#giornalismodifferente

Nella Giornata internazionale della lotta alla violenza sulle donne il blog Narrazioni Differenti ha lanciato la campagna #giornalismodifferente, alla quale ho immediatamente aderito.

Per comprendere l’importanza di una simile iniziativa, vorrei esaminare con voi il femmicidio del giorno, la morte di Maria D’antonio per mano dell’ex-marito Cosimo Pagnani.

Voglio iniziare con crimeblog.it, che parla di “ennesimo femminicidio”, e ci informa che Cosimo Pagnani è accusato di omicidio volontario ( l’omicida intendeva proprio causare la morte della vittima). Nel caso di Pagnani si sospetta anche la premeditazione, visto che sul suo profilo facebook aveva scritto “sei morta troia”.

crimeblogNon sono dello stesso avviso su Repubblica: sebbene scrivano che l’accusa è di omicidio volontario e citino il post di Cosimo Pagnani, la conculsione alla quale giungono è questa:

repubblicaNon si parla di femminicidio o femmicidio, ma di “separazione travagliata”; e sebbene tutti gli indizi portino a pensare che l’intenzione di Cosimo Pagnani fosse proprio quella di eliminare fisicamente Maria D’Antonio, si parla di un litigio e di un uomo “che ha perso la testa”.

Nonostante l’appello di Caludio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano, che ha esortato chi riporta simili notizie a non paventare disturbi psichiatrici, disagi interiori o una patologia per giustificare un atto di violenza, ecco che le azioni di Cosimo Pagnani vengono ricondotte al solito vecchio raptus di follia. Vi domando: per quale ragione un uomo dovrebbe presentarsi a casa di una donna armato di un coltello adibito ai lavori agricoli se non per usarlo contro di lei?

Aveva dichiarato Mencacci al Corriere:

“Bisognerebbe imparare a capire che ci sono individui che covano malvagità, crudeltà, cattiveria. Che quando accade un fatto di violenza apparentemente improvvisa c’è sempre una spiegazione, un motivo che si è costruito nel tempo. Non è mai un fulmine a ciel sereno e tendere a giustificare non aiuta nemmeno a cogliere i segnali di un eventuale pericolo.”

Veniamo a Leggo, per il quale si è trattato di un dramma (una vicenda triste e dolorosa), e i motivi “dovrebbero essere legati alla sfera puramente familiare”.

Puramente familiare: niente a che fare, ci sembra voler dire Leggo, con la “violenza contro le donne e le ragazze” che “assume molteplici forme”, della quale “le sue molte cause sono radicate nelle relazioni di potere storicamente ineguali tra uomini e donne, e nella discriminazione sistemica basata sul genere”; non è il caso, insomma, di ricondurre questo episodio di violenza al concetto di femminicidio.

Ma soprattutto, per Leggo, Cosimo Pagnani era un padre modello:

leggoEra dedito alla “sua” principessa, così dedito che l’aveva rapita per portarla via con sé. Non ci viene detto perché di questa figlia fosse la moglie ad avere la custodia legale, ma ci viene detto che la ragione dietro alle azioni di quest’uomo era solo il desiderio di garantire alla figlia “il futuro più bello”.

E quale modo migliore per garantirle un futuro radioso che straziare l’addome di quella “troia” della madre con un coltello davanti ai suoi occhi?

Vi ricordo in proposito cosa ha dichiarato l’APA (La American Psychological Association):

“E’ probabile che quei padri che hanno usato violenza sulle compagne adottino anche con i propri figli il medesimo comportamento abusante e le stesse tecniche di controllo psicologico.

In molte di questa famiglie prima della separazioni i padri non erano attivamente coinvolti nella vita dei figli. Combattere per un coinvolgimento nella crescita dei bambini è per questi padri uno strumento per mantenere il controllo dopo la separazione.

...il padre arriva a minacciare o rapire i propri figli allo scopo di punire la madre o per forzarla ad una riconciliazione.

Studi recenti suggeriscono che proprio il partner abusante è quello più propenso, – rispetto ad un uomo non violento – a lottare per l’affidamento dei propri figli.”

Questo genere di narrazioni, che ci propongono un dramma invece di un efferato omicidio, che parlano di gente che perde la testa invece di individui che covano malvagità, crudeltà e cattiveria, che dedicano tanto tempo a dipingerci l’assassino come una persona devota alla famiglia, evitando accuratamente di collocare i delitti in una prospettiva di genere, contribuiscono a creare quel contesto culturale che minimizza e giustifica la violenza contro le donne.

Per questo vi invito ad aderire alla campagna #giornalismodifferente, inviando una mail a narrazionidifferenti@gmail.com: affinché sia chiaro una volta per tutte che non si tratta di drammi familiari, né di isolati casi di follia, né di pricipesse e di troie, ma dell’ennesima donna uccisa da un uomo che non si rassegnava all’idea di non avere più alcun potere su di lei.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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69 risposte a #giornalismodifferente

  1. Paolo ha detto:

    non sono semplicemente gelosi! Sono malvagi! Uno può avere anche pensieri di morte ma se passa all’atto è una sua pura responsabilità

    • ale ha detto:

      No la responsabilità non è solo sua. Ma di tutta una società che costruisce le relazioni come proprietà private (specialmente verso donne e bambini secondo antica tradizione patriarcale) e la virilità come possesso di cose e persone.

  2. ale ha detto:

    Così come non tutti quelli che fumano si ammalano di tumore, ma non per questo si nega il nesso tra tumori e fumo.

    • Paolo ha detto:

      questo è verissimo.
      ,comunque il nesso causale fumo-tumore è dimostrato scientificamente mentre io ancora mi chiedo come mai di tre uomini cresciuti in un dato ambiente uno diventa un criminale,un altro uno stronzo non criminale e un terzo una persona più o meno a posto

      • Vale ha detto:

        Perché l’ambiente e la persona non sono gli stessi. Come di tre che fumano, uno crepa di tumore a 40 anni, uno ne crepa a 80 e l’altro campa fino a 100.

      • Paolo ha detto:

        è vero quello che dici, ma il nesso tumore-fumo è dimostrato scientificamente. Perchè di tre uomini cresciuti in uno stesso o simile ambiente sociale: uno è un delinquente, l’altro è uno stronzo non delinquente e il terzo viene su più o meno decente, non me lo so spiegare..le varabili sono tante

      • Vale ha detto:

        Il fatto che il modello non riesca (ancora) ad inquadrare tutte le variabili, non implica sia sbagliato. Vengono fatte delle stime di verosimiglianza sulle analisi statistiche. Magari uno dei tre ha conosciuto una persona che gli ha cambiato la vita. Magari un altro ha rischiato la morte e ha abbracciato la fede. Magari l’ultimo ha incontrato solo persone schifose sul suo destino. 3 outcome differenti, ma la correlazione alla base c’è ed è GIA’ STATA provata scientificamente.

      • Paolo ha detto:

        mantengo le mie perplessità ma ci rifletterò

      • IDA ha detto:

        Paolo.. ogni essere umano, difronte allo stesso stimolo, agisce in maniera diversa.
        Se tre persone crescono in un ambiente violento, non vuol dire che tutte e tre diventino violenti, ma non esclude che siano cresciuti in ambienti violenti. Una cosa non esclude l’altra. Gli stereotipi, la formazione culturale, l’oggettivazione, determina certe condizioni e aspettative sociali, che favoriscono certi episodi criminali, ma non per tutti in maniera uguale.. questo non vuol dire che non esistano stereotipi ne l’oggettivazione.. ma che ogni individuo è unico e di fronte allo stesso stimolo agisce in maniera differente.

  3. Daria ha detto:

    Secondo La Stampa” la custodia era stata concessa alla madre ma questo non ha fermato l’uomo nei suoi tentativi di essere il più vicino possibile alla bimba anche usando metodi decisi”.Dai, cerchiamo di mettere sempre una buona parola per questi poveretti vessati dalle ex cattivone e approfittatrici. Il povero papà cercava solo di passare più tempo con la figlia, se poi già che c’era ha anche tirato fuori un coltello cosa sarà mai, bisogna capirlo. Ah, è di sei ore fa la notizia di un’altra donna accoltellata,ma sapete come sono maldestre le donne in tutto quello che fanno, si sarà sicuramente accoltellata da sola mentre cucinava.

    • Zorin ha detto:

      cit. “ma sapete come sono maldestre le donne in tutto quello che fanno, si sarà sicuramente accoltellata da sola mentre cucinava”

      Piu’ che maldestre dimostrano un proverbiale “sesto senso” o “intuito femminile” nello scegliersi il compagno/fidanzato/marito.

      Chissa’ quanti corteggiatori hanno rifiutato con motivazioni schiocche come “sa’ un po’ di sfigato”, “non mi fa salire l’ormone”, “non sento le farfalle nello stomaco”, ecc. prima di scegliere proprio quell’uomo che in seguito le avrebbe spedite direttamente all’altro mondo.

      E noi uomini che abbiamo ricevuto il due di picche dovremmo pure dispiacerci di questo? Per quanto mi riguarda, sono le donne a scegliersi il compagno, e se il compagno e’ un assassino tanto peggio per loro.

      • E’ inspiegabile, davvero, Zorin, come un uomo sensibile, intelligente e – ne sono certa – affascinante come te abbia potuto ricevere dei due di picche! Una si aspetterebbe di vedere sotto casa tua una folla di groupie adoranti che gridano il tuo nome strappandosi le vesti, e invece devo sentire che vieni addirittura rifiutato!
        Comunque, se per le donne “è tanto peggio per loro”, allora è tanto peggio anche per te: se ti dicono che sei sfigato fattene una ragione e non venire a piagnucolare qui.

      • Paolo ha detto:

        Riccio, stavolta sono d’accordo con te.

        prendiamo Fabrizio Corona: non è un esempio maschile positivo e la sua immagine pubblica (alimentata da lui stesso e credo corrispondente almeno in parte alla sua personalità) è quella del maschio arrogante e aggressivo (ricordo che a un suo processo si era vestito come Al Pacino in Scarface), e sicuramente “ha fatto salire l’ormone” a qualche donna incluse donne famose e molto belle..ma che si sappia, non le ha mai picchiate, secondo Uriel e Zorin il maschio Corona dovrebbe essere il tipico picchiatore di fidanzate ma nè Nina Moric nè Belen Rodriguez hanno subito violenza fisica da lui (che si sappia)..forse le avrà fatte soffrire in altri modi (infatti lo hanno lasciato) ma non le ha picchiate, segno che le cose non sono semplici come dice Zorin.

        e “non mi fai salire l’ormone” per me non è una giustificazione stupida anzi, l’attrazione fisica è importante per la donna e per l’uomo, e se non c’è non c’è.

        Sì chi si lamenta sempre delle donne che non lo vogliono è sfigato nel senso peggiore

      • Paolo ha detto:

        “E noi uomini che abbiamo ricevuto il due di picche..”

        Zorin, Elio e le storie tese hanno scritto una canzone che parla di te: “Servi della gleba”
        mettiti una scopa in culo e ramazza la stanza! 🙂

      • Vale ha detto:

        “mettiti una scopa in culo e ramazza la stanza! :)”

        😀 😀 😀 spettacolare!
        Zorin, spiegami. Perché se una donna vuole un uomo che “le faccia salire l’ormone” si merita di essere picchiata a sangue da quest’ultimo (detto che NON ESISTE correlazione fra essere un bell’uomo ed essere un violento… Non credete a me o alle statistiche? Vi basta fare caso alle foto degli accusati di femminicidio!), mentre un uomo è giusto e sacrosanto che abbia a disposizione non solo molte donne disponibili, ma pure “gnoccolone da paura”?
        Comunque ha ragione Paolo: piantatela con tutto questo vittimismo! Sembrate bambini piagnucolosi. E te lo dice una che non sopporta i bambini.

  4. primavera ha detto:

    Io ho aderito alla campagna.
    Poi.. vorrei sapere perché nn vengono tenuti lontani da donne e bambini certi individui. .perché vengono sempre elogiati come bravi papà? Perché per la miseria? Le donne muoiono come topi ormai e i bambini soffrono e restano orfani o cmq segnati per tutta la vita da rapporti forzati con padri incapaci violenti insensibili! Ci decidiamo a fare qualcosa? O si è deciso che noi donne contiamo meno di una povera bestia atta solo a partorire figli che poi ci toglierete in un modo o l’altro?

    • Zorin ha detto:

      @Vale “Ma per piacere! Quello è un frustrato perché alle superiori non se lo filava nessuno”

      Uriel e’ la cosa piu’ lontata da un frustrato che si puo’ immaginare, e’ un uomo di grande successo sul lavoro e con una famiglia felice.
      La frustrata sei, ovviamente, tu, perche’ hai la coda di paglia.

      Il ragionamento di Uriel e’ semplicemente logica, non frustrazione: voi femministe siete qui a ribadire ogni giorno quanto sia ampia e diffusa la violenza sulle donne da parte di compagni/fidanzati/mariti, quegli uomini sono tutti stati scelti dalle donne.

      Questo implica che:
      1) quelle donne si sono scelte il proprio assassino
      2) quelle donne hanno rifiutato tanti uomini che, probabilmente, non le avrebbero ammazzate se fossero diventati loro compagni/fidanzati/mariti

      C’e’ con tutta evidenza un grave difetto di giudizio nelle scelte delle donne, ma la tua coda di paglia non te lo fa vedere.

      • Zorin, mi sto chiedendo se si può dire che io ti abbia scelto come commentatore. Ho aperto un blog con l’intento di confrontarmi con un vasto pubblico, e quindi è giusto che tu ti senta autorizzato ad intervenire. Le tue argomentazioni però non vanno mai oltre il meschino luogo comune. Io inserisco link, approfondimenti, e tu regolarmente non ti prendi la briga neanche di leggerli, limitandoti a ripetere quei tre o quattro concetti base che potrei agevolmente leggere da sola su Questione Maschile o A Voice For Men, nel caso un colpo in testa mi causasse un’amnesia selettiva e dovessi dimenticarmi dell’esistenza (o meglio della persistenza) del maschilismo più becero. Considerato che la tua mancanza di empatia mi rattrista e va a minare la mia fiducia nel genere umano, che dovrei fare? Che ne dici se ogni tanto mi limito semplicemente a cestinarli i tuoi commenti?

    • Vale ha detto:

      @ Zorin:
      “Uriel e’ la cosa piu’ lontata da un frustrato che si puo’ immaginare”
      ah, beh, se lo dici tu, che sei famoso per le tue illuminate deduzioni psicologiche…
      “La frustrata sei, ovviamente, tu, perche’ hai la coda di paglia.”
      da quando mi conosci e sai tutto della mia vita? 😀 Sei impagabile. Al solito, zero argomentazioni. La coda di paglia, ovviamente, sarebbe riferita al fatto che dissento da te. Geniale!
      “C’e’ con tutta evidenza un grave difetto di giudizio nelle scelte delle donne”
      la frase “gli assassini non vanno in giro con una scritta sulla fronte ‘sono un assassino'” l’avevi letta o hai preferito ignorarla, come al solito? I ladri non dicono di essere ladri, gli assassini di essere assassini, i farabutti di essere farabutti, ecc, ecc, ecc. Se fosse così facile individuare i criminali, non avremmo nemmeno bisogno di un sistema giudiziario.
      I tuoi “ragionamenti” sono, al solito, patetici.

  5. valentinacaffieri ha detto:

    L’ha ribloggato su OstinataMentee ha commentato:
    #violenzadigenere

  6. paola v ha detto:

    Mio marito mi ha segnalato questo link: personalmente lo convido solo in minima parte perchè generalizza troppo, ma in qualche modo mi intenerisce, e parla di femminicidio sotto una prospettiva del tutto nuova almeno per me, vorrei sapere cosa ne pensate.
    http://www.keinpfusch.net/2014/11/la-giornata-dello-sfigato.html

    • “Nessun compagno violento ha scritto in faccia di essere un compagno violento. Nessuna relazione malsana comincia con un maniaco qualsiasi che sbuca da un cespuglio, ti afferra il polso e ringhia che devi andare a vivere con lui e diventare la sua schiava, e se lo farai arrabbiare potrebbe addirittura ucciderti. Anzi: capita che molte donne scampate alla morte dopo una relazione malsana dichiarino che all’inizio del rapporto erano convinte di aver trovato il loro compagno definitivo — e le relazioni malsane che si sono protratte più a lungo, le più pericolose e quelle in cui molte donne si sono salvate per miracolo sono state quelle che all’inizio erano le più idilliache e spensierate, e che agli occhi del mondo esterno non lasciavano trapelare nulla di sospetto.” http://www.selvierosblog.it/perche-non-lo-lascia/

      • paola v ha detto:

        Infatti. Ma la novità per me sta nel fatto che, secondo l’autore del blog, molte donne non se ne rendono conto. E’ anche banale e scontato, se ci pensi, che le vittime all’inizio pensassero di aver trovato un ottimo compagno. Ma evidentemente si sbagliavano. Mi ha fatto venire l’idea che sarebbe utile concentrarsi su entrambi i fronti: educare gli uomini a non essere violenti, ma anche educare le giovani a scegliere meglio.

      • Di alcune cose è piuttosto angosciante rendersi conto. Ad esempio, se penso che dietro il comportamento di molti soggetti abusanti c’è un piano congegnato nei mini dettagli allo scopo di irretire ed infine distruggere un altro essere umano, mi sento male. Ma ne ho parlato qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/07/6-passi/
        Recentemente ha fatto scalpore il caso Julien Blanc: http://www.ilpost.it/2014/11/20/regno-unito-rifiuta-visto-julien-blanc-artista-rimorchio/
        Su questo genere di cose, concordo, le donne dovrebbero essere informate.

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        La sua “teoria” sembra un film di serie B di cinquant’anni fa… i buoni sono tutti timidi e mingherlini, i cattivi tutti atletici e muscolosi, e il buono si merita la bella, ma non la ottiene e quindi per forza di cosa lei finisce male. Oltretutto lei è una sgualdrina che insegue l’attrazione fisica, e come tutte le sgualdrine in ogni film moralista che si rispetti farà una morte orribile. Ma lui, invece, cavalcherà verso il tramonto incontro al vero amore…
        Ma per pietà… >_<

        Se mi prende brutta la nostalgia dell'adolescenza, mi guardo una puntata di Glee.

    • Vale ha detto:

      Ma per piacere! Quello è un frustrato perché alle superiori non se lo filava nessuno e parte dal presupposto che tutte le donne vittime di violenza siano vittime del bullo della classe. O in classe erano quasi tutti bulli (viste le percentuali), o qualcosa non torna. Specie perché nel 99% dei casi, il violento è descritto da tutti come “è sempre stato una persona mite”.
      Il bullo andrà preso a calci, ma ci sono anche un sacco di “tranquilli” che, frustrati per essere stati bullizzati tutta la vita, per pareggiare i conti se la prendono con la vittima ad hoc: la moglie.
      Al solito, la colpa è delle donne. E lo scrive un uomo. Che novità…

      In breve dice: “brutte ragazze cattive che alle superiori non mi avete badato, vi sta bene se il marito vi massacra di botte, così imparate!” Se non lo trovate patetico anche voi, inizio a preoccuparmi… Mi ricorda gli stessi ragionamenti di quel ragazzo che in USA ha caricato il video su youtube e poi è andato al campus per far fuori tutte le ragazze carine che non lo badavano. Ah, non era un bullo riconosciuto manco quello, ma solo un frustrato!

      • paola v ha detto:

        Questo l’ho notato anch’io, per questo mi ha fatto tenerezza. Siamo un po’ acidelle, eh?
        Non dico che abbia ragione, lo condivido solo in minima parte, e generalizza troppo. Ma fa pur sempre riflettere.

      • Vale ha detto:

        Non ho bisogno di un frustrato dai tempi del liceo per dirmi che Tizia picchiata da Caio, Caio se l’era scelto. Il punto è che 1) se l’era scelto perché gli pareva una persona ben diversa e 2) di solito non sono i “bulli” a riscoprirsi violenti in casa. Il tizio che hai linkato, invece, ha finto di non vedere ciò che gli faceva comodo per tirare acqua al proprio mulino.

        “Siamo un po’ acidelle, eh?”
        non riesci a gestire una conversazione senza insultare (o tirare patetiche frecciate) alle persone? 😀
        Se non la penso come te, non sono acida. Non la penso come te. A maggior ragione, io ho argomentato la mia opinione. Se non reggi opinioni contrarie alle tue, forse non sei pronta per una discussione sul web.
        Il tutto senza offenderti o tirare frecciatine patetiche. 😉

  7. paola v ha detto:

    Ho trovato anche il seguito, che è pure più interessante
    http://www.keinpfusch.net/2014/11/la-notte-degli-sfigati-viventi.html

    • Sui modelli proposti, posso essere d’accordo fino ad un certo punto: secondo me c’è aria di novità. https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/12/02/una-nuova-immagine/

      • Paolo ha detto:

        ma poi non è assolutamente detto che il “maschio aggressivo” sia lo stesso che picchia la moglie: può esserlo oppure no, ma non c’è un identikit sicuro al 100% che permette di inquadrare l’uomo violento verso la compagna
        e comunque una ragazza frequenta chi vuole così come un ragazzo

        che poi seguendo il ragionamento del post si potrebbe dire: “cari padri separati, vi lamentate che la vostra ex è un’arpi? Bè dovevate accorgervene prima di sposarla! Peggio per voi!”

    • Paolo ha detto:

      ma poi non è assolutamente detto che il “maschio aggressivo” sia lo stesso che picchia la moglie: può esserlo oppure no, ma non c’è un identikit sicuro al 100% che permette di inquadrare l’uomo violento verso la compagna
      e comunque una ragazza frequenta chi vuole così come un ragazzo

      che poi seguendo il ragionamento del post si potrebbe dire: “cari padri separati, vi lamentate che la vostra ex è un’arpia? Bè dovevate accorgervene prima di sposarla! Peggio per voi!”

  8. elisarampazzo ha detto:

    Sempre spettacolare la scusa: “Le donne se li scelgono e quindi se li meritano” il chè, stringendo, vuol dire “le donne meritano di morire”. Son soddisfazioni!
    Sempre sulle donne il focus, giusto? Vogliamo parlare di che tipo di problemi identitari/relazionali hanno gli uomini che denigrano, picchiano e ammazzano? Sarebbe bene sapere ciò di cui si parla, prima di dare aria alla bocca: gli uomini che ammazzano sono il più delle volte dei lupi vestiti da agnelli. I giochini psicologici che mettono in atto destabilizzano e impediscono di “vedere” cosa sta succedendo. Tengo inoltre a ricordare che una donna non è affatto tenuta a stare insieme a un uomo solo perchè lui vuole così. Pensare che per questo meriti di morire è agghiacciante.

    • Vale ha detto:

      “Le donne se li scelgono e quindi se li meritano”
      aggiungo: però quando alla fine scelgono di andarsene, di solito vengono ammazzate. I vari sputasentenze dovrebbero spiegarmi questo punto controverso nel loro ragionamento.
      Ah, già, dimenticavo: è sempre colpa delle donne. Vorrai mica che un uomo sia responsabile delle proprie azioni!

    • paola v ha detto:

      Secondo me, sinceramente, si sbaglia approccio. Che la colpa della violenza sia dei violenti è ovvio. Essere più oculate nelle proprie scelte, invece, è responsabilità nostra e solo nostra. Se il lascio la borsetta in auto e mi sfondano il vetro per rubarla, di chi è la colpa? Mia? Certo che no! Ovviamente la colpa è solo del ladro! Ed è mio sacrosantissimo diritto lasciare la mia borsetta nella mia auto.
      Ma è più da furbe toglierla.

      • elisarampazzo ha detto:

        Ciao Paola! D’accordissimo con te, se si parla di responsabilità. E’ giusto e maturo riconoscere che in qualsiasi rapporto disfunzionale le due parti sono coresponsabili ed è anche l’unico modo per non ripetere lo stesso errore. Però il paragone con la borsa a volte funziona più così: lasci la borsa in macchina con il passeggero perchè ti fidi ciecamente di lui. Col tempo cominci a notare che mancano alcune piccole cose. Il passeggero afferma che sei tu distratta e tu gli credi, fino a chè ti ritrovi la borsa svuotata. Solo lì capisci che ti sei fidata del passeggero più che di te stessa e ti senti stupida, ti odi, ti vergogni. Ammettere di essere stati presi in giro fin da subito da una persona che si ama fa molto male. E quando finalmente smascheri il passeggero, devi stare attenta perchè è il momento in cui dà il peggio di sè. Potevi togliergli la borsa di mano subito, ma come potevi sapere che fosse un ladro, quando era in grado di mentire e manipolare così bene? Per questo motivo rifiuto categoricamente chi parla non di responsabilità, ma di colpa.

      • L’analogia con la borsa non funziona, secondo me, e ti dico perché. Se io abbandono la mia borsa in macchina incustodita, la abbandono alla mercé di chiunque passa di lì, gente che non conosco, della quale non so nulla.
        Ma se io mi abbandono ad una relazione sentimentale, a meno che io non sia Cenerentola e mi convinca di amare un tizio al primo giro di valzer, concedo la mia fiducia a qualcuno che mi ha fornito una serie di ragioni per farlo.
        C’è un proverbio che dice “la prima volta che vieni truffato è colpa del truffatore, la seconda è colpa tua”. Peccato che per molte donne una seconda volta non c’è.

      • IDA ha detto:

        Paola v. scusa, ma se te ti porti dietro la borsetta, sei a rischio scippo, quindi in questo caso sarebbe stata più da furba lasciarla in auto, magari aperta. Ma anche se decidi di rimanere per tutta la vita in casa, non rischi di essere scippata, e nessuno ti porta via la borsetta dalla macchina, ma come vediamo la maggior parte delle violenze avvengono in casa. Perché la vittima è vittima suo malgrado, può prendere tutti gli accorgimenti possibili e immaginabili, perché non è la cultura della vittima che va cambiata, ma quella del violento..

      • Vale ha detto:

        Sì, ma non c’è una correlazione causa-effetto così netta fra “trovo un uomo che sembra normale e adorabile => poi viene fuori che è un violento sadico che mi pesterà a morte”. Il fatto è che TUTTI i vari assassini all’inizio sembravano persone per bene e fuori dal circolo familiare continuavano a sembrarlo fino alla fine.

  9. MarioAndrea ha detto:

    I papà portati all’esasperazione sono i papà migliori, quelli che non possono accettare di venire privati dei figli da un sistema giudiziario corrotto. Loro credono nella sana cultura della famiglia e la difendono dal parassitismo di questa rampante cultura veterofemminista

  10. Un'altra Laura ha detto:

    La difesa dei mascolinisti è favolosa.
    Da una parte: eh, ma le donne sono altrettanto violente, ma usano la violenza psicologica, in cui sono più brave (?!) e i bambini come arma di ricatto.
    Dall’altra: eh, ma son le donne a scegliersi il violento.
    Far pace col proprio cervello.

    • paola v ha detto:

      Che siamo noi a sceglierci l’uomo con cui viviamo è un dato di fatto.
      Che la colpa delle violenze sia del violento, e solo del violento, è un altro dato di fatto.
      Che se la vittima avesse scelto un altro uomo forse non sarebbe stata sottoposta a violenza, è un terzo dato di fatto.
      Vedi qualche post sopra il mio esempio della borsetta nell’auto.
      Questo atteggiamento massimalista mi sconcerta un po’: io parlavo di miglioramento di noi stesse nella scelta del partner migliore. Voi parla della colpa della violenza. Soni due cose diversissime. La colpa della violenza non si discute: è del violento. Ma incoraggiare l’irresponsabilità nelle scelte delle ragazze di sicuro non ne fa delle donne migliori.
      E se una, invece che un violento, si sceglie un fallito che riempie la famiglia di debiti e lei non lo ha mai controllato perché si fidava tanto di lui? Lei non è forse un’ingenua impreparata ad affrontare la vita? Vedete, è la stessa cosa…

      • “Che siamo noi a sceglierci l’uomo con cui viviamo è un dato di fatto.” Non lo so, sai. E’ anche frutto del caso. Se quella sera, invece di andare a quella festa dove lo abbiamo conosciuto, avessimo deciso di tornare a casa perché eravamo state al lavoro fino a tardi? E se quel giorno, invece di andare a quella noiosissima riunione dove ce l’hanno presentato, avessimo deciso di prenderci un giorno di ferie per fare una gita in montagna con gli amici? Magari è solo sfiga.
        Insomma un uomo non è una scatola di cereali, non “lo scegli” da uno scaffale e te lo porti a casa. E’ una persona, un essere umano che entra in relazione con noi: anche lui ha un ruolo nella faccenda.

      • IDA ha detto:

        “Che se la vittima avesse scelto un altro uomo forse non sarebbe stata sottoposta a violenza, è un terzo dato di fatto.” No.. si sarebbe salvata lei, ma questo non esclude altre donne.. il problema non è la salvezza personale.. nella mia esperienza posso dire di essere stata più fortunata, ma non più furba e accorta di altre.. Mi ripeto, non è da cambiare la cultura della vittima ma quella del violento.

      • Vale ha detto:

        Ribadisco il contro-esempio che ti ho fatto con la borsetta. Com’era? “Dopo i confetti vengon fuori i difetti”. Non si conosce una persona dopo 50 anni insieme, figuriamoci pretendere che una donna riesca a capire un uomo in qualche mese di frequentazione.
        E di nuovo: ovviamente la donna deve capire un uomo coi poteri divini. Se un uomo si raccatta un’arpia, però, la colpa è comunque di lei.
        Inizio a dubitare seriamente che Paola V sia una donna.

      • Ma perché? 🙂 Per noi donne è importante addossare la responsabilità alla donna molto più di quanto non lo sia per un uomo, se ci rifletti. E’ rassicurante: ci dice che la “donna giusta”, quella abbastanza intelligente, informata, sicura di sé, felice, sensibile ecc. è al sicuro, che c’è un modo per mettersi al sicuro da certe situazioni. Forse c’è, non lo escludo. Un modo ad esempio è decidere di rimanere da sole, e sempre molte più donne lo fanno. Ma, come dice Ida, non sarebbe meglio impegnarsi sull’altro versante? Chiedendo agli uomini di prendere coscienza del problema e darsi da fare per diffondere una cultura della non-violenza?

      • Paolo ha detto:

        una cultura in cui la violenza verso una donna solo perchè questa ti lascia viene condannata

      • Direi che gli articoli e i commenti che posto abitualmente ci dimostrano che non è così, per tantissime persone. Questo è solo uno dei mille esempi che potrei fare: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/04/28/siamo-sicuri-che-non-e-colpa-della-donna-cattiva/

      • Un'altra Laura ha detto:

        Il punto è: la donna è davvero psicologicamente più violenta dell’uomo? Se fosse vero, allora percheé la donna che sta con l’uomo violento “se l’è cercata” mentre l’uomo che starebbe con una donna violenta sarebbe da compatire e pure da giustificare se l’ammazza.
        Perché il punto è qui: quando la donna non denuncia e subisce è colpa sua che non reagisce. Quando reagisce, denuncia, “prende in mano la sua vita” viene descritta come un’arpia che maltrattava il povero uomo zerbino. Come ti giri, giri, la colpa è della donna.

  11. paola v ha detto:

    🙂 si, è vero, ma almeno lasciami qualche illusione di autocontrollo 🙂

    • Non possiamo controllare tutto. Soprattutto non possiamo controllare gli altri! C’hai pensato che proprio la convinzione di poter “controllare”, “gestire” per mezzo di una ferrea forza di volontà è ciò che sostiene quelle donne che affermano “io lo cambierò”?

  12. paola v ha detto:

    Intende: di controllo sulla mia vita e il mio destino…almeno illudersi di averne un po’ 😦

  13. Stefano ha detto:

    Riccio, Zorin nella sua sincerità ti ha detto che la sua avversione ha un’origine emotiva, quindi che senso ha che tu gli posti il millesimo link? Non è solo il pregiudizio sulle femministe (pregiudizio così diffuso che anche delle ragazze ne fecero una campagna, e questo qualcosa comunque dice, se si va oltre l’ignoranza). Se dài un’occhiata ai commenti sul Fatto Online, nello spazio dedicato alle tematiche di genere, si vede come ci siano gli stessi commentatori avversi, che semplicemente si sfogano, in una replica infinita.

    Paola V

    Io credo di aver capito il tuo discorso, ma gli articoli da te postati partono da un presupposto irreale. è irreale la situazione che descrive il tale circa la divisione dei maschi, e soprattutto è irreale pensare che le persone scelgano razionalmente i propri compagni di vita. Persino nelle discipline economiche ormai i modelli basati sui soggetti razionali che operavano sul mercato vengono pian piano abbandonati. Mia madre si innamorò di mio padre, che è una persona con problemi di dipendenze varie, con una famiglia affettivamente povera alle spalle. A parte che non poteva sapere queste cose ai primi incontri, con l’amore di mezzo e poi un figlio (io), parlare di scelte è fuorviante. Anche con l’educazione migliore nessuno può essere preparato di fronte a certe cose, anche perché il nostro modello famigliare è la coppia, e nella coppia le persone sono di fatto sole. Se stai con un violento, la famiglia di lui lo proteggerà, la tua a seconda dei casi potrà essere una di quelle famiglie che cercheranno di minimizzare le cose. Se ci sono i figli di mezzo si pensa anzitutto a tenere insieme la famiglia. Se una donna cresce con scarsa autostima poi sarà più fragile nei confronti dell’altro (poi comincerà a pensare di essere lei in errore, di sbagliare tutto, deprimendosi ancora di più). Per non parlare del fatto che in certe situazioni di violenza, anche la donna sviluppa forme di dipendenza psicologica che la intrappolano. Con tutto ciò parlare della scelta sbagliata delle donne non è solo spiacevole in sé, ma appare improprio.

    Però ci sono anche discorsi che mirano in maniera positiva alla propria capacità di agire:
    http://www.ingenere.it/articoli/oltre-il-vittimismo-dalla-parte-delle-vittime

    Poi si può anche fare un discorso vagamente tenero sulle dinamiche sociali a scuola, ma se proprio lo si vuole fare, esulando dalla violenza sulle donne.

    • Caro Stefano, allora tu sei dell’idea che dovrei semplicemente cestinarlo, visto che il suo scrivere non è finalizzato ad un dialogo con gli altri utenti del blog… Perché vedi: questa non è “la posta del cuore”. Senza cattiveria, ma non è il luogo adatto dove sfogare la propria emotività.

      • Stefano ha detto:

        L’emotività in sé non è un problema. Tu stessa hai a cuore un tema e ne scrivi per dare il tuo contributo. Senza emotività te ne fregheresti e basta. Nel caso in questione penso sia utile capire cosa e perché una persona pensa ciò che pensa, eventualmente ragionarci su, se è disponibile con la persona stessa. Poi dipende dal commento. La semplice opinione può non darti fastidio, la stessa cosa ripetuta varie volte forse sì; se uno mette un link verso un sito sessista lo blocchi; dipende.

      • Vale ha detto:

        “penso sia utile capire cosa e perché una persona pensa ciò che pensa, eventualmente ragionarci su, se è disponibile con la persona stessa”
        Stefano, permettimi di intromettermi… Riccio non ha aperto questo sito per fare sedute psicologiche gratis a misogini negazionisti. Se questo viene qui ogni sacrosanto gg a sparare boiate, senza argomentare, senza portare uno straccio di testimonianza non creata ad hoc per sostenere le sue tesi, senza rispondere o rispondere logicamente agli altri utenti, per di più insultando e infastidendo il dibattito altrui… sai, non è che Riccio debba pure farsi martirizzare per non mandare al diavolo ‘sta gente!
        Non ha il giuramento di Ippocrate sopra la testa che le impone di sopportarlo, né Zorin rischia la vita se non spara su questo sito la sua boiata quotidiana!

      • Stefano ha detto:

        D’accordo Vale, non c’è nulla di male se viene bloccato o tenuto in moderazione. Io ero partito dalla considerazione che aveva fatta Riccio circa il motivo per cui Zorin commentasse qua, e sul tipo di discussione che ogni volta si sviluppa. Il senso di ragionarci su è più generico, visto che comunque se non ci fossero commentatori come Zorin, siti tipo maschio qualcosa, ma pure gli stessi like di questi giorni sulla pagina fb del tale, sarebbe un po’ strano. Non per fare sedute psicologiche, chiaro, più che altro per farsi un’idea di come il vissuto personale si lega all’ambiente culturale.

    • Paolo ha detto:

      io comunque vorrei difendere la coppia..non è detto che si sia sempre “soli”, poi certo ci sono coppie felici e coppie meno felici

    • Paolo ha detto:

      “e soprattutto è irreale pensare che le persone scelgano razionalmente i propri compagni di vita”

      vero, l’amore non è razionale, non del tutto e per questo fa paura. Infatti mi pare che molti anche con le migliori intenzioni vogliano razionalizzare ciò che razionale non è e on sarà mai.
      Va detto anche che quando i nostri compagni di vita erano scelti per lo più dai nostri genitori in base a criteri in apparenza più razionali dell’amore le cose non andavano certo meglio..anzi

  14. primavera ha detto:

    Soprattutto quando per i primi tempi il violento finge di essere ciò che nn è. .trovate un violento che al primo appuntamento dica “ehi tesoro tra un annetto ti prendo a mazzate e fidati ti trascino in tribunale per toglierti i figli con l’aiuto di altri delinquenti come me..!”.
    Leggere ad es il libro “i serial killer dell’anima” (nn so se posso citarlo un libro riccio..in caso mi scuso!) forse vi farà capire che alcuni hanno un piano ben definito di distruzione quando incontrano una donna. Viveteci per anni con uomini così e ne uscirete devastate. Sui padri separati nn dico più nulla xché mi rivolta lo stomaco. Un bravo padre è amato dai propri figli e nn ha bisogno di violenza per costringerli a stare con lui né di togliergli la mamma uccidendola o facendola passare per matta!
    Però che voglio pure io? Potevo immaginare che quello che avevo incontrato voleva solo il mio utero perché lui ne è sprovvisto e solo un bambino da “torturare” per torturarmi e distruggere la nostra vita per sempre? Sono stata una cogliona vero? Cmq se fate tanto i gradassi e siete così sicuri della vostra perfezione, come mai spesso pagate nei tribunali per avere ragione? VERGOGNA!

  15. Zorin ha detto:

    x riccio
    “Che ne dici se ogni tanto mi limito semplicemente a cestinarli i tuoi commenti?”

    Cosa dovrei rispondere a una domanda del genere? Il blog e’ tuo, ma censurarmi sulla base di motivazioni cosi’ inconsistenti non ti farebbe fare una bella figura.
    Dimostrerebbe solo che certe argomentazioni, che lungi dall’essere di matrice maschilista sono semplicemente logiche, danno fastidio perche’ mettono in evidenza gravi lacune nel modo di operare delle donne.
    Io in ogni caso ho la coscienza pulita, in quanto non ho mai mandato all’ospedale ne’ tantomeno all’obitorio una donna.

    Non altrettanto si puo’ dire degli uomini che certe donne si scelgono.

    • Puoi raccontarti che mi dai fastidio perché sei troppo intelligente per me, se questo rimpolpa il tuo ego, caro Zorin. Sappi che le tue non sono argomentazioni, ma (come ti fanno notare anche altri) meri sfoghi emotivi che hanno a che fare con la logica tanto quanto i cavoli hanno a che fare con la merenda.
      Se tu venissi qui a criticare me, invece di parlare delle “lacune nel modo di operare delle donne” (di tutte le donne, quindi) potrei anche prendere in considerazione il fatto che tu forse non sei maschilista. Ma lo sei, Zorin, ed è così lapalissiano che a ribadirlo già mi sono terribilmente annoiata.

  16. Dante ha detto:

    Se noi maschietti fossimo un pò meno illusi ci renderemmo conto che “è colpa nostra”. Da quando le donne hanno la possibilità di scegliere con chi e come stare nella loro vita abbiamo perso potere nel senso ampio del termine e capacità decisionale. I modelli storicamente tramandati di coppia, famiglia, maternità e paternità non reggono più; lungi dall’essere il fulcro della famiglia e della società, siamo diventati “opportuni” o “inopportuni” a seconda del modo in cui ci proponiamo e come tali sostituibili da donne sempre più coscenti del loro valore e delle loro capacità. In un quadro del genere si capisce bene che come nel neolitico, il maschio, come confermano i recenti episodi il maschio del branco per risuscire ad avere ragione mette il discorso sul muscolare, sulla forza, sulla violenza e uccide la femmina. Chi maltratta le donne è un miserabile, pavido e imbelle, una persona incapace di confrontarsi con la meravigliosa diversità del femminile e con la complessità del cambiamento. Oggettivamente non hanno giustificazioni e socialmente dovrebbe essere meno pronta la diagnosi psichiatrica e moralista ma non dimentichiamo di vivere in uno Stato accerchiato dal Vaticano, circondato dalle Curie, nelle quali le donne hanno accesso al più come “purissime” o come replica imperfetta della Madre di tutte le Madri, rimeasta “pregna per aurem”, in una società profondamente influenzata dall’idea che la sofferenza è insita nel femminile. Concludo con una battuta….dovremmo essere preoccupati anche per un’altro aspetto, in Italia il numero delle vedove è più che triplo rispetto a quello dei vedovi e le stime sono in crescita nello stesso senso. Morale, le picchiamo, le maltrattiamo, le paghiamo di meno, con dolore ci danno figli che il più delle volte curano meglio di noi, si fanno un “cuore” così in ogni campo e vivono molto più di noi coglionazzi.

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