Siamo sicuri che non è colpa della donna cattiva?

mollette

La vicenda è terribile, ed è su tutti i giornali.

Un uomo si chiude in auto con la ex convivente e la figlia di 5 anni, tira fuori una tanica di benzina, la svuota per bene nell’auto e appicca il fuoco. La donna tenta disperatamente di strappare la sua bambina dalle braccia dell’uomo, ma non ci riesce. Ora è ricoverata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale S.Eugenio di Roma. L’uomo e la bambina sono morti bruciati vivi.

Non sappiamo come la donna e la bambina siano finite nella Peugeot in una zona isolata nel quartiere Rancitelli di Pescara, perché stavolta all’operato delle forze dell’ordine non si può obiettare nulla, stando alla stampa: l’uomo era stato allontanato dal comune domicilio, condannato dal tribunale ad un anno di reclusione per maltrattamenti e gli era stato imposto di poter vedere la figlia soltanto una volta alla settimana, presso la scuola materna del paese e in presenza degli assistenti sociali comunali.

Era pericoloso, e la sua pericolosità era stata riconosciuta da chi di dovere.

L’unica sopravvissuta è sedata e non può raccontarci come sono andate le cose.

Una vicenda terribile, di fronte alla quale non si può che rimanere attoniti dallo sgomento e dal dolore. Non ci sono parole umane per descriverlo, questo dolore.

Una vicenda che ci dimostra che non c’è legge, non c’è misura cautelare che possa arginare la determinazione di chi è deciso a fare del male.

Una vicenda che ci fa sentire impotenti.

Poi arrivano quelli che commentano così:

commento_pescara11Attente signore, ci ammonisce questo lettore: non denunciate il partner, “anche se ha sbagliato”. Avete visto? Questa donna si è ribellata, e lui – quando si è visto negare i suoi diritti – ha reagito da padre: bruciando tutto. Meglio subire, signore mie, in questi casi. Per non peggiorare le cose…

commento_pescara9Maledette femministe! Sempre a parlare a vanvera di violenza di genere e di maschilismo, questi eventi sono colpa loro! Ai bei vecchi tempi la tua donna la picchiavi e lei stava muta, non lo diceva a nessuno… Adesso le donne fanno la “guerra”, denunciano, e per questo le bambine muoiono bruciate.

commento_pescara8Siamo sicuri che questa donna non abbia mentito quando ha denunciato questo padre per maltrattamenti? Alla luce dei fatti cosa ci dice che fosse un violento? Ha solo bruciato viva una bambina di 5 anni! Riflettete bene sui “veri valori”…

Ed ecco, il mio commento preferito:

commento_pescara7Vogliamo dar ragione ad una donna solo perché lui ha tentato di darle fuoco? Lo sapete quante false accuse infestano i tribunali? Le donne accusano continuamente poveri uomini innocenti! Chi ci dice che quella donna malvagia non stesse usando la bambina per spillare soldi a quel poveretto? Ha dovuto bruciare la bambina… rischiava di vedere distrutta la sua “figura di padre”!

Questo, invece, ci offre uno spaccato della mente di chi uccide i propri figli:

commento_pescara6Sei rimasta viva, ma tutta la vita ti porterai addosso questa insopportabile sofferenza, donna, il dolore ti divorerà, giorno dopo giorno, ti tormenterai ripensando a cosa avresti potuto fare per impedire tutto questo orrore.

E’ così crudele che mi lascia senza fiato, davvero.

Ma non è finita qui. Vi piacerebbe, ma non è finita. Sono stata male io a leggerli e ci tengo a condividere la mia sofferenza con voi.

commento_pescara5Lavorava… aveva una figlia… ergo era un uomo buono. Basta avere una busta paga e non essere sterili per essere buoni. Se sei maschio, ovviamente.

L’unica spiegazione possibile è che la ex moglie fosse cattiva, perché invece le donne sono cattive anche quando sono in grado di procreare. A causa della malvagità delle donne in questo paese gli uomini vengono perseguitati e criminalizzati senza motivo.

Non si tratta di uomini pazzi, no, è normale: lei è una stronza, e l’uomo buono brucia lei e sua figlia.

Ma la colpa non è solo delle donne cattive:

commento_pescara4Sono i Tribunali: anche loro ce la mettono tutta per esasperare questi poveri uomini. Discriminati, cacciati di casa, condannati… Un uomo non può subire queste ingiustizie senza armarsi di tanica di benzina. Deve far valere in qualche modo i suoi diritti.

La soluzione?

commento_pescara1Basta divorzi, basta donne che cacciano i mariti di casa. Amore per la patria, ci vuole! Bisogna spiegare con adeguate campagne pubblicitarie che non si molla un uomo solo perché “ha sbagliato”, non si denuncia un uomo solo perché maltratta i suoi familiari, non si porta via un figlio al padre solo perché è violento. Gli uomini hanno dei diritti! La famiglia va preservata!

Viva l’Italia!

Advertisements

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità, in the spider's web, notizie, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

78 risposte a Siamo sicuri che non è colpa della donna cattiva?

  1. miniracconticinici ha detto:

    fanno male, tanto male .. non possiamo non sottolineare le stronzate che vengono dette e pensate da ancora troppe persone, grazie

  2. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Ho scritto un lungo commento sarcastico, poi l’ho cancellato perché mi viene da piangere.
    Tempo fa ho visto un servizio abbastanza misogino che ridicolizzava le donne che scrivevano in carcere all’aggressore di Lucia Annibali (etichettata come sindrome da crocerossina), ma perché nessuno diagnostica una sindrome ai fan (maschi) degli autori di femminicidio? Questa gente ha divorziato dalla pietà, dalla ragione, dalla realtà e anche da ogni senso del ridicolo. Voglio una vacanza dall’umanità.

  3. topometallo ha detto:

    il pensiero che vivano fra noi fa tremare le vene e i polsi, che ancor di più tremano se penso che costoro hanno il diritto di voto e talvolta patrie potestà (questi sono i momenti nei quali devo aspramente lottare con il lato oscuro e la mia parte antidemocratica…)

  4. Questo genere commenti me lo trovo di solito in calce ai miei post. Ne ho a bizzeffe in questo blog… https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/08/storie-di-ordinaria-crudelta/
    Non so quanti sono, a pensarla così, ma temo non siano pochi.

  5. Mary ha detto:

    Ieri al tg5 hanno parlato di storia di follia, hanno parlato di un uomo disperato. Ci rendiamo conto che questi deficienti sono il prodotto di quello che pensa la società comune, l’opinione pubblica dall’alto…cioè la politica, i media….quelli che legittimano questa violenza. Uno schifo

  6. Jimmy ha detto:

    “Non sappiamo come la donna e la bambina siano finite nella Peugeot in una zona isolata nel quartiere Rancitelli di Pescara” … questa frase offre un interessante spunto …. o questo uomo non era pericoloso o la donna era malata della “sindrome della crocerrosina”, ma non voglio passare per misogino solo per aver scritto della sindrome della crocerossina, per cui ipotizzo che potrebbe essere una falsa accusatrice. Stamane ho visto su un autobus un manifesto pubblicitario che recitava: “se il tuo fidanzato è un violento lascialo” …. forse la sindrome della crocerossina esiste davvero…. mai ho visto un uomo violento, specialmente con gli altri uomini, senza una donna.
    Ma per ritornare al fatto in questione, Alda Merini, che si è tenuta sempre alla larga dalle femministe ha scitto: “Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini” …. e lei di pazzia, e di femminismo, se ne intendeva.
    Anche “il ricciocorno schiattoso” non scorge la sofferenza negli uomini, abituata fin da sempre nei ruoli di genere in cui lei stessa si rinchiude, gli uomini devono essere forti, leali, sottoposti ad ogni sorta di dovere, assecondare, nei tribunali, tutti i “diritti delle donne” senza conoscere e pretendere che vengano rispettati i propri, un “vero uomo” deve sopportare tutte le angherie imposte da una donna… se un uomo non riesce a sopportare tutto questo non è degno di essere annoverato tra le persone che “non sbagliano mai”, è sicuramente un violento, non è degno di essere padre, (se non per il solo obbligo del mantenimento dei figli) e che se non si ammazza lui, fa bene la sua donna ad ammazzarlo.

    • Una donna che giace col 40% del corpo ustionato è una falsa accusatrice… Ma probabilmente lo sarebbe stata anche da morta, una falsa accusatrice. Sono tutte false accusatrici.
      Graize per esserci venuto a trovare, caro Jimmy, benvenuto tra noi.
      Non sia mai, caro Jimmy, che agli uomini venga chiesto di ottemperare ad un qualche dovere. Un vero uomo ha dei diritti, giusto? E quella donna che si mette fra un vero uomo e i suoi diritti, che venga bruciata! Insieme alla sua prole, è chiaro.
      Non so cosa tu debba sopportare, nella vita. Io debbo sopportare l’idea che esistano persone come te. E ti assicuro, è un pesante fardello.
      Ti prego, lascia fuori Alda Merini dalle tue invettive contro le donne malvage che pretendono il mantenimento per i loro figli…

    • Paolo ha detto:

      ti stupirà Jimmy ma gli uomini “violenti con gli altri” possono essere o non essere violenti verso la compagna esattamente quanto uno che con gli altri è mite.
      Comunque sono d’accordo con Riccio totalmente.

    • wildsidez ha detto:

      (quoto J.) : “gli uomini devono assecondare tutti i diritti delle donne senza pretendere che vengano rispettati i propri, un uomo deve sopportare tutte le angherie imposte da una donna”
      1) un diritto umano (o civile o politico) si rispetta, non si asseconda
      2) non è chiaro cosa il commentatore intenda per “diritti maschili”, distinti e opposti a “diritti delle donne”
      3) non è chiaro cosa siano le “angherie imposte dalle donne” sui poveri uomini… (ma qui mi si scatenerebbe il sarcasmo)

      (quoto J.) “se non si ammazza lui, fa bene la sua donna ad ammazzarlo”
      1) le cronache quotidiane in tutto il mondo infatti sono piene di donne che ammazzano i “loro” uomini, non c’è paragone statistico col contrario…..

      • Zorin ha detto:

        Sull’ultimo punto, i “maschicidi” sono in numero inferiore, ma non di tanto, ai “femminicidi”. Il paragone c’è eccome: i due dati sono sullo stesso ordine di grandezza.

        Solo che quando un uomo uccide la moglie la notizia viene rimbalzata per settimane su tutti i media, quando succede il contrario è già tanto se la notizia finisce su un giornale locale.

      • Quando un uomo getta benzina e dà fuoco alla ex convivente e alla sua bambina di 5 anni, andate in giro a scrivere che questo avviene perché le donne sono cattive, colpevolizzano i poveri maschi, e nessuno si preoccupa dei poveri maschi morti, e altre amenità del genere… Vi sentite minacciati? E perché? Che cosa c’entri tu con quest’uomo? Che cosa ti spinge a trovare delle giustificazioni al suo gesto? Perché questi disperati tentativi di spostare la responsabilità su qualcun altro, su qualcos’altro? Ti rendi conto che è solo un modo per deviare l’attenzione? Per cambiare discorso?
        Queste riflessioni dovrebbero finire sui giornali, per mesi e mesi e mesi. Dovrebbero intervenire stuoli di esperti per spiegarci che cosa c’è in voi che non va.

      • Vale ha detto:

        Zorin, forniscimi la fonte dei dati statistici che citi, grazie. “Proof, or it didn’t happen”

    • Vale ha detto:

      Rispondo un po’ qui e un po’ lì. 1) magari lui l’ha minacciata per farla salire in auto? Un’ipotesi come un’altra, non sarebbe neppure la prima a seguire l’aguzzino perché COSTRETTA. Vedi, a parità di spunto giornalistico, a me è venuta in mente tutt’altra idea. Come mai? 2) “mai ho visto un uomo violento, specialmente con gli altri uomini, senza una donna” di solito gli uomini sono violenti con le donne, perché è più facile, perché la società li giustifica (come stai facendo tu or ora), perché se ne sentono legittimati. Non citarmi i criminali che sparano a tizio per interesse, perché qui si parla di tutt’altra violenza e lo sai. 3) ogni uomo può essere ciò che vuole, ma se una persona sbaglia (nota che ho detto PERSONA), è giusto che paghi e venga considerato/a responsabile per ciò che ha commesso. Ergo, se lui ha dato fuoco ad ex e figlia, lui è un criminale, c’è poco da fare. E no, la “temporanea infermità mentale” non è coerente con il fatto che questo fosse andato prima a comprare una tanica di benzina. “Pianificare” è molto diverso da “raptus”. 4) Non era stato giudicato violento perché non è un tipo che “non sbaglia mai”, ma perché era stato violento con ex e figlia, pare. E visto quanto restii sono i giudici ad applicare norme restrittive in caso di violenza familiare, se questo si trovava tutti ‘sti divieti di avvicinare madre e figlia, si vede che ne aveva combinate parecchie. 😉

      Concludo dicendo: puoi avercela finché vuoi con una persona, ma UCCIDERE BRUTALMENTE i tuoi figli o rischiare che soffrano è inconcepibile per un genitore, che di solito è pronto/a a rischiare la vita per la prole. Almeno, questo vale per dei VERI genitori. Il signore in questione mi pareva molto più interessato alla sua idiota vendetta personale perché la ex gli aveva “pestato i piedi” (leggi: si era giustamente sottratta alle violenze di lui, che credeva di avere il diritto di fare della donna ciò che voleva), che all’incolumità e al benessere della figlia. Tanto distrutto per non vedere tua figlia non puoi essere, visto che la fai morire ARSA VIVA (che modo orribile, oltretutto!). O lo trovo incoerente solo io?
      Basta arrampicarsi sugli specchi, Jimmy!

      • sara ha detto:

        Ti veneero. Parole sante. la chiusura poi, se ci tieni a tua figlia non le dai fuoco e questo chiude di per sè le lmentele dei poveri padri che non vedono la prole. MEGLIO che non la vedano nè ora nè mai se il pensiero è quello di farla morire tra le più atroci sofferenze.

  7. Michela Poser ha detto:

    I commenti sotto l’articolo si infoltiscono tristemente…

  8. Pingback: Radici | Nuvolette di pensieri

  9. Cinzia ha detto:

    Sai caro Jimmy divento ripetitiva quando arriva un altro di quelli del partito del “povero uomo”. Già :/ chissà che cosa ha dovuto sopportare per farlo riuscire a tenere stretta la sua bambina che bruciava viva urlando e contorcendosi? Cosa deve aver subito per non farlo desistere nemmeno un secondo dal suo intento? Quali colossali offese d’amor proprio, gli avranno impedito di provare pietà davanti alla sofferenza atroce e disperata della propria creatura?
    Che tipo di “amore paterno” lo avrà spinto? Da quali mostruose atroci angherie avrà dovuto salvare sua figlia, tanto che darle fuoco gli è sembrato il minore dei mali?
    Divento ripetitiva perché nel tua divagazione tra autobus e poetesse hai piantato lì un concetto che è più che misogino… é misantropo.
    Il ” vero uomo” tanto caro ai violenti, ci ricorda che anche la” pazienza” ha un limite, superato il quale quello che accade, accade, non è più RESPONSABILITA’ di chi agisce la violenza, ma di chi l’ha “scatenata”, e sottintende l’idea che l’uomo che si comporta diversamente, in fondo non è proprio un vero uomo, ma un succubo, uno “zerbino”, una sottospecie di maschio.
    Bhe! Jimmy ti sembrerò una crudele mostruosa femminista, ma bruciare viva la propria figlia, bruciare viva la propria bambina innocente e indifesa è un atto CRIMINALE e CRUDELE. (per quante angherie abbia subito) che farà annoverare questo padre fra gli INDEGNI alla paternità.
    E non credo tu abbia il diritto di sottintendere che sia “normale ” per qualsiasi uomo arrivare a gesti così abnormi. Perchè la realtà è fatta di miglioni di uomini di che non hanno bisogno né di essere perfetti ,né zerbini. e che semplicemente risolvono senza violenza i problemi e anche le ingiustizie quando le subiscono
    NON E’ NORMALE UCCIDERE e se giustifichi o ti identifichi con i violenti, se provi più empatia con gli omicidi che con tutti gli altri milioni di uomini che quotidianamente ce la fanno senza violenza…Jimmy chiediti perché e parlane magari con qualcuno .

  10. Andrea Mazzeo ha detto:

    Commenti come quelli riportati negli screen shot e fatti da qualche anonimo commentatore del blog, sono vera e propria istigazione a delinquere, intendono precostituire un alibi per i futuri femminicidi. E’ questo che la politica deve capire e fare tacere questi soggetti.

  11. Calimero ha detto:

    Volete sapere perché noi uomini rifiutiamo le vostre argomentazioni ?
    Perché le femministe sono riuscite a cacciare fuori dal cilindro delle argomentazioni in tema di violenza sulle donne che in teoria appaiono valide ma che ad un’analisi più attenta e razionale provocano la ripulsa negli uomini perbene perché presentate con quel linguaggio volto a criminalizzare tutti gli uomini ed a fomentare l’odio misandrico risultano essere per noi uomini ingiustificate ed impossibili da accogliere . Le femministe hanno fatto altro che mescolare pretese che potrebbero anche essere accettate con altre che risultano essere totalmente assurde , pertanto le argomentazioni proposte in questo blog sono da rigettare in toto perché esse in apparenza paventano buoni propositi ma in realtà celano obiettivi maligni .

    • Se ci dici anche quali sono le argomentazioni assurde e quali quelle accettabili, magari con dei riferimenti a questo post, o ai commenti a questo post, ti ascoltiamo. Mi interessano soprattutto “gli obiettivi maligni”: hanno a che fare con Belzebù?

      • Cinzia ha detto:

        Immagino Ricciocorno, Calimero intendesse quelle argomentazioni assurde, che potrebbero essere valide, ma analizzate razionalmente no, perché presentate con un linguaggio teso a criminalizzare tipo:
        5° NON UCCIDERE

    • IDA ha detto:

      Il linguaggio rivolto a criminalizzare tutti gli uomini? Ma quale? Mi sembra che sia avvenuto il contrario.. Anche qui è uguale, non si argomenta, ma la colpa è di certe donne che usano un linguaggio sbagliato.. La denuncia della violenza di genere, è iniziata con i primi movimenti femministi, ma non solo non interessava nessun uomo, ma molti, (nota non tuttii) lo consideravano come un diritto naturale, fino a pochi anni fa..

    • Vale ha detto:

      Cortesemente: fornisci la lista dei buoni propositi, che il genere maschile sarebbe contento di concederci (di solito, colui che concede è colui che ha il potere. Stai quindi affermando implicitamente che esiste il patriarcato. Interessante!) e la lista degli obiettivi maligni.
      Grazie.

    • Il Rasoio di Occam ha detto:

      Mannaggia, ma Jimmy se ne è andato? O ha subito una metamorfosi in pulcino nero? E io che ero curiosa di sentire quali angherie giustificano lo ‘sbaglio’ di bruciare viva tua figlia.
      Ma secondo voi ci credono alle stronzate che dicono? O lasciano questi commenti deliranti così, per riflesso condizionato, come i piccioni lasciano i ricordini sui monumenti? Perché il risultato più o meno è lo stesso. Anzi, il piccione è leggermente più persuasivo.

  12. IDA ha detto:

    X Jimmy e altri..
    Schema classico; è sempre colpa delle donne, soprattutto quando sono vittime.. provocano, esasperano, mettono sempre il povero maschio alla prova. Ci sono tremila anni di storia che le donne hanno sempre vessato gli uomini, costringendoli a prostituirsi, negandoli i diritti essenziali.. Gli uomini hanno fatto le guerre si sono uccisi tra di loro, e la colpa di chi era? Delle donne naturalmente.
    Tutti pronti a giustificare qualsiasi gesto di un uomo, a chiedersi poverino quante cose avrà subito, ma nessuno si chiede cosa può aver subito lei, per negarli di vedere la figlia…. perché questa disparità di giudizio e di valore?

    Sulla crocerossina, lascio perdere, perché è una sciocchezza maschilista come l’hai espressa te.. però anche qui si ripete il solito schema, che vuole la donna come unica responsabile del suo destino, non esiste l’ambiente circostante, non esiste una storia, non esiste una società?

    Poi parli di ruoli di genere imposti, agli uomini, da chi? Dalle donne? E ripeto non esiste l’ambiente circostante, non esiste una storia, non esiste una società?
    Non dimenticare che quei ruoli di genere che ora usi per giustificazione, per deresponsabilizzare, altri uomini, sono gli stessi che ancora garantiscono agli uomini dei privilegi in Italia e nel mondo..

    Esistono i diritti e i privilegi, sono due cose differenti. I diritti non sono delle donne ma di tutti, uomini e donne, ricchi e poveri altrimenti sarebbero incostituzionali, e non più diritti ma privilegi. Quindi mi sai dire nei tribunali quali sono i privilegi delle donne in quanto donne?

  13. a me piace veramente la nutella ma mi piace anche il sushi ha detto:

    orrore

  14. MarcoP ha detto:

    Non conosco la vicenda, ma cosa c’è di irragionevole nello scrivere che ” (come riconosciuto dalla magistratura) l’80% delle denunce per maltrattamenti in sede di separazione sono false, finalizzate ad impadronirsi di case, mantenimenti e bambini. Viene quindi ragionevolmente presunto che si tratti di un papà portato alla disperazione da una falsa accusa: tanto è vero che si è suicidato.” Arrivo qui leggendo avoiceformen che sto quotando.

  15. winola ha detto:

    Calimero, Jimmy e quant’altri stanno davvero cercando di gustificare questo essere (non è degno di essere chiamato uomo, davvero) che ha dato fuoco a moglie e figlia? Constatare fino a che punto sono disposti a spigersi pur di non ammettere che certi uomini sono violenti e considerano le donne una loro proprietà è davvero davvero deprimente…
    Citando “Il giorno della civetta” di Sciascia, questi difensori ad oltranza del genere maschile non sono uomini, sono quaquaraquà.

  16. Alessandro ha detto:

    Figo, ora faccio uno screenshot dei (patetici )commenti agli screeshot dei commenti, così vinco io 🙂
    p.s. Winola, guarda un po’ cosa una “ricercatrice dell’Università di Macerata” ha scritto in un articolo di un quotidiano Nazionale ad alta tiratura ( non un commento di un’anonima ad un articolo), sul recente caso della madre che uccise le tre figlie adolescenti per ripicca sul cattivone del marito:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/13/sospensione-di-giudizio-per-medea/911565/

    • https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/16/la-campagna-di-disinformazione/

      E’ un classico: e allora le donne che uccidono?
      Che argomento è? Che cosa punta a dimostrare? Che siccome ci sono delle donne che uccidono, allora gli uomini che uccidono sono giustificati?
      Non c’è nessun legame fra quella donna che ha ucciso i suoi figli e questo signore che ha bruciato la sua. Quindi?

      Ogni volta che muore una donna, oppure un bambino, si tira fuori Medea. Ma Medea, miei cari, non ha ucciso nessuno: http://lafilosofiamaschia.wordpress.com/2014/03/19/medea-non-ha-ucciso-nessuno/
      E poi, vi svelo una cosa: è molto probabile che Medea non sia esistita… https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/10/giasone-e-la-paternita/

      • Alessandro ha detto:

        Non è un argomento, non dimostra nulla e soprattutto (è un calssico: “ah ma tu allora giustifichi?”), non vuole giustificare nulla. Non prendiamoci in giro, il commento stereotipato di Winola reitera il mantra che gli uomini sono mossi da una sorta di psicopatologia di genere che vede nel “senso del possesso patriarcale” ogni singolo gesto criminale o meno nei confronti di una donna in quanto tale, legando pedissequamente ogni movente di ogni omicidio o violenza tra i quali, proprio come per la signore di cui sopra, non vi è legame alcuno. Bisogna essere stupidi o in malafede (e nel tuo caso propendo per la malafede), per prendere parte a questa polarizzazioni ideologiche, incazzose e fintamente libere.

      • Nessuno qui ha scritto che “gli uomini sono mossi da una sorta di psicopatologia di genere”.
        Ci stiamo però interrogando su quali potrebbero essere le ragioni che spingono ALCUNI uomini a colpevolizzare la vittima di un efferato tentato omicidio. E’ proprio tutta un’altra cosa.

    • IDA ha detto:

      I screenshot, del post potevano non essere commentati, si commentano da soli.. se Ricciocorno, l’autore del post e noi che abbiamo commentato il post, abbiamo dato un’interpretazione errata ai screenshot, qual è quella veritiera, coerente con la realtà?
      Consideri una frase idiota: “senso del possesso verso la donna”, Bene, Ma non mi spieghi perché? Se è un’idiozia, vuol dire che è frutto di scarsa intelligenza, quindi anche facile da smontare.. Se è un’idiozia, perché i giornali parlano sempre di delitto di passione,o di gelosia?
      Il senso del possesso è un fatto culturale, quindi viene tramandato culturalmente, da generazione in generazione; sostieni che storicamente l’uomo non ha mai avuto il senso del possesso verso la donna? Elemento essenziale della nostra cultura è il linguaggio; nel rapporto relazionale tra uomo e donna quante forme passive conosci riferite ad un uomo? Riferite ad una donna ce ne sono un’infinità..
      Caratteristiche positive o negative appartengono a tutta la specie umana non ai generi, La capacità di uccidere la possiede sia l’uomo che la donna, ma quello che li rende diversi è la cultura di genere, ed è quella che io voglio cambiare, che poi è quella che te neghi che esista..
      Contestualizzare, dici: Se uno compie un gesto di quel tipo, sostenere che è stato costretto dai soprusi, violenze e angherie della ex-compagna, senza avere elementi per contestualizzare, perché l‘articolo non ci da elementi. La denuncia che lei ha fatto per maltrattamenti, quali elementi per contestualizzare hai, per dire che era falsa? Anche se credi al fantasioso 80%, cosa ti fa escludere che sia il rimanente 20%. Il pregiudizio, solo il pregiudizio, non abbiamo nessun fatto.. Quale diritto aveva lui di decidere sulla vita di sua figlia? Nessuno! E se si vuole realmente contestualizzare, l’ultimo gesto che lui ha compiuto, dimostra che la denuncia di maltrattamenti fatta dalla ex, era veritiera.. e il fatto che lui sembra; «Non accettava che sua figlia condividesse la casa con le sorellastre» dimostra che il commento di Winola, è veritiero è coerente con la realtà di questo caso.

      • Paolo ha detto:

        il genere non è solo natura nè solo cultura. Basterebbe tenere presente che uomini e donne sono moralmente e intellettualmente pari nel bene come nel male

      • IDA ha detto:

        Si, Paolo, ma devi tener costo della storia, e la storia dell’uomo non è la stessa della donna. E questo ancora oggi continua a influenzare i comportamenti.

  17. Alessandro ha detto:

    Forse perchè si possono ricondurre le cause che possono portare a tali gesti esaperati (ricordiamoci che è morto anche lui, non è una cosa che si fa a cuor leggero), oltre al solito idiota “gli uomini (solo loro eh) non sanno accettare la separazione/hanno il senso del possesso verso la donna”, senza tuttavia giustificare nulla. Interrogatevi su queste ragioni, piuttosto che sui commenti scaturiti da articoli su gesti frutto delle stesse. Analizzare una fatto significa contestualizzare, capire non significa necessariemente condividere, nè giustificare. Tu hai preso i commenti piegandoli alla tua interpretazione bipolare, facendo passare il messaggio che “la gente” sia permeata di maschilismo frustrato spalleggiando gli omicidi.
    Una nota riguardo al ” classico ma allora le donne che uccidono?”; vedi, parlando UNICAMENTE di violenza maschile, senza contemplare quella femminile, si dà una visione distorta, viziata ed univoca della “realtà” delle cose, che andrebbe trattata nella sua totalità, non al 50%, e così vale per qualsiasi argomento. Sennò non è informazione, è propaganda.

    • Innanzi tutto: io mi interrogo su quello che ritengo di dovermi interrogare.
      E non penso di aver manipolato i commenti al fine di proporre una teoria che non rispecchia la realtà.
      Quei commenti sono crudeli a prescindere da ciò che vi ho scritto io intorno. Ed è su quella crudeltà che io intendo interrogarmi.
      Ma tu lo sai che significa “bipolare” oppure butti là aggettivi a caso, così, perché suonano bene?

      • Bipolare: che ha due poli, o, in senso figurato, che ha due centri, due punti caratteristici e ugualmente importanti. Cioè?
        Oppure mi stai diagnosticando un disturbo bipolare? Perché ti assicuro che no, non sono una maniaca depressiva, se è questo che intendi.

    • topometallo ha detto:

      “ricordiamoci che è morto anche lui, non è una cosa che si fa a cuor leggero”

      Diocristo, ha bruciato viva una bambina! POI, solo poi, il povero stellino si è ammazzato, povera vittima.
      Alla faccia dell presentare la realta al 50%…

      • Non so quale realtà ho dimenticato di citare, in questo post. Se per contestualizzare, si intende parlare del fatto che ci sarebbe in corso in Italia una epidemia di false accuse, che le donne italiane al momento della separazione per mera cattiveria inventano accuse di maltrattamenti, e quindi è lecito supporre che questo uomo fosse vittima di un complotto architettato dalla ex convivente insieme a tribunale, forze dell’ordine e servizi sociali, beh! Questo non è “contestualizzare”, questo è inventare.

      • Alessandro ha detto:

        Vabbè, allora usate pure i toni da bimbiminkia di facebook.

      • Ecco abbandonaci. Non siamo alla tua altezza…

  18. Alessandro ha detto:

    (mi riferivo a topometallo)

  19. Alessandro ha detto:

    Bipolare ossia oscillante tra i due poli, quello maschilista e quello femminista (ma il femminismo inacidito, sarcasticamente avvelenato, misandrico e speculare al maschilismo, delle sue accolite e dei suoi accoliti piaggiatori). E’ così difficile avere un po’di obiettività ?

    • Non capisco cosa sarebbe “obiettivo”, secondo te.

      • E francamente non mi sento di oscillare fra il maschilismo e la misandria. Non oscillo proprio, secondo me. Non sono né maschilista né misandrica.

      • Paolo ha detto:

        i signori come Alessandro sono gli stessi che vorrebbero la pena di morte per le madri infanticide, per questi signori una madre che uccide un figlio è un mostro, un padre che fa la stessa cosa è un “poverino esasperato”..io spero che la gente come Alessandro, Jimmy e compagnia non abbia figli.per fortuna non tutti gli uomini e non tutti i padri sono come loro

      • Pinzalberto ha detto:

        Concordo pienamente.

    • Cinzia ha detto:

      Non capisco Alessandro, dici che bisogna analizzare e ragionare sui motivi che portano un uomo a queste reazioni, dici che siamo un branco di femministe inacidite, sarcastiche avvelenatrici misandriche circondate di accoliti piaggiatori e per questo non vogliamo capire, ma oltre alle ingiurie non ho ricevuto da te alcuna altra razionale informazione. Attraverso quale oggettiva logica un uomo possa arrivare ad ODIARE la vita umana (di altri e sua) tanto da volerla distruggere?
      Perché quello che a me arriva da un gesto come quello è Odio profondo e totale; l’amore è un’altra cosa, la forza di un uomo è un’altra cosa. O credi siano tutti degli accoliti piaggiatori, quegli uomini che mi hanno insegnato cos’è un uomo che AMA?

      • https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/30/pareri-eccellenti/
        Una possibile analisi delle ragioni dell’omicida ce le offre chi ha le competenze per farlo:
        “Solo il 5% delle persone imputate di omicidio sono dichiarate inferme di mente, il restante 95% sono capaci di intendere e volere ed esprimono in maniera prevaricante e prepotente la loro sopraffazione o intolleranza nel non riuscire a possedere il proprio ‘oggetto’ di amore, aggravate da aspetti di insensibilità nei confronti dell’altro, di ipocrisia e di menzogna.
        Si tratta, il più delle volte, di individui con personalità antisociale e con una storia personale di comportamenti violenti che nulla hanno a che fare con problematiche o disturbi mentali.
        Sempre più donne sono preda della furia maschile perché la spettacolarizzazione e il compiacimento che oggi ruota attorno al gesto violento e aggressivo porta all’emulazione crescente e all’acquisizione di comportamenti negativi, intesi come legittimati dalla collettività. Questo modello va stroncato, perché enfatizzare l’aspetto eroico o esibito significa invitare al compimento di atti lesivi gravi in maniera sempre maggiore.
        Alla base, però, vi è anche un problema educativo, di ordine sociologico, di una intera generazione: soprattutto giovani non più abituati a tollerare alcun tipo di frustrazione, specie se viene disattesa la soddisfazione immediata dei propri bisogni. (…)
        La ragione risiede in un atteggiamento comportamentale e culturale, sempre più diffuso, rivolto all’intolleranza, alla prevaricazione e alla possessività tale per cui le persone hanno perso la loro identità e sono diventate “oggetti” che appartengono ad altri e di cui non si accetta l’idea che possano essere perduti” e che si è pronti a distruggere.
        Per frenare questi atti occorre prendere misure precauzionali forti. Anche da parte della Legge. L’appello è non solo alle forze dell’ordine che devono essere messe in grado di intervenire, quando e laddove necessario, in termini protettivi, ma soprattutto ai Giudici quando si trovano a decidere se convalidare o meno un arresto per questi motivi. A loro chiediamo di essere severissimi e di applicare con maggiore attenzione i sistemi preventivi, abolendo le giustificazioni, anche di natura psicologica: si tratta nella maggior parte dei casi di un vero e proprio gesto aggressivo.” (Claudio Mencacci)

      • Alessandro ha detto:

        Analizzare e ragionare sui motivi che portano una PERSONA, sia uomo o donna, a compiere tali ESECRABILI gesti (dai che mi toccausare il BlocNum). La forza di un uomo, la forza di una donna, l’amore, il non amore, che risposte dovrebbero dare? Sono constatazioni “di pancia”. Poi liberissimi/e di creare uno spazio web stizzito da usare come sfogatoio, il blog è personale.

      • Esatto. Quindi incolpare una vittima di tentato omicidio di aver istigato l’omicida a bruciare viva una bambina di 5 anni, solo perché l’omicida è maschio e la colpa è sempre della ex moglie cattiva (perché è femmina), è maschilismo. Ed è quello che avviene nei commenti che ho riportato nel mio post.

      • Alessandro ha detto:

        @il ricciocorno schiattoso

        ok, faccio anche io un bel copia e incolla.

        Sesso e psiche: quando le donne violentano gli uomini
        Sono sempre di più gli uomini che denunciano violenze fisiche e psicologiche da parte delle compagne

        di Nadia Francalacci

        Uomini violentati, uomini perseguitati. Anche loro vittime di stalking. Oltre il 30% degli uomini subiscono danneggiamenti, pedinamenti, telefonate indesiderate da ex mogli o compagne.
        Non sono solamente le donne ad essere minacciate, violentate anche psicologicamente e ridotte in fin di vita da uomini malati d’amore e di desiderio di possesso. Dietro la violenza si nasconde anche la sofferenza di molti uomini.

        “La “normalizzazione” pubblica della violenza femminile attraverso messaggi pubblicitari, spettacoli televisivi, cinema, stampa, video web sta creando assuefazione ed abbassando l’allarme sociale- spiega a Panorama.it, Sara Pezzuolo psicologa forense e autrice della ricerca “Violenza verso il maschile”- la scena di un uomo che schiaffeggia una donna in un reality suscita sdegno e scatena, giustamente, la condanna pubblica ma a ruoli invertiti, la stessa scena non suscita uguale sentimento ed uguali reazioni. Anzi, viene minimizzata diviene “normale”, perfino ironica”.

        Perché? Quali sono le differenze? E poi, gli episodi di violenza diventano “proponibili” anche pubblicamente, solo se ne sono vittime gli uomini? I dati della prima ricerca condotta in Italia sulle violenze sul sesso maschile sono sconcertanti, tanto quanto quelle sulle donne.

        Il 58,1% degli oltre mille uomini intervistati (1058), dichiara di subire violenze fisiche dalla propria partner con modalità tipiche maschili ovvero con percosse come calci o pugni.

        “Oltre il 63% degli uomini hanno dichiarato di subire la minaccia di violenze fisiche da parte della compagna e nel 60,5% dei casi, la violenza fisica risulta essere stata effettivamente messa in atto con modalità tipicamente femminili come graffi, morsi, capelli strappati – continua la psicologa – mentre il lancio di oggetti si attesta poco oltre il 50%”.

        Molto inferiore risulta la percentuale (8,4%) di coloro che dichiarano che una donna abbia posto in essere un’aggressione alla propria incolumità personale attraverso atti violenti che avrebbero potuto causare il decesso, come ad esempio il soffocamento, avvelenamento oppure ustioni.

        Resta però, l’utilizzo di armi proprie ed improprie che appare in circa un quarto (23,5% dei casi) delle violenze femminili. Il 15, 7% degli uomini di un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, invece, ha dichiarato di essere stato vittima di altre forme di violenza non contemplate nella ricerca come ad esempio: tentativi di folgorazione con la corrente elettrica, investimenti con l’auto, mani schiacciate nelle porte (in un caso nel cassetto), spinte dalle scale.

        Ma ad essere inquietanti per quanto sorprendenti sono i dati relativi alle violenze sessuali subite dagli uomini.

        Infatti, l’8,6% sono gli uomini vittime di violenza sessuale attraverso l’utilizzo della forza o delle minacce. In questi casi l’uomo denuncia di essere costretto ad avere rapporti sessuali in forme a loro non gradite come ad esempio rapporti sado-maso oppure rapporti nel periodo mestruale. Non solo, il 4,1% dei soggetti intervistati dichiara di essere stato forzato ad avere rapporti sessuali con altre persone incluso sesso di gruppo o scambi di coppia.

        “Ma ad essere risultate interessanti sono le note che hanno inserito negli spazi, previsti in ogni batteria di domande, per l’aggiunta facoltativa di ulteriori dettagli”, continua la psicologa.

        Tra le costrizioni sgradite, infatti, figurano alcune richieste “estrose”, ma vissute con disagio, vergogna o turbamento da parte degli uomini. E quali sono? La pretesa di accoppiamenti in luoghi aperti pur potendo disporre di un’abitazione, la presenza sul letto dei due gatti della partner, la richiesta da parte della moglie di solo sesso orale escludendo per 18 mesi la penetrazione.

        “Ed alcune richieste più “violente” in merito alle quali non sembra opportuno scendere nei dettagli – precisa Pezzuolo – ma che comunque comportano lesioni visibili, in alcuni casi permanenti come piccole cicatrici ed ustioni”.

        Solo il 2,2% degli uomini ha dichiarato di non aver mai subito alcun tipo di violenza sessuale

        “Affrontando nella ricerca l’argomento della sessualità, risulta evidente come la difficoltà maschile nel riconoscere di aver subito violenza sessuale sia sensibilmente minore rispetto alla percezione di subire violenza fisica o psicologica – prosegue Sara Pezzuolo – infatti nessun item sulla violenza sessuale registra risposte positive in percentuali superiori al 50%”.
        La percentuale maggiore, il 48,7% dei casi, riguarda il rapporto intimo avviato ma poi interrotto dalla partner senza motivi comprensibili.

        “Gli uomini, pur riconoscendo alla donna la libertà di interrompere il rapporto sessuale in qualsiasi momento, riferiscono di rimanerne mortificati, umiliati, depressi. Nessun maschio afferma di pretendere la continuazione di un rapporto non più desiderato dalla donna, o tanto meno di costringerla a portarlo a termine; i soggetti intervistati esprimono la libertà di non essere costretti a fingere indifferenza e/o a negare la frustrazione che deriva dal rifiuto, nonché le conseguenze sul piano fisico ed emotivo. La gamma di turbamenti riferiti va dal malessere fisico all’insonnia, dalla mortificazione nel sentirsi rifiutato al dubbio di non essere più desiderato; dal timore di non essere in grado di soddisfare la partner al dubbio che in precedenza la stessa abbia simulato un desiderio ed un piacere che non ha mai provato; dal dubbio del tradimento alla sensazione di inadeguatezza; dal timore per la stabilità della coppia al calo dell’autostima”

        Insomma forme di violenza fisiche che violentano anche la mente.

        Ma la violenza che colpisce i 3/4 degli uomini è quella psicologica ed economica.

        Oltre il 75,4% dichiara di essere insultato, umiliato e di provare sofferenza dalle parole utilizzate dalla propria compagna.

        Ma quali sono le forme di “controllo e costrizione psicologica” più frequenti? Il 68,8% degli uomini subiscono limitazioni o impedimenti nell’incontrare i figli o la propria famiglia d’origine mentre il 44,5% per le attività esterne: sport, hobby, amicizie; il 39,5% denuncia imposizioni in merito ad aspetto e comportamento in pubblico; controllo sul denaro speso, quanto e come nel 32,9% dei casi.

        Ma la forma più frequente è atteggiamento ostile della donna qualora non avesse l’ultima parola sulle scelte comuni. E questo accade nel 68,2% dei casi.

        L’uomo è costretto a subire, a differenza delle donne, le “minacce trasversali” ovvero aggressione verso oggetti personali della vittima, persone care e persino animali domestici.

        “Altro fenomeno emergente rilevato dal questionario è quello delle false denunce o accuse costruite nell’ambito delle separazioni, dei divorzi e delle cessazioni di convivenza – conclude la psicologa Pezzuolo – tale problematica compare in 512 casi sul totale dei casi esaminati (48,4%) proprio ad appannaggio dei soggetti appartenenti alle categorie in questione.La domanda che ha raccolto il maggior numero di risposte positive riguarda le provocazioni fisiche e verbali nel 77,2% dei casi”.

        articolo apparso su Panorame il 23/10/2012

    • IDA ha detto:

      Eccoci al punto, quello di voler comparare maschilismo con femminismo, come se fossero la stessa cosa, ma non può esserlo.. si può fare una contrapposizione tra democrazia e dittatura, perché sono due forme di governo, ma tra democrazia e carciofi, No! Mi spiego meglio: Il maschilismo, è una forma di razzismo, in quanto sostiene che l’uomo è superiore alla donna, perché la donna è una sottospecie umana e che è a disposizione dell’uomo. Quindi il maschilismo, non odia le femministe, acidificate o basiche, ma tutte le donne. Il femminismo combatte il maschilismo ma non odia gli uomini.. il femminismo è un movimento di rivendicazione e liberazione che combatte quel potere maschilista e non vuole sostituirlo, ma distruggerlo..
      Obbiettività, vuol dire essere esenti da pregiudizi e interessi soggettivi.. dove saresti stato obbiettivo te??

      • Alessandro ha detto:

        IDA Come si evince dalle risposte agressive e sarcastiche che ho ricevuto tocco nervi scoperti. Non ho “interessi soggettivi”, pregiudizi sul femminismo nemmeno.
        Se leggeste (uso il prulare perchè siete una sorta di “club” che fa capannello) con meno livore i miei commenti vi accorgereste che parlo di un certo tipo di femminismo, quello misandrico (celebre esponente a caso: Andrea Dworkin), non certo di quello “storico” che ha rivendicato i diritti della donna.

      • Il femminismo “misandrico”? Perché hai studiato attentamente i testi, giusto?

      • IDA ha detto:

        Alessandro, se uno riceve risposte “aggressive e sarcastiche”, l’aver toccato un nervo scoperto è una risposta ma non l’unica.
        Il femminismo storico non esiste, esiste la storia del femminismo, che è fatto di tante donne, con idee anche contrastanti tra di loro.. ma non esiste il femminismo buono o quello cattivo, per essere femministe non basta dichiararsi femministe.. poi io Andrea Dworkin, non la conosco..
        Dici che siamo livorose, quindi ostili e indisponenti, che facciamo capannello, ma intanto non mi hai risposto alle domande che ti ho posto.. forse ho toccato il nervo scoperto?

      • Ma figurati, sta cambiando discorso. Il suo disperato tentativo è quello di inquadrare questo efferato omicidio-suicidio in un contesto sociale in cui l’uomo è discriminato in quanto maschio. Vorrebbe convincerci che si raccolgono tutti attorno ad una povera vittima di un mondo crudele che porta i poveri uomini alla pazzia… Fantascienza, praticamente.

      • IDA ha detto:

        Quindi, pensi che sono ottimista a porre domande? 🙂

      • E che risposte otteniamo? Sempre le stesse, ripetute all’infinito.
        Poveri papà babbomat, ex mogli cattive, femministe misandriche…

  20. Vediamo quanti verranno qui a ribadire i concetti espressi nei commenti che ho riportato nel post. Visto che evidentemente non hanno capito che il post parla di loro, e non dell’uomo che ha ucciso la sua bambina. Visto che non hanno capito che è esattamento questo che “le perfide femministe” intendono, quando parlano di cultura patriarcale.

  21. Alessandro ha detto:

    @Paolo – pinzalberto
    I signori come me non lo so, ma io non vorrei la pena di morte proporio per nessuno.
    A dire il vero la tendenza mediatica e sociale a dare più rilevanza agli omicidi commessi da uomini su donne e bambini è esattamente l’opposto di quella che sostieni (leggiti anche l’articolo de Il Fatto Quotidiano su Medeache ho linkato a riccocorno) . Inoltre, in media, per il medesimo reato una donna sconta una pena più lieve (anche se non in gravidanza).
    http://www.huffingtonpost.com/2012/09/11/men-women-prison-sentence-length-gender-gap_n_1874742.html
    In italia basti vedere il caso William Pezzullo, ma posso postarti molti altri esempi.

  22. Pingback: Resta vile maschio selvatico dove vai? | Mini Racconti Cinici Di Una Donna In Sindrome Premestruale

  23. Commenti chiusi. Un minimo di rispetto per una bambina morta arsa viva avreste potuto dimostrarlo.

    Ad alcune delle persone che si ostinano a venire a piagnucolare “che dei poveri uomini morti non frega niente a nessuno”: non ho parole, veramente. Non ho parole. Non siete i benvenuti nel mio blog. E’ a voi che non importa nulla degli innocenti morti ammazzati.

    Con tutti gli altri mi scuso, ma non ha senso una discussione del genere. Penso di aver dimostrato quello che c’era da dimostrare. Non c’è bisogno di altro.

I commenti sono chiusi.