Una tragedia

La notizia, da un articolo del sito TGCOM24:

Un agente di polizia penitenziaria, Antonino Grasso, 38 anni, al culmine di una lite per gelosia, ha sparato alla moglie, Tiziana Zaccari, 36 anni, uccidendola. Poi si è tolto la vita sparandosi con la stessa arma. I corpi sono stati rinvenuti nell’appartamento della coppia. Ad allertare la polizia sono stati i vicini di casa, allarmati dagli spari. La donna lo aveva denunciato per maltrattamenti.

C’era una denuncia per maltrattamenti sporta da Tiziana Zaccari contro il marito Antonino Grasso. Ciononostante Antonino Grasso ha ucciso Tiziana Zaccari nel corso di una “lite per gelosia”.

Una lite è, da dizionario, una discussione animata con scambio di ingiurie e offese.

Il reato di “maltrattamenti in famiglia”, ci dice la Suprema Corte di Cassazione, invece

“configura una ipotesi di reato necessariamente abituale costituito da una serie di fatti, per lo più commissivi, ma anche omissivi, i quali acquistano rilevanza penale per la loro reiterazione nel temporattasi di fatti singolarmente lesivi dell’integrità fisica o psichica del soggetto passivo, i quali non sempre, singolarmente considerati, configurano ipotesi di reato, ma valutati nel loro complesso devono integrare, per la configurabilità dei maltrattamenti, una condotta di sopraffazione sistematica e programmata tale da rendere la convivenza particolarmente dolorosa (Sez. III, 16 maggio 2007 n. 22850).

tali condotte, costantemente ripetute, evidenziano l’esistenza di un programma criminoso diretto a ledere l’integrità morale della persona offesa, di cui i singoli episodi, da valutare unitariamente, costituiscono l’espressione ed in cui il dolo si configura come volontà comprendente il complesso dei fatti e coincidente con il fine di rendere disagevole e per quanto possibile penosa l’esistenza del coniuge (Sez. VI, 28 dicembre 2010 n. 45547).

Perché sia integrato il reato in questione occorre, secondo il significato riconducibile al termine ‘maltrattare’, che, come più volte affermato dalla giurisprudenza, l’agente eserciti, abitualmente, una forza oppressiva nei confronti di una persona della famiglia (o di uno degli altri soggetti indicati dall’art. 572 c.p.) mediante l’uso delle più varie forme di violenza fisica o morale. Ne deriva che in questa fattispecie si richiede che vi sia un soggetto che abitualmente infligge sofferenze fisiche o morali a un altro, il quale, specularmente, ne resta succube. Se le violenze, offese, umiliazioni sono reciproche, pur se di diverso peso e gravità, non può dirsi che vi sia un soggetto che maltratta e uno che è maltrattato” (Sez. VI, 3 marzo 2009, n. 9531)

Mi sembra evidente che il termine “lite”, che presuppone l’esistenza di uno scambio di ingiurie e offese, sia incompatibile con la fattispecie “maltrattamenti in famiglia”, che esclude la reciprocità.

Sarebbe interessante sapere quando era stata presentata questa denuncia, come mai i due coniugi fossero ancora sotto lo stesso tetto e soprattutto perché sotto quel tetto ci fosse anche un’arma da fuoco. A seguito della denuncia, qualcuno si è preoccupato di analizzare la situazione per stabilire l’entità del rischio e valutare un eventuale allontanamento del soggetto violento? E’ stata presa in considerazione l’ipotesi di togliere la pistola ad Antonino Grasso? Immagino di no.

Ma la prevenzione non è l’argomento di questo post. L’argomento del post riguarda la conclusione dell’articolo:

tragedieE’ un’altra terribile tragedia perché l’ennesima donna è morta per mano del partner?

No, è una tragedia perché in soli tre giorni due poliziotti si sono suicidati.

Che anche Tiziana Zaccari sia morta non ce ne può fregare di meno.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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20 risposte a Una tragedia

  1. Paolo ha detto:

    non c’entra la “gelosia” altrimenti ogni persona gelosa ucciderebbe; quando avvengono questi omicidi, è solo un paravento per la malvagità

  2. IDA ha detto:

    è andata anche bene, che non hanno dato a lei, la colpa del suicidio dell’agente della polizia pentenziaria.. in un’altra parte c’è la dichiarazione completa:«È il secondo suicidio di un poliziotto in tre giorni – dice Donato Capece del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria – Negli ultimi tre anni i suicidi sono stati più di 35, e dal 2000 più di cento». Capisco che il lavoro della polizia penitenziaria sia molto alienante, quello che non capisco se le mogli sono effetti collaterali o no!

    • Vale ha detto:

      Io invece, sarò idiota, ma penso che se uno vuole suicidarsi, sono problemi suoi. Mi può dispiacere per la sua situazione, ma alla fine se decide così della propria vita, ne ha diritto.
      Un altro discorso è se prima di ammazzarsi fa fuori altre persone che non avevano alcuna intenzione di spararsi un colpo in testa!

      • IDA ha detto:

        Sono d’accordo con te Vale, Non ricordo chi, diceva:”Di non nascere non possiamo scegliere, di non morire nemmeno, il toglierci la vita è l’unica scelta che possiamo fare.. ”
        Ritengo che ognuno di noi ha tutti i diritti sulla propria vita.. la propria, non quella degli altri..

    • Paolo ha detto:

      non mi risulta che chiunque faccia un lavoro alienante ammazzi la moglie quindi se questo “sindacalista” voleva trovare giustificazioni ha proprio sbagliato.

  3. Vero o Falso? ha detto:

    Una denuncia non è una condanna, anzi statisticamente sono false all’80%. Magari anche questa denuncia per maltrattamenti era falsa, ed ha portato un uomo innocente alla disperazione

  4. IDA ha detto:

    a me da errore 403.. aspetta provo con un’altro browser

  5. primavera ha detto:

    Non è il tipo di lavoro infatti, nè l’alienazione che questo può o meno comportare. Tutti noi oggi facciamo una vita stressante e probabilmente un lavoro di cacca.Si tratta piuttosto,io credo, di non saper accettare il fatto da parte di molti , troppi uomini che la moglie, cioè la donna sia un essere umano pensante e avente i medesimi diritti degli aventi attributi maschili (mah!) e che se la prendi a mazzate ogni due per tre poi ci sta che ti denunci e voglia addirittura mollarti visto che con ogni probabilità anche i poveri figli assistevano a certe scene di violenza familiare..nooo???? Non sono uomini gelosi, sono instabili punto e basta! le forze dell’ordine stesse non credono fino in fondo ai racconti di violenza subita mentre si sporgono le denunce o si chiede aiuto…esse sono impreparate poiché del resto la cultura militare è da sempre un cincinin maschilista; quante altre donne e/o bambini dovranno patire e morire prima che si intervenga?
    Siamo in pieno Medioevo e lontani anni luce da avere soluzioni a un dilagante e gravissimo problema che peggiora di giorno in giorno.
    Per finire, la mia pena e pietà vanno ai bambini rimasti orfani e a questa povera ragazza che aveva una vita davanti non certo a chi ha premuto il grilletto togliendogliela..sarò cattiva signor sindacalista?

  6. primavera ha detto:

    Vero o falso? Ottima scelta di username..
    fai tu le statistiche?o fai per caso parte di quei poveri disgraziati violenti arroganti padri separati? Dicci ,conoscevi personalmente quel sant’uomo e martire che con una bella pistolettata ha messo a tacere quella str..za che lo aveva secondo te esasperato? Come poi? Con le denunce?
    Sei così sicuro chevforse eri li a casa loro e hai prove oggettive..e dicci..anche i figli lo esasperavano visto che prima di uccidersi vigliaccamente li ha resi orfani e segnati a vita da questa tragedia?
    Ma come diamine non ti vergogni????
    Uuhh scusa sono ingenua, la vergogna presuppone autocritica, moralità, umanità, sensibilità e quelli come te ne sono al 100 % statisticamente sprovvisti (dati ufficiali presi dai necrologi di tutte le donne uccise da poveri martiri esasperati negli ultimi anni).
    ci terrei molto a conoscere le mamme di quelli come te per capire se sono le donne “eccezione che conferma la regola” o se pure queste esasperano i maschietti di casa!

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