Sopravvissute e sex work

Fonte: Ex-prostituted women blast UN and Amnesty International for trying to legalize prostitution

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Le donne sopravvissute alla prostituzione criticano le Nazioni Unite e Amnesty International per la proposta di legalizzare la prostituzione, insistendo che la legalizzazione dello sfruttamento aumenterebbe il numero delle ragazze vittime della tratta, e trasformerebbe i protettori in rispettabili uomini d’affari.

“Quando [il personale delle Nazioni Unite] avrà lavorato in un bordello allora ascolterò la loro tesi,” ha detto un ex donna prostituita, riferendosi alla agenzia di nuova costituzione, denominata “UN Women”.

“Che diavolo hanno nella testa [ Amnesty International ] “, ha detto Rachel Moran, un’ex donna prostituita irlandese. La Moran, autrice di “Paid for: My Journey Through Prostitution”, si riferisce ad un documento recentemente trapelato che parla di legalizzare il “Sex work”. Il documento, ha dichiarato una partecipante alla manifestazione, è stato scritto in parte da un ex magnaccia ora attivista di Amnesty International, ed è criticabile perché propone il “diritto degli uomini a comprare sesso” come diritto umano da tutelare.

Le sopravvissute alla tratta di esseri umani e alla prostituzione hanno parlato a una folla staripante di persone durante la conferenza annuale delle Nazioni Unite sulle donne. La rotonda sul tema “Prostituzione o Sex Work”, organizzata dalla Coalizione contro la tratta delle donne ( CATW ), ha affrontato la possibilità di descrivere la prostituzione come “lavoro sessuale”.

Il termine “sex-work” originariamente era usato dai protettori statunitensi al fine di normalizzare la prostituzione. Sebbene molti usino il termine per evitare di offendere le donne prostituite, è una definizione che comporta benefici solo per i ruffiani, hanno dichiarato i relatori. La prostituzione non è un lavoro, hanno sostenuto – è uno stupro a pagamento, e usare il termine sex-work danneggia il processo per fermarlo.

Le Nazioni Unite hanno recentemente pubblicato dei rapporti che chiedono di depenalizzare tutti gli aspetti della prostituzione per ridurre il problema HIV / AIDS e promuovere i diritti umani: HIV and the Law: Risks, Rights and Health (2012), della Global Commission on HIV, e Sex Work and the Law in Asia and the Pacific (2012), pubblicato dalle agenzie UNDP, and the UNDP, UNFPA e UNAIDS.

I rapporti delle Nazioni Unite parlano della prostituzione come “lavoro” scelto liberamente. Tuttavia, Natasha Falle, fondatrice di SEXTRADE 101 ha dichiarato che il 95% delle prostitute vorrebbe uscirne, ma per questo avrebbe bisogno di assistenza. Falle, una canadese sopravvissuta alla tratta, ha aiutato centinaia di donne fuggite dalla prostituzione.

I rapporti delle Nazioni Unite spiegano che la legalizzazione fornisce garanzie alle prostitute. Sbagliato di nuovo, hanno detto i relatori. Gli uomini che pagano per il sesso sono come tossicodipendenti che usano il corpo delle donne come farmaci, ha detto una sopravvissuta. Gli uomini credono che il tempo che hanno acquistato per stare con una donna conferisca loro il pieno controllo del suo corpo. Le leggi che obbligano l’uso del preservativo non servirebbero a nulla.

I partecipanti all’evento sono rimasti senza fiato quando è stata letta una email di UN Women che ha rivelato il supporto delle Nazioni Unite alla depenalizzazione. Le ex prostitute hanno incoraggiato la platea gremita a chiedere a gran voce a UN Women di ritirare il sostegno alla depenalizzazione, perché la prostituzione è violenza di genere e come tale va trattata.

Il mese scorso Amnesty International ha risposto alle critiche sollevate dal suo rapporto dichiarando: ” nessuna decisione … è ancora stata presa”. Amnesty ha osservato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità , UN Women , la the Global Commission on HIV and the Law, the UN Special Rapporteur on the Right to Health, e Human Rights Watch stanno  chiedendo la depenalizzazione del lavoro sessuale.

Per approfondire:

PAKISTAN: Legalising prostitution – the Wisdom of the UN?!

United Nations: Listen to survivors – don’t jeopardize efforts to prevent sex trafficking

On 4 November 2013, UNAIDS Executive Director Michel Sidibé sent an email to individuals and organizations who had signed our petition calling on the United Nations to listen to survivors and to clarify its position regarding pimping, brothel-keeping and buying sex. In this email, Mr. Sidibé stated that “UNAIDS is not advocating for the decriminalization of pimping or brothel ownership.”

Il 4 novembre 2013 il direttore esecutivo dell’agenzia UNAIDS Michel Sidibé ha inviato una email ai soggetti e le organizzazioni che hanno sottoscritto la petizione che richiedeva alle Nazioni Unite di ascoltare le sopravvissute e chiarire la posizione assunta in merito a sfruttamento della prostituzione, bordelli e commercio del sesso. In questa email Mr Sidibé ha dichiarato che “UNAIDS non raccomanda la decriminalizzazione dello sfruttamento e del possesso di bordelli”.

Sullo stesso argomento:

Lo stupro non è un diritto umano

Lettera aperta ad Amnesty International

Voi e le vostre fantasie mi nauseate

La mia testimonianza

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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11 risposte a Sopravvissute e sex work

  1. maura ha detto:

    da dagospia
    EX MARITI, CORNUTI E MAZZIATI – PERCHE’ QUANDO UN RAPPORTO FINISCE, LA GIUSTIZIA TUTELA LA DONNA MENTRE GLI UOMINI VENGONO TRATTATI ‘COME DELINQUENTI’? – LA SOLUZIONE MELLONE: I PATTI PREMATRIMONIALI CHE PERÒ IN ITALIA SONO ANCORA CARTA STRACCIA

    Nel nuovo libro di Mellone l’amaro destino degli uomini separati, un esercito di 4 milioni di persone, 800mila dei quali già collocati al di sotto della soglia di povertà – Agli ex mariti non viene riconosciuta neanche la possibilità di detrarre i costi dell’affitto: con questa normativa gli unici autorizzati a separarsi sono i ricchi, gli evasori fiscali e i poveri…

    Potremmo risolvere il problema della disoccupazione femminile, solo istituendo il lavoro di “segnalatrice di minchiate da giornali e siti”.

  2. alessiox1 ha detto:

    se gli uomini trovassero con non troppa facilità una compagna , o comunque una donna con cui avere rapporti sessuali non andrebbero a prostitute

    • “se gli uomini trovassero con NON troppa facilità una compagna”: un gran bel lapsus… Cioè dovrebbe essere più difficile?

    • IDA ha detto:

      Alessio.. Ancora.. 🙂 Lo sai che ci sono uomini che hanno una moglie, l’amante e vanno con le prostitute? E non credere che siano pochi.. poi partecipano al family day..

      • alessiox1 ha detto:

        ma infatti io non giustifico loro, ma quello che sono senza compagnia si, e triste non avere una donna con cui stare assieme in generale , almeno le prostitute in parte colmano questo vuoto, il loro è un importante servizio per la collettività, se non fosse per loro i casi di depressione sarebbero di più.

      • http://27esimaora.corriere.it/articolo/i-clienti-delle-prostitute-chi-sono-cosa-cercano-e-perche-anche-con-minorenni/
        E inoltre:
        http://liadiperi.blogspot.it/2013/11/la-prostituzione-e-gli-uomini.html
        Dal quale cito: “Perché gli uomini si rivolgono alla prostituzione?
        Maggior parte degli studi di approfondimento e di ricerca sul tema arriva a una medesima conclusione: ” Un numero crescente di uomini cerca le prostitute più per dominare, che per godere sessualmente. Nelle relazioni sociali e personali sperimentano una perdita di potere e di mascolinità tradizionale e non riescono a creare rapporti di reciproco rispetto con le donne con le quali si relazionano. Sono questi gli uomini che cercano la compagnia delle prostitute, perché quello che cercano in realtà è un’esperienza di dominio e di controllo totale”.
        Sembra come se una grande parte dell’umanità, gli uomini che si rivolgono alla prostituzione, abbia un serio problema con la propria sessualità, non essendo in grado di stabilire un rapporto di parità con le donne (più della metà del genere umano) convinti che debbano stare a loro servizio. Come se ogni volta che le donne ottengono sempre maggiori quote di uguaglianza e di diritti, questi uomini non fossero capaci di adattarsi a un rapporto di uguaglianza e ricorressero, sempre più spesso, a relazioni commerciali, con le quali pagando, ottengono di essere al centro dell’attenzione, tornando alla fase infantile d’intenso egocentrismo e di una relazione, che non comporta nessun “carico” di responsabilità, di cura, di attenzione, rispetto o equivalenza.”

  3. alessiox1 ha detto:

    si ma tutti vorresti arrestarti tutti , vedi che non è tanto poco comune che gli uomini ci vadano perché non trovano una compagna tranne che poi si vergognano a dirlo.

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