Sminuire

Da dizionario, sminuire: far figurare qualcosa come meno importante o rilevante.

era_un_giocoSu il Mattino potete ascoltare l’intervista ai genitori del 24enne che ha violentato un ragazzino di 14 anni con un compressore, devastandogli l’intestino.

“Pur non sminuendo la gravità del fatto”, ci dice Nico Falco.

Definire un’aggressione un gioco, una stupidaggine, secondo il giornalista non equivale a sminuire la gravità dei fatti.

Giocare non è un reato. Stuprare un ragazzino con un compressore, invece, è un reato. Stuprare un ragazzino con un compressore, provocandogli gravi lesioni al colon, non è un gioco. Definire uno stupro “un gioco” significa volerlo rappresentare come un evento meno grave di quel che è, ergo lo si sminuisce.

Sostenere che non si è trattato di un’aggressione, che non ci sono una vittima e un carnefice, ma solo ragazzi che si prendevano in giro fra di loro, equivale a colpevolizzare la vittima.

Meno di un mese fa il Post pubblicava un articolo sulle violenze sessuali sui soldati maschi all’interno dell’esercito americano, che riportava il parere di Penn James Asbrand, psicologo in una clinica per veterani a Salt Lake City:

  « uno dei miti più diffusi quando si parla di violenza sessuale nell’esercito è che l’aggressore sia gay, ma nella gran parte dei casi non è affatto così… non si tratta di sesso, ma di potere e controllo»

Nell’articolo originale, apparso su GQ, possiamo leggere che le aggressioni sessuali sono comunissime fra commilitoni, e che più della metà delle vittime sono di sesso maschile. Uomini che violentano altri uomini. E gli uomini che subiscono, il più delle volte, non denunciano:

“if other people know this about me, well, then, my life is over. No one’s gonna want to be around me. They’ll know that I’m less of a man.”

Traduco: “Se la gente sapesse, allora la mia vita sarebbe finita. Nessuno mi vorrebbe più intorno. Tutti saprebbero che sono meno di un uomo.” (ovvero una donna…)

Ma c’è un altro motivo per cui le vittime non parlano:

…victims keep quiet because they do not believe their attackers will be punished. And they’re almost certainly right.

Rimangono zitte perché ritengono che i loro aggressori non saranno puniti. E molto probabilmente hanno ragione.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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45 risposte a Sminuire

  1. Pinzalberto ha detto:

    I soliti bravi ragazzi con precedenti penali. Vediamo se adesso qualcuno avrà il coraggio di manifestare! Napoli è invasa da queste nuove generazioni ignoranti filo camorristiche cresciute col crimine. Non riconoscono le autorità, le leggi basilari dello Stato Italiano, basti vedere le regole del codice stradale: niente cinture, niente casco in motorino con 3 o 4 persone a bordo, nessuna assicurazione. Poi è normale sfuggire ad un posto di blocco o seviziare un ragazzino, per loro tutto è tutto un gioco, anche la criminalità. Ma se un Carabiniere accidentalmente uccide un così detto bravo ragazzo si mobilita tutta Napoli. Invece per le reali brave persone niente. Questa per Napoli sarà un’occasione di redenzione, se veramente le brave persone sono superiori ai delinquenti devono scendere in strada e protestare! Sperando che prima o poi i giornalisti la finiscano col minimizzare certi fatti di cronaca. Nessuno tocchi Caino? In Italia non c’è bisogno di queste associazioni, anzi, dovremmo creare “Giù le mani da Abele”!!

  2. Un'altra Laura ha detto:

    Ma infatti l’esito drammatico ha creato una sorta di fraintendimento: se anche il ragazzino non fosse finito all’ospedale, se anche avessero usato uno stuzzicadente, sarebbe stato un fatto gravissimo, una violenza, la più umiliante e degradante che ci possa essere, e le motivazioni “goliardiche” come amano definirle i parenti dei colpevoli, non sono una scusante, ma casomai un’aggravante: aggredito per futili motivi. Che forse tanto futili non sono, se si ricollegano alla lipofobia (termine trovato oggi sul Corriere, mi piace)

    • Paolo ha detto:

      Laura non credo che c’entri la lipofobia (anche alcuni parenti di questi aggressori sono grassi): quel ragazzino poteva pure essere magrissimo o solo molto studioso o tifare una squadra di calcio diversa dalla loro e l’avrebbero comunque aggredito: questa è stupidità mista a cattiveria. Se poi ci aggiungi che al solito i genitori li difendono puoi capire anche come (non) li hanno educati

      • Un'altra Laura ha detto:

        rientra nella categoria dell’odio per il diverso (o per le minoranze).
        I difetti fisici, e in particolare il sovrapeso sono la seconda causa di bullismo, dopo l’omofobia. Il Ku Klux Klan non è nato dal nulla, ma da un diffuso clima di odio verso i neri e razzismo. Limitarlo alle scelte individuali dei loro membri significa non aver capito niente del fenomeno, anzi rinnegare il fenomeno stesso. Altro esempio: immaginare che i nazisti avevan deciso di prendersela per gli ebrei perché sì. Anzi, che ogni singola deportazione sia stata una scelta del singolo soldato, e non era affatto diffuso nella popolazione un odio verso gli ebrei, e mica si può accusare il relatore dei protocolli di Sion per questo: lui non ha ammazzato nessuno!
        Prova ad andare a leggere i commenti sull’articolo della donna dispersa e ritrovata nella foresta australiana e dimmi se non c’è un diffuso clima di dileggio verso il grasso (che poi si inserisce nel diffuso clima di dileggio verso il diverso)

      • Paolo ha detto:

        non voglio “sminuire” il bullismo ma ritengo alquanto improbabile che gli obesi vengano ridotti in schiavitù (come è successo ai neri) o rinchiusi in campi di sterminio..queste equiparazioni con le vittime delle grandi tragedie storiche (come se avessimo bisogno di sentirci simili alle Grandi Vittime della Storia per stare un po’ meglio) mi lasciano sempre molto perplesso e mi sembrano fuori luogo (e di pessimo gusto per tutte le vittime). Le persone grasse non sono come gli ebrei nella Germania nazista nè come i neri in Alabama nel 1930. Ripeto: quel ragazzino avrebbe potuto essere magro come un chiodo..se uno decide che vuole farti del male un pretesto lo trova, la colpa è solo sua.

      • http://www.dailymail.co.uk/femail/article-2691839/The-dentist-worried-I-break-chair-The-hurtful-fat-shaming-experienced-overweight-women-three-times-day.html
        Una ricerca pubblicata recentemente dal Journal of Health Psychology mostra che le persone sovrappeso subiscono in media tre episodi di “fat-shaming” (eventi stigmatizzanti) ogni giorno; l’atteggiamento nei confronti delle persone grasse ha gravi conseguenze sul loro benessere psicologico.
        Sulla discriminazione ponderale si può leggere anche qui: http://www.huffingtonpost.com/jennie-j-kramer-msw-lcsw/fat-shaming_b_5842868.html

      • Paolo ha detto:

        Nessuno nega il bullismo, nessuno nega l’insensibilità della gente (di cui però non devi essere per forza grasso per essere vittima) ma tirare in ballo la Shoah o il Ku Klux Klan vuol dire non avere il senso delle proporzioni storiche. Un sacco di gente subisce giudizi e osservazioni anche inopportune e insensibili per i motivi più disparati (l’aspetto, lo stile di vita ecc..) e soffre, senza bisogno di tirare in ballo la shoah

      • Scriveva Jean Paul Sartre ne “L’antisemitismo. Riflessioni sulla questione ebraica” (1946): “L’ebreo è qui solo un pretesto: altrove ci si servirà del negro, o del giallo.”
        Ovvio che le “ragioni” per agire con violenza contro qualcuno da un certo punto di vista sono dei meri pretesti, perché non c’è nulla di razionale nel desiderare di fare del male ad un essere umano perché appartiene ad una diversa etnia, perché pratica una determinata religione, per il suo orientamento sessuale o per il suo aspetto fisico. Resta il fatto che la discriminazione ponderale esiste: le persone grasse sono vittime di bullismo perché sono grasse. E’ questo che stiamo cercando di dire.

      • Paolo ha detto:

        io parlavo solo di avere il senso della Storia e sono stato accusato di negare le sofferenze altrui. Io mi sono spiegato più che bene, a questo punto il problema non è mio.

      • Paolo ha detto:

        sua di quello che fa del male, dico.

      • Un'altra Laura ha detto:

        Paolo, non vuoi sminuire ma lo stai facendo. Ti ho portato gli esempi più eclatanti di quello che un substrato d’odio può provocare, ma per te esiste un solo tasto on/off, per te il substrato d’odio è visibile solo quando si manifesta nei campi di sterminio. I protocolli di Sion sono stati scritti anni prima dei campi di concentramento, ma secondo te è come se non fossero esistiti, se non ci fosse stato Auschiwtz. E credi DAVVERO che la discriminazione e l’odio per gli ebrei fosse nata con le leggi razziali?
        Così, un gay che nel XXI secolo, in Italia, viene pestato all’urlo di “dagli al frocio” non viene pestato perché gay, nono, mica ci sono i campi di sterminio per gay!
        E non esiste un clima d’odio verso i grassi, non esistono grassi che soffrono, vittime di bullismo (ripeto: è la seconda causa), ma chissene importa: mica ci sono grassi schiavi!
        Avrebbe potuto essere magro come un chiodo, ma non lo era. Era grasso, come tanti ragazzini grassi e derisi per questo.
        PS: Sei andato a vedere i commenti all’articolo che ti ho detto?

      • Paolo ha detto:

        Laura, ho forse detto che non esistono persone grasse vittime di bullismo? Per favore non inventarti le cose e non attribuirmi cose che non ho scritto! io ho detto che per difendere le vittime di bullismo (qualunque sia il pretesto) non c’è bisogno di equipararsi alle tragedie storiche
        Quanto ai protocolli dei savi di Sion anche qua si stanno mettendo sullo stesso piano cose diversissime a meno che non si suggerisca che la giusta campagna di michelle obama contro l’obesità infantile è l’equivalente dei Protocolli e spero che nessuno lo dica perchè vorrebbe dire superare la barriera del ridicolo

      • Paolo, stai facendo confusione fra il fat-shaming e le campagne che invitano ad una sana e corretta alimentazione: sono due cose completamente diverse.

      • Paolo ha detto:

        il bullismo verso i bambini grassi è una cosa, i protocolli dei savi di sion sono un’altra, anche se sono tutte e due cose sbagliate

      • Un'altra Laura ha detto:

        Paolo, “ho forse detto che non esistono persone grasse vittime di bullismo?
        Secondo te non lo sono in quanto grasse. Questa è la deduzione logica di “quel ragazzino poteva pure essere magrissimo o solo molto studioso o tifare una squadra di calcio diversa dalla loro”
        Poteva, ma era grasso ed è stato aggredito per questo, e di questo stiamo parlando.
        Fosse stato aggredito per la squadra diversa staremmo parlando di violenza negli stadi.
        Insomma, noi siamo qui a discutere di un fenomeno sociale: l’avversione verso i grassi, e tu dici che la lipofobia non c’entra (l’hai detto tu!)
        È sempre la stessa identica storia: ti rifiuti di vedere i fenomeni sociali. Per te tutto è sempre e solo ascrivibile alle scelte individuali, e uno ci prova a farti degli esempi e tu travisi tutto, snervante.
        Facciamo un altro esempio che non tiri in ballo i morti: come sei vestito oggi? Come tu sei vestito è frutto di una tua scelta? Saresti vestito uguale se fossi nato nel 700? O se fossi un aborigeno australiano? Riconoscere i condizionamenti culturali non significa buttare nel cestino il libero arbitrio e la responsabilità individuale, ma capire che non siamo delle monadi che vagano nell’universo nulla.
        Bene, ora ripensiamo al fatto di cronaca: 3 uomini hanno aggredito un ragazzino dileggiandolo perché grasso. Perché il grasso viene visto come fonte di dileggio?
        PS: Michelle Obama non c’entra nulla. E il dileggio e l’aggressività non c’entran nulla con la salute. Io tutti questi fumatori aggrediti e malmenati perché fumano non li vedo (e, al contrario dei grassi, quelli fan male pure agli altri)

      • Paolo ha detto:

        no se fossi vissuto nel ‘700 vestirei in modo diverso, non ho mai negato che siamo un mix di natura e cultura e storia come non nego il bullismo contro i ragazzini sovrappeso, ma dico non fosse stato sovrappeso, anzi fosse stato magrolino l’avrebbero bullizzato lo stesso

      • Qual è il senso della tua affermazione? Perché sembrerebbe che tu stia dicendo che siccome oltre le persone grasse sono vittime di discriminazione un mucchio di altre categorie di persone, non si può parlare di discriminazione ponderale.
        E’ ovvio che la responsabilità di un atto di violenza è interamente di chi la compie, ma questo perché dovrebbe impedirci di nominarle, quelle categorie di persone? Riconoscere e nominare la discriminazione è un modo per acquisire la piena consapevolezza degli atteggiamenti discriminatori.

      • Paolo ha detto:

        non so spiegarmi meglio di così. e non ho negato le sofferenze di nessuno

      • Un'altra Laura ha detto:

        I commenti a cui mi riferivo
        http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_09/si-era-persa-giungla-ritrovata-17-giorni-con-17-chili-meno-04db7c6e-4fcd-11e4-8d47-25ae81880896.shtml
        Leggili, e dimmi se non c’è una diffusa cultura di dileggio verso i grassi, terreno fertile per gli atti di violenza.

      • Paolo ha detto:

        i commenti all’articolo del corriere dimostrano la stupidità di chi li fa, stupidità di cui sono vittime anche le persone grasse

    • Un'altra Laura ha detto:

      Paolo, fammi capire: secondo te per un puro caso del destino una 20ina di persone, tutte idiote, hanno deciso di commentare, un post su una donna dispersa e ritrovata facendo della becera ironia sul peso della suddetta. Senza alcun tipo di influenza culturale, miraccomando, ma solo guidati ognuno dalla sua personalissima idiozia: era solo un purissimo caso che fossero tutti idioti e tutti pensassero fosse divertentissimo colpevolizzare una donna perché grassa. Ci sarebbero potuti essere commenti completamente diversi, ma il destino così ha voluto. Ma ci credi veramente?!?

      • Paolo ha detto:

        siamo tutti un mix di natura e cultura (eppure c’è chi cresce in questa cultura e non scrive certi commenti). Comunque uno dei problemi di internet è che da’ agli idioti una visibilità che prima non avevano e rimaneva confinata al bar sotto casa. (idioti che nel caso specifico forse hanno anche una madre, o un padre sovrappeso a cui vogliono pure bene)

      • E’ colpa di internet???
        Perché non aggiungiamo qualche altra banalità, tipo “si stava meglio quando si stava peggio”, oppure “è la crisi dei valori”, tanto che ci siamo…

      • Paolo ha detto:

        no. è colpa di chi usa internet per esternare la propria stupidità comunque io sono stufo di vedermi attribuite cose che non ho detto eppure mi spiego benissimo

      • http://www.femaleworld.it/grassofobia-la-discriminazione-nella-realta-e-attraverso-media/ “Nel 2011 i chili di troppo rappresentavano la causa del 40,8% dei casi di vittimizzazione a scuola e nel 2013 il dato è arrivato al 93%”

      • Paolo ha detto:

        non ha nessun senso accusare ottime serie tv (opere artistiche, secondo me) come New Girl e Friends di disprezzare i grassi perchè raccontano personaggi con un difficile passato di obesi Esistono persone con il passato di Monica e Schmidt, che hanno vissuto queste cose ed è legittimo raccontarle, non è discriminazione nè negativa nè positiva, sono cose che esistono

      • Un'altra Laura ha detto:

        Mi spiace, ma non ti sei spiegato: non c’è logica nelle tue affermazioni!
        Ti chiedo: per te esiste un clima di odio, denigrazione e colpevolizzazione verso i grassi, clima da cui sfociano anche episodi di violenza?
        No, per te non esiste, per te se un ragazzo grasso viene picchiato all’urlo di “sei grasso” non viene picchiato in quanto grasso, l’esser grasso è una scusa, avrebbe anche potuto esser magro.
        E io ti faccio vedere degli esempi di come ad una notizia che non c’entra niente con il peso, nel momento in cui si vede che la protagonista è grassa i commenti si concentrato TUTTI E SOLO su quell’aspetto. La tua risposta: è internet che da fiato agli imbecilli. Ma quale internet!?! I ragazzi insultati su internet vengono poi pestati nella vita vera!! Ma no, le due cose non sono collegate, è vero, il ragazzo avrebbe anche potuto esser magro.
        Io non sto dicendo che tu non solidalizzi con la sofferenza della vittima, non ti sto mettendo in bocca un bel niente. Sto dicendo che ti ostini a negare che una società in cui l’insulto al grasso è visto come norma e accettabile (vedi commenti sul corriere della sera) rappresenta un terreno fertile per atti persecutori verso i grassi. Perché per te i grassi non sono discriminati e il fatto che l’80% dei commenti si rivolgono al fatto che sono grassi sono dovuti alla singola imbecillità e sono tutti scollegati l’uno dall’altro. Oppure no, sono frutto di “un mix di natura e cultura”, ma questa cultura non vede i grassi come qualcosa di negativo, è un’altra cultura, non so quale, spiegamela tu a questo punto.

      • Paolo ha detto:

        non ho mai negato gli atti di bullismo contro i ragazzini sovrappeso nè ho mai negato atti di bullismo contro chiunque venga visto come “debole” per i motivi più disparati. Io ritengo di essermi spiegato benissimo

      • Un'altra Laura ha detto:

        Ecco un ottimo esempio di come il fat-shaming non c’entri nulla con la salute.
        http://27esimaora.corriere.it/articolo/le-ragazze-del-volley-e-quel-52-che-non-fa-sport-perche-si-vergogna/#more-30033
        Le ragazze non fanno sport perché SI VERGOGNANO DEL LORO CORPO. In pratica in palestra ci vanno i belli e magri e non chi ne avrebbe più bisogno. Perché se un grasso esce fuori di casa per andare a fare sport viene deriso. Sta in casa, e ingrassa, e gli dicono pure che è tutta e solo colpa sua.

      • Paolo ha detto:

        conosco anche persone grasse che hanno superato la paura e in palestra ci vanno. come ad esempio l’autrice di questo blog che descrive tra le altre cose il suo percorso di dimagrimento:.http://progettofelice.wordpress.com/2014/10/08/giorno-felice-534/
        e’ terribile certamente che alcune persone obese non vadano in palestra perchè hanno paura di giudizi e insulti, io non nego affatto questi problemi, e chi insulta le persone sovrappeso che fanno palestra è un cretino e va trattato come tale

      • Un'altra Laura ha detto:

        Paolo, il punto è che i motivi per cui si è visti “più deboli” non sono “i più disparati” ma si concentrano su alcune categorie di persone, a seconda della cultura del momento. Ebrei e neri non ti van bene come esempi, te ne faccio un altro: hai presente i mancini? Un tempo eran visti come diversi, la mano del diavolo, venivano costretti ad usare la destra. Ora come ora esser mancini è quasi un motivo di vanto. Prima si era discriminati in quanto mancini, e ora no. Ma ora ci sono ragazzini malmenati perché sospettati di esser gay (e si chiama omofobia), perché hanno la pelle di colore diverso (e si chiama razzismo) oppure perché grassi ( e chiamiamola come vogliamo: lipofobia, discriminazione ponderale, boh?). E ti ho fatto esempi concreti di come la sola vista di una persona grassa scateni commenti sul suo peso anche quando si sta parlando di tutt’altro. A questo punto IO ritengo di essermi spiegata benissimo.

      • Paolo ha detto:

        poi è ovvio che per fare volley a livello professionistico, una donna e un uomo devono avere una certa fisicità, ma chiunque può provare a fare sport almeno a livello amatoriale se vuole ed è ingiusto deriderlo solo perchè vuole farlo

      • Paolo ha detto:

        comunque il link della 27ora parla di generica insoddisfazione verso il proprio corpo che ti garantisco non è una esclusiva delle persone grasse.(dubito che in quel 52% ci siano solo ragazze in sovrappeso)

  3. Paolo ha detto:

    non credo che “less than a man” voglia dire necessariamente “una donna”. Sul resto hai ragione.
    I genitori meriterebbero di finire in galera anche loro

    • E cosa vorrebbe dire “less than a man”? Se non c’entrasse il genere, avrebbe detto “less than a person”, oppure “less than a human being”…

      • Vee ha detto:

        Se nel testo ci fosse scritto “less than a man” significherebbe effettivamente “meno di un uomo”, nel senso di “inferiore a un uomo” (quindi proprio un essere diverso dall’uomo, inteso quasi sicuramente come maschio, e inferiore a esso). “Less of a man” significa “meno uomo”, nel senso di “meno virile” (ma comunque uomo, sempre inteso come maschio). Spero che si capisca, è un po’ una sottigliezza, e anche secondo me in ogni caso ci si riferisce alla femminilizzazione del maschio, però penso sia meglio essere precisi.

  4. bardhi ha detto:

    “Tutti saprebbero che sono meno di un uomo.” (ovvero una donna…)” – mi pare che “meno di un uomo” in questo caso vorrebbe dire che sono un gay, se un etero/macho viene sodomizzato teme di essere considerato gay.

  5. Mariee ha detto:

    Ritengo che…..se partissimo da una responsabilità CIVILE E PENALE anche degli educatori (tra virgolette) di questi infanti PRODIGE forse TUTTI, anche i genitori starebbero all’occhio su cosa sta facendo il proprio figlio/a e che ripercussioni hanno le sue GESTA….. colpire sui soldi allerta le famiglie…..almeno…certi tipi di famiglie con poco controllo e morale….

  6. maurozennaro ha detto:

    Ho passato da un pezzo i ventiquattro anni ma non ricordo di aver mai giocato con un compressore puntato su un orifizio di chicchessia. Eppure anche a me sono sempre piaciuti gli scherzi: sono andato in giro a suonare i campanelli delle case, ho appeso sulla schiena dei compagni un cartello con disegnato un pesce il primo aprile, ho perfino fatto scivolare una “miccetta” (minuscolo petardo carnevalesco, di quelli che i più audaci si facevano scoppiare in mano per dimostrare la propria virilità) sotto la sottana di un prete (il quale per tutta reazione disse: «Ohibò!»).
    Poi, verso i dodici anni, ho trovato cose più interessanti da fare.
    Lo spiritoso di turno, invece, ha ventiquattro anni. Può anche darsi che i bambini piccoli, ma parecchio piccoli, non abbiano una gran cognizione di causa/effetto e che ritengano che il tubo di un compressore infilato nell’ano faccia tutt’al più un gradevole e fresco solletico. Un pruritino, va’. Ma a ventiquattro anni no. A ventiquattro anni è un gesto omicida.

  7. IDA ha detto:

    Come si fa a giustificare “è uno scherzo”, questi signori hanno 24 anni, sono uomini, adulti, solo la vittima è un minorenne.. qui non mi riferisco ai genitori, ma al giornalista e non è l’unico, che sminuisce di fatto l’accaduto, che giustifica il tutto come una goliardata, e si sa che il maschio medio italico è un goliardico fin dagli anni veni del novecento. Uno scherzo non può essere un’attenuante, ma un’aggravante, come giustamente ricorda Laura.. “per futili motivi”..

    Si dice; ” i marinai sono omosessuali in mare ed eterosessuali a terra”. è ben conosciuto che in ambienti esclusivamente maschili, e in ambienti, strutturati in maniera gerarchica, appunto, marina, esercito, per non parlare dei seminari acclesiastici, o nei carceri, è una pratica che viene attuata verso i noviziati, o i più deboli, una forma di bullismo, nonnismo, un esercizio di potere, che non chiamerei omosessualità, che non ha nulla a che fare con l’amore, ma con la violenza, violenza sessuale di uomini verso altri uomini.. la storia ci dice che veniva considerato omosessuale solo chi aveva la parte passiva, non quella attiva, era simbolo di virilità.. (maschio selvatico??).. Quindi lo stigma cadeva e cade sulla vittima.. I vertici degli eserciti sono ben a conoscenza di questi fatti, e li coltivano al proprio interno, perchè i “bulli”, sono indispensabili, per l’arma vietata ma la più usata da tutti gli eserciti; quella degli “stupri di guerra”.

  8. primavera ha detto:

    Lo stigma cade sempre sulla vittima..ormai è talmente evidente.
    la violenza va fermata con pene esemplari per gli aggressori non facendo passare tutto per una goliardata o un momento no..
    ricordo la nonna che scusò il figlio che aveva ucciso sua nipote di 18 mesi dicendo che era la moglie che lo stressava..e certo!!
    Ci risiamo. .oggi per questi sodomizzatori altre pietose scuse..
    uccidono una o più donne al giorno, sodomizzano o “bullizzano” chi è “diverso”(per loro sia chiaro) per i più futili motivi eppure i media dedicano a questi gravissimi fatti non più di un articolo a meno che non si sia toccato un delinquente perché allora si smobilita mezzo mondo!
    Per una partita di calcio o un matrimonio vip giorni e giorni di servizi con commenti,polemiche e dibattiti, per un essere umano seviziato o ucciso no. .e il silenzio delle istituzioni poi? Non ci sono parole..
    panem et circenses. .a noi sta scarseggiando
    perfino il pane!

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