Misoginia nel web: il meme

Il concetto di meme nasce nel 1976, quando Richard Dawkins (etologo britannico) lo descrisse nel suo libro “Il gene egoista”.

La parola è formata sul calco di “gene” con “mimesi” e richiama il patrimonio genetico e la possibilità di riprodursi ed evolversi.

Il meme è definito come un’entità di informazione che ha la capacità di moltiplicarsi passando da una mente all’altra mediante un meccanismo di trasmissione selettiva, ovvero secondo un processo in tutto e per tutto analogo, se non identico, alla replicazione biologica delle stringhe di acido desossiribonucleico.

Detto così, sembra difficile.

In realtà il classico esempio di meme è la canzoncina che sentiamo alla mattina alla radio e che per tutto il giorno ripetiamo distrattamente: il meme della canzone si è “impiantato” nel nostro cervello. Canticchiando possiamo “contagiare” il nostro vicino di scrivania, che a sua volta continua a ripetere lo stesso motivo. Con questo semplice meccanismo i “meme” si impossessano delle menti umane, generando mode e luoghi comuni.

Proprio come il patrimonio genetico, i “meme” possono mutare. Riprendendo l’esempio, il nostro vicino di scrivania potrebbe ricanticchiare la canzoncina storpiandone qualche parola o modificandone leggermente la melodia, dando vita ad una nuova e diversa entità di informazione.

Il concetto di meme ha trovato terreno fertile nel mondo virtuale.

Un internet-meme altro non è che un’immagine, una frase o un video, che si diffonde in modo spontaneo nel web: chiunque lo veda (ad esempio su Facebook)  lo condivide con i suoi amici, i quali a loro volta lo condividono con i loro amici, e così via.

Quando un meme si diffonde a macchia d’olio, si parla di fenomeno virale (altro termine mutuato da Dawkins), proprio perché i concetti veicolati dai meme si propagano come un’epidemia.

Gli internet-meme spesso sono divertenti, spiritosi, oppure sono solo sciocchi. A volte sono sgradevoli o addirittura offensivi.

Qualche giorno fa leggevo un articolo sui meme diffusi dagli attivisti di “A Voice For Men”, e mi sono chiesta: ma i papà separati italiani avranno iniziato a diffondere meme?

La risposta, ahimé, è si.

Uno degli attuali passatempi preferiti dai difensori dei diritti degli uomini e dei diritti dei papà sembra infatti divulgare meme che mostrano tutta l’inadeguatezza della donna intesa come qualsiasi essere umano di sesso femminile, come questo:

meme_mascolinisti_gazzella

Le donne non sono adatte alla vita su questo pianeta, è un fatto “naturale”. Se non ci fossero in giro anche quelle creature infinitamente superiori dotate di pene, saremmo già estinte da un bel pezzo.

Buffo che la stessa gente che si diletta con questi meme, passi il restante tempo libero a lamentarsi di venire continuamente insultata e denigrata dalle donne.

innato_pudore

Eh, noi donne non possiamo permetterci… Gli uomini si. E’ la natura.

Un’altro tema ricorrente è l’importanza della figura paterna:

meme_mascolinisti5

L’amore del padre è così importante che padre e figlio/a/i possono dare vita ad una famiglia monogenitoriale:

meme_mascolinisti6

… mentre madre e figlio/a/i assolutamente no:

meme_mascolinisti4

Mentre l’uomo – l’essere superiore – è perfettamente in grado di svolgere le funzioni di padre e madre e creare col suo immenso amore un nucleo familiare, la donna -l’essere inferiore – non sarà mai capace di colmare il vuoto creato dall’assenza del padre.

Che sia un fatto “naturale” è dimostrato dall’assenza di barba nelle donne.

Le mamme, d’altronde, si dimostrano incapaci e negligenti ogni volta che hanno per le mani un minore. Eccola, la tipica mamma italiana alle prese col lavoro di cura:

meme_mascolinisti2

Se ne sta al telefono (sono delle fannullone), chiacchiera con quelle sue inutili amiche, mentre la povera piccina si annoia davanti alla TV. Ma questa è solo una delle nefandezze di cui si macchiano le madri:

meme_mascolinisti9Bevono. Eh si, bevono, sono alcoliste. Tutte. C’è un grosso problema di ciucci imbevuti nel martini. I media ce lo nascondono, perché sono nazifemministi.

E l’alcolismo le fa diventare malvagie (e grasse, molto grasse):

meme_mascolinisti7

Questi meme e molti altri ancora si propagano come virus fra le bacheche degli adoratori dell’italica Dea Madre, gli strenui difensori dell’uguaglianza fra i sessi:

 

meme_mascolinisti8

Le donne vengono diffamate e vilipese nel web in nome dell’uguaglianza.

Probabilmente è colpa mia: in quanto essere inferiore non ho mai colto il vero significato del termine “uguaglianza”.

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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20 risposte a Misoginia nel web: il meme

  1. Stefano ha detto:

    te ne posso trovare centinaia che sottolineano l’incapacità e l’inettitudine degli uomini…. quelli però vanno bene eh? quelli non ti danno fastidio

    • E dove sta scritto che mi vanno bene i meme che sottolineano l’incapacità e l’inettitudine di chicchessia? Mi puoi citare il passo di questo post dove è scritto? Non puoi, perché non c’è scritto.
      No, non mi stanno bene le generalizzazioni, né mi stanno bene le offese, né mi sta bene chi viene qui ad attribuirmi affermazioni che non ho mai scritto da nessuna parte.

  2. IDA ha detto:

    Io però, tutte queste pagine che mettono in risalto l’incapacità e l’inettutudine degli uomini non le vedo! Al contrario.. se uno blocca il traffico per parcheggiare, si dice che è un’imbranato, se alla guida c’è una donna, si dice; le donne sono imbranate, non è più una responsabilità singola..
    Basta fare un giro su youtube..

    • Mi è capitato di incappare in post che dileggiassero l’incompetenza dei maschi: http://donna.fanpage.it/ecco-cosa-succede-quando-si-lascia-un-bimbo-al-papa-foto/
      Ma sono corredate dal commento “Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”: i bravi papà ci sono, e sono tanti, io lo so, tu lo sai, e nessuno lo mette in dubbio, anzi. Siamo in un momento storico in cui alla paternità è conferito un grande valore.
      Non esistono associazioni di “mamme separate” che postulano la cattiveria del genitore maschio in quanto maschio, o che diffondono dati falsi sulla povertà dei papà separati
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/06/i-poveri-papa-separati/
      mentre esistono associazioni che ci raccontano che gli uomini sono poveri e soffrono mentre le donne se la godono
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/28/chi-scrive-manifesti-e-chi-si-rimbocca-le-maniche/
      che diffondono percentuali inventate sul fenomeno delle “false accuse” per diffondere l’idea che le donne tendono in quanto donne a mentire sui maltrattamenti subiti o sugli abusi sui minori
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/31/mito-e-realta/
      che inventano “preoccupanti fenomeni sociali in espansione” allo scopo di screditare un intero genere
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/27/il-giornale-che-fa-disinformazione/
      che si fanno promotori di proposte di legge che mettono a rischio la sicurezza dei soggetti coinvolti
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/04/06/residenza-alternata-una-proposta-pericolosa/

      • Zorin ha detto:

        Cit.:
        “mentre esistono associazioni…che inventano “preoccupanti fenomeni sociali in espansione” allo scopo di screditare un intero genere”

        Ti riferisci alle statistiche un tanto al chilo del tipo “una donna su tre” ha subito violenza non corso della vita…affermazione che inevitabilmente richiama il concetto che i “maschi” siano un genere dove i violenti siano una parte importante del gruppo.

        O magari alla recente campagna propagandistica sul “femminicidio”, così pompata da dare l’idea di un fenomeno ormai fuori controllo quando le statistiche più affidabili mostrano un fenomeno stabile o addirittura in lenta diminuzione, e in ogni caso tale da rendere l’Italia un paese non peggiore di altri più “blasonati” come la Svezia.

        Tutta questa foga allarmistica ha fatto sì, ad esempio, che il caso di Lucia Annibali, sfregiata con l’acido dall’ex, sia stato seguito con dovizia di particolari e rimbalzato su tutti i media, mentre quello di Willian Pezzullo, anche lui sfregiato con l’acido su mandato della ex, sia stato solo sfiorato e presto dimenticato dai media. E questo nonostante le lesioni di William Pezzullo siano risultate più gravi, tanto da renderlo quasi completamente cieco e quindi invalido.

        Ma la gravissima e ingustificabile disparità di trattamento non si ferma qui: il reo del caso Annibali è stato condanno al doppio della pena rispetto alla rea del caso Pezzullo, 20 anni contro 10, e questo nonostante, ribadisco, che le lesioni di Pezzullo lo abbiano reso invalido.
        Infine, Lucia è stata pure nominata Cavaliere, non si capisce a quale titolo.

        In conclusione, mi piace leggere il tuo blog perché ci trovo tesi così stralunate e strampalate che spesso mi regalano un sorriso, però in questo caso la tesi è davvero TROPPO strampalata: è vero che esiste un filone di associazioni e blog in rete “mascolinisti” o “neomaschilisti”, che fungendo da sfogatoi di uomini sfortunati spesso contengono argomenti ingiuriosi verso le donne, ma la potenza mediatica di tutte le associazioni, rubriche su TV e giornali che difendono e promuovono l’immagine e i diritti delle donne è incommensurabilmente superiore a quella dei pochi spazi maschilisti sul Web.

      • A propostito di William Pezzullo, che ha subito un orrendo crimine per il quale non esiste giustificazione. http://www.butac.it/due-pesi-due-misure/

        “… è vero che esiste un filone di associazioni e blog in rete “mascolinisti” o “neomaschilisti”, che fungendo da sfogatoi di uomini sfortunati spesso contengono argomenti ingiuriosi verso le donne.”

        Gli uomini che che ingiuriano sono SFORTUNATI. La sfortuna – come pure la fortuna, il fato, la sorte, il destino – sono tutti concetti che prescindono dalla volontà delle persone. Ma un uomo che passa il suo tempo a diffamare e denigrare le donne – tutte le donne in quanto donne – nei forum, nei blog, nei social, sceglie di stare lì. Non sono cose che “ti capitano”.
        Esattamente allo stesso modo io scelgo di stare qui, non ci sono finita mio malgrado. Non sono né “fortunata” né “sfortunata” in questo frangente, ma sono una persona che manifesta il suo pensiero, le sue idee.

        Riguardo il fatto che la stampa, la TV, i media in generale, discriminino gli uomini rispetto le donne… per favore. http://lunanuvola.wordpress.com/2014/04/21/bastano-quattro-pennarelli/

        Alcuni esempi tratti dai media italiani (non dagli spazi web maschilisti…):
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/26/nevica-probabilmente-e-colpa-delle-donne/
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/23/la-cultura-della-violenza/
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/04/15/due-versioni/

  3. IDA ha detto:

    E il commento di Belfagor, da dove è stato preso? Poi credo che nessuna, ma proprio nessuna voglia sostituirsi al padre, tanto meno farsi la barba, basta la ceretta.. non vogliamo emulare gli uomini, ma che la smettano una buona volta di dirci quello che si deve fare..

  4. A proposito degli uomini che sostengono di essere altrattanto vilipesi e diffamati: https://bunnika.wordpress.com/2011/07/09/sorry-men-you-are-not-oppressed-the-magical-mysteries-of-misandry/
    Post dal quale cito: ” Are there some women who hate men? Of course. There’s always somebody who hates somebody else. But it is not institutionalized oppression.”

  5. Notate questa protesta maschile: http://antipornfeminists.wordpress.com/2014/04/22/discrimination-against-men1/
    Questi uomini stanno protestando contro il “Women’s History Month”, il mese dedicato alle donne che hanno fatto la storia. Ci dicono: si chiama HIStory (his, aggettivo possessivo maschile, suo di lui) non HERstory (her, aggettivo possessivo femminile, suo di lei).
    Quello che le persone che parlano di discriminazione contro i maschi rivendicano non è l’uguaglianza, bensì è il perdurare del dominio maschile: la storia è dei maschi, voi donne rimanete nell’invisibilità nella quale vi abbiamo confinato. Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli.

  6. IDA ha detto:

    Io invece ritengo interessante le teoria dello “sfortunato”. Non si dice più, “maschilista” ma sfortunato, non più “misogino” ma possiamo dire sfigato.. che può avere alcuni significati. Uno; poverino la sua intelligenza puo arrivare solo li, è sfortunato dalla nascita.. Due: povero ragazzo è perseguitato dalla sfortuna, li vanno tutte storte, con qualcuno si dovrà sfogare.. e con chi se non con le donne? Le donne fanno sempre comodo….
    Ma la cosa più importante è la tendenza maschile a deresponsabilizzarsi; non sono maschilisti ma sfortunati, se uccide la moglie, perché è stato esasperato da lei, violentano le donne e poi subito la scusa pronta, ero ubriaco, ma la più classica; quella puttana mi ha provocato, mi ha strizzato l’occhio e non sapevo che aveva un tic nervoso, e poi se va a giro vestita in quel modo? A quest’ora poi? In compenso le donne sono sempre responsabili di tutto.. soprattutto per i comportamenti maschili..

    • Zorin ha detto:

      “Sfortunati” va inteso nel senso di individui che spesso hanno subito soprusi o violenze dalle proprie mogli, fidanzate ecc. e quindi hanno il dente avvelenato con le donne.
      Sono persone che hanno bisogno di sfogarsi esattamente come fate voi in questo blog, dove sembra che ci sia un grande complotto maschilista noto come “ordine patriarcale” che opprime e vittimizza le donne.
      Ovviamente i loro discorsi sono esasperati e fuori dal mondo esattamente con il vostro discorso sul patriarcato 😉

      • Peccato che in questo blog non troverai nessuno “sfogo” analogo a quelli che ho citato in questo post. Io non creo meme che offendono le persone. Non c’è nessun paragone fra questo blog e quelle immagini. Io non ho “il dente avvelenato”. Io argomento, discuto, in modo piuttosto logico e razionale. Faccio degli esempi, cito delle fonti. Vedi, se queste persone avessero davvero subito delle violenze, potrebbero denunciarle. E’ questo che fanno le perone che hanno subito dei soprusi: http://www.lastampa.it/2014/03/17/italia/cronache/picchiata-dal-fidanzato-si-mostra-in-tv-abbiate-il-coraggio-di-denunciare-kibzCob50VIlsHJzytVIcN/pagina.html
        Non creano ridicoli meme, non ne hanno bisogno, perché hanno delle storie da raccontare.

      • IDA ha detto:

        Si, avevo capito, e confermi la mia teoria, che vuole gli uomini deresponsabilizzati, e le donne colpevolizzate, “hanno il dente avvelenato” con tutte le donne, perché sono vittime di donne malevoli, perché gli uomini subiscono soprusi, violenza e discriminazioni quotidianamente, dalle proprie mogli, fidanzate o ex.. In compenso neghi il patriarcato; la storia, migliaia di anni dove la donna ha subito violenze, discriminazioni, soprusi, sopraffazioni e prepotenze. Noi oggi siamo il frutto di questa storia.. Nessuno qui ha mai parlato di complotti patriarcali, anche perché il patriarcato non ha la necessità di fare complotti..
        Dove lavoravo io, tre anni fa, tutte le donne superiori ai 45 anni, siamo state messe in mobilità, prima, e ora a casa a reddito zero. La direzione, ha giustificato la scelta discriminatoria, con la semplice frase; “gli uomini tengono famiglia”. La scelta era discriminatoria verso noi donne in quanto donne, perché; esempio, io, allora vivevo da sola con mia figlia, che era disoccupata.. Non è una famiglia la mia? E uomini che non hanno famiglia, non sono andati in mobilità. Perché?
        Però, quello che voglio dire, e i miei ex colleghi lo possono testimoniare, che noi donne non abbiamo fatto guerra ai nostri colleghi maschi, ma al loro privilegio, a quella logica “patriarcale” che vuole la donna dipendere economicamente da un uomo, che la donna non può vivere del suo lavoro, se lavora, lo fa per un capriccio, un di più, perché quello che porta i soldi è il maschio.. è una discriminazione che nega il diritto all’indipendenza alle donne.. Se non è una discriminazione, spiegami cos’è?

      • Sfortuna 😉 (mi dispiace, sinceramente, per quello che ti è successo)

      • IDA ha detto:

        No! La sfortuna è quello che capita agli uomini.. noi siamo sempre responsabili e colpevoli.. Le regole sono queste.. 🙂 Ora diranno che faccio del vittimismo, ma intanto tutti questi uomini che subiscono violenza dalle mogli, non li vedo, ma il contrario conosco molti casi, senza dover arrivare a fatti di cronaca sui giornali.. il sentir negar certe cose, mi infastidisce ancora di più.. discorsi strampalati? Nel tuo post, pubblichi il manifesto con il ciuccio dentro il bicchieri di martini, e c’è del vero, molte donne, soprattutto casalinghe, hanno problemi con l’alcol.. Un problema con l’alcol, dovuto a dinamiche relazionali coniugali, molto violente, ma non fisiche, morali e psicologiche, con insulti, angherie, umiliazioni e aggressioni verbali, tese a distruggere l’autostima della vittima, che spesso non si rende nemmeno conto di subire delle violenze. Dico questo, perché io qualche anno fa, ho fatto la volontaria di un centro tipo “anonimi alcolisti”, per poco tempo, perché non ero in grado di aiutare nessuno, dal momento che ero troppo presa e coinvolta. C’erano, sia uomini che donne, gli uomini, quasi tutti erano stati vittime di mobbing sul lavoro, le donne quasi tutte vittime di mobbing in famiglia, quasi tutte casalinghe e benestanti, mogli di professionisti o imprenditori.. nessuno si accorge di nulla, perché non sono mai ubriache, fanno le faccende di casa, vanno a prendere i figli a scuola, ma iniziano a bere la mattina e un po per volta, arrivano alla sera, che si sono bevute un litro di superalcolici.. ho conosciuto una che ha subito abusi sessuali, per vent’anni di matrimonio, dal marito e altri. Quando l’ho conosciuta io aveva la sindrome Korsakoff, una forma di demenza degenerativa, dovuta all’abuso di alcool.. ( così mi hanno detto, io non sono ne medico ne psicologa).
        Di alcune di queste storie, stò cercando di fare un post, ma non so se ne sono capace, e se lo farò.. a tal proposito, una volta hai pubblicato un post, di un “decalogo sulla seduzione” o roba del genere, se hai capito e se lo linki mi fai un piacere, mi risparmi il tempo di cercarlo.. 🙂

      • IDA ha detto:

        @Zorin.. parlare di questo non è odio verso gli uomini come genere, come ho già detto io ho avuto la fortuna di stare per più di vent’anni con un uomo eccezionale, che è stato un padre e compagno eccezionale, anche se ora siamo due perfetti estranei, pechè si litiga anche tra persone eccezionali… e come lui tutti i miei amici, e tanti altri, e spero che la maggioranza degli uomini sia così.. Ma se uno è maschilista non è perché ha subito un torto da una donna, ma lo era anche prima e usare il torto è solo una scusa.. se uno tratta per anni la moglie da puttana, e al momento della separazione lei chiede i soldi, non è un sopruso che lei fa a lui, ma una conseguenza logica, le puttane si pagano.. questo non esclude che ci siano donne carogne, perché queste persone sono equamente distribuite tra i due generi.. sotto ho pubblicato un link di zhirinovski, questo cosa dovrebbe aver subito dalle donne per essere in quel modo? Dalla madre, dalla moglie, dall’amante…. forse ce l’ha piccino e lo hanno sempre preso in giro? Smettiamola di cercare giustificazioni, e chiamiamo le cose per quello che sono..

      • IDA ha detto:

        Si.. proprio quello.. 6 non dieci, avevo esagerato.. grazie..

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