Aggettivi in libertà

Per i “papà separati“, ovvero per gli aderenti ad una serie di associazioni (non per i genitori separati si sesso maschile), oggi, 25 aprile, è la “Giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”.

I fan di questa malattia immaginaria dedicano la giornata a distribuire volantini, brochure e a diffondere meme in rete per convincere la gente che, sebbene una commissione di esperti psichiatri non abbia voluto inserirla nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, è comunque possibile diagnosticarla.

Vittima dell’alienazione genitoriale è il povero papà; mi hanno segnalato che una di queste brochure che circola in rete riporta addirittura una allarmante percentuale di poveri papà vittimizzati: sarebbero il 90%. Non si cita alcuna fonte, ovviamente, ma sono convinti che la gente ci cascherà.

La cosa veramente divertente è però un’altra:

giornata_alienazione

Ecco le cose terribili che subisce il povero papà: viene ghettizzato, ridicolizzato, vezzeggiato, sminuito, umiliato…

Sembra quel giochino che ogni tanto si trova anche nei test per accertare le competenze semantico-lessicali, avete presente? “Trova l’intruso”: fra questi 5 aggettivi indica quello che non c’entra niente con gli altri.

Vezzeggiare (da dizionario): fare oggetto di vezzi, di carezze, di complimenti; blandire, lusingare.

Mi chiedo: esiste una giornata della consapevolezza dell’esistenza del dizionario della lingua italiana? Perché se non esiste, io preparerei una bella mozione…

Non so se vi rendete conto dell’incompetenza di chi redige questo materiale.

Sarebbe grottesco, se non fosse che a causa di questo genere di propaganda ci sono dei bambini che subiscono un destino davvero crudele.

(Sappiate, comunque, che esiste la Giornata Internazionale della Lingua Madre, proclamata nel 1999 dall’UNESCO, e si celebra il 21 febbraio)

Per approfondire:

Dicono della Pas

Advertisements

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, attualità, in the spider's web, notizie, riflessioni, scienza, società, tutti i volti della Pas e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Aggettivi in libertà

  1. winola ha detto:

    Ma solo a me fa rabbrividere che abbiano scelto la data in cui si festeggia la Liberazione dal fascisimo per questa iniziativa? Crea un parallelo vagamente inquietante, visto anche che si ostinano a blaterare di nazifemministe che dominano la magistratura e l’Italia intera schiavizzando i poveri padri.
    Che poi, sono loro che usano metodi fascisti, mica chi li critica: far rinchiudere un bambino per resettarlo in modo che sia allineato al pensiero dell’adulto è un metodo che richiama la pedagogia nera…

    Ad ogni modo, la giornata per la lingua italiana direi che è un’ottima idea, propongo di intitolarla “salviamo il dizionario dall’estinzione”… 😉

    • A me fa rabbrividire tutto ciò che ruota attorno a questa storia… Ma soprattutto, quello che mi angoscia, è che chiunque, senza nessun tipo di competenza, si senta nel diritto di divulgare sintomi, segni e diagnosi, senza rendersi conto di quanto questo possa essere potenzialmente pericolo per i bambini che sostengono di difendere.

      Immaginiamoci una cosa del genere, ma riferita ad un qualsiasi altro disturbo. Vi sembra possibile? Vi sembra possibile divulgare materiale informativo che millanta di informare su questioni che hanno a che fare con la salute delle persone, vergato da persone che dimostrano di disconoscere persino la lingua italiana?

  2. Massimo Lizzi ha detto:

    Per una parte della società italiana, il 25 aprile è sempre meglio celebrare qualcos’altro.

  3. Attilio Falchi ha detto:

    Caro ricciocorno schiattoso,
    visto che sei stato avvistato in Svezia da persone inattendibili e non hai un nome e un cognome, non esisti nella vita reale e per questo non userò particolari riguardi come tu, personaggio di fantasia, non ne usi nei confronti dei padri separati vittime di pas.
    Nel tuo post non fai altro che offendere senza argomentare le accuse; per i toni adoperati e per assenza di contenuti, penso che tu non sia un uomo (sessualmente o come si dice, semplicemente per “mancanza di coraggio”). In entrambe i casi le tue opinioni non interessano chi vive le difficoltà che non riesci e/o non vuoi vedere. Continua tranquillamente a fare ciò che fanno abitualmente gli schiattosi senza esagerare con il winola che, da quel che leggo, è saturo di solfiti.

  4. paolam ha detto:

    Io veramente non ho capito neanche le frasi precedenti: “Un’immagine nuova sarà riformulata anche dall’alienante”, fin qui si segue la sintassi, anche se non si capisce chi sia l’alienante. Dovrebbe essere l’altro genitore rispetto all’alienato, ovvero la madre cattiva, posto che l’alienato sia il povero padre vittima. Poi però, ecco il colpo di scena, come viene riformulata l’immagine da parte dell’alienante? Così: “nella maggior parte dei casi rifiutando quel genitore”. Ah ecco, allora stiamo parlando della prole, se l’azione è quella di “rifiutare quel genitore”. Non solo: “restando nuovamente orfani e vittime di un secondo lutto”. A parte il disinvolto passaggio dal singolare al plurale – ma non stavamo parlando di una terza persona singolare? L’alienante? Come fa l’alienante a restare orfani e vittime al plurale? – Dunque l’alienante, cioè la persona che causa l’alienazione dell’alienato, non è l’altra parte genitoriale in causa (la madre), bensì la prole, dato che è la stessa persona che rifiuta quel genitore, e poi si moltiplica pure, diventando “orfani” e “vittime”. Sorvolo sul disinvolto uso sintattico del gerundio, degno della migliora tradizione linguistica sarda, nonché sul bizzarro impiego del verbo “tartassare”, il cui inusitato soggetto sono i “sensi di colpa”. I sensi di inadeguatezza non pervenuti. A proposito, consultare un vocabolario per il significato del termine alienazione in campo clinico. Ci sta tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...