Quando una donna viene uccisa è certamente colpa sua

eroe

Dall’articolo sull’omicidio di Maria D’antonio dell’Ansa.

ansa_poveripapà_top“Tutti sono d’accordo nel riconoscere che nella specie umana sono comprese le femmine, le quali costituiscono oggi come in passato circa mezza umanità del genere umano; e tuttavia ci dicono che «la femminilità è in pericolo»; ci esortano: «siate donne, restate donne, divenite donne.» Dunque non è detto che ogni essere umano di genere femminile sia una donna; bisogna che partecipi di quell’essenza velata dal mistero e dal dubbio che è la femminilità. La femminilità è una secrezione delle ovaie o sta congelata sullo sfondo di un cielo platonico? Basta una sottana per farla scendere in terra? Benché certe donne si sforzino con zelo di incarnarla, ci fa difetto un esemplare sicuro, un marchio depositato. Perciò, essa viene descritta volentieri in termini vaghi e abbaglianti, che sembrano presi in prestito al vocabolario delle veggenti” scriveva Simone de Beauvoir ne “Il secondo sesso”.

Se ci fate caso la donna poco femmile non genera la violenza nei mariti, ma la attira: aggressività e violenza sono infatti “mascoline”, cioè tipiche del maschio e in quanto tali accettabili negli uomini, mentre nelle donne sono da biasimare. E questo non significa che non appartengano anche alla donna in quanto essere umano munito di un certo apparato riproduttore, ma solo che la donna è tenuta a reprimerle allo scopo di mostrarsi “femminile”.

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Questi nostalgici delle “mamme di una volta” (le mamme nate sotto il regime fascista, destinate dal Duce ad “obbedire, badare alla casa, mettere al mondo figli e portare le corna”), che rimproverano alle donne di essere superficiali e mosse solo dall’amore per il vile denaro, e poi stanno attenti ad uscire solo con donne “bellissime” e “più ricche”!

Ma soprattutto le donne – solo le donne è chiaro – “fanno la guerra per la prole”.

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Dal rapporto 2014 della Caritas italiana:

Tra i separati/divorziati che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas la gran parte è di nazionalità italiana (85,3%); in termini di genere c’è una leggera prevalenza delle donne (53,5%), rispetto agli uomini (46,5%) anche se si può parlare quasi di un’equa divisione. Il 42,9% è coinvolto in separazioni legali, il 28,1% in separazioni di fatto e il 22,8%  in procedimenti di divorzio.

Secondo l’Istat fra gli uomini separati e single, l’1,6% è povero, contro il 3,5% delle donne, dato che sale al 10,4% se ci sono figli a carico.

Save The Children, con un rapporto dall’esplicito titolo “mamme nella crisi” presentato nel settembre 2012, aveva denunciato:

Gli effetti della crisi colpiscono le mamme in modo sempre più grave, evidenziando, in Italia, un circolo vizioso che lega il basso tasso di occupazione femminile, l’assenza di servizi di cura all’infanzia, le scarne misure di conciliazione tra famiglia e lavoro e la bassa natalità, con una pesante ricaduta sul benessere dei bambini. La difficile condizione delle madri nel nostro Paese è infatti uno dei fattori chiave che determinano una maggiore incidenza della povertà sui bambini e sugli adolescenti.

Ci sono casi e casi che dimostrano che i diritti dei padri sono tutelati a discapito della sicurezza e del benessere dei bambini.

Nonostante tutti i numeri a disposizione confutino la teoria che vuole il femminicidio causato dalla povertà e dall’esasperazione dei papà separati, puntualmente quando una donna muore si leva un coro in difesa dell’assassino che denuncia le ingiustizie subite dai maschi in sede di divorzio.

Visto che la stampa continua a dare spazio e credibilità a questa versione dei fatti

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ho deciso qualche tempo fa di aprire uno spazio dedicato alle madri separate, a quelle come Silvia Gattari, che dopo essere stata massacrata a calci e pugni dall’ex marito, ha dichiarato:

Una donna che subisce una violenza, invece di essere aiutata e protetta, si ritrova sotto accusa, minacciata, sola ad affrontare un quotidiano che è pesante. Questo non è giusto, e purtroppo la nuova legge fa ben poco per migliorare la situazione. Oltre alla violenza in sé, una donna si ritrova a dover subire violenze ancora più grandi dagli assistenti sociali, dai giudici, dalle forze dell’ordine…  mi sento accusare di voler solo tenere la bambina lontana da lui, vengo messa di fronte a dei ricatti. Non è possibile che una donna nelle mie condizioni si ritrovi ad avere dei nemici. La donna si deve giustificare sempre, anche dopo aver subìto violenze psichiche e fisiche.”

Chi volesse contribuire può contattarmi all’indirizzo ilricciocornoschiattoso@gmail.com.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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9 risposte a Quando una donna viene uccisa è certamente colpa sua

  1. alessiadulbecco ha detto:

    gran bella iniziativa quella di dedicare uno spazio per raccoglie le testimonianze delle donne separate..
    Riguardo ai commenti presi dai vari social che hai riportato non so se sentirmi sempre più depressa – perché mi pare che nonostante gli sforzi nulla cambi e nulla sia destinato a cambiare – o arrabbiata per la visione miope, generalista, stereotipata, falsa che molta gente adotta in modo così superficiale, così becero.
    In ogni caso ottimo materiale su cui riflettere. Grazie! un saluto 🙂

  2. pinguina99 ha detto:

    Alcuni di quei post su facebook erano davvero orripilanti.

  3. Paolo ha detto:

    la femminilità è compatibile con l’aggressività così come il suo contrario (e c’è chi dice che il misogino violento è proprio contro la femminilità che si scaglia quando uccide una donna), va accettato

    quanto ai piagnistei di uomini beta e associazioni dei padri separati ormai li conosciamo ma fai bene a riassumerle. Non mi stupisce che abbiano eletto quello sciagurato a loro eroe.

    Accusare le donne di essere superficiali e interessate al denaro (in realtà se lo sono, lo sono quanto gli uomini) quando ci si comporta nello stesso modo è il top!

  4. primavera ha detto:

    Lo ripeto l’affido condiviso è la regola nei tribunali anche se ci sono pregressi di violenze fisiche e psicologiche. Non dite fesserie padri separati et similia!
    I diritti paterni sono garantiti da giudici assistenti sociali e vari soggetti che gravitano attorno alle cause per l’affidamento.
    Le donne e i bambini non vengono creduti e i bambini soprattutto ingannati perché tutti sono li a fargli il lavaggio del cervello per convincerli che i loro papà sono buoni non violenti…
    gli fanno credere che il papà è quello che gioca forzatamente con loro per 1 oretta davanti alle psicologhe(quindi recita bene la parte del padre modello) e non quello che una volta da soli li terrorizza in un modo o nell’altro e guai se tu mamma osi fare domande a questi esperti di bambini. .per carità. .sei una che sta negando e denigrando la figura paterna!
    Ci vuole la lotta unita contro questo meccanismo che ha marcito i tribunali e rovinato le nostre vite o sarà sempre peggio! Denunciare ctu, assistenti sociali e chiunque non faccia a dovere il proprio lavoro.. segnalarli agli ordini professionali. .un elogio a riccio per ciò che fa per noi tutte!!!

  5. primavera ha detto:

    La violenza la subiamo dagli uomini prima e dai tribunali poi..e forse vi dirò che è perfino peggiore.

  6. Tiziana ha detto:

    io sinceramente non capisco cosa si cerca di ottenere in questo modo.
    il problema dei padri separati c’è ed esiste, inutile fare finta che non esista o, al limite, che non conti nulla.
    cosa si vuole dare ad intendere con la testimonianza riportata? che tutti i padri separati che si lamentano o a cui vengono sottratti i figli in realtà non dovrebbero farlo perchè sono dei violenti? che se c’è stata una separazione la colpa è la loro perchè massacravano di botte la moglie?
    in TUTTI i casi?
    io di casi così’ ne conosco un paio…non mi pare davvero che sia una bella situazione, nè per i genitori nè per i bambini.
    scommetto che se fosse una madre separata a denunciare questa cosa, si leverebbero scudi a suo favore, giustamente. I figli non sono proprietà esclusiva della madri (che..saranno poi tutte così perfette?io avrei qualcosa da raccontare in proposito….), e le leggi anche se ci sono rimangono spesso inapplicate.

    • E dove sta scritto che TUTTI i padri che si lamentano ecc. sono dei violenti?
      Cara Tiziana, non usare lo straw man con me (http://it.wikipedia.org/wiki/Argomento_dell%27uomo_di_paglia).
      Quello che sostengono i commenti che io ho shottato è che gli uomini uccidono le loro ex compagne perché sono delle arpie e se lo meritavano: sono quei commenti che operano una indebita generalizzazione colpevolizzando l’intero genere femminile, e non il contrario, come affermi tu ribaltando la frittata.
      Quello che cerco di fare, offrendo uno spazio alle testimonianze di chi è stata vittima di abusi, è mostrare a chi tende ad addossare sempre la responsabilità alle donne – persino quando vengono barbaramente uccise – che la violenza contro le donne esiste, e che ad agire con violenza contro le donne non sono solo i partner, ma a volte anche quelle istituzioni che dovrebbero tutelarle.

  7. Vale ha detto:

    Io invece vorrei sapere… ma se gli uomini fanno fuori le donne perché le ex vogliono portargli via i figli e loro, poverini, sono padri amorevoli che non vogliono arrendersi a questo ingiusto sistema giudiziario… ma quando gli uomini fanno fuori le donne (già a 16 anni!) ma nessuno ha figli, i negazionisti come si arrampicano sugli specchi in questo caso?

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