La pelle delle donne

giro toscana-ColombiaLa notizia ha fatto scalpore: la squadra femminile colombiana nazionale di ciclismo, al taglio del nastro del Giro della Toscana, si è presentata con un body che nella parte centrale, fino a sotto le gambe, appare color carne tanto da creare un effetto ottico di “nudo”.

Pochi giorni fa leggevo sull’Huffington Post un articolo sulla campagna #Iammorethanadistraction, che dilaga negli Stati Uniti in risposta alla recente tendenza nelle scuole americane di punire l’inosservanza del “dress code” (un codice di regole che definisce l’abbigliamento appropriato per gli studenti) con umilianti provvedimenti che espongono i disertori al pubblico ludibrio, come ad esempio quello cui è stata sottoposta Miranda Larkin: la 15enne, colpevole di aver indossato una gonna sopra il ginocchio, è stata costretta ad indossare e girare per la scuola con quello che viene definito “shame suit” (il vestito della vergogna), una enorme t-shirt gialla fosforescente con sopra stampato bello grande il suo peccato.

Un provvedimento che a me ricorda una celebre opera letteraria.

la-lettera-scarlatta

In entrambi i casi – un abbigliamento che esalta il corpo nudo delle donne e l’inasprirsi di norme mirate a coprire il corpo delle donne – chi si indigna parla di situazioni che incoraggiano l’oggettificazione del corpo femminile nel contesto di una società in cui il corpo della donna è “ipersessualizzato”.

“Ma come?” – diranno alcuni – “Spogliamo le donne, e non va bene, le obblighiamo a coprirsi, e non va bene. Non vi va bene niente! Allora è vero che protestate per il gusto di protestare!”

Ad una lettura superficiale potrebbe in effetti sembrare così. D’altronde sono anni che si accusa apertamente un certo femminismo di essere bigotto e sessuofobico perché tratta l’argomento dell’oggettificazione sessuale.

Partiamo dal significato delle parole. Che cosa si intende con il termine “ipersessualizzazione”?

La sessualizzazione, ci dice l’APA (American Psychological Association), si realizza quando:

  • a person’s value comes only from his or her sexual appeal or behavior, to the exclusion of other characteristics; (il valore di una persona viene fatto derivare soltanto dal suo sex appeal, escludendo altre sue caratteristiche)
  • a person is held to a standard that equates physical attractiveness (narrowly defined) with being sexy; (una persona è tenuta a conformarsi ad uno standard, che equipara l’attrazione fisica – intesa in senso stretto – con l’essere sexy)
  • a person is sexually objectified — that is, made into a thing for others’ sexual use, rather than seen as a person with the capacity for independent action and decision making; (le persone sono viste come oggetti adibiti all’uso sessuale altrui, piuttosto che come individui in possesso della capacità di agire e prendere decisioni autonomamente)
  • sexuality is inappropriately imposed upon a person. (la sessualità è inappropriatamente imposta a qualcuno)

Nota bene: nessuno di questi punti rimanda al concetto di “dress code”. Non si parla di costumini color carne, di ginocchia scoperte, scollature o bikini, perché la sessualizzazione non dipende da quante pelle è esposta.

Pertanto, non si contesta la tutina colombiana perché rimanda ad un corpo nudo, ma perché sessualizza il corpo femminile (focalizza l’attenzione sul sex-appeal oscurando le doti atletiche delle cicliste) in un contesto – lo sport – nel quale il sesso non c’entra proprio niente.

Come spiega chi ha aderito al movimento #Iammorethanadistraction, si può sessualizzare un corpo sia denudandolo che occultandolo sotto strati di stoffa, se entrambe queste azioni sono compiute da chi vede in quel corpo un mero oggetto dello sguardo desiderante altrui: ti scopro per desiderarti meglio e ti copro per non desiderarti troppo sono solo due facce della stessa medaglia.

L’atteggiamento nei confronti del corpo delle donne è evidentemente contraddittorio: un momento vengono accusate di essere delle insopportabili bacchettone…

la_figa_di_legnoe contemporaneamente si biasimano quelle che si spogliano troppo:

troia

L’obiettivo del diffondere messaggi tanto contrastanti qual è?

A mio avviso è piuttosto semplice: qualunque cosa fai (vai da Belen a farti consigliare un nuovo look e acquisti un bel paio di shorts da abbinare a tacchi 90, oppure scegli di ispirarti a Patti Smith, ti infili una vecchia camicia di tuo nonno, smetti di pettinarti e clicchi “mi piace” sotto i blog inglesi che inneggiano alle gambe non depilate) è sempre sbagliata.

Eventualmente puoi passare dallo stato di “figa di legno” a quello di “troia”, poi da quello di “troia” a “figa di legno”, dopo qualche anno avrai un immenso guardaroba e comunque non sarai riuscita a liberarti dallo sguardo giudicante dell’uomo.

Ci dice l’APA, nel suo rapporto, che l’oggettivizzazione viene facilmente interiorizzata, il che significa che, immerse in un contesto sociale in cui i loro corpi sono oggetti del desiderio e di norme atte a conformarli allo standard di quel particolare momento storico, le ragazze imparano a fare propria la prospettiva dell’osservatore sui loro sè fisici, e finiscono col considerarsi come cose da guardare e da valutare per il loro aspetto.

Tempo fa avevo provato a spiegare questo fenomeno con l’aiuto di una novella di Henry James, che molto prima che venissero condotti studi scientifici sull’argomento, si era reso conto che lo sguardo dell’uomo è ciò che determina in una donna la percezione di se stessa.

Lo sguardo dell’uomo è dentro di noi, ognuna di noi, sicuramente anche dentro di me.

Quando osservo le tutine delle cicliste colombiane e le definisco “divise da stupro“, è con gli occhi di un uomo che le sto guardando. Quando stabilisco che una ragazzina di 12 o 13 anni non dovrebbe/è libera di andare a scuola indossando degli yoga-pants, è con gli occhi un uomo che sto osservando un capo d’abbigliamento probabilmente studiato per fare più comodamente il saluto al sole. E non è facile vedere le cose da un’altra prospettiva, perché questo è il mondo degli uomini.

“Allora?” – direte voi a questo punto – “La conclusione di tutte queste riflessioni qual è?”

Non lo so. Scriviamola insieme.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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66 risposte a La pelle delle donne

  1. unemme ha detto:

    Che bel post 🙂 Boh, io penso che se ci fosse una vera cultura della libertà, del “ognuno faccia ciò che vuole, basta che non danneggi gli altri”, forse questi problemi non ci sarebbero.

  2. Pinzalberto ha detto:

    E’ il cane che si rincorre la coda. Un feticista sessualizzerebbe anche in un paio di sandali o infradito, mentre personalmente non ci vedrei che dei piedi nudi. Quello che tu vedi in un modo altre persone potrebbero percepirne diversamente. Dalla definizione di sessualizzazione le cicliste non vengono svalorizzate nel loro ruolo di sportive o come le pallavoliste che vengono vestite con dei pantaloncini alla brasiliana solo per aumentare gli ascolti, il loro valore sportivo un cambia. Ma questo abbigliamento è imposto? Sì. Allora? Boh. Fossimo vestiti tutti uguali, con lo stesso taglio di capelli, stessi vestiti, stessi diritti, stesso reddito ci ritroveremmo nel paradiso dell’uguaglianza o in un inferno delle banalità?.

    • Il loro valore sportivo non cambia, vero. Anzi, infatti.
      Eppure, come è avvenuto nel caso della campionessa Marion Bartoli, http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=46439&typeb=0, quando si parla di donne sportive si finisce col parlare di quanto sono/non sono sexy.
      Il punto non è cosa le donne si mettono addosso. Il punto è che l’aspetto più importante di una donna, in questa società, è la sua capacità di attrarre o meno un uomo, più importante dell’aver vinto a Wimbledon.

      • Pinzalberto ha detto:

        Per tutti gli sportivi vale la stessa cosa. Anche Tevez e Ribery vengo sempre presi di mira ma i meriti sportivi rimangono inalterati. E’ dalla scuola materna che abbiamo a che fare col bullismo e l’apetto fisico è un canone di misura.

      • Si scrivono articoli su quanto non somigliare a Beckahm abbia influito sulla carriera di Tevez? Non credo…

        Comunque ci sono sempre i 300 e più studi da consultare, per verificare che se è vero che chiunque può subire – in teoria – gli effetti della sessualizzazione, il fenomeno riguarda prevalentemente le ragazze.

      • Pinzalberto ha detto:

        Io non darei troppa importanza ai giornalisti, altrimenti bisognerebbe creare un blog dedicato solo alle castronerie di Libero. Se un cretino scrive che una tennista brutta non merita un successo sportivo, non è detto che il popolo maschile la pensi così. Dimostra solo che purtroppo nel mondo i cretini fanno carriera.

  3. winola ha detto:

    In un mondo perfetto, dove tutti si rispettano e si considerano di pari valore, potremmo andare in giro nudi e nessuno ci darebbe troppo peso, mentre ad oggi ogni centimetro di pelle scoperta o coperta crea commenti su commenti su commenti. Perchè delle donne, purtroppo, a molti interessa solo il corpo (o parti di esso) e se ne sbattono di tutto quanto il resto e, soprattutto, pensano di avere dei diritti su quel corpo, solo per il fatto di essere uomini. La dicotomia santa/puttana poi è fatta apposta per rinchiudere le donne dentro ruoli ben precisi, sempre al servizio dell’uomo ovviamente.
    Il problema è che tant* si focalizzano sull’abbigliamento, come se fosse davvero quello il problema, ma non lo è. Non è come le donne si vestono o si svestono, ma come gli uomini guardano quei corpi, li fanno a pezzi, li disumanizzano fino a renderli meri oggetti per il loro piacere personale.
    La soluzione? Educazione. Al rispetto, all’affettività, all’uguaglianza tra i generi. Solo così potremo mostrare o non mostrare i nostri corpi come ci pare e piace, senza subire giudizi.

  4. Cinzia ha detto:

    Ma gli uomini, non si sentono trattati da ” stupidi” (userei anche un’ altro termine), da un sistema per cui due mezze chiappe e qualche tetta, sono sufficienti a vender loro qualsiasi idiozia ?
    Gli uomini non ce l’hanno una dignità da rivendicare?

    • Zorin ha detto:

      Gli uomini provano piacere nel guardare il corpo di una donna sessualmente attraente. E’ un piacere che una donna non potrà mai capire.
      La dignità non c’entra niente, semplicemente.

      • “E’ un piacere che una donna non potrà mai capire.”
        Le domande ad una affermazione del genere:
        a) tutte le donne sono ugualualmente incapaci di capire? E questo sarebbe dovuto a cosa?
        b) tutti gli uomini provano piacere nel guardare il corpo di una donna? Davvero? Non credo proprio. Ne conosco diversi che non sarebbero d’accordo…

      • Paolo ha detto:

        credo che zorin intendesse tutti gli uomini eterosessuali o bisessuali
        comunque anche una donna (etero o bi) può essere attratta dal corpo di un uomo

      • Credo che Zorin intendesse se stesso.

  5. Paolo ha detto:

    allora: l’abito delle cicliste colombiane era di cattivo gusto e fuori luogo non “da stupro” definirlo tale è maschilismo. Detto questo, io sono perchè ognuno si vesta come vuole nei limiti del dress code per cui in ufficio non ci si veste come in spiaggia e sono anche per prendere atto che la sensualità e il sexy (che è legato anche all’attrazione fisica che certo avviene verso chi è “bello/a” ma anche verso chi non è “bellissimo/a” ma lo è per noi) e la sessualità esistono, fanno parte dell’umano e di per sè non sono degradanti nè sminuenti, sono caratteristiche che un essere umano può possedere facendone l’uso che ritiene..il problema è nella testa di chi disprezza le donne chiamandole “puttane” o “fighe di legno” a seconda dei loro comportamenti in ambito sessuale

    • Paolo ha detto:

      E anche il desiderio sessuale, maschile o femminile che sia fa parte della vita ma ci sono modi e modi di esprimerlo: mettere le mani addosso a una donna sconosciuta qualunque sia il suo aspetto e vestiario, senza il suo consenso non è espressione di desiderio, è molestia

    • Paolo ha detto:

      e non mi piace neanche chi dice “Tu fai così perchè hai interiorizzato X quindi non dire che lo vuoi perchè so che non è vero”

  6. violadelapalisse ha detto:

    ricordo perfettamente un episodio di quando avevo 14 anni: ero a una cena di classe e indossavo una gonna a portafoglio lunga. mi sedetti su un gradino e il compagno “figo” della mia classe intravedendo senza volere i miei slip mi disse “Bosio, che schifo, copriti!”. com’è vero che è sempre un problema essere come si è, vestiti o svestiti che siamo. com’è vero che una donna/ragazza/signora/signorina in italia ha sempre da essere contenuta in un modo francamente inarrivabile, scomodo e ingiusto.
    dovrò ricordarmelo e dirlo al prossimo collega che incontro di coprirsi il pacco quando spalanca le gambe.

  7. Rowizyx ha detto:

    Io trovo brutto il body ma forse solo perché mi ricorda troppi anni di danza classica con i collant tirati sempre il più su possibile con il cavallo che faceva un male del diavolo. Ma vorrei sapere quale cretino può credere davvero che siano nude… Bah.

  8. alex ha detto:

    è logico che la nudità femminile viene percepita diversamente dalla nudità maschile. il valore sessuale di una donna si determina dalla sua avvenenza e giovinezza, quello di un uomo dalla sua posizione sociale ed economica sebbene anche l’aspetto possa essere importante ma non preponderante come nel caso delle donne. nessuna campagna di ingegneria sociale, per quanto pervasiva possa essere, può stravolgere istinti così radicati nella specie umana.

    • “A woman’s value is mainly determined by her fertility and beauty. A man’s value is mainly determined by his resources, intellect, and character.” http://jezebel.com/ladies-quit-paying-attention-to-this-vile-troll-websit-1469942571
      Se proprio devi essere maschilista, prova ad esserlo con parole tue, invece di scopiazzare in giro…

    • Paolo ha detto:

      l’aspetto fisico (“bello” o meno) quando parliamo di attrazione sessuale conta pure per l’uomo

    • Vale ha detto:

      Alex, che carino da parte tua dirci cosa dobbiamo considerare attraente! Così non perdiamo tempo a pensarci da sole.
      Mi sa comunque che continuerò con le mie idee. E no, per quanto ricco può essere uno, se non mi piace, non mi piace.

      Certo, aggiungerei anche che i cosiddetti benestanti mi fanno abbastanza schifo di principio. Purtroppo sono cresciuti in un mondo pervaso dalla tua stessa isteria e sono convinti che avere alle spalle un papino facoltoso faccia di loro dei rampolli meritevoli di qualunque cosa al mondo, proprio in virtù dei soldi di papino. Sono vacui, sciocchi, vanesi, pieni di sé e incapaci di impegnarsi in nulla. Non si sprecano ad affrontare un discorso con uno spessore perché è ritenuto da loro una perdita di tempo: basta estrarre il portafoglio! Figuriamoci impegnarsi in una relazione!
      Trovati uno ricco con una buona posizione sociale. Io continuerò ad andare in cerca di un bravo ragazzo, ché lavoro da sola, non mi serve qualcuno che mi mantenga.
      Mamma mia, certa gente è rimasta all’altro secolo, quando le donne non POTEVANO lavorare e quindi DOVEVANO trovare qualcuno che le mantenesse. Non ci arrivano proprio che una donna si accasava con uno benestante proprio a causa del tessuto sociale che hanno imposto gli uomini: o si sposava, o moriva di fame!

    • IDA ha detto:

      Alex….Non ti sembra che ci sia un’incongruenza nel tuo ragionamento? (mancanza di coerenza tra elementi che dovrebbero succedersi secondo uno sviluppo logico).Ti faccio notare che:
      Istinto; tendenza intrinseca di un organismo vivente, comportamento innato.. che ESCLUDE L’APPRENDIMENTO E SCELTE PERSONALI.
      Percezione: elaborazione dati sensoriali. (tatto,vista, olfatto, udito e gusto)
      Valore; ciò che è desiderabile e che riteniamo importante per la propria esistenza.
      Allora la percezione e valore sono soggettivi, cioè personali, sono diversi per ogni individuo.
      Istinto è oggettivo; riguarda l’intera specie umana.
      Capisco da dove parte il tuo ragionamento, dal concetto, per cui le gerarchie sono determinate biologicamente.. Ma la biologia non è parziale, non ha simpatie, allora perché la vostra biologia giustifica sempre ogni comportamento del maschio della specie umana e condanna la femmina della stessa specie? In quante altre specie viventi, sto cazzo di biologia a lo stesso comportamento prevenuto e discriminatorio? In nessuna, solo in quella umana..

  9. Veronica ha detto:

    L’istinto ce l’ha il mio cane, un bracco di 6 mesi, che senza che nessuno glielo abbia insegnato o l’abbia visto fare, sa “riportare” il gatto alla perfezione (o almeno saprebbe, il gatto non è che sia molto collaborativo XD). per gli uomini si chiama “educazione” e varia nel tempo e nei luoghi, in base sia a chi ti cresce che alla cultura in generale dell’ambiente in cui cresci.

  10. alex ha detto:

    oggi parlando con la mia dottoressa, persona di scienza, non certo persona ottenebrata da ideologie controverse come il blank slateism, le ho detto che c’è gente che crede che la sessualità sia unicamente un prodotto culturale e lei mi ha suggerito di non discutere con certe persone perché sono talmente indottrinate da non essere più redimibili. che abbia ragione lei?

    • Oggi parlavo con la fata turchina, che mi ha suggerito di ignorare i troll. Che abbia ragione lei?

      • alex ha detto:

        peccato che sia una posizione così larghissimamente condivisa nella comunità scientifica…
        http://www.webmd.com/sex/features/sex-drive-how-do-men-women-compare?page=2

      • Ma le leggi le cose che linki? “Women probably have the capacity to become sexually interested in and fall in love with their own sex more than men do” Che c’entra???
        Oppure: “Women’s sex drives are more influenced by social and cultural factors”: la libido delle donne è più influenzata da fattori sociali e culturali (rispetto quella maschile) e dice anche “Some have theorized it’s related to the greater power of men in society”, alcuni hanno teorizzato che questo fatto sia in relazione col maggior potere che gli uomini detengono nella società (ma guarda! quello che si dice qui spesso e volentieri!), a parte un certo Laumann che pensa che il fattore determinante sia la differenza biologica (il fatto che le donne rimangono incinte).

    • IDA ha detto:

      Alex, se fai domande sbagliate avrai risposte sbagliate.. allora, il sesso, organo per la riproduzione, maschile e femminile, differenziato, perchè hanno funzioni biologiche differenti.. il comportamento non è legato esclusivamente al sesso, ma al genere, il maschile e il femminile sono costruzioni culturali elaborate da ogni società in base alla propria rapprsentazione.. tale costruzione si struttura intorno ai ruoli che sono assegnati al genere, da cui discendono comportamenti attitudini, sensibilità, che costruiscono il genere.

      • Paolo ha detto:

        maschile e femminile non sono pure astrazioni, sono natura e cultura insieme in tutti i loro cambiamenti nel tempo e nello spazio, La nostra natura umana è fatta anche di cultura.
        Non ha senso ridurre tutto alla cultura come non ce l’ha ridurre tutto alla biologia

      • alex ha detto:

        state facendo le gnorri come al solito: l’articolo da me linkato dice chiaramente che le donne sono più influenzate da fattori sociali e culturali diversamente dagli uomini. non dice esplicitamente che gli uomini sono sessualmente stimolati da input prevalentemente visivi ma lo si deduce chiaramente visto che conferma che gli uomini sono più rigidi e diretti nello scegliere ciò che li eccita. tutto ciò ci riconduce al discorso iniziale: la nudità femminile è percepita diversamente da quella maschile proprio perché gli uomini sono più reattivi sessualmente ad essa di quanto le donne non siano da quella maschile.

      • Si, il problema sono i fattori sociali e culturali. Proprio quelli che andiamo a criticare. Quindi?

      • Paolo ha detto:

        a me sembra più che normale essere attratti/e da un bel corpo nudo

      • Paolo ha detto:

        poi i motivi che ci scatenano attrazione sono sempre complessi..capita di essere attratti da chi è bellissimo/a come da chi non lo è

      • IDA ha detto:

        @Alex.. Quale gnorri? Le donne sono più influenzate da fattori sociali e culturali, perchè hanno una storia diversa, l’uomo controlla il linguaggio, quindi la capacità di definire, la donna è sempre stata dominata, subalterna e quindi è normale che sia più influenzabile.. Questa è la mia spiegazione, che non è vangelo, se te ne hai un’altra, dimmi qual’è!

        @Paolo.. nessuno riduce a solo cultura, Stavo dicendo solo che si tende a confondere sesso con genere, maschio e femmina è un qualcosa stabilito dalla biologia e mascolinità e femminilità sono un ruolo sociale rigidamente definito, che controlla la sessualità e definisce le differenze..

      • Paolo ha detto:

        non credo che le donne siano in quanto tali più influenzabili di un uomo (e neanche meno influenzabili) dipende dalla persona.
        e credo che mascolinità e femminilità siano più complesse e variegate: esistono tante femminilità quante sono le donne nel mondo e tante mascolinità quanti sono gli uomini..a prescindere da quanto siano statisticamente diffusi i modi di vivere la femminilità e la mascolinità
        e parlando di esseri umani non è possibile separare natura da cultura, siamo costituiti da entrambi, la cultura è parte della natura umana

      • IDA ha detto:

        @Paolo, quello che dici, non vuol dire nulla. o meglio non esclude che il genere sia una costruzione sociale, ma al contrario mi stai confermando che il genere sia una costruzione sociale, un fatto solo culturale..

      • Paolo ha detto:

        non è solo cultura e non è solo natura..è questa dicotomia che è sbagliata, natura e cultura con tutti i cambiamenti nello spazio e nel tempo, vanno insieme quando si parla di umanità. Io mi sono spiegato, chi vuol capire ha capito

      • IDA ha detto:

        Paolo, ma di che cosa stai parlando? Cosa è solo cultura, cosa è solo natura.. di che cosa stai parlando? Umanità, genere, sesso, letteratura, musica? Lo so benissimo che l’essere umano è bio-culturale, ma non è di questo che si stava parlando.. ultima volta: Femmina è una cosa, femminilità un’altra. Maschio, è una cosa, mascolinità un’altra.. lo so che ora mi risponderai che una vive la femminilità come li pare e non è solo cultura e non è solo natura..ma non c’entra nulla, come il cavolo a merenda.. mi stupisco sempre perché perda tempo in queste sterili discussioni, di cui non ricordo nemmeno l’origine…

      • Paolo ha detto:

        credo di essermi spiegato benissimo

      • Vale ha detto:

        Di nuovo… se siamo TUTTI che ti diciamo che sembri sempre parlare di un altro argomento, forse il problema non siamo noi TUTTI, ma sei solo TU? Rasoio di Occam (non l’utente che usa questo nick, ma il significato del Rasoio di Occam)
        Tu “credi” di esserti spiegato benissimo. Ecco, credi male.

  11. IDA ha detto:

    Cogli il punto quando dici:
    “E non è facile vedere le cose da un’altra prospettiva, perché questo è il mondo degli uomini.”
    Le donne non possono pensarsi all’interno del linguaggio maschile se non nei termini di oggetto. Il dominio, ( uso il termine dominio e non patriarcato, per evitare che alcuni avventori maschili di questo blog si possano sentire chiamati inutilmente in causa..) Dicevo, il dominio ha sempre interpretato le differenze biologiche, in termini di disuguaglianze. Creando un sistema di pregiudizi dominanti sulla differenza sessuale.. Il problema è che noi donne, siamo state molto obbedienti, nel corso della storia, o obbligate ad esserlo, molte di noi si sono trovate a proprio agio il porre il corpo come oggetto di desiderio maschile e le sue capacità riproduttive al centro della propria esistenza. Oggi non ci si dovrebbe stupire, se il corpo della donna è visto solo come oggetto del desiderio di altri, oppure come incubatrice..
    Non mi sembra poi tanto contraddittorio il messaggio, tra “figa di legno” e “troia”, perché l’unica libertà che hanno le donne, del proprio corpo è quello di obbedire.. dalle tute delle cicliste, alle belle statuine in tv, dalla prostituzione alla produzione pornografica, in tutte quelle manifestazioni, in cui la donna si offre al desiderio maschile e al dominio..è considerata “libera scelta”, e moralista e bacchettona, chi osi criticare, o sollevare dubbi di sessismo.. . In tutte le altre espressioni fuori da un contesto di dominio, quindi di reale libera scelta della donna, qui allora è una “troia”. Deve essere biasimata, stigmatizzata, se non serve allo sguardo e al desiderio maschile, è un’isterica una troia, ecc..ecc..

    PS: mi chiedo; ma la Colombia, avrà portato anche una squadra maschile, con la stessa tuta?

    • paolam ha detto:

      No Ida, non avrebbe, considerata la storia recente della Colombia. Considerata la cultura di massa creata dal dominio dei “narcos”, trafficanti pure di carne umana; considerato il fatto che modello estetico in voga tra i “narcos” era diventato, fino a qualche tempo fa, modello di massa (tette siliconate, vitino di vespa, culone); considerata l’abitudine a subire lo stupro in pieno giorno e sotto gli occhi dei passanti per rapimento: bastava trascinare una donna dentro un’automobile e rigettarla fuori dopo l’uso, e sembra che il fatto abbia interessato non ricordo più se una donna, o due donne, su tre, ma se cercate potete trovare le statistiche ufficiali, oltre alle storie. Stando così le cose, non mi meraviglio dell’assuefazione delle donne colombiane, o di tanta parte di esse, e magari in gradi diversi, all’auto-oggettificazione. Non mi meraviglio che le cicliste non si siano ribellate ad essere esposte come pezzi di corpo pronte per l’uso.

      • paolam ha detto:

        Per dire che “istigazione allo stupro” forse è sbagliato, perché presuppone un atto consapevole compito dalle donne in questione, ma “esposizione allo stupro” è certamente corretto. Esporre, mettere in offerta, mettere in vendita qualcosa, o anche qualcuno, come gli/le schiavi/e: prosthìtemi, in greco.

      • IDA ha detto:

        Paolam.. Fai riferimento al collaborazionismo di noi donne? Parlavo in senso generale la mia non era certo un’accusa verso le cicliste, nemmeno io non mi meraviglio che non si siano ribellate..

    • paolam ha detto:

      No Ida, era un riferimento alla situazione storico-culturale contingente, quella della Colombia, che ha generato questa stupefacente acquiescenza femminile. E i giornalisti sembravano esserne del tutto ignari. E quindi la risposta era: certo che la Colombia non avrebbe portato una squadra maschile con la stessa tuta.

      • http://www.iodonna.it/attualita/primo-piano/2014/colombia-donne-5032258806.shtml
        A proposito della Colombia, però, è opportuno anche ricordare quelle donne che si oppongono allo stato delle cose: l’altro ieri il Corriere raccontava delle “Red mariposas”, tre delle quali il 29 settembre riceveranno il Nansen Refugee Award, premio con il quale l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) premia individui e associazioni che abbiano svolto un eccezionale lavoro umanitario a favore di profughi e sfollati.
        “Dopo la Siria, la Colombia è il Paese al mondo con il maggior numero di sfollati interni, quasi 6 milioni di persone (la popolazione complessiva è di 46 milioni) costrette a fuggire dalle loro case per la guerra civile che dura da cinquant’anni (nel 2012 è iniziato il percorso di pace con le Farc, Forze armate rivoluzionarie della Colombia). E Buenaventura, crocevia marittimo del traffico di cocaina, è uno dei campi di battaglia più caotici, stretto nella morsa di gruppi armati che lottano per il controllo della droga e del racket delle estorsioni, tenendo in ostaggio interi quartieri. I bersagli di stupri, omicidi e torture sono spesso le donne e i bambini, tanto che Human Rights Watch ha definito questo posto “terrore in una terra di nessuno”. “La situazione a Buenaventura mostra l’impatto devastante del conflitto sulle famiglie, e quanto sia necessario il lavoro delle Mariposas – ha spiegato António Guterres, Alto Commissario Onu per i rifugiati -. I gruppi armati mirano a distruggere il tessuto sociale della comunità. Aggrediscono i più vulnerabili con violenze sessuali, rapimenti e omicidi. Le volontarie prendono le vittime sotto la loro protezione e le aiutano a riappropriarsi delle proprie vite e a reclamare i loro diritti”.

      • paolam ha detto:

        E ai vostri link sul tema aggiungo: http://www.womenews.net/?s=Colombia

  12. paolam ha detto:

    compiuto

  13. Sandra ha detto:

    Si, nessuna meraviglia per la totale assuefazione delle donne colombiane dato il contesto in cui vivono, concordo anche sull’ osservazione istigazione/esposizione.
    Penso che sia proprio l’evidente inconsapevolezza mostrata dalla foto che ha permesso una maggiore sensibilizzazione perché ha reso più evidente la violenza umiliante della sistematica ipersessualizzazione imposta sin da piccole alle donne.
    Personalmente da sportiva ho visto nella foto un abuso ancor più schifoso (se fosse possibile) perché conosco le fatiche e l’impegno che richiede la disciplina sportiva.
    Quando ho letto della disapprovazione diffusa suscitata dalla divisa ho riflettuto quanto questa improvvisa empatia si sarebbe ridotta se le cicliste fossero state conformi ai canoni estetici, in diligente posa e magari sui visi la consapevolezza di essere ammirate in quanto sexy, accondiscendere ,accontentando, con un atteggiamento ben diverso da quello delle cicliste della foto in questione, ciò che si aspetta l’occhio di chi guarda.
    Forse la massiccia disapprovazione è scaturita dalla mancata realizzazione di questa aspettativa?
    La disapprovazione si sarebbe ridotta? e se si perché? come sarebbe cambiato il giudizio sulle ragazze? non mi riferisco tanto al nostro* giudizio anche se certamente mi interessa (* a chi legge e scambia proficuamente opinioni sul blog ) ma a quello della maggior parte della gente uomini e donne per lo più insensibili e inconsapevoli sul tema dei diritti umani.
    Il post è davvero interessante ma quel “Non lo so. Scriviamola insieme” l’ho trovato davvero squisito!

    • A proposito del contesto Colombia: http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/10/05/colombia-violenza-sessuale-incontrollata-le-donne-non-trovano-pace/ “solo nel 2011, i casi noti di violenza sessuale contro le donne sono stati 22.597”

      O ancora: http://www.women.it/cms/magazine-mainmenu-46/mondo-mainmenu-86/1193-donne-in-nero-ancora-dalla-colombia-ancora-violenza-sulle-donne.html
      Che vergogna i femminicidi che non addolorano il potere
      Che vergogna la violenza sessuale resa invisibile dalla società
      Che vergogna, la violenza contro le donne viene silenziata…
      Però noi donne gridiamo!!
      Gridiamo per l’indignazione!!!
      Nessun’altra donna violentata o assassinata!
      Nessun’altra donna aggredita per il fatto di essere donna!
      PER LA GIUSTIZIA E LA DIGNITA’ PER LE DONNE, AVANTI!!!

    • Paolo ha detto:

      mettersi in posa sexy (cosa in cui non vedo nulla di male nei contesti adeguati, il sexy e la sensualità fa parte della vita e dell’umano) non avrebbe avuto senso poichè quella divisa è una goliardata di scarso gusto e non ha nulla di sexy nè di sensuale

      • Vale ha detto:

        Paolo, non è una goliardata, è questo il punto. So che sei completamente impermeabile a tutto ciò che diciamo, ma facci un favore: sforzati di immedesimarti per un secondo. Immagina di essere stato costretto a presentarti sul palco con una tuta color carne con disegnati gli attributi, di fronte ad un pubblico di omosessuali (nulla contro gli omosessuali, ma di solito quando faccio esempi di “rovesciamento di genere”, gli uomini si sentono esaltati al pensiero di ricevere dalle donne le molestie sessiste che noi donne subiamo ogni giorno. Un uomo si sente “conteso” dalle donne, non usato, perché la cultura di genere non è simmetrica. Però si sentono agghiacciati al pensiero di ricevere analogo comportamento da un omosessuale.)
        Giuro che ogni volta che guarda quella foto, mi sento male per loro, penso solo “Poverette!”. È umiliante. E non mi importa se tu dirai che non pensi/non sei d’accordo/non credi. Noi donne, che sappiamo come ci sentiamo in determinati contesti, ti diciamo “è umiliante”. E l’unica cosa che possa dire un uomo a riguardo è: “Non essendo una donna, mi fido di ciò che dite. Per una donna, una cosa simile è umiliante e non una goliardata” e comportati di conseguenza.

      • Paolo ha detto:

        penso che indossare quel tipo di maglietta in una manifestazione sportiva o in qualunque occasione non sia una carnevalata sia sbagliato, e gli organizzatori che hanno avuto l’idea hanno sbagliato gravemente.su come si sono sentite le atlete questo non lo so, bisognerebbe chiederlo alle dirette interessate, io non lo so, posso dire che io al loro posto non sarei stato a mio agio, questo sì ma io non universalizzo le mie sensazioni. Quanto a stare su un palcoscenico..è chiaro che se ti obbligano non ti piace a prescindere da come sei vestito, io comunque ho fatto teatro (amatoriale) e in quel contesto non avrei problemi a indossare alcun costume con disegnati i genitali maschili o potrei stare anche nudo. La platea di omosessuali? i gay sono in grado di controllare i loro istinti tanto quanto gli etero..se non lo fanno e mi aggrediscono è colpa loro, non mia
        quanto alle molestie..si tratta di attenzioni fortemente non gradite da parte di gente sconosciuta o gente che ha un rapporto gerarchico con te (capufficio, insegnante) che non consente certi comportamenti e insiste anche dopo un chiaro no..francamente faccio fatica a credere che un uomo gradirebbe attenzioni troppo spinte da parte di una sconosciuta totale che insiste pure dopo che hai detto di no, (a maggior ragione se la sconosciuta è una signora anziana e di aspetto non gradevolissimo)..dammi retta che su alcuni esponenti del mio sesso qualcosa la so: i ragazzi che ti dicono che vorrebbero essere “molestati” sessualmente dalle donne e non avrebbero nessun problema, spesso lo dicono perchè immaginano nella loro testolina di essere “molestati” da una simil-Jessica Alba non certo da Kathy Bates non c’entra nulla la contesa..ma poi il problema non si pone perchè se questi gradiscono le molestie vuol dire che non sono molestie punto

      • Paolo ha detto:

        oltretutto le differenze tra uomo e donna sono anche fisiche, fisiologiche dovute al fatto che abbiamo corpi diversi fatti in modo diverso..ora è vero che ci sono donne che fanno arti marziali o pugilato e sono in grado di mettere al tappeto uomini anche più grossi di loro..ma in generale una donna molestata da un uomo ha molto più da temere rispetto a un uomo molestato da una donna..perciò le due situazioni non sono identiche anche se entrambe sgradevoli..le molestie degli uomini restano più gravi ma la colpa è di quegli uomini

      • Non direi “più gravi”… Direi più comuni, piuttosto.

      • Paolo ha detto:

        Vale.non c’entra nulla la contesa, gli uomini che ti dicono che vorrebbero tanto essere molestati da una donna immaginano di essere “molestati” sessualmente da jessica alba..è solo per questo che lo dicono non c’è un altro motivo ma poi se gradiscono le molestie vuol dire che non sono molestie, sono attenzioni gradite da parte di una persona che ti piace. In realtà essere approcciati in maniera pesante e volgare da uno/a sconosciuto/a totale non è gradevole per nessuno neanche per gli uomini
        Tornando alla maglietta: la considero di cattivo gusto gli organizzatori hanno sbagliato, io non sarei stato a mio agio in quel contesto con una maglietta simile (una manifestazione sportiva) ma cos’hanno provato le atlete lo sanno solo loro, nè io nè te possiamo dirlo..possiamo sapere cosa avremmo provato noi, non altro.
        Tu poi mi parli di palco: se ti costringono a stare su un palco sarà sgradevole sempre a prescindere dal resto..io ho fatto teatro amatoriale, mi piace stare su un palco e se mi avessero chiesto di esibirmi con un costume simile o anche nudo lo avrei fatto se avessi creduto nel progetto spettacolare che c’era dietro così come non ho avuto problemi a recitare in mutande e canottiera. Una platea di omosessuali? embè? E’ uno spettacolo io sono sul palco e loro in platea, non ho paura che mi saltino addosso o mi molestino se è questo che intendi..un gay è un essere umano in grado di controllarsi quanto un etero, se non lo fa è colpa sua non mia così come le molestie (intese come attenzioni sgradite a chi le riceve) fatte dai maschi etero sono responsabilità di quei maschi, non delle donne per quanto possano essere nude o ammiccanti o presunte tali

      • Vale ha detto:

        Ma guarda che non devi venire a dire a me che quando gli uomini pensano di essere molestati si immaginino una specie di festino porno in cui loro sono i reucci 😉
        Disgraziatamente, come penso tutte le donne al mondo sopra i 12 anni, so cosa sono le molestie e so quanto schifo fanno. Gli uomini non si pongono il problema ed ecco che non riescono a capire perché la cosa disgusti e faccia paura.
        So benissimo che un gay è capacissimo di controllarsi, il mio esempio diceva ben altro che, di nuovo, non hai capito. Sai, francamente parlare con te è sterile: non ti interessa capire il punto di vista altrui, ma solo di ripetere a pie’ sospinto ciò che pensi tu. Ebbene: puoi essere messo su un palco e sentirti in imbarazzo perché temi di scordarti le battute, ed è un conto. Puoi essere esibito tipo oggetto sessuale e ti garantisco che la sensazione non è assolutamente paragonabile.
        Ma ovviamente hai ragione tu, che non sei mai stato femmina oggetto di molestie, che ti devo dire?
        Giuro, una volta tanto vorrei solo che tu riuscissi a dire “non ho mai avuto esperienza di ciò che prova una donna in una società misogina, mi fido di ciò che dite voi, grazie”. Giuro. Senza ribattere che però anche tu, ecc… Non ce ne frega del tuo teatro: ti stiamo spiegando cosa si prova ad essere considerate oggetti sessuali. Dal momento che tu non sei una donna, credere ciò che diciamo o per lo meno non pretendere di saperne più di noi sarebbe carino (oltre che logico).

  14. Zorin ha detto:

    IDA
    “@Alex.. Quale gnorri? Le donne sono più influenzate da fattori sociali e culturali, perchè hanno una storia diversa, l’uomo controlla il linguaggio, quindi la capacità di definire, la donna è sempre stata dominata, subalterna e quindi è normale che sia più influenzabile.. Questa è la mia spiegazione, che non è vangelo, se te ne hai un’altra, dimmi qual’è!”

    La spiegazione mi sembra ovvia. Dal punto di vista della specie, i nostri bisogni, desideri e sofferenze individuali non contano niente. Conta solo cosa fa andare avanti la specie.
    Ora, siccome la gravidanza è un processo con chiari e perentori limiti fisici ( più la donna è in là con l’età, più la gravidanza è a rischio ), è del tutto ovvio che l’uomo sia attratto sempre e senza eccezioni dalle donne giovani e belle. Se non fosse così, l’umanità sarebbe già estinta e noi non saremmo qui a fare questi discorsi.

    Invece, non dovendo portare a termine una gravidanza, l’uomo non è soggetto a limitazioni fisiche perentorie. Per questo, una donna ha la libertà di valutare un uomo con criteri più vari e variabili, soggetti quindi a fattori sociali e culturali.

    • Peccato che non basti enunciare un concetto per dimostrare che è vero. Tu vieni, qui, regolarmente, a predicare le tue verità senza mai portare uno straccio di prova concreta a sostegno di quello che affermi con tanta sicumera. Per te è tutto ovvio, autoevidente, ma, vedi, per noi non lo è. Quindi, quali sono le argomentazioni che dimostrerebbero che “è del tutto ovvio che l’uomo sia attratto sempre e senza eccezioni dalle donne giovani e belle”?
      E sopratuttto, ci forniresti una definizione univoca di “giovane e bella”? Così possiamo eventualmente portarti quelle eccezioni che tu sostieni non esistano…

      • Vale ha detto:

        Mio padre, un paio di miei colleghi sul lavoro, altri uomini che io conosco sopra i 50 anni, sono soliti dire “Se devo guardare, guardo una bella signora, che discorsi. Cosa dovrei guardare, una ragazzina? Una ragazzina non mi dice niente!”. Quindi direi che il discorso di Zorin è già finito giù dallo scarico.

    • IDA ha detto:

      Ma di cosa stai parlando? Della strategia della specie? La scelta del periodo fertile per l’accoppiamento la fanno sia il maschio che la femmina, in tutte le specie.. Non si capisce perché nella specie umana la fa solo il maschio..

    • Un'altra Laura ha detto:

      Ti rendi conto, sì, che per gran parte del tempo che l’uomo è stato su questa terra era già tanta cara e grazia arrivare ai 30 anni vivi?

  15. Pingback: Personaggi femminili credibili: la triste realtà

  16. pessoa ha detto:

    “Spogliamo le donne, e non va bene, le obblighiamo a coprirsi, e non va bene. Non vi va bene niente…. 😦

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