Prostituzione, media e mistificazioni

Alcuni passi da “Former prostitute blasts media for misunderstanding issue“, di Katarina Macleod.

katarinamacleod

Il 12 giugno ero ad una conferenza stampa con il deputato conservatore Joy Smith, quando un reporter le ha chiesto se era una donna di fede. Da quel momento il movimento pro-legalizzazione e alcuni media hanno suggerito che anche io sono a sostegno della legge C-36 a causa delle mie convinzioni religiose.

A tale proposito mi piacerebbe chiarire un paio di cose. In primo luogo che sebbene si tratti di una questione morale per me, non ho lasciato la prostituzione perché ho incontrato Dio e ho vissuto un’epifania.

Ho passato 15 anni a servire gli uomini lasciando che facessero del mio corpo tutto quello che volevano. In quel periodo sapevo che avevo bisogno di uscirne in qualche modo, perché quella vita mi stava uccidendo.

Cerchiamo di essere onesti e smettiamola una volta per tutte di edulcorare questa cosiddetta “professione” e cominciamo a raccontare le cose come stanno.  Ho avuto clienti che hanno confessato che le cose che mi chiedevano di fare a pagamento erano cose che non avrebbero mai chiesto alle loro mogli o alle “madri dei loro figli”, in virtù del rispetto che avevano per loro.

Parliamo della verità, di alcune delle esperienze di merda che ho vissuto da prostituta. Ci sono stati clienti che mi hanno pisciato addosso e poi mi hanno chiesto di fare altrettanto. Sono entrata in contatto con uomini affetti dalle più svariate forme di feticismo, ossessionati dai piedi, dal bondage, dalle sculacciate, dagli abiti da donna, dai feticci anali, dai giochi di ruolo e dal dominare. Spesso avrebbero voluto inscenare uno stupro, o mi hanno chiesto di comportarmi come una bambina piccola. Ci sono stati uomini che hanno afferrato e tirato i miei seni fino a farmi scoppiare a piangere.

Se dicevo loro che erano troppo brutali, invece di fermarsi si arrabbiavano. Sono stata messa in tutte le posizioni possibili e pestata al punto che ho pensato che mi sarei spezzata in due. Mi hanno tirato i capelli. Mi hanno sputato. Mi hanno soffocato e morso. Ho vissuto tutto questo perché è per questo che mi pagavano.

C’erano anche dei clienti che venivano un venerdì o un sabato insieme agli amici, e ognuno di loro voleva un pezzo di me. I clienti ubriachi o drogati  volevano che festeggiassi con loro e se non riuscivano a venire perché erano troppo sfatti, la colpa doveva essere mia e iniziavano ad infierire su di me. Non c’è niente di peggio di un uomo sbronzo che si arrabbia.

Sono stata derubata con una pistola puntata addosso, verbalmente abusata, mi hanno slogato la mascella, mi hanno stuprata analmente, costretta a fare pompini con la testa bloccata finché non ho vomitato.

Quindi no, non è un problema spirituale o religioso. Il problema è lo sfruttamento e la violenza contro le donne.

(…)

Ad un certo punto della mia vita sono stata a favore della prostituzione pienamente legalizzata, perché era normale per me, era quello che facevo per sopravvivere. Se avessi ammesso ad alta voce che era sbagliato e che mi meritavo di meglio, la vergogna e il senso di colpa mi avrebbero divorata, mi avrebbero impedito di fare quello che dovevo fare.

Parliamo delle donne “emancipate”.

E’ vero che non ho mai fatto grandi somme di denaro così velocemente come quando ero una prostituta. Si, odiavo gli uomini che abusavano di me, ma ancora di più odiavo quei soldi e il fatto che giustificavano quello che facevo. Quando gli uomini mi sceglievano al centro massaggi per un momento mi sentivo bella e desiderata, ma quella sensazione svaniva abbastanza rapidamente. Ti scelgono solo perché sei carne fresca e vogliono vedere cosa possono cavarne, o vogliono scoprire se sei più conveniente delle altre.

Ci si accorge presto che il punto non è che sei bella o desiderabile. Sei solo un buco da utilizzare. Dopo un po’ ti senti solo sporca e la tua percezione della cosa comincia a cambiare. Finisce che non ti fidi più di nessun uomo, perché più della metà dei clienti sono sposati e ti convinci che tutti gli uomini sono dei maiali violenti. Cominci ad odiare te stessa e ad amare il denaro e senti che hai bisogno di continuare a vendere te stessa. Attorno a te le ragazze sono tutte drogate o sono i clienti ad offrirti la droga. Se non eri già una drogata prima di diventare una prostituta, inizi dopo, perché vuoi sentirti felice come gli altri invece che miserabile. Se hai avuto un cliente orribile e devi sfoggiare un sorriso al successivo. la droga ti è di grande aiuto. La droga ti dà il coraggio di fare cose che altrimenti non faresti, perché sei così stordita che semplicemente non ti importa di nulla.

(…)

Anche oggi che sono sposata, l’atto sessuale mi ricorda quando ero una prostituta. Ho subito così tanti danni, non solo fisici, ma nello spirito, nell’anima. Ferite profonde radicate in ciò che sono ora.

(…)

Tutto questo non ha nulla a che fare con l’essere Cristiana. Ha a che fare con me che voglio di più per le nostre donne e le nostre bambine.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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9 risposte a Prostituzione, media e mistificazioni

  1. Paolo ha detto:

    è ovvio che sul web si trovano testimonianze di donne le più diverse e contrastanti su questo tema, vanno tutte rispettate. Significativo il fatto che molti non volessero fare “certe cose” con la moglie, segno che erano i primi a ritenerle “degradanti” di per sè, questa è la mentalità che deve cambiare: se c’è consenso nulla è degradante..tantomeno le sculacciate. Se marito e moglie non avessero paura di comunicare l’un l’altro ciò che gli piace fare e farsi fare e ciò che non gli piace per niente (perchè se il/la partner rifiuta il bondage e vuole il buon vecchio missionario va rispettato/a), molta della “domanda” di prostituzione cesserebbe

  2. Rossana ha detto:

    Ogni parola di questa donna è vera! Questa è la prostituzione.

  3. Ma quelle di FAS li leggono questi articoli?

  4. imbebaa ha detto:

    L’ha ribloggato su randomwriterr.

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