I diritti degli uomini

Da un po’ è attivo il sito italiano “A Voice For Men” (che alcuni di voi mi hanno linkato in questi giorni), del quale vi posto la simpatica copertina di facebook:

a_voice_for_menCopertina che è identica all’originale statunitense:

a_voice_for_men_USADi “A Voice For Men” e del suo creatore, Paul Elam, ho già scritto in passato.

Visto che il suo “movimento” comincia a riscuotere successo anche nel nostro paese, e visto che mi dedicano ampio spazio nel loro sito web, mi sembra interessante approfondire.

Recentemente ho trovato un articolo che cerca di offrire una panoramica sul variegato “Movimento per i diritti degli uomini”, “A look inside the infamous Men’s Rights Movement“, ed ho pensato di tradurlo per voi.

Uno sguardo all’interno del famigerato “Movimento per i diritti degli uomini”

Il MRM è conosciuto oggi per la sua radicale retorica antifemminista, ma non è stato sempre così.

Le recenti provocatorie invettive provenienti dal men’s rights movement (MRM) sono state motivo di preoccupazione, soprattutto a seguito della recente campagna #womenagainstfeminism, che ha visto gruppi radicali di Men’s Rights Activists scatenare un feroce attacco misogino contro le femministe.

Simili eventi non solo riducono le possibilità del gruppo di essere preso sul serio come significativo movimento sociale, ma tendono a soffocare le voci di uomini più moderati e filo-femministi che lottano per quelle importanti questioni sociali che colpiscono gli uomini, come l’abuso sessuale nelle carceri, i diritti di custodia dei figli, la mancanza di un riparo per i senzatetto e gli alti tassi di mortalità sul lavoro.

Ma non è stato sempre così. Molti saranno sorpresi nell’apprendere che il movimento dei diritti degli uomini sorse nel 1970, guidato da uomini filofemministi sollecitati dalla seconda ondata femminista. Circondati da femministe e interessati a sostenere idee femministe, questi uomini riconoscevano il loro potere e i loro privilegi in quanto maschi, si ponevano in modo critico nei confronti del concetto tradizionale di mascolinità e del modello dominante di virilità, confrontandosi l’uno con l’altro su questi temi.

Guidato da Warren Farrell, un docente filofemminista che ha fatto anche parte del Consiglio della National Organization for Women (NOW) di New York, il movimento ha cominciato a formare gruppi di autocoscienza a sostegno delle idee femministe. Negli anni ’70 Farrell, che era considerato uno dei principali leader maschio del movimento per i diritti delle donne, scrisse il suo famoso libro The Liberated Man”, nel quale assumeva una prospettiva femminista nel mettere a confronto esperienze maschili e femminili, introducendo un’idea alternativa di famiglia e proponendo una nuova organizzazione del mondo del lavoro, che permettesse alle donne di lavorare fuori casa e agli uomini di farsi carico del lavoro di cura.

Fondamentalmente gli uomini filofemministi rifiutavano le aspettative generate dagli stereotipi di genere, responsabili di ridurre la capacità degli uomini di esprimere liberamente la propria emotività. Il genere, in quanto costruzione sociale e non realtà biologica, era considerato ugualmente oppressivo per entrambi i sessi.

Dopo gli anni ’70 il movimento cominciò a dividersi, con il movimento filofemminista ad una estremità e l’emergere di gruppi che cominciavano a concentrare la loro attenzione sul problema dell’oppressione dei maschi, gruppi che possono essere considerati i precursori di alcune delle versioni più estreme di oggi. A quel punto, è accaduto qualcosa di incredibile. A sorpresa Warren Farrell ha abbandonato la sua precedente posizione di leader degli uomini femministi e si è messo a capo di quello che sarebbe poi diventato il moderno movimento prouomini, focalizzato sull’oppressione e la discriminazione dei maschi.

Perché Farrell si voltò le spalle femminismo? In un’intervista del 1997 Farrell disse che lo scontro con NOW fu causato dalla posizione delle femministe contro l’obbligo di affidamento congiunto per i bambini in caso di divorzio: “Non potevo credere che le persone che ritenevo pioniere in tema di parità sostenessero che le donne debbano avere l’ultima parola sul fatto di avere o non avere figli, che i bambini non dovrebbero avere pari accesso ai loro papà (dichiarò a ManWeb).

Successivamente Farrell scrisse il controverso romanzo  The Myth of Male Power”, nel quale rinunciava alla sua prima presa di posizione femminista e sosteneva che le donne sono le vere detentrici del potere nella società, potere che esercitano per mezzo del loro ruolo di caregiver principale nella cura dei bambini, mentre gli uomini sono il “sesso usa e getta– e il loro potere è solo un’illusione. Attaccava l’idea che le società patriarcali impongono regole che avvantaggiano gli uomini a discapito delle donne e spiegava come gli uomini sono stati gravemente discriminati e oppressi in campi come l’esercizio dei diritti di genitore e la violenza domestica, e per mezzo del servizio di leva.

Se il suo libro gli è costato parecchie critiche nei circoli femministi, l’ideologia di Farrell ha cominciato a prendere piede nella “manosphere” e il “men’s rights activism” (o MRA) ha iniziato ad acquisire un certo slancio, soprattutto grazie al “movimento per i diritti dei padri” (father’s rights movement) che si è concentrato sulla discriminazione nei confronti degli uomini per quanto riguarda l’affidamento dei figli e divorzio. I father’s groups hanno iniziato a fare pressioni per ottenere leggi che stabiliscano che l’affido congiunto vada concesso automaticamente in caso di divorzio, nell’interesse sia dei padri che dei figli.

Ma, come lo scrittore R. Tod Kelly spiega in “The Masculine Mystique“, il moderno movimento per i diritti degli uomini non è davvero decollato fino all’ingresso nell’era digitale.

[…] Il MRM ha zoppicato per decenni, rimanendo relativamente sconosciuto. Poi, grazie alla diffusione di Internet, si è evoluto in una coalizione nella quale le voci più radicali, iperboliche e oltraggiose sono state sproporzionatamente premiate da una grande visibilità e sono diventate influenti.

Anche altre correnti, come il “mythopoetic men’s movement”, anch’esso emerso con la seconda ondata del femminismo ma privo di un vero e proprio programma politico, sono state in grado di ottenere una maggiore esposizione grazie alla tecnologia.

Guidati dal poeta Robert Bly, autore del manuale per uomini “Iron John“, il “movimento mitopoietico degli uomini”, utilizzando rituali e la narrazione, offre un’approccio spirituale ai diritti degli uomini proponendosi di aiutare i ragazzi a diventare uomini sani. Descritto con espressioni quali week-endguerriero”, “drumcircle”, “girare attorno al fallo“, “discussioni sulla paternità”, i gruppi mitopoietici trattano quelle questioni interpersonali che ruorano attorno al concetto di virilità, ponendo un forte accento sull’impatto dell’assenza dei padri nello sviluppo psicologico degli uomini.

Nel frattempo, altri uomini moderati hanno iniziato a creare comunità in rete, concentrando la loro attenzione sull’evoluzione del ruolo degli uomini nella società contemporanea. Ad esempio, The Good Men Project (GMP) è un canale che permette agli uomini di raccontare storie sui momenti salienti della loro vita nella speranza di sollecitare una conversazione nazionale su cosa significhi essere un uomo buono nel 21° secolo”. Recentemente il progetto è finito al centro di accese polemiche, dopo che il suo fondatore Thomas Matlack è stato accusato di essere antifemminista dallo scrittore femminista Hugo Schwyzer, il quale a sua volta ha subito un crollo di popolarità per aver confessato numerosi rapporti sessuali con i suoi studenti e per aver cercato di uccidere la sua fidanzata.

Altri gruppi sono sorti per stimolare consapevolezza in merito a problemi quali la violenza domestica e lo stupro degli uomini, spesso ignorati dalla società perché taciuti a causa della riluttanza degli uomini a descrivere se stessi come vittime. “Men Can Stop Rape”, ad esempio, si propone di porre fine alla violenza sia contro le donne che contro gli uomini organizzando laboratori sulle molestie sessuali e offrendo consulenza ai maschi perpetratori di violenza. Mentre i “What Men Can Do” sono attivisti antiporno di sesso maschile, i quali ritengono che la rappresentazione del sesso nel porno sia fallocentrica” e danneggi sia gli uomini che le donne, riducendo le ragazze a oggetti sessuali e contribuendo ad aumentare la violenza sessuale e la misoginia.

A questo proposito, il professore texano radicale e filofemminista Robert Jenson è stato determinante con la sua critica alla pornografia e alla mascolinità. Nel 2007 ha scritto Getting Off: Pornography and the End of Masculinity”, che illustra come il porno mainstream rafforzi dannosi stereotipi sociali sulla virilità e influenzi il modo in cui gli uomini si rapportano alle donne. Jenson ha invitato gli uomini a respingere porno e ad andare oltre l’attuale idea preconcetta della sessualità.

Eppure, nonostante gli sforzi storici e il lavoro di questi uomini, a dominare i discorsi intorno ai diritti degli uomini è il pensiero anti-femminista, che continua ad emarginare le opinioni dei moderati di oggi. Gruppi per i diritti civili hanno descritto l’attivismo di questi  radicali come “gravi attacchi misogini dedicati a demolire le femministe in particolare e le donne, soprattutto le donne americane, in generale,” (scrive l’Huff Post.)

Gli anti-femministi sono stati collegati al neoconservatorismo; ritengono che il femminismo sia andato ben oltre i suoi obiettivi e ora stia danneggiando gli uomini, che sono i soggetti più svantaggiati nella società. Se le loro cause rimangono frammentate e risultano a volte stravaganti il movimento dei pick-up artist ne è un esempio l’unica cosa che hanno in comune è un profondo odio nei confronti del femminismo.

Il gruppo antifemminista più noto e influente in questo momento è “A Voice For Men” (AV4M) che vanta mezzomilione di visite al mese, grazie alla sua retorica che rasenta l’apologia dello stupro e la convinzione che tutto il femminismo miri alla distruzione degli uomini. Quest’anno i suoi adepti hanno organizzato la primaconferenza internazionale sui problemi degli uomini” a Detroit, preceduta da un workshop speciale’ di Warren Farrell nel quale si è discusso di tutti i modi in cui la società ha fatto loro torto,” come ha riferito il Washington Post.

Il gruppo si è focalizzato principalmente sul tema delle false accuse di stupro, che, dicono, rappresentano quasi il 50 per cento di tutti i casi di stupro. Queste affermazioni dubbie hanno provocato indignazione e un sacco di critiche da parte delle organizzazioni antistupro e da parte delle vittime, che hanno risposto alle percentuali del MRM con le loro, le quali mostrano chiaramente che la maggior parte delle violenze sessuali contro le donne non viene neanche denunciata.

Ma né la logica le cifre sono utili a dissuadere gli anti-femministi dal continuare a proporre la loro filippica contro le donne. Nel 2012, l’attivista del MRM Matt Forney ha scritto un infame articolo dal titolo La necessità della violenza domestica” nel quale afferma che le donne dovrebbero essere terrorizzate dai loro uomini. E’ l’unica cosa che impedisce loro di comportarsi meglio di uno scimpanzé“. Poco tempo fa, l’anti-feminista Roosh Vorek, fondatore del movimento “Return Of Kings” (il ritorno dei re), ha dichiarato pubblicamente di fare sesso con donne troppo ubriache per dare il loro consenso, riporta il The Daily Beast.

Mentre tutta questa pubblicità negativa fa sì che il MRM rimanga sotto i riflettori, non fa guadagnare loro molto sostegno, neppure da parte di coloro che si oppongono al femminismo. Infatti, mentre il MRM si è dichiarato alleato delle Women Against Feminism, queste per mezzo della loro pagina Facebook hanno affermato esplicitamente che non hanno nulla a che fare con l’attivismo per i diritti degli uomini (MRA) e non supportano la loro causa.

Il MRM ha scatenato anche la reazione di altri attivisti per i diritti degli uomini dopo la strage in California, quando è venuto alla luce che l’omicida Elliot Roger era legato movimento e aveva postato su numerosi blog e forum misogini. In risposta, le organizzazioni in difesa delle vittime di sesso maschile hanno cominciato a prendere le distanze dal movimento e non desiderano essere pubblicamente associate ad esso.

Questo non sorprende, considerato quanto questo sia attualmente caratterizzato dall’odio verso le donne. Come scrive lo scrittore Olley Garkey, “quando ti trovi a sostenere apologeti dello stupro, uomini che definiscono le donne animali quando protesti contro le “false accuse di stupro” come se tutte le accuse di di stupro fossero false, necessariamente invalidi tutto ciò che si potrebbe cercare di realizzare. Touché.

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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40 risposte a I diritti degli uomini

  1. Andrea Mazzeo ha detto:

    Il sito italiano è gestito da un certo Silvio Altarelli; ebbene non esiste alcun Silvio Altarelli come persona reale, non si trova nulla, se non un militare USA. Non credo sia lui. Notato il link NEGOZIO? Il sito serve a vendere prodotti maschilisti, quindi soldi, soldi, soldi. Come al solito, come tutte le associaizoni di padri separati il loro vero obiettivo è far soldi.

  2. IDA ha detto:

    Bene io sono andata su “A Voice For Men”, non su face book perché non ci sono, ma sul sito.. vedo che sei molto apprezzata. Senza di te sarebbero in crisi.. ora, io dieci anni fa, ci avrei fatto due risate sopra su quello che scrivono, ma nel paese dove si ritiene che l’omofobia è un’opinione e offendere li altri è libertà d’espressione, quelle sciocchezze che scrivono mi preoccupano.. forse perché siamo in un paese che ha paura, non lo so, ma negli ultimi anni, le fobie più sono becere e strampalate e più attecchiscono, volano veloci di testa in testa.. Siamo nel paese di Galileo Galilei e metodo scientifico, questo sconosciuto. Si basano su degli assoluti non verificabili, strumentali e assurdi. Ogni loro scritto trasuda di odio verso le donne in generale e le femministe in particolare.. il riferimento più simpatico che usano verso le femministe è “maiali con il rossetto.” Tendono a rafforzare tutti gli stereotipi sessisti…In più ora hanno imparato anche una nuova parola, “gender” di cui non conoscono il significato, ma sanno che nel pronunciare questa parola gli omofobi, mettono mano alla pistola e i preti si fanno il segno della croce.. esempio è il delirante e paranoico articolo con firma di Silvio Altarelli:

    “Femminismo del gender” quello cattivo. Il nome è corretto, in quanto tale femminismo segue l’ideologia “del gender”. Oggi questo femminismo cattivo viene più frequentemente chiamato “nazi-femminismo”, o semplicemente “femminismo” visto che è l’unico che è rimasto. Il femminismo del gender ebbe fondi e porte aperte per impiantare la sua ideologia nelle cattedrali del potere internazionale.”
    Fa un calderone per un complotto internazionale..

    • Si, lo so che mi dedicano un sacco di spazio! Infatti mi sento quasi in dovere a dedicare loro un post di tanto in tanto, se non lo facessi non peccherei forse di ingratitudine?

      La teoria del “complotto” è piuttosto diffusa, sia per quanto riguarda la denuncia femminista della violenza sessista (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/18/non-ci-posso-credere/), sia quando si parla delle rivendicazioni della comunità LGBT (http://intersezioni.noblogs.org/affetti-liberi/deconstructing-il-queer-bilderberg/).
      Le teorie complottiste sono caratterizzate dall’illogicità del ragionamento e dall’assenza di prove. Rispondere ad un complottista fornendo dati concreti e osservazioni razionali è utile come innaffiare una pianta di plastica… o no?

    • Il rasoio di Occam ha detto:

      Maiali col rossetto? Ma come, io sapevo che le femministe non si truccano né si depilano, anzi organizzano degli squadroni che fermano le donne per la strada e le sottopongono a un makeover al contrario: le struccano con la forza, bruciano il reggiseno, spezzano a metà i tacchi a spillo e gli disegnano i peli e il monosopracciglio. Davvero, è successo a mia cugggina.

      ps. In inglese Lipstick on a pig è un’espressione retorica che non ha nulla a che vedere con le donne o le femministe. Almeno sul sito americano scrivono boiate originali, questi scopiazzano senza nemmeno capire. Tutto quello che importiamo dall’America è una copia sfigata dell’originale, pure il maschilismo.

    • winola ha detto:

      L’articolo che citi è questo?
      http://it.avoiceformen.com/suggerito/le-femministe-sono-tutte-potenziali-pedofile/
      Fanno la solita confusione tra il movimento femminista, il movimento LGBT e il NAMBLA, che per altro è da una vita che è stato escuso da ogni manifestezione a sotegno dei diritti LGBT e, che io sappia, ha poco a che fare col movimento femmista e invece moltissimo con il loro caro amico Gardner, visto che dicono le stesse cose, in pratica.
      Poi, vabbè, partono con il solito sproloquio sulla ormai celebre ideologia del gender e sul fatto che le cattive femministe vogliono insegnare la masturbazione ai bambini di quattro anni e a diventare trans (come se ci si diventasse eh, mica ci si nasce con la disforia di genere) ai bambini di sei…
      La parte più delirante è questa: Le femministe teorizzano che non solo le donne ma anche i bambini sarebbero oppressi da un immaginario “patriarcato” e dai suoi strumenti (la morale, la religione). Pertanto, secondo tale ideologia, la liberazione sessuale della donna e degli omosessuali dovrebbe proseguire con la liberazione sessuale dei bambini. Ogni relazione uomo/donna, incluso il matrimonio, viene vista come oppressione sulla donna, in quanto gli uomini avrebbero più potere grazie al “patriarcato”. Una relazione pedofila omosessuale e consensuale è invece considerata come lecita in quanto non costretta dal “patriarcato”.
      Poi, vabbè, partono con la solita menata sull’alienazione genitoriale:
      Infamia delle infamie, il femminismo oggi tenta di sostenere che l’alienazione genitoriale (ovvero plagiare un bambino all’odio contro un genitore) non è un abuso con gli stessi argomenti con i quali sosteneva che la pedofilia non è un abuso.
      Che è senza senso, visto che è il teorico della PAS a sostenere che la pedofilia non è un abuso, non certo chi si batte per buttar fuori dai tribunali una teoria che di scientifico non ha nulla…
      E boh, si conclude dicendo che chiunque neghi l’alienazione genitoriale si rifà a tale Corsi (che non so chi sia), arrestato per pedofilia.
      Insomma, un vero e proprio delirio di citazioni decontestualizzate, sciocchezze insensate e paranoia complottista. E dovremmo dargli un qualche credito o anche solo considerarli interlocutori seri?

      • In passato si è dato credito a sciocchezze ben peggiori… Sono discorsi che non hanno nulla di razionale, ma puntano a sollecitare l’emotività di chi li legge.
        Di solito in questi casi mi affido sempre a Jean Paul Sartre, quando scrive a proposito delle teorie antisemite: “è innanzitutto una passione, un sentimento di odio o di collera, si parla di un qualche cosa negli ebrei che disturba fisicamente, spiegabile con ragionamenti razionali ma solo a posteriori […] È un manicheismo, spiega il corso del mondo con la lotta del principio del Bene (= ciò che non è Male) contro quello del Male. Il Bene consiste solo nel distruggere il Male, a quel punto l’armonia si ristabilirà da sola. Non occorre costruire una nuova società, solo purificare quella che esiste.”

      • IDA ha detto:

        No, Winola, codesto come quello delle femministe che vogliono sterminare gli uomini l’avevo direttamente saltati.. però come vedi maiali con il rossetto lo usano spesso.. In toscana si dice: “mettere la cravatta al maiale”. che vuol dire dare qualcosa a qualcuno che non sa apprezzare.. “mettere un vestito nuovo al maiale”, vuol dire fare una cosa insensata inutile.. Ecco cercare un qualcosa di sensato e razionale in quello che scrivono, è come mettere un vestito nuovo al maiale. Ho letto ora il loro nuovo post, che parla della foto di questo post, dove stiamo scrivendo..( Riccio, questo è amore.. hai degli spasimanti che non possono più vivere senza di te. 🙂 ) Dicevo nel loro nuovo post, dimostrano di non avere nemmeno la capacità di comprendere un testo scritto..

      • Non vado a leggerli, non vorrei incoraggiarli. Devono rassegnarsi, il loro amore non è ricambiato 😉

  3. Paolo ha detto:

    il caso di Warren Farrell dimostra che di un uomo che fa troppo il “filo-femminista” non c’è da fidarsi
    le “false accuse di stupro” sono poche, i mascolinisti non possono prendere pochi casi e universalizzarli.
    Sulla pornografia all’interno del femminismo ci sono posizioni diversificate, e anche opposte

  4. maria serena ha detto:

    e comunque si torna sempre lì: ce l’hanno piccolo….:-D

  5. Zorin ha detto:

    Certo che scrivere di MRM sulla base di un articolo intitolato “a look inside the INFAMOUS men’s rights movement” vuol dire partire da una fonte che definire “biased” è proprio il minimo.
    Detto questo, il punto centrale che nei MRM ci sono troppe teste calde, troppi complottisti ed estremisti è condivisibile, PURTROPPO. Ed ho evidenziato purtroppo perchè gli uomini subiscono una serie di pesanti discriminazioni in questa società e di un MRM serio ed efficace ci sarebbe bisogno come del pane.
    Ma evidentemente non è ancora giunta l’ora. Il femminismo dominante continuerà a produrre un clima culturale e delle leggi sempre più antimaschili, fino a quando non si giungerà a un punto di rottura.

    • Grazie per averci fornito uno splendido esempio di delirio complottista misogino. Toccante il tono profetico, davvero: “Ma evidentemente non è ancora giunta l’ora…” Certo, declamato dall’alto di un pulpito avrebbe avuto un effetto migliore, però ci accontentiamo.

  6. alex ha detto:

    quali sono le prove che Elliot Rogers era legato al movimento?

  7. alex ha detto:

    e anche Matt Forney, esattamente dove sono le prove che sia un attivista del MRM?

  8. alex ha detto:

    “sembra in sintonia” non è la stessa cosa che far parte di un movimento, Rogers non ha mai parlato di circoncisione, diritti riproduttivi maschili, casi di stupro e altre tematiche discusse dall’MRM.
    nemmeno Matt Forney ne ha mai fatto parte e se ne è anche distanziato in tempi recenti.
    poi se secondo te un marito non deve mai picchiare la propria moglie, neanche per legittima difesa o per proteggere qualcun altro allora si capisce perché il femminismo contemporaneo viene sempre più screditato.

    • Eccoti un bel caso di “lrgittima difesa”, uno degli ultimi, l’ennesimo: “La uccide accoltellandola, dopo aver cercato di violentarla. Poi infierisce sul cadavere, decapitandolo. Forse allo scopo di nasconderlo. Nel frattempo giunge la polizia. L’assassino cerca di fuggire, brandisce un grosso coltello ancora insanguinato. Lo volge verso gli agenti. Che gli sparano. E lo ammazzano. È successo a Roma, dentro una lussuosa villa al quartiere dell’Eur…
      Oksana aveva segnalato ai datori di lavori le abitudini preoccupanti dell’uomo – alto un metro e 90, corpulento – che poi l’ha uccisa: era solito maneggiare coltelli ed armi da taglio.”
      http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_24/uccide-compagna-una-lite-926deede-2b7b-11e4-9f19-fba1b3d7cb6f.shtml
      Continuare a negare che esista la violenza di genere, quanto credito conferisce al MRM?

  9. alex ha detto:

    mica hanno negato che esiste la violenza domestica, hanno solo negato che sia a senso unico come dicono le femministe.

  10. Ayame ha detto:

    Ho guardato il sito di questi signori e sono in pieno e totale delirio. Ho letto un post tradotto dall’originale americano, firmato da Paul Elam, sul privilegio maschile. Posto che parlava di essere costretti ad andare in guerra, io non vorrei essere brutale, ma in guerra non si è costretti ad andare da almeno due generazioni, se non tre. Il deliro di queste persone arriva fino a che punto?

  11. Pingback: Cronaca di una morte annunciata e mistificata. | Un disinvolto mondo di criminali

  12. Assurdo ha detto:

    http://it.avoiceformen.com/propaganda-femminista/un-blog-e-una-foto-che-ci-riguarda/

    In questo articolo di AVFM, viene menzionato il ricciocorno, ma dopo aver letto questo articolo, vedo che l’accusa di AVFM è infondata, visto che la parola “nazis” non compare in tutta la pagina. Cercano proprio di smontare questo blog XD. Bisogna leggere attentamente per non caderci (e stavolta mi è andata bene, a volte leggo superficialmente e cado in simili tranelli)

    • In merito alla foto di copertina, ho scritto solo che è “identica all’originale statunitense” Cosa c’entri il nazismo con la mia osservazione, non me lo so proprio spiegare.
      Coda di paglia? 😉

      • Luca ha detto:

        Mi sa di si 😉 .. Ammetto di non essere sempre fedele al mio nickname come commentatore, comunque ho trovato una pagina interessante su rationalWiki a proposito di tale movimento, magari può servirle da spunto per altri itneressanti articoli (praticamente leggo tutti gli articoli che ricevo nella casella di posta, anche se magari non vengo di persona nel sito a visitare ho letto quasi tutti gli articoli di quest’anno).

        ecco il sito:
        http://rationalwiki.org/wiki/Men's_rights_movement

  13. Spasmo ha detto:

    Un vero uomo non ha bisogno di diritti universalmente riconosciuti: li ottiene per conto suo.

  14. Spasmo ha detto:

    Oh, che cattivi questi anti-femministi eh? Pubblica i miei commenti, perdincibacco! Di che hai paura?
    Gli anti-femministi sono semplicemente anti-idiozia.

  15. Pingback: Dal “Se l’è cercata” al “Il femminicidio non esiste” | Un Altro Genere Di Rispetto

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