Crudeli esperimenti

Ve lo ricordate il sito “La Conoscenza“? Per diffondere l’idea che ci si possa appellare alla sindrome da alienazione genitoriale per risolvere le controversie sull’affidamento dei figli, è stata aperta anche una pagina facebook… alienazione_genitoriale1tutta dedicata alla Pas. Pagina nella quale oggi ho trovato questo: alienazione_genitoriale L’aggiornamento di stato non riporta né il nome del ricercatore/dei ricercatori, né alcun riferimento che ci permetta di rintracciare la banda di sadici che avrebbero organizzato questo esperimento, anche se dubito che possano esistere dei genitori che prima costruiscono un “rapporto sano ed affettuoso” col proprio figlio e poi lo sottopongono allo stress di essere abbandonato presso una struttura allo scopo di registrare quanto e come soffrirà.

Si tratterà di bambini rapiti e sottoposti ad “un crudele abuso emotivo” per amore della scienza?

Chiederei a quelli fra i miei lettori che si interessano di psicologia evolutiva, pedagogia e cose così, di commentare…

A proposito di Pas:

Dicono della Pas

Dicono della bigenitorialità

Le teorie di Richard Gardner

La terapia della minaccia

Il bambino perverso

Alanna

Rebecca

Jennifer

L’appello di Damon

Errori che costano … la vita

Il lupo mangia tutte le mamme del mondo

Morire dentro

Angela e Andrea

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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19 risposte a Crudeli esperimenti

  1. Vale ha detto:

    Io di psicologia evolutiva non ne so nulla, ma di teoria dell’errore parecchio.
    Ti posso confermare che le leggi della statistica non sono valide se il campione (per quanto ben selezionato) non è superiore alla 30ina di casi. Anche sui 30, la teoria, che non può avvalersi della legge dei grandi numeri, è applicabile a denti stretti. Ed ecco perché rido sempre quando nella pubblicità di un cosmetico scrivono “test di auto-valutazione svolto da 10 donne”! 😀
    Questo vale per campioni statistici fenomenologici. In psicologia i campioni devono essere ancora maggiori, dal momento che la mente umana è influenzabile da così tanti fattori, che è quasi impossibile isolare un singolo fattore che può aver prodotto il risultato.
    Quindi, in breve, finché non vedo almeno 500 casi documentati, questa cosa è scientificamente una palla, prima ancora di tirare in ballo la psicologia.

    • Al di là di questo…
      Dal punto di vista etico, mi sembra un tantino discutibile tenere dieci giorni un bambino lontano dai genitori al fine di studiare gli effetti di un traumatico distacco.

      • winola ha detto:

        Non credo che, oggi, un esperimento del genere possa essere fatto senza violare l’etica professionale.
        E comunque, di attacamento si parla solo sotto i 36 mesi di vita, quindi che c’entra con la PAS che invece viene tirata in ballo per bambini molto più grandi?

      • Vale ha detto:

        Non è “un tantino discutibile”, è da pazzi sadici. Ma se rompevano l’anima anche a non mi ricordo che fotografo, che per riprendere i bambini che piangevano gli portava via il lecca lecca?
        Andiamo, nessuno avrebbe fatto una cosa del genere. Ciò che dico è che, oltretutto, se anche per motivi casuali (la mamma è andata in ospedale, chessò) si fosse verificato il caso su descritto, *comunque* non avrebbe valenza scientifica.

  2. Andrea Mazzeo ha detto:

    Quel sito è di un altro autodidatta informatico che si picca di saperne di tutto. Non esiste alcun esperimento del genere, è tutta un’invenzione. Non so che interessi il tipo abbia nel fare una disinformazione del genere, ma possiamo star tranquilli che ci sono interessi economici in ballo. Uno non perde tanto tempo al computer a inventare cose se non ne trae un interesse econonico. Oppure è malato.

  3. primavera ha detto:

    Ma nooo..nulla di scientifico. .la pas sappiamo già che non lo è. .è solo che per molti pessimi genitori, prima durante e dopo la separazione,la pas o come diavolo la vogliano chiamare a seconda di chi ne parla è un giochino facile facile per distruggere le madri (si sa che è una sindrome tutta al femminile o così vanno farneticando i presunti esperti di pas..) che amorevolmente hanno costruito un sano rapporto con i propri bambini fin dalla nascita nonostante compagni(e padri) violenti, anaffettivi, crudeli, assenti. .e conseguentemente distruggere i bambini..l’importante e vincere e non importa quanti cadaveri restano sul campo e la pas aiuta a vincere! questo è un ennesimo tentativo di far pubblicità alla pas come se già non bastasse quella che vanno facendo sedicenti esperti direttamente nei tribunali applicandola senza il becco di un dato oggettivo nelle controversie per gli affidi. .certo alimenta un gran giro di guadagni alle spalle dei bambini. .da qui la sua fama..altro che sentimenti…
    Mi dispiace, so per esperienza personale diretta come funziona. .si passa da vittime a carnefici con la pas senza diritto di difesa per te e per i tuoi figli, non si viene più creduti e qualunque problema abbia un figlio è certo colpa della madre alienante e non importa se i bambini abbiano 1,2,3,4,5 anni e soffrono, piangono, chiedono aiuto alla mamma..non importa a nessuno la loro voce e il loro dolore..devi solo pregare che, se provi a raccontare la tua storia di violenza,soprusi, angherie, insulti, ecc non ti spediscano i figli in casa famiglia perché madre ostativa, ipertutelante, invischiante, che non sa quale danno sta facendo al figlio e roba simile! Si sa i bambini devono essere resettati per i sostenitori della pas..già. .povero genitore alienato che però non batte ciglio se il figlio viene messo nelle mani dei servizi sociali o in casa famiglia…
    Quale bambino, tornando alla “ricerca” ,dimentica in 10 gg un genitore degno di tale nome? Poi tale ricerca non dice l’età del bambino, le vicende pregresse, da chi è stata condotta..nulla di nulla..semplicemente si apre bocca e si da fiato! Sono indignata perché nessuno ferma questa gente e le sue castronerie e le vite umane vengono distrutte irrimediabilmente e per sempre…e per favore,la smettano di fare le vittime questi signori alienati visto che le cose nei tribunali non vanno come dicono loro (non vedere i figli per anni..ma per favore..se i figli rifiutano un genitore i motivi ci sono e vanno valutati tutti senza preconcetto e non devono essere minacciate le madri di perdere i figli o di essere messe perfino in carcere o mandate sul lastrico!) ma esattamente al contrario grazie alla pas…i figli sono obbligati a fare ciò che non vogliono e le madri ricattate moralmente. sarebbe ora che le mamme accusate di pas facessero sentire la loro voce!!

    • paolam ha detto:

      Ecco che mi ricordava questa situazione: “Il giudizio di Salomone”. E delle due contendenti, quella che non è la madre, che che acconsente allo squartamento del bambino pur di avere ragione!

  4. paroladistrega ha detto:

    Ho studiato psicologia dell’età evolutiva (anche detta psicologia dello sviluppo) nel mio corso di laurea di scienze della formazione a Firenze. Ricordo Skinner, in particolare. E ricordo il terribile esperimento compiuto su sua figlia: il tanto criticato esperimento denominato “baby in a box” (la bambina in una scatola: una sorta di culla-gabbia schermata). Comprendo la necessità e il valore dello studio del comportamento dei bambini durante le diverse fasi evolutive, ma non accetto e non ammetto la somministrazione di input così violenti e aggressivi.

    • Vogliamo parlare dell’esprimento del piccolo Albert? Uno studio metodico sull’induzione della paura in un bambino di soli sei mesi, Albert, appunto, condotto dal comportamentista John B.Watson: al piccolo Albert venne presentato un topolino; la sua reazione a questo stimolo fu allegra e curiosa; quando negli incontri successivi Albert stava per prendere in braccio l’animaletto, fu prodotto un rumore forte e improvviso colpendo un tubo di metallo, che produsse nel piccolo un’istintiva reazione di paura e pianto. Dopo ripetute esposizioni contemporanee del bambino al topo accompagnato al rumore improvviso, la sola vista della creatura sfociava in violente manifestazioni di paura, quali grida, pianti e tentativi di fuga dall’animale. La fobia verso animali bianchi e pelosi al povero Albert è rimasta.

      Non credo che oggi si possano più fare cose del genere… O almeno lo spero.

      • winola ha detto:

        Dubito fortemente che fare un esperimento come quelli di Watson e Skinner (ma anche di altri) oggi sia permesso. Credo che chiunque ci provasse verrebbe immediatamente sanzionato dall’ordine per violazione del codice deontologico. Quello degli psicologi (http://www.psy.it/lo_psicologo/codice_deontologico.html) ad esempio, all’articolo tre dice chiaramente: “Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo , del gruppo e della comunità.”
        Traumatizzare un bambino non promuove il suo benessere psicologico, anzi ha serie influenze sullo sviluppo psicofisico.

  5. primavera ha detto:

    Già, ci sarebbe da sperarlo..del resto dovremmo esserci evoluti nel tempo..
    Anche se in effetti consegnare dei bambini (a volte trascinandoli per i piedi) ad una casa famiglia per mesi se non per anni e/o finché non hanno capito la lezione guardandoli compiaciuti mentre si dimenano e disperano assomiglia molto a questi “vecchi studi scientifici”..
    Io non sono esperta di psicologia per carità ma sbaglio o anche riguardo la pas qualcuno fa studi statistici? Ripeto, forse sbaglio. …

    • winola ha detto:

      Non so se ho capito bene la domanda, ma gli studi statistici fatti sulla PAS non hanno alcuna validità scientifica in quanto o sono direttamente fallate le premesse o i campioni considerati non sono statisticamente rappresentativi.

      • winola ha detto:

        E comunque, sono stati fatti da persone che, già in partenza, sapevano che la conclusione a cui volevano arrivare era l’esistenza della PAS, per questo dico che già le premesse sono sballate. Se i dati non sono analizzati in maniera obiettiva, se già si sa la conclusione a cui si vuole arrivare, se si escludono dallo studio tutti i dati contrari, beh, lo studio non ha alcuna validità scientifica…

  6. IDA ha detto:

    Parla di “diverse ricerche”, ma non sono verificabili perché non ci dice quali..parla di esperimenti, ma non ci dice quale.. ma soprattutto non ci dice la cosa essenziale, l’età del bambino.. nella teoria dell’attaccamento, si va dal pre-ataccamento dei primi mesi alla formazione dei legami che avviene in genere dopo i tre anni.. quindi conoscere l’età del bambino è indispensabile.
    Io non sono una psicologa, ma chi ha scritto quel pezzo, ne sa meno di me….. L’impressione è che ciò che è scritto sia la proiezione dei desideri dello scrivente , piuttosto che una acquisizione scientifica.
    Credo che non ci sia cosa peggiore, che nascondere i propri interessi dietro il benessere dei bambini e la scienza, per quanto opinabile possono essere le scienze sociali, meritano sempre il rispetto, e il rispetto si garantisce con il rigore scientifico… cosa che manca totalmente nel pezzo che hai pubblicato..

  7. Il rasoio di Occam ha detto:

    Ma anche se fosse vero, che avrebbe dimostrato? L’esperimento parla di distacco dalla madre, che nella maggior parte dei casi è la figura primaria di attaccamento. Semmai l’esperimento va contro i sostenitori della PAS, che strappano i bambini alle madri e li piazzano in comunità.
    Secondo, quando è la madre tornata che è successo? L’ha rifiutata? Non ce lo dicono.
    E terzo, il comportamento evitante può anche essere un sintomo di abuso. Constatare che un bambino evita uno dei genitori non ci dice perché.

  8. primavera ha detto:

    Appunto la mia domanda era retorica. .studi statistici su castronerie inesistenti atte solo a fare danni irreparabili nelle vite umane e condotte da sedicenti esperti possono essere considerati tali?
    Cmq potevano far prima e già che c’erano chiedere ai bambini che rinchiudono nelle case famiglia grazie alla pas se ricordano non solo la madre ma perfino di essere al mondo!

    • PARENTAL ALIENATION SYNDROME: A PARADIGM FOR CHILD ABUSE IN AUSTRALIAN FAMILY LAW (Dr Elspeth McInnes Lecturer, Early Childhood Education, University of South Australia http://www.unisanet.unisa.edu.au/staff/Homepage.asp?Name=elspeth.mcinnes) pag 5: “In one case a three year old child was taken from her mother – the only parent she had ever lived with, and who had successfully raised two other children from a previous relationship – and ordered by the court to live with her father who suffers from AIDS and has a long criminal record including sex offences. The mother was placed on supervised restricted contact for three days a month. This regime has remained unchanged for four years, despite the mother’s attempts to increase time spent with her daughter and many reports by teachers and others to state child protection services based on the child’s disclosures of abuse. At Easter this child, now aged 7, held her mother and the supervisor of contact at bay with a knife and begged her mother to kill her rather than take her back to her father. This father has accused the mother of Parental Alienation Syndrome”
      “In un caso una bambina di tre anni è stato tolto alla madre – l’unico genitore con il quale aveva sempre vissuto, e che aveva cresciuto con successo altri due figli da una precedente relazione – il giudice ha stabilito che vivesse con suo padre, che soffre di AIDS e ha una lunga fedina penale, che comprende reati sessuali. La madre poteva vedere la bambina sotto sorveglianza per tre giorni al mese. Questo regime è rimasto invariato per quattro anni, nonostante i tentativi della madre di aumentare il tempo trascorso con la figlia e molte relazioni di insegnanti e altri che informavano i servizi di protezione dell’infanzia che la bambina era abusata. A Pasqua questa bambina, di ormai 7 anni, tenne la madre e il supervisore a bada con un coltello e pregò sua madre di ucciderla piuttosto che riportarla padre. Questo padre aveva accusato la madre della Sindrome di Alienazione Genitoriale “

    • E ti stupisci? Dopo aver letto Claudio Risé e la sua crociata contro il “maschio matrizzato“, oppure Recalcati e la sua “inedita e pressante domanda di padre”… queste cose non mi stupiscono affatto.
      A proposito dell’importanza di una figura genitoriale di sesso maschile avevo pubblicato una ricerca sugli stereotipi diffusi tra la gente: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/09/15/due-pesi-e-due-misure-i-genitori-single-e-il-genere/
      “while the importance of male skills is mentioned throughout our data, the partecipants do not actually define male skills rather referring to those male skills in vague terms such as different things” (sebbene l’importanza delle competenze maschili è menzionata ovunque nei dati raccolti, i partecipanti non ce ne forniscono una descrizione, ma si limitano a riferirsi a queste competenze tipicamente maschili in termini vaghi, come “cose diverse”, pag. 36).
      Single mothers were described as performing or completing tasks such as food preparation, mending clothes, and housekeeping. The descriptions of single mothers’ roles were specific and clearly defined, while the role of single fathers was ambiguous, as if we actually do not know what fathers do, but we know it is important (pag. 36).
      (Le madri single vengono descritte come persone in grado di eseguire compiti ben precisi, come cucinare, rammendare i vestiti, pulire. Le descrizioni del ruolo di madre sono specifiche e chiaramente definite, mentre il ruolo del padre single è ambiguo, come se in realtà non sapessimo cosa fanno i padri, sappiamo solo che è importante.)

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