La legge sull’affidamento danese è una trappola dalla quale è impossibile liberarsi

Una traduzione da Danish custody law is an inescapable trap

L’autrice di un nuovo libro sulla legge riguardante l’affido di minori in Danimarca sostiene che l’enfasi sulla cooperazione forzata lascia le madri e in particolare quelle straniere senza una via d’uscita dalla violenza e dagli abusi.

libbie_bouffon

La legge sull’affido danese è una trappola. E se rimani incinta in Danimarca o se porti i tuoi bambini a vivere in Danimarca, sei intrappolata. Solo che lo scopri soltanto quando è troppo tardi.

La legge per l’affido danese, il ‘Parental Responsibility Act’, ha come priorità il perseguimento di una genitorialità condivisa a discapito della necessità di proteggere i bambini. Il genitore può esercitare il diritto di  visita a prescindere dalle circostanze. La legge danese prevede che i genitori divorziati collaborino’ anche se quando a monte c’è una storia di violenza o abuso.

Questi genitori sono traumatizzati perché il sistema danese vieta loro di proteggere i figli. A gravare sulla situazione è l’onere della prova, dal quale è impossibile esimersi. Vi è una crescente tendenza a sospettare che il genitore che vuole proteggere i figli dall’altro stia mentendo.

Un sistema frammentato

Quando si cerca di risolvere la situazione, questi genitori si scontrano con un sistema così frammentato che i casi possono rimbalzare dall’Amministrazione dello Stato (Statsforvaltningen), ai servizi sociali e ai tribunali per anni.

La valutazione un campione di casi indica che una volta che ci si perde nella palude della legge sull’affido danese, ci vuole una media di 5,4 anni per giungere alla risoluzione di una situazione altamente conflittuale. E anche i genitori ricchi di risorse e istruiti rimangono traumatizzati e danneggiati dal punto di vista del benessere.

I genitori protettivi si sentono bloccati da una parete di vetro. Nessuno vede ciò che sta arrivando. Nessuno può passare attraverso di essa. Essi lottano per mantenere la speranza che un giorno saranno di nuovo liberi.

Aiuto’ significa che è il momento di mettersi al riparo

Si presume che le difficoltà nello sviluppo di un bambino non siano causate da accordi di visita stressanti ma piuttosto dalla mancanza di collaborazione tra i genitori. Pertanto, i servizi sociali inviano regolarmente le coppie divorziate a processi di mediazione lunghi un anno con l’obiettivo di migliorare la loro cooperazione. La violenza è descritta come conflitto’ e ad entrambe le parti le parti sono attribuite pari responsabilità.

Ascoltando le registrazioni su nastro di tali riunioni risulta evidente che allorquando una vittima di violenza reagisce agli abusi verbali durante la mediazione, si trova automaticamente etichettata come soggetto attivo nel conflitto’. Mentre non si fa nulla per fermare le violenze, il genitore protettivo è costretto a cooperare’ per mezzo della minaccia che, se non collabora, potrebbe non rivedere più i suoi figli.

Si tratta di una singolare concezione danese, che si possa legiferare su questioni personali quali responsabilità’ e cooperazione’. Questa idea ha causato lo sviluppo di un ampio sistema di stato che ti “aiuta” a pensare e sentire in modo tale da rendere questa legge un successo.

Ciò che questi casi hanno dimostrato è che quando chiunque all’interno del sistema danese ti offre il suo aiuto’, è il momento di mettersi al riparo. L’aiuto danese non è qualcosa da reclamare.

La produzione di silenzio assenso

E ‘sorprendente la quantità di situazioni di questo genere che i danesi ritengono esempi irrilevanti o casi isolati. L’esistenza di genitori protettivi non è riconosciuta in Danimarca e i media li ritraggono costantemente come persone vendicative e moleste, il cui obiettivo è quello di danneggiare l’altro genitore.

Il sistema produce silenzio assenso. Testimoniare ciò che accade è considerato agire da “genitori conflittali” e i genitori che cercano il conflitto” vengono minacciati di non poter rivedere più i loro figli. Le autorità danesi hanno stabilito che cosa significa avere competenze genitoriali. E quelli che non cooperarano” con l’altro genitore per definizione non sono dei bravi genitori.

I casi che riporto potrebbero essere solo la punta di un iceberg, del quale a nessuno interessa scoprire la mole celata. Tuttavia, le storie ci raccontano di un paese che si sta perdendo dietro un’ideologia che nulla ha a che fare con la realtà.

Gli stranieri sono scioccati

Abbiamo avuto diversi tragici casi in cui una madre straniera o un bambino straniero non sono stati tutelati da violenza o abusi. In questi casi, quando la madre ha cercato di tornare al suo paese d’origine, si è vista portar via i figli.

Sebbene sia legale spostarsi all’interno del paese, lo spostamento di un bambino in una nuova scuola è considerata una giusta causa per concedere l’affido all’altro genitore. Così, spostarsi comporta il rischio di perdere i figli. Si può protestare che una simile limitazione danneggia le persone dal punto di vista della carriera o della qualità della vita, ma chi lo fa viene ridotto al silenzio. Simili argomenti sono considerati egoisti.

Il mio libro vuole essere un ammonimento per un paese che si considera un luogo da fiaba, che si vende come il luogo abitato dalle persone più felici sulla Terra. Ma nelle zone d’ombra della legge sull’affido danese si celano coloro che sono stati sacrificati sull’altare di questa immagine illusoria.

Se non avessi esaminato i fascicoli e ascoltato le registrazioni di queste sessioni di mediazione, avrei descritto queste persone come membri di un movimento attivista arrabbiato. Tuttavia, il fatto è che se si fa un figlio in Danimarca, o se si portano i bambini a vivere qui, si deve accettare di vivere senza gli stessi diritti e le opportunità degli altri.

Nella sua veste di psicologa e autrice di un libro sul lato oscuro della legge sull’affido danese, Libbie Bouffon è collegata a una rete di più di 200 genitori – soprattutto madri. Il suo e-book, The biggest power pig wins’, si occupa di mamme alle prese con la legge danese sull’affido ed è disponibile qui. Libbie Bouffon è uno pseudonimo.

Per approfondire:

C’è del sessismo in Danimarca

In altri paesi:

Il diritto di visita del genitore abusante

In che modo l’enfasi sulla bigenitorialità è pericolosa per le vittime di violenza domestica

La verità sulla Francia: il dibattito in corso intorno alla bigenitorialità

Il paradosso della “friendly parent provision” e il caso dell’Australia

Se si tutela la madre, si tutela anche il figlio

Traumi infantili, salute e violenza domestica

In Italia:

Il rapporto con il padre

Violenza e affidamento – II parte

Il familismo amorale

Cronaca di una morta annunciata (e la -a di “morta” non è un refuso)

Violenza domestica e mediazione familiare

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Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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3 risposte a La legge sull’affidamento danese è una trappola dalla quale è impossibile liberarsi

  1. primavera ha detto:

    Riccio scusa..non trovo differenze tra Italia e Danimarca..
    dico solo che per fortuna ogni tanto qualche mosca bianca che ci informa a dovere c’è. Tu sei tra queste ☺

  2. J. ha detto:

    L’affermazione secondo la quale “lo spostamento di un bambino in una nuova scuola è considerata una giusta causa per concedere l’affido all’altro genitore. ” (in quel caso si capisce dal contesto, trasferimento in altra città) mossa dall’autore mi sembra esprimere una critica alla logica continuista (stessa scuola). Ora la logica continuistica é quella utilizzata in molte sentenze (riferimento al “pacco postale” utilizzato testualmente in varie sentenze) della giustizia italiana.
    Sarebbe utile trattare in modo pariteticamente critico tale logica continuista quando é opposta a richieste di trasferimento da parte del genitore non domicilatorio.

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