Distruggere i miti sulla “natura” umana

Una traduzione da The Real Reason Sexual Violence Is So Widespread, di Agustín Fuentes.

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La maggior parte degli stupratori sono uomini, la maggior parte dei molestatori sessuali sono uomini, e nella maggior parte dei casi di abusi domestici con lesioni i colpevoli sono uomini. Quindi non è una forzatura sostenere che gli uomini sono per natura predatori sessuali.

Ma non lo sono.

La parola chiave su cui concentrarsi qui è “natura”.

Quando sentiamo l’espressione “per natura“, pensiamo alla biologia e, quindi, alla nostra evoluzione. Se è “naturale” che gli uomini siano sessualmente aggressivi, allora è facile capire molto di ciò che accade nella nostra società. Il modo in cui i nostri politici parlano di diritti delle donne e di stupro, il caso di Elliot Rodger – il ragazzo che ha commesso una strage a Isla Vista CA – il recente e pionieristico studio sulla frequenza con la quale gli scienziati maschi usano il potere e la gerarchia per molestare sessualmente e aggredire giovani scienziate, tutte di sesso femminile, diventano fenomeni più comprensibili se li consideriamo meri riflessi della nostra storia evolutiva, che avrebbe plasmato gli uomini ad essere così “per natura”.

Ma non lo sono.

Chi sostiene che l’evoluzione ha reso gli uomini particolarmente aggressivi nei confronti del sesso, porta ad esempio insetti, foche, leoni, cervi, ed i nostri parenti più stretti, gli scimpanzé, per giustificare le affermazioni sulla naturalezza della coercizione e dello stupro. Alcuni suggeriscono anche che possiamo guardare alle moderne società umane su piccola scala, quelle in cui le persone vivono in modo più simile ai nostri antichi antenati che alla maggior parte del mondo industrializzato, per comprendere le ragioni evolutive dell’aggressività maschile, sessuale e non.

Questi argomenti sono popolari tra gli scienziati e il pubblico, perché rendono più facile per noi avere a che fare con la violenza maschile e la violenza nei confronti delle donne credere a simili affermazioni significa che la violenza sessuale, seppure indesiderabile, è parte integrante della biologia umana e, quindi, è inevitabile.

Queste convinzioni sono pericolose e sbagliate. La violenza sessuale è una responsabilità di chi la commette, non dei suoi geni.

Molti degli argomenti sull’aggressività sessuale nel regno animale sono basati su dati scarsi o ipotesi oggi riconosciute come non corrette, o semplicemente ignorano quei casi che non si adattano al loro modello.

Questo atteggiamento è pericoloso perché la violenza sessuale è un problema grave in molte società; accettare che il comportamento violento è inevitabile ci deresponsabilizza rispetto alle nostre azioni e alle aspettative nei confronti degli altri esseri umani.

Mi spiego.

I biologi hanno a lungo sostenuto che i maschi sessualmente aggressivi sono favoriti in termini evolutivi. Tuttavia, questo assunto di base è stato ampiamente messo in discussione ed oggi si è compreso che la storia è molto più complessa. La riproduzione non è solo una questione di sperma e ovuli, gravidanza e allattamento, c’è molto di più. Recenti lavori hanno messo in discussione il ruolo maschile nella riproduzione, il fatto che i maschi usino l’aggressività per ottenere che le femmine si accoppino con loro, e l’idea che gli esseri umani maschili e femminili siano profondamente diversi quando si tratta di obiettivi e comportamenti riproduttivi.

Certo, ci sono molte specie di insetti, e anche alcuni mammiferi, nelle quali i maschi sono sessualmente molto aggressivi, ma ci sono anche molte specie in cui maschi non lo sono. Ricerche specifiche sui nostri parenti più stretti ci mostrano una vasta gamma di modelli e comportamenti maschili rispetto al sesso: i primati (e gli esseri umani) vivono in società complesse, nelle quali sono molti i modi in cui maschi e femmine entrano in relazione, alcuni violenti, e molti non violenti. Non vi è alcuna prova evidente del fatto che l’aggressione sessuale maschile sia scritta nella biologia degli esseri umani o di altri animali.

E per quanto riguarda l’argomento specifico che i maschi umani aggressivi o coercitivi hanno più figli? Se così fosse, si potrebbe vedere l’aggressione sessuale come un aspetto fondamentale dell’essere umano.

In realtà ci sono pochi studi sugli esseri umani che si propongono di rispondere alla domanda: i maschi aggressivi se la passano meglio? C’è un famoso studio, apprezzato da molti, a sostegno dell’affermazione che l’aggressività maschile sarebbe una strategia evolutiva, e viene spesso utilizzato come “prova definitiva”: gli yanomami sono una società di piccole dimensioni in Sud America, nella quale si registrano tassi relativamente elevati di aggressività e violenza, che a volte conducono alla morte. Quando un uomo Yanomami è coinvolto in un omicidio, deve sottoporsi ad un rituale per mezzo del quale diventa un unokai. Una minoranza (meno del 30 per cento) degli uomini diventano unokai. Si è affermato che gli unokai hanno, in media, 2,5 più mogli e tre volte il numero di bambini di un non unokai. Questa differenza è uno degli esempi più citati a sostegno del rapporto esistente tra aggressività e successo riproduttivo nei maschi umani.

Tuttavia, se gli unokai hanno, in media, più figli, è perché non sono stati messi a confronto con un gruppo di uomini della stessa età. L’età condiziona il dominio e il successo riproduttivo in tutto il regno animale. Una rianalisi dell’antropologo Doug Fry dell’originale studio sugli Yanomami ci mostra che gli unokai sono in media 10,4 anni più vecchi dei non-unokai. Non è sorprendente che, in media, gli uomini che sono 10 anni più vecchi abbiano più mogli e figli (un modello comune in molte società). Il rapporto tra l’essere unokai e avere più figli va analizzato anche considerando il fattore età, e non soltanto l’aggressività.

A questa storia si possono aggiungere i dati sui Waorani, un’altra società sudamericana tanto studiata e nota per la sua aggressività. L’antropologo Stephen Beckman e colleghi hanno esaminato le genealogie di 121 anziani Waorani e le storie complete di 85 guerrieri. Hanno raccolto storie di incursioni, matrimoni, e il numero di figli per ogni uomo e hanno scoperto che gli uomini più aggressivi, non importa in che modo, non acquisiscono più mogli degli uomini più miti, né hanno più figli, le loro mogli e i loro figli sopravvivono più a lungo.” Hanno anche scoperto che gli uomini più aggressivi avevano avuto meno figli sopravvissuti tanto da avere a loro volta dei figli.

Si scopre quindi che i maschi aggressivi non “se la passano meglio”, in senso evolutivo, grazie a due ben noti e ben condotti studi che hanno misurato il successo riproduttivo in società di piccole dimensioni iperaggressive.

Quindi, se gli uomini non sono naturalmente predatori sessuali, perché succede così spesso [che si comportano come se lo fossero]?

Una risposta completa a questa domanda è complessa, ma sarò breve: ci sono un sacco di fattori sociali, storici e biologici che concorrono a creare un contesto nel quale è più probabile che maschi ricorrano alla violenza e alla coercizione quando si tratta di questioni di sesso e di conflitto.

I maschi sono di solito più grandi e la parte superiore del corpo è più forte rispetto a quella delle donne, quindi hanno più possibilità di successo nel corso di un conflitto diretto di quanta non ne abbia una donna. Inoltresebbene la fisiologia renda il maschio e la femmina abbastanza simili per ciò che riguarda l’eccitazione sessuale, ci sono enormi differenze nelle aspettative sociali e negli ambienti di apprendimento (ad esempio, la pornografia), differenze in grado di aumentare radicalmente le differenze nelle aspettative e nel desiderio, persino nelle funzioni cerebrale di maschi e femmine. Il modo in cui si cresce dà forma al modo in cui le nostre menti e i nostri corpi rispondono agli stimoli.

In molte società è più accettabile per i maschi usare la violenza per risolvere i problemi, rispetto a quanto è accettabile per le donne. La storia e il sistema economico e politico hanno creato un contesto nel quale è dato per scontato che gli uomini  abbiano il “diritto” di usufruire delle donne per fare sesso; non dimentichiamoci  che non è passato molto tempo da quando le mogli erano considerate proprietà dei loro mariti o dal momento in cui le donne hanno ottenuto il diritto di voto. Anche molte tradizioni religiose pongono l’uomo e la sessualità maschile al di sopra della donna. Considerato il contesto nel quale in cui i nostri corpi e le nostre menti si sviluppano, non c’è da meravigliarsi che molti ragazzi e molti uomini, nella nostra società, accettino comenaturale” l’essere sessualmente coercitivi, magari anche solo un po’.

Pertanto, quando i gruppi per i diritti degli uomini lamentano l’oppressione della loro “natura” da parte delle donne, si sbagliano. Quando qualcuno afferma che la coercizione sessuale, le molestie, o persino lo stupro sono, almeno in parte, giustificati da prerogative biologiche, si sbaglia, nessuno può usare la biologia o l’evoluzione come scusa per essere un idiota. Ciò non significa che simili comportamenti non sono una realtà, significa solo che si tratta di una realtà che possiamo modificare.

La maggior parte degli uomini non sono predatori sessuali. Ma dobbiamo essere più attivi nei confronti di chi lo è soprattutto per quanto riguarda le molestie sessuali, la coercizione, e le aggressioni alle donne. La società deve arrivare a comprendere che le aggressioni sessuali non sono inevitabili, bensì prevedibili, spiegabili, e, in molti casi, evitabili.

Dedicato a quelli che commentano così.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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24 risposte a Distruggere i miti sulla “natura” umana

  1. ellagadda ha detto:

    A questo punto non posso che appellarmi al mio imperativo naturale e imitare la vedova nera e la mantide religiosa.

  2. Ilaria ha detto:

    Bellissimo articolo! Anch’io ho sempre avuto forti perplessità riguardo al citare comportamenti tipici di varie specie animali per motivare qualsiasi comportamento umano, anche perché data la grande varietà di comportamenti tra una specie e l’altra con questo ragionamento si può sostenere tutto e il contrario di tutto.

    • IDA ha detto:

      Si, pensa un po Ilaria, una volta sostenevano il contrario.. (una volta.. 50/60 fa, non secoli) l’uomo, era quello più razionale e più distante dalla natura della donna..la donna è soggetta a sbalzi ormonali per non parlare dell’isteria… hanno sempre parlato di natura per sottomettere le donne..

  3. Paolo ha detto:

    non credo si possa essere “solo un po’ coercitivi” o lo sei o non lo sei. O è stupro o non lo è. Ed è ovvio che aggressività e mitezza fanno parte dell’umano ed è ovvio che la biologia non serva da giustificazione per il fatto che sei uno stupratore o un molestatore: gli stupratori non sono “maschi aggressivi”, sono criminali, e anche i molestatori

  4. IDA ha detto:

    Sono divertenti quando parlano di biologia e di zoologia.. torna sempre a loro favore, una biologia che è sempre utile a deresponsabilizzare il maschio della specie umana.. e logicamente è sempre pronta (la biologia) a colpevolizzare la donna.. Ci sono diversi studi, come quelli citati qui, che dimostrano che non c’è nessun rapporto tra il maschio aggressivo, (maschio alfa?) e la maggior possibilità di accoppiarsi.. Io personalmente non credo nemmeno che l’uomo sia aggressivo per natura, diciamo che l’aggressività fa parte della specie umana, uomini e donne in egual misura, e la maggior aggressività dell’uomo non è data nemmeno dalla maggio massa muscolare, ma la maggio aggressività è dovuta al dominio.. la donna è oggettivata, e l’oggetto come si è detto nei post e commenti precedenti può essere rotto e gettato via a piacimento.. l’oggettivazione è una deumanizzazione, cioè sminuire una persona fino a non considerarla più un essere umano.. ora sappiamo che il divieto di uccidere all’interno della stessa specie, c’è anche nell’uomo, come in tutte le specie animali.. Il fatto che l’uomo possiede un codice genetico come tutti gli altri animali, ma è riuscito ad avere un equipaggiamento culturale superiore a tutti gli animali. Nel codice genetico c’è, il divieto di uccidere esseri della stessa specie, ma non il divieto di uccidere altri esseri di specie diversa. Gli esseri umani hanno ottenuto la licenza di uccidere altri esseri umani dal momento che non li considera della stessa specie. Non si dice: “ti ucciderò come un essere umano”. ma si dice: “ti ucciderò come un animale,” “come un cane”, per ucciderti ti devo riconoscere come una specie differente dalla mia. Gheddafi, chiamava i rivoltosi topi, e quindi possono essere uccisi, analogamente questo concetto viene allargato ad altri gruppi. Zingari, omosessuali, ebrei ecc. La stessa istituzione della schiavitù, è stata possibile solo, perché questi uomini non erano considerati uomini ma animali. Ecco perchè chi sottovaluta o sminuisce l’oggettivazione può essere considerato un criminale….

  5. IDA ha detto:

    Come ho detto, credo poco della maggior aggressività del maschio dovuto alla maggior massa muscolare, ma condivido molto il periodo successivo: “ci sono enormi differenze nelle aspettative sociali e negli ambienti di apprendimento (ad esempio, la pornografia)”
    Ecco appunto la pornografia, anche questo altro elemento molto sottovalutato; Si tratta di immagini degradanti per una donna che sono diventate comuni tra i giovani, perché i ragazzi oggi entrano in contatto con la pornografia molto presto, 12/13 anni, i maschi pensano che sia normale trattare le donne in quel modo, e le femmine penseranno che sia normale essere trattate in quel modo.. Non so se ci sono ricerche a riguardo ma penso che i maschi che hanno iniziato in tenera età a usufruire della pornografia siano più disposti ad avere rapporti non consensuali, violenti.. Poi mi posso anche sbagliare…

  6. Zorin ha detto:

    Direi che concordo.
    L’uomo non è un animale che agisce in modo meccanico sulla base dell’istinto o della biologia, ma ha quasi sempre possibilità di scelta. La biologia non lo “costringe” a un solo corso di azione, ma piuttosto gli fornisce uno spettro di opzioni, tra le quali il comportamento aggressivo e/o predatorio è solo una delle tante modalità di comportamento tra cui scegliere.
    Cioè il massimo che si può dire sui vincoli che la biologia fornisce all’uomo è che lo stupro, l’omicidio e il comportamento violento in generale fanno parte dei comportamenti ammessi dalla biologia umana, ma tale biologia non cotringe nessuno a porli in atto: ne ammette soltanto la possibilità.

    Piuttosto, è falso che i movimenti maschili sostengono che l’uomo sia costretto allo stupro dalla sua natura: è vero invece che le femministe vedono stupri e molestie dappertutto, nel senso che hanno cercato di allargare i due concetti così tanto da inserire fattispecie del tutto pretestuose di violenza.
    Ad esempio, le femministe hanno imposto il concetto che sia stupro quando la donna è ubriaca, e quindi secondo loro non in grado di dire sì in modo consapevole al sesso. Hanno imposto che sia stupro quando la donna, pure se è stata consenziente durante il rapporto, ha cambiato idea in un momento successivo.. E poi ci sono le femministe più estremiste, che hanno dichiarato più volte e senza vergognarsi che ogni rapporto eterosessuale sarebbe uno stupro, perché il consenso della donna è comunque estorto all’interno di un sistema di oppressione patriarcale, sistema che non consentirebbe mai alla donna di esprimersi in modo libero e consapevole.

    Insomma, io mi dedicherei a refutare le follie ideologiche del movimento femminista, piuttosto che affermazioni che nessun appartenente ai movimenti maschili si sognerebbe mai di fare.
    Sono le femministe che affermano che ogni uomo è uno stupratore, non certo i movimenti maschili!!!

    • “Sono le femministe che affermano che ogni uomo è uno stupratore, non certo i movimenti maschili!!!”
      Si certo. Le stesse femministe che pubblicano post che riportano una frase del genere: “La maggior parte degli uomini non sono predatori sessuali.” Pubblicare un simile commento proprio sotto il mio post…
      Soprattutto dopo che hai scritto qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/09/16/la-pelle-delle-donne/comment-page-1/#comment-10635:
      “La spiegazione mi sembra ovvia. Dal punto di vista della specie, i nostri bisogni, desideri e sofferenze individuali non contano niente. Conta solo cosa fa andare avanti la specie.
      Ora, siccome la gravidanza è un processo con chiari e perentori limiti fisici ( più la donna è in là con l’età, più la gravidanza è a rischio ), è del tutto ovvio che l’uomo sia attratto sempre e senza eccezioni dalle donne giovani e belle. Se non fosse così, l’umanità sarebbe già estinta e noi non saremmo qui a fare questi discorsi.”
      Non ti sembra di contraddirti un tantino?
      A proposito di sesso, consenso e alcol, ti consiglio una testimonianza, per comprendere bene di cosa si parla: http://www.newstatesman.com/voices/2014/09/i-was-raped-when-i-was-drunk-i-was-14-do-you-believe-me-richard-dawkins
      Invece che “Integra il reato di violenza sessuale la condotta di chi prosegua un rapporto sessuale quando il consenso della vittima, originariamente prestato, venga poi meno a causa di un ripensamento o della non condivisione della modalità di consumazione del rapporto” lo ha stabilito la Cassazione, non “le femministe” (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/04/04/le-due-facce-della-violenza/)

    • Vale ha detto:

      Zorin, supponiamo che tu sia ubriaco spolpo e che qualcuno ti metta un bell’atto di cessione di proprietà sotto mano da firmare. E tu la firmi. E ti ritrovi che sei senza casa, senza auto, senza soldi in banca, senza impresa, ecc.
      Ecco, ti garantisco che è impugnabile da un tribunale perché non eri “capace di intendere e di volere” (frase piuttosto comune, si sente anche nei film). E penso che se qualcuno ti circuisse in questo modo per rubarti le proprietà, giustamente te la prenderesti un pochettino.
      Quindi sai dove puoi andartene tu e il “se lei è ubriaca, non è stupro”. Se hai bisogno di rendere una donna incapace di intendere e di volere perché sia circuibile a fare sesso con te, non solo è una cosa orribile e le stai facendo un torto grande una casa, ma hai pure bisogno di rivedere il tuo concetto di integrità, amor proprio e autostima.
      Dico, ma non ti viene il voltastomaco al solo pensiero che l’unico modo che hai per fare sesso con tizia sia di drogarla? Sì, l’alcol è una droga.
      Rivoltante…

      • Zorin ha detto:

        Veramente sono le donne che in discoteca in tutta autonomia e autodeterminazione si ubriacano (e magari si fanno pure di altra roba), poi siccome io sono un maschio eterosessuale se capita quella caruccia che ci sta me la faccio con molta soddisfazione, e non ci penso neanche a farle il terzo grado del tipo “ma sei sicura che lo vuoi davvero?”, e neanche penso a farle firmare una liberatoria con valore legale.

      • Ti prego, risparmiaci le tue avventure erotiche…
        E non fingere di non sapere cosa sia uno stupro. Quando si parla di casi di stupro di ragazzine incoscienti è di casi come questo che si parla: http://www.huffingtonpost.com/2013/04/09/rehtaeh-parsons-girl-dies-suicide-rape-canada_n_3045033.html

      • Vale ha detto:

        Ottimo, Zorin. Aspetteremo che tu sia ubriaco e ti faremo firmare la cessione di tutte le tue proprietà, allora! Toh, resta illegale lo stesso! Esattamente come lo stupro.
        Questo perché tu sei libero di ubriacarti, ma nessuno ha il diritto di approfittarsi di te. Si chiama “circonvenzione di incapace” e quando uno è ubriaco, non è padrone delle proprie azioni (ecco perché non puoi metterti alla guida!).

        Certo che… se ti tocca aspettare che una sia ubriaca perché voglia venire con te…

      • Paolo ha detto:

        Vale se fosse come dici tu un ubriaco che al volante ammazza delle persone non sarebbe responsabile in quanto “non padrone delle sue azioni”..invece è responsabile: lui ha scelto di ubriacarsi fino a non essere in grado di guidare, lui ha scelto di mettersi al volante..anche se paradossalmente fosse così ubriaco da non ricordare cosa ha fatto è responsabile. Di recente ci siamo giustamente indignati per una sentenza che ha “attenuato” una condanna per stupro perchè lo stupratore era ubriaco, io sono d’accordo con l’indignazione: lui ha deciso di bere, lui ha deciso di stuprare..l’alcool non ti leva del tutto la capacità di decidere e di dire sì o no, sei responsabile di quello che fai a meno che tu non sia neanche in grado di stare in piedi.(ma chi è così ubriaco da non stare in piedi non può nè guidare, nè firmare un contratto, nè fare sesso, nè stuprare qualcuno)
        Poi se vuoi saperlo non mi approfitterei di una ragazza ubriaca perchè lo trovo degradante per me, ma penso comunque che due persone che hanno bevuto possano comunque decidere di fare sesso..bisogna vedere “quanto” hanno bevuto e se reggono l’alcol.

      • Vale ha detto:

        Dillo a quello che ha ottenuto uno sconto di pena perché stuprava ripetutamente l’altra da ubriaco…
        Comodo decidere che una persona è lucida anche se ubriaca, quando ci fa comodo. Inoltre, un conto è essere vittime perché ubriachi, un altro è essere carnefici… Ritenta!

      • Paolo ha detto:

        Vale forse non hai capito: io ho detto che NON sono d’accordo con quella sentenza proprio perchè ritengo che uno stupratore anche se ubriaco sia sempre padrone delle sue azioni

  7. Il rasoio di Occam ha detto:

    Penso che Zorin si riferisca a quelle elusive creature che, dopo una notte di meraviglioso sesso consensuale, si svegliano di cattivo umore e decidono di fare una denuncia per stupro, tié, così impari a farmi godere! Non mi ricordo come si chiamano, nel dizionario mitologico le trovi tra le Sirene e le Erinni. Secondo alcuni, girano per locali attirando gli uomini al solo scopo di poterli denunciare e godersi così un giro su quell’esilarante giostra che è la giustizia italiana…non si sa se sia la biologia farle comportare così, o l’aver letto una citazione (sbagliata) di Andrea Dworkin su wikiquote.

  8. Pingback: Donna Selvaggia e Uomini Vermi. | Un disinvolto mondo di criminali

  9. rossasciamana ha detto:

    Postato sul mio blog in un post dal titolo: La violenza non è naturale è frutto della cultura patriarcale, grazie per lo spunto Ricciocorno.

    • Paolo ha detto:

      l’aggressività esiste in tutti noi, uomini e donne chi più chi meno. tutto sta in che uso ne facciamo e contro chi o cosa la indirizziamo, questa è nostra responsabilità

  10. Pingback: La violenza non è naturale è frutto della cultura patriarcale – Appunti, spunti e riflessioni, ricostruzioni sulla Via del Femminino, Sciamanica e della Dea

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