I femminicidi sono zero

Stamattina mi sono messa a leggere i commenti sotto l’articolo di Lorella Zanardo “Omicidio Motta Visconti: il disagio di essere in due“.

I motivi per i quali ho preso questa decisione li trovate qui.

E ho trovato questo, che vorrei condividere con voi:

femminicidi_0Naturalmente la polemica era sul termine femminicidio:

«La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine -maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale- che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia».

Sono altre le motivazioni per cui si uccide la moglie, la misoginia non c’entra niente, ci dicono i lettori del Fatto.

E quali sono?

Tra le principali non potevano mancare le tragiche condizioni dei poveri papà separati.

divorzio1Io mi ricordo ciò che raccontava Travaglio sulla convenienza dell’omicidio rispetto al divorzio, e in realtà non faceva riferimento alla tragica condizione del separato maschio, quanto piuttosto alla levità della pena in caso di piena confessione e riconoscimento di attenuanti come la provocazione (art. 62 c.p. “l’aver agito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui”) e ai tempi biblici di un divorzio (perché allora non si parlava ancora di divorzio breve).

Naturalmente il discorso è stato interpretato diversamente:

divorzioChe cosa viene “tolto” ai poveri uomini separati? Scrivo seguendo l’ordine scelto dal nostro commentatore:

1) la casa

2) i soldi

3) la dignità

4) i figli.

I figli occupano il quarto posto – non sono neanche sul podio.

E comunque i figli, in un divorzio, non sono esseri umani, bensì “armi” (quindi oggetti, come la casa e i soldi):

divorzio3E non ci piacciono le armi, vero? Meglio eliminarle…

Il problema più rilevante, comunque, quello che occupa i primi due posti del podio, è il denaro:

ildivoziocostaEsiste il divorzio, ma il divorzio costa e porta alla tragedia dei “padri separati“, un fenomeno basato sulla sistematica “discriminazione” dell’uomo in quanto maschio, il quale è costretto da una “legge ingiusta” a continuare a provvedere economicamente a quei familiari con i quali non vuole più avere niente a che fare, e finisce ridotto sul lastrico.

Sono anni ed anni che ci sorbettiamo questa solfa sulle donne “supertutelate” dalla giustizia e sui poveri maschi che dormono in auto, su un mondo alla rovescia in cui la misoginia non esiste e le donne che entrano in un Tribunale si trovano i magistrati pronti a stendere un tappeto rosso mentre lanciano petali di rosa…

Ce la dobbiamo leggere ogni volta che muore una donna o un bambino.

Voi non siete un po’ stufi?

L’ho scritto tante volte: il divorzio impoverisce, è vero, ma impoverisce uomini e donne, come ci dice chi dei poveri se ne occupa. Dal rapporto 2014 della Caritas italiana:

Tra i separati/divorziati che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas la gran parte è di nazionalità italiana (85,3%); in termini di genere c’è una leggera prevalenza delle donne (53,5%), rispetto agli uomini (46,5%) anche se si può parlare quasi di un’equa divisione. Il 42,9% è coinvolto in separazioni legali, il 28,1% in separazioni di fatto e il 22,8%  in procedimenti di divorzio.

Tutte le statistiche sull’argomento “povertà” la smentiscono, questa storiella, mentre ce ne raccontano un’altra: gli uomini non vogliono pagare niente.

Le leggi “sessiste” di cui parla il nostro commentatore, alla luce dei fatti, sarebbero quelle che non si preoccupano di tutelare il maschio a dispetto di donne e bambini.

Perché in un mondo in cui gli uomini sono il sesso dominante, le leggi che non garantiscono loro dei privilegi vengono percepite come leggi vessatorie ed ingiuste. L’equità c’è già: se divorziamo siamo tutti più poveri, maschi e femmine. E questo, per gli uomini, non è accettabile.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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22 risposte a I femminicidi sono zero

  1. Rossana ha detto:

    vorrei sapere, allora, che “giustificazione” adducono, per quelli che – sebbene non separati/divorziati o semplicemente fidazati lasciati- maltrattano/vessano/ammazzano mogli e compagne.

  2. Sandra ha detto:

    Quanto è vero quello dici su come le leggi che non tutelano i loro interessi vengono percepite come vessatorie. Volevo condividere questo : vicino casa mia c’è una rivendita edile dove da anni fa bella mostra di sé un cartellone con l’immagine di un mendicante e una scritta che recita “Ecco cosa accade all’uomo quando si innamora di una donna.” e lì da anni fa colore…., proprio sta mattina nel salottino in questione un crocchio di signori di mezz’età ciarlava ad alta voce ” vabbè la moglie….ma come fai ad ammazzare i bambini”.
    Io sono stanca, di combattere con il sentimento di profondo disprezzo che inizio a provare sempre più prepotente, sono stanca di fare un quotidiano lavorio mentale per non cadere in una vera forma di razzismo , capita solo a me di sorprendermi a guardare con disprezzo un maschio in quanto tale perché magari banalmente ,noncurante della mia presenza, si aggiusta il pendolo, o mentre si immobilizza in un centro commerciale come se avesse visto dio che gli parla mentre guarda una partita di calcio sul maxischermo? non molto tempo fa questi atteggiamenti mi facevano simpaticamente sorridere, bei tempi! sento che qualcosa sta cambiando in me, capita solo a me di sorprendermi a pensare i maschi come una razza storta inferiore inutile?sono stanca di cercare nella razionalità nelle spiegazioni , quando non passa giorno senza uno schifo osceno contornato da mille giustificazioni da mille indifferenze. Non è bello quello che ho scritto lo so! mi sta facendo vivere male. Se non lo pubblichi lo capisco.

    • E’ uno sfogo. Lo scrivi e poi ammetti: non è bello quello che ho scritto. Ma sei sofferente, e non lo reprimi lo sconforto. Tutti abbiamo dei momenti di sconforto. Ma sono dei momenti, e non dovremmo cedere alla tentazioni di coltivarli, e farli crescere fino a farli diventare odio.
      Lo so che è banale, ma magari leggere cose così può farci sentire meglio: http://www.huffingtonpost.it/giuseppina-la-delfa/famiglie-arcobaleno-difesa_b_5499709.html
      Avvertiamo che c’è qualcosa che non va, qualcosa che non ci fa vivere bene: allora perché non trasformare questo disagio in una attività utile a cambiare quello che non ci piace?

    • Blossom ha detto:

      Vabbè la moglie: meraviglia.

      • Vale ha detto:

        Pure in ufficio da me “Ma come si fa ad ammazzare i bambini?” e io “E la moglie no?” “Eh, vabbé, ma la moglie è un’altra cosa, dai, si può capire”. o.O No, che non si può capire!!!

      • Blossom ha detto:

        @Vale: quelle son le persone peggiori, giusto ieri ho litigato in famiglia proprio dopo aver riportato la frase dell’anziano; si giustificava la giustificazione tirando in ballo casi che non potrebbero essere piú distanti (Novi Ligure) e realtà parallele in cui si fantasticava sulla normalità dell’odiare la propria moglie, ma non i bambini. Ho ribattuto che fino a prova contraria la persona che anzitutto Lissi ha scelto di amare e rispettare è proprio la moglie e che se il suo problema era “levarsi dalle palle” la famiglia, dal suo punto di vista, quelli che piú gliele rompevano erano proprio i figli, perché si può diventare ex mariti, ma non ex padri; per tutta risposta ho ricevuto un: con te non si può mai parlare. Poi leggendo parte della sua confessione ho visto che Lissi mi è, per cosí dire, venuto incontro: “ma dopo il divorzio i figli rimangono”.

      • Vale ha detto:

        Che poi, amare i figli è una cosa strana, secondo me. La moglie (gli amici, ecc) te la scegli. I figli… ciò che arriva, arriva. Li ami solo perché sono tuoi (del tipo che se in ospedale avessero scambiato i neonati, non cambierebbe nulla), il che secondo me è ridicolo, perché è come dire “amo i miei figli solo perché c’è del mio DNA, ma tutti gli altri bambini al mondo che crepino pure!” (quindi in realtà è solo un amore narcisistico).
        In ogni caso, vorrei sottolineare una cosa. La collega LO AVEVA RIFIUTATO. Gli aveva detto che lei aveva un fidanzato e non aveva mai assecondato le avance dell’assassino. Quindi questo qui cosa cavolo ha fatto fuori la famiglia a fare? La cosa è ridicola, oltre che orribile.

  3. IDA ha detto:

    I temi sarebbero tanti; I commenti sul Fatto, gran parte sono opera di troll gestiti e controllati dagli stessi moderatori del giornale.. questa è una mia opinione, confermata da molti elementi, non ultimo l’allontanamento, (volontario o no, non so) di Barbara Collevecchio dal blog. Ma non è dei troll del Fatto che vorrei parlare..
    La prima questione, che non si parla mai in questi casi è il matrimonio, civile o religioso è la stessa cosa, perché è fondato su concetti e ordinamenti di valore teologico ecclesiastici. Sull’unico modello di matrimonio che a origine nel XIII secolo che è sopravvissuto fino alla nostra epoca.. ma la società è andata avanti, matrimonio basato su una struttura gerarchica, comando/ obbedienza, il matrimonio ripropone in maniera fedele, il modello aristotelico del padrone di casa come centro di tutti i rapporti familiari. Il marito deve trovare nella moglie una brava collaboratrice subordinata. Ora il problema nasce, quando per molte donne queste sono cose superate, e hanno un’idea diversa della vita in comune, anche se si sposano e desiderano sposarsi, ma molti uomini considerano fondamentali quei principi, quei privilegi..che sono poi gli stessi che negano il “femminicidio”, perché lo considerano un diritto, perché il compito del marito è anche quello di educare la moglie, anche con il bastone..
    Ultima questione e mi fermo; i papi separati, oltre a tirare sempre in ballo 80% delle denunce false, ma non citano mai la fonte, o dati precisi, dimenticandosi dell’altro 80% di donne che subiscono violenza e non fanno denuncia, a parte questo dicevo… vorrei sapere quali sono le norme discriminatorie per un uomo sulla legge che regola il divorzio? Dovrebbe essere facile toglierle, perché sono anticostituzionali.. Quali criteri dovrebbe seguire un giudice nella sentenza di divorzio? È vero, il divorzio costa molto, economicamente, ma considerando che gli uomini hanno un reddito superiore alle donne, il divorzio è un privilegio quasi esclusivamente maschile..

    • Paolo ha detto:

      io invece voglio credere che per la maggioranza degli uomini non abbia questa idea medievale del matrimonio..io non ce l’ho e non sono un uomo speciale

  4. Blossom ha detto:

    Comunque non è stata colpa della moglie, ma di quello di 20 mesi. Anzi, colpa del matrimonio e delle responsabilità, colpa della società che ci costringe a sposarci. E comunque lui è un folle, non esistono gli uomini che uccidono se non in preda a follia.

    https://m.facebook.com/photo.php?fbid=636077293140250&id=100002139557417&set=pcb.636077593140220&source=49&ref=bookmark#!/groups/53890998696?view=permalink&id=10152209995863697&ref=bookmark&notif_t=group_activity

  5. Blossom ha detto:

    Comunque pensavo che a questo turno sarebbero stati un filino piú decenti, visto che da subito è venuto fuori che non c’erano liti, separazioni, provocazioni. Ogni tanto mi risveglio ingenua.

  6. Rossana ha detto:

    o è la moglie.. o è la fidanzata.. o è l’amante… o è la donna a cui lui fa la corte non corrisposta.. o è la cugina della cognata della panettiera all’angolo dove c’é la banca, dove la vora la nipote della sorella della Sora XY…. oppure non è nessuna ed in questo caso sono tutte, perché poveretto – le donne non lo vogliono… Comunque sia.. la colpa è sempre di Eva

  7. alex ha detto:

    questo blog può tranquillamente competere per i campionati nazionali di Poe’s Law.

    • “It is impossible to tell for certain the difference between genuine stupidity and a parody of stupidity”?

      Non ritengo affatto, se è questo che intendo, che prendere in giro la stupidità di un argomento sia un metodo logicamente valido per confutare l’argomento che motteggio. Ma siccome questo blog è pieno di articoli più che seri che confutano, con riportati dati e fonti (linkati anche da questo post), le argomentazioni dei commentatori che metto in ridicolo, non penso proprio di poter essere confusa con “gli stupidi”.

    • Anima bella è complimento che mi commuove, davvero. Scrisse Friedrich Schiller in Grazia e dignità (1793). «Un’a. b. non ha altro merito che quello di esistere. Con facilità, come se l’istinto agisse per lei, esegue i doveri più penosi per l’umanità, e il sacrificio più eroico, che essa strappa all’istinto naturale, appare come libero effetto di quel medesimo istinto». Questo è credo la terza o la quarta nomina che ricevo, e sono lusingatissima.

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