Lo specchio dal potere magico

“Per secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere la figura dell’uomo ingrandita fino a due volte le sue dimensioni normali.”

Virginia Woolf, “Una stanza tutta per sé”

specchio_rotto

Stamani sono incappata in quella che è una dichiarazione d’amore di un uomo a sua moglie:

Mia moglie si è ammalata. Era sempre nervosa a causa dei problemi sul lavoro, con i bambini, nella vita personale e dei suoi fallimenti. Aveva perso 14 kg, arrivando a pesare circa 41 kg a 35 anni. Era davvero scheletrica e piangeva sempre. Non era una donna felice. Soffriva di continui mal di testa, fitte al cuore e masticava nervoso, che le causava mal di schiena e fitte al costato. Non dormiva bene, si addormentava solo il mattino e si stancava molto velocemente durante il giorno. La nostra relazione stava per rompersi. La sua bellezza stava svanendo, aveva le borse sotto gli occhi, stava uscendo di testa e aveva smesso di prendersi cura di sé. Rifiutava di girare film e rigettava ogni ruolo. Avevo perso le speranze e pensavo che avremmo divorziato presto. Ma poi decisi di agire. Dopo tutto, avevo la donna più bella sulla Terra. Lei è l’idolo di più di metà della popolazione maschile e femminile sulla faccia della Terra, ed ero l’unico cui era concesso addormentarsi al suo fianco e stringerla a sé. Iniziai a coccolarla con fiori, baci e complimenti. Le facevo sorprese e l’assecondavo in ogni momento. Le facevo un sacco di regali e vivevo solo per lei. Parlavo in pubblico solo di lei. Indirizzavo tutti gli argomenti su di lei. La lodavo davanti a lei e ai nostri amici. Non ci crederete, ma è rifiorita. Fu anche meglio rispetto a prima. Prese peso, non era più nervosa e mi amava anche più di prima. Non credevo potesse amarmi così tanto. E allora ho realizzato una cosa: la donna è il riflesso del suo uomo. Se la ami fino quasi ad impazzire, lei impazzirà per te.

Direte voi: dov’è il problema? Questo è un uomo che si è preso cura della moglie malata, un uomo che riempie la sua donna di complimenti, regali ed attenzioni. Cosa avete voi femministe da lamentarvi sempre?

Nel 1996, Peter Glick e Susan Fiske pubblicarono uno studio sul concetto di sessismo ambivalente, in cui sostenevano l’esistenza di due diversi tipi di atteggiamento sessista: il sessismo ostile, che è ciò a cui la maggior parte della gente pensa quando si immagina il “sessismo” e si concretizza in comportamenti esplicitamente negativi e rabbiosi nei confronti delle donne, nella svalutazione della donna basata esclusivamente sul genere sessuale e la sua conseguente discriminazione in tutti gli ambiti della vita sociale, e il sessismo benevolo:

Definiamo sessismo benevolo un insieme di atteggiamenti interrelati rivolti alle donne che sono sessisti in quanto stereotipizzano le donne in ruoli ristretti, ma sono soggettivamente positivi in quanto a tono (per il ricevente) e tendenti a sollecitare comportamenti tipicamente categorizzati come prosociali (ad esempio l’aiutare gli altri) o una maggiore intimità (ad esempio l’aprirsi agli altri) (Glick & Fiske, 1996, p. 491).

I commenti benevolmente sessisti hanno tutto l’aspetto di complimenti – “avevo la donna più bella sulla Terra” – ma sono commenti che trovano il loro fondamento negli stereotipi sul femminile (il valore della donna risiede nella sua bellezza, la donna appartiene all’uomo) e assolvono la funzione di convincere le donne ad accettare a suon di lusinghe il loro ruolo tradizionale, un ruolo subalterno all’uomo.

Non consideriamo il sessismo benevolo una buona cosa, perché nonostante i sentimenti positivi che può indicare nel ricevente, le sue fondamenta risiedono nella stereotipizzazione tradizionale e nella dominanza maschile (ad esempio, l’uomo come fornitore di sostentamento, la donna come sua dipendente), e le conseguenze sono spesso dannose. Il sessismo benevolo non viene necessariamente esperito come benevolo dal ricevente. Ad esempio, il commento di un uomo ad una collega su quanto sia ‘carina’, per quanto benintenzionato, può minare in lei la sensazione di venire presa sul serio come professionista (Glick & Fiske, 1996, p. 491-492).

Se per quest’uomo innamorato della sua donna-trofeo – la cui avvenenza idolatrata in tutto il mondo lo rende felice in quanto maschio invidiato da altri maschi – la moglie non è che l’immagine riflessa delle manifestazioni della sua devozione, io mi sento di rispondere con una delle definizioni più celebri del femminismo:

feminism

Le donne sono persone, non specchi o riflessi.

Le persone si ammalano, e soffrono. Aiutarle è un’ottima cosa – certo non un qualcosa da biasimare – ma aiutare qualcuno soltanto perché possa ricominciare ad impazzire per noi è  amore?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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19 risposte a Lo specchio dal potere magico

  1. Paolo ha detto:

    credo che anche Brad Pitt condivida l’idea radicale e sono sicuro che ha aiutato la moglie perchè l’amava. Sicuramente definire le donne come “riflessi dei loro uomini” è nella migliore delle ipotesi una frase infelice, ma considerare la propria compagna di vita come “la donna più bella della Terra” per me è assolutamente normale, non è sessista e anche lei ritiene il marito l’uomo più bello d’amore ed è felice che lui la ami così come lei lo ama.
    L’amore è anche reciprocità

  2. Cinzia ha detto:

    Ricciocorno, hai appena usato lo stesso meccanismo mentale del sessismo benevolo ma in chiave giovanile, con tua madre … stai veicolando il concetto piuttosto in uso, di vecchiezza/bruttezza, non piu attraente, non più affascinante, non desiderabile.. se non nello sguardo affettuoso dei figli. Anche il giovanilsimo obbligatorio è una gran piaga e causa di esiti assurdi (vedi la deriva chirurgica) con l’inevitabile plletora di sofferenze morali, fisiche ed economiche. Rimarcare che tu vedi tua madre come la più bella del mondo, perché la guardi con gli occhi dell’amore, implica che i 65 anni di fatto le impediscono di per se stessi, di essere una “gran gnocca” e basta.Se dobbiamo abbattere cancelli, abbattiamoli tutti.

    • Che cos’è una gnocca? E’ ciò che una donna deve essere per assecondare il desiderio maschile… Forse mia madre è una “gran gnocca”, forse non lo è. Ha importanza per me che la amo? Direi di no…

      • Mi rapportavo al concetto di bellezza inteso non come “categoria estetica”, ma rapportato al concetto di “donna-trofeo”. La donna descritta da questo brano – che non so se sia stato davvero pronunciato dall’attore Bred Pitt, ci tengo a dirlo, non ho fatto ricerche per verificare la fonte – è bella perché è “l’idolo di più di metà della popolazione maschile e femminile sulla faccia della Terra”, e ciò di cui sembra godere chi parla di questa bellezza è proprio il fatto di essere quel privilegiato cui è “concesso addormentarsi al suo fianco e stringerla a sé.” Non c’è l’estasi della contemplazione della bellezza tipica dell’esteta, a me sembra più godimento dell’invidia altrui…

    • Paolo ha detto:

      Cinzia, accettiamo serenamente il fatto che una persona di vent’anni tenderà in linea di massima a essere più esteticamente bella (gnoccaggine o no) di una ultraottantenne e staremo meglio. poi per carità anche chi non è più giovanissimo può essere bello/a

      • Cinzia ha detto:

        Paolo ti piace tanto il cinema … riguardati “Harold and Maude” e poi riparliamo…

      • Paolo ha detto:

        Bellissimo film Harold & Maude ,se è per questo c’è pure un film più recente e più erotico, del 2003 con Anne Reid e Daniel Craig travolti dalla passione (complicata dal fatto che lui è il compagno della figlia di lei) : The Mother, sceneggiatura di Hanif Kureishi
        http://it.wikipedia.org/wiki/The_Mother

        e quindi? Non vedo contraddizione con quanto ho scritto

      • Paolo ha detto:

        non ho mai detto che una persona non più giovane non possa mai in nessun caso risultare attraente

      • Cinzia ha detto:

        Maude è il personaggio femminile più profondo, complesso, sfaccettato che abbia mai osservato. Maude ha ottant’anni ed la vita, il femminile, la bellezza, il sole, la sapienza l’arte, l’avventura, il sensuale ed il sesso, la giovinezza e la saggezza, è l’antiborghese l’antipocrita, è il mistero, l’oscuro, il segreto, la consapevolezza, la determinazione, la volontà. Maude è il femminino in tutta la sua potenza. Se non avete mai visto questo film, guardatelo … è un capolavoro misconosciuto.

      • Paolo ha detto:

        non mi pare di aver negato la bellezza del personaggio di Maude, peraltro vidi il film anni fa e mi piacque

  3. Cinzia ha detto:

    Quando arriverai a passare i cinquanta capirai … per ora sei nella fase in cui il giudicare prevale l’ascolto …

    • Ci mancherebbe, io ti ascolto. Non so come abbia fatto ad applicare il concetto vecchiezza/bruttezza, affermando che mia madre è bella. Molto probabilmente sono vittima inconsapevole degli sterotipi anche io 🙂 E’ molto probabile. Non si dice che siamo tutti immersi ion questa cultura come il pesce nell’acqua, e quindi ne siamo per lo più inconsapevoli? Io neanche mi salvo…
      Comunque io rispondevo a Paolo, che affermava: “considerare la propria compagna di vita come la donna più bella della Terra per me è assolutamente normale”, confermando che è vero, è normale, visto che anche io considero tutte le persone che amo le più belle al mondo.
      Di fatto non è questo che afferma l’autore del brano; chi parla non dice “il mio amore è il più bello del mondo” (che è quello che dico anche io), ma ci dice che la sua donna è la più bella della Terra perché gran parte della popolazione della Terra la considera la più bella.
      Sono due piani di discussione diversi, ed è questo che rimarcavo. Questo, secondo me, non nega la possibilità che mia madre sia di fatto la più bella del mondo, solo che io non sono la persona adatta per affermarlo, considerato che la amo.

  4. Cinzia ha detto:

    😀 proprio quello … niente di grave, ma destrutturare non fa mai male 😉

  5. Cinzia ha detto:

    Felice di esserne la riprova 🙂

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