Le sentinelle in piedi

Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:

  • Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall’Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848 (art.10):

  • 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
  • 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

L’art. 21 della Costituzione italiana stabilisce che:

  • Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

sentinelle

Chi sono le sentinelle in piedi? Così recita la loro pagina web (piuttosto povera di contenuti, bisogna ammetterlo, ci sono pochissime parole e molte immagini):

Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna.
La nostra è una rete apartitica e aconfessionale: con noi vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale, perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, ci riguarda tutti e ci interessa tutti.

Che cos’è un’opinione?

Un’opinione è un giudizio fondato su ragioni soggettive; si definisce “opinione” una convinzione nei confronti di specifici fatti quando mancano precisi elementi di certezza; un’opinione non necessita per definizione di essere sottoposta a verifica.

E come definiremmo invece, la verità?

Io la descriverei come la spiegazione di volta in volta migliore sulla base dei dati a nostra disposizione, sempre aggiornabile e revidibile al comparire di nuovi. La verità esiste, ma bisogna considerarla come un qualcosa che non è immutabile nel tempo. La verità deve essere supportata dai fatti, da argomentazioni logiche, oppure, se parliamo di scienza, da ricerche, esperimenti, da quella che in termini tecnici viene chiamata peer review. Ma la verità non è un concetto che riguarda solo l’ambito scientifico, bensì tutto lo scibile umano.

Chiamiamo “vera” un’asserzione se essa coincide con i fatti o corrisponde ai fatti o se le cose sono tali quali l’asserzione le presenta; e il concetto cosiddetto assoluto o oggettivo della verità, che ognuno di noi continuamente usa. Uno dei più importanti risultati della logica moderna consiste nell’aver riabilitato con pie­no successo questo concetto assoluto di verità. (Karl Popper, da “Sulla logica delle scienze sociali”, in AA. VV., Dialettica e positivismo in sociologia, Einaudi, Torino, 1972)

Che cos’è la fede?

Chi ha “fede” è colui che crede in concetti o assunti in base alla sola convinzione personale o in base alla sola autorità di chi ha enunciato tali concetti o assunti, al di là dell’esistenza o meno di prove pro o contro tali idee e affermazioni.

Le sentinelle in piedi sostengono di vigilare sulla libertà di opinione. Ma da questo comunicato stampa si evince che, più che difendere il diritto dei cittadini a comunicare liberamente idee o informazioni, esse difendono 3 specifiche opinioni; non sembrano molto interessate ai diritti di tutti i cittadini, ma si preoccupano di tutelare quei cittadini che:

  • affermano pubblicamente che la famiglia naturale è fondata dall’unione tra un uomo e una donna;
  • si esprimono pubblicamente come contrari al matrimonio tra le persone dello stesso sesso;
  • affermano che un bambino per crescere ha bisogno di una mamma e di un papà  e dunque sia contrario alle adozioni da parte di coppie omosessuali.

Andiamo ad analizzare queste 3 “opinioni” per vedere se quanto affermato è opinabile, vero o falso.

Che cos’è una “famiglia naturale”?

“Naturale” significa letteralmente “che riguarda la natura”, quando con “natura” intendiamo l’insieme degli esseri viventi e inanimati considerato nella sua forma complessiva, nella totalità cioè dei fenomeni e delle forze che in esso si manifestano.

Che cosa è la famiglia?

La più antica testimonianza finora trovata di una famiglia umana è la cosiddetta Famiglia di Eulau, che proviene da una tomba trovata a Eulau (Sassonia), datata 4600 anni fa, contenente i resti di un uomo, una donna (con una età stimata di circa 30 anni) e due bambini di circa 5 e 9 anni di vita. L’analisi del DNA ha confermato il legame di parentela suggerito dalle peculiarità della sepoltura: i corpi erano abbracciati fra di loro.
Tuttavia, ci dicono gli antropologi, il ritrovamento non dimostra “che la famiglia sia un modello universale o che sia la più antica istituzione delle comunità umane“, ma solo che c’è da un sacco di tempo.

Émile Durkheim nel 1888 scrisse: “Non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore di tutti. La famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa, perché le circostanza sono diverse.” Come ho già scritto altrove, la famiglia è un fenomeno che deve essere considerato all’interno dei mutamenti politici e culturali di una società. Non si può teoricamente parlare della famiglia in generale, ma solamente di tipi di famiglie.

L’art. 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo afferma che “Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, sesso, cittadinanza o religione.”.

L’art. 29 della Costituzione italiana ci dice: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.”

Che cosa intendevano i legislatori quando hanno scritto “società naturale”?

Alcune dichiarazioni in proposito: (fonte)

Umberto Merlin: Noi diciamo che questo concetto è affermato con le parole «la famiglia è una società naturale», per dimostrare questa semplice verità che la famiglia ha dei diritti primordiali, propri, che lo Stato non deve concedere come una graziosa concessione, ma che deve semplicemente riconoscere perché sono preesistenti alla sua organizzazione.

Camillo Corsanego: Però quello che importa è di affermare nella Carta Costituzionale che lo Stato non crea i diritti della famiglia, ma li riconosce, li tutela e li difende perché la famiglia ha dei diritti originari, preesistenti, e lo Stato non deve fa altro che dare loro la efficace protezione giuridica.

In altri termini: la “famiglia” è una società naturale nel senso che c’era già prima della Costituzione; è una società, ovvero è un insieme di individui che condividono alcuni fini e comportamenti e si relazionano congiuntamente in vista della realizzazione di scopi comuni, ed è naturale nel senso che si è creata spontaneamente, cioè non è sorta in virtù di un atto giuridico; tutto ciò che la legge può fare è riconoscerne ufficialmente l’esistenza.

Non riconoscere una società naturale equivale a non tutelare i suoi diritti.

Sulla base di queste premesse, vi domando: esistono società naturali ( ovvero che si sono generate spontaneamente a prescindere da un riconoscimento giuridico) formate da persone dello stesso sesso?

In Italia, secondo l’Istat, si contano 870.000 coppie di fatto di cui almeno 200.000 composte da persone dello stesso sesso.

Secondo la ricerca Modi.di, condotta nel 2005 da Arcigay con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, il 17,7% dei gay e il 20,5% delle lesbiche con più di 40 anni ha figli. Se si considerano tutte le fasce d’età, sono genitori un gay o una lesbica ogni 20.

Sebbene lo Stato non le riconosca, le famiglie nate dall’unione di persone dello stesso sesso esistono “in natura”, come pure esistono bambini cresciuti da due mamme o da due papà.

Se è per questo, esistono anche bambini cresciuti solo da una mamma, o solo da un papà, esistono bambini cresciuti da nonni, zii, da fratelli maggiori, da persone che non hanno alcun legame di parentela con loro.

Vorrei attirare la vostra attenzione su un’altra dichiarazione di un altro membro della commissione che ha scritto la nostra Costituzione, Giorgio La Pira: Sin dall’inizio dei lavori della Sottocommissione, nella stesura della Costituzione, si è detto che la fondamentale preoccupazione è quella di negare la teoria dei «diritti riflessi», che fu il fondamento dello Stato fascista. Lo Stato fascista, infatti, aveva come suo fondamento la teoria giuridica che tutti i diritti sono creati e concessi dallo Stato, che può ritirarli in qualunque momento. Negando questa teoria, si vuole affermare che lo Stato non fa che riconoscere e tutelare dei diritti anteriori alla Costituzione dello Stato, che sono diritti dei singoli, diritti delle società o comunità naturali.

A tale proposito vorrei citarvi l’appello di 23 costituzionalisti in merito proprio all’art. 29 della Costituzione:

Il riconoscimento giuridico di altre tipologie di famiglia non comporterebbe alcun disconoscimento dei diritti delle famiglie fondate sul matrimonio e non potrebbe quindi violare il disposto dell’articolo 29, primo comma, della Costituzione. Il fatto che la Costituzione garantisca in modo particolare i diritti della famiglia fondata sul matrimonio non può in alcun modo avere come effetto il mancato riconoscimento dei diritti delle altre formazioni famigliari.

Mi sento di concludere che affermare l’esistenza di una sola “famiglia naturale”, cioè quella formata dall’unione di un uomo e di una donna, non solo non trova nessun fondamento nella natura intesa come l’insieme di tutti gli esseri viventi e inanimati, ma non lo trova neanche nel nostro ordinamento giuridico. Anzi, alla luce degli ideali espressi da chi ha vergato la nostra Costituzione, mi sembra una affermazione che potremmo definire “falsa”, cioè confutata dai dati a nostra disposizione.

Se affrontiamo la questione da un altro punto di vista, quello scientifico, scopriamo che nel 1973 l’American Psychiatric Association (APA) ha rimosso l’omosessualità dal DSM, il manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali; oggi la posizione ufficiale della comunità scientifica composta da psicologi, psichiatri è medici è concorde nel ritenere l’omosessualità maschile e femminile una variante normale, non patologica del comportamento sessuale, proprio come l’eterosessualità maschile e femminile; l’omosessualità è solo uno dei possibili orientamenti sessuali di una persona e non una malattia.

Per ciò che riguarda la genitorialità, psicologi e ricercatori si sono riuniti mercoledì 9 aprile a Roma nel più grande convegno italiano sull’omogenitorialità, organizzato dalla Facoltà di Medicina e Piscologia dell’Università La Sapienza di Roma.

Anna Maria Speranza, direttore della Scuola specializzazione in psicologia clinica de La Sapienza, ha dichiarato: «Ritenere che i bambini abbiano bisogno sia di una madre che di un padre vuol dire presumere che donne e uomini siano genitori in maniera differente e cruciale per lo sviluppo, ma non è così. Madri e padri sono importanti per i bambini in quanto genitori e non in quanto maschi o femmine. Gli ultimi 40 anni di ricerche hanno dimostrato che lo sviluppo dei bambini non dipende dalle cosiddette dimensioni “strutturali” della famiglia: dal fatto cioè se i genitori siano divorziati, single, omosessuali o padre o madri biologici, ma dalla qualità della genitorialità. Dalla relazione che c’è tra genitori e bambini, da quella tra i genitori, dalla disponibilità di risorse economiche e sociali». Corrispondere o meno a una precisa costellazione familiare (la «famiglia tradizionale») non dà insomma garanzie. Né crescere con madri o padri gay pregiudica lo sviluppo. (…) Nessuna ricerca attendibile include tra i fattori di rischio per la crescita dei bambini l’orientamento sessuale del genitore né in senso più ampio il genere».

Sempre a proposito di genitorialità, così si è espressa la American Academy of Pediatrics (per citare un’altra fonte autorevole) con un documento ufficiale dal titolo “Promoting the well-being of children whose parents are gay or lesbian” cui segue un lungo elenco di studi scientifici :

Molti studi hanno dimostrato che il benessere dei bambini è influenzato maggiormente dalla relazione che instaurano con i genitori, dal livello di competenza genitoriale e dalla capacità di garantire sicurezza degli stessi, dalla presenza di supporto sociale ed economico alla famiglia, piuttosto che dal genere o dall’orientamento sessuale dei loro genitori.

Pertanto anche l’ultima “opinione” difesa dalle sentinelle in piedi può essere definita falsa, perché confutata dai dati a nostra disposizione.

Vorrei ricordare che il nostro codice penale, con l’articolo 656, individua un particolare reato:  la diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, quando queste turbano l’ordine pubblico. Vorrei ricordare anche l’esistenza dei cosiddetti “reati di opinione“.

“Libertà di espressione” non significa che siamo liberi di diffondere qualsiasi cosa ci passa per la testa, soprattutto se quello che sosteniamo non è vero e danneggia altre persone. Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge al fine di assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri, ci dice l’art.29 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, quindi non è sufficiente classificare arbitrariamente ciò che si afferma come “opinione” per sentirsi autorizzati a diffonderla a destra e manca.

A proposito del “turbamento” causato da “opinioni” analoghe a quelle difese dalle sentinelle, vi invito a leggere una recente inchiesta de L’Espresso.

Vorrei concludere queste mie riflessioni con una citazione che mi piace molto:

Coloro che credono nell’uomo quale è, e non hanno dunque abbandonato la speranza di vincere la violenza e l’irrazionalità, devono esigere che a ogni uomo sia dato il diritto di organizzare autonomamente la propria vita, nella misura in cui ciò è compatibile con gli eguali diritti degli altri. (Karl Popper, “Congetture e confutazioni”)

complotto_gender

Sull’argomento:

Sentinelle in piedi a Verona, la risposta delle associazioni LGBT

Il nemico immaginario

La libera espressione del pensiero e la censura

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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15 risposte a Le sentinelle in piedi

  1. winola ha detto:

    Il primo articolo che ho letto a propostito delle sentinelle in piedi era nella cronaca di Torino de La Repubblica e riportava, tra virgolette, questa frase cito: “Per finire in carcere a causa delle proprie opinioni, basterebbe dire che la famiglia è basata su una coppia uomo-donna ” (http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/03/30/news/la_crociata_delle_sentinelle_anti-gay_nella_piazza_dove_nacque_l_italia-82295390/) , ma è assurda questa interpretazione del DDL Scalfarotto, IMHO.
    IL DDL dice, al punto c: «3-bis. Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni». (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/716085/index.html), non vieta affatto di dire la propria personale opinione, è solo un’aggravante come può esserlo il razzismo o l’infaticidio o pure il femminicidio, se non c’è reato non c’è nemmeno sanzione! E fino a prova contraria, la libertà di parola è un diritto inviolabile tutelato dalla Costituzione.
    Quindi, le care sentinelle in piedi possono stare tranquille, non si sta istituendo un nuovo reato, ma solo un’aggravante specifica per reati già esistenti. Nessuno andrà ad arrestarle perché erroneamente credono che la famiglia possa essere composta solo da uomo e donna o per una qualsiasi altra opinione (a meno che, ovviamente, non considerino un’opinione dire che i gay vanno riempiti di botte e che vanno organizzate ronde per menarli, quella non è un’opinione, è istigazione a delinquere ed è già punita dal nostro ordinamento).

  2. Michela Poser ha detto:

    Fra sentinelle in piedi e le associazioni di famiglie che si fiondano contro quella che loro chiamano l’ideologia del gender, stiamo regredendo a una specie di controriforma.

  3. IDA ha detto:

    Come ne parlavo l’altro giorno con Michela, le “sentinelle in piedi” mi fanno ritornare a mente “Ercolino Sempre in piedi”, chi come me era bambina negli anni 60 sa di cosa parlo; (era un misirizzi gonfiabile, con le fattezze di Paolo Panelli, contemporaneo o poco precedente alla “mucca Carolina”). Mi sono persa nell’infanzia e ho perso il filo del discorso. “La scuola senza ideologie”, dicono, ma si dimenticano che nella scuola pubblica c’è l’ora di religione, questo a loro va bene, non hanno da protestare in rispetto del sacro diritto dei genitori di scegliere l’educazione dei figli. Una religione confessionale e ideologica, imposta nelle scuole pubbliche con il disprezzo di quei stessi principi a cui loro fanno continuamente riferimento.. Certo chiedere a dei cattolici essere almeno liberali, è una contradizione in termini. Penso che possa essere il momento di cominciare a mettere in discussione l’ora di religione nelle scuole pubbliche.

    • Dell’ora di religione avevo parlato: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/22/quelli-della-teiera/
      Piuttosto inquietante il fatto che sia così difficile evitarla…

      • IDA ha detto:

        Che poi, per lo meno nel mio caso, nei casi dei miei figli, hanno sempre fatto in un modo o nell’altro quello che sarebbe vietato. 1) inserimento degli alunni che non fanno religione in altre classi. 2) Semplice vigilanza da parte del personale.. le presunte materie alternative non sono mai esistite.. un pò ho cercato di protestare, poi ho finito per farli fare religione, sembra che in tutta la scuola c’erano solo i miei figli che non facevano religione.. alle medie, hanno scelto loro di non farla e non l’hanno fatta, ma è stata una loro scelta e conoscevano le conseguenze..

  4. Vale ha detto:

    Scusate se mi impiccio, ma da cattolica credente e praticante, mi sento chiamata in causa.
    In nessun pezzo del Vangelo il Signore dice mai “fate fuori quelli che non sono come voi”. Il Vangelo è un messaggio di amore e accoglienza verso tutti. Questo per dire che, se anche posso capire perché il Papa, per ragioni diciamo “tradizionali”, ovviamente dica “vogliamo una mamma e un papà”, non capisco perché certe figure della Chiesa debbano stravolgere l’intero messaggio del Signore e istigare alle disuguaglianze e all’odio.
    Se qualche personaggio ha delle idee ridicole, non è colpa della religione o del Signore o del Vangelo, che invece dicono tutt’altro (“ama il prossimo”, non “ama il prossimo, basta che non sia gay”).

    • Su questo con me sfondi una porta aperta: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/12/22/gesu-era-femminista-2/
      Il post parla infatti del movimento “Le sentinelle in piedi”, non di “tutti i cattolici praticanti” o di “tutti i cristiani”, e neanche di “tutte le persone che seguono una qualche religione”…

      • Vale ha detto:

        Sì, Riccio, era per rispondere agli altri commenti. Non sono tutti i preti o tutti gli insegnanti di religione. Io, ad esempio, sono sempre stata fortunatissima e mi è capitato sempre di parlare con persone molto sensate. Una volta ho chiesto al mio Don perché la Chiesa permettesse che certi personaggi facessero questo tipo di sparate (o quelle che le donne si meritano la violenza) alla stampa. Mi ha risposto, con aria triste, che neppure loro se lo sanno spiegare, che magari gente normalissima ad un certo punto sbotta in questo modo, a volte anche personaggi che erano già stati richiamati all’ordine.
        Vorrei solo che non passasse il messaggio che il Cristianesimo è razzista, sessista, o discrimina in qualche modo. La religione è la religione. Le sparate di qualcuno rimangono le sparate di qualcuno.

      • Sulla “Chiesa” come istituzione, non sono proprio d’accordo. Una cosa è il Vangelo, un’altra il Vaticano…

      • winola ha detto:

        Personalmente non credo che il cristianesimo, inteso come il messaggio dei Vangeli, sia sessista o discriminatorio, tutt’altro, è un messaggio di inclusione e speranza, rivolto agli ultimi (i paleocristiani erano schiavi, donne, prostitute… Gli ultimi degli ultimi, nell’impero romano), però lo è la Chiesa, intesa non comunità di credenti, ma come istituzione. Le alte gerachie ecclesastiche sono rappresentate da gente come Bagansco e non si può dire che non discrimini, perché è palese che lo faccia. Forse, gli alti prelati, dovrebbero rileggersi il Vangelo, al posto che andare avanti con la tradizione cattolica che, quanto a bigottismo, è ancora nel medioevo. Poi, all’interno della Chiesa, intesa come comunità di credenti, ci sono tante bravissime persone, non lo metto in dubbio. Sono i vertici che lasciano un po’ a desiderare…
        E comunque, che la religione si immischi continuamente nelle faccende di uno stato laico che dovrebbe garantire pari diritti a tutti i cittadini è indegno, anche perché mica tutti sono cattolici in Italia. Se la chiesa ritiene che l’omosessualità sia un peccato è un problema dei credenti, non vedo perché questa cosa debba influenzare le leggi dello Stato impedento che i gay abbiano pari diritti.

    • IDA ha detto:

      Vale. Non credo che qualcuno possa aver confuso Cristianesimo con Cattolicesimo, per lo meno per quello che mi riguarda.. quando parlo dei cattolici, parlo della gerarchia cattolica, e chi ne esegue l’ordine, in pratica del dominio, che hanno poco a che fare con la religione, meno ancora con il cristianesimo.. Non a caso io mi definisco anticlericale e non anticristiana. Sono agnostica, ma non combatto le religioni.. ma il dominio.. Non so se sono io che ti ho offeso, e se si, mi duole, ma ho espresso le mie opinioni, e non capisco dove posso aver offeso un credente in quanto tale..

  5. Vale ha detto:

    Nessuno mi ha offeso e non sto attaccando nessuno. Sto solo sottolineando come il Vangelo non discrimini nessuno, né c’è scritto da nessuna parte che i gay sono peccatori. Che poi dei vertici, più politici che religiosi, sfruttino certe cose per fare il lavaggio del cervello alla gente e per garantirsi un potere temporale, ha poco a che vedere con la religione. Se uno è davvero cristiano, non può avercela coi gay o con chiunque altro, proprio perché il messaggio era “Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi”.
    Che poi molti vertici della Chiesa facciano abbastanza pietà, lo sappiano noi cristiani prima di tutti 😉

    • “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.” (Matteo)
      Secondo me ci canta 🙂 (da ragazzina andavo matta per Footloose, il film)

  6. paolam ha detto:

    🙂 Masochiste, concordo. Che dire altro? Forse alle considerazioni storiche e filosofiche potremmo aggiungere che, tra i vari modelli di famiglia distribuiti nel tempo e nello spazio, ci stanno pure quelli in cui era previsto il sacrificio della moglie, o delle mogli, insieme putacaso ai cani o al cavallo, chessò, e che l’usanza del rogo della vedova in qualche ambiente si è protratta fino a pochi decenni fa. Ma aggiungere casistiche a questa galleria degli orrori è facile.

  7. Caterina ha detto:

    Grazie per l’analisi 🙂
    Tralaltro, leggendo pensavo alle società matriarcali, in cui la famiglia è qualcosa di completamente diverso da quella che viene definita “naturale”, eppure la società è stabile e le relazioni forti.
    Insomma per davvero la famiglia naturale non esiste, e nemmeno la famiglia culturale è un modello unico e storicamente statico.
    Sarebbe bello liberarci tutti (e liberare i bambini) dalle pastoie di un giusto/sbagliato che non corrisponde ad un’effettiva misura di felicità.

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