Bene o male, purché se ne parli

jude-law(foto casuale di bel ragazzo, che comunque ha a che fare con qualcuno degli argomenti trattati nel post – visto che Jude Law ha interpretato Alfred Douglas nel film “Wilde” del 1997; spero che gradirete, anche se non si vede il culo)

 

…there is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about.

Lo scrive Oscar Wilde, in “The Picture of Dorian Gray”. Mi sono sempre chiesta se tutti quelli che citano questa frase abbiano letto davvero il romanzo.

La frase, comunque, si trova nel primo capitolo, e la situazione è questa: Basil, il pittore che ha dipinto il celeberrimo ritratto al centro della vicenda, non vuole esporlo. Lord Herny Wotton,  gli risponde:

Non lo esporrete? E perché mai, mio caro Basil? Avete ragioni particolari per far questo? Siete stranissimi individui, voi pittori. Fate tutto il possibile per farvi un nome; e quando lo avete conquistato par che cerchiate di perderlo. Questo è assurdo da parte vostra; al mondo non c’è che una cosa peggiore del far parlare si sé: il non far parlare di sé. Un ritratto simile vi aprirebbe molta strada tra i giovani di Inghilterra, e riempirebbe i vecchi di gelosia, ammesso che i vecchi siano sensibili a una passione. (traduzione di Raffaele Calzini, Mondadori 1982)

Non è questo il luogo per mettersi ad analizzare l’opera letteraria, ma spero di avervi incuriosito abbastanza da aprire il libro e leggerlo per intero. Magari, contestualmente, potreste cogliere l’occasione per approfondire che cosa era un “dandy” all’epoca di Oscar Wilde. E potreste addirittura arrivare alla mia stessa conclusione: la sua frase è citata a sproposito, e usarla a questo modo svilisce l’opera, il pensiero, e anche la vita di Oscar Wilde.

A questo punto vi pregherei di mettere a confronto la vostra riflessione sul romanzo e su Oscar Wilde con l’interpretazione della frase che gli esperti di marketing hanno ridotto a “bene o male, purché se ne parli”, e con questo articolo: I media e il culo, nel 2014.

La vicenda è questa: Paola Bacchiddu, capo della comunicazione della lista Tsipras, per attirare l’attenzione, prende una decisione

Venerdì scorso, esasperata, Paola mi fa: basta, in questo Paese e con questo sistema mediatico, l’unico modo per finire sui giornali è mostrare le tette o il culo. Di tette sono scarsa, domani mostro il culo. Pensavo che scherzasse. Invece l’ha fatto. (…)

Ha fatto bene? Ha fatto male?

Non so, decidete voi. Purché sia chiaro il contesto.

Purché sia chiaro cioè che la sua è stata una consapevole, deliberata e incazzata decisione: determinata dall’esasperazione di non vedere alcun frutto del lavoro faticosissimo che stava facendo, andando a sbattere ogni giorno contro il muro di silenzio dei media.

E purché si veda quel ch’è successo dopo, e cioè che con una foto delle vacanze – una banalissima foto delle vacanze – Paola è riuscita a ottenere molto più spazio di quanto aveva conquistato pubblicando centinaia di notizie, analisi, video, infografiche e interviste sull’austerità, sul fiscal compact, sull’aumento della forbice sociale, sul programma della lista Tsipras e sulla e idee di Barbara Spinelli.

Nei media italiani, ancora nel 2014 e dopo tutto quello che si è detto e fatto per andare un po’ avanti, continua a essere infinitamente più potente un culo. Forse, viene da dire, perché sono i media a essere fatti col medesimo.

Il modesto parere è che la domanda da farsi dovrebbe essere un pelino più articolata di “ha fatto bene o male”. O magari le domande da farsi sono molte di più.

Perché oltre al culo c’era anche un commento:“Ciao, è iniziata la campagna elettorale e io uso qualsiasi mezzo. Votate l’Altra Europa per Tsipras”.

Il che a me ricorda un’altra celebre citazione, un’altra opera e un altro autore, il Machiavelli, il cui pensiero viene spesso ridotto a 5 parole: “il fine giustifica i mezzi”.

(e invece ha scritto: “… e nelle azioni di tutti li uomini, e massime de’ principi, dove non è iudizio da reclamare, si guarda al fine. Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati”)

Per il Machiavelli – chi lo ha letto lo sa – è praticamente impossibile ottenere il “potere” senza violare quei principi che, una volta raggiunta una posizione dominante, ci si propone di imporre agli altri. E questo perché il Machiavelli ha un’idea piuttosto pessimistica dell’essere umano. Tuttavia ne “Il Principe” c’è molto altro, e il messaggio non è proprio così lineare come sembra…

Insomma, la faccenda è ben più complessa e solleva interessanti questioni.

Dal punto di vista pratico, quanto ha giovato alla lista Tsipras, fra i candidati della quale c’è Lorella Zanardo – che della mercificazione del corpo della donna parla indefessamente da anni ed anni – questa provocazione?

Dobbiamo arrenderci all’impossibilità di comunicare attraverso i contenuti ed arrenderci al mercato dei culi (perché homo homini lupus, per dirla con una terza celebre citazione – e quindi abbiamo accettato che non c’è, al momento, alcun margine di miglioramento) oppure continuare a proporre culi femminili per attirare l’attenzione è parte del problema?

Per approfondire:

Chissà perchè Tsipras non ci mostra il culetto

Culi politici (e suora ci sarai)

I culi e la sinistra

 

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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60 risposte a Bene o male, purché se ne parli

  1. Paolo ha detto:

    di sta faccenda si parla sin troppo. Per me la Bacchiddu non ha fatto nulla di male, può essere stata una provocazione magari discutibile magari poco riuscita ma cavolo era una foto delle vacanze!, poteva essere l’occasione per dimostrare che a sinistra non sono tutti barbosi, seriosi, noiosi bigottoni come luogo comune vuole invece nulla. Comunque tutti sti problemi che la sinistra si fa davanti ad un corpo femminile “bello” non li capisco

    • Io credo che il problema non risieda tanto nella foto, quanto nel commento che la ha accompagnata. E’ un problema di contenuti, più che di culi.

      Se ostinarsi a parlare, indagare, analizzare, piuttosto che limitarsi a immagini e slogan facili facili, significa essere “noiosi e bigottoni”…

    • Vivy ha detto:

      La Bacchiddu può avere tutti i propri social pieni delle sue cosce, natiche etc in ogni posizione fotografabile, con ogni filtro instagram che preferisce, se le va di farlo. Il punto è la tristezza. Tristezza di chiamare provocatorio un corpo esposto e ammiccante in Italia – Paese notoriamente famoso per la notevole esposizione del corpo femminile nei media, non di certo spogliato per scopi rivoluzionari. Tristezza del considerare la riuscita o meno di un operazione di marketing un metro per determinare la qualità di persone, concetti, idee. Attenzione mediatica=ne parlano=successo=qualità. La parabola discendente verso il meno infinito di una società annichilita dalla pubblicità commerciale e dal bisogno dei singoli di commercializzare il proprio nome. È più intellettualmente provocatoria un’intervista a Nicole Minetti a Lucignolo che una candidata di sinistra affetta da forma acuta di self-branding.

  2. paolam ha detto:

    Ah un genio della comunicazione, non c’è che dire. Complimentoni a chi l’ha nominata responsabile per la comunicazione della Lista suddetta: un’ideona. Coerente all’attuale “italian way”, la rincorsa a chi è più inetto/a.

  3. IDA ha detto:

    Proverò a fare un’analisi. Contesto: “basta, in questo Paese e con questo sistema mediatico, l’unico modo per finire sui giornali è mostrare le tette o il culo.” Azione; mostra il culo! …. Quindi scende sullo stesso terreno di quel sistema di cui dice, di essere danneggiata, facendo “solo” una provocazione, una sfida, accettando la sfida, ma così evita di fare “scandalo”, cioè, sovvertire infrangere le norme, creare un turbamento alla morale pubblica.. Certo ora si è parlato di lei, ma non dei contenuti che voleva portare avanti, ma del suo culo e del bikini bianco… in più da adito ai “bastonatori” di turno, che non perdono mai occasione per bastonare le femministe con moraliste, suore, ecc..ecc.. Con questo la signora Paola Bacchiddu, può mettere tutte le sue foto che vuole e mostrare quello che desidera, ma è il contesto e la giustificazione che ne fa, che io non condivido.. sarà che mi sono stancata di commentare cosce, culi, tette e fiche. Sarà che mi sono stancata di sentir parlare di autodeterminazione di una donna solo quando deve mostrare una parte nuda di se o fare pompini.. sarà che mi sono stancata! Sarà che preferivo parlare di Oscar Wilde o di Machiavelli, invece siamo ancora qui a parlare di culi………che tristezza.

    • Se ho citato Wilde e Machiavelli, è proprio perché anche a me intristisce la riduzione ai minimi termini di ogni dibattito.
      Ormai siamo ridotti a ragionare per slogan: “il fine giustifica i mezzi”, “bene o male, purché se ne parli”, “il corpo è mio e lo gestisco io”, “il corpo nudo è rivoluzionario”, senza che nessuno senta minimamente il bisogno di contestualizzare queste affermazioni e fornire magari una analisi del loro significato, in relazione alla situazione culturale che le ha generate, accompagnata magari da una riflessione su quale collocazione possono trovare nel momento storico in cui ci troviamo oggi.

      • IDA ha detto:

        Non va letto come rimprovero dei tuoi confronti..non era nelle mie intenzioni.. avrei voluto davvero parlare di Wilde e Machiavelli, anzi nel tuo post è molto azzeccato il riferimento, dal momento che hai due sopra citati si è fatto dire tutto e il contrario di tutto.a secndo le occasioni… sopratutto il Machiavelli che si presta a più letture.. questa mia tesi non sostenuta dal mio ex, il quale sosteneva che il Machiavelli era solo un “reazionario” e quindi un’unica lettura da fare..

      • Non mi sentivo rimproverata 🙂 E’ che per un motivo o per un altro siamo tutti molto tristi. E forse invece dovremmo abbandonare la tristezza, armarci di fantozziano coraggio e gridare a squarciagola “l’ideona della Bacchiddu è una cagata pazzesca!”

      • IDA ha detto:

        Appunto, una Corazzata Potemkin 🙂

  4. Sandra ha detto:

    Si poteva parlare di provocazione se avesse dato un immagine di donna vera, come siamo quando ci troviamo nella nostra camera al buio davanti a uno specchio, il corpo di un essere umano donna , in piedi a testa alta, con lo sguardo libero, forse l’avrebbero censurata! invece che immagine sceglie per provocare ??? capirai gli mancano davvero solo le orecchie da coniglio e siamo a posto. E quindi mi chiedo provocare in che senso?
    Che amara delusione.

    • Paolo ha detto:

      questa dicotomia “donna vera” donna falsa” non la capisco. Paola Bacchiddu è una donna vera e il suo corpo è vero come quello di qualunque altra donna

  5. Rossana ha detto:

    La donna più potente d’europa, che di condivida la sua politica o no, non mostra il culo. Nessun politico o politica, o aspirante tale lo fa. Né lo farebbe, qui la sua carriera, se mai iniziata, finirebbe subito. Ma non perché qui si sia bacchettoni o bigotti, ma si è seri. Infatti si vede in quali condizioni versi l’Italia e in quali la Germania. E di culi, pemettetemelo, è invasa tutta la Penisola in ogni dove. Si inizi a mostrare la testa, che è meglio

  6. Un'altra Laura ha detto:

    Il fondoschiena della Bacchiddu è diverso da quello della pubblicità dell’Unità perchè quest’ultimo è presentato come un pezzo di carne anonimo, il primo è il corpo di una signora che vuole esprimere un idea. Idea che stava prima del culo, a differenza della Minetti e delle olgettine candidate all’europee. In questo c’è dell’autodeterminazione che mi ricorda le femen. Uso anche il mio corpo, se questo è l’unico modo di ottenere attenzione in Italia. Denunciando nel frattempo quanto tutto ciò sia assurdo. D’ altro canto, che una donna si debba spogliare per esser ascoltata ormai sono stufa marcia. Ci si spoglia contro le pellicce, contro la crisi, ogni battaglia ha ormai il suo calendario di nudi. In tutto questo la foto delle vacanze della Bacchidu non dovrebbe nemmeno far notizia ormai, e invece la fa. Qualcosa significherà. Cosa, non l’ho ancora ben capito nemmeno io. Ma non riesco a vedere la vicenda in bianco e nero. Non mi sento di condannarla e di chiamarla serva del sistema, ma neanche di applaudirla e esaltarla come rivoluzionaria. Rimane l’amarezza che del programma di questa lista nemmeno si è accennato.

    • Allora: non condanniamo e non applaudiamo. Che si fa? Rimaniamo in silenzio per amore della complessità?
      Io però ho fatto delle domande precise: avrà giovato, alla Lista Tsipras e al suo programma, questa idea non troppo originale? Continuare a spogliarci davvero contribuisce a denunciare l’oggettificazione del corpo della donna, oppure piuttosto la alimenta?
      Perché, davvero, come ha scritto Lorenza Valentini http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=57684&typeb=0 per un certo sguardo maschile non c’è nessuna differenza fra il culo della Bacchiddu (che di fatto è un gran bel culo) e i culi che ci sorridono dai poster pubblicitari. E i commenti che ha ricevuto lo dimostrano…

      • Un'altra Laura ha detto:

        ho scritto che IO ancora non ho ben capito da che parte schierarmi fra condanna e plauso, mica pretendo di parlare per tutti mettendoci il plurale. Giova? In termini di visibilità a breve termine sicuramente sì. Gente che nemmeno sapeva dell’esistenza della lista ora magari proverà ad informarsi. Qualche voto in più secondo me l’ha portato. In termini di messaggio a lungo termine temo di no anche perchè ho paura che l’anedotto d’ora verrà estrapolato dalla motivazione e strumentalizzato per denigrarne le idee. E penso in particolare alla Zanardo. Si è dato un facile appiglio per tutti quelli che, nel momento in cui non sapranno come controbattere a determinate istanze femministe, ridurranno il tutto a “ma allora anche la Bacchidu”

      • Un'altra Laura ha detto:

        rimanere in silenzio proprio no. Leggo diversi punti di vista e la mia opinione si forma anche alla luce di opinioni altrui. Mica nasco imparata 🙂

      • Io più che altro mi pongo delle domande. E sono le stesse che ti poni tu, soprattutto in merito al lavoro della Zanardo.

      • Yellow ha detto:

        Ti dirò riccio, per me purtroppo non c’è (tristemente) alcuna differenza. Per l’ennesima volta, per richiamare l’attenzione su di sé una donna ha mostrato il sedere. Non è una provocazione, ha semplicemente confermato che in Italia il solo modo che ha una donna di farsi notare è spogliarsi. Si fosse scritta almeno il programma elettorale sulle natiche! Trovo davvero svilente che persino le donne ormai siano sempre più convinte che “attizzare” l’uomo sia l’unico modo per non essere invisibili. Allora coraggio, che lo facciano tutte (solo le donne ovviamente) chirurghe in bikini, psicologhe in topless, commesse in tanga e insegnanti che parafrasano Dante facendo la lap dance. Allora sì che saremo un paese emancipato e provocatorio!

      • Paolo ha detto:

        la Bacchiddu ha peccato di ingenuità: doveva immaginare che buona parte dell’elettorato di riferimento della Lista Tsipras non apprezza simili trovate.abituato com’è da anni di anti-berlusconismo del cavolo a vedere ovunque degrado culturale, morale, oggettificazione e sopratutto indignarsi a comando come i cani di Pavlov

      • Questo non è giusto, Paolo. Dietro il discorso sull’oggettificazione dei corpi operata dalla pubblicità e sulle conseguenze ci sono studi e ricerche, e chi ne parla non è certo “un cane”.
        http://digitaljournal.com/article/329394

      • Paolo ha detto:

        la pubblicità è un conto, là l’oggettificazione in molti casi c’è, ma tutto dipende dal contesto, nessuna immagine è “oggettificante” in sè. In questo caso si tratta di provocazione mediatica non riuscita

      • Certo che l’oggettificazione dipende dal contesto. Ma con il termine contesto dobbiamo ricomprendere anche il contesto più ampio, e cioè la società in cui viviamo. E oggi, la società in cui viviamo è quella che ad una foto del genere risponde con commenti come “Con la bacchiddu, sy riza”…
        Questo genere di “provocazione” la vediamo da anni. Penso ad esempio al personaggio del notaio, nello show televisivo “Pippo Chennedy Show” (http://it.wikipedia.org/wiki/Pippo_Chennedy_Show), che chiedeva a gran voce le donne nude per alzare gli ascolti – qualcuno se lo ricorda? – era il 1997… è servito? No, non ha prodotto consapevolezza. E allora insistere a che serve?

      • Paolo ha detto:

        il tuo giudizio su pippo chennedy non mi convince. e i commenti che si generano sui social network dicono poco sulla foto in sè ma dicono molto sul singolo che commenta

      • Non ho espresso “un giudizio” sul programma televisivo. Ho solo cercato di farvi notare che non facciamo altro che “denunciare” – usando l’umorismo, l’ironia – la stessa cosa da decenni. Che la “provocazione” è sempre la stessa. E nulla cambia, nella sostanza. Il sistema è sempre lo stssso.

      • Yellow ha detto:

        Paolo, molto semplicemente lei ha usato il suo corpo per ottenere attenzione su un argomento che con il corpo non c’entra nulla. Quindi per me la situazione non è diversa dall’accostamento di donne nude e yogurt nelle pubblicità. Ha usato il suo corpo per portare attenzione su un partito politico e visto che si suppone questa possa essere l’unica mansione di una donna, sì mi indigna parecchio. P.S. Arrendersi alla logica del “così fan tutte, lo faccio anche io” può forse essere giustificabile, ma di certo non è provocatorio.

      • Paolo ha detto:

        infatti ho parlato di provocazione non riuscita, ma l’indignazione va riservata per cose un po’ più gravi

  7. Polis In Diretta ha detto:

    Un bikini non ha nulla di volgare. Se l’avessimo incontrata in vacanza non avremmo avuto niente di che scandalizzarci. E facebook è pieno di foto così, che cosa c’è di male? Se invece vogliano tornare a parlare di contenuti, vi invito ad ascoltare l’intervista a Assunta Signorelli, candidata sempre nella stessa lista e che da decenni si batte per i diritti delle donne http://www.polistvonline.com/diretta/

    • Qui non si è parlato di volgarità, ma di strumentalizzazione del corpo femminile. Se vado in bikini al mare (e ci vado) non ci vado certo per ottenere voti, ma perché ho voglia di andare al mare.
      E comunque: non c’e mai un addetto stampa maschio a mostrarci i coxo femorali, in questi casi. E tutti facciamo finta che non ci sia niente di strano.

    • Yellow ha detto:

      Sì, ma io non ho mai visto Renzi, Majorino e Cuperlo mettere le proprie foto in bikini sui manifesti della campagna elettorale o sul sito del PD Guarda caso sono sempre in giacca e cravatta.

      • Speriamo di non averli invogliati, i vari Renzi, Majorino e Cuperlo… Che ogni occasione è buona per distogliere l’elettorato. Potremmo ritrovarci sommersi di gente nuda, da domani…

      • Vivy ha detto:

        Attenzione che alle prossime elezioni qualcuno potrebbe iniziare a chiamare Terry Richardson per i manifesti elettorali.

        (Meglio non scherzare che Testino per Renzi lo vedo un epilogo probabile)

  8. Yellow ha detto:

    Comunque ti voglio bene per quello che hai detto su Oscar Wilde che è tra i miei scrittori preferiti e nel romanzo dimostra che Lord Henry è un omuncolo da poco, capace di vivere solo fra i salotti borghesi pur fingendo di disprezzarli, perché la realtà della vita lo spaventa così come lo terrorizza la morte e che alla fine del romanzo rimane triste e solo.

  9. Cinzia ha detto:

    Ho letto dell’argomento su blog e giornali e di tutto mi rimane solo una domanda: “ma perché in tutto questo cancan, l’unica al centro della questione è ancora una volta una donna, le sue scelte e i motivi delle sue scelte?”
    Non il contesto generale, non il sistema, non il momento epocale, non l’involuzione culturale, etica, intellettiva. La stupidità collettiva di chi reagisce solo a bassi istinti che siano sesso razzismo, sociofobie,interesse economico, moralismo.
    Siamo in piena decadenza e non credo ci salverà prendersela con chi, scegliendo, ce lo ricorda.

    • Perché al centro della questione è una donna?
      Perché, che ci piaccia o meno, a subire un processo di oggettificazione è solo il corpo femminile.

      • Cinzia ha detto:

        …e allora che si analizzi e giudichi il processo di oggettificazione e non le persone:
        Qui mi pare ci si sia fissati sul dito e non si veda la luna
        La stupidità dei fruitori non è un argomento a loro discolpa, ma un’aggravante; tanto più che lei non glielo manda a dire.
        Se per propinare qualsiasi cosa basta un culo, la colpa non può essere del culo.
        Qualche anno fa un promotore finanziario mi propose di investire in fondi comuni ad alto rischio, che come oggi sappiamo tutti, erano pieni di spazzatura. Gli domandai se non provava disagio a rifilare quella roba… mi rispose che le informazini che dava erano complete e corrette, che il termine “alto rischio” non dava adito a nessuna forma di ambiguità, che spiegava chiaramente ai clienti cosa significava muoversi su di un mercato azionario e che “giocare in borsa fosse come farsi un giro al casinò”, ma la gente investiva comunque.
        ” E’ il mio lavoro, io li avverto, se poi l’avidità mi rende facile il compito, di quella non mi sento responsabile, non sono io che devo salvare il mondo”
        E’ una affermazione antipatica, ma aveva ragione lui,
        L’avidità non è stata una scusante, come non può esserlo una libito ossessiva e compulsiva
        La nostra protagonista ci dice semplicemente ..” Se questo è quel che volete, questo è quel che avrete” e il putiferio che si scatenato è lì a dimostrarci che ha ragione lei.
        Aveva un lavoro da fare e l’ha fatto, ma perché in una società a bassissima diffusione di etica ci si aspetta che proprio quella persona debba esserlo. Perché ci stracciamo le vesti.
        L’ idea che elite intellettuali debbano educare il popolino è roba dell’illuminismo, sono passati tre secoli. L’ignoranza di ritorno diffusa non è più tollerabile visto la quantità di mezzi apprendimento a cui grandi masse di individui possono attingere.
        Vorrei sapere quando comincerà l’era della responsabilità sociale, quando decideremo di essere maggiorenni, quando usciremo. dalla fase dei bisogni primari .
        In una società matura il trucchetto del corpo oggettificato semplicemente non avrebbe funzionato, sarebbe stato liquidato come fallimento comunicativo e non avrebbe lasciato traccia. Evidentemente maturi però non siamo e parliamo di questo allora,se vogliamo crescere, altrimenti il resto sono chiacchiere.

      • Non mi è sembrato che qui si svolgesse un processo al culo della signora. Piuttosto si rifletteva sul messaggio che quel culo porta con sé: perché discuterne è un processo che, a mio avviso, può favorire la maturazione di questa società.
        Il messaggio è “non sono io che devo salvare il mondo, le cose vanno così, io mi adeguo”?
        Perché se il messaggio è questo, allora io mi chiedo: se non sono le persone consapevoli di “come va il mondo” che lo devono salvare, chi è che lo deve salvare, e come?

      • Paolo ha detto:

        scusate ho una curosità: ma se avesse pubblicato la foto su facebook come semplice foto vacanziera (come era in origine) senza didascalie “elettorali” avreste parlato di “corpo oggettificato”? Spero di no

      • Ovvio che no! Anche io pubblico le mie foto delle vacanze! Solo che sotto non ci scrivo “votate il partito”.

      • Cinzia ha detto:

        ..e comunque Ricciocorno, non è vero che è solo il corpo femminile che viene oggettificato. In questo tuo ottimo blog tratti di questa particolare forma di oggettificazone (sessuale), e lo fai molto bene . Apprezzo il tuo rimanere all’interno di questo spazio, ed è indice di serietà e correttezza non correre su campi troppo vasti, che di tuttologi ne abbiamo avuti a bizzeffe e non se ne sente il bisogno di altri, ma se usciamo dal campo della comunicazione,( campo tutt’altro che irrilevante nelle società così dette avanzate ) la realtà quotidiana è fatta di corpi oggettificati sui luoghi di lavoro, nelle case, negli ospedali, nei CPT, nelle carceri … nelle istituzoni, ovunque si faccia “danaro” sulle funzioni e sui bisogni della persona il rischio di oggettificazione è una aberrante presenza. La società del mercato e del consumo crea automaticamente la mercificazione (oggettificazione) di qualunque cosa sia monetizzabile e quindi di ogni tipo di corpo.

      • Che viviamo in una società piramidale, in cui chi ha i soldi può addirittura permettersi di considerare lecito il comprare, intero o pezzi, il corpo di chiunque altro (uomo, donna o bambino, alla bisogna), non credo ci siano dubbi: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2014/01/20/news/nobel_becker_mercato_dei_reni-76481277/
        Ciò che non si può parimenti negare è che ci sono anche delle differenze di genere che concorrono a posizionare un individuo su un gradino più alto o più basso.

      • Cinzia ha detto:

        infatti, mai negato 🙂

  10. paolam ha detto:

    Difatti, Cinzia, al centro non c’è solo una donna nel senso di quella donna in particolare, autrice di questa geniale trovata e, quindi, scusate se mi ripeto: dietro l’ignoranza e l’incompetenza (usiamo i sostantivi invece degli aggettivi) manifestate dall’una o dall’altra persona chiamata a rivestire un compito fondamentale, come nel caso, il compito di responsabile per la comunicazione elettorale di un movimento che si definisce di sinistra, c’è una decisione presa da una o più persone, che dell’operato dell’incaricata rimangono responsabili a monte. E che cosa dobbiamo pensare di queste persone? Che possono scegliere con superficialità e noncuranza la persona cui attribuire un ruolo fondamentale? Che non sono in possesso degli strumenti critici per valutare l’affidabilità e la competenza delle persone che scelgono? E’ questa la tragedia. Ecco, mo’ Machiavelli ci vorrebbe.

    • Cinzia ha detto:

      Paolam quello di Macchiavelli è un pensiero che rappresenta una tratto di cultura politica e sociale tra i tanti che dai romani in poi ci hanno portato fino all’Italia com’è oggi.
      A suo tempo era di certo la modernità, ma non credo che possa rappresentarla anche oggi. Che posizione aveva in materia di diritti femminili per esempio… non ricordo bene?

      • IDA ha detto:

        Cinzia.. Machiavelli, ha scritto una novella; “Belfagor arcidiavolo, il demonio che prese moglie.” Pluto, il re degli inferi, manda sulla terra “Belfagor” appunto, a verificare se è vero che la vita coniugale sia peggiore dell’inferno. arriva a Firenze e si sposa con monna “Onesta,” è facile immaginare la fine, dopo tante vicissitudini, Belfagor, scappa (tipico atteggiamento maschile) e ritorna all’inferno…meglio l’inferno che vivere con una donna..

  11. paolam ha detto:

    Belle risposte, ma io intendevo riferirmi all’accortezza strategica nelle scelte politiche, tanto nel caso delle iniziative da intraprendere, quanto nel caso delle persone cui affidare l’uno o l’altro compito!

    • IDA ha detto:

      Io non credo che ci sia una strategia politica o superficialità nello scegliere certe persone per determinati compiti.. penso che manchi proprio la politica.

      • IDA ha detto:

        o tutti e due.. 🙂 perchè se le persone sono scelte dalla politica, e la politica va a mancare.. penso, perchè io non ci stò molto dietro a queste cose.. ma la mia idea, è che le persone che si ritrovano su dei principi e dei valori si uniscono e formano un partito, lo organizzano e determinano una politica.. oggi, mi sembra che ci siano dei partiti contenitori, che servono unicamente per raccogliere i voti della sinistra orfana, che si è ritrovata senza partito, ma non ha abbandonato i propri ideali..

  12. Pingback: La comunicazione (con ogni mezzo) della Lista Tsipras » Massimo Lizzi

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