La brutta china

Marie-Lloyd

La fallacia di brutta china, anche detta piano inclinato o pendio scivoloso è un errore logico in cui una persona afferma che un qualche evento/i debba inevitabilmente seguire a un altro senza argomentare affatto a sostegno dell’inevitabilità dell’evento in questione. Nella maggior parte dei casi, c’è una serie di passi o gradazioni tra un evento e quello in questione e non è data nessuna ragione per cui i passi o gradazioni in mezzo saranno semplicemente scavalcati.

A tale proposito cito una recente intervista alla giornalista Annalisa Chirico:

Per troppo tempo si è affermato ed è prevalsa l’idea che prostituirsi sia un male in quanto tale (…) significa incollare addosso alla donna, l’immagine stereotipo della madre – moglie – angelo del focolare. Ma la donna non è solo Apollo ma è anche Dioniso ed ha un ventre e dei desideri.

Secondo la giornalista Annalisa Chirico non ci sono che due alternative: o si accetta l’idea della prostituzione come libera scelta di una donna emancipata, oppure si condanna la donna a vivere esclusivamente un ruolo subalterno all’interno della famiglia tradizionalmente inteso, un ruolo nel quale non troverà spazio alcuno per l’espressione della sua sessualità.

Dare una lettura diversa dalla sua del fenomeno prostituzione, una lettura come questa, ad esempio, comporterebbe il relegare la donna in un immaginario tipico dei “gruppi integralisti religiosi e la destra conservatrice del dio, patria e famiglia”, secondo un ragionamento del tipo se A allora necessariamente B.

C’è veramente questo legame logico tra l’affermazione A (il negare che la regolamentazione prostituzione è parte integrante del processo di emancipazione della donna) e l’affermazione B (incollare addosso alla donna lo stereotipo della madre – moglie angelo del focolare)?

Oppure è possibile assumere una posizione critica nei confronti di chi vede nella prostituzione una manifestazione della libertà della donna e allo stesso tempo promuovere l’emancipazione femminile?

La donna è anche un ventre e dei desideri, ci dice la Chirico. Ma in che modo una donna può realizzare i suoi desideri sessuali mettendosi a servizio dei desideri di qualcun altro, in cambio di denaro?

Certo, una donna prostituendosi ottiene un reddito, e quindi l’indipendenza economica, ma questo che cosa ha a che fare con i suoi desideri sessuali?

Vorrei soffermarmi su un’altra affermazione della Chirico contenuta nell’intervista:

Se diciamo che una donna è in grado di dire no ad un rapporto sessuale dobbiamo ammettere che possa dire pure si.

A quanto pare la donna secondo Chirico in materia di sesso può solo rispondere: ad una richiesta sessuale può negarsi (e allora è madre – moglie – angelo del focolare) oppure può accettare (allora è prostituta).

La donna che manca, in questo ragionamento, è la donna che chiede invece di aspettare in silenzio una domanda, la donna che desidera e non si limita ad essere desiderata, la donna che propone e si propone ad un rapporto sessuale da lei desiderato.

Ci sono una infinità di donne, oggi, che vivono una sessualità completamente libera dai vincoli imposti da quella cultura maschilista che suddivide le femmine in “donne facili” e “ragazze per bene”: donne che non sentono il bisogno di negarsi al piacere sessuale per dimostrare di essere “angeli del focolare” e allo stesso tempo non si sentono in dovere di accondiscendere alle richieste di chiunque se queste non incontrano i loro stessi desideri.

Donne che non fanno sesso solo perché è un dovere coniugale e non lo fanno in cambio di denaro, ma lo fanno perché ne hanno voglia, quando ne hanno voglia… proprio come hanno sempre fatto gli uomini.

Donne che io definirei libere ed emancipate. O no?

A mio avviso non c’è nessun legame di causa ed effetto tra il non riconoscere alla prostituzione lo staus di “lavoro come un altro” e il ridurre la donna allo stereotipo di madre e moglie.

Perché oltre la “santa” e la “puttana” c’è di più… ci sono un sacco di altre donne, un mondo di gradazioni e sfumature che una analisi del genere non tiene in minima considerazione.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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16 risposte a La brutta china

  1. maria serena ha detto:

    giustissimo e sacrosanto

  2. tegmentosum ha detto:

    sono per prime le donne a guardare con ammirazione quelle che vanno a cigolo ..cmq e un dibatto noioso e sessantaottino ogni donna si autodetermi come vuole , lo stato tuteli le minorenni quello si , in primis con programmi informativi nelle scuole

  3. IDA ha detto:

    Per la Chirico un legame logico tra l’affermazione A e B, c’è, dal momento che conosce solo i soliti stereotipi maschilisti; Puttana/Santa.. quindi il suo pensiero è semplice e binario, se non è A è B. Bisognerebbe smetterla di classificare le donne; puttana, moglie, madre, santa, per bene per male.. visto che con gli uomini non si fa, non si classificano in puttanieri, magnaccia e segaioli..
    Io sinceramente mi sono un po’ stufata di queste donnine, che si omaggiano al patriarcato, le vestali del progresso. La Chirico si dimentica o non lo sa, che un posto come puttana il patriarcato l’ha sempre garantito a tutte le donne.. scegliere se prostituirsi nel matrimonio o per strada è stato il destino di tutte le donne per secoli e secoli.. QUALE NUOVA PROSPETTIVA ALLE DONNE DA?

  4. paolam ha detto:

    Che dire? Con lo slogan della mia proto-adolescenza: “Né puttana, né madonna, solo donna”. E che il diavolo si porti le mistificatrici amiche dei mistificatori.

  5. Maura ha detto:

    Segnalo altro articolo di una donna da …. Sul fatto quotdiano. Altroché quote rosa….. Intanto solo una donna scema non sa che il termine quote rosa nulla ha a che vedere con la battaglie delle donne in senato. É il termine usato dalle/ i idioti a dei servi del potere. Bella la conclusione. Le donne italiane devono smetterla di accudire figli e mariti per…… Occuparsi di fare carriera!

    • E certo: se nel mondo del lavoro sussite la segregazione di genere (ovvero la maggior parte delle donne che lavorano sono relegate ad ambiti tradizionalmente considerati femminili, come assistenza, pulizie ed istruzione) è colpa delle “donne alfa”, non della mentalità sessista. Che ci crediate o no una volta qulcuno ha commentato su questo blog che anche il fenomeno della caccia alle streghe è stato causato dalle donne: donne che fanno fuori altre donne, a causa della “tipica” e spietata rivalità tra donne. Ho trovato in rete un articolo che ci spiega come addirittura la caduta dell’Impero Romano d’Occidente si può tranquillamente attribuire all’esistenza delle donne…
      “L’arma più potente nelle mani degli oppressori è la mente degli oppressi” diceva Steve Biko e finché non riusciremo a liberare la mente…

      • tegmentosum ha detto:

        posso suggerire perchè le donne fanno ancora fatica?ebbene in primis perchè di danno per prime tra loro delle poco di buono ,secondo perchè una volta giunte ad alti livelli si sentono uomini

  6. Emanuele Di Felice ha detto:

    “Ma in che modo una donna può realizzare i suoi desideri sessuali mettendosi a servizio dei desideri di qualcun altro, in cambio di denaro?
    Certo, una donna prostituendosi ottiene un reddito, e quindi l’indipendenza economica, ma questo che cosa ha a che fare con i suoi desideri sessuali?”.
    Ma non è detto che in uno scambio ognuno deve realizzare gli stessi desideri, l’importante è che ognuno ne tragga il proprio tornaconto, anche se di natura diversa.
    Chi produce beni e servizi si mette al servizio del desiderio di qualcun altro: ma per strumentalizzare quei desideri.

    Cultura maschilista? O delazione femminile?
    “Ci sono una infinità di donne, oggi, che vivono una sessualità completamente libera dai vincoli imposti da quella cultura maschilista che suddivide le femmine in “donne facili” e “ragazze per bene”
    “E fu così che da un giorno all’altro
    bocca di rosa si tirò addosso
    l’ira funesta delle cagnette
    a cui aveva sottratto l’osso”.
    Le “donne facili” tolgono potere alle “ragazze per bene”.
    Maggiore è l’offerta di sesso (ragazze facili) rispetto alla domanda, minori sono i prezzi (per gli uomini).

    “Donne che non fanno sesso solo perché è un dovere coniugale e non lo fanno in cambio di denaro, ma lo fanno perché ne hanno voglia, quando ne hanno voglia… proprio come hanno sempre fatto gli uomini.”
    Ma se i sessi fossero sessualmente uguali, non ci sarebbero né doveri sessuali né sesso in cambio di denaro.

    • E tu come faresti? Sarebbe terribile, me ne rendo conto.

      Delazione femminile? Ma in che senso? Vogliamo sostenere che chi si esprime contro la prostituzione lo farebbe per invidia? E come prova di questo mi porti una canzone? Scritta e cantata da un uomo? E io dovrei prendere in seria considerazione una simile obiezione?

      Le “donne facili” tolgono potere alle “ragazze per bene”. Ma che significa? Ma quale potere? Il potere di essere scelte? E che razza di potere sarebbe?

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        “Delazione femminile?” Qual è e quale è stato il comportamento delle “donne per bene” rispetto alle “donne facili”? Di disprezzo interessato. Esiste anche la competizione tra donne.
        “Vogliamo sostenere che chi si esprime contro la prostituzione lo farebbe per invidia?” non per invidia ma per interesse.
        “Il potere di essere scelte?” il potere, la possibilità di utilizzare il desiderio maschile per ottenere dei vantaggi.

        “Donne che non fanno sesso solo perché è un dovere coniugale e non lo fanno in cambio di denaro, ma lo fanno perché ne hanno voglia, quando ne hanno voglia… proprio come hanno sempre fatto gli uomini.” Ma come facevano liberamente sesso gli uomini se la sessualità femminile era oppressa?

        L’uguaglianza sessuale.
        “A far luce sui diversi desideri dei due sessi sono i rapporti omosessuali.
        Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi.
        Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura.
        In uno studio sugli omosessuali di San Francisco condotto prima dell’epidemia di AIDS (il primo caso ufficiale fu registrato il 5 giugno 1981), emerse che il 25% degli uomini gay aveva avuto più di mille partner sessuali; il 75% oltre 100.
        Viceversa, nessuna femmina lesbica risultò essere così promiscua, solo il 2% di esse dichiarò un centinaio di partner.
        Anche altri desideri dei gay, come quelli riguardanti la pornografia, la prostituzione e l’attrazione per partner giovani, rispecchiano o portano all’eccesso i desideri degli eterosessuali.
        (Tra l’altro, il fatto che i desideri sessuali degli uomini siano gli stessi a prescindere dal fatto che siano rivolti alle femmine o ad altri uomini confuta la tesi che si tratti di strumenti di oppressione della femmina.)
        Non è che gli uomini gay siano sessualmente “più calorosi”: sono semplicemente uomini i cui desideri maschili si incontrano con altri desideri maschili anziché con desideri femminili.

        Tra gli eterosessuali, se gli uomini desiderano la varietà più delle femmine, quello che dovrebbe conseguirne può dircelo un qualunque corso di economia.”

      • Non è “il desiderio sessuale” che opprime, sono le chiacchiere assurde intorno al desiderio sessuale che opprimono. Sostenere che “la natura” obblighi gli uomini ad essere promiscui e le donne ad essere fedeli (ti ricordo che la ninfomania non è più una patologia dal 1992, secondo l’OMS), non ha niente a che fare col desiderio sessuale in sé e per sé, ma ha molto a che fare con il controllo e l’oppressione. Se ti piace crogiolarti in un universo in cui tutto è determinato da leggi naturali – perché così puoi tranquillamente fare a meno di assumerti la piena responsabilità delle tue azioni – fallo pure. Io preferisco vivere da persona libera.

    • IDA ha detto:

      Scusa Emanuele, “Ma se i sessi fossero sessualmente uguali” non vuol dire nulla, o meglio vuol dire dello stesso sesso..forse volevi dire “socialmente”??

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