Perché? Perché sono un’ex prostituta

Una traduzione da As an ex prostitute, I urge all the political parties to commit to the Sex Buyer Law – Prostitution is not a woman’s right. It is the end of women’s rights.

gabbia

Sostengo la campagna End Demand, che chiede al governo del Regno Unito di criminalizzare l’acquisto di sesso e depenalizzare la vendita di sesso proposta nota come la ‘Sex Buyer Law’. E auspico che il cambiamento avvenga presto. Perché?

Perché sono un’ex prostituta.

Ho cominciato a prostituirmi a 20 anni, per gentile concessione del mio allora fidanzato’. Oggi uso il termine magnaccia’, ma allora le cose erano molto più confuse.

Sono stata venduta a sconosciuto dopo sconosciuto. A volte accadeva che facessi sesso con gruppi di uomini, a volte venivano a casa. Era terribile. Questo è, ovviamente, un eufemismo ma per certe cose non ci sono le parole. Mi è stato sempre detto che ciò che mi accadeva dipendeva me, non dai clienti – ero una sgualdrina,  una puttana, ero io la causa. Ho iniziato a bere di più e a fare uso di droghe. Quando le usavo sembrava fare meno male. Ho iniziato a diventare insensibile, a dissociarmi dal mio corpo. Ho smesso di essere me stessa. Le cose si sono frammentate. Ho perso pezzi della mia vita. La minaccia di subire violenza era costante e ho avuto la sensazione di aver perso qualcosa di importante di essermi persa. Avevo paura che sarei stata fatta a pezzi se l’avessi detto a qualcuno.

Sono finalmente riuscita a scappare dal mio ragazzo’. Ma ero distrutta. Avevo bisogno di soldi a causa della mia dipendenza e mi sentivo completamente devastata. Non sapevo come essere normale dopo anni di ciò che il mio terapeuta descrive oggi con la parola tortura. Mi sentivo ridotta a una proprietà a quattro zampe al servizo degli uomini. Così sono tornata a quello che conoscevo la prostituzione. Ma questa volta ho scelto io, giusto? La mia esperienza è che alcune gabbie sono invisibili.

Quando ti prostituisci l’anormale diventa normale. Il sesso diventa banale come fare una tazza di tè. Tutti i confini che avevo dato per scontati sono stati demoliti come la capacità di controllare cosa succedeva al mio corpo e il diritto di dire di no. Gli obiettivi cambiano e il mio era la sopravvivenza. Ho fatto quello che dovevo fare: ho sorriso quando ho dovuto, massaggiando ego così come molte altre cose. Ho iniziato a lavorare in un bordello, pensando che questo mi avrebbe tenuta al sicuro. Non è stato così. Non è possibile esercitare la prostituzione al sicuro. Una bella camera e un copriletto pulito non cambiano nulla. La violenza e l’odio fanno parte della transazione: se i clienti ti rispettassero non ti userebbero. Puzzavo di alcol, ero chiaramente un’alcolista. Ma gli acquirenti guardavano oltre, aggrappandosi alla fantasia che la consegna del denaro rendesse tutto OK. Noi ‘ragazze’ eravamo solo qualcosa da acquistare, utilizzare e poi gettare via.

I clienti non volevano me un essere umano con speranze e sogni e sentimenti. Volevano una bambola da sesso che respirasse. Qualcuno che non avrebbe protestato se facevano male. Qualcuno che avrebbe flirtato e sorriso e finto un orgasmo qualsiasi cosa facessero. Non era personale. Eppure era così personale. Toccavano me, guardavano me, erano dentro di me.

Il dolore era costante nella prostituzione. Il mio corpo doleva costantemente a causa del sesso brutale. Ma alla lunga è in testa il danno peggiore. Ho sviluppato un disturbo da stress post traumatico (PTSD). A volte non riuscivo a muovermi, a volte non potevo parlare. Avevo flashback e incubi (quando riuscivo a dormire). Ce l’ho ancora, ed è stato più di cinque anni fa che ho smesso di prostituirmi. Essere nella prostituzione ha cambiato tutto per me.

Cosa significherebbe per me se il Regno Unito adottasse la ‘Sex Buyer Law’? Significherebbe che la legge sarebbe al mio fianco, non contro di me. Significherebbe che verrebbe riconosciuto che quello che mi è successo erano abusi. Sarebbero i clienti sotto i riflettori, per una volta, sarebbero ritenuti giuridicamente responsabili delle loro azioni. Sarebbero creati dei servizi per le donne che vogliono uscire dalla prostituzione una cosa che avrebbe fatto una grande differenza per me. Ho avuto fortuna a smettere non c’era nessun aiuto disponibile. Anche ora che ne sono fuori, è difficile guarire quando l’idea che ha la società della prostituzione è che è inevitabile, che è solo lavoro’. La prostituzione non è un diritto delle donne qualcosa da proteggere. E’ la fine dei diritti delle donne. Si tratta di potere degli uomini sulle donne e le ragazze vulnerabili. Essere penetrata da sconosciuto dopo sconosciuto, gente che sussurra cose spiacevoli nel tuo orecchio, che ride se ti fa del male ti trasforma. Non è ‘lavoro’. E ‘abuso sessuale.

Quindi spero che tutti i partiti politici si impegnino a promulgare la  ‘Sex Buyer Law’ e che chi viene eletto al governo nel 2015 agisca rapidamente. Significherebbe che la legge  riconosce quanto sia dannosa la prostituzione per le donne che utilizza. Dopo che per anni il mio sentire è stato annullato – questo significherebbe tutto per me.

Testimonianze:

Prostituzione, media e mistificazioni

Trisha

L’illusione della scelta

La mia testimonianza

Voi e le vostre fantasie mi nauseate

Bevi qualcosa, Pedro

Accade a persone vere

Voci delle sopravvissute

Rinascere dalla propria vergogna

Manifesto delle sopravvissute

Sopravvissute e sex work

Quelli della gnocca

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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24 risposte a Perché? Perché sono un’ex prostituta

  1. Zorin ha detto:

    Da un blog femminista sul Corriere:
    http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-mia-vita-segretada-frontaliera-del-sesso/

    “La mia vita segreta di frontaliera del sesso”

    «Non voglio che si pensi alla solita storia di degrado», premette lei che, pur pretendendo assoluta privacy, ha scelto di raccontarsi proprio per sfatare alcuni luoghi comuni, come quello secondo cui chi si prostituisce lo fa perché sfruttato o per estremo bisogno. «Io ho iniziato perché ero affascinata dai guadagni facili: non ho pudicizia o remore morali, ho un bell’aspetto e credo che i soldi facciano la felicità. NON HO INIZIATO PER FAME, PIUTTOSTO ERO AFFAMATA DI DENARO»

    Qualche mese fa, la decisione di venire in Svizzera: «Ho un appartamento e lavoro come massaggiatrice: significa che scelgo io con chi arrivare fino in fondo. QUI MI SENTO TUTELATA: pago le tasse, la burocrazia non è lenta e sibillina come da noi, le cose funzionano e quando chiedi un permesso, che ti serva per lavorare come cameriera o come prostituta, per loro non fa nessuna differenza. NON MI SONO MAI SENTITA GIUDICATA MA, ANZI, PROTETTA. LA POLIZIA SA DOVE ESERCITO, FANNO DEI CONTROLLI.

    Le idee sono chiare e la parlantina è svelta anche quando il discorso passa allo sfruttamento: «Il mio corpo è la mia azienda, tutto qui. SE C’E’ QUALCUNO SFRUTTATO QUELLO E’ IL CLIENTE CHE DEVE PAGARE PER AVERE L’ILLUSIONE DI STARE COME ME. Io gli vendo fumo, fumo rosa». Nessuno svilimento. Stella piuttosto si sente «soddisfatta, ho una sensazione di potere. Certo, ho anche un ego spropositato». Che comunque, ribadisce, nel suo lavoro aiuta.

    «Non ho mai dormito sonni tanto tranquilli come da quando ho preso in mano così la mia vita».

    • Christina: Andai a raccontare le gioie della prostituzione ai media quando ero una prostituta; era un modo per sopravvivere. Molte volte ho riflettuto sulla questione dei “diritti”. Mi sarei risparmiata la Sindrome Post-traumatica da stress, le perdite di memoria, la depressione, i disturbi del sonno e l’ansia se avessi potuto usufruire del diritto di vedere un medico ogni settimana o fossi stata membro di un sindacato? No. I clienti di prostitute sono diversi dagli altri uomini solo in un aspetto: si trovano mille giustificazioni per giungere alla conclusione che comprare sesso è ok. Sono senza pietà quando pensano che hanno il diritto di usarmi perché hanno pagato. Giustificano le loro azioni dicendo: “Wow, sei così forte, io non potrei mai fare sesso con una di quelle deboli” . Io non potrei mai essere una di quelle che rimangono ferite… Quanto vi sbagliate! Fingere di essere forti è solo un modo per vendere la merce. (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/01/quelli-della-gnocca/)

    • IDA ha detto:

      Zorin.. cosa vuoi dire con questo? Io ho sempre pagato le tasse, quindi non esiste l’evasione fiscale? Poi si può sempre dubitare di chi è ancora in attività, ed è comprensibile, in fondo si fa pubblicità ed ha interesse ad non farsi nemici nel giro.. Ma io non voglio dubitare, sono contenta per lei.. ma la prostituzione non è fatta solo di donne felici o apparentemente tali..
      O forse più semplicemente vuoi dire, che la prostituzione è un’invenzione dell’avidità femminile? E l’uomo è l’ingenua vittima, raggirato dall’avidità femminile?
      Tempo fa sono state sequestrate 35 strutture alberghiere, intestati a prestanomi, ma facevano capo ad esponenti della mafia russa, e questi erano investimenti dai ricavati dallo sfruttamento della prostituzione, che loro gestiscono nel triangolo Viareggio, Montecatini, Firenze..
      In Germania, dove la prostituzione e regolamentata dallo stato e quindi anche lo stato diventa pappone, ci sono dei dati ufficiali.. tipo il giro d’affari che supera i 14 miliardi.. sai di questi 14 miliardi vanno alle prostitute?

      • Zorin ha detto:

        “Zorin.. cosa vuoi dire con questo?”

        Semplicemente che ogni fenomeno si può vedere da punti di vista opposti, e che dal punto di vista di riccio & Co. emerge una visione del fenomeno “prostituzione” che definire manichea e caricaturale è un eufemismo.

        Sarebbe come parlare di lavoro operaio portando sempre e solo le testimonianze di bambini sfruttati nei paesi in via di sviluppo, e concludere in base a queste che le fabbriche vanno chiuse tutte per legge e il lavoro operario considerato sempre una forma di sfruttamento e abuso, oltre a imporre di punire chiunque dia lavoro a un operaio.

        In realtà le posizioni, anche all’interno del movimento femminista, sono MOLTO più variegate rispetto al vostro becero abolizionismo. E la stessa prostituzione, lungi dal costituire sempre un abuso, è per molte donne una scelta di autodeterminazione, e le testimonianze in tal senso si sprecano. Sopratutto: sono le stesse organizzazioni che rappresentano le prostitute ad essere contrarissime alle leggi abolizioniste.
        Esempio francese:
        http://27esimaora.corriere.it/articolo/morgane-la-prostituta-che-si-scaglia-contro-le-femministe/

        Alla fine la posizione di voi abolizionisti è una posizione che vuole imporre una vostra volontà che CALPESTA la volontà delle stesse prostitute, non vi sentite un po’ staliniste in questo?

      • Scrivere sotto la testimonianza di una ex prostituta che la sua opinione sulla prostituzione calpesta la volontà delle prostitute è piuttosto ridicolo.
        Io mi limito a riportare quanto scrive chi la prostituzione l’ha vissuta, le persone che difficilmente trovano spazio nei media… Gli stessi media che invece sono sempre pronti ad accendere i riflettori su tutte coloro che si dichiarano favorevoli alla scomparsa del reato di sfruttamento della prostituzione (e quindi alla riapertura delle famigerate case chiuse). Chissà come mai.
        E a proposito delle organizzazioni pro-regolamentazione:
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/04/20/turn-on-the-light/
        http://www.massimolizzi.it/2014/02/26/chi-rappresenta-linternational-union-of-sex-workers/
        http://www.massimolizzi.it/2013/04/26/sfruttatori-che-si-spacciano-per-sex-workers/

    • IDA ha detto:

      Certo che ogni fenomeno si può vedere da punti opposti, ma nell’estorsione ( il racket della prostituzione è una forma di estorsione, è una delle atività più fiorenti delle mafie, ma sembra che non esista) nell’estorsione, c’è l’estorsore e la vittima dell’estorsione.. uno commette un reato e uno no.. io dal mio punto di vista ho empatia per la vittima, non l’estorsore, quello ci deve pensare la giustizia..
      Premesso che per me, le aziende che usano manodopera minorile, o lavoratori a nero e sfruttamento sistematico della manodopera dovrebbero chiudere e arrestati i titolari solo per la concorrenza sleale. Ma quando si parla di sfruttamento, di cosa si parla? Visto che spesso, secondo me erroneamente, si considera la prostituzione un lavoro come un altro.. Art. 36 della costituzione Italiana, dice:
      “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia UN’ESISTENZA LIBERA E DIGNITOSA.”
      Io penso che la maggioranza delle prostitute non hanno un’esistenza libera e dignitosa, se poi c’è una minoranza felice e contenta, è un altro discorso.
      Poi sul fatto che alcune considerano la prostituzione come autodeterminazione, questo è un concetto sessista, perché vedono l’autodeterminazione della donna, solo quando è oggetto. Ma lasciamo perdere, ti voglio chiedere conosci la differenza tra un sistema abolizionista e uno regolamentarista? Credo di no!

      http://bccida.wordpress.com/2014/05/25/prostituzione-quale-sistema/

      Il sistema abolizionista, come quello che è in Italia, prostituirsi, non è un reato, reato è lo sfruttamento e l’induzione.. .. ma non prostituirsi….
      In sistemi tipo quello tedesco, quello che vi piace molto, e lo considerate il massimo della libertà per la prostituta, in realtà diventa uno sfruttamento sistematico legalizzato.. lo stato stabilisce come, dove e quando e perché una può prostituirsi, e voi questo lo chiamate libertà?.. autodeterminazione?.. in più, il pappone, lo sfruttatore diventa un’ imprenditore, che ha mutui e tratta con la politica.. lui si, tratta con la politica, le prostitute non hanno voce.. perché sono l’oggetto stabilito dalla legge, l’oggetto non ha diritti.. c’è una domanda e un’offerta, e” l’imprenditore” risponde alla domanda..e la prostituta è l’oggetto della domanda.. questo è il vostro concetto di libertà?..
      Non si deve quindi difendere uno statuto di prostitute o di lavoratori/lavoratrici del sesso, ma diritti sociali collegati a ogni individuo in quanto membro della società.

      • Vale ha detto:

        Ida, inutile stare a spiegare. Zorin è la tipica persona che vuole solo trovare una giustificazione per il proprio comportamento. Lui trova giusto andare a prostitute? Allora vuole convincersi che le prostitute sono tutte allegre e contente. Non importa se per ogni prostituta che dichiara di essere contenta, ce ne sono altre 100 mila che dichiarano di essere sfruttate, seviziate e violentate, quelle non esistono. Non importa se clienti e magnaccia ne ammazzano a vagonate.
        Il metodo “abolizionista”, come dice lui, dice che la prostituzione non è illegale: ergo le prostitute “allegre e contente” potrebbero continuare ad esercitare, ma ci sarebbe modo di aiutare le altre 100 mila che NON SONO allegre e contente. Quindi, libertà per tutti.
        Eppure Zorin combatte strenuamente contro questo, per di più dicendo che siamo noi a voler togliere libertà alle prostitute.
        Capisci che ciò che dice è senza senso, si arrampica sugli specchi solo per auto-giustificare ciò che fa e non porsi il problema di avere zero rispetto per la vita di tutte le donne vittime della tratta. Tanto a lui che gli frega? Mica ci sta lui sul marciapiede, battuto a sangue dai clienti, costretto sulla strada o nei locali dai magnaccia, e che si vede per di più portati via quasi tutti gli introiti!
        Com’era? “Facile fare il gay con il sedere degli altri” (cit.)
        [non me ne vogliano i gay, era ironia]

      • Zorin ha detto:

        Il sistema che punisce i clienti si ispira al modello nordico, il quale non è abolizionista ma proprio proibizionista, in quanto considera lo scambio sesso-economico sempre un abuso, abuso di cui deve rispondere sempre il cliente.
        Il sistema vigente in italia è quello neo-abolizionista, ed è a mio avviso (e ad avviso di tante persone esperte del settore)il peggiore in assoluto: essendo a metà tra il modello proibizionista e quello regolamentarista, ne assume i difetti di entrambi senza prenderne nessun pregio. E’ la politica della testa sotto la sabbia: clienti e prostitute facciano quello che vogliono, magari in condizioni di scarsa igiene e sicurezza, che allo stato interessa solo che i bordelli non si possano riaprire.
        Modello sballato e irrazionale, tanto che sono ormai parecchie le sentenze di tribunali che invocano a gran voce una regolamentazione del settore.

        Quanto al modello proibizionista, è ovvio che criminalizzare lo scambio sessuo-economico significa spingere la prostituzione e le prostitute ancora più ai margini della società, renderle ancora più invisibili e indifese di fronte alle organizzazioni criminali. Rendere ancora più insicuro e violento tutto il mondo che ci gira attorno.

        D’altronde è la stessa cosa che succede sempre quando si criminalizza un comportamento o un settore che, in punta di logica, non adrebbe criminalizzato: si pensi alle droge leggere, al proibizionismo sugli alcolici, ecc.
        L’effetto è sempre e solo quello: aumentare il giro d’affari delle organizzazioni criminali e marginalizzare ulteriormente la “manovalanza” di quel settore.

      • Che il modello abolizionista danneggi le prostitute, non risulta sia vero nei paesi dove è applicato: http://infosullaprostituzione.blogspot.it/2014/10/le-persone-prostituite-si-sentono-piu.html
        “In Svezia una commissione indipendente e presieduta dal Cancelliere della giustizia ha concluso che la legge ha avuto effetti sostanzialmente positivi su tutte le persone coinvolte (ad eccezione dei magnaccia, dei trafficanti e dei clienti)…
        Dopo aver ascoltato le testimonianze delle donne prostituite e delle ex prostitute, degli assistenti sociali, dei poliziotti e di altre persone direttamente interessate, nel 2010 la commissione ha concluso che la legge rappresentava un ostacolo all’insediamento dei trafficanti e dei magnaccia e aveva determinato una riduzione della criminalità organizzata.”
        O ancora: “Lise Tamm, procuratore capo del tribunale internazionale di Stoccolma, davanti alla Commissione speciale francese sulla prostituzione, ha detto il 5 novembre 2013: Nel 1999, quando la legge è stata approvata in Svezia, si pensava che la prostituzione sarebbe diventata clandestina. Ora, questa legge è in vigore da parecchi anni e non abbiamo assolutamente constatato una maggiore vulnerabilità, un rischio più accentuato per le donne [che si prostituiscono]. Assolutamente. Al contrario! Esse ricevono maggior sostegno dai servizi sociali e dalla polizia che cerca di salvarle. [Che la legge sulla prostituzione abbia prodotto un aumento della clandestinità] è un mito infondato. Coloro che continuano a sostenerlo, portino le prove! Prove che io non ho mai visto. Eppure opero sul campo!…E’ un mito…E’ un argomento infondato…”
        O ancora: “Lisa Green, assistente sociale di Malmö, ha confutato il mito secondo il quale le prostitute sarebbero precipitate nell’illegalità e le assistenti sociali non sarebbero più riuscite a raggiungerle. – E’ accaduto esattamente il contrario, ha dichiarato Lisa Green – Noi diciamo chiaramente alle donne che non devono essere loro, ma i clienti a provare un senso di colpa e di vergogna. E’ per questo che si fidano di noi. Inoltre continuiamo a raggiungere le donne là dove si trovano: in strada, negli hotel, in rete” (Udienza pubblica al Bundestag, marzo 2014)

        Sul fatto che la criminalizzazione del cliente (e non della prostituta) favorisca le organizzazioni criminali si esprime il procuratore Thomas Ahlstrand di Göteborg:
        “Prima del 1999, pensavo: “Perché dovremmo intervenire nella sfera privata delle persone?” Poi ha iniziato a occuparsi della tratta delle persone a scopo di sfruttamento sessuale e ha constatato l’efficacia del modello nordico. “Grazie al divieto di acquisto del sesso, ci è più facile identificare magnaccia e trafficanti. Oggi penso che questo divieto sia una delle migliori invenzioni svedesi”.

    • IDA ha detto:

      Prima di tutto in Italia c’è un sistema abolizionista e non neo-abolizionista.
      Dici : “..il peggiore in assoluto: essendo a metà tra il modello proibizionista e quello regolamentarista, ne assume i difetti di entrambi senza prenderne nessun pregio.”
      Allora dimmi, quali sono i difetti del sistema proibizionista e regolamentistà, presi dal sistema abolizionista? Quali sono i pregi del sistema regolamentista che non ha preso? E da quello proibizionista?
      Il problema in Italia, anche se per disgrazia si riesce a fare delle buone leggi, se ne creano altre o cavilli che impediscono di realizzarle.. tipo quella sull’aborto.
      Dici mettere la testa sotto la sabbia, è vero le istituzioni da sessant’anni hanno messo la testa sotto la sabbia, la politica non ha mai creato nulla di quello che doveva fare per accompagnare la legge, tipo per il rinserimento delle prostitute nel mondo del lavoro ecc..ecc… Al contrario tutti sensibili al decoro, basta non vedere le prostitute per strada poi tutto va bene.. la legge salvaguarda la prostituta, ma in pratica questo non avviene ma non è colpa del sistema abolizionista..

      • Zorin ha detto:

        Difetti del sistema proibizionista: il sistema abolizionista, pure se formalmente depenalizza la prostituzione, di fatto prevede reati “di contorno” che si abbattono su quasi tutte le modalità di esercizio della stessa. Ad es se una prostitute esercita in casa, chi gli affatti l’appartamento è passibile di favoreggiamento, se esercita in strada e paga qualcuno per garantire la propria sicurezza, questo qualcuno è passibile di sfruttamento, se cerca i clienti è passibile di adescamento, ecc. Insomma la prostituzione è decriminalizzata sulla carta, ma ancora perseguita di fatto, e quindi come nel sistema proibizionista tende a “nascondersi” e a considerare la polizia più un nemico che un garante della propria sicurezza.
        Difetti del sistema regolamentarista: nello stesso tempo pero, siccome la legge non punisce come reato la prostituzione, il sistema abolizionista non pone un freno efficace al suo diffondersi ma anzi la incoraggia proprio come avviene nel regime regolamentarista.

        In sintesi: il sistema abolizionista favorisce la diffusione della prostituzione, ma nel mondo peggiore: favisce la prostituzione che si nasconde, che si sottrae al fisco e a ogni obbligo di igiene e sicurezza.

      • “se esercita in strada e paga qualcuno per garantire la propria sicurezza”: si proprio come il negoziante che paga il pizzo, anche lui spontaneamente paga qualcuno “per la sua sicurezza”.
        Se dobbiamo discutere di favolette, preferisco fate e folletti, Zorin.
        Ecco, i grandi vantaggi della regolamentazione: da pappone-sfruttatore a body-guard…

        A proposito dell’affittare stanze: http://consumabili.blogspot.it/2013/04/la-potente-lobby-dei-prosseneti-spagnoli.html
        “I proprietari dei locali dove si esercita la prostituzione non percepiscono una commissione sulle transazioni sessuali, ma affittano le camere alle ragazze, richiedendo, per la pensione completa, un compenso che si aggira tra i 40 e gli 80 euro al giorno. In tal modo, possono rifuggire dall’accusa di lenocinio e proclamare la propria estraneità alla tratta. La realtà, però, è molto più oscura. Nei bordelli praticano rapporti mercenari molte ragazze vittime del traffico degli esseri umani e sono i
        i proprietari i responsabili del loro sfruttamento, non appena i trafficanti le hanno condotte in Spagna. Osserva il giornalista Joan Cantareno, che è riuscito a consultare documenti importanti e ad acquisire notizie di prima mano facendosi assumere dall’Associazione Nazionale dei proprietari di bordelli,: La maggior parte dei boss della prostituzione in Spagna sono persone senza scrupoli, che ricorrono all’importazione massiccia di donne, in maggioranza sudamericane, alle quali impongono il pagamento di debiti scandalosamente elevati.”

      • IDA ha detto:

        Certo che punisce il contorno, perchè il contorno è fatto da sfruttatori. il sistema abolizionistico è l’unico che non punisce la prostituta, gli altri due proibizionista e regolamentarista puniscono solo le prostitute, sopratutto quelle vittime di tratta.
        Come ho detto in precedenza, il problema che in Italia non si sono mai fatte norme che abbiano accompagnato la legge, ma al contrario si sono fatte norme in contrasto con lo spirito della legge.. Il problema poi non è il sistema, ma la prostituzione, e si dovrebbe parlare meno di prostitute, (perchè sono solo l’oggetto del mercato) e più di clienti e papponi.. cambiare l’angolo di visuale sulla prostituzione.. ma questo in sessantanni non è mai cambiato..
        Sono contraria a tutte le forme di proibizionismo, e censure, quindi non ne parlo nemmeno, ma il sistema regolamentarista, per una prostituta è il peggiore, ed è un paradiso per i papponi che diventano imprenditori e per i clienti.. è proprio il sistema regolamentarista che facilita la prostituzione, ed non è alla luce del giorno come si favoleggia, basta vedere quello che è successo in Germania, dove per abbassare il prezzo, hanno invaso il mercato con la tratta dai paesi del’est, e non li puoi fermare perchè sono imprenditori, che rispondono alla domanda del mercato..
        Altra favola è quella della salute e della sicurezza..
        Comunque in Italia, prima della legge Merlin, c’era il decreto Cavour, .. basta fare un confronto della condizione della prostituta prima e dopo.. Con la legge Merlin, molte si ritirarono dall’attività…

      • http://consumabili.blogspot.it/2012/09/attenta-signora-ai-padroni-e-tutti.html
        “Anche se non sono degna mi permetterò di esortarla, egregia e combattiva signora, a battersi per la sua legge e farla trionfare e nello stesso tempo a battersi e a far trionfare l’ideale che fu del mio babbo: solo allora potrà esserci ancora per me non solo una speranza ma una certezza di vera vita.” Da “Lettere dalle case chiuse” a cura di L. Merlin, C. Barberis, Edizioni Avanti!, Roma 1955

  2. elinepal ha detto:

    L’ha ribloggato su elinepale ha commentato:
    Dovere di ogni persona lottare perché questo non accada

  3. nanageisha ha detto:

    L’ha ribloggato su smetto quando voglioe ha commentato:
    quando il mondo non avrà più bisogno delle puttane sarà un’altra era

  4. nanageisha ha detto:

    esiste un mondo dove una donna possa sentirsi sicura?

  5. alex ha detto:

    ma questo gruppo è anche contrario al porno? per coerenza dovrebbero esserlo visto che prostituzione e pornografia sono in pratica quasi la stessa cosa.

  6. alex ha detto:

    quelli del sito end demand.

  7. Pingback: Porno & Violenza | Nuvolette di pensieri

  8. imbebaa ha detto:

    L’ha ribloggato su randomwriterr.

  9. lara ha detto:

    Sono una giornalista. Ogni giorno torno a casa fino al Divino Amore, a Roma. Sul mio cammino decine e decine di prostitute. Mi fermo. Vorrei dire loro qualcosa. Sono mesi che le incontro e non credo che mi abituerò mai. Ma non vorrei che si sentissero in qualche modo offese da me. Possiamo parlare, sentirci? Sarebbe una bella cosa per me. Lara

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