La mordacchia

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La briglia della comare (Scold’s bridle) o mordacchia, è uno strumento inventato nel 1500 in Gran Bretagna e poi diffuso in tutta Europa.

Si trattava di una museruola di ferro munita di un uncino o di una serie di punte acuminate da conficcare nella lingua della vittima; oltre ad impedire di parlare, provocava un grande dolore e obbligava la condannata ad ingurgitare il proprio sangue.

Nell’Inghilterra del XVI secolo Silence (silenzio) era un nome piuttosto comune per le bambine, e le scolds, ovvero le donne troppo “loquaci”, quelle che si permettevano addirittura di criticare i mariti, erano perseguibili legalmente e potevano essere sottoposte a questa particolare tortura.

Il marito poteva anche decidere di sfilare per la città conducendo la moglie imbrigliata a questo modo, e la gente del paese era libera di umiliarla e persino picchiarla fino alla morte.

Scoldengravingalpha

La briglia della comare si diffuse grazie al fenomeno della caccia alle streghe, e venne poi utilizzata anche per la repressione degli schiavi africani in Brasile.

Questo per ricordarvi che la lingua, le corde vocali, i polmoni, come pure le dita  che battono sulla tastiera (o il dito – nel mio particolare caso), per non parlare del cervello, fanno tutti parte del corpo di una donna.

Sono dell’idea che oggi siano gli strumenti più efficaci, se l’intento è “trasgredire”.

trasgredire

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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13 risposte a La mordacchia

  1. IDA ha detto:

    Che dire… in ogni secolo, il genere maschile, ha dimostrato con particolare crudeltà, tutto il suo “amore” per la donna… Si.. oggi non ce n’è il bisogno, ci sono tecniche più efficaci… spesso capita che la mordacchia, ce la mettiamo da sole e nemmeno ce ne accorgiamo!

  2. maura ha detto:

    in questo momento stanno parlando alla radio dell’ennesima atroce sentenza musulmana in Sudan. Il brutto è che, parlando delle atroci condizioni di vita delle donne in queste paesi, si mette in risalto che qui da noi…..Sì che siamo fortunate. E il problema è la religione, o meglio, solo quella religione, non la crudeltà maschile, anche se fino a pochi decenni fa qui si facevano le stesse cose. Che si sono fatte per secoli.

    • Claudia ha detto:

      Il problema non è solo quella religione, il problema sono tutte le religioni che vuoi o non vuoi, con piccoli o grandi esempi, condizionano e controllano (e rompono le palle) a chiunque non faccia parte della loro sacra cerchia. Il “noi qui sì, che siamo fortunate”, giusto perché non veniamo condannate all’impiccagione per adulterio, mi suona come un contentino molto amaro, che fisicamente non posso e non voglio accettare.

  3. maurozennaro ha detto:

    Non sono contento di appartenere al genere umano. La prossima volta nasco cetaceo.

  4. Cinzia ha detto:

    Interessante della mordacchia è quell’uso parallelo tra donne e schiavi. Dice tutto quel che c’è da capire.

  5. paolam ha detto:

    Se ancora lo trovate, suggerisco il librino di Eva Cantarella uscito nel 1986, intitolato “Tacita Muta”: era il nome di una divinità infera, e come tale si spiega, ma la storia che viene le cucita intorno racconta molto altro. Leggetelo 😉

  6. Antonio Oliva ha detto:

    Storicamente, la Mordacchia ebbe larga diffusione grazie all’Inquisizione, in particolare in Germania e Scozia. Dal vecchio mondo, la mordacchia passò al nuovo mondo grazie alle colonie britanniche. Nell’America settentrionale, stando alla testimonianza di Olaudah Equiano, il bavaglio di ferro veniva utilizzato nelle piantagioni come misura coercitiva per gli schiavi nel pieno XVIII secolo.La “mordacchia” usata anche per “Giordano Bruno” a Campo de’ Fiori. era uno strumento di tortura ed era usato sui malcapitati per le persone accusate di eresia e stregoneria.non certo solo selle donne e una grande fasita

  7. Pingback: L’intervista del venerdì: Francesca e Tiakatù | Passato tra le mani

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