Perché #NotAllPorn non è un argomento

Una traduzione da  “#Notallporn: Why the “Good Parts” Don’t Matter“, di Jonah Mix

Sulla prima pagina del più popolare sito pornografico della Terra, ci sono i video con titoli che mi fanno stare male. Titoli come “Alla stupida puttana piace scopare davanti alla telecamera”, “Stronza del ghetto scopata da un cazzo bianco”, “Lei ha bisogno di contanti”, “Lui ha bisogno di figa”. Ho dovuto premere solo un paio di tasti e mi è bastato un clic per trovarli. Pochi click in più e avrei potuto vederne più di 100.000. Si tratta del porno che esiste in questo momento e, ci dicono le statistiche, è il porno che la maggior parte degli uomini sceglie di guardare. Non è esagerato dire che la maggior parte degli uomini d’America, e probabilmente la maggior parte degli uomini del mondo, trova soddisfazione emotiva e fisica da materiale che sarebbe definito hate speech se riguardasse soggetti diversi dalle donne.

Noi uomini, tutti noi, ci rendiamo conto di quanto violenta sia l’industria del porno. Se sei uno di quelli che sostiene che non lo è, fa’ questo per me: connettiti ad un sito porno e leggi i titoli. Blocca tutte le immagini, se puoi. Poi chiediti: è questo il modo in cui parliamo degli esseri umani? È così che gli esseri umani parlano l’uno dell’altro? E poi rifletti sul fatto che non è solo una questione di parole. Ci sono anche le azioni. Questo è quello che gli uomini fanno alle donne – veri uomini che fanno del male a donne reali nel mondo reale. Chiedo agli uomini di fare solo questo, cercare i titoli, e scommetto che più di uno piangerà. Non dovrebbe essere scioccante; quando non siamo ottenebrati dall’eccitazione sessuale, è difficile vedere il modo in cui noi in quanto uomini trattiamo le donne e fare qualcosa di diverso dal piangere.

Purtroppo, non tutti gli uomini accettano questa sfida. Alcuni sono abbastanza onesti dal dire che semplicemente non gliene frega niente. Pochi altri sosterranno in modo irragionevole che “Punire una teenager nera” in realtà non è un titolo razzista e misogino che incita all’odio. Ma la maggioranza dirà qualcosa di diverso. Ricorreranno alla difesa più classica: “Beh, è assolutamente vero, questi video sono orribili. Non sono a favore di questa roba. Ma si sa, non tutto il porno è così. Ti stai concentrando sulla parte peggiore del porno”. E, naturalmente, questo tecnicamente è vero. C’è una pornografia là fuori che non rispetta gli standard perversi dell’industria. Magari ci sono addirittura dei video là fuori che si potrebbero classificare come female-friendly, o addirittura femministi. Ma per capire perché questa è un’argomentazione debole e un modo di ragionare che ha risvolti terrificanti, ci dobbiamo concedere una breve pausa filosofica.

Conoscete il Trolley Problem? C’è un treno che sfreccia contro una macchina bloccata sui binari. Nella vettura ci sono cinque persone che sicuramente moriranno se non si tira la leva e si devia il treno su una diversa rotaia. Il problema è che sull’unico percorso alternativo c’è un lavoratore immobilizzato. Si tira la leva causando la morte di un unica persona o non si fa nulla e si lasciano morire cinque persone?

I filosofi hanno dibattuto sulla risposta corretta per decenni. E non importa dove esattamente ci si colloca nel dibattito, il punto è che questa decisione, come la stragrande maggioranza delle decisioni che prendiamo, prevede l’esecuzione di ciò che è chiamato calcolo utilitaristico. Si tratta di un termine di fantasia, ma il concetto è in circolazione dalla notte dei tempi: al momento di decidere cosa fare, si dovrebbero valutare tutti i possibili risultati per considerare quale decisione porta a quello migliore. Un calcolo utilitaristico a proposito del Trolley Problem ci porterebbe a decidere di tirare la leva, perché il non farlo comporterebbe una famiglia di cinque sterminata da un treno e si tradurrebbe in una perdita nettamente maggiore.

Sebbene l’utilitarismo di solito sia in linea col senso etico della maggior parte delle persone, pochissime persone sono quello che voi chiamereste utilitaristi puri. La maggior parte di noi, per esempio, mai concorderebbe nell’infliggere una enorme quantità di dolore ad un solo innocente, anche se una simile azione comportasse una maggiore quantità di gioia nel mondo. Tutti noi abbiamo quello che Robert Nozick chiama vincoli collaterali – regole che vanno ad incidere sui nostri calcoli. Alcuni esempi sono principi generali quali “Non danneggiare persone innocenti” o “tieni conto delle esigenze di chi sta peggio innanzi tutto”, oppure specifiche restrizioni analoghe a “non torturare” o “evita di non mantere le promesse”. Quando valutiamo tutte le possibili conseguenze di una decisione (o delle decisioni degli altri), scegliamo la linea di condotta che comporta il risultato più positivo per tutti gli interessati, entro i limiti che ci siamo prefissati. Roba abbastanza semplice.

Così, quando qualcuno si lamenta che gli attivisti anti-porno si concentrano solo sul “porno cattivo”, quello che stanno realmente dicendo è che esiste da qualche parte un “porno buono” e che un giudizio etico sull’industria della pornografia non può prescindere dal considerare e valutare quelle “parti buone”. In altre parole, quello che propongono è un calcolo utilitaristico: si prende il male, si prende il bene, si mescolano insieme ai vincoli collaterali, e si vede se il risultato è positivo o negativo.

In genere consideriamo lo stupro, l’abuso, l’umiliazione, il razzismo, la misoginia e la degradazione tra le peggiori cose al mondo, e queste sono tutte cose delle quali l’industria della pornografia è piena. Si potrebbe pensare che se avessimo tutti i medesimi vincoli collaterali, sarebbero quelli che esistono per contrassegnare come off-limits cose come la crudeltà sessualizzata e la violenza. La maggior parte degli esseri umani, se venisse loro posta la domanda, risponderebbe che non considera lo stupro un costo ragionevole, a prescindere dal risultato, anche riuscendo ad immaginare qualche scenario bizzarro nel quale potesse produrre un grande beneficio. Ma anche lasciando fuori i vincoli collaterali  e ricorrendo ad un semplice calcolo che mette a confronto piacere e dolore, devi ottenere qualcosa di dannatamente buono per compensare dei risultati che la maggior parte degli esseri umani normali istintivamente considera inaccettabili.

E con questo in mente, vi chiedo: che cosa la gente pro-porno può mettere sul piatto della bilancia per compensare questo flusso infinito di brutalità, abusi, umiliazioni, e dolore? La risposta? Gli orgasmi!

Per tutte le persone pro-porno che sproloquiano di esplorazione sessuale e libertà sessuale, e sciorinano tutte le altre parole in voga che fanno pensare che stiamo parlando di qualcosa di diverso da persone che scopano davanti ad una cinepresa, ammettiamo per favore che la pornografia è prima di tutto un meccanismo di consegna orgasmi. Questo è lo scopo, nient’altro. Ora, questo non significa che in teoria non è possibile infarcire la cosa con qualche proclama artistico o qualche dichiarazione personale ma chiedetevi: quanto porno ci sarebbe in giro se agli uomini fosse impedito di masturbarsi mentre lo guardano? A prescindere dalla quantità di “buon porno” messo in scena con gusto, sarebbe comunque una fortuna riuscire ad accumulare più di sei risultati in rete se gli uomini sapessero che non è consentito eiaculare entro la fine del video.

Hey, non fraintendetemi: gli orgasmi sono grandi! Non è una posizione particolarmente coraggiosa proclamarsi pro-orgasmo; tuttavia, generalmente è malvisto chi afferma che una certa quantità di orgasmi può giustificare la violenza sessuale e l’odio nei confronti delle donne su vasta scala. Che alla fine è quello che queste persone sostengono allo scopo di salvaguardare il loro accesso al porno. Quando si invita qualcuno a visionare quella sfilata infinita di crudeltà inflitte senza tradire alcuna emozione che è la moderna industria della pornografia, e la prima risposta che si riceve è una critica al vostro concentrarvi solo sul “porno cattivo” ignorando quello buono, quello che quelle persone stanno realmente dicendo è semplicemente:Sì, è tutto vero, ma forse ne vale la pena.”

Quindi pongo agli uomini pro-porno una semplice domanda: “Secondo i vostri calcoli, quanti orgasmi valgono uno stupro? Quante eiaculazioni valgono un corpo spezzato? Se l’umiliazione di una donna può far venire dieci uomini, è un risultato accettabile? E se a venire fossero un centinaio di uomini? Un migliaio? E se l’industria del porno non potesse esistere senza la sofferenza a causa delle violenze sessuali, delle lesioni e degli abusi emotivi di una certa percentuale delle donne coinvolte anche una piccola percentuale, una donna su cinquanta, diciamo quanto valore occorrere attribuire alla vostra eiaculazione per giustificare il perpetuarsi di quella sofferenza?”

Se non è questa la vostra linea di difesa, allora che cosa rimane? So che si potrebbe pensare: “Beh, non dobbiamo prendere il male con il bene. Possiamo solo sbarazzarci di tutto il male fino a che non rimane solo il bene.Ma a questo punto la domanda diventa: “Siete disposti a rinunciare al consumo di porno fino al giorno in cui l’industria della pornografia sarà purificata dagli stupri, dagli abusi e dalla misoginia quando sarà in circolazione solo ed esclusivamente  un buon porno“? Non credo che lo siate, perché non credo che nessuno di noi creda veramente che quel giorno arriverà.

Sarò onesto: io non credo che esista un “buon porno“. So che non l’ho mai visto. Francamente, io non sono nemmeno sicuro di sapere che genere di porno sia il “buon porno”. Non lo trovi nella lista bestseller dell‘Adult Network Video e non è in mostra sugli scaffali dei sexy shop. Non è sulla prima pagina di un sito porno mainstream e non è certamente nelle nostre storie di internet. Incredibilmente, l’unica cosa più difficile da trovare di questo cosiddetto buon pornosono gli uomini che vorrebbero guardarlo; qualcosa mi dice che gli uomini che scaricanoBrutal Bangz” non sono in lutto per la mancanza di un’alternativa femminista.

Non c’è mai stata un industria del sesso che non abbia glorificato lo stupro. Dalle terme della Grecia antica fino alla rivista Hustler, la storia del mercato del sesso è la cronaca di un ininterrotto dominio maschile. Trovo difficile credere che esista una pornografia in grado di spazzare via una crudeltà che esiste da 10 mila anni. Devo aggiungere che se sono sicuro al 99% che il buon porno” non esiste, sono sicuro al 100% che non esiste un porno in grado di sradicare la fame nel mondo, portare la pace alle nazioni e risolvere i problemi dell’ambiente e questo è quello che secondo me potrebbe solo avvicinarsi ad un risultato atto a giustificare la violenza sessuale necessaria per produrlo. E sapete una cosa? Anche così non sarebbe giustificabile, non lo sarebbe ancora.

Così la prossima volta che qualcuno ti dice che ti stai concentrando sul “porno cattivo”, chiedigli di mostrarti quello buono. Sarebbe abbastanza incredibile, vero? Chiedigli di mostrarti il video magico che sistemerà tutto, l’ .mp4 leggendario che farà scomparire “Stronza del ghetto scopata da un cazzo bianco”. Possono farlo? Possono guardare gli stupri, i traumi, la celebrazione impenitente e fiera della misoginia, e giustificarli con qualcosa di diverso da un bell’orgasmo? E se non possono, allora penso che sia ora che gli uomini si facciano un po’ di calcoli da una parte ci sono pochi secondi di piacere e dell’altro la nostra umanità. Penso che sia abbastanza chiaro da che parte pende la bilancia.

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262 risposte a Perché #NotAllPorn non è un argomento

  1. Paolo ha detto:

    ma c’è pieno accordo su cosa è porno e cosa no? Io vedo che questa parola viene spesso usata per stigmatizzare immagini erotiche o di sesso esplicito, che non sono porno. Quando si tirano in ballo le terme della grecia antica e si mettono sullo stesso piano dei pornazzi violenti di internet io un po’ mi preoccupo

    • Stai sostenendo che l’antica Grecia non era una società misogina?

      • Paolo ha detto:

        assolutamente no. sto sostenendo che ci andrei piano coi paragoni

      • Non credo che l’autore intendesse dire che i video che si trovano su you-tube oggi sono identici alla pornografia del passato; a mio avviso intendeva dire che dalle prime immagini pornografiche a quelle di oggi, la pornografia rappresenta la dominazione maschile.

    • Sandra ha detto:

      Anche chi non ha mai avuto intenzione di vedere un porno sa cosa è un porno, io invece trovo molto preoccupante che tanti uomini si eccitino sessualmente visionando materiale che in realtà fa vomitare e dato che il sesso si fa in due non mi tornano i conti. Tutto questo non dovrebbe più essere considerato normale e già sarebbe un grande passo.

      • paolam ha detto:

        Sì, infatti quello che manca a questo articolo è l’ultima domanda: come è possibile che un’attività di sopraffazione sadica possa essere vissuta come “pochi secondi di piacere”? A occhio, mi sembra una patologia. Certo una patologia antropologico-culturale maschile, ma sempre tale. Anche al bisnonno Freud su questo tema gli mancavano parecchie connessioni e/o passaggi e ha tirato via che è una bellezza. Detto da lettrice ignorante. Attendo le psicostudiose.

  2. Maura ha detto:

    Credo che tutti risponderebbero che si tratta di “finte”, perché nessuno viene realmente stuprato, violentato, umiliato, picchiato….. son solo professionisti che fanno finta.
    Come nei film normali dove c’è moltissima violenza, ma fan tutti finta. Di uccidersi, ma nessuno muore, di picchiarsi, ma nessuno si picchia, ecc. Certo la differenza tra porno e film normali è che la violenza dei film normali non viene esaltata, in genere, ma a volte sì, nel senso che il padre che stermina una intera banda che gli ha ucciso un figlio è un eroe, o Rambo che stermina russi, o quello che sterminava indiani per salvare la diligenza dei buoni bianchi.

    Poi ( io non me ne intendo) si discuterà se tutta questa violenza (porno e no) sia propedeutica a far considerare (dai e dai) la vera violenza come normale, oppure se la violenza finta sia uno scaricatoio che esorcizza la violenza vera, incanalando gli istinti peggiori verso una fruizione simulata…..

    (io propendo per la prima che ho detto)

    • Che sia tutto “finto” non è del tutto vero. Per questo ho messo il link ad un mio post che tratta della storia di Linda Lovelace e ad uno che rimanda a questo articolo: http://therapy-space.org/2013/09/11/could-you-be-a-virtual-abuser/, dal quale cito:
      Back in spring, PRUK talked to an ex-porn star via Skype about her time in the industry… There was one sentence in particular during our conversation with her that struck us deeply at PRUK: ‘You’ll not be able to tell it if you’re watching my movies, but in 4 of them I was raped …’.
      Traduco: la scorsa primavera Pruk ha avuto una conversazione con una ex porno-star via Skype sui suoi trascorsi nell’industria (del porno)… Una frase della conversazione con lei ci ha colpito particolarmente: “Non saresti in grado di rendertene conto guardando i miei film, ma in 4 di questi sono stata stuprata…”

      • Animabella ha detto:

        Me l’immagino, il braccio destro del regista con la mitraglietta puntata, mentre l’attrice, bloccata da corde invisibili, urlava e piangeva. Intanto, l’attore faceva il proprio sporco lavoro, sicuramente eccitato dalla crudeltà della situazione, come ogni lercio bipede penedotato. Ogni tanto lo stupro si interrompeva per regolare le luci e spostare le telecamere, com’è necessario su qualsiasi set; nel frattempo, qualche assistente (maschio) si premurava di prendere a ceffoni l’attrice, per aiutarla a mantenersi nel ruolo. Dopodichè le riprese ricominciavano e lo stupro pure, badando a conciliare la sopraffazione con posizioni consone alla telecamera, difficilissime anche qualora gli interpreti siano tutti entusiasticamente collaborativi; anche perchè devono essere mantenute per lungo tempo (eh sì, una scena hard richiede un montaggio, come ogni tipo di ripresa cinematografica).
        Un po’ di PRUK in meno e di documentazione in più su come si gira un film, di qualsiasi tipo?

      • Cara Animabella, se hai della documentazione da fornirci, forniscicela. Ogni critica che si rispetti alla pars destruens dovrebbe abbinare una qualche argomentazione che non sia mero sarcasmo, non credi?
        Intanto ti segnalo un’iniziativa dal titolo “date my pornstar” https://antipornfeminists.wordpress.com/2014/02/07/date-my-porn-star-follow-up/, in cui una abituale consumatore di porno è portato sul set di un film pornografico, nel quale si scontra con la cruda realtà: otto ore di riprese, durante le quali le attrici, visibilmente alterate dalle droghe, sono obbligate a continuare nonostante esauste, fisicamente e psicologicamente.
        Poi ti consiglio anche la lettura di questo: http://www.massimolizzi.it/2013/09/22/limpotenza-contrattuale-degli-attori-e-delle-attrici-hard/

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        In psicologia l’utilità della catarsi è controversa. In genere si pensa che reprimere un sentimento sia dannoso, mentre esprimerlo dovrebbe liberarci, ma è vero solo fino a un certo punto. Ci sono studi che dimostrano che prolungare lo sfogo della rabbia la alimenta invece di farla sparire. Io posso avere l’impulso di spingere la persona che mi ha dato una botta sulla metro, ma dura un attimo: poi combatto il pensiero, lo scaccio. Se invece comincio a fantasticare giorno dopo giorno di trovare quella persona e buttarla sotto un treno, sto facendo l’opposto di sfogare la rabbia, la sto alimentando. Il consumo di pornografia violenta mi sembra più simile a questo che a una catarsi benefica, lo dimostrano i tanti casi di dipendenza.

      • Paolo ha detto:

        Rasoio, insisto che le accise generiche ai film horror sono sbagliate. Se poi tu sei per la censura mi spiace ma io sono contrario e lo sarò sempre

        Sulle sigarette: è provato che fanno male ma non sono proibite: ci sono delle limitazioni come è giusto che sia, i consumatori sono informati giustamente sulla loro pericolosità per la salute, ma se uno vuole fumare fuma
        Per conto mio sarei favorevole a legalizzare anche la marijuana con le stesse precauzioni che ci sono per le sigarette

      • Mi dici esattamente dove io o le altre commentatrici abbiamo parlato di censura?
        Io non credo che l’obiettivo di un articolo come quello scritto da Mix si ponga l’obiettivo di far approvare una legge che vieti la pornografia, ma che sia un articolo rivolto agli uomini che fruiscono la pornografia, affinché prendano coscienza di un diverso punto di vista sul fenomeno.

      • Paolo ha detto:

        Riccio, lo stupro è un reato, l’omicidio è reato..se io affermo che la tal opera fomenta dei reati violenti o fomenta un clima che porta la gente a commettere reati violenti è ovvio che non posso tollerare che quella opera stia in circolazione quindi ne sto implicitamente chiedendo la censura in nome della sicurezza delle persone (ripeto: la censura ha sempre motivazioni nobili). So che non volete ammetterlo perchè essere dei censori vi fa fare brutta figura però non si scappa: se dico “la tal opera è un invito a commettere violenza quando non è una violenza essa stessa ma non voglio vietarla” allora c’è un piccolo problema di coerenza

      • Non c’è affatto un problema di coerenza. Questo articolo è un appello alla coscienza delle persone. Chi scrive si rivolge ai fruitori di un certo genere di porno dicendo: vi rendete conto che un film del genere è un inno alla violenza di genere? Vi rendete conto che “stupida puttana” o “Stronza del ghetto” sono insulti che hanno a che fare con la discriminazione razziale e di genere, e che vi eccitate insultando un altro essere umano? La speranza è che prendere coscienza di questo fatto (piuttosto ovvio, direi) arrivi a ridurre l’utenza di un certo tipo di prodotto. Se non c’è utenza, il prodotto scompare da sé, senza bisogno di censura.

      • Paolo ha detto:

        quindi la tattica è far sentire in colpa chi guarda i porno o un certo tipo di porno che andrebbe per la maggiore? Capisco

      • Ma “stupida puttana” è un insulto o no? Se entrassi in un bar ed apostrofassi la barista “stupida puttana, portami un macchiato caldo” come reagirebbe la barista? Ti domando: perché a letto dovrebbbe essere diverso?

      • Paolo ha detto:

        Riccio, a letto non è al bar..ci sono persone che a letto amano farsi fare o dire cose che altre persone trovano disgustose e umilianti. Pensa al sadomaso..
        Ma la stessa barista che giustamente si offende se un cliente la chiama “stupida puttana” potrebbe gradire essere chiamata “fottuta porca” e similari dal suo amante nell’intimità, forse le piace farsi sculacciare o le piace sculacciare lui perchè è un gioco tra amanti 8è ovvio che se lo fa uno sconosciuto si becca un ceffone o una denuncia)

        è come la parola “negro”: in bocca a Borghezio è razzismo, in un film di Tarantno è un’altra cosa: cambia il contesto, cambia il significato
        Non verrò a raccontarti che a certe persone piace pisciare o farsi pisciare addosso dall’amante, ma pensiamo a cose molto più ordinarie e sdoganate come il sesso orale: ad alcuni piace e ad altri no..quando si parla di sesso non c’è nulla accettabile o inaccettabile in assoluto..l’unica cosa inaccettabile è la mancanza di consenso

      • Ok mi avete costretto a farmi un giro sui siti specializzati. E vi posso assicurare che spesso e volentieri il cosiddetto BDSM non c’entra niente, visto che ciò che ho trovato non è un teatrino di gente che gode nell’essere sculacciata, ma veri e propri abusi, tanto che la parola “abuso” e “stupro” ricorrono spesso nei titoli; per citarne alcuni “violenza sessuale su figlia” (a questo titolo corrisponde un primo piano di una ragazzina in lacrime, col mascara che cola sulle guance), “figlie abusate che fanno pompini ai padri e ai fratelli”… Tutto questo, più che BDSM mi sembra configurare la fattispecie di apologia di reato.
        Come dice l’autore del post che ho tradotto, mi sono bastati un paio di click.

      • Paolo ha detto:

        l’apologia di reato è un reato esso stesso. Se credi che quei filmati siano reati dovrebbero essere denunciati almeno alla polizia postale.

      • Grazie per avermi informato che l’apologia di reato è un reato 🙂
        Io credo sì che titoli del genere siano delle palesi istigazioni a delinquere. E tu cosa credi, invece?

      • Paolo ha detto:

        Posso solo dire che non ho visto quei filmati e mai li vedrò proprio perchè i titoli mi creano repulsione, certamente se sparissero dal web non avrei nessun problema ma chi mi garantisce che ci si fermerà lì?

      • Vedi, Paolo, il pendio scivoloso è una fallacia logica. http://www.fallacielogiche.it/index.php?option=com_content&task=view&id=48&Itemid=62
        Cosa ci garantisce che il condannare l’abuso sessuale e la violenza sulle donne comporterebbe la perdita della libertà di espressione?

      • Paolo ha detto:

        La condanna degli abusi sessuali è fuori discussione. Ma indicare le immagini (parlo di quelle in cui nessuno viene ucciso o stuprato davvero) come causa o concausa di reati violenti non mette a rischio la libertà di espressione? Secondo me sì poichè il diritto di non subire violenza è più importante del diritto di guardare certe immagini se stabiliamo che quelle immagini portano a commettere reati violenti, quelle immagini devono sparire.
        Per me i divieti ai minori sono sufficienti

      • “Ma indicare le immagini (parlo di quelle in cui nessuno viene ucciso o stuprato davvero) come causa o concausa di reati violenti non mette a rischio la libertà di espressione? Secondo me sì.” Quindi, mi pare di aver capito che non percepisci i titoli che ti ho citato come esempi di istigazione a delinquere, visto che non sono riprese di “veri” abusi…

      • Paolo ha detto:

        percepisco quei titoli come disgustosi, ma penso che chi guarda quei filmati e poi commette reati violenti li avrebbe con ogni probabilità commessi anche senza quei filmati

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        Se mi mostri chi ha parlato di censurare i film horror ne riparliamo. Ho solo fatto notare che dire “X non ha effetti immediati e visibili su tutta la popolazione, quindi non fa male” non è un ragionamento valido”. Per questo esistono le ricerche. Se ci affidassimo alle osservazioni superficiali, le sigarette sarebbero ancora promosse come medicinale per la tosse.

      • Paolo ha detto:

        confermo quello che ho scritto

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        Un sacco di gente non indossa le cinture di sicurezza e sopravvive, questo vuol dire che andare in macchina senza cintura non è pericoloso. Un sacco di gente fuma e non sviluppa il cancro, questo prova che il fumo non fa male. /sarcasmo

      • Paolo ha detto:

        anche l’obesità è provato che fa male ma il junk food è ancora legale e se provassero a vietarlo in nome della salute (la censura ha sempre nobili motivazioni) si griderebbe giustamente ad un attentato alla libertà personale.
        E comunque l’argomento d rasoio si può facilmente ribaltare: esistono persone vegetariane e che fanno jogging ma si ammala lo stesso, ciò NON dimostra che le verdure e il jogging facciano male.
        Ricordo inoltre che il libro più citato dai serial-killer per giustificare le proprie azioni non è un romanzaccio horror o splatter o porno, ma la Bibbia..e se fosse la Bibbia o il Corano a fomentare la violenza? Ci avete mai pensato? E lo insegnano ai bambini!! Portano i bambini a vedere l’immagine di un uomo crocifisso e sanguinante! Siete sicuri che sia sano? 🙂

        Comunque se i lavoratori subiscono abusi sul posto di lavoro si combattono gli abusi, non il lavoro in sè..tantissime lavoratrici e lavoratori sono sfruttati nell’industria manifatturiera: malpagati, costretti a lavorare in condizioni insalubri nessuno pensa di vietare il manifattuiiero per questo, nè si chiede la chiusura del settore agricolo quando si scoprono lavoratori e lavoratrici in condizione di schiavitù (anche sessuale come aviene nel Ragusano)..chissà perchè l’industria porno è l’unico caso dove questo non vale

      • Vale ha detto:

        @Paolo: se uno vuole fumare, fuma? Liberissimo. Fintantoché non viene a fumare dove IO ho il sacrosanto diritto di respirare. Finché il suo fumare non impesta l’aria che TUTTI dobbiamo respirare. A quel punto, se vogliono fumare che lo facciano in una boccia di vetro, chissà che il tumore ai polmoni se li porti via in fretta e senza spese per la sanità mondiale. Si capisce che sparerei in bocca a tutti gli idioti che fumano?
        Allo stesso modo, puoi guardare film horror finché non prendi un’accetta e vai in giro ad ammazzare gente. E puoi guardare film porno violenti finché la violenza poi non si espleta nella vita comune.
        Fammi pensare: come vengono trattate le donne nella società? Ah, già, uno schifo, anche a causa della visione malata e distorta che ne dà la pornografia. E il fatto che tu dici “ma no, non è così” non cambia di una virgola tutti gli studi scientifici che dicono l’opposto.
        Tu puoi fare quello che vuoi per farti del male, finché non ne fanno le spese gli altri. “La mia libertà finisce dove inizia la tua”, presente? Ecco.

      • Paolo ha detto:

        Vale, la prova provata che il fumo faccia male c’è (anche se non tutti si ammalano di tumore), hai la prova provata che ogni stupratore, ogni marito violento sia un consumatore fanatico di pornografia e che i suoi comportamenti siano direttamente causati o influenzati dal porno tanto da affermare che se non avesse mai visto un porno in vita sua sarebbe diventato un marito modello? No, non ce l’hai
        E se il marito violento fosse che so, un appassionato di letteratura russa? Daresti la colpa a Puskin? Ma di che stiamo parlando?

        Chi guarda i porno non viola la tua libertà fino a quando non ti lega ad una sedia e non ti obbliga a guardarli e ti minaccia di morte se non fai quelle cose con lui..fino a quando non succede lui può guardare roba che farebbe vomitare te e credo anche me.

      • Paolo ha detto:

        c’è una ricerca che dimostra che gli stupratori e gli uomini abusanti verso le donne sono resi tali dalla pornografia? Mi pare strano…e un po’ de-responsabilizzante nei confronti di questi uomini

      • No, c’è una ricerca (e non solo una) che sostiene che la visione di porno influenza il modo in cui i fruitori percepiscono le donne.

      • Paolo ha detto:

        io avevo chiesto: dimostratemi che chi stupra e uccide le donne lo fa a causa dei porno che ha visto (quindi si presume che se non li avesse visti sarebbe diventato un cittadino modello), prendo atto che non c’è una risposta.

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        Se i tuoi standard per la prova scientifica sono questi, sono spiacente di informarti che non esistono neanche le prove che le sigarette e il junk food fanno male. Nè che l’obesità sia un rischio per la salute. Né del surriscaldamento climatico, e persino dell’evoluzione. In effetti, non esiste la prova di niente di niente. Non esiste scienza che possa proclamate la CAUSA UNICA con la prova del DNA come in un episodio di CSI. Non è questo la scienza. Ma uno studio può misurare la propensione a commettere violenza prima e dopo l’esposizione a materiale violento, isolando l’esperienza in modo da escludere altri fattori. E uno studio può dimostrare che c’è tra una correlazione statistica significativa tra l’avere un’ idea di sessualità violenta e aggressiva e il commettere effettivamente violenza. In altre parole “esposizione a materiale violento -> aumento delle idee violente”. E “idee violente -> maggiori probabilità (non certezza!!) di commettere violenza”. Prima di dichiarare scacco matto, bisognerebbe farsi le basi. Oppure si può negare la scienza, come i creazionisti…

      • Paolo ha detto:

        io so che la comunità scientifica è al momento concorde in grande maggioranza sull’evoluzione e sul fumo, e sul junk food..non lo è o lo è molto meno sul legame tra film violenti e aumento di reati violenti nella realtà.

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        Giusto perché so che prendi tutto in maniera spaventosamente letterale, e non capisci bene il sarcasmo e le analogie, preciso che io non sto negando l’evoluzione. Sto dicendo che devi essere coerente. Non è che accetti solo gli studi che confermano le tue idee preconcette. La scienza misura probabilità, non certezze.

      • Paolo ha detto:

        cercando su internet si trovano “ricerche” su tutto e il contrario di tutto, ma ripeto ci sono temi su cui per adesso la comunità scientifica è concorde in maggioranza altri su cui la discussione è aperta

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        Io non cerco su internet, io leggo pubblicazioni scientifiche da anni e ho sugli scaffali interi libri pieni di centinaia ricerche i cui risultati sono concordi, libri che io ho letto e studi che sono stati replicati e revisionati e trovati corretti da altri scienziati in università prestigiose. E li ho letti dall’inizio alla fine, e ho letto le critiche a questi studi. Poi non so cosa hai letto tu. A me risulta che la comunità scientifica sia concorde che siamo influenzati dai media che consumiamo, ci sono intere biblioteche sull’argomento. Ma ribadisco, se cerchi il legame univoco causa-effetto, non lo troverai un nessuna branca della scienza, e non è questo il punto. Non avremo mai la certezza al 100% che il cambiamento climatico è causato dall’uomo, ma siccome è una grave minaccia, non stiamo ad aspettare una certezza matematica che non esiste. E’ il principio di cautela. La gente dovrà usare meno la macchina? Pazienza, sempre meglio che mandare in malora il pianeta. Se io ho torto, il peggio che succede è che in giro ci sarà meno porno violento, e meno rappresentazioni misogine. Credo che sopravviveremo. Ma se ti sbagli tu, un sacco di cose orribili che si potrebbero ridurre o prevenire continueranno a succedere. Qual è il male peggiore?

      • Paolo ha detto:

        se nel nome del “principio di cautela” dobbiamo limitare per legge o abolire i filmati porno internettiani di cui si parla qui, io non avrei obiezioni particolari..ne avrei invece se si iniziasse a pretendere censure analoghe (perchè se pensi che la tale immagine stimoli la violenza contro le donne non puoi tollerare che quella immagine circoli liberamente quindi ne chiedi la censura) contro fumetti, film, telefilm, romanzi (perchè no?) che secondo qualcuno o molti hanno contenuti che “esaltano” la violenza.
        E poi se è giusto limitare l’espressione artistica nel nome del principio di cautela (poichè certamente il diritto di non subire violenza è più importante del diritto di guardare il tal film o leggere il tal libro) mi attendo che anche il diritto di mangiare quel che si vuole e quanto si vuole venga limitato per legge nel nome del principio di cautela..temo però che in questo caso molti che commentano qui griderebbero all’attentato contro la loro libertà ppersonale, la criminalizzazione dei loro gusti alimentari e chissà che altro

      • Paolo ha detto:

        a me risulta che la comunità scientifica non sia affatto concorde nello stabilire che chi commette crimini violenti li commette influenzato dai film o da altri prodotti culturali..ma anche se lo fossero io continuerei a dubitare.
        A proposito lo sai che il libro preferito di Marc Chapman, assassino di Lennon, era Il giovane Holden? Forse dobbiamo mettere fuori legge Salinger!
        E forse se i Beatles non avessero scritto Helter Skelter Charles Manson non avrebbe mai fatto quello che ha fatto! tutta colpa di quegli inglesi canterini..a pensarci bene anche Simpathy for the devil dei Rolling Stones potrebbe essere visto un elogio del satanismo..cancellatela! 🙂

      • Paolo, nel giovane Holden il protagonista non assassina nessuno, la tua analogia – mi sembra piuttosto chiaro – non ha alcun senso.
        Qui si sta parlando del fatto che molto spesso i video porno riportano nel titolo la parola “stupro”; lo stupro è qualsiasi atto sessuale perpetrato senza il consenso della vittima ed è una violenza. Le parole, a mio avviso, sono importanti, e la confusione creata da quello che io ritengo un uso del linguaggio volto a banalizzare e normalizzare la violenza ha condotto negli anni ad aberrazioni quali il neologismo “stuprabile”, che per chi lo usa equivale ad un complimento.

      • Luna_di_perle ha detto:

        Vabbè però se dite che il dirty talking ha a che vedere col sessismo qualcosa non mi torna.. a me persolmente non eccita essere chiamata “troia” a letto – però a chiamare lui porco/maiale ed essere chiamata porca da lui sì, ma perché son complimenti e ci si eccita a vicenda -, però ci sono magari ragazze che si eccitano di più a sentirsi dare della troi* a letto e noi persone esterne non possiamo sapere che cosa eccita a quell’altra persona perciò a questo punto la vostra sembrerebbe sì, una “campagna” anti-sessualità di un certo tipo.

    • Paolo ha detto:

      io invece propendo per la seconda ipotesi ma ammetto che da appassionato di cinema non sono imparziale: non seguo il porno ma amo il cinema dalle commedie romantiche fino a film splatter che farebbero “vomitare” molti commentatori e commentatrici di questo blog e non chiederò
      Anche uno dei miei registi preferiti è accusato di “esaltare la violenza” parlo di Quentin Tarantino..in effetti in Django Unchained viene stabilita una differenza abbastanza netta tra la violenza “sbagliata” e oppressiva (quella dei padroni schiavisti e dei loro complici) e la violenza “giusta”, (cioè quella fatta da Django e da Schulltz contro gli schiavisti), l’eroina di Kill Bill è una donna che si vendica in maniera ovviamente violentissima e sanguinosa di chi le ha fatto del male, ma la cinematografia americana e non solo è piena di vendicatori più o meno problematici,ma con cui non è difficile empatizzare, tutti i film del genere “rape & revenge” hanno questa struttura (la violenza infame degli stupratori e quella giustificata o comunque comprensibile della vittima o dei suoi familiari che si vendicano e rendono pan per focaccia agli aggressori) così come molti altri: la violenza non è mai giusta o sbagliata in assoluto, dipende da chi la compie, dipende dal perchè la compie e contro chi la compie. Ed è sempre più complicato distinguere buoni e cattivi
      Io penso che questa “problematizzazione” sia interessante e preziosa, questi film mi piacciono molto e no non fomentano la violenza chechè se ne dica. Violenza, vendetta, brutalità anche efferate esistono, fanno parte dell’umano e il cinema ha il diritto di raccontarle senza censure e secondo la sensibilità del regista

      • Paolo ha detto:

        e non chiederò scusa per questo.

      • “questi film mi piacciono molto” – è un gusto personale e in quanto tale è insindacabile – “e no non fomentano la violenza chechè se ne dica”: questa affermazione invece andrebbe supportata con qualche argomento.

      • Paolo ha detto:

        un sacco di gente guarda tarantino, lo apprezza e non massacra nessuno.
        comunque esistono già i divieti ai minori e per me sono più che sufficienti anzi in qualche caso dal mio punto di vista sono pure eccessivi (non avrei alcun problema a far vedere Arancia meccanica, Spartacus blood and sand o Il Trono di Spade a un/una tredicenne)

      • IDA ha detto:

        Paolo, ora a me il cinema americano in genere non mi piace, non mi piace esteticamente e lo trovo troppo veloce.. ma ho sempre apprezzato Kubrick.. Io “arancia meccanica” l’ho visto per la prima volta al cinema, nel 74/75, era vietato ai minori di 14 anni.. allora quel film mi ha sconvolto, tanto che qualche anno fa, quando acquistai i DVD di Kubrick, ero incerta se farlo vedere ai miei figli, ma quando l’ho visto mi sono resa conto che era poca cosa in quanto a violenza.. In confronto a quello che passava abitualmente tutti i giorni in TV.. Voglio dire che alla violenza ci si abitua..e le abitudini creano anche nuovi comportamenti.. non è detto che nel vedere film violenti uno diventa violento, ma si abitua a vedere la violenza, e a non percepire il dolore di chi subisce la violenza..

    • Paolo ha detto:

      Ida sul fatto che i film violenti ci rendano insensibili ti sbali, chi è insensibile lo è a prescindere dai film..e se fosse per me io farei vedere i film di Kubrick nelle scuole sopratutto Arancia Meccanica che è una riflessione sulla violenza del singolo e su quella dello Stato ancora oggi insuperata.

      appunto, esistono i divieti ai minori, non ne servono altri

      • IDA ha detto:

        Paolo, non si nasce insensibili, lo si diventa.. le guerre ci spiegano bene questo passaggio. Mio nonno materno, che ha combattuto con gli anarchici nel 36 in Spagna, prima e poi nella resistenza Francese contro i nazisti, mi diceva che la prima volta che a sparato ad un uomo, non ha dormito per tre giorni. Alla fine della guerra e la liberazione della Francia, per lui sparare ed uccidere era diventato talmente normale che lo spaventava.. Lo so questo è un eccesso, ma per farti capire che è facile abituarsi alla violenza. Tornando al film, io non voglio nessun tipo di divieti, mi sembrano assurdi già quelli che ci sono.. ( ai miei tempi, c’erano addirittura quelli a 16 anni, mi sembra “L’ultma donna” di Marco Ferreri). Arancia meccanica, che è un film di fantascienza distopica, quando l’ho visto io per la prima volta, l’ho percepito come un film molto violento, i miei figli no.. e nemmeno io quando l’ho rivisto con loro.. perché questo? Perché siamo abituati a vedere la violenza e non riusciamo più a percepirla..
        Sulla pornografia.. per la maggior parte degli studiosi di psicologia evolutiva e sociale, ritengono che gli adolescenti, pur avendo raggiunto la maturità fisica ed organica, ancora non sono pronti ad intraprendere, per la non raggiunta maturità psicologica, l’esperienza sessuale. La pornografia, pertanto, per tale età, non può esprimere sessualità ma solo aggressività. Non so se tutto questo è vero o no, ma ne devo tenere conto, anche perché non ho trovato nulla e nessuno che sostenga il contrario.
        http://www.giovaniemedia.ch/it/opportunita-e-rischi/rischi/pornografia.html
        Poi da considerare che sul condizionamento sociale, Pavlov ha vinto il Nobel. L’individuo, modifica abitudini e comportamenti, che a forza di obbedire si sviluppano riflessi di sottomissione. Ma comunque siamo liberi di considerare Pavlov un coglione e tutta la psicologia sociale basata sul nulla.. ma mi devi spiegare perché le grandi aziende investono enormi capitali in pubblicità, se questa non sposta di un solo euro il comportamento umano? Che differenza c’è tra l’uso dell’immagine nella pubblicità e quella del cinema? Che impatto ha lo stereotipo della pubblicità e quello del cinema nella società?

      • Paolo ha detto:

        la pubblicità è fatta per persuadere a comprare un prodotto questo è il suo scopo, il cinema è un arte che racconta storie, racconta l’umano (e nell’umano c’è anche la violenza)..e “stereotipo” ha una connotazione negativa che non lego al cinema checchè se ne dica.

        quanto alla violenza è ovvio che nel cinema di oggi si vedono immagini di violenza (e non solo) che causa censura non si sarebbero viste cinquant’anni fa: era meglio? Secondo me no ma è argomento di discussione: c’è persino chi dice che la censura aveva come effetto collaterale positivo quello di “costringere” i cineasti ad aguzzare l’ingegno vedi le allusioni sessuali che Hitchcock e Billy Wilder mettevano nei loro film nel tentativo spesso riuscito di aggirare il Codice Hays ma ovviamente non potevano andare oltre un certo limite. Io non credo che il cinema ci renda maggiormente insensibili alla violenza oppressiva o meno in grado di vedere le ingiustizie (i telegiornali forse potrebbero farlo) anzi specie quando dietro c’è un bravo regista può accrescere la nostra sensibilità (ti ho detto che farei vedere Arancia Meccanica nelle scuole, e farei vedere pure i film dell’ispettore Callaghan).

        su porno e adolescenti ti ho già detto che esistono i divieti ai minori, di altri divieti non c’è bisogno..semmai ci sarebbe bisogno di educazione sessuale nelle scuole che è l’opposto del divieto

      • Questo è un articolo sul porno, perché parli di Hitchcock? Definiresti il porno una forma d’arte?
        Allora ti giro la domanda che ci pone l’autore del post: quanto porno ci sarebbe in giro se ai suoi fruitori fosse proibito masturbarsi durante la visione?

      • Paolo ha detto:

        non so rispondere sinceramente perchè davanti ai porno non mi sono mai masturbato (trovo molto più eccitanti le scene d’amore di Beautiful o di qualsiasi soap opera se vuoi saperlo)

        comunque parlo di hitchcock e di cinema e telefilm (e alcune serie tv odierne mostrano scene sessualmente esplicite che solo vent’anni fa era impensabile far vedere in televisione) in generale perchè se passa il principio che il porno può essere vietato in nome del già citato principio di cautela non vedo cosa ci impedirebbe di allargare il discorso ad altro..ecco io temo l’allargamento

      • E’ come dire che il fatto che l’omicidio e le lesioni personali siano illegali rischia di rendere illegare qualsiasi atto compiuto sul corpo di qualcun altro, e si finirebbe coll’arrestare tutti i chirurghi…

      • Paolo ha detto:

        già il solo fatto di mettere cinema e pubblicità sullo stesso piano è assurdo per me.
        il cinema (non parlo di porno internettiano) racconta l’umano e la realtà secondo la sensibilità artistica dell’autore

      • IDA ha detto:

        Paolo, io avevo fatto l’accostamento del cinema con la pubblicità come forma di messaggio audiovisivo, se non funziona nel cinema come sostieni te, non dovrebbe funzionare nemmeno nella pubblicità, perchè lo scopo non c’entra nulla, è il mezzo che è lo stesso, il linguaggio.. se l’individuo è impermeabile al condizionamento del cinema, lo è anche nella pubblicità e viceversa.. Poi si può discutere fino a che punto, ma questo è un’altro discorso..Detto questo io non sono per vietare nulla, toglierei anche i limiti che ci sono, sopratutto il vietato ai minori di 14 anni che mi sembra ridicolo.. ma non voglio tenere gli occhi chiusi, rinunciare al senso critico e alla denuncia di ciò che ritengo sbagliato.. Da non dimenticare che il porno ha distrutto le sale cinematografiche negli anni ottanta, uno che ama il cinema come te, non dovrebbe amare molto il porno, che ha fatto terra bruciata intorno a se, ha distrutto l’erotismo annichilito l’osceno, Tutto questo in nome di cosa? Nel nome di un arrogante maschilismo e del profitto..

      • Paolo ha detto:

        in effetti io non amo il porno, ma l’erotismo più o meno esplicito nel cinema, nei serial c’è ancora, il porno non l’ha ucciso.

        sulla differenza tra pubblicità e cinema insisto su quanto ho detto..per me la prima non è una forma d’arte, il secondo (non parlo del cinema porno tanto più che oggi il porno come genere cinematografico è quasi scomparso o molto ridotto dato che il grosso sta su internet) sì anche nelle sue forme più “pop”..e sono incomparabili. Nonostante i regimi totalitari abbiano usato anche il cinema per la loro propaganda, mettere sullo stesso piano una forma di arte con lo spot del detersivo non ha senso. Cavolo persino certi film dichiaratamente di propaganda (anche a servizio di ideologie orrende) hanno un valore artistico che va al di là della propaganda.

      • IDA ha detto:

        il cinema e la pubblicità, sono forme espressive, che usano lo stesso linguaggio audiovisivo, ma hanno scopi diversi.. Non è che fare un film fai un’opera d’arte, come non basta dipingere un quadro per fare un’opera d’arte.. per esempio molte pubblicità son più artistiche di certi film.. senza dimenticare che registri come Fellini hanno girato spot pubblicitari..https://www.youtube.com/watch?v=Ym3sdmHnsJ4

      • Paolo ha detto:

        quado Fellini dirigeva spot pubblicitari non faceva arte dal mio punto di vista..so benissimo che c’è chi ritiene che la pubblicità e persino i videogame (bah!) siano arte, io non sono tra questi.
        Anche il romanzo e il biglietto da visita utilizzano entrambi il linguaggio scritto ma direi che non sono la stessa cosa: uno è arte, l’altro no..lo stesso vale per film e pubblicità, non possono essere messi sullo stesso piano in nessun modo.

    • Il rasoio di Occam ha detto:

      Ma perché deve essere tutto così bianco o nero? O si prendono misure draconiane o si lascia tutto com’é? Ci sono una marea di cose nocive che tuttavia non sono proibite, la tintarella è la maggiore causa di cancro alla pelle, il cancro uccide, ma a te sembra realistico costringere la gente a mettere il solare, o peggio chiudere le spiagge? Persino le lampade che sono dannosissime non sono proibite. Ci sono una marea di motivi per non ricorrere alla coercizione soprattutto quando è coinvolta la libertà di espressione, ci sono altri diritti da bilanciare, non esiste solo l’accetta per risolvere i problemi, e spesso non è nemmeno efficace. Noi veniamo da millenni di oppressione violenta delle donne, e questo ha lasciato delle tracce nella nostra cultura, la pornografia è solo una manifestazione particolarmente violenta ( e redditizia, non ce lo scordiamo). Per come la vedo io, tentare di vincere con la censura è come tagliare una testa all’Idra, ricresce subito da un’altra parte. Paragonerei la misoginia a un virus che usa la cultura per trasmettersi, e la sensibilizzazione a un vaccino che rende le persone meno vulnerabili a certi messaggi: è meglio vaccinarsi o cercare ogni possibile untore e metterlo in galera? E quando finisci? Inoltre io voglio che alle persone importi della violenza sulle donne; voglio una presa di coscienza globale e questo obiettivo la censura non può raggiungerlo.

      • Concordo pienamente 🙂

      • Paolo ha detto:

        dato che non volete la censura dovete accettare il fatto che ci sarà sempre gente che guarderà i porno e pertanto quei veicoli di misoginia violenta continueranno a circolare esattamente come c’è gente che fuma lo stesso anche se ormai tutti sanno che fa male, che può farti venire il cancro e lo scrivono a caratteri cubitali anche sui pacchetti (non avrei niente in contrario a scrivere avvertimenti analoghi sui dvd porno o prima di accedere ai filmati di internet)

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        La gente fuma, ma molto meno di quanto fumasse un tempo.
        http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=1812960

        Il fatto che ci sarà sempre violenza non vuol dire che i livelli attuali sono immutabili, e se il mondo diventa anche solo un po’ meno misogino, le donne ci staranno meglio. Questo non è proprio niente, almeno per me.

      • Io ho smesso. Di fumare, intendo.

  3. primavera ha detto:

    Resta il fatto che dal passato al presente e temo anche al futuro chi ne fa le spese son sempre le donne…dominarci come meglio vi aggrada sul momento è lo sport preferito di voi maschietti..non lo vorremo negare spero? Insomma uomini abbiate il coraggio di essere ciò che siete (salvo le eccezioni che sicuramente esistono e che ahime confermano la regola)…comunque non credo si volesse discutere di gusti personali relativi al cinema et similia in questo post..ma può anche essere che io abbia inteso male eh….e non mi pare corretto sostenere che certi film, videogame, cartoni animati perfino non fomentino la violenza in generale e a volte sulle donne in particolare. .io ritengo che lo facciano eccome!

    • “Il problema più grave deriva però dal fatto che tutte le ricerche condotte in ambito piscosociale mostrano come il consumo di pornografia violenta aumenti la tendenza degli uomini ad agire in modo violento nei confronti delle donne. Ora, a partire dell’ultimo decennio dello scorso secolo, la pornografia ha accentuato la sua componente sopraffattrice e sadica, proponendo sempre più frequentemente immagini di violenza estrema in cui le donne sono vittime. […] Nella produzione più recente, il godimento femminile è sempre più appannato, la donna è ridotta a semplice oggetto in un orizzonte di violenza agita per affermare il potere maschile. Secondo Pietro Adamo, ”da metà anni Novanta la messa in scena hard ha privilegiato una potente e prepotente iconografia della violenza, organizzata in massima parte su meccanismi di esplicita subordinazione della femmina da parte del maschio”. L’estremizzazione narrativa che punta esclusivamente alla subordinazione, oggettivazione e umiliazione della donna, rinvia ancora una volta al backlash, alla rivincita e al contrattacco maschili, che usano la violenza agita nella pornografia come strumento di punizione e riscossa, in un sogno, vano, ma foriero di tragedie, di restaurazione post-femminista.” (Chiara Volpato, Psicosociologia del maschilismo, editori Laterza) http://www.massimolizzi.it/2013/08/01/la-pornografia-aumenta-la-violenza/

      • paolam ha detto:

        Grazie, la citazione bibliografica che ci voleva, non mi ricordavo l’uscita del libro, spero di trovarlo.

    • Paolo ha detto:

      io sono contrario a queste accuse generiche alla cultura pop che non distinguono tra l’altro tra film e videogame.
      Io non sono “voi maschietti” e tu non sei “voi femminucce”..non siamo all’asilo.

      • Vale ha detto:

        Le statistiche si fanno su campioni. I maschietti e le femminucce, in questo caso. Svegliati: al solito, Paolo, fai finta di non capire perché non sai argomentare.

  4. IDA ha detto:

    La pornografia è un prodotto commerciale, che ha poco a che fare con il sesso, se non per il “consumatore finale”, e nulla con l’erotismo.. questa confusione tra pornografia ed erotismo, è stata proprio quella che gli ha dato la possibilità d’imporsi.. la pornografia audiovisiva, ufficialmente nasce nell’annéé érotique, 1969, prima in Danimarca, poi in Svezia per poi approdare negli Stati Uniti. La produzione audiovisiva pornografica, nasce dall’unione con le istanze libertarie della rivoluzione sessuale da un lato, dall’attacco al moralismo e alla censura dall’altro e la confusione tra erotismo e pornografia è nata subito. Il capitalismo si è subito impadronito della pornografia, per perpetuare le dinamiche di dominio della società capitalistica, e fare profitto, ma anche, dietro la falsa apparenza della liberazione dei costumi, di saldare tali dinamiche a una riaffermazione del fallocentrismo patriarcale. In pratica, nel nome di istanza di libertà sessuale, ha usato la pornografia per combattere quelle stesse libertà sessuali.
    Non a caso quegli ambienti reazionari, moralisti che prima richiamavano alla censura ora sono fautori della pornografia. La pornografia è l’ affermazione del maschilismo, il tripudio, il trionfo del maschilismo. Nella pornografia, il maschilismo è rappresentato con un arrogante narcisismo fallocentrico. Le donne, le Star e no, sono solo degli “oggetti”, da girare e plasmare, sono bocche da riempire una faccia da spruzzare di sperma, ani da dilatare e mostrare alla telecamera, come esaltazione della potenza fallica del supermaschio.. è il mondo fantastico del perfetto maschilista, un paradiso in terra, dove le malattie veneree e la gravidanza son sconosciute e le donne non hanno mai le mestruazioni, ma soprattutto non hanno desideri e non parlano..

    • Paolo ha detto:

      questo è un modo di interpretare il porno, non è l’unico. Donne come Wendy McElroy e Nadine Strossen ne hanno un altro, legittimo allo stesso modo

      • Ciò che è “legittimo” è esprimere la propria opinione. Chiunque ha il diritto di offrire la propria interpretazione di un fenomeno. Tutta un’altra storia è dichiararasi d’accordo con due opinioni agli antipodi…

      • Paolo ha detto:

        però gli attivisti anti-porno sostengono che la loro interpretazione del fenomeno è non solo legittima, ma l’unica giusta e corretta e chi non la pensa come loro è o in malafede oppure “ha interiorizzato il patriarcato”..insomma proclamano una verità assoluta

      • IDA ha detto:

        Paolo, io queste due signore non le conosco e non so cosa dicono, su cosa hanno un punto di vista diverso, sul fatto che il porno è maschilista? Non lo dico io, ma lo dice il linguaggio usato, il linguaggio espressivo, l’abbigliamento l’uso della telecamera e il marketing, la stessa suddivisione in categorie, in standard produttivi, orientamento sessuale, performance, fino alla struttura testuale e stilistica ci dicono che è indirizzato non solo ad un pubblico maschile eterosessuale ma a esaltare gli stimoli più bassi del maschilismo.. il desiderio della donna non ha importanza, le donne sono quasi completamente afasiche, impegnate come sono a soddisfare le richieste maschili.. tanto che spesso vengono letteralmente spostate nelle varie posizioni, dagli uomini.. è il paradiso del desiderio maschilista, ( e non maschile) dove la donna è disponibile a soddisfare ogni loro capriccio, di un sesso senza emozioni e senza motivazioni.. l’uomo con dei desideri e la donna disponibile a soddisfarli, e che non ha desideri e dice sempre di si.. Ora si dirà, che c’è anche un porno diverso, e ci posso anche credere, ma io sono come Jonah Mix, nel post di Riccio, tutti dicono che c’è, ma io non sono mai riuscita a vederli.
        NB: Paolo, da non confondere il porno con l’erotismo e l’osceno, che sono cose totalmente diverse..

      • Paolo ha detto:

        bè riguardo alla contestata eiaculazione in faccia wendy McElroy scrive: “la scena può essere interpretata in modo romantico: la donna desidera per quanto possibile avvertire in lei l’orgasmo del suo amante” e aggiunge la Strossen: “in molte di queste scene la donna poi spalma lo sperma sul suo corpo e lo lecca . La risposta della donna di spargere lo sperma sul suo corpo e di gustarlo vorrebbe semplicemente mostrare che anche lei è presa entusiasticamente dal rapporto sessuale”

        (le frasi di Wendy McElroy sono prese da “Talking sex, not gender”, quelle di Strossen dal so volume “Difesa della pornografia” in cui contestava le teorie MacKinnoniane)

        questo implica che il porno con eiaculazione in faccia deve piacere a tutti? Vuol dire che dobbiamo tutti per forza trovare gradevoli certe cose e farcele fare? Assolutamente no, a me non piacciono e non mi attraggono, ma l’interpretazione della scena del “facial” come disumanizzante non è l’unica possibile

      • IDA ha detto:

        Paolo, quello che dici, può essere corretto, nella vita sessuale di alcune persone, ma nel porno acquista un’altro significato.. il porno non ha un io individuale, ma collettivo..

    • Zorin ha detto:

      La pornografia, o almeno la stragrande maggioranza di essa, è semplicemente il regno delle fantasie sessuali maschili.
      Questo per due semplici motivi: 1) l’uomo ha una sessualità molto concetranta sugli stimoli visivi, piuttosto che di altri sensi, e quindi risponde con particolare intensità agli stimoli che gli fornisce la visione di un film o un set di foto porno 2) a causa del punto precedente, la pornografia è prodotta quasi sempre in base ai soli gusti esigenze e fantasie maschili.

      Di tutta questa storia, quello che a voi donne sfugge è il termine “fantasia”. Si tratta di fantasie sessuali, con poca o nulla attinenza col reale.
      La pornografia non è MAI intesa come rappresentazione reale o realistica del mondo.

      E il passaggio dalla fantasia alla realtà non è quasi mai possibile. E pure se lo fosse, non è per niente vero che chi si eccita con certe immagini poi vorrebbe DAVVERO mettere in pratica quello che vede in un film porno.

      Solo per fare un esempio: tanti uomini trovano eccitante i film in cui una donna viene “presa” da tanti uomini tutti insieme. Ma poi quanti sarebbero davvero disposti a partecipare a una ammucchiata di questo tipo, dove si dovrebbe stare a stretto contatto con altri uomini nudi, col rischio che i genitali si tocchino o lo sperma di altro uomo ti finisca addosso, col rischio di confronti umilianti sulle dimensioni, ecc.?

      Per favore, spegnete la macchina delle paranoie e tornate sulla terra.
      Solo solo fantasie, take it easy.

      • Vale ha detto:

        Bello notare che non dici “quanti di questi uomini vorrebbero sul serio ridurre una donna così, umiliarla, farle rischiare la salute, impaurirla, ecc, ecc, ecc”, no, ci preoccupiamo del confronto di dimensioni -_-‘ Di nuovo, il mio ego maschile prima di tutto. Ma per piacere!
        Zorin, dove si tocca il fondo, tu riesci a continuare a scavare. Il bello è che sei pure convinto di aver dimostrato il punto OPPOSTO a ciò che invece hai dimostrato.

      • IDA ha detto:

        Bene, mi confermi che sono fantasie maschili, (io direi mascoline e maschiliste, perchè mi sembrerebbe di offendere tutto il genere maschile.. ma comunque) Mi chiedo, ma perchè solo il maschio eterosessuale ha questi diritti? Perchè il pedofilo, non ha il diritto di esercitare la sua fantasia? Infondo la fantasia è una cosa la realtà un’altra.. O No?

  5. IDA ha detto:

    Sul linguaggio dei titoli, non c’è da stupirsi più di tanto, perché è un linguaggio puramente maschilista, quindi misogino e sessista. La produzione pornografica riesce a rispondere velocemente alla domanda, la maggioranza dei filmati porno, che si trovano adesso in rete, sono molto violenti, ( doppia penetrazione, gangbang e altro). La domanda da porsi è: tutto questo influisce sul comportamento sessuale? Io ritengo di si..
    Considerando che la pornografia entra nella vita dei giovani all’età di 11/12 anni, ( così ho letto da qualche parte) influisce certamente nell’immaginario maschile e femminile, la donna diventa un oggetto e la sessualità puramente meccanica.
    L’educazione sessuale, nella nostra società è carente e soprattutto nelle situazioni dove la presenza dell’educazione cattolica è molto presente la pornografia è l’unica informazione sessuale che ha un’ adolescente. Quindi come fanno a sostenere che questo non influisca sulla sua futura vita sessuale?
    Cronaca di questi giorni, di due che violentano una pornostar, e lei per fuggire si getta dal terzo piano..
    Influisce anche nell’immaginario estetico della donna e dell’uomo.. ora mi fermo e dell’estetica ne parlo qui.. http://bccida.wordpress.com/2014/10/21/i-predatori-della-vagina/

      • Animabella ha detto:

        Ida, se un’istruttrice ginnica in cerca di impiego subisse ore di violenza in un appartamento privato, dopo aver accettato di incontrare qualcuno che si era spacciato per titolare di una palestra, dovremmo concludere che le flessioni sono un’attività misogina e pericolosa?

      • IDA ha detto:

        Il tuo riferimento è fuori contesto, io mi riferivo all’immagine delle “pornostar” in cui gli abusi sono considerati una normalità, ( sulle istruttrici ginniche non mi sembra) e questo è dimostrato da numerose testimonianze, come cambia la percezione sociale, tra quelle in attività e quelle no. tra gli attori etero e no.. Per percezione intendo rispetto.. Comunque per me, la pornografia rimane maschilista.e sessista. Se mi sbaglio dimmi dove il desiderio femminile ha pari dignità con quello maschile? Quale concetto di libertà sessuale esprime per una donna? Se non quello di obbedire ai desideri altrui.. Cosa c’è di più reazionario dell’obbedienza?

  6. alex ha detto:

    il rasoio di occam: ultimamente ho giocato parecchio a Call Of Duty e a GTA e mi sta venendo un’incontrollabile voglia di andare a sparare a casaccio in mezzo alla folla…

  7. Pingback: Porno & Violenza | Nuvolette di pensieri

  8. Animabella ha detto:

    Ricciocorno, sai qual è il problema fondamentale, in questa storia del femminismo antipornografico? La gran porcata fatta (e fieramente rivendicata!) dall’avvocata McKinnon negli anni ’90: vale a dire, l’alleanza con la destra fondamentalista americana. E la Pink Cross Foundation, cui Lizzi rimanda golosamente e a più riprese, è per l’appunto un’organizzazione di questo genere. E’ il caso di regalare potere, attenzione e link a questa gente? A che pro, poi, lamentarci dell’assenza di educazione sessuale nella scuola, della negazione dei diritti delle minoranze sessuali o della continua rimessa in discussione della legalità dell’aborto? Sappiamo benissimo quali forze politiche organizzino queste lotte reazionarie.
    Per quanto riguarda la tua richiesta di link, digita: “Come si gira un film” e spazia a tuo piacimento e secondo il tuo gusto. La prossima volta che vai in libreria, chiedi testi adatti ad un non addetto ai lavori sull’argomento. C’e una ragione ben precisa, se la tecnica cinematografica è la grande assente dei discorsi antipornografici: se appena conosci qualcosa in materia, sai l’importanza che devi attribuire alle ex-attrici (cooptate da gruppazzi di mormoni) che lagnano stupri sul set o alle testimonianza di femministe estremiste (o dovrei dire fondamentaliste) su interpreti drogate. Semplicemente, non è possibile realizzare un minuto di qualcosa di appena guardabile, in condizioni simili. Come può ulteriormente verificare chiunque si faccia di tanto in tanto un giretto su Brazzers o Youporn e realizzi l’elevata qualità tecnica di qualsiasi scena.
    In ogni caso, complimenti per il tuo forum (oltre che per il tuo blog): qui c’è dibattito. Mi pare che tu non abbia l’abitudine di scremare gli interventi di chiunque la pensi diversamente da te. Posso non condividere diverse tue idee, ma hai carattere.

    • No, non censuro chi non la pensa diversamente da me, argomenta e si esprime con civiltà (o ci va vicino), grazie per averlo notato 🙂

    • Sulla McKinnon, il discorso sarebbe lungo. Accantonandola per un attimo (perché il femminismo anti-porno non è solo McKinnon…), ritengo che le argomentazioni di chi scrive (il post è originariamente di Mix, non mio, io l’ho solo tradotto) possono essere prese in considerazione a prescindere dalla reale o presunta violenza esercitata sulla attrici porno. Ciò che è sotto accusa è il linguaggio e le tematiche preponderanti nel genere porno, che rimandano ad un immaginario in cui la donna subisce e l’uomo infligge: uno scenario che io non ho difficoltà a definire patriarcale.
      E non perché chi infligge è maschio e chi subisce è femmina, ma perché la visione della relazione è viziata da un rapporto di gerarchico e di potere, nel quale c’è chi detiene il potere e chi no, perché c’è un dominante e un dominato.
      Qualche tempo fa incappai in questo articolo, per scoprire una recente tendenza del genere pornografico: il rosebud http://jezebel.com/heres-the-dangerous-and-grotesque-anal-sex-trend-you-ve-1593038946.
      Ti pregherei di dirmi cosa pensi di questa frase: “The more uncomfortable the girl looked, the more the industry would give it awards.”

    • IDA ha detto:

      Animabella..mi sa che fai confusione tra “tecnica” e “tecnologia”.. La tecnica cinematografica è assente nel dibattito sul porno, perchè non esiste.. se si esclude il “gonzo” tecnica molto diffusa nel porno, il resto è una fotografia in HD (tecnologia) ma con una tecnica dilettantesca, per lo meno io di Boris Kaufman non ne ho visti. Questo per quello che riguarda la produzione americana.. quella italiana non la conosco, in Francia ci può essere il vecchio regista Marc Dorcel che da maggiore attenzione alle riprese, ma niente di particolare..
      Come sempre le donne che subiscono abusi non sono credute.. sono delle dementi che si fanno plagiare da delle femministe.. Invece quelle che sono in attività dicono la verità, perchè essere asserviti al capitale e al profitto rende liberi, ma sopratutto sinceri… ma dai.. comunque, i dati reali, non quello delle femministe, ci dicono che, tra le attrici, c’è un forte abuso di droga e alcol, i suicidi sono superiori alla media. Molti psicologi, dichiarano che molte delle ex attrici, hanno chiari sintomi di DPTS ( disturbo post traumatico da stress) e come si sa, porta ad un abuso di alcol, droga, farmaci e psicofarmaci e in ultima analisi suicidio. La produzione si giustifica dicendo che queste ragazze sono delle deboli, che hanno scelto un’attività non adatta a loro.. Altro classico, colpevolizzare la vittima, però non sanno che il DPTS, non colpisce le persone più deboli o fragili, come comunemente si crede, ma persone più “solide”. perchè hanno un significato personale più difficile da elaborare..
      Altro elemento e poi ti lascio, la carriera delle attrici dura in media cinque anni, sono poche quelle che superano i dieci anni di attività.. Perchè, se è un mondo ricco bello e rispettoso, perchè lo abbandonano così presto? Dopo cosa vanno a fare? Si sa che molte entrano nel giro dell prostituzione, altre ci sono già mentre fanno le attrici, ecc.. alcune si sposano, altre non riescono a sposarsi, perchè lo stigma sociale non colpisce l’attrice porno, ma l’ex attrice porno.. come lo confermi anche te dicendo che le ex non sono credibili.. Ora ti devo salutare e grazie dell’attenzione.

      • Paolo ha detto:

        Ida, molte rockstar abusano di alcool e droga..alcune hanno anche fatto una brutta fine però nessuno ha mai pensato di incolpare il rock e neanche le rockstar stesse cioè nessuno ha mai detto “Se Jimi Hendrix avesse fatto l’impiegato statale non sarebbe mai morto di overdose”

      • Paolo ha detto:

        comunque sasha grey è una ex pornostar, ora non è più in attività, non è più “asservita” al sistema però non ha mai raccontato di aver subito abusi sul set..il fatto che abbia lasciato il porno senza rinnegarlo o pentirsi la rende meno credibile?

      • Qualcuno ha scritto qualcosa a proposito della credibilità della Grey qui? Non mi pare… Si rispondeva invece al fatto che sono tacciate di non essere credibili quelle ex pornostar che invece denunciano gli abusi. Non è che che se uno scrive “prendete in considerazione il fatto che A possa dire la verità” tu puoi ribattere “perché accusi B di mentire?”, perché la tua obiezione non ha senso.

      • Paolo ha detto:

        il punto è che gli attivisti anti-porno così come i porno-entusiasti prestano fede solo alle testimonianze di ex attrici che confermano quello che pensano. Ma è normale: ognuno di noi crede solo a quello che già sa

      • Io non metto in dubbio, Paolo, che possano esistere donne entusiaste all’idea di leccare un water sporco (come ricordo di aver visto fare a Sasha Grey), e non lo mette in dubbio neanche chi ha scritto questo post. Difatti alla fine dell’articolo ne parla espressamente (ma li leggete i post???: “E se l’industria del porno non potesse esistere senza la sofferenza a causa delle violenze sessuali, delle lesioni e degli abusi emotivi di una certa percentuale delle donne coinvolte – anche una piccola percentuale, una donna su cinquanta, diciamo – quanto valore occorrere attribuire alla vostra eiaculazione per giustificare il perpetuarsi di quella sofferenza?”).
        Quello che invece è stato fatto sotto questo post è stato mettere in dubbio che chi sostiene di aver subito violenza menta.

      • Cerco di essere più chiara: l’argomento qui non è cosa ha fatto la McKinnon negli anni ’90, né tanto meno cosa fanno “gli attivisti anti-porno” (chi sono? come si chiamano?); mi piacerebbe che si discutesse del contenuto di questo particolare articolo senza ricorrere all’argumentum ad hominem o al pendio scivoloso (ovvero “ma quelli che parlano così di solito fanno questo e quest’altro” e “se pubblichi una critica al porno vedrai che finirà che tutte le pellicole di Hitchcock verranno bruciate sulla pubblica piazza”.)

      • Paolo ha detto:

        “se pubblichi una critica al porno vedrai che finirà che tutte le pellicole di Hitchcock verranno bruciate sulla pubblica piazza”

        non ho detto proprio così, ma se mi sbaglio sarò il primo a esserne felice

      • Paolo ha detto:

        il punto è che questa domanda si può riformulare per decine di altre attività: “e se l’industria dell’abbigliamento a basso costo non potesse esistere senza ridurre in condizione di semischiavitù almeno una certa percentuale di lavoratori e lavoratrici?”

        finora non è stato dimostrato che gli abusi registrati all’interno dell’industria pornografica siano più necessari all’industria stessa rispetto a tutti gli altri abusi sui lavoratori e lavoratrici che si trovano in qualunque altro settore industriale..in tutti gli altri casi si chiedono a gran voce migliori condizioni per lavoratori e lavoratrici e si lotta (con difficoltà) per questo, non si lotta contro il settore industriale in sè. Mi colpisce che tra tutti i settori industriali in cui si verificano soprusi sui dipendenti, l’industria del porno è l’unico settore in cui non si lotta contro gli abusi ma in cui gli abusi vengono usati come pretesto per lottare contro il settore stesso, anzi nell’ottica di questo articolo non esistono nel porno “abusi sul posto di lavoro” in quanto è il posto di lavoro stesso ad essere un abuso sempre e comunque

      • Ma di che parli Paolo? Non è vero! E le campagne che invitano al boicottaggio di quelle industrie accusate di sfruttare la manodopera, non sono la stessa cosa?

      • Paolo ha detto:

        non è la stessa cosa. Nessuno vuole un mondo senza industrie di abbigliamento a basso costo, e chi lotta contro l’industria farmaceutica di solito non vuole un mondo senza farmaci (a meno che non sia uno scemo) nessuno crede che un mondo senza vestiti a basso costo sarebbe migliore; le persone che scrivono articoli come questo di cui sopra vogliono un mondo senza industria pornografica, senza pornografia e ogni tanto lo dichiarano pure…del resto “anti-porn” vuol dire “anti-porno” non “anti-abusi sui set porno”. Riccio non fare finta di non capire: anche nei commenti di questo topic nel dialogo tra me e maura e tra me e rasoio è venuto fuori che gli eventuali abusi sul set dei film porno non sono il vero problema, il vero problema è che il porno stimolerebbe i suoi fruitori a commettere stupri, un problema che continuerebbe a sussistere anche se non ci fossero abusi sul set e le attrici fossero tutte serene e non pentite come sasha grey. quindi non si faccia finta di difendere le attrici porno quando le si sta usando e si stanno usando le loro sofferenze per portare avanti una battaglia ideologica e politica contro un certo settore industriale non tanto per quello che tale settore fa ma per quello che tale settore è..poi a me il mondo senza pornografia starebbe anche bene ma come ho detto più volte dobbiamo intenderci su cosa è porno e cosa no..e non mi pare che ci sia questo accordo.

      • Checché ne pensi tu, ci sono un sacco di persone che vorrebbero un mondo senza industrie di abbigliamento che sfruttano la manodopera, a prescindere dal costo delle magliette in vendita.
        I problemi con il porno sono molteplici, e sono perfettamente consapevole del fatto che gli abusi sono soltanto uno dei problemi, visto che ho parlato anche di manipolazione del linguaggio e di banalizzazione della violenza. Per non parlare dell’influenza del porno sulla qualità della relazione uomo-donna.
        Quello che che è deprimente, quando ci si concentra sul discorso degli abusi, è che vengono liquidati con estrema naturalezza, perché in fondo alla gente importa che l’abbigliamento sia a basso costo, mentre può tranquillamente far finta di non sapere come viene prodotto, perché può raccontarsi che magari l’operaio sfruttato è felice come Sasha Grey.

      • Paolo ha detto:

        sono sicuro che tanti vorrebbero un mondo senza industrie che sfruttano la manodopera, lo voglio anch’io, ma non credo che tutti vorrebbero un mondo senza abiti a basso costo

      • E’ chiaro che c’è un legame tra il basso costo dei capi d’abbigliamento e lo sfruttamento della manodopera. Allora come se esce? Ecco il perché dell’immagine della bilancia. Cosa pesa di più? Il vestitino di H&M, glamour ed economico, o la situazione drammatica delle operaie cambogiane?

      • IDA ha detto:

        Paolo, cosa c’entra il rock? Si stà parlando di DPTS, di conseguenza abuso,di alcool droga, farmaci e suicidi,, ecc è un dato che tra le pornostar è molto elevato.. ai tempi di Jimi Hendrix, l’eroina era molto diffusa nella società, probabilmente se faceva il muratore sarebbe lo stesso morto di overdose.. Ma sei altrettanto sicuro che Missy Woods, che si è suicidata nel 2013 era alcolizzata e cocainomane, se invece di fare le gangbang faceva la bibliotecaria avrebbe avuto gli stessi problemi depressivi? Io no!

      • Paolo ha detto:

        Ida, tu non sai cosa le sarebbe accaduto se avesse fatto la bibliotecaria e nemmeno io, non c’è modo di saperlo. (secondo te è del tutto da escludere ce una bibliotecaria possa partecipare a orge?)

      • Paolo ha detto:

        per me quello della distinzione è un punto importante in quanto anche un film d’autore premiato al festival di Cannes come La vita d’Adele che contiene scene di sesso lesbico molto esplicite è stato definito “pornografico” (in senso dispregiativo) secondo me sbagliando.
        Anche Game of Thrones (la serie tv HBO di cui ho postato una scena) è stata definita porno per via dei contenuti adulti e sessualmente espliciti (la HBO è famosa per questo)..anche questa volta sbagliando

      • Paolo ha detto:

        Il punto è sempre lo stesso: chi combatte contro le aziende di abbigliamento sfruttatrici ce l’ha con lo sfruttamento non con i capi di abbigliamento: se si trovasse una soluzione che permette abiti belli ed economici e garantisce condizioni di lavoro dignitose per i dipendenti delle aziende gli attivisti sarebbero felicissimi. Se dimostrassero che è possibile fare un porno anche mainstream senza infliggere abusi alle attrici porno io dubito che l’autore di questo articolo festeggerebbe perchè il vero obiettivo NON è combattere le condizioni di sfruttamento nell’industria pornografica ma è combattere il porno (perciò si nega l’esistenza del “good porn” o si dice che non conta un tubo così come certi critici letterari si struggono perchè la letteratura “alta” purtroppo non conterebbe più nulla in termini commerciali davanti alle milioni di copie vendute da Fabio Volo, Twilight e altre cose considerate a torto o a ragione “spazzatura” e anche Twilight è considerato dannoso quanto i porno). e si combatte il porno in quanto si ritiene la sua libera visione elemento causale o con-causale di stupri e violenze contro le donne pertanto anche se tutte le attrici porno fossero sindacalizzate il problema continuerebbe a esistere; io vorrei che gli attivisti anti-porno come l’autore del libro dichiarassero il vero motivo (talvolta lo fanno) per cui lottano senza nascondersi dietro a casi di abuso di cui gli interessa relativamente.
        E ci sarebbe sempre quella faccenduola di dove porre il confine tra porno e contenuto sessualmente esplicito (anche molto esplicito) ma non porno, che però mi pare irrisolvibile, cioè io la differenza ce l’ho chiara ma non so se l’autore dell’articolo e chi la pensa come lui sarebbe d’accordo

      • La prospettiva è un’altra: gli attivisti anti-porno non lottano contro il sesso, la libertà sessuale o gli orgasmi della gente. Lottano contro una visione del mondo nella quale il desiderio maschile è più importante di quello femminile, e il rapporto gerarchico uomo-donna si fonda sulla violenza.

      • Paolo ha detto:

        l’autore del libro, volevo dire dell’articolo

  9. Animabella ha detto:

    Avevo già notato che l’articolo non era tuo.
    Per quanto riguarda il post su Jezebel, l’avevo già letto tempo fa: con molta fatica, perché sono molto sensibile sia alla brutalità che ai cattivi odori, quindi mi tengo ben alla larga da certi estremi; che, come puoi appurare da te, rappresentano una frazione minima e difficilmente reperibile dell’hard. Un mercato di nicchia, insomma.
    Veniamo ora alla tua domanda. Inizio a risponderti con un’altra domanda: parliamo di un disagio recitato o reale?
    Nel primo caso, non vedo alcun problema. Assistere ad una messinscena di sadismo sessuale non mi sembra più disdicevole che andare a vedere Hostel: e te lo dice una che si è rifiutata di andarci, unica in tutta la comitiva. E per questo è stata benevolmente presa (diciamo) in giro per tre o quattro giorni. Insomma, quanto a schizzinosità probabilmente batto la più disgustata delle tue utenti. Però, contrariamente a loro, non confondo i miei spasmi gastrici con un problema morale. E tengo sempre a mente che ciò che è delizia pura per me fa sicuramente schifo a qualcun altro.
    (continua)

    • Animabella ha detto:

      Ma, potresti replicare tu: non è un problema morale o di sensibilità, ma di rapporti di potere. Secondo te, la pornografia erotizza il dominio maschile.
      Ricciocorno, prova a digitare sia Femdom che Maledom; e prenditi il tuo tempo (appena puoi) per esplorare entrambi i temi. Dopodichè, fai un sereno bilancio dei risultati delle tue ricerche: sia sul piano numerico che su quello dell’efferatezza di testi ed immagini.
      Sono sicura che arriverai alla mia stessa conclusione: su Internet, il dominio sessuale ritualizzato della donna sull’uomo è molto, molto più diffuso del contrario. E anche molto più feroce. Se dunque tu ritieni che il godimento di immagini di dominio sessuale (consensuale) sia un problema, dobbiamo ripensare al sesso di questo dominio.
      Seconda possibilità: il disagio dell’attrice è reale.
      Sicuramente, sai che nell’industria legale del porno le identità (e quindi le età) degli interpreti sono accuratamente verificate. E che ogni singolo atto richiesto dal copione viene specificato nel contratto. Questo vale ugualmente per entrambi i sessi.
      Di conseguenza, non ritengo una questione femminista il fatto che alcune donne, magari con poca esperienza sessuale, però sicuramente maggiorenni e consenzienti, firmino questi contratti ad occhi chiusi, pensando solo al guadagno: potrà essere un problema di idiozia, di avidità, di disperazione… Tutte cose che non hanno sesso e che ispirano scelte poco sagge in qualsiasi aspetto della vita.
      Per quanto riguarda il sadismo dell’ipotetico spettatore, certamente non vorrei mai un uomo di questo tipo come compagno. Ma (ripeto): basta farsi un giro per i siti hard che vanno per la maggiore, per capire che la stragrande maggioranza degli uomini è molto più interessata ad immagini di donne che godono che a disagi di qualsiasi tipo.
      Scusami la lunghezza, ma non potevo liquidare con due parole la tua interessante domanda.

      • Non ho mai fatto una ricerca seria sulla pornografia, per il semplice motivo che non ne ho il tempo (questo non è il mio lavoro, mi dedico al blog solo nei ritagli di tempo). Se mi limito, per curiosità, a digitare le parole porno e violenza su google, però, fra i primi risultati non mi esce alcun video con uomini brutalizzati, bensì “violenza carnale su ragazza ubriaca”, “Porno hard e violento nelle scene con copione con attrici che adorano essere scopate con un pizzico di violenza!”, “violenza carnale su milf italiana”, “ficona di colore scopata con violenza”… Nella prima pagina nessuna violenza di donne su maschi. Nella seconda pagina neppure. Alla terza pagina, arrivata a leggere “violenza carnale. madre legata e scopata dal figlio” ho chiuso, perché non mi sembra il caso di aprirmi una bottiglia di vino alle 10:30 del mattino e non saprei come altro affrontare emotivamente un’altra pagina di risultati.
        Non devo spiegarti immagino come funziona un motore di ricerca.
        Le parole che ho usato per la ricerca, “porno” e “violenza” sono di genere neutro, eppure i risultati che compaiono riguardano tutti violenza sessualizzata compiuta su corpi femminili.
        Su che basi mi dici che nella pornografia odierna ha molto più successo il dominio della donna sull’uomo?

  10. Maura ha detto:

    Riprenderei però l’analogia con i film normali. Dove sicuramente l’attore che interpreta James Bond non viene realmente torturato. Accantonando l’ipotesi che attrici porno possano o meno subire violenze. I film fanno cultura. Ad esempio il proliferare di giustizieri degli anni 80/90 veicolava il messaggio che la giustizia fai da te è cosa buona e giusta. Tornando al porno, da un lato, essendo rivolto al maschile, ne accetta in toto le fantasie e desideri. Che sono di sopraffazione. Ma quel che è peggio è proprio ciò che dice Paolo. Nei film porno la donna ne prova piacere, esagerato. Anche il migliore degli uomini, quello che mai stuprerebbe davvero, ne trae il convincimento che il sesso che piace a lui, piaccia anche alle donne. Che ciò che a lui dà piacere (la penetrazione come unico senso, la fallocentricità, la dimensione come valore per il piacere, la comparsa dello sperma come l’apparizione della Madonna, il sesso orale unilaterale (quante donne hanno raggiunto veramente l’orgasmo praticando una fellatio?), una certa “prepotenza” per vincere la riservatezza, addirittura una violenza abbastanza forte, molti uomini contemporaneamente, ecc. ecc.) dia anche piacere alla donna. Molto piacere.
    Essendo spesso il porno (film e giornali) la sola educazione sessuale del maschio medio, anche i migliori uomini arrivano al sesso totalmente impreparati alla sessualità femminile che non è comunque quella di PlayBoy. Noi sappiamo che la loro sessualità è molto visiva e sopraffattiva, loro sanno che la nostra sessualità è altro?

    • Paolo ha detto:

      la sopraffazione vera e lo stupro e c’è solo quando manca il consenso. Comunque Maura mi pare che anche tu stai negando che la penetrazione (non come “unico senso” ma è parte del rapporto sessuale) possa piacere anche alla donna, e che la fellatio debba farle schifo per forza (nessuno ha un orgasmo facendo una fellatio o un cunnilingus ma a volte è bello dare piacere al partner) solo perchè fa schifo a te e alle donne che conosci. Ma non è così. Ci sono uomini che non sopportano di fare il cunnilingus, altri sono contenti (se vuoi ti posso indicare dei film in cui l’amante fa il cunnilingus all’amata, non sono porno perchè non ne guardo)
      Io francamente non capisco come ad una persona possa piacere il sadomaso, a me quella roba non piace, non mi attira come non mi attirano orge e doppie penetrazioni e sesso anale (a letto, ho gusti abbastanza “tradizionali”) ma esistono donne e uomini a cui piacciono, bisogna prenderne atto.
      E non credo affatto che la sessualità maschile e quella femminile sia così incompatibile come tu, in accordo con parecchi maschilisti, sembrate credere: lo prova il fatto che nonostante tutte le loro diversità e problemi uomini e donne continuano a cercarsi e a desiderarsi sessualmente e a godere

      quanto alle idee veicolate dai giustizieri cinematografici anni 80/90..quei film sono stati spesso etichettati come forcaioli e persino fascisti..giudizi che ho sempre trovato semplicistici e sbagliati. Ma certo io sono un ammiratore dell’ispettore Callaghan

    • IDA ha detto:

      Temo di no, Maura, non lo sanno..e se l’apprendono dal porno si fanno anche l’idea sbagliata..

  11. Animabella ha detto:

    IDA: 1) Chi accosta l’immagine delle “pornostar” all’abuso?
    2) A costo di essere ripetitiva: hai mai dato un’occhiata ai siti hard più gettonati? Ti pare che manchino di personaggi femminili desiderosi e sessualmente autonomi?

    • IDA ha detto:

      1) la pornografia stessa, le attrici stesse, quelle in attività e non, spesso hanno dichiarato che tecnici, registri, produttori, amici, semplici conoscenti pretendono da loro prestazioni sessuali, fuori dal set..
      2) Sono alcuni anni che mi interesso e cerco di capire cosa è la pornografia.. più o meno ho visitato tutti quelli più famosi e no.. Non le ho mai visti i personaggi che dici te, ma ho visto di stereotipi di donne vogliose, proiezioni di desideri maschili, ma non desideri femminili..

      • Paolo ha detto:

        giovani donne che hanno voglia di fare sesso esistono anche nella realtà, ma in effetti non somigliano a quelle che stanno nei porno.
        forse somigliano più a lei

      • Paolo, il 99,9% delle donne che io conosco hanno una gran voglia di fare sesso. Non è possibile invece che una donna abbia voglia di essere stuprata, perché è una contraddizione in termini: struprare una donna significa proprio che lei non ha alcuna voglia di subire quello che la si costringe a subire. Capisci cosa intendo quando parlo di manipolazione del linguaggio allo scopo di banalizzare la violenza?

      • Paolo ha detto:

        nessuna donna vuole essere stuprata. non l’ho mai messo in dubbio e detesto quando “stuprabile” viene usato come complimento, su questo concordo in pieno con te

      • Animabella ha detto:

        Dallo Zingarelli:
        Tecnica: Modo di lavorare, produrre, realizzare q.c.
        Tecnologia: Studio della tecnica e della sua applicazione.
        Come vedi, non ho confuso nulla. Sapevo quello che scrivevo, quando ho parlato di “tecnica cinematografica” (senza precisare un genere cinematografico, quindi includendo il porno, ma senza limitarmi ad esso).
        Avrai peraltro notato che il mio italiano non è né sciatto né zoppicante.

      • Animabella ha detto:

        1) Non dubito che ad un’attrice hard capiti di ricevere profferte sessuali cui non desidera corrispondere. Questa è la più scontata normalità per persone adulte di entrambi i sessi e non costituisce certo un abuso, se non nel caso di ricatto da parte di superiori oppure violenza. Se succede questo, l’attrice hard può rivalersi per legge contro l’abusante, esattamente come chiunque altro: non vedo quindi perchè imporle un vestitino da vittima sacrificale.
        2) Infatti stiamo parlando di cinema, quindi di creature dell’immaginazione!

      • “Non dubito che ad un’attrice hard capiti di ricevere profferte sessuali cui non desidera corrispondere. Questa è la più scontata normalità per persone adulte di entrambi i sessi e non costituisce certo un abuso, se non nel caso di ricatto da parte di superiori oppure violenza. Se succede questo, l’attrice hard può rivalersi per legge contro l’abusante, esattamente come chiunque altro: non vedo quindi perchè imporle un vestitino da vittima sacrificale.” Ci sono diversi motivi per cui un’affermazione del genere è piuttosto naif, e non lo dico con disprezzo, mi fa tenerezza, soprattutto perché come nick hai scelto “anima bella” (un omaggio a Schiller?).
        E’ una cosa da approfondire, e lo dico seriamente. In passato ho pubblicato i risultati di studi che dimostrano che i pregiudizi di genere delle persone chiamate a giudicare hanno molta più influenza delle prove concrete in ambito giudiziario, e che uno dei pregiudizi più radicati è che la donna abbia la tendenza a inventare “false accuse” di abusi. Al di là delle difficoltà che qualsiasi donna, a prescindere da cosa faccia per vivere, riscontra quando si rivolge alla legge per denunciare una violenza di genere, la cosa andrebbe analizzata alla luce dei commenti che ho letto recentemente sotto la notizia della pornostar sequestrata, stuprata e seviziata che si è salvata gettandosi da una finestra. Ne ho fatto degli screenshot, magari li pubblico.

  12. Animabella ha detto:

    Ricciocorno: La mia proposta era diversa: digitare Femdom e Maledom.

    • Ovvio che se digito Femdom mi esce un video nel quale c’è una donna dominante. Il digitare dei termini neutri rispetto al genere mi permette di constatare quali sono i video più ricercati nel web.
      Il punto non è se esiste un altro genere di porno rispetto a quello che filma abusi, violenze e atti degradanti e umilianti nei confronti delle donne, il punto è che il porno che va per la maggiore è il porno che celebra il dominio maschile, l’abuso, la violenza, l’umiliazione e la degradazione delle donne.

      • Animabella ha detto:

        Se tu digiti, come mi hai detto di aver fatto nel tuo precedente post, “porno e violenza”, è ovvio che ottenga del porno violento! Ma ciò non significa che sia quello che va per la maggiore.
        Se vuoi dati un filino più attendibili, apri la prima pagina di YouPorn e confronta le cifre relative ai generi e ai video più cliccati. L’ultima volta che l’ho fatto, tra i generi più gettonati c’erano le MILF (belle donne mature), lo Squirting (godimento femminile all’ennesima potenza), taglie informali, lesbo… si direbbe un manifesto femminista!
        Veniamo ora al Femdom.
        Se tu mi descrivi la pornografia come sessualizzazione del dominio maschile sulla donna, non mi pare né ovvio né incongruente replicarti che, di fatto, il Web straripa di immagini decisamente hard che esprimono l’esatto opposto. Quindi:
        1) O decidiamo che pornografica è solo la raffigurazione sessualizzata del dominio maschile, quindi l’immagine di una domina che fustiga uno slave nudo e col pene eretto non è pornografica.
        2) Oppure ripensiamo alla tua precedente definizione.
        Non vedo altre possibili strade.

      • Io ho digitato “porno” e “violenza” perché tu avevi affermato che la violenza nel porno non ha genere. Se la stragrande maggioranza del porno che trovo digitando “porno” e “violenza” (io ho visionato solo tre pagine e il rapporto era 100% – 0%) riguarda violenza esercitata da uomini sulle donne, mi sento di dire che c’è una netta preponderanza di uno scenario nel quale il maschio domina e umilia e la femmina subisce. Poi, se secondo te il web straripa di altro, non so proprio che dirti…

  13. Zorin ha detto:

    @Vale
    cit.
    “Bello notare che non dici “quanti di questi uomini vorrebbero sul serio ridurre una donna così, umiliarla, farle rischiare la salute, impaurirla, ecc, ecc, ecc”, no, ci preoccupiamo del confronto di dimensioni -_-‘”
    Io ho parlato di scene normalissime di sesso di gruppo, dove una donna e’ al centro dell’attenzione di piu’ uomini. L’umiliazione, la paura, ecc. ce l’hai messa tu con le tue paranoie.
    Quanto ai rischi per la salute, questi incombono sia sulle attrici femmine che sugli attori maschi dell’industria del porno.

    Appunto che ho scritto: spegnete la macchina delle paranoie 😛

    @IDA
    cit.
    “Bene, mi confermi che sono fantasie maschili, (io direi mascoline e maschiliste, perchè mi sembrerebbe di offendere tutto il genere maschile.. ma comunque) Mi chiedo, ma perchè solo il maschio eterosessuale ha questi diritti? Perchè il pedofilo, non ha il diritto di esercitare la sua fantasia? Infondo la fantasia è una cosa la realtà un’altra.. O No?”
    Non esiste nessun diritto, solo un settore economico che vende prodotti. Questo succedera’ finche’ i prodotti si vendono, e finche’ chi li produce e li vende non viola le leggi.
    Mi sembra ovvio che produrre pornografia pedofila, in cui quindi compaiono attori minorenni pagati per fare sesso, violi la legge.

    • Zorin, una curiosità: prima di commentare li leggi i post che pubblico? Oppure leggi il titolo – ah, porno! – e poi vai a braccio?

    • Vale ha detto:

      Il fatto che tu trovi “normalissime” scene in cui una donna si ritrova con n maschioni che la infilzano da tutte le parti, dice già tutto…
      Si vede che i buchi infilzati non sono i tuoi e che non ti poni il problema del dolore per attrito o per semplice inserimento di oggetti grandi X in buchi grandi frazioni assai piccole di X! Senza considerare che da quanto ho capito, tutta ‘sta adorazione per la donna in questione non c’è, lei è più che altro una bambola gonfiabile di carne e ossa.

      Non c’è niente di normale, Zorin, ed è proprio questo che si dice in questo post. Il porno è così violento, misogino e pervasivo, che oramai considerate queste cose come normali. Di nuovo, grazie per aver dimostrato la nostra tesi, diametralmente opposta a quella che avresti voluto dimostrare tu!

      • Zorin ha detto:

        Nel sesso eterosessuale l’uomo penetra e la donna viene penetrata, get over it.
        Il fatto che ritieni la penetrazione, cioe’ l’atto sessuale etero per eccellenza, una tortura in cui la donna viene infilzata dal pene del “maschione”, dimostra solo quanto profonda e paranoica sia la tua sessuofobia ed eterofobia.

      • Ma questa cosa della tortura, dove diamine l’hai letta? Il più delle volte, Zorin, ho l’impressione tu venga qui a parlare con te stesso…

      • Vale ha detto:

        Zorin, so che rimarrai sconcertato ma… nel sesso eterosessuale si può fare un sacco di roba che esula dalla penetrazione, pensa un po’!
        😀
        Di nuovo, nei porno ti mostrano 5 o 6 uomini che infilzano (non c’è nulla di sensuale, dolce, romantico, ecc, ma solo violenza, almeno nei porno di cui parla l’articolo) contemporaneamente una povera disgraziata. E, attenzione attenzione, la cosa genera dolore! (leggiti i link al post di Lizzi dove si riportavano le testimonianze delle attrici).
        Di nuovo, confermi la tesi: chi se ne frega delle persone, se una cosa fa comodo a te, allora va bene. Grazie per aver nuovamente dato ragione a noi.

      • Luna_di_perle ha detto:

        Dai, se al posto di una donna in una gangbang ci fosse un maschio bisessuale – e infatti ci sono porno bisex così – in cui lui sdraiato “lo prende” dietro e in bocca e viene magari anche cavalcato da una lei, parlareste ancora di dominio di qualcuno su qualcun altro? Io non credo. Si tratta di fantasie della gente che il porno mette a disposizione del pubblico, e gli altri non sono nessuno per dire ad una pornostar che “si sta facendo sfruttare” dal patriarcato o cose del genere.

      • Questa mi sembra una versione diversa del medesimo argomento contestato: “Ma si sa, non tutto il porno è così. Ti stai concentrando sulla parte peggiore del porno. E, naturalmente, questo tecnicamente E’ VERO.”
        Il fatto che esista un porno nel quale un maschio subisce quello che subisce una donna è un argomento che ci impedisce ci collocare il porno di cui parla questo post in un contesto culturale fortemente misogino?

      • Luna_di_perle ha detto:

        Ma credo si tratti solo di riprodurre fantasie della gente. Anche se si tratta di inscenare uno stupro, non c’è nulla di male se qualcuno si eccita a vedere una persona che viene forzata – e infatti anche qui potrei dire che la categoria forced esiste anche nei porno gay -. Quello che a me da fastidio dei porno è la disparità in certe categorie, ad esempio è pieno di video dove due o più donne leccano un pen* mentre sono molti di meno i video in cui due uomini leccano una vagin*. Questo semmai dovrebbe far riflettere.

      • “non c’è nulla di male se qualcuno si eccita a vedere una persona che viene forzata”
        Che ci sia un legame, fra la violenza che fruiamo come spettatori, e quella che poi viene materialmente agita, è un tema che la ricerca affronta da tempo, senza che sia stata data una risposta definitiva. Certo è che sono molte le ragazze che si lamentano di doversi relazionare con una generazione di maschi che fanno loro pressione allo scopo di ottenere delle prestazioni dalle quali non traggono alcun piacere: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/09/18/crescere-a-pornland/

      • Paolo ha detto:

        ho visto un sacco di horror dove ragazzi e ragazze vengono sventrati e uccisi nei modi più truculenti e non ho ucciso nessuno (al momento)

      • E ti ecciti guardando gli sventramenti? Perché anche io guardo gli horror, e generalmente mi spaventano o mi disgustano.

      • Paolo ha detto:

        no, non mi eccitano ovviamente, le scene che mi eccitano sessualmente sono quelle di sesso o di seduzione erotica (solo se gli attori e le attrici hanno un bel corpo, sono un esteta che ci volete fare), fatto sta che la mia idea di passatempo contempla non solo ma anche vedere film dove la gente viene torturata e uccisa in maniera truculenta e brutale (per finta, ovviamente fatto sta che gli effetti sono realistici se la finzione diventa troppo palese l’horror diviene comico) e qualcuno potrebbe giudicarmi malsano per questo

      • L’analogia fra porno e horror non regge, e mi sembra evidente il perché.

      • Luna_di_perle ha detto:

        Ovviamente la persona viene forzata per finta. Sono attori/trici.

      • Luna_di_perle ha detto:

        *Intendevo, che lo/la leccano contemporaneamente, in coppia.

    • IDA ha detto:

      Quindi se si vieta il porno, tu saresti contro il porno perchè a quel punto viola la legge.. Interessante!

      • Zorin ha detto:

        Quindi ammetti che, dietro al velo d’ipocrisia di voi anti-porno, c’e’ la solita volonta’ di ottenere l’ennesima legge proibizionista e liberticida, col consegeute apparato repressivo che ogni legge proibizionista necessita per essere applicata?

      • IDA ha detto:

        @Zorin.. Sulla censura ti ho risposto prima, insieme aPaolo. Inutile ripetere che sono contraria ad ogni forma di censura.. Sono contraria al porno perchè è sessista, veicolo di sessismo e pregiudizzi di genere.. Dov’è l’ipocrisia? L’ipocrisia è nei sostenitori del porno che si fanno scudo di concetti come la libertà, quando poi interessa solo proteggere il profitto di pochi e il piacere personale, disinteressandosi del dolore che c’è dietro.. Il discorso sulla legge.. la legge non rende le cose giuste o sbagliate, ma le autorizza.
        Io non vado a rubare, io non uccido nessuno, ma non perchè il codice penale me lo impedisce, è la mia etica che mi impedisce di rubare e uccidere. Avere un’etica una morale, non vuol dire essere moralisti, la morale serve a distinguere il bene dal male, il moralista impone la propria morale, la erge a modello.. (tipo la morale eterosessuale).. Io la uso come strumento di giudizio e di critica.. non impongo nulla..

  14. Sandra ha detto:

    Leggendo i commenti mi sono ricordata della ragazza crocefissa e uccisa da un uomo normalissimo, non mi soffermo sui particolari agghiaccianti perché magari qualcuno potrebbe distrarsi e mi seccherebbe assai. Le indagini evidenziarono come le prostitute spesso affrontano questo tipo di richieste con conseguenze che è facile immaginare e che vengono definite giochi erotici finiti male, rischi del mestiere. Sevizie che non riguardano solo il contesto prostitutivo.
    Io lo voglio sapere prima!, ditelo anche voi alla vostra possibile ragazza o partner del momento, magari durante le prime chiacchierate” Sai io mi eccito guardando donne che vengono innaffiate di sperma e fanno finta di godere, avvolte neanche, mi piace guardare come vengono distrutti i vostri organi genitali ma sono solo fantasie tu non c’entri” Qui stiamo parlando di questo chiaro?
    queste fantasie che vi hanno imposto, questo voler godere non importa a che prezzo ha un enorme importanza per tante, perché se riuscite ad avere un opinione positiva di voi al di la di tutto quello che direttamente o indirettamente causate per altri non è così.

    • Paolo ha detto:

      io mi eccito guardando le scene d’amore delle soap opera o le scene d’amore tra Talisa e Robb nel Trono di Spade o quelle tra Dexter Morgan e Rita in Dexter,le scene d’amore di Grey’s anatomy, trovo tenere ed eccitanti le numerose scene d’amore tra Mila Kunis e Justin Timberlake in Amici di letto, anche gli sbaciucchiamenti nei film tratti dai romanzi di Inga Lindstrom mi stuzzicano (insomma a me la scopata in sè dice poco senza una solida trama). Non mi masturbo davanti a queste scene però quando mi masturbo le rievoco nella mia mente per eccitarmi e funziona.
      Mi ritieni per questo, un uomo migliore di chi si masturba davanti ai porno? è una mia curiosità: provare eccitazione sessuale per certe immagini e non per altre ti rende un individuo migliore o peggiore?

      • Sandra ha detto:

        Io io io ma finiscila perché invece di controbattere il mio commento non ti sei sentito di dire qualcosina anche in risposta alle palesi minchiate di qualcun altro? cosi fai tu e così fanno tutti , un atteggiamento complice non è per niente innocuo e dire non guardo porno e un po’ poco, questo io sovrastimato non sarà mai più importante come ancora vorreste e la stessa cosa vale per il vostro sesso ma questo lo sapete già. Quanti secoli vi occorrono ancora per accettare questo con dignità?Quali livelli di disprezzo per tutte noi dovete ancora esprime in quei titoli?

      • Paolo ha detto:

        complicità con cosa? Io non ho scritto quei titoli, io non guardo quei filmati. Sì dico io io io perchè se permette rispondo di quello che faccio e dico io e non di quello che fanno e dicono altri coi quali in comune ho soltanto i genitali

      • Sandra ha detto:

        “esprimere”

      • IDA ha detto:

        Paolo, Sandra ha perfettamente ragione, anch’ io vorrei saperlo prima se uno guarda abitualmente film porno o no. A parte credo che chi guarda abitualmente porno, si riconosca per il suo modo di porsi nei confronti delle donne, questo lo dice la mia piccola esperienza e ne sono quasi certa di quello che dico. Se poi uno è libero di fare quello che vuole, non si capisce perchè una non può essere libera di scegliere e stabilire criteri personali.. Io tra chi guarda abitualmente il porno e no, le faccio le distinzioni, tra un mafioso e no, faccio distinzioni, tra un stupratore e no, tra un pedofilo e no, Con chi scelgo di passare il mio tempo, lo scelgo io, secondo i miei criteri….e Sandra sceglie secondo i suoi, che sono legittimi..

      • Paolo ha detto:

        ma è giustissimo che selezioniate le vostre compagnie in base ai criteri che volete, tutti lo facciamo e anch’io.

    • Luna_di_perle ha detto:

      No vabbè.. qui andiamo fuori di testa però.. La masturbazione è una cosa privata, un partner non è costretto a dirvi se si masturba coi porno oppure no.. Non avete il diritto di saperlo.

  15. Stefano ha detto:

    A me questo non pare in realtà un buon articolo per riflettere. Nel senso, la discussione nei commenti ci sarebbe comunque se facessi un post a titolo “riflettiamo sul porno”. Tutta la questione messa sotto l’ottica dell’utilitarismo è una scemenza, quando poi l’autore alla fine ammette onestamente che non crede che esista un “buon porno”. La sua mossa retorica peggiore è legare l’eiaculazione di fronte ai video con le sofferenze del genere femminile. C’è pure la bilancia. Una mossa tipo “quante volte tiri lo sciacquone in casa? Non sai che milioni di bambini muoiono di sete?”. Se ti masturbi a Cosenza viene stuprata una donna a Boston. Nessuno giustifica il porno con il diritto alla masturbazione, il porno come qualsiasi altra espressione umana è normato dai vari codici civili e penali dei vari stati. Dopodiché ogni video fa storia a sé. Joyce quando uscì fu censurato negli USA per pornografia e certo ci sono stati movimenti avversi alla letteratura popolare, considerata pornografica, ma a nessuno viene in mente oggi di mettere in discussione la letteratura in toto. Semmai ogni opera prodotta può o meno venire discussa e accusata. Ogni opera deve passare il vaglio della censura, non so come funziona per il materiale on-line, ma se ha senso un discorso del genere, basterebbe dire che il materiale pornografico non può veicolare messaggi razzisti, sessisti, eccetera. E non è un discorso scontato, perché quando Arancia Meccanica uscì in Inghilterra ci furono episodi di violenza che furono ricondotti a quel film ed è stato Kubrick stesso a ritirarlo (se non ricordo male). Per il resto l’industria del porno può ed è messa sotto critica da vari punti di vista. Ci sono anche studi sulla percezione del materiale pornografico, sui suoi effetti eccetera, sappiamo che crea dipendenza. La questione passa al punto focale, che è dimostrare la tesi per cui il porno è intrinsecamente sessista e misogino e soprattutto che il porno è una concausa della violenza sulle donne, del patriarcato stesso. La prima questione potrebbe risolversi semplicemente se qualcuno gli facesse vedere un normale video porno in cui non c’è nulla di ciò di cui parla l’autore, quello che lui con un’altra mossa retorica chiama il “buon porno”. Ma dal momento che lui è convinto che non esista un “buon porno” scommetterei che non lo ammetterebbe neanche sotto tortura che esiste, forse perché è davvero convinto che sia così. Cioè in realtà si contraddice, ammette che potrebbe esistere, ma non basterebbe a portare la pace nel mondo, che è l’unico argomento che giustificherebbe la violenza necessaria a produrlo. Peccato che in questo modo sta dicendo che è impossibile produrre un porno senza violenza sessuale, il che è evidentemente una sciocchezza, oltre al fatto che dimostra la sua contraddizione. A meno che per lui l’unico “buon porno” non sia quello che porti la pace nel mondo. Ma il fatto è che questo articolo lo ha scritto un fanatico, non una persona che vuole riflettere e far riflettere.
    Ma in realtà non capisco perché tu lo hai postato, se davvero pensi che possa far riflettere qualcuno, quando ci sono un sacco di studi che lo stanno facendo.

    • “Nessuno giustifica il porno con il diritto alla masturbazione”. No, nessuno, infatti non è questo che sostiene a mio avviso il post. In realtà nessuno giustifica il porno. Ci limitiamo a constatare che c’è, e a protestare quando qualcuno afferma che sarebbe meglio che non ci fosse.
      La mia opinione sul testo che ho tradotto (puoi consultare l’originale, c’è il link) è che quando l’autore mette in dubbio l’esistenza di un “buon porno”, lo dice perché nonostante ci sia di fatto in circolazione del porno female-friendly o addirittura femminista (e da diverso tempo), la sua esistenza non ha prodotto alcun cambiamento positivo nel porno mainstream, che anzi negli ultimi anni è diventato sempre più violento e misogino. Nell’immaginario collettivo maschile il porno è ancora “stupida puttana ama scopare davanti alla telecamera”. Quindi il “buon porno” cosa ha ottenuto di “buono”?

      E poi, scusa: quale censura?

      • Stefano ha detto:

        Per te sarebbe meglio se il porno non ci fosse?

        Il “buon porno” è un artificio retorico dell’autore. Un po’ come la distinzione tra arte e pornografia, tra letteratura alta e bassa eccetera. Chiedersi cosa abbia prodotto di buono mi sembra una domanda retorica. Al di là che sia possibile quantificarlo, al di là che qualsiasi cosa di “buono” che possa accadere sia riconducibile causalmente al “buon porno”, non vedo per quale motivo il “buon porno” dovrebbe portare qualcosa di buono, e in che modo giustificarlo con questo argomento. Il tuo sembra un argomento sempre di tipo utilitaristico, l’effetto soglia. Io sono vegano, i vegani sono aumentati in Occidente eppure la produzione di carne non è diminuita. Cos’avrebbe portato di buono il veganesimo?

      • A te cosa ha portato di buono? Immagino che la tua sia stata una scelta salutista, o dettata da una riflessione di tipo morale. In entrambi i casi, ritieni di averci guadagnato qualcosa.
        Il porno che cosa porta di buono ai singoli individui che lo fruiscono? La teoria di chi scrive è che il porno serva a raggiungere l’eccitazione sessuale e l’orgasmo. La tua teoria qual è?

      • Paolo ha detto:

        Bè Riccio..è un po’ come dire che l’esistenza del cinema d’autore non è servito a impedire i megaincassi dei cinepanettoni o che l’uscita di bei romanzi non impedisce a federico moccia di vendere milioni di copie tra i giovanissimi (e guarda c’è chi sostiene che i suoi romanzi sarebbero dannosi quanto i porno)..e con ciò?

      • Una differenza sostanziale è che quelli che sostengono che i libri di Moccia fanno cagare non vengono accusati di essere bigotti, moralisti o repressi… e nessuno si sognerebbe mai di affermare che è impossibile immaginare un mondo senza Moccia e il suo contributo alla letteratura.

      • Stefano ha detto:

        La mia è stata una scelta morale. Ma in realtà non posso dire di averlo davvero scelto, perché nel momento in cui cominciai a pensare se diventare vegetariano (allora cominciai così) o meno, già c’era un rovello interiore, che si sarebbe protratto se non fossi diventato vegetariano. Al momento direi che l’unica cosa buona è questa, che mi sembra di aver fatto la cosa giusta. Poi posso dire che l’egoismo e il supposto altruismo (verso gli animali) si mischiano. Ma questo non rende più o meno giusta la mia scelta.
        Le ali servono per volare, ma pare che non si siano sviluppate per questo motivo. Usiamo gli occhi per leggere eppure non per questo che si è sviluppata la vista. Il porno può essere usato per eccitarsi, ma credo sia nato come sono nate tutte le altre rappresentazioni umane, per curiosità, o semplicemente per caso. Fra i Bonobo il comportamento sessuale è pubblico, promiscuo e piuttosto ordinario. Ci sono mamme che si masturbano mentre spiluccano il piccolo, femmine che si strofinano fra una chiacchiera e l’altra eccetera. Immagino che anche potendo non farebbero film porno. Circa la bontà della fruizione dipende. Le mie prime masturbazioni non sono avvenute con materiale pornografico. Poi mi ricordo che c’era la tv (sono dell’85): dai programmi vagamente erotici (c’è una vignetta stupenda di Zerocalcare con gli amichetti che si telefonano per dirsi che sul tal programma si vede una tetta sotto il 4 del numero di telefono della linea erotica) ai normali Striscia e robe varie. A me hanno sempre eccitato di più le tipe vestite di questi programmi piuttosto che i canali erotici, e credo dipenda da una ritrosia personale. Ma non ho mai pensato a quelle tipe come puttane. So che per altri non è così, ma se per me è stato diverso allora forse la rappresentazione della donna è qualcosa che agisce non come premessa, ma come rinforzo. Quando giocavamo assieme con la playstation ogni tanto sul pc mettevamo dei film porno e mi sentivo a disagio. Oggi va a periodi, non mi interessa granché il porno. Se mi innamoro di una ragazza capita che mi masturbo pensando a lei, se mi rifiuta la cosa diventa penosa. Se sono triste anche con un video porno diventa penoso. Quindi anche la masturbazione diventa piacevole o spiacevole a seconda della situazione. E anche il sesso stesso può essere fonte di problemi, disagi, crisi di coppia, eccetera. Il porno può diventare una sorta di rifugio e di trappola. Ma non credo che abbia a che fare solo con il porno. In tutto ciò non c’è stato un momento in cui ho deciso di fruire il porno, ci sono nato dentro, e più che altro è un’abitudine. Dal punto di vista della masturbazione il porno è superfluo, però ha un certo potere di cambiare l’abitudine del masturbarsi, senza contare che crea degli schemi comportamentali. È un mezzo potente. I videogiochi superano in certi aspetti i libri, non ci sono santi. Poi perderanno dal punto di vista del contatto con la voce dell’autore, però sono aspetti differenti e complementari. Starei meglio completamente senza? Boh, a volte me lo chiedo. Ma in realtà non è il porno in sé che fa la differenza, è il contesto. L’effetto benefico o malefico cambia a seconda della vita che si sta facendo. Gli effetti cambiano per ogni persona e per ogni differente esperienza di vita, dal modo di viverlo; per alcuni può essere uno sfizio divertente e nulla più. Mi puoi far vedere tutti i video più violenti e misogini che esistono e non diventerei mai misogino. Ma credo anche che il tipo di persona che ero mi abbia indirizzato verso la fruizione di alcuni video e non di altri. E quando uno sta crescendo fa esperienze si spera il più mediate possibile, dalla famiglia alla scuola. Ma se scoprissi di eccitarmi con dei video sessualmente violenti o addirittura con dei video di violenze sessuali reali, questo direbbe qualcosa su di me? Sarebbe un effetto della fruizione? C’è una componente sadica nell’umanità con la quale fare i conti. Ma laddove l’esperienza sessuale è più consapevole e libera dalle costrizioni è anche più felice, indipendentemente dal porno, che è uno dei fattori in gioco, e non credo affatto fra i più rilevanti.

      • Ovvio che il contesto è fondamentale. Senza contesto ogni discorso perde di significato. E’ ovvio che un video il cui titolo principia con “stupida puttana” assume differenti significati a seconda del contesto sociale nel quale è inserito.
        Tu mi domandi se il mondo sarebbe migliore senza il porno, e questo presuppone che eliminare il porno è uno strumento atto a rendere il mondo migliore. Io invece la vedo in modo diverso: in un mondo migliore – un mondo in cui l’essere umano non si gratifica per mezzo dell’umiliazione altrui, un mondo in cui non ci sono esseri umani di serie A ed esseri umani di serie B, il porno – quel porno che questo post critica, il porno che rappresenta la degradazione della donna e la violenza sessuale – scomparirebbe naturalmente.

      • Paolo ha detto:

        in libri sono arte e non potranno mai essere superati dai videogame, secondo me. Poi il resto che scrivi è molto interessante

    • Paolo ha detto:

      Ho sempre pensato che ritirare Arancia Meccanica dalle sale britanniche fosse stato un errore da parte di Kubrick..ma del resto mi pare che avesse persino ricevuto minacce

      • IDA ha detto:

        @Paolo…“Crudezza”, come rappresentazione violenta e brutale. Meglio, come rappresentazione meccanica e fredda. Nel porno il sesso è esplicito, ma artificioso, perché nessuno, fa l’amore in quel modo, con quelle posizioni innaturali, la pornografia è solo un surrogato dell’atto sessuale.. simulato e artificioso hanno tutti e due come sinonimi, finto, falso…

    • IDA ha detto:

      “La questione passa al punto focale, che è dimostrare la tesi per cui il porno è intrinsecamente sessista e misogino e soprattutto che il porno è una concausa della violenza sulle donne, del patriarcato stesso.”
      Cosa c’è da dimostrare, basta andare su Youporn, e vedere se è sessista o no. Basta leggere i titoli.. Il porno è un prodotto del patriarcato che crea disuguaglianze sessuali.
      La diseguaglianza sessuale e il predominio maschile sono gli elementi fondanti , della società gerarchica nella forma patriarcale.
      L’accesso al materiale pornografico, avviene nei ragazzi tra gli 11/12 anni, questo secondo gli psicologi dello sviluppo, crea danni, nell’immaginario del ragazzo, la donna diventa un oggetto e la sessualità puramente meccanica. Mary Anne Layden, specialista di violenze sessuali presso l’Università della Pennsylvania, ha sottolineato il ruolo della pornografia in tutti i casi di violenza sessuale trattati come psicoterapeuta. “Più i ragazzi sono esposti precocemente alla pornografia, più sono propensi a impegnarsi in atti sessuali non consensuali. ” Ora sulla visione del materiale porno da parte degli adulti c’è molta discordanza, tra chi dice che influisce lo stesso sull’immaginario erotico, chi dice di no, chi addirittura sostiene che può migliorare le relazioni nel rapporto di coppia. Ma sull’età dello sviluppo, gli adolescenti sono tutti d’accordo.
      Ora il “buon porno” non è un artifizio retorico, ma è quello che ti senti rispondere quando descrivi delle cose negative, i sostenitori del porno, non negano e non argomentano quello che te sostieni ma ti dicono che c’è anche altro, che è diverso.. questo altro nessuno l’ha mai visto. Sostenere che una cosa non esiste perché non si è mai vista vuol dire essere fanatici, va bene, accettiamo anche questa. Io non aderisco per fede, le cose le devo verificare, misurare calcolare.. se non le vedo non esistono, fino a quando non riesco a vederle..

      • Stefano ha detto:

        Ida, ma se io, Paolo e Riccio un giorno ci vediamo e giriamo un porno fra di noi, mi dici in che modo questo sarebbe intrinsecamente sessista e misogino? Perché è questo che sostengono gli anti-porno. Nessuno è così ingenuo da pensare che l’autore dell’articolo non abbia mai visto un porno non sessista e non misogino, semplicemente o ci fa o ci è, ovvero ha un pregiudizio nei confronti della pornografia, così come le persone religiose hanno un pregiudizio nei confronti di un sacco di cose senza saperlo spiegare razionalmente. Tutto ciò si chiama fanatismo. Norberto Bobbio, che non è il primo che passa, aveva dei pregiudizi nei confronti del sesso occasionale, per lui era immorale. Ecco, almeno Bobbio era abbastanza onesto da ammettere che per lui era immorale. Le cose non sempre bisogna vederle o accertarle empiricamente, basta l’immaginazione. L’autore stesso tira fuori il Trolley problem, che è un classico degli esperimenti morali. Ma qui il punto non è accertare se esistano dei “buoni porno”, il punto è ciò che ho scritto sopra, ovvero dimostrare che la tecnica pornografica sia sessista e misogina in sé, se filmare un rapporto sessuale sia sessista e misogino. Se non dimostri questo, non hai alcun appiglio per dire che la pornografia è malata, puoi solo dire che esistono dei porno malati, non che il porno sia malato. Oppure puoi ammettere che hai un pregiudizio nei confronti della pornografia, che vedere rapporti sessuali in video ti crea problemi, cosa che di per sé non ha nulla che non va, basta non trasformarla in una battaglia civile. Ma d’altronde non è un caso che il fronte anti-porno sia molto attivo negli USA, lo stesso paese in cui si scandalizzano se una donna allatta in pubblico, però non battono ciglio se uno gira con un mitragliatore in spalla. Oppure lo stesso paese in cui i medici abortisti vengono minacciati e uccisi.

      • Mi spiace Stefano, credo che tu non abbia capito. O forse non ho capito io il senso del post che ho pubblicato.
        La pornografia è il frutto della società nella quale viviamo. Vivendo in una società sessista e misogina, il porno è sessista e misogino. Se vivessimo in mondo nel quale la donna non è discriminata, non ci sarebbe questo problema. Forse non ci sarebbe il porno, forse ci sarebbe solo “buon porno”, non possiamo saperlo. Ma secondo chi ha scritto questo post la gente non vuole neanche scoprirlo, perché vuole che tutto rimanga esattamente com’è.
        Ovvio che non tutti gli esseri umani sono sessisti e misogini, ma è altrettanto chiaro che sessismo e misoginia sono non solo ampiamente diffusi, ma anche tollerati da tutti coloro che si dichiarano non-sessisti e non-misogini, in nome della libera espressione del pensiero.
        Ogni volta che qualcuno si alza facendo notare che c’è una enorme quantità di porno sessista e misogino, e che è probabile che la diffusione capillare e massiccia di questo genere di porno influenzi negativamente i rapporti uomo-donna, la risposta è “ma il porno non è interensicamente sessista! Che male c’è in due persone che trombano? c’è un sacco di buon porno in giro…” E il porno sessista e misogino non solo rimane esattamente lì dov’è, ma aumenta…
        Quello che sostiene l’autore del post è che chi usa l’argomentazione del “buon porno” non è minimamente interessato al “buon porno” in sé, ma solo a fare in modo che nessuno tocchi il porno sessista e misogino.
        In altri termini, sta proponendo questa lettura del comportamenti tutti coloro che usano l’argomentazione #notallporn: siete degli ipocriti, non siete interessati alla libertà di pensiero, non siete interessati alla libera espressione dell’essere umano, non ve ne frega niente neanche delle donne discriminate perché allattano o della libera circolazione delle armi, sono tutte argomentazioni che tirate fuori per non parlare dei video analoghi a “stupida puttana ama farsi fottere davanti alla telecamera”, perché sotto sotto volete che rimangano dove sono; e lo volete non perché sono una testimonianza della libertà di espressione o della libertà sessuale della gente, ma perché sono funzionali a mantenere lo status quo, ovvero un mondo nel quale misoginia e sessismo sono ampiamente diffusi e tollerati.
        Perché vedi, io non minaccio né uccido i medici abortisti, sono per la libertà di scelta delle donne, eppure sono qui a pubblicare post che condannano il porno misogino, violento e sessista, perché non credo che le persone dovrebbero sentirsi libere di esercitare violenza su altri esseri umani, perché credo sia necessario un limite alla libertà dell’individuo, ed quel limite è il rispetto dell’integrità e della dignità dell’altro da sé. La mia personale opinione è che ognuno di noi dovrebbe imparare ad imporselo questo limite, non so se capisci cosa intendo. Ma lo ha spiegato meglio di me in un suo commento Il Rasoio di Occam.

      • Paolo ha detto:

        “non mi interessa quanta buona letteratura per adolescenti c’è in giro perchè la saga di Twilight intrisa di maschilismo, continua ad essere popolare tra i giovani quindi è pericolosa quindi deve sparire, non m’importa che ci sia anche hunger games, quelli che tirano fuori hunger games e katniss everdeen e altre eroine simili, lo fanno solo perchè vogliono che twilight rimanga esattamente lì dov’è a diffondere maschilismo e ogni altro male sociale che mi può venire in mente, è pericoloso che i ragazzini e le ragazzine continuino a leggere romanzetti così maschilisti oltre che brutti che corrompono la loro mente, chiunque ha da ridire su questo è complice del patriarcato”

        “non mi interessa quanti bei romanzi erotici ci sono in giro perchè le Cinquanta sfumature hanno venduto molto di più e quindi sono un pericolo e ora uscirà anche il film quindi il pericolo sarà rinnovato, non mi interessa che ci sia anche Anais Nin, chi tira fuori Anais Nin lo fa solo perchè vuole che le Cinquanta sfumature rimangano esattamente lì dove sono a diffondere maschilismo e violenza sulle donne, le Cinquanta sfumature sono un pericolo per la società perchè possono indurre le donne ad innamorarsi di uomini abusanti, le Cinquanta sfumature devono sparire, non possono restare lì dove sono, è pericoloso che le donne le leggano, chiunque abbia da ridire su questo è un complice del patriarcato e dell’oppressione maschile sulle donne”

        ecco, mi pare che il discutibile ragionamento anti-porn sia molto simile a questo.

        poi vabbè, che il porno online non debba sostiruire l’educazione sessuale son d’accordo. Ho già detto che per me i divieti ai minori non sono un problema (anche se farei vedere Game of thrones senza tagli, ad un’adolescente senza alcun problema

      • E infatti, Paolo, non hai capito niente. Ma proprio niente di quello che ho scritto. E a questo punto credo ci sia un po’ di intenzione nel manipolare ad hoc. O forse no…
        Cercherò di essere più chiara: l’autore del post che ho tradotto (perché preferisco rimanere aderente al testo, piuttosto che parlare di generici “anti-porno”) sostiene che è chi parla di “buon porno” che non è minimamente interessato al “buon porno”, ma lo usa come scusa per zittire ogni critica nei confronti del sessismo, della misoginia e della violenza che dilagano in tutto ciò che non è “buon porno”.
        Ti faccio un esempio di dibattito-tipo: arriva qualcuno che dice “ehi, avete notato quanto violenza misogina c’è nel porno?” Replica: “Liberticida bigotto! C’è il buon porno! Vedi maschilismo dappertutto! Vuoi limitare la libertà sessuale/di espressione/ della gente!” Così della misoginia e della violenza sulla quale si voleva attirare l’attenzione non si parla più, e si discute di Hitchcock che non c’entra un beneamato cazzo.
        E’ più chiaro adesso?

      • Paolo ha detto:

        Chiarissimo. io noto che chiunque provi a parlare di “good porn” venga liquidato con “non esiste o se esiste non conta nulla” ma magari sono io che non capisco. Del resto guarda a me del porno, buono o cattivo, importa assai poco se non fosse per quella questione della distinzione tra porno e non porno di cui ho discusso con Ida

      • Stefano ha detto:

        Il porno, data la funzione e il suo pubblico di riferimento non poteva che svilupparsi in questo modo, in una società patriarcale. Ma questo non rende il porno in sé un’espressione patriarcale. Senza distinzioni la critica è impossibile. Se c’è chi produce un porno diverso e c’è chi lo guarda è perché la cosa è possibile. Io personalmente non credo che la questione passi dal porno, penso che il porno vada studiato, problematizzato, limitato come si limitano le altre opere (semplicemente non so se sia possibile e in che modo impedire che certi video siano diffusi: c’è un documentario di Wiseman su una seduta legislativa in uno stato USA che ora non ricordo in cui fra le altre cose si discusse di come limitare quelli che filmavano di nascosto le donne in pubblico con gli smartphone). Penso che se in Italia le donne non potevano votare prima del ’46 e oggi sono in maggioranza nelle Università, l’effetto del porno, ammettendo che ci sia, non sia così forte. Per questo ho parlato di contesto. Chiaro che se lasci un bambino solo con il porno il suo immaginario sarà fortemente influenzato, ma questo è un problema di educazione a monte. In questa società sono le donne “emancipate” a produrre porno, a dargli un punto di vista diverso dal solito. Donne non discriminate che fanno video che non contengono discriminazioni, perché hanno voglia di farlo. Pensare di migliorare la società a partire dal porno è da un lato ingenuo e dall’altro insensato. Ha molto più senso fare un porno diverso e migliorare la società con gli strumenti classici, scuola ed educazione, diffusione di una sessualità consapevole, critica alle discriminazioni. Comunque il problema in questo post è proprio ciò che scrive l’autore, non le critiche a certa pornografia. L’autore pone sul piatto il porno da una parte e la salvezza dell’umanità dall’altra. Sembra George W. Bush col megafono sulle macerie di Ground Zero. Articoli del genere non credo che portino da nessuna parte. Se invece mi parli di ciò che pensi del porno ti leggo. Così come leggo gli studi sulla pornografia, sulla prostituzione (ci sono due bei recenti libri, di Giorgia Serughetti e Geymonat), sui femminismi, ora c’è anche il filone di ricerca degli studi sulla mascolinità, eccetera. E ogni reazione va vagliata. Se invece concludi che qualsiasi argomento contrario è dettato dal favore nascosto per il porno sessista e misogino, beh, questo è il modus operandi dell’autore del post. Non fare distinzioni e presuppore senza fondamento.

      • “Pensare di migliorare la società a partire dal porno è da un lato ingenuo e dall’altro insensato.” Questo è mero benaltrismo, Stefano. E’ il solito “ci sono cose più importanti a cui pensare”.
        Questo post è una critica ad un certo porno, al porno sessista e violento, anzi peggio: è una condanna senza appello del porno sessista e violento. E, al contempo, una critica a tutte le persone che pensano che preoccuparsi della violenza contro le donne veicolata dal porno sia una perdita di tempo, perché sarebbe meglio occuparsi di cose più produttive.
        E per la cronaca: ai tempi delle suffragette non c’era you-porn, né la diffusione capillare che ha il porno oggi grazie alla rete, quindi parlare dell’effetto del porno sull’emancipazione femminile di un secolo fa mi sembra un vero e proprio arrampicarsi sugli specchi.

      • Stefano ha detto:

        Riccio, non c’è bisogno che mi rispieghi cosa vuol dire questo post. Io ti ho raccontato un bel po’ di cose, anche personali. Non sono intervenuto per dirti cosa devi o non devi fare, ho solo letto il post e messo in luce gli aspetti retorici che non mi piacciono, senza mettere in dubbio la legittimità di una critica (nel senso di porre sotto esame) alla pornografia. E non è benaltrismo, è che proprio non mi pare sensato il modo di fare di questo autore. Altrimenti non lo avrei definito fanatico. E non ho parlato delle suffragette, ma dell’Italia, dal dopoguerra a oggi. Non mi pare che la condizione della donna sia peggiorata negli ultimi vent’anni di tv commerciali e pornografia diffusa. Mi pare invece che sia peggiorata dal punto di vista economico, dal fatto che non ci sono asili nido pubblici a sufficienza, dal fatto che il diritto di abortire viene ostacolato dagli obiettori di coscienza, dal fatto che non ci sono politiche intelligenti che non si limitino alla repressione nel campo della violenza di genere, dal fatto che le migranti vengono spinte alla clandestinità da leggi repressive e stupide, eccetera. In tutto ciò la pornografia per me ha un impatto marginale e mi interessa come argomento di studio, non di più. Non pretendo certo di trovarti d’accordo.

      • Non ti pare che la condizione della donna sia peggiorata negli ultimi anni molto probabilmente perché sei un uomo. Io, da donna non proprio giovanissima, ti posso assicurare che da quando avevo vent’anni ad oggi le cose mi sembrano tanto peggiorate in così poco tempo che non mi capacito come sia potuto accadere.

    • IDA ha detto:

      @ Stefano.. ma come deve essere dimostrato, il sessismo è l’elemento che caratterizza il porno.. quello che lo contraddistingue dall’erotismo, il porno non è la descrizione di un rapporto sessuale ma come lo si descrive.. l’erotismo può essere trasgressione e scandalo, il porno non lo è mai.. il porno è conservatorismo..Il filmino fatto in casa, fa parte dell’erotismo delle fantasie degli amanti in questione, che a sua volta può essere anche condiviso con un ristretto gruppo di amici.. Ma se lo pubblichi su youporn, cambia contesto, ma attenzione, non è il numero di persone che lo rende sessista, ma il contesto.

      • Stefano ha detto:

        Non condivido per nulla la tua distinzione metafisica tra pornografia ed erotismo. Io li distinguo in sostantivo ed aggettivo. Un albero è un albero, grossomodo. Se l’albero è bello o no non lo può stabilire nessuno. Tu attribuisci una caratteristica essenziale alla pornografia. Ma questa è una tua opinione. Col tuo metro di giudizio ha gioco facile chi vede come immorale il sesso, la masturbazione, la musica rock, il sesso fuori dal matrimonio, l’uso di sostanze stupefacenti eccetera. Mi sembra molto più sensato una definizione di pornografia come tecnica: rappresentare un rapporto sessuale. L’erotismo invece è un effetto. Se un porno mi eccita, il porno è erotico, se non mi eccita no. L’erotismo è soggettivo, come la bellezza. La pornografia è oggettiva, nel senso che una scena o è pornogafica, o non lo è, non c’è discussione in merito. O in una scena c’è un rapporto sessuale esplicito, e allora è pornografica, oppure non è pornografica. Connotare moralmente la pornografia in quanto tecnica non mi interessa, né lo condivido. Il sessismo è una forma di discriminazione che non ha nulla a che vedere con la tecnica pornografica. Un video fra me e Paolo non avrebbe nulla di sessista. Pubblicato su youporn non diventerebbe ugualmente sessista. Oppure prova a dimostrare che sarebbe sessista. Anche ammesso di poter definire youporn un contesto sessista, perché ciò trasformerebbe il nostro video in un video sessista? Se carico un cartone animato dei puffi su youporn diventa sessista?

      • Paolo ha detto:

        non se il rapporto sessuale è “esplicito” (buona parte della cinematografia mondiale e anche d’autore sarebbe porno, allora) ma se non è simulato allora si può parlare di porno, secondo me..ma infatti la mia idea non è condivisa

      • Paolo ha detto:

        ad essere precisi anche la mancanza di simulazione da sola non basta..per parlare di porno ci deve essere la prova visiva cioè la cinepresa deve mostrare che quegli atti sessuali non sono simulati.

        quindi anche se, per ipotesi, Eva Green e Michael Pitt avessero fatto veramente l’amore sul set di The Dreamers, il film che alla fine abbiamo visto non sarebbe comunque porno.
        Questa è solo la mia opinione di laureato in storia del cinema e come ho detto non è condivisa..qualcuno l’ha definita “banale” ma io rimango convinto.

      • Paolo ha detto:

        per dire..io non condivido neanche l’etichetta di “torture porn” che la critica ha affibbiato ad un sotto-genere horror-splatter di cui fanno parte film come Hostel e la saga di Saw ma qui andiamo off topic

      • Stefano ha detto:

        Paolo, con esplicito si intende appunto non simulato, chiaro ed evidente.

      • Paolo ha detto:

        io ovviamente per non simulato intendo che gli attori lo fanno veramente e che la mdp ti mostra che chiaramente che non c’è simulazione.

    • IDA ha detto:

      Stefano, il porno diverso non ha senso, se il porno è diffusore di sessismo, non è che se io faccio del porno in forma sessista nei confronti del genere maschile, siamo uno a uno e quindi il sessismo si annulla.. non funziona così.. un porno non sessista, non è più porno, ma erotismo.. lo so che eliminando il porno non risolvo nulla, devo cambiare prima di tutto ciò che lo permette e lo genera le gerarchie sociali, il dominio, il capitalismo, cioè il patriarcato. Lo so che non posso cambiare la società partendo dal porno, credo nessuno di noi lo pensi, ma rafforza quei stereotipi di mascolinità e femminilità che io voglio combattere..

    • IDA ha detto:

      Si, la condizione della donna negli ultimi 20 anni è peggiorata e non di poco, come per tutta la società, siamo un paese più sessista, razzista e omofobo.. certo non è tutta colpa del porno, ma ci ha messo del suo..

    • IDA ha detto:

      Cos’è l’erotismo è una cosa molto complessa, ma sono manifestazioni e non effetti come dici te L’erotismo con la pornografia non ha nulla a che fare. L’erotismo non è solo estetica.
      La pornografia non è solo la rappresentazione, ma la “crudezza” della rappresentazione.
      Secondo te la rappresentazione del rapporto sessuale è pornografia, allora secondo te Boccaccio è uno scrittore pornografico, l’Aretino non era uno scrittore erotico, ma pornografico? Bernardo Bertolucci un registra pornografico? Egin Schiele un pittore pornografico? Mozart quando scriveva le lettere alla moglie era pornografico?
      Comunque a dimostrazione che non è una mia opinione campata in aria e per maggior chiarezza tra erotismo e pornografia:
      http://www.ibs.it/code/9788815241894/giddens-anthony/trasformazione-dell-intimit-a-sessualit-agrave-amore.html
      http://www.ibs.it/code/9788882723200/marion-jean-luc/fenomeno-erotico.html
      http://www.ibs.it/code/9788804610410/marzano-michela/fine-del-desiderio-riflessioni.html
      http://www.ibs.it/code/9788811677307/alberoni-francesco/erotismo.html
      http://www.ibs.it/code/9788820466657/stella-renato/osceno-di-massa-sociologia.html
      Se si esclude la Marzano il resto sono uomini, quindi si può escludere il complotto femminista.
      Andiamo al sessismo; Il sessismo è discriminazione e qui mi sembra che siamo d’accordo,
      c’è un sessismo evidente e uno meno evidente, tipo quello elogiativo: sull’aspetto fisico, “bonaa” o di ruolo, madre, sposa e angelica presenza ecc.. quello esplicito, manifesto odio verso l’altro genere. Una presunta superiorità, stereotipi e pregiudizi di genere.
      Ora noi si stava parlando del porno sul Web, e quindi riferiamoci a quello:
      La divisione che tutti i siti porno fanno, è in categorie ben precise: in base allo standard produttivo, orientamento sessuale, e noi guardiamo quello eterosessuale che è quello di cui stiamo parlando.
      distinti in età (teen, milf, mature, ecc.) le donne naturalmente.
      razza (latina, asian, ecc.), sempre solo le donne.
      fisico (big tit, big butt, bionda, brunetta ecc)
      professione/posizione sociale (studentessa, moglie, madre, insegnante)
      performance sessuale: Oral, anal, doppia penetrazione, gangbang, threesome.. ecc..
      In tutto questo non ci vedi qualche discriminazione?
      Il rapporto soggetto/oggetto è discriminatorio, secondo te?
      I titoli dei filmati che abbiamo a disposizione sono gia stati tradotti da Riccio e li trovi nei vari commenti precedenti. il primo che mi capita dice “bionda puttana succhia 2 BBC” credo di aver intuito che BBC non è la TV pubblica inglese ma stà per big black cock.
      Secondo te i titoli non sono sessisti?
      Tutto questo senza nemmeno aver analizzato il filmato..in struttura espressiva e struttura narrativa. Secondo me, dovresti essere te a dimostrare che non c’è nulla di sessista nella pornografia:
      Intanto se non ti ricordi cosa vuol dire oggettivazione e sessismo ti consiglio queste letture.
      https://www.mulino.it/isbn/9788815251077
      http://www.ibs.it/code/9788842096047/volpato-chiara/deumanizzazione-come-si-legittima.html
      http://www.ibs.it/code/9788863103779/walter-natasha/bambole-viventi-il-ritorno.html

      • Paolo ha detto:

        che si intende per “crudezza”?

      • Stefano ha detto:

        Ida, scusa, ma che l’erotismo sia una cosa complessa ci arrivo, ma manifestazione ed effetto mi pare siano un po’ la stessa cosa. Da vocabolario erotico è ciò che eccita. Un film porno di solito eccita, dunque può essere erotico. Ma un film ti può eccitare anche senza essere pornografico, per questo c’è tutto un filone artistico detto erotico che non sfocia nella pornografia. Ma ciò non esclude a priori la pornografia dall’ambito erotico, solo perché tu e con te molti altri avete stabilito che il porno è male. Poi so che ci sono valanghe di studi in merito, ma mi pare implicito che non è questo il punto. Il punto era dirti che la tua distinzione è del tutto metafisica e soggettiva, tutto il mondo artistico cui ti rifai è essenzialista e metafisico, il concetto stesso di arte lo è. Arte come essenza. Poi non è che Boccaccio diventa uno scrittore pornografico, è uno scrittore che usa la pornografia come tecnica, proprio perché è una tecnica e non un’essenza. Un romanzo di 500 pagine non diventa pornografico con due righe di scopate, ma quelle due righe possono essere descritte in maniera pornografica. Considerarla un’essenza porta a un discrimine arbitrario parecchio soggettivo e non mi pare una cosa buona, oltretutto in un’ottica morale, per cui si assegnano alla pornografia delle caratteristiche morali che si avversano.

      • “tutto il mondo artistico cui ti rifai è essenzialista e metafisico”: metafisico? A me gli esempi che Ida ti porta mi sembrano molto concreti. Lei ti sta parlando della pornografia che esiste, quella che troviamo nel web e nella quale lei risocntra una massiccia dose di sessismo. Tu di cosa stai parlando? Del fatto che il concetto astratto di “pornografia” non può essere condannato a priori. Quello che tende a filosofeggiare mi sembri tu.

      • Stefano ha detto:

        Ida, ti sto solo dicendo che un conto è dire che il tal video porno è sessista, e un conto è dire che tutti i video porno sono sessisti in quanto pornografici, ovvero che il porno sia intrinsecamente sessista, che è la frase del mio discorso da cui sei partita, e che è anche la convinzione di chi avversa il porno, altrimenti non avrebbe senso avversare un discorso che dice che non tutto il porno è come lo descrive l’autore. Proprio perché c’è un porno diverso, che evidentemente non solo ha senso, ma che piace a un sacco di gente, donne comprese, che con il sessismo e quant’altro non ha nulla a che vedere. Non capisco per quale motivo mi fai delle domande sul sessismo nel porno, dal momento che non ho mai negato che il porno, come qualsiasi altra espressione artistica umana, possa veicolare il sessismo. Ma come non buttiamo al mare la letteratura e il cinema, così non buttiamo tutto il porno. Tutto qua. Se poi per te il porno va buttato tutto, fai pure, io mica ti ho detto nulla sulle tue preferenze. Mi hai chiesto cosa ci sia da dimostrare e te l’ho esposto.

      • Paolo ha detto:

        quando una espressione artistica umana viene accusata di veicolare sessismo e altri mali sociali oggi come oggi le accuse possono essere discutibili..comunque sono d’accordo che nessuno propone di buttare a mare tutta la letteratura per adolescenti a causa di twilight

    • IDA ha detto:

      @Stefano… Non sono io che do una connotazione negativa al porno, basta pensare ai sui sinonimi, che oltre a erotico ed osceno, di quello che parliamo noi, non è ne erotico tanto meno osceno, (osceno per intendersi era i cinema di Pasolini, che non ha nulla a che fare con il porno. ) oltre ad hard e spinto, gli altri sinonimi sono: sporco, indecente, immorale, sconcio, scurrile, volgare, grottesco e OFFENSIVO. Come vedi già i sinonimi li danno una connotazione ben precisa.
      Già Platone e Socrate hanno perso il loro tempo a cercare di dare una definizione univoca a porno ed erotismo. Perché la distinzione tra i due termini è essenziale. Se al termine porno li dai un significato unico e rigido, come mi sembra li dai te, cioè rappresentazione esplicita dell’atto sessuale, il campo della sua applicazione si allarga. Es.. Anche le stampe erotiche giapponesi del XVIII secolo diventano pornografia. Fino a cinquant’anni fa, nella letteratura se usavi il termine “cazzo” come esclamazione, andava bene, se lo usavi come sinonimo di organo sessuale diventava porno e ti censuravano o proibivano il libro.. Questo mi sembra assurdo..
      In pratica, più eccezioni, più labile è il confine tra porno ed erotismo, più si restringe il campo di applicazione del termine porno, più aumenta la libertà espressiva erotica.
      Ma noi parlavamo del porno audiovisivo che troviamo sul web, o peggio ancora di quello che entra in maniera subdola e silenziosa nelle camere dei nostri figli, e non delle stampe giapponesi, che tra l’altro a me piacciono molto.
      Arrivati a questo punto, anche te mi parli, di un porno diverso, che corrisponde al porno buono dell’articolo tradotto da Riccio.. che tutti ne parlano ma nessuno l’ha mai visto, il porno diverso o buono. Se esiste non tenetelo nascosto, fatelo vedere. Alcuni pianeti, non si possono vedere, ma si può calcolare la presenza e la massa, del porno diverso nemmeno questo.. Prima mi dici che il sessismo nel porno è da dimostrare, “Il sessismo è una forma di discriminazione che non ha nulla a che vedere con la tecnica pornografica.” poi dici: “Non capisco per quale motivo mi fai delle domande sul sessismo nel porno, dal momento che non ho mai negato che il porno, come qualsiasi altra espressione artistica umana, possa veicolare il sessismo.” Ma qui si stà parlando del porno audiovisivo e non delle espressioni artistiche. Il porno che troviamo in rete è tutto sessista. Prevede unicamente un rapporto soggetto/oggetto. Io sono andata a vedere anche quelli che portano l’etichetta “seduttrice” indica che il soggetto è la donna? No! Non importa vederli basta leggere i titoli. Il più leggero di tutti è quello con l’etichetta “romantico” ecco; io mi sentirei abusata, ed è il più soft. Bene, non tutte le donne sono come me, ammetto che forse sono una minoranza, ma il porno ha una diffusione tale nella società che fa norma nel comportamento umano. Oppure; guarda “anal” o “doppia penetrazione” in teen.. conta quanti schiaffi, quante volte le strizzano il seno, quante tirate di capelli, poi quasi tutti, terminano che le allargano le natiche per far vedere quanto le hanno allargato l’ano, tenendolo dilatato verso la telecamera, con aria soddisfatta del super maschio, alcuni addirittura ci ridono.. ecco è su questo che vi eccitate? Non so se hai mai visto face- abuse, dove alla disgraziata, le mettono il pene in gola fino a quando non vomita, e il replay di quando vomita. E anche qui conta, quanti schiaffi, quante strizzate dei seni, quante volte le sputano in faccia, quante tirate dei capelli, osserva l’aria soddisfatta e i sorrisi del super maschio che con il suo uccello a fatto vomitare una donna, mentre le tiene la faccia verso la telecamera, una faccia arrossata piena di vomito, sputi e sperma.
      E questo non viene classificato nelle perversioni, ma nell’eterosessualità, perché l’etichetta “abusi” è classificata nell’eterosessualità. Il collegamento del porno con la violenza, per me è molto plausibile. Dal momento che ci dice che il corpo della donna è sempre disponibile e accessibile a tutti.
      Per finire io porto le cose negative perché vedo solo le cose negative.. non sono pregiudizi, ma fatti. E non parlo delle gangbang e altre cose che non sono nemmeno riuscita a vedere.
      Voglio solo sapere il porno diverso qual è?

      • Stefano ha detto:

        Ida, lo so che non sei solo tu a dare al porno un’accezione negativa, sto appunto commentando da due giorni che ciò è imprudente. Ora, a me tutto ciò che pensi sta bene, non sono intervenuto per discutere di questo. Però non pretendere che questa idea possa essere condivisa. Non è che siccome a te il porno non piace diventa automaticamente sessista eccetera. Un conto è dire che il porno non ti piace, che ti mette a disagio, che lo trovi volgare, quello che ti pare; un conto è dire che è sbagliato, perché a quel punto diventa una faccenda etica e il gusto personale passa in secondo piano. Il problema dei video che citi sta nel modo in cui sono fatti, non nel fatto che sono video porno. Poi è inutile che mi chiedi con cosa ci eccitiamo perché io non lo so cosa eccita gli altri. Immagino che ci si ecciti anche con i video che citi. Non mi sono mai accostato alle robe estreme e ai video con gli attori, li trovo artefatti. E nemmeno ho visto chissà quanti video, a questo punto ne hai visti di più tu, oltretutto non ho mai visto roba estrema. Il primo che ho visto era di una sconosciuta che si masturbava. Di famosi ne ho visti alcuni con Sasha Grey, classici o lei che si masturba, che in genere mi annoiano, sebbene mi piaccia lei particolarmente, e normali video di due che scopano, quando mi capita di vedere una donna che mi attrae particolarmente. Un paio di video di Valentina Nappi che ho cominciato a leggere qualche volta. Qualsiasi video amatoriale è un porno diverso. Che ci sia un collegamento fra porno e violenza mi pare ovvio, dato che il sesso è vario e alla gente piace farlo in vario modo.

      • Scusa Stefano, appurato che non sei un fruitore di porno, e che sull’argomento non sai nulla di nulla, quella imprudente ad esprimere dei giudizi sull’argomento sarebbe Ida? Francamente non condivido la tua avversione per l’etica in sé. Che cosa c’è di intrinsecamente sbagliato nell’assumere una prospettiva etica su un qualsiasi argomento? Ti ricordo che l’etica è quella branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono all’uomo di stabilire quei criteri che gli consentono di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri.
        Almeno, hai provato ad esaminare i titoli dei siti porno, come proponeva il post e come abbiamo fatto io e Ida?
        Perché io trovo molto offensivo che ci fai perdere tempo a discutere per poi uscirtene con un “mai io neanche lo guardo il porno…”

      • Paolo ha detto:

        “Che cosa c’è di intrensicamente sbagliato nell’assumere una prospettiva etica su un qualsiasi argomento?”

        nulla, dipende da quale prospettiva etica si assume su quale argomento, alcuni giudizi etici su cinema e fumetti (per esempio) hanno portato ad affermare quelle che io considero cretinate tipo che Diabolik è un pericolo per i giovani che lo leggono perchè rende affascinante la figura di un criminale assassino (va detto che il diabolik delle origini era più violento dell’attuale) o che Dirty Harry sarebbe un film “fascista” perchè esalta la figura del poliziotto-giustiziere e rende affascinante la giustizia fai-da-te

      • Appunto, il problema possono essere le conclusioni alle quali si giunge, eventualmente, non certo il fatto di impostare un ragionamento.

      • Paolo ha detto:

        boh..io non ho mai visto i suoi film (quindi non so dire se i suoi film corrispondano o meno alla definizione di porno che ho dato io) ma chi parla di “porno diverso” o “porno femminista” o “porno al femminile” spesso fa il nome della regista svedese Erika Lust

      • Stefano ha detto:

        Riccio, mi chiedo a volte perché si fanno certe discussioni. Mi chiedo anche perché mi sforzo di leggere bene tutto ciò che gli altri scrivono se poi ciò che scrivo io viene frainteso in questo modo. Ma secondo te se sono diventato vegano e ti ho detto che l’ho fatto per motivi etici ti pare che possa avversare l’etica? Ma come ti viene in mente? Davvero. Non c’è bisogno di essere esperti di pornografia per capire che connotare eticamente la pornografia in quanto tale, senza fare distinzioni di sorta, è imprudente. Anche chi censurava Pasolini lo faceva in nome della morale.

        In ogni caso non mi interessa discutere di pornografia, ti ho solo scritto per dirti cosa penso del pezzo. Poi mi si chiede cosa c’è da dimostrare. Come se un numero infinito di video porno sessisti possa far concludere che allora tutti i video porno sono sessisti. Mi pare logico che non è così che funziona. Il porno che va per la maggiore è sessista? Bene, c’è chi ne fa di diverso. Però no, non è possibile, il porno non può essere diverso, è quella roba lì. Mi sembra un argomento tipo: i cristiani sono buoni. quel cristiano ha ucciso un innocente. Allora non è un vero cristiano. Ok, però i porno diversi non hanno inciso su quelli che vanno per la maggiore e di certo non salveranno il pianeta. Dunque? Disprezziamo pure quelli?

      • “Un conto è dire che il porno non ti piace, che ti mette a disagio, che lo trovi volgare, quello che ti pare; un conto è dire che è sbagliato, perché a quel punto diventa una faccenda etica e il gusto personale passa in secondo piano.” Che vuol dire allora “a quel punto diventa una faccenda etica”?
        Io ho dedotto, Stefano, che sul porno non si pò proporre una prospettiva etica, ma si può solo parlare di gusti personali, per principio.
        Nessuno qui, neanche l’autore del post che ho tradotto, sostiene che un numero infinito di video porno sessisti porta alla conclusione che tutti i video porno del mondo sono sessisti, ma solo che – data l’esigua quantità e la scarsa diffusione di porno non sessista – la sua esistenza non dovrebbe essere una argomentazione atta a scoraggiare ogni serio dibattito sul sessismo nel porno.

      • IDA ha detto:

        Su questo argomento mi sembra di aver detto abbastanza. Mi è stato detto che il sessismo nel porno era tutto da dimostrare, io credo di averlo dimostrato, ancora però non ho visto il porno diverso. Come sempre.. 🙂

      • Stefano ha detto:

        Allora mi spiego meglio. Certo che puoi avere un punto di vista etico sulla pornografia. Anche la sfera sessuale è posta sotto il vaglio etico. C’è chi non approva il sesso fuori dal matrimonio, la masturbazione, il sesso non procreativo, il sesso promiscuo, il sesso omosessuale, eccetera. Stessa cosa con la pornografia. Fare film porno è da molti considerato un’attività trasgressiva, c’è una chiara connotazione negativa all’attività in sé. Il motivo è che la pornografia è connotata moralmente come negativa. Senza distinzioni. Si vuole dire che la pornografia in sé sia moralmente sbagliata? Bene. Si vuole dire che è sessista? Bene. Ho chiesto: un video di me, te e Paolo sarebbe un video moralmente inaccettabile, sarebbe sessista? Si può allora sostenere “io non credo che esista un buon porno”? Si possono costruire argomentazioni basate su un principio etico del genere per giungere alla conclusione che sul piatto ci sono il porno da una parte e l’umanità dall’altra? Le argomentazioni non sono quelle prese in esame dall’autore del post per farsi forza. Lui si è scelto un bersaglio di comodo. Dibattiti critici sul sessismo nel porno e sul porno in generale sono bene accetti e infatti se ne fanno di continuo. Quello postato da te non vuole un dibattito, vuole una cieca adesione.

        Ida, ti è stato suggerito il nome di Erika Lust. No, non sistemerà tutto.

    • IDA ha detto:

      La connotazione negativa del porno, le è stata data dalla sua origine, l’etimologia è: Porne= prostituta, grafia= disegno, scritto.. come ho detto precedentemente già Platone e Socrate, cercarono di stabilire un limite tra erotismo e pornografia e come si vede tutt’ora è molto controverso.
      Io non ho dato giudizi estetici, ma ho solo cercato di dimostrare che sono sessisti per quello che fanno, come sono strutturati e per quello che dicono. E non per un gusto estetico personale….
      La dialettica non stà nel convincere l’altro alla propria opinione, ma nello scambiarsi opinioni e informazioni.. Io non voglio convincere nessuno…
      Si ne ho visti diversi, ho letto libri e articoli.. perché avevo un’immagine del tutto falsata della pornografia, per un lungo periodo sono stata totalmente disinteressata a questa questione. Poi sono stata costretta ad interessarmene..perchè mi sono trovata completamente circondata da immagini e video porno.. dai colleghi sul lavoro che scaricano video porno e poi ti chiamano per fartelo vedere, al figlio che lo scarica sul computer.. e come fai a parlarne con tuo figlio, senza colpevolizzare la sua sessualità, senza conoscere?

      • Stefano ha detto:

        Appunto, conoscere. La pornografia è pervasiva, vogliamo strapparci i capelli? Io non sono cresciuto in una famiglia colta, mia madre a malapena sa cos’è il femminismo, non abbiamo mai parlato di sesso. Come tutti i miei amici mi sono masturbato con la tv, con i porno eccetera. Non mi pare di essere un mostro. Se vedo un porno non penso “guarda che puttana”, ma “guarda quanto è bella”. Per cui tuo figlio può tranquillamente vedere porno e crescere sano e non trattare le donne come vede nei porno.

      • IDA ha detto:

        Io non mi strappo i capelli, ma le cose che non condivido le combatto, anche se è una lotta impari, non mi sono ancora rassegnata ad volere una società migliore di quella che è.

    • IDA ha detto:

      No.. Stefano, non è proprio in questo modo, io non ne faccio per un motivo etico o morale, in se, e non sono io che limita o vuole limitare la libertà alla pornografia, o chi ne fa uso, ma è la pornografia, che limita la mia libertà sessuale.. nemmeno faccio un discorso, secondo i miei gusti sessuali, perché non ho espresso nulla in ciò, ma di sessismo, quindi dignità umana.. il sessismo è espressione di dominio, e il dominio è un furto di libertà.
      Non vi è superiorità o inferiorità di una forma d’amore sulle altre, ogni forma di attrazione è significativa e importante e tra queste non è possibile stabilire una gerarchia,in quanto ciascuna dipende dalla particolare sensibilità, dallo specifico e personale bisogno, dalla propria propensione e cultura. Libero amore, cosa di cui io sono una fiera sostenitrice, non prevede gerarchie, ma scelte individuali sempre RISPETTOSE DELLA LIBERTÀ ALTRUI.
      Libero da ogni vincolo legale, da ogni oppressione economica o fisica, da ogni pregiudizio religioso.
      La pornografia, è veicolo di sessismo e stereotipi di genere, e per questo li combatto, non perché non mi piacciono. Come sono contraria al matrimonio, perché lo considero la prima struttura oppressiva sulla donna, ma non lo voglio certo vietare.. come sono contraria al concetto di norma dell’eterosessualità, ma non voglio eleminare gli eterosessuali.
      Prostituzione, pornografia, sessismo, pregiudizi non sono libertà, ma oppressione.

      • IDA ha detto:

        La pornografia, ( mi riferisco a quella audiovisiva, quella di cui stiamo parlando, e non di altro.) data di nascita 1969, in piena rivoluzione sessuale in occidente, ecco in pratica la pornografia è stata la controrivoluzione, ha usato lo slancio del momento, in nome della libertà ha soffocato le libertà sessuali..
        Tuttora, i sostenitori della pornografia lo fanno nel nome della libertà. Ma quale libertà?
        Il porno ristabilisce il vecchio principio patriarcale della gerarchia del desiderio, Il maschio e la femmina disponibile a soddisfare il suo desiderio .

      • Paolo ha detto:

        ma il punto è: se una donna dice che si vuole sposare ed è contenta così la rispetti o pensi “poverina, è vittima del patriarcato e non lo sa”?

        e meno male che tu ti limiti al porno audiovisivo (che poi anche su quello la distinzione su cosa è porno e cosa no non è condivisa da tutti) perchè l’autore dell’articolo lo fa risalire addirittura alle terme dell’antica Grecia

      • IDA ha detto:

        Poverina è vittima del patriarcato non l’ho mai detto.. codesta è una semplificazione.. essere contro il matrimonio non vuol dire essere contro chi si sposa, mi sembra di averlo già detto, ho fatto anche da testimone, sono contro l’istituzione matrimonio.. il giorno più bello di tutte le donne.. ecc..ecc..
        Sul significato e la definizione di porno, è da Platone che se ne discute, e per quello che stiamo parlando noi è insignificante perchè i problema è: Il prodotto audiovisivo, conosciuto come porno, è sessista o no? Mi hanno detto che era tutto da dimostrare se era sessista.. io ho cercato di dimostrare che era sessista e non poco.. poi uno lo può chiamare come li pare, ma quello che si vede su youporn è sessista.

      • Ho trovato una ricerca che ti potrebbe interessare, Ida: http://vaw.sagepub.com/content/16/10/1065.short
        “This current study analyzes the content of popular pornographic videos, with the objectives of updating depictions of aggression, degradation, and sexual practices and comparing the study’s results to previous content analysis studies. Findings indicate high levels of aggression in pornography in both verbal and physical forms. Of the 304 scenes analyzed, 88.2% contained physical aggression, principally spanking, gagging, and slapping, while 48.7% of scenes contained verbal aggression, primarily name-calling. Perpetrators of aggression were usually male, whereas targets of aggression were overwhelmingly female. Targets most often showed pleasure or responded neutrally to the aggression.”

      • IDA ha detto:

        Si grazie.. scarico anche i pdf. sulle violenze fisiche, si la frequenza è altissima, 88% ma secondo me è anche di più, quelle verbali non le avevo prese in considerazioni, per due motivi, uno, perchè quando visionavo i filmati avevo tolto l’audio. Se mi sentivano chissà cosa pensavano i vicini. 🙂 poi sarebbe stato inutile perchè l’inglese scritto un pò me la cavo, ma parlato, dagli americani, non ci prendo nemmeno una parola. C’è un altro tipo di violenza, in alcuni, al termine le scrivono, con il rossetto , “bitch” sulle natiche.. o altre parole di cui non conosco il significato.. Se uno analizza la struttura narrativa, del genere anale, è raccapricciante.. come sono raccapriccianti i sorrisi finali degli attori.. gli uomini, le donne non sorridono molto.
        Grazie!

      • IDA ha detto:

        Fregata, bisogna essere registrai per scaricare i pdf.. mi devo accontentare degli estratti..

  16. giamnesiac ha detto:

    Trovo questo articolo bigotto, moralista, paternalista e sessista. Per non parlare della pretesa di estendere il proprio giudizio individuale a spartiacque universale fra ciò che è bene e ciò che è male.

    • Innanzitutto, da dizionario: “Bigotto: chi si richiama a precetti religiosi, scrupolosamewnte e in modo acritico.” Direi che questo aggettivo non descrive affatto questo post, visto che di religioso non c’è nulla.
      Per il resto, ti pregherei di illuminarci: esattamente quali sono le frasi nelle quali si parla di Bene e Male?

  17. Paolo ha detto:

    comunque certe cose che ho letto nei commenti di questo articolo e che leggo sempre su questi temi, mi sembrano una triste riedizione magari più edulcorata e meno “estrema” delle infelici teorie dello psicologo statunitense Fredric Wertham che negli anni Cinquanta accusò i fumetti thriller e horror (ma anche le storie di supereroi) di corrompere la gioventù americana inducendola alla violenza, alla delinquenza e a perversioni varie..le teorie ebbero talmente successo che gli editori di fumetti misero su il Comics Code, un organismo censorio che rese il lavoro più difficile agli autori e ai disegnatori ma non ebbe a quanto se ne sa alcun effetto sul tasso di delinquenza giovanile.

    del resto anche in Italia il fumetto noir (Diabolik e i suoi epigoni) non ebbe vita facile, accusato di fomentare le peggio cose nelle menti dei poveri lettori indifesi

    • IDA ha detto:

      Paolo niente paura, nessuno vi tocca il giocattolino, primo perché il porno da profitto, un’enorme quantità di profitto. Due; serve come controllo sociale per la creazione e diffusione degli stereotipi, nega la libertà sessuale per esaltare l’oppressione del maschio eterosessuale.. Il discorso pornografico fa parte delle strategie della violenza che viene esercitata sulle donne, umilia, degrada, è un crimine contro la nostra “umanità”. Come tattica di vessazione ha un’altra funzione, quella di avvertimento, come la prostituzione , ci ordina di rimanere in riga e ricorda a quelle che tendono a dimenticarlo di stare al passo; richiama alla paura. È la paura che ha fatto di noi donne delle schiave e che ci mantiene in questa condizione da millenni. È per paura che ci inchiniamo davanti ai padroni del mondo e accettiamo questa vita di umiliazione e di miseria, e magari aspettiamo con trepidazione “il giorno più bello per una donna”. Il matrimonio.. Come vedi io non faccio guerra alla pornografia ma è la pornografia che fa guerra al genere femminile..
      Comunque, mi sai dire se improvvisamente nel mondo, per un miracolo o che so che cosa, scomparisse la pornografia, l’umanità cosa perderebbe? Quale libertà va a mancare?

      • Zorin ha detto:

        Prima scrivi “nessuno vi tocca il giocattolino, primo perché il porno da profitto, un’enorme quantità di profitto” e se fa profitto e’ chiaro che il motivo e’ perche’ vende, e vende molto bene.
        Poi fai la domanda ” se improvvisamente nel mondo, per un miracolo o che so che cosa, scomparisse la pornografia, l’umanità cosa perderebbe? Quale libertà va a mancare?”

        Messa cosi’ la domanda e’ un tranello: siccome il porno vende, l’unico modo per farlo sparire e’ vietarlo per legge, per cui in un tale contesto si perderebbe la liberta’ di produrre e consumare porno e soprattutto si dovrebbe sottostare all’ennesimo proibizionismo di stato con tutto il corollario di apparato repressivo che alla liberta’ non fa mai bene.

      • Non è un tranello, Zorin, è un periodo ipotetico. Come: se potessi scegliere un superpotere, quale vorresti? Non sto per metterti un ragno radioattivo nella doccia, se ti faccio una domanda del genere…

      • Paolo ha detto:

        ma il giocattolino di chi? Ancora con questo “voi”..senti se vuoi credere che senza porno le donne smetterebbero di soffrire e vivremmo tutti in un mondo migliore credilo, io al “mondo migliore completamente privo di ingiustizie e dolore, il paradiso in terra” ho smesso di credere da un po’,ma tutti noi ci coltiviamo le nostre convinzioni e illusioni, anch’io ho le mie. Comunque se fosse per me, il porno potrebbe sparire domani mattina e non me ne fregherebbe un tubo..io non perderei nulla: il punto è distinguere cosa è porno e cosa no,, io la distinzione ce l’ho chiara ma temo che non sarà mai condivisa.

      • Paolo ha detto:

        personalmente non perderei nulla neanche se sparissero il gioco d’azzardo, le sigarette, , i super-alcolici, dato che sono tutte cose pericolose e dannose (e che possono dare dipendenza come è accusato di fare il porno) di cui io non faccio uso ..però ho idea che molta gente (e non solo fumatori, alcolizzati e giocatori incalliti) vederebbero la sparizione di queste cose come un attentato alla libertà personale, un sopruso dell’autorità, una forma di “moralizzazione coatta” o chissà che altro

      • IDA ha detto:

        @Paolo. hai ragione, scusa se ho generalizzato, Io non voglio vietare o censurare il porno, ma combatto la mistificazione che c’è intorno, lo combatto perchè è veicolo di sessismo, e so benissimo che se vieterei il porno non risolverei nulla, se non si abbattono i rapporti gerarchici della società. La lotta contro il porno non può essere separate da tutto il resto. Io come donna, non chiedo ma pretendo che il mio desiderio sessuale, abbia pari dignità a quello maschile, per questo non voglio nemmeno un porno “buono” femminile, ne il diritto di essere sessista, perchè non avrebbe senso.. voglio solo che il maschio rinunci ad delle assurde pretese e miserie, cioè al porno..
        L’ultima tua riflessione sulla distinzione tra porno e no. La confusione è nata con l’avvento del porno, che ha depotenziato la carica sovversiva dell’erotismo. Come distinguere tra porno ed erotismo? Nell’erotismo è importante la presenza del vissuto emotivo, la pornografia per la sua totale assenza, ma solo un’esibizione sessuale. L’erotismo implica; suggestione, allusione e attesa. L’erotismo è un fatto privato, la pornografia è un fatto pubblico che sfrutta l’erotismo, riducendolo al semplice e crudo atto sessuale. Nell’erotismo è importante la costruzione dei soggetti erotici. Nella pornografia no, è d’intralcio. L’erotismo; è metafora della seduzione, suggerisce, turba, insinua, scandalizza, provocando un piacere puramente celebrale, che rimanda alla carnalità. La pornografia non rimanda a nulla, è un surrogato del rapporto sessuale, è solo un prodotto, un bene che può essere acquistato o venduto..

        Ma la distinzione fondamentale secondo me è questa: L’erotismo prevede rapporti soggetto/soggetto. la pornografia unicamente soggetto/oggetto. Quindi la differenza non stà in cosa si vede o non si vede, ma dal tipo di rapporto. Non so se hai visto quel film inglese “9 songs”, dove vi sono delle scene di sesso esplicito, ecco per me quello è un pessimo film, ma non è pornografia ma erotismo..
        @Zorin.. non era un tranello, ma mi hai dato la risposta che già conoscevo, il diritto di produrre e consumare il prodotto porno.. come nella prostituzione il diritto di consumare e di pappare sul corpo delle donne..quando si parla di pornografia o prostituzione si rivendica solo questo.

      • Paolo ha detto:

        Ida questa è la tua distinzione tra erotismo e pornografia ed è pure interessante, in certe parti posso pure trovarmi d’accordo ma non è detto che tutti la condividano.

        la presenza del vissuto emotivo dici? Quindi la sequenza dell’orgia in Eyes Wide Shut di Kubrick è pornografia?

        “Eccitazione puramente cerebrale che rimanda alla carnalità?”..ho sempre pensato che per eccitarsi sessualmente, il cervello fosse necessario quanto i genitali quindi anche distinguere una eccitazione dall’altra su queste basi mi pare arbitrario
        Ho già detto che provo eccitazione guardando le scene di sesso nelle soap opera e nei telefilm tanto è vero che le richiamo alla mente quando mi masturbo..è abbastanza “cerebrale” o devo considerarmi assimilabile a un depravato amante dei pornazzi violenti?

      • Paolo ha detto:

        per fare un esempio: io trovo eccitanti ed erotiche le scene di sesso tra Eva Green e Michael Pitt in The Dreamers, sono scene abbastanza esplicite..spero comunque che il vissuto emotivo che c’è permetta a queste sequenze di “salvarsi” dal marchio d’infamia (perchè per gli anti-porn è un marchio d’infamia) della pornografia.

      • Paolo ha detto:

        “la presenza del vissuto emotivo dici? Quindi la sequenza dell’orgia in Eyes Wide Shut di Kubrick è pornografia?”

        per lo stesso principio anche molte scene di The Wolf of Wall Street di Scorsese, in cui Leonardo Di Caprio nei panni del broker d’assalto Jordan Belfort si trastulla tra droga e prostitute (in una arriva a sniffare cocaina dal fondoschiena di una compiacente escort) dovrebbero essere bollate come porno? Io ne dubito

    • IDA ha detto:

      Il vissuto emotivo è uno dei tanti elementi che contraddistinguono il porno dall’erotismo.. Eyes Wide Shut di Kubrick, ti sembra porno? Ti sembra lo stesso tipo narrativo d’inquadrature di un film porno? No assolutamente.. Però se lo togli dal contesto del film può diventarlo.. esempio: il fellatio del film che ti dicevo, “9 songs”.. io l’ho trovato su un sito porno.. quindi, tolto dal contesto del film la stessa immagine diventa pornografica.
      La differenza tra erotismo e pornografia si può vedere consultando un dizionario, il problema è individuare il confine, ma questo è stato un problema dibattuto fin dai tempi dell’Aretino e forse lo sarà sempre, il filo sottile del confine, ma erotismo e pornografia.. sono ben distinti..

      Se poi mi dici ancora che Eyes Wide Shut è un film porno.. non ti parlo più 🙂

      • Paolo ha detto:

        Eyes Wide shut non è porno, non lo è The Wolf of Wall street e non lo è The dreamers (e neanche Nymphomaniac di Von Trier) e le loro scene di sesso non diventano porno neanche se vengono arbitrariamente (e ingiustamente secondo me) estrapolate dal loro contesto e caricate su un sito porno poichè (e ora illustro la mia distinzione tra porno e non porno) il porno vero si ha soltanto se gli attori non simulano gli atti sessuali che compiono davanti alla mdp e se la mdp ci fornisce la prova visiva che quell’atto sessuale non è simulato. Pertanto le scene di sesso che vediamo di solito nei telefilm e nei film per quanto possano essere esplicite e “realistiche”, anche se gli attori si spogliano, si toccano e magari si baciano “davvero”, non sono porno.

        come ti ho detto però la mia distinzione non è condivisa

  18. Animabella ha detto:

    Ricciocorno: No, il riferimento è a Pasolini, quindi (hai intuito) piuttosto sarcastico! Nell’accezione pasoliniana, un’Anima Bella è ciò che non vorrei mai essere: anche perchè avrei fin troppa concorrenza, sia sul web che nella vita reale…
    Per quanto riguarda l’ingenuità che mi attribuisci, è una descrizione nella quale non mi riconosco. So benissimo che la giustizia ha i suoi limiti e le sue pecche; che, essendo un prodotto umano, risente di limiti umani, come il pregiudizio. Che può toccare i sex-worker esattamente come le minoranze sessuali, gli immigrati, i poveri, i disabili… Questa non è una buona ragione per imporre uno status di vittima predestinata ad un gay o ad una badante rumena o ad un cieco o, per l’appunto, ad un’attrice hard. O per perdere ogni fiducia nella legge.
    Sulla necessità dell’approfondimento: non potrei essere più d’accordo!

    • Nessuno qui – io di sicuro no – intende imporre a qualcuno uno status. A me sembra che avvenga l’opposto, il più delle volte: chi reclama lo status di vittima (ovvero di persona che si trova a subire una sopraffazione, un’ingiustizia, chi si ritiene perseguitato e oppresso dalla prepotenza altrui) si trova ad essere accusato di essere un vittimista, cioè una persona che accusa ingiustamente gli altri di una oppressione che di fatto non subisce. Non si può denunciare un’ingiustizia subita senza riconoscersi vittima del sopruso altrui, perché essere vittima non è né un tratto del carattere, né tanto meno un qualcosa di dipendente da altre condizioni (l’etnia o il genere o la religione, ad esempio), ma solo la conseguenza dell’agire di qualcun altro, che invece a seconda del caso può essere definito razzista, misogino, intollerante, ecc.

      • Animabella ha detto:

        Un conto è aver subito un abuso e lottare per ottenere giustizia, altra cosa è identificarsi con lo status di vittima, anche per scelta. Una scelta che spesso è dettata dal trovarsi in un ambiente che premia la sofferenza, anziché limitarsi a rispettarla e risarcirla.
        Hai presente il consiglio che qualsiasi educatore dà ai genitori di figli piccoli, in caso di lividi o sbucciature? “Abbracciatelo e consolatelo, ma brevemente. Se continuate a coccolarlo per ore, non la finirà più di star male!” Per gli adulti, vale lo stesso principio: niente è più crudele che spingere qualcuno a soffrire per tutta la vita, continuando a definirlo e a premiarlo come sofferente molto dopo la cessazione della causa della sofferenza stessa.
        Questo, per quanto riguarda chi ha veramente subito esperienze orribili.
        Per la Somaly Mam di turno, una persona razionale può solo nutrire disprezzo.

      • E chi stabilisce quanto è lecito soffrire a causa di un trauma? Esistono per caso delle tabelle? Io credo che sia piuttosto prevaricante nonché semplicistico stabilire che cessata la causa materiale della sofferenza, una persona non ha più il diritto di vivere il dolore. Se è vero che ognuno di noi è in grado di attivare quella che viene chiamata resilienza – la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà – ogni individuo ha il diritto di veder rispettati i suoi tempi, che sono solo suoi. Mi spiace, io non mi ci ritrovo in questo clima di disprezzo che oggi circonda le persone più fragili. Il mio disprezzo lo conservo per i carnefici.

      • Paolo ha detto:

        anch’io disprezzo i carnefici, ed è ovvio che bisogna rispettare i tempi di tutti e certe cose forse non si superano mai del tutto..ma ad un certo punto anche per il nostro bene non possiamo passare la vita a piangere

  19. Animabella ha detto:

    Ricciocorno: Rispondendo al tuo ultimo post: io non ho scritto che la violenza nel porno non ha genere. Ho scritto che l’erotizzazione del dominio (concetto ben distinto) è rappresentato dalla Domina, molto più che dal Master; molto più diffusamente e radicalmente. Ciò (secondo me) significa che gli uomini etero con fantasie da sub sono molti di più di quelli che possiedono un indirizzo dominante (che, in ogni caso, non significa violento).
    Non dubito peraltro che alcuni uomini si masturbino davanti ad immagini di stupro (recitate! altrimenti, averci a che fare in qualsiasi modo sarebbe un crimine). Ho sentito però che il numero di donne che fanno lo stesso sia perlomeno pari o forse maggiore: su questo non ho dati precisi, al momento, ma farò senz’altro delle ricerche e ti farò sapere a breve.
    In ogni caso, mi pare ovvio che tra fantasia e realtà corra un abisso.
    Altrettanto ovvio, da quella famosa pagina d’apertura di YouPorn: non è certo lo stupro, la fantasia n°1 degli uomini.

    • Animabella ha detto:

      Nel frattempo, mi hai scritto un altro post: quindi, questa è la risposta al penultimo.

    • Come ho già scritto, non è il campo nel quale ho svolto delle ricerche serie. La mia impressione è diversa: non credo che l’erotizzazione del dominio sia rappresentata dalla “Venere in pelliccia”, quanto piuttosto dal Mr Grey delle 50 sfumature di grigio, per gli uomini come per le donne. Certo, non posso sapere cosa c’è nella testa di ogni essere umano di questo pianeta, ma il clima culturale nel quale viviamo mi sembra suggerire l’esatto opposto di quello che sostieni. Lo dico pensando ad esempio alla tratta di esseri umani, che ha come vittime prevalentemente donne e ragazzine ridotte in schiavitù nel mercato del sesso, o al turismo sessuale, che riguarda principalmente gli uomini. La società odierna non mi sembra proprio una società nella quale la stragrande maggioranza degli uomini sia dominata dal desiderio di essere sottomessa…

      • Uscendo un attimo dal mondo del porno, che conosco poco, è recente la notizia dell’ascesa di un giovano pick-up artist: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/julien_blanc_insegna_molestie_donne_twitter_boicotta/notizie/993434.shtml
        Dei pick-up artists (gli artisti del rimorchio) mi ero occupata in occasione della strage di Santa Barbara (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/05/27/puahate/) e mi è capitato di tradurre alcuni consigni di uno di questi sciupafemmine (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/07/6-passi/).
        Ma parliamo di Julien Blanc, che tiene convegni e workshop in tutto il mondo. Se la fantasia più diffusa fra gli uomini fosse l’essere dominati, come si spiega il successo di questi soggetti?

      • Animabella ha detto:

        Ti suggerisco due splendidi blog:
        http://Jonathanx.altervista.org/index.html
        http://maggiemcneill.wordpress.com/page/2/
        Se ne hai voglia, consultali con calma: poi, ne riparliamo. Tanto, non ci corre dietro nessuno.

      • Da ciò che leggo in giro (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/04/20/turn-on-the-light/) i trafficanti di esseri umani, quelli che guadangnano grandi somme di denaro grazie al mercato del sesso, lavorano alacremente al sostegno della regolamentazione. Con calma mi leggerò le idee di questo Jonathan e le sue fonti.

      • Animabella ha detto:

        Risposta al post delle 9.12
        Anch’io ho solo letto e navigato un po’, sulla questione.
        PUA: guarda, non li posso vedere in cartolina. Un branco di sfigati deficienti: se la restaurazione del dominio dell’uomo sulla donna conta su di loro, possiamo star tranquille fino alla fine dei tempi.
        In ogni caso, dovremmo mettere a confronto il (modesto) successo di questi figuri con la fama e la venerazione delle quali godono Elise Sutton o Mistress Lucrezia, tanto per citare i primi due nomi che mi vengono in mente…
        Oppure, dai un’occhiata agli annunci “Incontri” ed “Amicizie”, di ogni tipo, sui fogli distribuiti gratuitamente: invariabilmente, noterai una profusione di Dominatrici (professionali o non) e Sub maschi. Sia gli uomini Dom che le Schiave (nell’accezione BDSM del termine) sono pochissimi, quasi assenti.

      • Cara Animabella, mentre lo sciupafemmine è sui quotidiani mainstream, io sento oggi per la prima volta i nomi Elise Sutton o Mistress Lucrezia. Non metto in dubbio che queste signore siano celebri nell’ambiente di persone che amano questo genere di cose, ma al di fuori di quel circuito dubito che qualcuno le conosca…
        Potrei raccontarti che mi è capitato di avere splendide esperienze di lavoro, con superiori e colleghi per i quali il mio essere donna e madre non intaccava minimamente la loro opinione sulla qualità del mio lavoro, ma la mia personale esperienza non è mai stata per me un argomento atto a negare l’esistenza della discriminazione di genere nel mondo del lavoro.
        Anche perché se mi siedo al bancone del pub dove vado di solito, insieme alla birra e alle chiacchiere mi becco inesorabilmente qualche battuta sessista (l’ultima lo scorso weekend: “parlare con una donna non è difficile, è inutile! non lo diceva Oscar Wilde?)
        Quello che leggo in giro (ad esempio qui: http://elpais.com/elpais/2014/10/27/inenglish/1414431263_393182.html?rel=rosEP) mi conferma che quello che vivo e denuncio qui non è frutto della mia immaginazione, perché il trend è visibile a molti altri soggetti: “The sexist attitudes that condemn women for being sexually free are getting stronger among teenagers. Women are viewed as a possession by men, and the power granted by new technologies is being increasingly used to that end.”
        Io sono propensa a credere che la pornografia mainstream sia utile a diffondere l’idea che le donne siano oggetti (e non soggetti dotati di propri desideri e del diritto a provare piacere) a disposizione dell’uomo, tu sei convinta che la pornografia sia pervasa dal desiderio maschile di essere dominati dalle donne.
        Forse vediamo le cose da punti di vista così lontani che vediamo porzioni di mondo diverse…

  20. IDA ha detto:

    @Animabella,… Nel porno, la tecnica cinematografica è poca cosa, per questo non se ne parla, se si esclude il “gonzo” tecnica perfezionata dal porno, tanto che è diventato un genere. Quello che si nota, nel porno degli ultimi anni, è la tecnologia, cioè le riprese in HD, (alta definizione) e la capacità dell’operatore non c’entra nulla, ne lo sperimentalismo ne la ricerca, è cambiata solo la telecamera. Questo volevo dire..
    2) Il genere “lesbo” nella pornografia è un genere rivolto ad un pubblico maschile eterosessuale, e questo non sono solo io a dirlo. Quindi la pornografia, esprime unicamente la fantasia, i desideri, del maschio eterosessuale, anche perché è quello che costituisce la domanda.
    3) Quando affermi che nell’industria legale del porno, l’identità è verificata, non sarei così tanto sicura, ci sono molti casi di attrici che hanno iniziato a girare film che erano minorenni. Come sulla sicurezza e la salute degli attori, la realtà è ben diversa da quella dichiarata dall’industria.
    4) Lo stesso vale per le performance specificate sul contratto, il rispetto del contratto da parte dell’industria è proporzionale al potere contrattuale dell’attrice. Molte che si rifiutano ad avere rapporti anali, vengono “educate” e vai a vedere cosa vuol dire, è lo stesso sistema “educativo” che viene usato anche con le prostitute. Qui, ci sono molte dichiarazioni, anche di attori e produttori, tra cui quelle di Rocco Siffredi che confermano quello che io ti stò dicendo.
    5) Il prodotto porno, è appunto un prodotto commerciale, le industrie, come tutte le imprese hanno un solo scopo, “produrre profitti”. Se ne sbattono delle libertà sessuali e della dignità delle persone, l’importante è produrre profitto.. per questo sono scettica delle versioni ufficiali dell’industria, di tutte, non solo quella del porno..
    6) Come ho detto in precedenza, l’attività media di un’attrice pornografica, è di 5 anni.. perché se è un mondo rispettoso e ricco, abbandonano così presto? Nel cinema, uso una parola brutta per capirsi, “normale”, questo non accade, anzi accade il contrario, cercano di prolungare la loro carriera fino ai limiti massimi d’età.. o nel calcio, fino a quando possono scendere dignitosamente in campo, continuano, vedi Totti e Di Natale.. Allora perché le attrici porno che possono avere 40/50 anni di attività, si ritirano dopo due, tre, massimo 10 anni di attività?

    • Animabella ha detto:

      1) IDA, la tecnologia non è un’entità dotata di vita propria. La tecnologia è inseparabile dalla tecnica: cioè, da conoscenza, esperienza, talento… O sei convinta che avendo a disposizione gli stessi fondotinta che usa Diego Dalla Palma, tu o io realizzeremmo make-up all’altezza dei suoi? Che basti avere a disposizione un laboratorio per improvvisarsi tecnici di laboratorio, senza un giorno di studi alle spalle? O che piazzando una telecamera HD in camera da letto, una coppia possa ottenere una scena hard? Tutto quello che ne verrebbe fuori sarebbe una sequenza di due corpi che si attorcigliano.
      2) Questo è assolutamente giusto e normale: ogni mercato esiste per soddisfare gli acquirenti. Peraltro, il fatto che qualcosa sia prodotto per soddisfare un certo tipo di pubblico non impedisce che anche altri gradiscano. Una donna può apprezzare ed adoperare un profumo, un chiodo, una moto pensata per l’altro sesso: nello stesso modo, può eccitarsi (e soddisfarsi) con la pornografia prodotta per gli uomini. Anche perché non esiste niente di simile ad un desiderio femminile o maschile: ognuno ha i propri desideri.
      (continua)

      • Animabella ha detto:

        3) Stiamo parlando di porno legale? Di casi verificati? In quali paesi? Quando? Quanti?
        4) In un’intervista con Leora Tannenbaum, Candida Royalle racconta per l’appunto di essersi trovata alle prese con un famoso regista che aveva tentato, con molta nonchalance, di inserire nelle riprese una scena fuori copione. La Royalle mobilitò tutte le donne del cast, tranne quattro crumire che si piegarono alle pretese del Maestro. Tutte le altre non girarono la scena (fregandosene di mandare in bestia lo stronzo). Un bellissimo esempio di rivolta femminista!
        Per quanto riguarda quelle che si lasciano “educare”, come dici tu: mi dispiace, ma nessuna di noi ci può fare nulla. Sia la docilità che la smania di denaro a tutti i costi sono brutte bestie.
        5) Libertà e dignità ce le dobbiamo difendere da noi, eventualmente appoggiandoci alle leggi e alle organizzazioni che rappresentano i nostri interessi. Vedi punto 4.
        6) Secondo Ovidie, laureata in Filosofia alla Sorbona, femminista, ex attrice e ora regista hard, questo è un pregiudizio: ti rimando alla sua analisi, capitolo 2 del suo “Porno Manifesto”, Baldini&Castoldi (e ti consiglio caldamente la lettura dell’intero, brillantissimo saggio).
        Di mio, aggiungo: se anche fosse come dici tu, quanto dura la carriera di una modella? O di un calciatore? Li dovremmo commiserare per questo?

      • IDA ha detto:

        Macchina sul cavalletto, luce dall’alto, sequenza unica, crei effetto amatoriale, questa è una tecnica usata nel porno. Non voglio mettere in dubbio le competenze o le capacità degli operatori, ma voglio soltanto dire che queste loro competenze non sono richieste, come il montaggio è molto semplice. Quello che si nota in molti è la sapiente diffusione delle luci, se ci fai caso non ci sono ombre.. Ma anche qui, la tecnologia di oggi aiuta molto..
        Poi non capisco dovè il pregiudizio, sono pochissime, quelle che durano più di 10 anni, e questo è un dato che si ricava anche consultando il database: http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Adult_Film_Database
        I giocatori di calcio hanno una carriera di 10-20 anni massimo, e cercano di sfruttarla tutta.. le pornostar, possono avere 40/50 anni di carriera e ne fanno solo una piccola parte, Io non le commisero, mi chiedo solo perchè?

  21. Animabella ha detto:

    Ricciocorno, risposta al post delle 9.57:
    Anche le Somaly Mam sono carnefici: costruire una carriera di santificazione mediatica su un martirio totalmente inventato è uno sputo in faccia a chi è stato o è vittima di abusi. E ne sminuisce di parecchio la credibilità, agli occhi del pubblico.
    Dolore e rispetto dei suoi tempi:
    Non mi pare di aver dato delle tabelle: spero che non si sottovaluti la mia intelligenza fino a questo punto. E per il dolore degli altri ho sempre avuto il massimo rispetto.
    E’ il culto del dolore, ciò che non sopporto. E’ l’incoraggiamento culturale a soffrire e a diventare star del patimento. Un breve abbraccio: poi, la vita continua.

  22. Animabella ha detto:

    Ricciocorno, post delle 9.32
    Guarda, sia JonathanX che McNeill dicono (e dimostrano molto) sull’argomento. E i dati sono sempre essenziali.
    Però a me sembra innanzitutto una questione di buon senso, farsi una bella sghignazzata all’idea che un gruppazzo di criminali muoia dalla voglia di legalizzare o decriminalizzare il proprio campo di attività.
    Se tu fossi un pappone, preferiresti sfruttare le tue donne in uno Stato nel quale costoro possono denunciarti senza patemi, certe di godere di tutto l’appoggio e la protezione della legge, o in uno Stato che mette le prostitute in galera?
    Ora devo scappare. Al post delle 8.31 ti risponderò stasera.

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  24. IDA ha detto:

    Riccio: in un tuo commento sulla ragazza che si è buttata dalla finestra, hai detto: “Ne ho fatto degli screenshot, magari li pubblico.” Ecco senza magari, pubblicali, con il tempo e con calma ma pubblicali, così vediamo che considerazione hanno delle “pornostar” magari gli stessi che usufruiscono del prodotto porno.

  25. Animabella ha detto:

    Ricciocorno, @ post sabato 8.31
    Ho letto l’articolo che mi hai linkato. Condivido l’assunto che il porno sia per gli adulti: i suoi linguaggi sono davvero troppo vari e, talvolta, oscuri, perché lo si possa considerare uno strumento educativo.
    Per il resto, prova a rileggere il testo pensando che l’autore sia iscritto a Comunione e Liberazione (o Arci, o Moige) e dimmi se, in questa ipotesi, ci troveresti qualcosa di stonato. Veramente ineffebile la parte sull’anonima ragazza che, pressata dal maschiaccio a rinunciare alla propria verginità e ritualmente mollata dopo l’immolazione tra le lenzuola, si pente della resa e si duole dell’impossibilità di tornare indietro: la sempiterna eroina di tutte le pubblicazioni parrocchiali ad ammaestramento delle fanciulle. In generale, tutte le (anonime) testimonianze, sia di madri che di giovanissime, ruotano intorno alla fissa dell’assoggettamento psicologico e fisico delle ragazze ad un agente che è sempre più tenace, più forte, più scaltro di loro: i coetanei maschi, la pornografia, il gruppo, l’air du temps.
    Vedi, Ricciocorno, ognuno ha la propria sensibilità e la propria scala di valori. Per te, lo sfottimento da pub è una forma di misoginia. Anch’io ascolto gli stessi commenti, nello stesso ambiente, ma li interpreto piuttosto come gioviale ed amichevole provocazione, nonché come ghiotta occasione a scatenarmi in repliche prive di ostilità, ma tutt’altro che reverenti nei riguardi della mascolinità del punzecchiatore: il risultato, immancabile, è che ci si diverte tutti insieme.
    Personalmente, trovo l’impostazione parrocchiale della sessualità molto più offensiva e pericolosa, per le conquiste femministe, della più lercia immagine porno o della più “sessista” battuta da bancone.
    Se però tu la pensi diversamente, tutto quello che devi fare in quelle circostanze è rimarcare i tuoi confini ed esigere che l’interlocutore li rispetti. Come ti ho già scritto, non mi sembri a corto di fermezza.

    • Ci sono due prospettive a proposito del “punzecchiare da pub”. Se guardo la cosa stringendo il campo visivo, se mi concetro sugli individui, io e le persone con cui mi ritrovo di solito, posso serenamente arrivare alla conclusione che si tratta di “uno scherzo”, un modo di “divertirsi tutti assieme”… Ma se mi allontano dal mio ristretto spazio vitale e colloco la mia esprienza in un contesto più ampio, che ricomprende il gelato della Madia, l’abitudine di usare espressioni quali “maestrina dalla penna rossa” nei confronti di personaggi pubblici per sminuire le loro esternazioni, tutte le volte in cui ho chiamato per un colloquio di lavoro e mi hanno risposto che cercavano solo uomini e le recenti inchieste giornalistiche sulle braccianti agricole rumene, mi rendo conto che simili ritornelli sono funzionali a cristallizzare nel subconscio delle persone una serie di stereotipi che rafforzano un sistema basato su una netta divisione fra i generi.
      Recentemente ho pubblicato un passo da “Il secondo sesso” proprio per sottolineare questo fatto: se è vero che la scienza ha da tempo ormai rigettato il concetto di razza, poiché privo di qualunque fondamento, non appartenere ad una determinata etnia ha comunque nella vita delle persone un certo peso. Allo stesso modo, sebbene io sia perfettamente consapevole di essere un essere umano che nulla ha da invidiare a chi si porta dietro un pene, sono altrettanto consapevole che essere una donna non è di fatto la stessa cosa che essere un uomo. La consapevolezza mi rende più forte, e non più debole: questa è la mia personale opinione. Quando un uomo mi chiede se voglio lasciargli parcheggiare la mia macchina, so che non lo chiede perché ha effettivamente notato qualcosa che non va nella mia guida (senza falsa modestia, io guido benissimo e parcheggio ancora meglio, ne sono certa come sono certa di avere una vagina), ma perché lui è vittima dello stereotipo che vuole le donne al volante un pericolo costante. E’ lui quello fragile, che sente il bisogno di dipingersi un mondo in cui essere maschio gli concede il privilegio di essere superiore a qualcunque femmina viaggi su quattro ruote. Se non fossi consapevole del fatto che esiste ed è ben radicato nella nostra società il pregiudizio sulle donne al volante, correrei il rischio di credere alle critiche che mi vengono ingiustamente rivolte, diventerei titubante alla guida, e questo finirebbe col rendere il viaggiare in auto molto più stressante di quanto già non sia, abbassando di molto la qualità della mia vita.

      • Paolo ha detto:

        credo che Animabella volesse solo fare una distinzione tra gli amici del pub e i maschilisti che ti reputano una incapace alla guida solo perchè sei donna.

      • Animabella ha detto:

        “La consapevolezza mi rende più forte, e non più debole.”
        Sono d’accordo: avere un quadro realistico dei pregiudizi cui può essere esposta una donna, in quanto tale, aiuta a non farsi cogliere impreparate, nel momento in cui la potenzialità si concretizza. Dobbiamo rispondere però alla domanda: Che uso faccio, di questa consapevolezza? La adopero cioè per smentire i pregiudizi, o per confermarli? Per darmi o per togliermi potere?
        Esempio: una ministra viene ripresa da qualcuno, che lavora per un fogliuccio scandalistico, mentre gusta un gelato nell’abitacolo della propria vettura. La castissima situazione viene presentata con contorno di sottintesi maliziosi, tutti basati 1) sull’associazione tra la degustazione in questione e la fellatio 2) sull’interpretazione della fellatio come attività sminuente per una donna. Quindi, per quanto frivolo possa essere il tono del grande scoop, su sottintesi misogini: che non possono essere liquidati come attacco puramente politico, visto che a nessuno salterebbe in mente, per esempio, di sminuire un’avversaria politica, che avesse appena partorito, mostrandola mentre ripone un cartone di latte in frigo e suggerendo un accostamento all’allattamento al seno. Sarebbe anzi un modo per suscitare approvazione nei suoi riguardi, visto lo status santificato della pratica. Se si cerca di ridicolizzare Una dell’Altra Parte suggerendo una sua inclinazione alla fellatio, è perché a questa attività viene tutt’ora attribuito uno status discutibile.
        (continua)

      • Animabella ha detto:

        (ripresa)
        Ora: come ha reagito all’episodio, la stragrande maggioranza di chi si riconosce nella lotta al sessismo? Indignandosi. Protestando contro la “degradazione sessuale della donna”. Cioè, confermando i presupposti ideologici del fogliuccio: il sesso è terreno scivoloso, per una donna, ministre comprese. Non importa quanto potere tu abbia: basta un gelato e un paio di didascalie ammiccanti e ti ritrovi col sedere a terra, tutta lorda di fango. E bisognosa di un Soccorso Antisessista che ti rimetta in piedi.
        Ritengo che una reazione divertita e sprezzante alla non-notizia avrebbe conseguito invece l’effetto di smontare il pregiudizio: ah sì, Madia ama il cono-gelato? Io lo adoro! Non posso farne a meno! La vuole la ricetta del gelato al Bacio e Tiramisù, Signorini? E’ la mia specialità! Venga a trovarmi, che mi sa che è uno specialista anche lei. Ce lo gustiamo insieme, magari mi dà pure qualche consiglio sull’esecuzione. Della ricetta…
        Questo è empowerment, per me. Proprio perché sono consapevole del ruolo sessualmente subalterno che la società vorrebbe affibbiarmi, mi mostro come la persona spigliata e padrona di sè che sono: e nego ogni collaborazione a chi vorrebbe sminuirmi.
        Se un uomo ritiene di essere migliore di me al volante, non metto il broncio. Mi limito a non cedergli il volante. Con un “no, grazie” (e sorriso radioso). Sai perché? Perché non siamo in Arabia Saudita e lui non ha alcun potere di spostarmi dal (mio) posto di guida.
        Può darsi che il pregiudizio sia onnipervasivo: a me però sembra che il nocciolo della questione non sia ciò che qualcun altro pensa di te, ma quanto questa sua convinzione pesi sulla tua vita.
        E’ quindi chiaro perché attribuisco un peso molto diverso al “sessismo” barzellettaro e all’aprioristico rifiuto di assumere una donna.

      • Sarà un caso, ma guarda cosa ho trovato: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/consigliere_leghista_alberto_zelger_donne_cervello_parcheggio/notizie/1000670.shtml
        Sul come sia opportuno reagire per produrre un effettivo cambiamento nel sistema-società, beh, ti giuro, non lo so.
        E’ meglio mandare a cagare Alberto Zelger, ripondergli che si andasse a guardare un po’ di statistiche sugli incidenti stradali (potrebbe scoprire il sesso è un parametro per il calcolo dell’RCA, che le donne pagano meno l’assicurazione perché di fatto fanno meno incidenti degli uomini), farsi una risata con le amiche commentando quanta gente acefala circola per il mondo in attesa di un’invasione di cervelli aleni, oppure pubblicare un articolo sul neurosessismo?
        Non lo so. Tutto fa brodo. Dipende dalla propria indole, dal momento, dal contesto… L’importante è essere consapevoli che quelle che dice Zegler sono cagate, e diffondere questa consapevolezza. L’importante, secondo me, è non optare per il silenzio-assenso.

  26. Animabella ha detto:

    @IDA 8/11/2014 ore 12.51
    Un conto è uno studiatissimo “effetto amatoriale”, un altro conto è un dilettantesco pasticcio.
    Nel suo saggio, Ovidie elenca le attrici hard di lungo corso e spiega le scelte personali (tra le prime, gravidanza ed allattamento) che spesso costringono le interpreti del porno a sospendere o interrompere una carriera fisicamente esigente. Inoltre, ciò cui non pensiamo mai è che l’hard possiede star, onesti professionisti, svogliati e falliti, come qualsiasi altro campo dell’attività umana. Per ogni Naomi Campbell o Kate Moss, quante migliaia di modelline qualsiasi si perdono non dopo dieci anni di carriera, ma dopo due o tre sfilate?
    Per quanto riguarda i 40/50 anni di potenziale carriera che attribuisci ad un’ attrice hard, non so da dove tu prenda questo dato. Esiste anche un filone di porno GILF; ma dubito che siano molte, le ottantenni capaci di affrontare ore ed ore di acrobazie sessuali sul set.

    • IDA ha detto:

      “carriera fisicamente esigente”. Sono d’accordo, non solo fisicamente, ma sopratutto psicologicamente. dimostrato anche da enormi difficoltà con problemi legati alla depressione e abusi vari. è quello che sostengo io, che non è certo una vita bella quella delle pornostar.. 40/50 è teorico, ma secondo me, dopo dieci anni, una se è sempre integra, non ce la fa più.. in effetti molte che rimangono all’interno dell’industria del porno, fanno le registe, produttrici, ma non attrici.. oppure, come India Summer, ( mi sembra lei, non vorrei sbagliare, con nomi faccio confusione) lavora nel porno solo due mesi l’anno, per il resto si dedica ad altro, ma queste sono attrici che hanno un forte potere contrattuale..
      Svogliati e falliti sono termini che non contemplo, perchè sono usati dal capitalismo per discriminare chi non si lascia dominare..e non stò parlando solo del porno..

      • Animabella ha detto:

        Mi dispiace, IDA, ma la mia opinione è che gli svogliati e i falliti esistano: e ne faccio continuamente esperienza, in ogni aspetto della vita, a cominciare dal lavoro. Spesso sono tutt’altro che discriminati, anzi! Sono proprio quelli che dovrebbero dirigere il lavoro altrui…

      • IDA ha detto:

        Codesti si chiamano “dirigenti” 🙂

    • IDA ha detto:

      Allora; gli svogliati, sfruttano al massimo il principio edonistico, massimo profitto con minimo sforzo, che è il principio base del capitalismo. quindi gli svogliati sono dei capitalisti senza essere dei capitalisti. I falliti,non esistono, ci sono i vinti.. il fallito si disprezza al vinto si da la solidarietà. Per questo i fannulloni, svogliati e falliti, sono un marchio d’infamia selezionatrice, della scala gerarchica. Per questo sono termini che non contemplo sopratutto quando ci riferiamo a categorie subalterne o a pornostar, come era nel nostro caso.. Penso ora di essere stata un pò più chiara….

  27. Animabella ha detto:

    @Paolo, 9 novembre, 9.56
    Sono d’accordo con te. Però Ricciocorno poneva proprio il problema dell’esistenza, secondo lei, di una linea continua che unisce il motteggio tra amici al rifiuto di un impiego per ragioni discriminatorie. Ti rimando alla risposta che le ho inviato.

  28. Animabella ha detto:

    @Ricciocorno, 10 novembre 2014, 8.06
    “… cattolico integralista, noto a Verona per le sue posizioni di assoluta intransigenza verso l’omosessualità…” Tutto perfettamente prevedibile, direi. E’ anche piuttosto rassicurante che il signore in questione non sia un neurologo, che goda di limitatissimo potere istituzionale, nessun carisma e una dignità così povera da non esitare a ricorrere a sparate da quattordicenne pur di conquistarsi un trafiletto e due minuti di degradante notorietà.
    A me ispira più pietà che rabbia.

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