Il 25 novembre di “Crescere Insieme”

Il 25 novembre è la data scelta dalle Nazioni Unite come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

OnuLa violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.  La violenza contro le donne è una conseguenza della discriminazione verso le donne e del persistere della diseguaglianza fra uomini e donne. La violenza contro donne e ragazze non è inevitabile, la prevenzione è possibile ed essenziale.

La violenza contro le donne è endemica a livello globale.

Questi sono i presupposti che hanno portato alla decisione di istituire la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha diffuso, in occasione della Settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione (24 – 30 NOVEMBRE 2014), un invito a tutte le Istituzioni scolastiche ad attivare percorsi didattici di sensibilizzazione, informazione, prevenzione e contrasto a tutte le forme di violenza e di razzismo, nel quale leggiamo:

Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono invitate ad attuare opportuni e significativi percorsi di sensibilizzazione, di informazione, di prevenzione e di contrasto, a tutte le forme di violenza e di razzismo in considerazione del fatto che:

  • è compito delle istituzioni scolastiche diffondere la massima conoscenza possibile dei diritti della persona e del rispetto verso gli altri (…)
  • la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di violenza e di discriminazione sulla base del genere, della religione, della razza o dell’origine etnica, dell’a disabilità, dell’età, dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere richiedono azioni mirate da parte dei soggetti sitituzionali deputati e delle Associazioni;
  • fenomeni quali la violenza, il bullismo, la discriminazione, possono essere prevenuti e contrastati mediante adeguati percorsi formativi a scuola;
  • iniziative di studio, di confronto, di apprendimento e di riflessione, con il coinvolgimento di genitori, alunni edocenti, sui temi della legalita e del contrasto ad ogni forma di violenza e discriminazione possono creare un proficuo scambio e d ausilio tra le istituzioni scolastiche e le famiglie.

Leggiamo anche:

Con riferimento allo specifico tema della violenza di genere, il nuovo quadro di riferimento normative che si connette strettamente con le disposizioni del recente decreto legge, n.93/2013 , convertito con modificazioni dalla L. 15 ottobre 2013, n . 119 (in G.U.15/10/2013, n. 242 ), assegna alle istituzioni scolastiche un ruolo e una funzione determinante e irrinunciabile per la prevenzione e per il contrasto dei femminicidi e delle violenze sulle donne. II decreto sottolinea, infatti, la necessita di promuovere, nell’ambito del Piano straordinario  contro la violenza “l’educazione alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere nell’ambito dei programmi scolastici nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di sensibilizzare, informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne e  a discriminazione di genere anche attraverso un’adeguata  valorizzazione della tematica nei libri di testo” e di “garantire la formazione di tutte le professionalita che entrano in contatto con la violenza di genere e lo stalking.”

A tutti ricordo che il primo agosto è entrata in vigore la la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica – meglio nota come “Convenzione di Istanbul” – adottata dal Consiglio d’Europa l’11 maggio 2011, che nel Capitolo III – Prevenzione – articolo 14, afferma:

Le Parti intraprendono, se del caso, le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all’integrità personale, appropriati al livello cognitivo degli allievi.

Le Parti intraprendono le azioni necessarie per promuovere i principi enunciati al precedente paragrafo 1 nelle strutture di istruzione non formale, nonché nei centri sportivi, culturali e di svago e nei mass media.

Ho scritto a proposito dell’associazione Crescere Insieme, responsabile della diffusione di dati all’allarmanti e privi di fondamento sul fenomeno delle “false accuse“.

Non mi ha stupito pertanto trovare nel gruppo facebook che rimanda al suo sito ufficiale

crescere_insiemequesto documento:

Crescere_insieme3Che vi riporto per intero:crescere_insieme1

In questo documento si denuncia “l’infondatezza dell’emergenza della violenza sulle donne”, e la preoccupazione nei confronti dei bambini esposti a programmi di sensibilizzazione nei confronti della discriminazione di genere.

Si argomenta sostenendo che parlare di discriminazione di genere sarebbe discriminatorio nei confronti delle donne, costringendole nel ruolo di soggetti deboli ed incapaci di autodeterminarsi, e discriminatorio nei confronti dell’uomo, confinato nel ruolo di carnefice.

Si invitano i genitori ad intraprendere un’azione concreta contro l’iniziativa del Miur.

A proposito della prima argomentazione, il fatto cioè che la violenza contro le donne non sia un’emergenza, posso convenire: non si tratta di un fenomeno recente che attraversa una fase particolarmente acuta. Come evidenziato dalle motivazioni dell’Onu sopracitate, è un problema endemico a livello globale, causato dal persistere (ovvero dal fatto che continua ad esistere qualcosa che già esisteva) di uno stato diseguaglianza tra i sessi. Come chi si occupa di discriminazione di genere sa bene, è improprio parlare di emergenza, in quanto la violenza contro le donne è un fenomeno strutturale, che affonda le radici in un contesto culturale restio a modificarsi, fatto di stereotipi, linguaggi sessisti e abitudini discriminatorie.

E fra questi stereotipi io ci metto anche quello che vuole le vittime di violenza soggetti deboli e incapaci, corresponsabili delle violenze subite in quanto colpevoli di non essere “abbastanza forti” da contrastarle.

Il fatto che la violenza sulle donne non sia un fenomeno “emergente” non è, a mio avviso, una buona ragione per non contrastarlo.

La domanda che vi pongo oggi è: perché un’associazione che si occupa di “tutelare il diritto del minore a mantenere rapporti continuativi e significativi con entrambi i genitori, ancorché separati” è interessata a contrastare dei programmi di sensibilizzazione nei confronti della discriminazione e della violenza di genere?

La risposta forse la si può trovare in un articolo francese che avevo pubblicato qualche tempo fa, che, a proposito della proposta di legge mirata ad introdurre la residenza alternata come opzione di affido obbligatoria in caso di saparazione (residenze partagée paritaire),  muoveva l’accusa alla proposta di non tener conto di quei casi in cui la separazione è causata dalla violenza esercitata su donne e bambini nell’ambito della famiglia:

La proposta di legge è pericolosa perché stabilisce norme che non tengono conto del contesto ed invoca non solo un’uguaglianza puramente formale, ma prevede di generalizzare le sanzioni, senza tener conto delle violenze. (…)

Il contesto di cui si parla è quel contesto culturale del quale ha parlato Sara Shoner in una intervista al Times, che porta “psicologi, operatori sanitari, funzionari di polizia, giudici e membri del clero”, quando si tratta di decidere per una modalità di affido, a dimostrare  “maggiore interesse a mantenere intatta una famiglia con due genitori, invece di interessarsi alla sicurezza della madre e dei suoi figli.”

Françoise Brie e Suzy Rojtman, nel denunciare l’inadeguatezza della proposta di legge francese, dichiarano:

Non vengono presi in considerazione dalla legge i bambini testimoni delle violenze, per non parlare di quelli che subiscono violenze o vengono uccisi. Nel 10% dei casi di disaccordo tra i genitori sulla residenza dei figli, rientrano anche queste situazioni. Rendere obbligatoria e sistematica la residenza “al domicilio di ciascun genitore” farà perdurare queste violenze.

Come può tenere conto della gravità e della diffusione del fenomeno della violenza domestica (che è uno degli aspetti della violenza contro le donne) nonché dell’importanza di una tutela delle vittime nell’ambito di una separazione, un’associazione che ritiene controproducente un’ottica di genere nell’affrontare il tema della violenza?

Che genere di proposta di legge in materia di affido di minori può vergare un’associazione che si adopera affinché le disposizioni della Convenzione di Istanbul in materia di prevenzione della violenza vengano disattese?

Per approfondire:

Violenza e affidamento

Traumi infantili, salute e violenza domestica

La violenza assistita

Violenza domestica e mediazione familiare

Advertisements

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, attualità, in the spider's web, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a Il 25 novembre di “Crescere Insieme”

  1. valeria ha detto:

    Brava! E’ ora di smascherare queste pseudo-associazioni che contrabbandano gli interessi dei padri per diritti dei figli

  2. Il rasoio di Occam ha detto:

    Mi piacerebbe sapere il contenuto di questi eventuali progetti di contrasto a tutte le violenze “senza privilegio alcuno”. Dato che è discriminatorio parlare di violenze contro gruppi specifici, mi immagino una presentazione di un’unica slide con su scritto “La violenza è brutta”.

  3. Andrea Mazzeo ha detto:

    Il 25 novembre 1960 tre donne, le sorelle Mirabal, furono torturate e uccise dal governo tirannico della Repubblica Domenicana; in memoria di queste tre donne l’ONU ha istituito la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
    Le cosiddette associazioni di padri separati (che associazioni non sono visto che molto spesso di esse esiste solo il sito internet ma non vi è traccia di alcuna attività associativa), e di cui fa parte l’associazione Crescere Insieme, sono nate per riaffermare il preteso diritto dei padri di sottomettere al loro volere mogli e figli, sino alla soluzione estrema, il femminicidio e il figlicidio, quando mogli e figli non si sottomettono, si ribellano al padre padrone (riedizione del pater familias del diritto romano che aveva potere di vita e di morte su tutti i componenti della sua famiglia).
    Gli strumenti che questi soggetti usano per continuare ad esercitare la violenza contro mogli e figli, sono vari ma tutti caratterizzati dal medesimo livello di perversione, e divengono particolarmente perniciosi quando le donne decidono di sottrarsi alla violenza in famiglia con la separazione coniugale.
    L’ultimo, in ordine di tempo, di questi strumenti sono le loro proposte di legge per istituire la mediazione familiare obbligatoria in ogni separazione coniugale; mediazione che ovviamente devono svolgere loro stessi, opportunamente formati nei corsi di mediazione familiare istituiti, tra le altre, proprio dall’associazione Crescere Insieme. La violenza intrafamiliare alla quale le donne si sottraggono con la separazione verrà quindi riproposta da mediatori familiari formati alle scuole di violenza familiare delle associazioni di padri separati.

  4. primavera ha detto:

    Ne so qualcosa..non solo i mediatori familiari ma anche gli assistenti sociali e gli psicologi di turno per presunti sostegni alla genitorialità sono pronti a farci il lavaggio del cervello (che io chiamo col loro nome, cioè ricatti e minacce di toglierci i figli per darli cal padre o alle case famiglia se noi vittime non collaboriamo col padre padrone e lo dipingiamo come un povero martire..) a noi madri e figli per convincerci che i cattivi siamo noi se tentiamo di tutelarci da uomini/padri violenti e che usano ogni mezzo per distruggerci dopo la separazione (il mezzo preferito sono proprio i figli e una sequela di denunce a noi mamme per sottrazione di minore anche quando è palese a tutti che sono i figli a nn volerli vedere ne sentire per le loro malefatte..tanto per farci subire processi penali e ottenere risarcimenti economici!).
    Queste pseudo associazioni nascondono solo il marciume degli interessi di qualche uomo vendicativo e plausibilmemente violento che usa quella stessa violenza per strappare dai loro affetti costanti e amorevoli bambini anche piccolissimi.
    Chiedo a noi donne di lottare e non cedere ai ricatti anche se non è facile ed è una lotta quotidiana e che logora (ripeto lo vivo da anni in prima persona) perché se in tante alziamo la testa forse prima o poi qualcosa si muoverà (recente a milano un’altra sentenza contro la Pas ad esempio).
    La mentalità come quella di Crescere Insieme é molto radicata ormai purtroppo. ..
    Grazie riccio per il tuo aiuto.

  5. Vero o Falso? ha detto:

    Hitler emanò una circolare per introdurre nelle scuole del Reich campagne di sensibilizzazione alla violenza razziale commessa dagli ebrei contro gli ariani. La storia si ripete.

    • Questo commento è prezioso: le circolari del MIUR paragonate alla propaganda nazista.

    • IDA ha detto:

      Falso.. il MIUR manda centinaia di queste circolari con consigli,indirizzi di progetti,, ecc.. non impone nulla, perchè poi è il consiglio d’istituto che decide quale progetto fare.. Al contrario, nelle scuole pubbliche c’è una cosa che ricorda il vetennio fascista, l’ora di religione cattolica, con l’insegnante noninato dal vescovo ma pagato dallo stato, e questa stortura vi va bene a tutti..
      Falso a livello storico.. la campagna antisemita, sui giornali e nelle scuole in Germania, come gran parte d’europa, Francia,Inghilterra, Svezia,Polonia, ecc.. iniziò nei primi anni venti, Hitler andò al potere nel 1933.. non credo che avesse bisogno di codesta circolare, non aveva bisogno di sensibilizzare chi era già sensibilizzato da anni.. quindi codesta circolare te la sei inventata..
      Poi qui si parla di diritti della persona, rispetto per gli altri, prevenzioni alle discriminazioni, di genere, di razza, di religione, ecc…ecc

  6. primavera ha detto:

    Vero o falso? Ormai vaneggia, attendiamo a breve associazioni anche non so con la strage della bomba atomica.
    Tant’è.. si deve avere una sorta di pietà ed cercare di essere superiori e sopportare anche certi commenti infelici, fuori luogo e irrispettosi!
    Se tenti di essere comico ti assicuro che il tentativo è miseramente fallito già da qualche post fa…e c’è decisamente niente da ridere!!!
    Credo che tu ti diverta ad innervosire e con quelli come te serve solo fare finta di nulla e scoppiate subito come una bolla di sapone!

  7. Maura ha detto:

    Vorrei approfittare della giornata mondiale contro la violenza e la discriminazione contro le donne per complimentarmi per l’ennesima pubblicità di merda ( io non sono volgare, ma quando ce vo ce vo) dell’ennesimo comico deficiente della Vostra pregiata Azienda.
    Ennesima di un qualunquismo misogino e bavoso per cui le donne non bellissime e giovanissime sono ovviamente zitelle, mentre i vari comici (e de chè?) non mancano mai di sbavare su ogni tetta sotto i 25!Peccato che essa desideri farsi sposare!
    Dunque, poichè in Paradiso, così poco paradisiaco, le COSE sono di tutti, par ovvio che il comico (e de chè?) pensi immediatamente alla COSA DONNA, che sarà anch’essa di tutti! L’assimilazione donna e oggetti non è né nuova né originale. Nessuno è poco creativo quanto i creativi della pubblicità che son soliti rimestare nello sterco dei più putridi luoghi comuni.
    Per quel che vi frega, cioè nulla, non compro da tempo i vostri prodotti.

    lettera da me inviata alla Lavazza. Magari qualcuno vuol fare altrettanto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...