I poveri separati… e le separate?

“Sessantaquattromila ripetizioni fanno la verità.”

(Aldous Huxley)

“Gli uomini sono tanto ingenui, e talmente legati alle circostanze presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascia ingannare”.

(Niccolò Machiavelli)

propaganda1

Questo Natale i Fathers 4 Justice (i poveri papà separati inglesi, noti per essere uno dei gruppi più creativi nel panorama europeo) hanno lanciato una campagna contro le mamme vip che non rispettano il verbo della bigenitorialità.

L’ex-marito dell’attrice inglese Kate Winslet, il regista Sam Mendes,  non ha gradito di essere stato eletto “caso esemplare” della campagna denigratoria, e ha pubblicamente disapprovato l’iniziativa con queste parole:

“It is inappropriate for this organisation to involve my family and I when they know nothing of our personal circumstances.” (E’ inappropriato che questa organizzazione coinvolga me e la mia famiglia senza sapere nulla di noi)

I poster pubblicitari dei Fathers 4 Justice sono un classico esempio di propaganda: allo scopo di ottenere il consenso dell’opinione pubblica, la verità è modificata ad arte per veicolare il messaggio che si vuole trasmettere.

Il manifesto dei Fathers 4 Justice, sfruttando la carica emotiva che una festività come il Natale porta con sé, ci racconta che l’attrice Kate Winslet sta perpetrando una grande ingiustizia contro i suoi figli e contro i loro padri – sta negando loro qualcosa che meritano (deserve), qualcosa cui hanno diritto – e che il suo comportamento è causa di grande sofferenza.

Ma in realtà non c’è nessuna sofferenza, come spiega il diretto interessato: “I can happily state this has never been a concern for me or my son” ha dichiarato Sam Mendes, “Posso affermare con gioia che non c’è da preoccuparsi, né per me né per mio figlio”.

Costruire il nemico“, identificare l’avversario come unico responsabile di tutti i mali, disumanizzarlo e demonizzarlo, è uno stratagemma noto agli esperti di propaganda ed è funzionale a catalizzare la rabbia verso una specifica categoria, allo scopo di far accettare all’opinione pubblica delle misure che se analizzate criticamente rischierebbero di risultare impopolari.

Il nemico, in questo particolare caso, sono le mamme separate.

A tutt’oggi i Fathers 4 Justice non sono riusciti ad ottenere l’approvazione dei progetti di legge proposti in Parlamento. Ma non smetteranno di tentare.

Come non smettono di tentare i “poveri papà separati italiani”, che il 24 marzo di quest’anno hanno ottenuto bel 7 firme in più al Disegno di Legge 1163, presentato originariamente solo dal Senatore della Lega Nord Sergio Divina e dal Senatore del Gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà Emilio Floris.

Dei presupposti scientifici di questo disegno di legge avevo già scritto diffusamente qui (ma avremo occasione di tornare a parlarne). Oggi vorrei soffermarmi su quei passi dell’introduzione che tradiscono il vero obiettivo delle modifiche proposte.

Come ha già rilevato chi ha analizzato i progetti analoghi presentati in Gran Bretagna, all’origine delle iniziative dei “papà separati” c’è la tutela del genitore definito “less involved (il “genitore privato della propria genitorialità”), che – secondo chi redige questi progetti – sarebbe vittima di gravi ingiustizie perpetrate da un sistema giudiziario incline a discriminare il genitore di sesso maschile sulla base di meri pregiudizi di genere.

Vorrei attirare la vostra attenzione su un paragrafo dell’introduzione al disegno di legge, a pag. 4:

“In un momento in cui tantissimi padri sono diventati homeless (vedi esperienze di padri finiti al dormitorio o in auto pur avendo case coniugali di grande metratura)…”

Secondo questi signori, solo i padri sono in difficoltà economica. Eppure, ci sono anche madri senzatetto, come riportano i giornali.

Dal rapporto 2014 della Caritas italiana:

Tra i separati/divorziati che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas la gran parte è di nazionalità italiana (85,3%); in termini di genere c’è una leggera prevalenza delle donne (53,5%), rispetto agli uomini (46,5%) anche se si può parlare quasi di un’equa divisione. Il 42,9% è coinvolto in separazioni legali, il 28,1% in separazioni di fatto e il 22,8%  in procedimenti di divorzio.

Le modifiche di legge che il Disegno di Legge 1163 trovano il loro fondamento su una errata analisi della situazione dei genitori separati italiani: non è vero che in questo momento storico solo gli uomini patiscono un grave disagio, pertanto se sono necessarie delle misure per venire incontro alle persone che a causa della separazione soffrono di una importante riduzione del reddito, queste misure non dovrebbero essere elaborate a partire da un discorso che discrimina un genere rispetto all’altro, ma dovrebbero tenere conto della reale situazione in cui versano le famiglie italiane: ci sono uomini poveri e ci sono donne povere.

Sebbene la propaganda messa in atto da determinati gruppi, in Italia come all’estero, abbia diffuso la convinzione che una grave emergenza sociale comporti urgenti misure a tutela di una specifica componente sociale (i maschi), questo non corrisponde a verità.

Un altro passo dell’introduzione al disegno di legge, pag. 12:

“In un progetto di legge scevro da ipocrisie si dovrebbe pure sottolineare la fattispecie emergente delle false accuse, accresciuto dal buonismo imperante nelle aule giudiziarie… il fenomeno è comune in molti paesi… e anche nei Paesi stranieri si stanno studiando dei costruttivi… in Australia il noto Giudice David Collier ha dichiarato all’Australian Family Law Express News che la falsa denuncia di abusi è la nuova arma giudiziaria emergente.”

Qualsiasi cosa abbia dichiarato il noto Giudice David Collier (o qualsiasi altro Giudice), tutte le ricerche empiriche condotte in altri paesi hanno dimostrato che quello delle fase accuse non è che un mito, privo di qualsiasi fondamento:

negli Stati Uniti

in Australia (dove lavora il Giudice Collier)

in Gran Bretagna

gli studi sui casi di violenza sulle donne, violenza domestica e abusi sui minori hanno dimostrato che le false accuse sono episodi molto rari rispetto alla mole di accuse confermate dalle indagini. Ci sono esperti che dichiarano che il pregiudizio diffuso dell’esistenza di un “fenomeno emergente delle false accuse” va a minare significativamente il lavoro di chi è chiamato ad investigare su questo genere di crimini a danno delle vittime (“Child Custody Evaluators’ Beliefs About Domestic Abuse Allegations: Their Relationship to Evaluator Demographics, Background, Domestic Violence Knowledge and Custody- Visitation Recommendations” di Daniel G. Saunders, Ph.D., Kathleen C. Faller, Ph.D., Richard M. Tolman, Ph.D. ; “Custody Evaluations When There Are Allegations of Domestic Violence: Practices, Beliefs, and Recommendations of Professional Evaluators” di Michael S. Davis, Ph.D.; Chris S. O’Sullivan, Ph.D.; Kim Susser, JD; Hon. Marjory D. Fields, JD)

E a proposito di “armi giudiziarie emergenti” vi consiglio di leggere qui.

Vorrei che rifletteste su una cosa: la propaganda non è gratis. Occorre lavoro, tempo e denaro per veicolare un messaggio (soprattutto se poco attinente ai fatti) e ottenere che venga recepito.

 

Per approfondire:

Chi scrive manifesti e chi si rimbocca le maniche

Dei diritti e dei doveri

Dura lex sed lex

The Illusion of Truth

Papà separati vs mamme separate: due pesi e due misure

Mamme nella crisi

Misoginia nel web III: la vacca

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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Una risposta a I poveri separati… e le separate?

  1. Arianna ha detto:

    oh, finalmente un po’ di sana informazione contro la disinformazione che regna sovrana nei telegiornali…

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