E’ solo una statua

Simbolo (da dizionario): qualsiasi elemento (segno, gesto, oggetto, animale, persona) atto a suscitare nella mente un’idea diversa da quella offerta dal suo immediato aspetto sensibile, ma capace di evocarla attraverso qualcuno degli aspetti che caratterizzano l’elemento stesso, il quale viene pertanto assunto a evocare in particolare entità astratte, di difficile espressione.

violataAlla cortese attenzione della Sindaca di Ancona, Signora Valeria Mancinelli

e p.c.
Presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Marche, Signora Adriana Celestini
Assessore alla Cultura Comune di Ancona, Signor Paolo Marasca
Assessora ai Servizi Sociali del Comune di Ancona, Signora Emma Capogrossi

18/11/2014

Oggetto: La statua Violata e la protesta ignorata

Gentile Signora Mancinelli,

Dall’inizio, nell’aprile 2013, della protesta per richiedere la ricollocazione della statua Violata, a fronte della sostanziale indifferenza che la politica locale ha mostrato riguardo alla questione, mi trovo purtroppo a dover ancora manifestare il mio più profondo dissenso per la scelta di questa opera come omaggio “in onore di tutte le donne vittime di violenza”.

E questo, incredibilmente, malgrado una mobilitazione che ha coinvolto in tutta Italia un numero enorme di associazioni e centri antiviolenza, organismi e rappresentanti di parità e pari opportunità, centri studi di genere universitari, intellettuali e cittadini – tra cui molte donne vittime di abusi e familiari di donne uccise.

Da donna abusata, consapevole purtroppo in prima persona delle enormi problematiche interiori e sociali che questa dolorosa condizione comporta, voglio esprimerLe ancora il fortissimo disagio che provo nel vedere rappresentato un tale dramma in una maniera così superficiale, fuorviante e inopportuna.

Le ragioni culturali profonde dell’inadeguatezza di questo monumento come simbolo della lotta contro la violenza sulle donne sono state ampiamente e più volte illustrate nelle tante lettere e manifestazioni di protesta, e sono talmente evidenti a chiunque che eviterò di ripeterle. Mi limito a ribadire che questa raffigurazione di donna violata è fra le immagini più umilianti che si potessero scegliere per rappresentare certi squarci del corpo e dell’anima e sembra più adatta a sollevare morbosità erotica che qualsiasi riflessione su un tema che oggi nel nostro Paese è una vera e propria piaga sociale.

Questa leggerezza nella scelta dell’opera, la superficialità nell’affrontare l’argomento, unite alla scarsissima o nulla considerazione che ha trovato la voce dei tanti che si sono uniti in questa protesta nazionale sono l’ennesima offesa nei confronti della sensibilità di chi, vittime o familiari, ha vissuto o vive dinamiche di violenza.

Mi rifiuto di venire rappresentata dalle scelte di persone che troppo spesso ignorano ciò di cui stanno parlando, e che non di rado cavalcano l’onda mediatica del femminicidio, senza avere evidentemente la minima sensibilità o disposizione all’ascolto nel comprendere almeno in parte ciò che accade nella vita di chi subisce violenza, o di chi la conosce tramite l’esperienza di una familiare.

Mi rifiuto di essere “onorata” da un simile monumento se poi la mia voce, nel momento in cui si alza, non riceve la minima considerazione. Mi chiedo che politica sia quella che pretende di omaggiare le donne vittime di violenza quando poi le ignora completamente se prendono la parola su qualcosa che le riguarda in prima persona. Sicuramente non è la politica da cui voglio essere omaggiata, né interpretata.

A coloro che hanno liquidato la questione simbolica relativa alla statua Violata come marginale, tutto sommato ininfluente sull’impegno nel contrasto della violenza di genere, privilegiando le “azioni concrete” a sostegno delle vittime, rispondo, da donna abusata, che qualsiasi azione concreta, per quanto apprezzabile, importante e necessaria, sarà sempre e solo un tamponare l’emergenza, se non si affronta il problema della violenza di genere per quello che è: una questione in primo luogo profondamente culturale, nella quale l’educazione e la comunicazione, simbolica e non simbolica, verbale e non verbale, giocano un ruolo decisivo e fondamentale.

Per tutti questi motivi, mi rivolgo oggi a Lei per avere finalmente una risposta puntuale in merito alla protesta.

Spero che il prossimo 25 novembre non sia più soltanto una data da spot promozionale, come già troppo spesso accade l’8 marzo, ma diventi l’occasione per avviare un percorso di ascolto e confronto, al fine di trovare una soluzione condivisa a un problema che non può e non deve essere nascosto sotto il tappeto dell’indifferenza e del benaltrismo. Io aspetto.

Cordialmente, Francesca Baleani

(fonte)

Per approfondire:

Figli d’arte violata

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a E’ solo una statua

  1. primavera ha detto:

    Posso solo esprimere la mia solidarietà a Francesca e continuare a indignarmi per fatti come questo e per l ‘ottusità di questo paese che si professa civile!
    Non conoscevo la questione e ti ringrazio per avermela resa nota..

  2. Blossom ha detto:

    Di una bruttezza terrificante. Visto poi che non pare avere alcun valore oltre quello di simbolo sarebbe da rimuovere al piú presto.

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