Elogio della nostalgia

Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco e Arianna
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non c’è certezza.
Queste ninfe anche hanno caro
da lor esser ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non c’è certezza.

(Lorenzo De’ Medici)

curt

Vorrei dedicare questa poesia a Barbara Palombelli, per questo suo illuminato articolo, segnalatomi dai miei attenti lettori.

Ad una prima lettura potrebbe sembrare un articolo sulle giovani “baby squillo” e sul “povero Floriani” (crudele davvero, la legge italiana, che non tutela la ninfofilia e i moderni adepti di Nabokov!), mentre è un inno ad un sentimento: la nostalgia.

Dal greco “nòstos”, ritorno al paese (dalla radice nas- andare a casa, abitare) e “algos”, dolore, la nostalgia è definita come il desiderio melanconico e violento di tornare a vivere in un luogo che è stato di soggiorno abituale e che ora è lontano; un sentimento – ci dicono – che è cagione di profonda tristezza e tale sconcerto da condurre perfino alla morte.

E quale nostalgia è più struggente di quella pel tempo che abbiamo perduto e mai più potremo rivivere ancora?

Ninfe, satiretti innamorati, Bacco e Arianna: la gioventù! Di tutte, la nostalgia della gioventù è quella che in assoluto non ha modo di essere placata.

Mi duole, per la signora Palombelli. Davvero! La capisco.

Il tempo in cui “armata di pillola e di ogni tipo di anticoncezionale casareccio” aveva sognato di bastare a se stessa (into the wild), il tempo in cui “stava con chi sceglieva“, e si “comprava da sola di tutto” (perché in quegli anni, “fra i Settanta e gli Ottanta“, si favoleggia che i soldi crescessero sugli alberi, e i jeans, la borsa di cuoio e la camicetta americana spuntavano dalla terra come la manna precipitava da biblici cieli…), quel tempo in cui le giovani si masturbavano pensando ad Adriano Sofri, Luigi Manconi, Franco Russo e Franco Piperno, al cinema guardavano Gianmaria Volontè e ascoltavano Bob Dylan (ha cantato per il Papa, ricordate?), e andavano a teatro due-tre volte a settimana (perché era gratis il teatro, bastava essere giovani per entrare)… ecco, quel tempo è passato.

Gianmaria Volonté è morto: è terribile!

Il tempo è implacabile, fugge e inganna, e si porta via Dylan Dog, i secchielli di cuoio fatti a mano in via Paisiello, la bellezza e l’esser l’un dell’altro ardenti…

No, non si può “sempre” insieme star contenti: del doman non c’è certezza.

Così sono passati i nonni della Palombelli, quelli che “pagavano perché a loro toccava una sola femmina per tutta la vita”, sono passati i loro figli, quelli che “per riempire le estati vuote, quando le mogli erano in vacanza con i pupi…” e adesso è il turno della Palombelli: ci sono altre ragazze che indossano i jeans al posto suo, e si maturbano pensando a “ragazzacci” diversi dai suoi e leggono altri fumetti e amano altri film e altri attori…

Che ingiustizia!

Oh, la passo anche io questa fase, la mattina allo specchio: guardo la pelle che cede agli angoli del mento e canticchio With the lights out it’s less dangerous / Here we are now /
Entertain us /I feel stupid and contagious / Here we are now / Entertain us… E mi dico: ehi! Come sono giovane io, nessuno mai lo sarà più. Ci si sparava in testa, carina, altro che Bob Dylan…

Patetico, non vi pare?

Direi…

Quasi come scrivere cose così: “Sembrava una marcia inarrestabile verso l’autonomia, la sincerità, il riscatto dalle schiavitù delle signore maritate per convenienza e delle”signorine” di un tempo, quelle che a fine carriera aprivano la boutique… care baby squillo, le vostre antenate almeno si imbarcavano a Porto Cervo e beccavano come minimo un pezzo di Bulgari”.

Ecco su quest’ultima frase mi soffermerei: la Palombelli sembra farne quasi una questione di prezzo. Va bene vendersi, ma almeno che sia per roba di valore!

In netto contrasto con questo passo: “Pensavamo che le borse firmate e le vetrine del centro fossero le prede degli ignoranti, degli arricchiti senza gusto…”

Lo ammetto: è uno squallido scontro generazionale. Forse sono arrabbiata con la Palombelli/mia madre, che nel ’68 frequentava l’università a Roma (eh già!)…

Ma sapete da che pare da che parte sto? Io sto con le baby squillo. Non è vero che “Le ragazzine minorenni protagoniste giustamente sono al riparo”, come scrive la Palombelli. Nessuna donna, oggi, è al “riparo” (qualsiasi cosa significhi). E non è vero che gli uomini vengono massacrati. Né letteralmente, né simbolicamente.

Non ho proprio niente da insegnare alle ragazzine di oggi. Io.

Piuttosto devo chiedere loro scusa. Devo chiedere scusa per aver subito per tutta la vita, senza replicare, racconti di questo genere: su quanto trasgressivi e meravigliosi siano stati gli anni Settanta, e Bob Dylan (niente di personale Bob), e i film di Bellocchio (mi è piaciuto “I pugni in tasca”!), mentre io ho passaro l’adolescenza a farmi le canne sotto la Questura (gentilmente offerte dal papà sessantottino di un mio compagno di scuola)… ho perso tanti amici: noi, i figli degli illuminati, quelli votati all’“autonomia, la sincerità”... Quelli che oggi difendono il “povero Floriani“.

Mi capita spesso di chiedere scusa a mio figlio. Perché ho avuto una giornataccia e alzo la voce. Perché è distratto e sono scortese per attirare la sua attenzione. Perché sfogo su di lui le mie frustrazioni, solo perché è diverso da me. Gli dico: scusa, sono un essere umano e dò di matto.

Mi ha detto, un giorno: che mi chiedi scusa a fare? Tu mi ami per quello che sono, perché io non dovrei fare altrettanto?

Ci sono dei fatti, che sono oggettivi: un uomo adulto cerca una ragazzina che va ancora a scuola, per fare sesso; una ragazzina dell’età dei suoi figli. E’ pedofilia. E’ un reato. Fa anche un po’ schifo (quest’ultima considerazione è soggettiva).

Poi ci sono tutti i racconti sui nonni che erano costretti a rimanere con una sola la moglie (come se quelle mogli avessero nel contempo harem di maschioni a disposizione), sui mariti soli in città (la celebre sindrome di Marilyn Monroe), e Bob Dylan e ragazze che erano davvero ragazze libere e alternative tanto tempo fa, prima di internet…

Tutte cazzate.

Non stiamo tornando indietro: non ci siamo mai mosse. Ne facciamo una questione di soldi: chiediamo di pagare le tasse, i contributi, di ricevere una pensione. Si vuole regolarizzare il diritto del marito di consolarsi mentre la moglie è in vacanza e per compensare si prospetta uno stipendio per la casalinga. Non ci beccheremo più il pezzo di Bulgari, perché a breve saremo tutte un pezzo di Bulgari… almeno quelle più “dotate”. Perché ognuna di noi avrà il suo bravo cartellino del prezzo e il maschio più abbiente – tipo un Floriani – potrà valutare le nostre doti di genitrice e/o dispensatrice di sesso, senza essere per questo citato dai media (la privacy è importante!)… come è sempre stato.

Forse avrei dovuto spararmi in testa allora. Quando andava di moda. Oggi non dovrei ammettere con mio figlio che la mia presenza su questa terra è stata assolutamente ininfluente.

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in in the spider's web, recensioni scadute, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

40 risposte a Elogio della nostalgia

  1. Gabriele Logozzo ha detto:

    No, non è affatto stata ininfluente.
    Quello che fai oggi, che hai fatto ieri, che farai domani…prima di tutto ha importanza per tuo figlio.
    Un figlio che da adulto, avrà i mezzi per non essere “come tanti”.
    E l’educazione che ispira, che conforta, il supporto che rivifica anche altri.
    Non sei sola 🙂
    Altro che vecchi tempi: ora c’è l’esperienza.
    E il fatto di aver fatto la differenza per te stessa, è già un vero traguardo: perchè fai la differenza per chi entra in contatto con te 🙂
    E hai anche avuto la splendida idea di questo blog, dove veniamo in contatto con te, e ti ricambiamo: ognuno a modo suo, nel tanto o nel poco.
    Non c’è stato niente di inutile, affatto.
    Ognuno fa la sua piccola parte, e nel non farla la differenza c’è.

    • Ieri notte, a leggere l’articolo della Palombelli, sono stata colta da improvvisa e profonda depressione. 🙂
      Tutto lo scagliarsi contro queste ragazzine messo in atto da privilegiate signore, con l’obiettivo di difendere il diritto dei loro mariti a non rispettare la legge (“salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000” ci dice il codice penale in merito alla vicende che riguardano il “povero Floriani”), signore che proprio attraverso la loro favolosa giovinezza nei meravigliosi anni ’70 avrebbero dovuto acquisire un minimo di consapevolezza su certi temi, genera in me un pessimismo cosmico.
      Mascherano la loro difesa ad oltranza degli uomini che vanno a puttane da colta “critica sociale”, mentre è solo il solito vecchio e stantio lamentarsi dei “giovani di oggi”…
      Ai giovani di oggi va quindi, di nuovo, tutta la mia solidarietà: spero vivamente che si dimostrino più combattivi di quanto sia mai stata la mia generazione, che per qualche motivo ancora oggi non trova la voce per zittire queste sentenziose signore quando vengono colte dall’insopprimibile bisogno di rifilarci le loro storielle sui bei tempi andati.

      Comunque: grazie.

      • winola ha detto:

        Ieri sera, leggendo l’articolo prima di linkartelo, la sensazione di tremendo sconforto ha colto anche me.
        Sono giovane, ho trentratre anni e sono figlia di una donna che gli anni ’70 li ha fatti suoi, non nella retorica, ma nei principi di tutti i giorni. Sono figlia di una donna che, nel suo piccolo, ha fatto di tutto per crescerci liberi da pregiudizi, forti e indipendenti, di una donna che si è sposata per amore e rimane sposata per amore, che non ha mai giustificato mio padre in quanto uomo, ma lo ha sempre rispettato perchè è una brava persona, un bravo padre e un bravo marito. Hanno entrambe lavorato, fatto carriera e cresciuto i figli, senza che uno dovesse rinunciare a qualcosa per favorire l’altro, ma trovando quella che era, per loro in quel momento, la soluzione migliore.
        Mia madre mi ha trasmesso quello che ha colto degli anni ’70: libertà, uguaglianza e necessità di gridare forte no di fronte alle storture del mondo e per questo la ringrazio, perché è grazie a lei (e a mio padre, anche, anche se per mantenere il lavoro è dovuto andare fuori sede e quindi è stato meno presente) che oggi sono quella che sono.
        Parlando di questi articoli sulle baby squillo con lei entrambe ci siamo indignate, entrambe abbiamo detto che no, non è così che si deve parlare della questione, che il focus non può essere quello, che la favoletta della ragazzina predatrice e del povero marito circuito non ha senso, non è vera ed è un’offesa enorme a quelle ragazzine sfruttate e maltrattate da uomini e donne adulti che se ne sono approfittati consapevolmente. Dove sono gli articoli su cosa hanno passato queste”povere ragazzine” (visto che va di moda il termine povero, a quanto pare)? Dov’è l’analisi dei motivi per cui sono arrivate a prostituirsi in un’ottica psico-sociale? Dove sono le proposte concrete perché cose del genere non succedano più? E soprattutto, dov’è la ferma condanna dei clienti, uomini maggiorenni che hanno infranto la legge? Dov’è lo schifo che si dovrebbe provare per questi uomini, che vanno con ragazzine che potrebbero essere le loro figlie? Dov’è lo stigma sociale per la pedofilia? Non negli articoli delle tante signore della stampa, a quanto pare.
        Meno male che poi ci sono persone come te, che mi fanno ritrovare la fiducia nel fatto che un mondo migliore è possibile e che ancora ci sono persone che dicono no con tutta la loro voce di fronte a chi vuole solo perpetuare lo status quo.

      • Vorrei chiarire che quando parlo di “madre” non mi riferisco certo alla mia! Piuttosto ad una intera generazione della quale mi sento idealmente “figlia”, quella di chi dall’alto della sua eterna giovinezza ci impartisce queste lezioni sulla compassione per il “povero uomo”…

      • winola ha detto:

        Sì, l’avevo capito che era generico e non specifico.
        Ho parlato di mia madre perchè io gli anni ’70 tanto favoleggiati dalla Palombelli non li ho vissuti se non attraverso i suoi racconti, quindi mi pareva giusto citarla perchè quello che so su quel periodo, alla fine, mi viene da lei (che mi a anche spinto ad informarmi in maniera autonoma in modo da avere un mio punto di vista e non solo la sua parola), non per contrapporta ad altre madri, assolutamente.

  2. IDA ha detto:

    Già ieri sera quando ho letto il testo della Palombelli, mi era venuta a mente una canzone, ma poteva essere la stanchezza, stamattina mi sono alzata con la strofa e il ritornello in testa, che ora riproduco qui:
    (Stupendo- di Vasco Rossi)
    […..]
    Però ricordo chi voleva
    un mondo meglio di così!
    sì proprio tu che ti fai delle storie…(ma dai)…
    cosa vuoi TU più di così
    E cosa conta “chi perdeva”
    le regole sono così
    è la vita! ed è ora che CRESCI!
    devi prenderla così……
    SI!!!!
    STUPENDO!
    MI VIENE IL VOMITO!
    è più forte di me
    NON lo so
    se sto qui
    o se ritorno
    se ritorno
    se ritorno tra poco, tra poco….tra poco

    • Dopo che sul massacro mediatico delle baby-squillo è intervenuto addirittura il garante per l’infanzia, protestando così: «Non so dire se mi fa più orrore lo spettacolo voyeuristico messo in piedi da molti giornali e trasmissioni o piuttosto constatare che ci si interessa ai ragazzi solo di fronte a casi di cronaca violenti. In questa vicenda, l’eccessiva attenzione rivolta dai media alle adolescenti coinvolte ha relegato gli adulti ad un ruolo secondario mentre occorre agire sulla “domanda”, come da tempo raccomanda all’Italia anche il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia»
      «Gli adulti che inducono le minorenni alla prostituzione vivono tra noi, sono i nostri colleghi, i nostri amici, i nostri fratelli, i nostri padri. E’ inaccettabile la tolleranza che la nostra società sembra mostrare contro questi reati. L’attenzione si sposta sulle vittime, oltretutto non sempre riconosciute come tali, mentre gli adulti autori del reato escono così di scena. Mi auguro che al più presto sfruttatori e clienti paghino davanti alla legge il danno gravissimo fatto alle ragazzine. Che cioè siano gli adulti il centro dell’interesse, prima di tutto giudiziario e casomai mediatico»
      le affermazioni della Palombelli sulla tutela (ipocritamente definita giusta) concessa alle ragazzine e sulla mancanza di tutela nei confronti dei “poveri clienti” sono decisamente vomitevoli.

      • IDA ha detto:

        La signora Palombelli, vuol far passare; che acquistare sesso da una minorenne, sia una forma di libertà sessuale.dice appunto,(il sogno di una vita sessuale libera e serena sta svanendo). per questo rievoca i vecchi tempi.. che però non ci ha capito nulla, sulla libertà sessuale.. perchè non si può essere liberi di ridurre in schiavitù altre persone, anche se sono consenzienti, perchè è una licenza, un abuso di potere, non una libertà.. Poi le minorenni sarebbero al riparo da che cosa? Basta vedere come è stato illustrato l’articolo.. e fino ad adesso dov’era la Palombelli?

      • andrea c ha detto:

        “Gli adulti che inducono le minorenni alla prostituzione vivono tra noi, sono i nostri colleghi, i nostri amici, i nostri fratelli, i nostri padri. ”

        E le “nostre” MADRI, SORELLE, AMICHE ecc..
        Ti ricordo che una delle baby prostitute romane, è stata indotta a prostituirsi dalla madre, ed ha a sua volta coinvolto l’amica!
        La prostituzione in genere, e anche quella minorile in particolare, non esistono solo per volontà degli uomini, ma anche delle donne

      • E’ vero, la prostituzione è un fenomeno gestito anche dalle donne: donne che sfruttano il corpo di altre donne.
        http://resistenzafemminista.noblogs.org/la-donna-che-vendeva-le-donne/
        Ma i clienti, quelli sono maschi: chi compra sesso, nella stragrande maggioranza dei casi, è l’uomo.

      • andrea c ha detto:

        Certo, il cliente è uomo, ma se non ci fosse chi vende, non ci sarebbe nemmeno chi compra. E viceversa!
        Insomma, i responsabili dello schiavismo legato alla prostituzione coercitiva(che andrebbe distinta dalla prostituzione non coercitiva, fatta di donne adulte che scelgono liberamente), sono tutti gli individui che vi partecipano attivamente: sia clienti, che se ne fregano dell’età o della probabile condizione di schiavitù; sia papponi e sfruttatrici

      • IDA ha detto:

        No.. Andrea non può essere messo tutto sullo stesso piano.. e non partecipano tutti attivamente, perchè attivo è il soggetto, l’oggetto è sempre passivo. Il denaro stabilisce chi è il soggetto e chi l’oggetto.. lo sfruttato, anche se sceglie liberamente di fare quel lavoro, rimane uno sfruttato, se è costretto con forme coercitive, si dice schiavo, sono solo forme diverse di sfruttamento, e non possono essere confusi con lo sfruttatore..

      • andrea c ha detto:

        X IDA:
        Le prostitute per libera scelta, e le pappone donne che sfruttano la prostituzione di ragazze più giovani, NON SONO OGGETTI.
        E non sono nemmeno passive, perché se vuoi prostituirti DEVI AGIRE ATTIVAMENTE, mettere annunci su internet e sui giornali, affittare camere o appartamenti, cercare faccendieri che ti procurino clienti facoltosi(nel caso di prostitute d’alto bordo) ecc.. ecc..insomma ti devi dare da fare per “accalappiare” clienti, non è che ti cascano dal cielo
        Non è che mentre passeggi tranquillamente per i cazzi tuoi, gli uomini ti fermano e ti costringono(sarebbe stupro) a prestazioni a pagamento(perché mai uno stupratore dovrebbe pagare?)!

        E anche una madre che vuole indurre la figlia a prostituirsi(come sembra che sia avvenuto per una della babyprostitute romane), è tutt’altro che passiva.

        Insomma la prostituzione, quando si tratta di donne adulte, libere e consenzienti(ovviamente diverso è il discorso per le schiave e le minorenni), è uno scambio commerciale tra prostituta(che non è sempre e solo donna; si prostituiscono anche gay e trans!) che vuole soldi in cambio di sesso, e cliente che vuole sesso in cambio di soldi, non ci sono oggetti!

      • Ovviamente non hai letto gli articoli che ho postato sotto il tuo precendente commento sulla questione del consenso (perché mai ascoltare altri pareri, visto che sei così convinto delle tue idee!)…
        Comunque ti metto un altro link: quello che riporta le testimonianza di un’altra ex prostituta https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/21/voi-e-le-vostre-fantasie-mi-nauseate/
        E comunque, a proposito delle ragazzine dei Parioli, da quel che si legge lo sfruttatore era un uomo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/15/baby-prostitute-parioli-le-ragazzine-a-verbale-trattate-un-po-come-macchine/915079/

      • IDA ha detto:

        @Andrea.. sfruttamento di prostitute, reato commesso da chi si fa mantenere, anche in parte, da una donna, sfruttando i guadagni che essa ricava prostituendosi. Quindi la volontarietà della prostituta, centra poco, se la prostituta è obbligata, o minacciata, o se è minorenne si aggiungono altri reati in più allo sfruttamento.. come non c’entra il sesso.. lo sfruttatore può essere benissimo anche una donna.. non è che uno accetta una determinata condizione non è più sfruttamento.. questo non solo nella prostituzione, ma anche nel lavoro, la differenza tra lo sfruttamento e la riduzione in schiavitù, è proprio questa, lo sfruttato accetta la condizione, lo schiavo no, è costretto, e questa linea di confine è molto labile, difficile da individuare..
        La prostituta è OGGETTO, è il passaggio di denaro che stabilisce chi è oggetto.. le attività imprenditoriali della prostituta sono un’altra cosa..

      • andrea c ha detto:

        X IDA:
        Io ho fatto una distinzione tra prostitute libere, SENZA PAPPONE, e prostitute NON LIBERE.
        Quelle libere, che decidono autonomamente di vendere prestazioni sessuali in cambio di denaro, non possono essere considerate vittime!

      • andrea c ha detto:

        “La prostituta è OGGETTO, è il passaggio di denaro che stabilisce chi è oggetto..”
        Secondo questa logica anche l’idraulico, il medico, l’avvocato, il parrucchiere ecc..ecc.. insomma qualsiasi professionista, qualsiasi lavoratore che riceve un compenso in cambio di una “prestazione lavorativa” è oggetto!

      • Io non so che cosa fai tu al tuo idraulico, ma non credo proprio che il lavoro dell’idraulico, della parrucchiera o del medico possa paragonarsi al lavoro di prostituta. La prostituta che genere di professionalità mette a servizio? Non fa nulla che non potresti fare da solo. Il cliente pretende di usare il corpo della prostituta per ottenere quello che potrebbe ottenere con la sua mano: non è un lavoro, non è una professione.

      • winola ha detto:

        Definire libera qualunque prostituta che non abbia un pappone è un’enorme errore, secondo me. Comunque, hai letto il commento che ho scritto ieri? Era riferito proprio a questo discorso e non ho molto altro da aggiungere. Non puoi paragonare la prostituzione a un idraulico, la prostituta che tipo di servizio offre? La prostituta non offre un servizio, ma vende il suo corpo, esattamente come si vende un oggetto, non stabilisce l’uso che il cliente ci deve fare, non è lei ad avere il controlllo, ma il cliente e i suoi desideri. Proprio come si fa con un oggetto: lo compri e ci fai quel che vuoi, indipendemente dalla volontà di chi te l’ha venduto.

      • IDA ha detto:

        Non è la stessa cosa, l’idraulico in cambio di soldi mette al servizio le sue competenze e le sue capacità. Così fa il medico, l’avvocato ecc…ecc.. il tempo, l’esperienza, le conoscenze, la capacità sono l’oggetto, che viene ceduto in cambio di denaro.. la prostituta cede se stessa, la propria volontà, e quindi è lei che diventa merce.. Strano questo mondo, da una parte, il mondo del lavoro, il capitale lo trasforma giorno dopo giorno in oggetto, quando è e dovrebbe essere soggetto. e quello che è oggetto lo si vuol far passare per soggetto.. Comunque il problema è un altro, la “domanda”…. Nella prostituzione fin dalla sua origine, lo stigma è sempre caduto sulla prostituta, il cliente ha sempre mille giustificazioni, in fondo il “cliente ha sempre ragione”, basta pagare. Lo sfruttatore oggi è diventato un imprenditore, rispettato da tutti.. ecco cominciamo ad invertire queste cose, a guardare la prostituzione da un’altra prospettiva, smettiamola con il giudicare le prostitute baby o no!

    • winola ha detto:

      Secondo me quando si parla di “prostitute per libera scelta” bisogna soprattutto accordarsi su cosa si intende per libera scelta.
      Una donna che decide di prostituirsi perché, per fattori che esulano dalla sua volontà (crisi economica, bassa titolo di studio, razzismo eccetera eccetera), non riesce a trovare altro lavoro per me non lo fa per libera scelta, ma perché deve pur campare in qualche modo ed è sfruttata tanto quanto le vittime della tratta di esseri umani.
      Una prostituta per libera scelta, per me, è una donna che sceglie volontariamente di prostituirsi pur avendo la possibilità di fare un altro lavoro che le garantirebbe la sicurezza economica e sono convinta che le persone che davvero si prostituiscono per scelta e non per necessità sono una piccolissima minoranza.
      Detto questo, sul fatto che non ci siano oggetti nella prostituzione quando scelta liberamente come professione, per me, non è vero. Il fatto che una donna volontariamente si faccia trattare come un oggetto, non diventa per questo meno oggetto. Resta il fatto che la prostituta deve soddisfare i desideri del cliente che invece, dei desideri della prostituta, se può tranquillamente fregare. Pagando si elude il consenso, non conta più se lei davvero lo vuole oppure no, lo fa comunque perché è stata pagata per farlo. Mi pare francamente irrealistico pensare che le prostitute per libera scelta provino piaciere nel prostituirsi, che trovino sessualmente attraente ogni cliente, che non abbiano mai fatto sesso con qualcuno pur non avendone la minima voglia…

  3. IDA ha detto:

    Io sono più giovane della Palombelli, tra gli anni settanta e ottanta ero una ragazzina, ma ho vissuto e frequentato quegli ambienti, e posso dire che la Palombelli, ne parla in maniera approssimativa e superficiale come chi l’ha archiviato come si archiviano l’acne giovanili. Lei parla di quelli che Gaber chiamò “Polli d’allevamento”. Non so se erano anni favolosi, per me, SI! perché avevo vent’anni e un mondo da scoprire, ma non dimentichiamo quelli erano anche gli anni che; c’era chi sparava, chi si ammazzava con la droga e i “polli d’allevamento” appunto e poi quelli come me, come la madre di Winola, e tanti altri, che volevamo un mondo diverso e lo vogliamo ancora, per lo meno io, un mondo senza gerarchie, un mondo di giustizia e uguaglianza, perché senza giustizia e uguaglianza non esiste nemmeno la libertà. L’amore libero, perché l’amore può essere solo libero, dal sesso, dal denaro, da qualsiasi vincolo istituzionale o religioso. La storia ci dice che in quegli anni siamo rimasti schiacciati, tra la repressione dello stato , la violenza delle brigate rosse e l’idiozia dei polli d’allevamento tipo la Palombelli. Siamo stati sconfitti ma non battuti, perché questi valori sono passati ai miei figli, quindi continueranno anche dopo di me..
    Scusate l’amarcord, ma ci tenevo a far chiarezza su un periodo storico, archiviato troppo velocemente, e quando se ne parla si infarcisce di luoghi comuni, come fa la signora giornalista.

  4. Sandra ha detto:

    Lo hanno già detto ma lo voglio dire anche io, non sei sola e quello che fai è importantissimo!
    Questo pomeriggio sono stata da mia madre,( ha 80 anni ma la pensa come la palombelli) a casa sua ho l’occasione di vedere un po’ di tv, il caso ha voluto che ci fosse proprio la trasmissione della palombelli, mi sono sintonizzata quando si parlava di come i maschi non sanno dire di no alle proposte di fare sesso, la carne è carne, mentre ragazzi in studio, collegati alla rete fanno presente che esistono siti di “donne killer”, così le hanno scherzosamente chiamate, dove si trova tutta una letteratura su come “incastrare il maschietto”, tutte queste perle concentrate di immondezza in neanche 10 minuti. Alle volte mi capita di parlare o sentire persone che sembra vivano in un altro pianeta dove gli ideali e ciò che è auspicabile sono contrari ad ogni buon senso, sto riuscendo addirittura a riconoscere i guardoni delle iene da una semplice frase!,l’appiattimento è totale. Come si fa a non avere dei momenti di sconforto nero? Lo sdegno e la sofferenza per questa palese ingiustizia sociale che sembra vediamo solo noi non può che avere come conseguenza un fondo di amarezza e rabbia che spesso ci fa compagna.Gli articoli della palombelli e simil-merda non dovrebbero mai essere letti di sera ma di mattina, per una evacuazione veloce senza ripensamenti!

  5. paolam ha detto:

    Palo-chi? Ma è una giornalista? Ed è nota? Qual’è il suo curriculum? Come ha cominciato il suo lavoro attuale? E come si è svolto? Mah. Sicuro che colei ci fosse nei favolosi anni ’70? Io ero adolescente, e sono convinta di ricordarmi tutto. Perché dunque non capisco un accidente delle sciocchezze scritte da questa autrice? Grazie Ricciocorno 🙂

  6. Cinzia ha detto:

    Non so perché Ricciocorno, ma mentre leggevo l’articolo dell’ennesima “radical chic” (rivoluzionari da salotto) come venivano definiti, ai tempi tanto rimpianti (sic) i figli della borghesia “più ignorante d’Europa”: è proprio a chi ha coniato questo concetto mi è venuto da ricordare le parole

    Ballata delle madri

    Mi domando che madri avete avuto.
    Se ora vi vedessero al lavoro
    in un mondo a loro sconosciuto,
    presi in un giro mai compiuto
    d’esperienze così diverse dalle loro,
    che sguardo avrebbero negli occhi?
    Se fossero lì, mentre voi scrivete
    il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
    o lo passate a redattori rotti
    a ogni compromesso, capirebbero chi siete?

    Madri vili, con nel viso il timore
    antico, quello che come un male
    deforma i lineamenti in un biancore
    che li annebbia, li allontana dal cuore,
    li chiude nel vecchio rifiuto morale.
    Madri vili, poverine, preoccupate
    che i figli conoscano la viltà
    per chiedere un posto, per essere pratici,
    per non offendere anime privilegiate,
    per difendersi da ogni pietà.

    Madri mediocri, che hanno imparato
    con umiltà di bambine, di noi,
    un unico, nudo significato,
    con anime in cui il mondo è dannato
    a non dare né dolore né gioia.
    Madri mediocri, che non hanno avuto
    per voi mai una parola d’amore,
    se non d’un amore sordidamente muto
    di bestia, e in esso v’hanno cresciuto,
    impotenti ai reali richiami del cuore.

    Madri servili, abituate da secoli
    a chinare senza amore la testa,
    a trasmettere al loro feto
    l’antico, vergognoso segreto
    d’accontentarsi dei resti della festa.
    Madri servili, che vi hanno insegnato
    come il servo può essere felice
    odiando chi è, come lui, legato,
    come può essere, tradendo, beato,
    e sicuro, facendo ciò che non dice.

    Madri feroci, intente a difendere
    quel poco che, borghesi, possiedono,
    la normalità e lo stipendio,
    quasi con rabbia di chi si vendichi
    o sia stretto da un assurdo assedio.
    Madri feroci, che vi hanno detto:
    Sopravvivete! Pensate a voi!
    Non provate mai pietà o rispetto
    per nessuno, covate nel petto
    la vostra integrità di avvoltoi!

    Ecco, vili, mediocri, servili,
    feroci, le vostre povere madri!
    Che non hanno vergogna a sapervi
    nel vostro odio addirittura superbi,
    se non è questa che una valle di lacrime.
    È così che vi appartiene questo mondo:
    fatti fratelli nelle opposte passioni,
    o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
    a essere diversi: a rispondere
    del selvaggio dolore di esser uomini.

    Pier Paolo Pasolini

    Penso che già non appartenere a queste categorie migliori di molto il mondo 🙂

  7. Andrea Mazzeo ha detto:

    Parafrasando, dimmi con chi sei sposat* e ti dirò chi sei. Da certi radical-sciocc cosa ci si può aspettare se non solidarietà/complicità verso poveri pedofili vittime di ragazzine ‘diabboliche’ … ci sarebbe da fare un repulisti di tutti questi pseudo-intellettuali … ma non facciamo i fascisti, ci pensano da soli a togliersi di mezzo, come si vede da quello che pensano e scrivono.

  8. Emanuele Di Felice ha detto:

    “Il Corriere della Sera riporta alcuni stralci dell’interrogatorio probatorio. Prima di tutto, una di loro, precisa che preferivano clienti adulti, perché temevano che se si fosse presentato un adolescente potesse riconoscerle. “Svuotavo la testa e dicevo che poi sarebbe passato tutto. In quei momenti provavo a non pensarci, cercavo di mettermi nei panni di una persona che stava facendo un lavoro normale, un qualcosa che non fosse quello”. E ancora. La minorenne confessa che in attesa che arrivasse un nuovo sconosciuto si chiedeva chi fosse. “E se mi violentano? Poi piano piano ho capito che erano tutti deficienti”.” http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11571424/Baby-squillo-dei-Parioli–.html.

    Inganni sessuali.
    “…..Le donne sono consapevoli degli effetti sessuali che suscitano negli uomini.
    Le 104 studentesse universitarie alle quali era stato chiesto quanto spesso civettassero con gli uomini per ottenere qualcosa che volevano, come un favore o un trattamento speciale, sapendo di non desiderare un rapporto sessuale, attribuirono alla frequenza dell’ evento un punteggio medio di 3 su una scala di 4 dove 3 stava per “qualche volta” e 4 per “spesso”, mentre il corrispettivo per gli uomini fu di 2. Le donne diedero risposte simili a questioni concernenti l’uso di ammiccamenti sessuali per ottenere favori e attenzione, senza che vi fosse alcuna reale intenzione sessuale verso i destinatari di tali ammiccamenti. Le donne ammettono che talvolta si servono di inganni sessuali.
    Mentre le donne hanno una maggiore tendenza a perpetrare inganni di natura sessuale, gli uomini hanno una maggiore tendenza a mentire per quanto riguarda la serietà del loro impegno.”
    (L’evoluzione del desiderio pag. 208).

    Se la natura non conta: dov’è il giro di “vecchie”- squillo?.

    • Hai ragione Emanuele. Siete deficienti per natura. Ogni uomo è potenzialmente vittima della più sprovveduta delle dodicenni. Siete perennemente in balia dei vostri ormoni, non sapete gestire il vostro istinto. Dovremmo rinchiudervi tutti in degli appositi zoo, perché è chiaro che non sapete tutelarvi dalla enorme quantità di “inganni sessuali” orditi alle vostre ingenue spalle. Interdetti tutti, e subito: siete un pericolo per voi stessi.

      • Non so se avete notato, ma Emanuele ha messo uno stralcio di intervista a delle UNIVERSITARIE. UNIVERSITARIE, non RAGAZZINE DI 13/14 ANNI COSTRETTE A PROSTITUIRSI. UNIVERSITARIE (casomai non si fosse capito), quindi con un’età che varia DAI 19 AI 23/24 ANNI. Quindi comunque parliamo di giovani donne che scrivono “consapevoli” (ma poi non più di tanto, visto che sono state allevate con l’idea che “compiacere il maschietto di turno è l’unico modo per ottenere qualcosa”) che ammiccamenti e menate varie colpiscono l’idiota di turno (ho detto idiota? ops… ma guarda un po’, era proprio quello che volevo scrivere 😀 ), che si fa raggirare. Le donne soltanto sono capaci di inganni? Perchè, l’uomo invece è sempre limpido e onesto, vero?

    • winola ha detto:

      “Se la natura non conta: dov’è il giro di “vecchie”- squillo?”
      Se intendi vecchie in senso anagrafico ti assicuro che ci sono prostitute anche non più nel fiore degli anni.
      Cito da: http://www.newsbiella.it/2014/02/27/leggi-notizia/argomenti/cronaca-5/articolo/rissa-tra-prostitute-per-un-posto-davanti-alla-stazione-di-biella.html
      “Poco dopo, si sono avvicinate quattro prostitute italiane di età compresa tra i 46 e i 65 anni, che hanno invitato le colleghe ad andarsene, sostenendo che la piazza è “loro zona” di lavoro da molto anni.”
      E visto che a Biella ci vivo posso anche assicurarti che hanno il loro giro di clienti abituali, almeno stando al via vai di macchine da cui salgono e scendono.

    • IDA ha detto:

      Emanuele.. Stai sostenendo che uomini e donne ricche, sono geneticamente differenti da uomini e donne povere, dal momento che i ricchi commettono reati che i poveri non commettono, al contrario i poveri commettono reati che i ricchi non fanno.. il disoccupato non farà mai il falso in bilancio, ne il ricco il borseggio al mercato. Per le vecchie squillo ti hanno già risposto..

  9. maura ha detto:

    Allora, io ho esattamente l’età della Palombelli. Sono una donna che andava di moda neglia anni settanta, contestavo il sistema e la donna prendeva coscienza, po alla sera, alla luce del sol, tutti a cantare davanti al falò, si all’amore e alla guerra no (cit.Arbore).
    Cofesso di aver adorato Bob Dylan e di adorarlo ancora, chissenefrega se ha cantato per il papa, detestato da subito Sofri e Manconi ( si vede dove sono finiti).
    Ho vissuto da dentro quegli anni ivi compreso il femminismo. Me li ricordo con nostalgia. Perchè prima, prima di piazza Fontana e Moro e la droga e la sconfitta, siamo stati per un attimo felici. Per un attimo, per un solo attimo alcuni di noi hanno sbirciato fuori dalla gabbia. Liberi?

    Liberi liberi siamo noi
    però liberi da che cosa
    chissà cos’è?…….chissà cos’è!
    Finché eravamo giovani
    era tutta un’altra cosa
    chissà perché?…….chissà perché!
    Forse eravamo “stupidi”
    però adesso siamo “cosa”…
    che cosa….che?…..che cosa…se!..?…
    “quella voglia”, la voglia di vivere
    quella voglia che c’era allora…
    chissà dov’è! ……..chissà dov’è!?

    Che cos’è stato
    cos’è stato a cambiare così?
    …ti giuro che, sarei rimasto qui….
    vuoi che dica anche se
    soddisfatto di me
    in fondo in fondo lo sono mai stato
    “soddisfatto” di che
    ma va bene anche se….
    se alla fine il passato è passato!

    Liberi Liberi siamo noi
    però liberi da che cosa
    chissà cos’è,….chissà cos’è!
    …e la voglia, la voglia di ridere
    quella voglia che c’era allora
    chissà dov’è?!….chissà dov’è!

    cosa diventò, cosa diventò
    quella “voglia” che non c’è più

    cosa diventò, cosa diventò
    che cos’è che ora non c’è più

    cosa diventò, cosa diventò
    quella “voglia” che avevi in più

    cosa diventò, cosa diventò
    e come mai non ricordi più…..

    Tra noi, la meglio gioventù, c’era chi ci credeva e chi lo faceva per conformismo (Palombelli).
    E poi? Abbiamo perso, perso, perso. Gli altri era più forti, più intelligenti, più decisi, più spietati. Ma prima, vi abbiamo dato qualcosa. Noi donne a voi donne. Il diritto di famiglia, l’aborto assistito, la legge contro lo stupro, cancellato il delitto d’onore e il reato di adulterio…… ma anche dubbi, errori, sconfitte. E ci sono costati, sapete? Galera (Faccio), stupri (Rame), morte (Giorgina), esclusione sociale (Viola), pubblico ludibrio (Colasanti), umiliazioni (Sapete chi è Claudia Beltramo?) ………
    E poi? Abbiamo perso, perso, perso. Perso nelle nostre coetanee che di quegli anni ricordano solo stronzate, nelle giovani che dicono “io non sono femminista” come un mantra e del femminismo non sanno niente, abbiamo perso nella Boldrini che parla di stupro a caz, nel femmminismo ormai asservito al Pd, nei suicidi (sapete quanti ne conosco di finiti così!), nella Br (sapete quanti ne conosco di finiti così!), nei tanti incendiari in giovinezza e pompieri in tarda età, nei grandi e nelle grandi Camaleonti, nella nostra quotidiana rassegnazione e impotenza. O nella rabbia frustrata alla Loredan Bertè.
    C’è un modo di perdere bene? La storia insegna di no. Edmond Dantes, i garibaldini, Mameli, i partigiani, frate Remigio. Ma soprattutto le donne, che le rivoluzioni le fanno sempre in prima fila, ma poi, che si vinca o si perda, finiscono sempre a pagare per prime. Io la chiamo sindrome di Maddalena (lei è rimasta a fianco di Cristo, Pietro lo ha tradito, lui è stato il primo papa, lei, da principessa, è stata tramutata in puttana!). Era meglio morire da piccoli, come il protagonista di Zabriskie Point? Eternamente giovane, eternamente invitto?
    Poi leggo gli interventi vostri e penso che di tanto lavoro e sofferenza ed errori pagati a caro prezzo resta qualche barlume. Ah, ma la poesia di Pasolini io la trovo orrenda!

    Per inciso, anche noi ci siamo interrogate sulla prostituzione, che fosse un lavoro o uno stupro mascherato, come tutto il movimento. Io propendo per la seconda, ma capisco la posizione di Carla Corso che chiede sia riconosciuto come lavoro. Per altro ricordo un articolo di una prostituta che scrisse, “facevo sesso per amore, ma poi scoprivo sempre che mi usavano, disprezzandomi e gettandomi via, attenti solo al loro piacere. Allora ho pensato, che almeno paghino.”

  10. Mattia ha detto:

    “quel tempo in cui le giovani si masturbavano pensando ad Adriano Sofri, Luigi Manconi, Franco Russo e Franco Piperno”
    Oddio che generazione XD

  11. Pinzalberto ha detto:

    Parlano al popolo italiano consapevoli di avere a che fare con dei poveri idioti, persone che si sono sempre bevute qualsiasi cazzata, che nel nome del benessere hanno permesso ad una DC di posare le fondamenta traballanti della repubblica, che continuano a difendere le ideologie di Craxi, che hanno regalato alla Lega il nord Italia e fornito l’innesco a Berlusconi per farci saltare in aria. Ogni tanto ti odio Riccio, per quel senso di malessere che mi affiora leggendo il tuo blog. Come in Matrix ho ingoiato la pillola rossa e mi hai sbattuto in faccia la realtà, quella che ignoravo, e vorrei poter tornare a gustarmi le succulenti bistecche virtuali ignorando la realtà.
    In questo articolo la sig.ra Palombelli si è prostituita concedendosi a Ferrara, ha fatto prostituire un’intera generazione femminista degli anni ’70, ha fatto prostituire un’intera generazione di sinistra che ha creduto in Rutelli, per poi ritrovarla pubblicata sul Foglio, compassionevole nei confronti di tutti quei poveri uomini, come il pradron Ilvio che non possono resiste al fascino infantile delle minorenni. Pazzesco, ammiro sempre più Veronica Lario per il calcio in culo datogli. Come si comporterà la Mussolini? Sosterrà i valori del nonno nel concedere all’uomo di poter sfarfallare di fiore in fiore?

  12. Io, da ragazza/donna di 36 anni, ringrazio ogni giorno di essere femminista, in barba a chi dice, come se fosse uno slogan da urlare a pieni polmoni, quasi un vanto “IO NON SONO FEMMINISTA”. E ringrazio soprattutto quelle donne che, prima di me, soffrendo, lottando, facendosi umiliare (ma non umiliando se stesse, quello mai!), hanno dato la possibilità a noi donne/ragazze di 15, 20, 30, 40 anni di avere una vita decente, di avere la possibilità di scegliere se sposarsi o no, se avere figli o no, se studiare oppure no, se avere figli da single oppure no, di abortire o no. Di avere oppure no (Che poi in Italia non funzioni, è un altro canto; intanto lo hanno fatto). Poi le (finte?) femministe come la Palombelli rovinano il buon lavoro svolto giorno per giorno da quelle antiche femministe, dalle donne che ancora oggi credono e lottano, perchè, come diceva mia mamma quando ero piccola “è più facile per 100 teste sane seguire una testa marcia, che per una testa sana convincere 100 teste marce”. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, qui in Italia e il plauso che certi articoli, come quelli scritti dalla Palombelli in difesa dei “bei tempi che furono, quando ci si prostituiva per qualcosa di valore”, si beccano, ne è la prova lampante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...