2 anni in questo momento), e ho notato che la loro scelta di giochi, cartoni e colori é spaziata indifferentemente nei due ambiti ‘maschili’ e ‘femminili’.
      Proprio ieri sera il mio secondogenito ha messo a letto il suo inseparabile bambolotto coprendolo delicatamente con le coperte, dandogli carezze e baci e augurandogli la buonanotte.
      Per il maggiore, é stato cosí fino a quando, improvvisamente, ha avuto un rifiuto per il colore rosa, i my minipony e giochi cosiddetti da femmine verso poco dopo i cinque anni (fino ai 5 ne era invece interessato).
      Investigando sull’argomento, é venuto fuori che il rifiuto é nato dal fatto che i suoi amichetti all’asilo lo prenderebbero in giro, in quanto tra loro rosa/viola, minipony e bambole sono considerati poco “cool”. Concetto, tralatro, che io considero pericoloso, perché vengono attribuiti alle femmine qualitá e oggetti da considerare disprezzabili e di valore minore. (preciso che noi in famiglia e gli educatori all’asilo non incoraggiamo una visione stereotipata tra i sessi).
      Se confronto i miei due figli alla stessa etá, noto diversitá di preferenze sui giochi che vanno al di lá degli stereotipi (tipo, a uno piacciono bambolotti peluche e animali, all’altro no, all’uno interessano poco i vestiti, l’altro ci fa molta attenzione, uno adora le macchinine, l’altro no e preferisce gli aerei, uno sguazza in acqua e fango, l’altro é schizzinoso, e potrei continuare)

      In quanto ai lavori, un’inchiesta che ho letto poco tempo fa qui in Svezia, evidenziava come, all’interno della stessa azienda, alle donne venissero date le mansioni piú pericolose, noiose e meno gratificanti.

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