Il registro comunale della bigenitorialità

Ultimamente le associazioni di papà separati, (quelle che secondo alcuni non esistono, e se esistono sono innocue o addirittura fanno solo cose buone e giuste), si stanno dedicando freneticamente alla promozione presso i Comuni italiani del “Registro della bigenitorialità”.

registro_bigenitorialità1Chi si occupa di promuovere e sostenere questa iniziativa?

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Il partito che in questo momento sta portando all’attenzione dei Sindaci e dei Consigli Comunali la proposta di istituire un Registro della Bigenitorialità è il Movimento 5 Stelle, che ci spiega:

In pratica per effetto di questo provvedimento, se approvato, verrà istituito presso l’anagrafe del comune un registro al quale, anche solo uno dei genitori, potrà iscrivere il proprio figlio anche se l’altro coniuge vive in una casa diversa; le comunicazioni che riguardano il bambino quindi dovranno fare riferimento a due indirizzi invece di uno solamente, ferme restando la residenza che rimarrà univoca e, come accennavamo in precedenza, i limiti alla potestà genitoriale eventualmente imposti dalle autorità.

Sebbene l’istituzione di questo Registro venga giustificata dal “legittimo diritto del minore a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori anche se questi sono separati o divorziati”, è evidente che l’istituzione di un elenco di nomi e indirizzi non possa avere nessuna influenza né sul tempo che un bambino trascorre con i suoi genitori, né sulla qualità del rapporto del minore con ciascuno di essi.

A cosa serve allora questo registro?

Una lettrice mi ha inviato un parere tecnico redatto da un Comune che ha bocciato l’iniziativa.

OGGETTO: “RISVOLTI PRATICI DELL’APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA BIGENITORIALITA’. ISTITUZIONE DEL REGISTRO COMUNALE E APPROVAZIONE REGOLAMENTO.”

Ai sensi dell’art. 49 del T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, D.Lgs 267/2000, si esprime parere di regolarità tecnica contrario relativamente alla proposta di delibera con identificativo XXXXXXXXXXXX, per i seguenti motivi:

– dal regolamento non risultano chiare le finalità e le modalità di utilizzo del registro, tanto da generare seri dubbi che lo stesso rispetti la legge in generale ed in particolare la normativa sulla tutela dei minori;

– si evidenzia che il regolamento proposto non distingue i casi di affidamento condiviso da quelli esclusivi ad un solo genitore. Nel primo caso non si comprende l’utilità del registro, nel secondo l’istituzione del registro pare contrastare con l’art. 155 bis c.c. secondo cui il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore. In entrambi i casi rientra nella potestà del giudice stabilire le misure che assicurino l’esercizio condiviso delle responsabilità genitoriali (dall’articolo 2 del regolamento: “Un minore può essere iscritto al registro a condizione che ne faccia richiesta almeno uno dei suoi genitori, che questi sia titolare della responsabilità genitoriale e che il minore sia residente nel Comune. Per godimento della responsabilità genitoriale s’intende che il genitore non sia stato raggiunto da provvedimenti giudiziari che ne comportino la sospensione o la decadenza.”);

– l’art. 2 comma 1 del regolamento preposto, inoltre, nello stabilire che il minore iscritto al registro risulterà domiciliato presso le residenze di entrambi i genitori, contrasta con l’art. 45 del c.c. che recita: “Ciascuno dei coniugi ha il proprio domicilio nel luogo in cui ha stabilito la sede principale dei propri affari o interessi. Il minore ha il domicilio nel luogo di residenza della famiglia o di quello del tutore. Se i genitori sono separati o il loro matrimonio è stato annullato o sciolto o ne sono cessati gli effetti civili o comunque non hanno la stessa residenza, il minore ha il domicilio del genitore con il quale convive.

L’scrizione al registro dei dati anagrafici dell’altro genitore, senza il suo consenso, contrasta con le disposizioni sulla privacy.

– L’anagrafe è una funzione svolta dal Comune per conto dello stato, ne consegue che non possono essere attribuite all’ufficiale di anagrafe altri compiti diversi e ulteriori da quelli stabiliti dalla l. 24/12/1954, n. 1228 e dal reg. D.P.R. 223 del 30/5/89.

– Il regolamento non può disporre norme di natura organizzativa degli uffici (vedasi art. 2 comma 2) che sono di competenza della Giunta o del Dirigente.

Vorrei sottolineare che l’istituzione di questo registro prevede che un genitore possa iscrivervi l’altro senza il suo consenso, che il regolamento non fa alcuna distinzione fra i bambini affidati in regime di affido condiviso, congiunto o esclusivo (e spesso l’affido esclusivo ad un genitore è causato da storie pregresse di maltrattamenti e abusi su donne e minori) e che prevede che il minore abbia due domicili sebbene questo non sia previsto dalla legge in nessun caso.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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80 risposte a Il registro comunale della bigenitorialità

  1. primavera ha detto:

    A parte l’illegalità della cosa sinceramente non ne capisco l’utilità e il senso e probabilmente è un mio limite.
    So solo che a forza di fare sto lavaggio del cervello sulla bigenitorialità a tutti i costi e pubblicizzandola così tanto per me non fanno altro che confermare che non sia tutto rose e fiori come ci vogliono far credere.
    se i bambini stanno sereni e tranquilli con mamma e papà benché separati bene,altrimenti forzare la bigenitorialità è fare un sopruso verso chi non può difendersi cioè i bambini e le donne se si parla di violenza domestica! Non si è bravi genitori solo perché si è concepito esistono casi in cui un genitore è dannoso pertanto diffido delle generalizzazioni.
    mi stupisce come i politici si occupino di una sciocchezza simile come questo registro e non dello scandalo degli affidi dei minori ad assistenti sociali e case famiglia senza un valido e grave motivo che li giustifichi…è assurdo!

  2. Giovanna ha detto:

    Il registro non è “illegale”…. si tratta di un regolamento che un comune adotta.
    E’ un passo importante perchè se la 54/2006 parla di affido condiviso, nell’ottica della bigenitorialità (ricordiamo che con bigenitorialità parliamo di diritto dei FIGLI), dall’altro questa cozza con il codice civile per quanto riguarda la residenza. Questo regolamento pone una toppa in attesa di un eventuale modifica futura del codice civile.
    E’ giusto, in un ottica di bigenitorialità, che entrambi i genitori siano informati su atti riguardanti/comunicazioni dei propri figli. Si tratta di atto di CIVILTA’

    • Il parere tecnico pone diverse questioni: il regolamento stabilisce come unico criterio per l’iscrizione al registro che entrambi i genitori non siano stati deprivati della potesta genitoriale, senza specificare nulla a proposito della tipologia di affido stabilita dal TribunaleTribunale, e prevede che l’iscrizione possa essere perfezionata da un solo genitore, senza il consenzo dell’altro.

      • Giovanna ha detto:

        Forse non hai capito bene…. si tratta di REGOLAMENTO COMUNALE che non interferisce con le leggi del codice civile (è come una cosa in più che non c’entra nulla con l’anagrafe ordinaria)….. è un atto di cortesia e di civiltà

        Il tipo di affido conta poco (comunque ormai, salvo diversa indicazione si tratta sempre di affido condiviso), ciò che conta è la “potestà genitoriale” a prescindere…. la 54/2006 è chiara, scritta in un italiano comprensibile:
        “La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la potestà separatamente.”

        Quindi quando la potestà genitoriale è affidata ad entrambi è giusto che le comunicazioni di interesse (quindi anche le decisioni di maggiore interesse) del minore arrivino ad entrambi altrimenti viene leso il diritto del minore….. aggiungo:
        “Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”

      • Esattamente, di quali comunicazioni si parla? Perché ad essere messa in dubbio è anche l’utilità di un simile registro.

  3. Giovanna ha detto:

    Qualsiasi cosa riguarda il figlio, dal cambio di residenza alla comunicazione a scuola circa la necessità di avvisare entrambi, così come per esempio avvisare l’ASL ecc…
    Il registro infatti contempla anche l’impegno ad avvisare altri enti circa la richiesta del genitore di turno. Se applicato con criterio (ossia con CIVILTA’) è un passo in più verso la piena applicazione della bigenitorialità (ossia, ti ripeto: il diritto dei FIGLI).
    Un esempio tra tutti: visita dalla neuropsichiatra (come sai serve il consenso di entrambi)…. l’ASL potrebbe avvisare l’altro genitore che alla data X è stata prenotata una visita o ANCORA MEGLIO, telefonargli prima della visita…..è solo uno dei 1000 esempi…… poi ci potremmo anche mettere la scuola ecc.. ecc…
    Servono persone di buon senso, con un alto senso civico e di giustizia.

    • “visita dalla neuropsichiatra (come sai serve il consenso di entrambi)”: appunto. Se il consenso serve a monte, non c’è nessun bisogno del registro.

      • Giovanna ha detto:

        A parte che era un esempio….. a parte che tanti neuropsichiatri ignorano la cosa (rischiando loro stessi provvedimenti disciplinari per semplice ignoranza che sarebbe colmata)…. a parte questo, ad esempio potrebbero essere mandati le date di appuntamento ad entrambi, visto che gli incontri di logopedia durano parecchio e in genere si svolgono su 3 cicli.

      • Quindi il registro risponde all’esigenza di controllare ossessivamente dove si trovano e cosa fanno l’ex partner e la prole quando non sono a vista?

        Era un esempio che appunto dimostra l’inutilità di un simile registro. Ci sono delle decisioni che necessitano dell’approvazione di entrambi i genitori, e questa materia è già regolamentata.

  4. Giovanna ha detto:

    No, il registro risponde alla necessità della legge 54/2006:
    “La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice.”
    Decisioni circa la salute, l’istruzione, religione e quant’altro, rientrano in queste.
    Di cosa fa l’ex non ha importanza ma è importante cosa fa il figlio

    • Diciamo la stessa cosa. Non si capisce a cosa serva un regolamento comunale, quando la materia è già regolamentata dal codice civile. In materia di affidamento è il Giudice che ha competenza, non i Comuni.
      Inoltre, l’affidamento ad entrambi i genitori non è l’unica soluzione possibile. Non esiste una corrispondenza fra “superiore interesse del minore” e bigenitorialità, visto che la stessa legge 54/2006 prevede che, con provvedimento motivato, il Giudice possa decidere per un affido esclusivo, nel momento in cui si ravvisa che un affido condiviso possa creare pregiudizio al benessere del minore. Sappiamo che la decadenza della potestà è una misura estrema, che viene applicata in casi molto gravi, mentre c’è un ampio ventaglio di situazioni nel quale il Giudice può decidere di limitare l’accesso dell’adulto al minore per una serie di ragioni che hanno a che fare con l’interesse del minore. Il regolamento sembra voler aggirare queste situazioni.

      • Giovanna ha detto:

        Con tutto rispetto, sembra che tu non abbia letto bene ne la legge 54/2006 e art.337 ne il regolamento…. 🙂
        1) la legge tutela la bigenitorialità (art 155)…. è scritto ESPLICITAMENTE (non c’è scritto bigenitorialità ma quel che è scritto è la sua definizione)
        2) il regolamento è una cosa interna al singolo comune e si applica SOLO se la podestà genitoriale c’è (inutile che continui a tirare in ballo decadenza e cose simili, non rientrano nel regolamento)
        3) Se il genitore presso il quale è residente il figlio, non comunica le informazioni degli enti all’altro genitore, mi spieghi come può essere realizzata la 54/2006? è talmente evidente che mi sembra strano che non comprenda la cosa 🙂
        4) Se i comuni adottano il regolamento, evidentemente il problema esiste e il regolamento è perfettamente legale (altrimenti provvedi tu a telefonare ai comuni per far presente “l’anomalia”, rientra anche questo nel “senso civico” che dovresti avere…. è un tuo diritto/dovere)

        Comunque sia, se tu lo ritieni inutile, non si capisce perchè rispondi a ciò che è inutile. Vedi, il problema è che la 54/2006 di per se è una buona legge ma ha bisogno di vincoli maggiori affinchè venga realizzata. Al momento capita spesso che uno dei due genitori sovrasta i diritti del figlio stesso.

        Penso che sarai d’accordo con me sul fatto che l’educazione del figlio e la frequentazione dello stesso siano un diritto di entrambi i genitori e dei figli e che quindi è necessario rimuovere qualsiasi impedimento per il raggiungimento di tale scopo (comprese le mancate comunicazioni di un genitore verso l’altro).

      • Allora, cerchiamo di capirci: la potestà genitoriale può essere revocata o LIMITATA. Il regolamento non ne parla, non richiede verifica del fatto che siano stati emessi dei provvedimenti limitativi della potestà genitoriale a sfavore di un genitore, provvedimenti che vengono emessi quando è provata una condotta pregiudizievole dell’interesse dei figli. Mi sembra strano che tu non comprenda la cosa.

      • Art. 333 c.c. “Quando la condotta di uno o di entrambi i genitori non è tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza prevista dall’art. 330, ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il Giudice, secondo le circostanze può adottare i provvedimenti convenienti…”
        Si può mantenere la titolarità della potestà genitoriale, perdendo la possibilità di esercitarla, ad esempio. E poi oggi si parla di “responsabilità genitoriale”, e non più di potestà.http://www.altalex.com/index.php?idnot=34826

  5. Giovanna ha detto:

    Ma li hai letti bene? continuo a dire che stai parlando senza aver letto 😛
    Quel che tu dici sulla potestà genitoriale “non prevista” nel regolamento è del tutto falsa.
    Il regolamento prevede la segnalazione all’altro genitore dell’iscrizione che quindi può far notare l’inapplicabilità del regolamento stesso. Idem per la cancellazione dal registro.

    Per me è una bella cosa nel diritto del minore e dei genitori…… se a te non stanno a cuore è un’altro discorso; se tu ritieni che è illegale o scorretta, fai valere i tuoi diritti!!! è tuo DOVERE CIVICO di cittadino segnalare l’illegalità della cosa ai comuni interessati.

    Mi aspetto una tua azione a conferma della tua coerenza.

    Ciao e alla prossima

    • Ma cosa c’entra il cuore, è col cervello che devi sforzarti di capire cosa ho scritto.

      • Giovanna ha detto:

        Hai ragione il cuore non c’entra ma il tuo articolo è del tutto inesatto dalla prima all’ultima riga….. visto che insiti….

        1) Non è vero che il regolamento è proposta da M5S, se hai seguito la questione (evidentemente no), il regolamento sotto varie piccole differenze, è stato portato nei consigli in diversi comuni da diversi gruppi (da destra e sinistra fino al M5S). Giusto per fare tre esempi orizzontali, a Verona lo ha portato il centro sinistra e votato da tutti, a Torino, se non erro la destra, a Parma il M5S

        2) è falso che un genitore possa iscrivere l’altro. Mentre è vero che possono andare assieme oppure può andare uno e l’altro riceve comunicazione che il suo ex si è iscritto (quindi può segnalare eventuali reclami)

        3) Non fa distinzione sull’affido perchè quel che è determinante è la podestà genitoriale, quindi è corretto così.

        4) E’ FALSISSIMO quel che affermi, ossia che il regolamento prevede due domicili (o due residenze o quel che vuoi). E’ una specie di registro di cortesia che non ha influenza sull’anagrafe

        ….e mi sono fermato unicamente alle poche righe da te scritte nel tuo articolo 🙂

        Ripeto, se ritieni illegale, fai valere i tuoi diritti e agisci contro. Altrimenti non c’è coerenza tra ciò che dici e ciò che scrivi

        Ciao

      • La potestà genitoriale non esiste più e quella che non capisce sono io?
        http://www.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=45782
        Comunque chi è interessato può leggere direttamente sul sito del comune di Verona.

  6. Giovanna ha detto:

    Infatti dice tutto ciò che ho detto…. se poi invece del link generico del servizio, metti anche quello del regolamento, vedrai che io ho detto cose corrette (a prescindere del cambio di dizione di potestà genitoriale la 54/2006 è valida tutt’ora e recita CHIARAMENTE “La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. “).
    Il problema è che io ti faccio delle osservazioni giuste, tu glissi o cambi argomento. 😛
    Ti ho elencato solo alcuni punti falsi da te scritti…… perchè non rispondi punto punto?
    E ripeto nuovamente se ripeto, se ritieni illegale, fai valere i tuoi diritti e agisci contro. Altrimenti non c’è coerenza tra ciò che dici e ciò che scrivi….. anche per questo, cos’hai da dire? perchè non scrivi al Comune?
    Aspetto risposte su singolo punto (con link al regolamento dove dimostri ciò che affermi, altrimenti le tue sono solo chiacchiere). Ciao

  7. Giovanna ha detto:

    Poi, oltretutto
    “nessuno dei due, dunque, potrà più arrogarsi il diritto di eseguire un cambio di residenza o iscrivere il figlio ad una scuola senza il consenso dell’altro genitore, né potrà impedire la frequentazione del minore con l’ex. compagno/a come rivalsa per la crisi di coppia e fino alla regolamentazione giudiziaria.”
    cut….
    “Per quanto concerne invece le coppie coniugate la riforma prevede che “la responsabilità genitoriale di entrambi i genitori non cessa a seguito di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio” (nuovo art. 317 cod. civ.).

    Questo inciso, per la prima volta specificato in modo esplicito nel codice civile, secondo la dottrina determina una forte limitazione dei poteri del genitore affidatario in caso di affido esclusivo; i doveri di vigilanza di ciascun genitore, infatti, non vengono in alcun modo compromessi dalla disgregazione dell’unità familiare, con la conseguenza che ogni scelta relativa alla prole dovrà comunque essere condivisa da entrambi i genitori.

    Si può dunque concludere questa breve analisi della nuova normativa in materia di responsabilità genitoriale constatando che la riforma, grazie alla pressione europea, va certamente nella direzione del rafforzamento del concetto di bigenitorialità.”

    Insomma, ci sono tutti i presupposti per il registro!!! 🙂

    • Io penso che tu abbia dei seri problemi a comprendere pienamente un testo scritto, davvero.
      Ti ho spiegato – riportandoti anche l’articolo del codice civile in proposito, che la titolarità della “responsabilità genitoriale” (http://www.filodiritto.com/articoli/2014/02/diritto-di-famiglia-la-potesta-genitoriale-cede-il-posto-alla-responsabilita-genitoriale/) non è la sola cosa da tenere in considerazione, perché essa può essere limitata tramite provvedimento del Giudice nel momento in cui il genitore risulta colpevole di comportamento pregiudizievole nei confronti del minore in modo non abbastanza grave da comportarne la piena decadenza. Persino un genitore il cui figlio è stato affidato ad una struttura protetta può mantenere la titolarità della responsabilità genitoriale, sebbene gli venga impedito di esercitarla. Sto cercando di parlare di tutela del minore, mi segui? Il regolamento parla di decadenza o sospensione, ma ci sono una gamma di provvedimenti limitativi che il Giudice può decidere di adottare…
      art. Art. 337-ter: “Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice puo’ stabilire che i genitori esercitino la responsabilita’ genitoriale separatamente.”
      Art. 337-quater: “Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della responsabilita’ genitoriale su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che non sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i genitori. Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e puo’ ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.”
      E questa è l’ultima volta che te lo scrivo, perché davvero non so più come farmi capire.

  8. Giovanna ha detto:

    Altra cosa falsa che scrivi è che il registro è proposto dalle associazioni di padri separati….. non solo, ma anche da associazioni per la difesa dei minori

  9. Comunque Giovanna, la “coerenza” di cui parli non c’entra niente, è un mero argomento retorico noto come la fallacia del “tu quoque”; tu dici “se non scrivi ai comuni che l’hanno approvato non puoi obiettare sul tuo blog”. Non c’è legame logico fra queste due affermazioni. Che io scriva o non scriva ai comuni è irrilevante rispetto alla validità o non validità delle mie argomentazioni.

    Per inciso: quelle riportate nel post non sono mie argomentazioni; ho riportato il parere tecnico con il quale un comune ha rigettato il registro. E quindi non si riferisce al registro di Verona. “Una lettrice mi ha inviato un parere tecnico redatto da un Comune che ha bocciato l’iniziativa.” L’ho scritto, te ne eri accorta?

    Poi: la Legge n. 219/2013 ha eliminato la potestà genitoriale per sostituirla con la responsabilità genitoriale. (Ma il Governo si è spinto anche oltre, facendo scomparire il riferimento alla potestà dal Codice Civile e di Procedura Civile (articolo 709 ter), dal Codice penale e di Procedura Penale. Ogni riferimento alla potestà scompare anche nella legislazione speciale; la locuzione cessa di figurare, così, nella Legge 21 novembre 1967, n. 1185, recante “Norme sui passaporti”, nella Legge 1 dicembre 1970, n. 898, recante “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”, nella Legge 22 maggio 1978, n. 194 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”, nonché, da ultimo, nella Legge 4 maggio 1983, n. 184 “Diritto del minore ad una famiglia” e nella L. 31 maggio 1995, n. 218 di “Riforma del sistema di diritto internazionale privato”) Chi ha scritto questi regolamenti come mai non ne è informato?

    La questione è molto più complessa di come la racconti tu, e va studiata da persone competenti. Ho i miei dubbi sulla competenza di chi avanza proposte del genere…

  10. Alessandro Pachera ha detto:

    Io sono colui che ha portato il registro della bigenitorialità a Verona e non solo…intanto chiariamo che l’art. 155 CC è stato sostituito dall’art. 337 ter CC, la legge 219/13 ha abrogato la potestà genitoriale sostituendola con la RESPONSABILTA’ genitoriale, la quale può essere esercitata da chiunque, al contrario della potestà. Personalmente ho deposistato al Senato una proposta di modifica della citata legge, in quanto ha apportato migliorie sul piano delle nascite al di fuori del matrimonio, dall’altro invece ha peggiarato il meccanismo di gestione sulla titolarità del diritto sul minore stesso. Il registro è inteso come uno strumento volto a contrastare i fenomeni discordanti tra i genitori, anche in una separazione consensuale ( come la mia per esempio ) ogni cavillo è buono per tentare di mettere in cattiva luce un genitore a scapito dell’altro. E’ vero che il minore sarà residente con il genitore prevalente ( anche questa figura inventata perchè la legge 54/06 non lo prevede ma, siccome ho letto i vostri post ho pensato anch’io di rispondere con la vostra stessa puntualità ) però nulla toglie ai Comuni di deliberare regolamenti ove viene richiesto di poter domiciliare il minore nelle rispettive residenze dei genitori, chi lo vieta? Nessuno può farlo…i Comuni che non aderiscono, lo fanno semplicemente perchè istituire il registro per molti è una scelta politica e non d’intelligenza, il registro ha la sola funzione di garantire l’informazione alle figure genitoriali, eliminando di fatto ogni qualsivoglia motivo per aggredire l’uno piuttosto che l’altro genitore, anche nei casi di affido esclusivo, il genitore non affidatario ha il diritto di poter accedere ai documenti inerenti la carriera scolastica del prorpio figlio, chissà perchè le scuole non lo fanno mai…questa è una legge voluta dalla Moratti! Perciò la privacy non c’entra niente, le norme sulla residenza non c’entrano niente, altro non è che un regolamento amministrativo volto ad una migliore gestione della vita del minore coi propri genitori. Infine, giusto per rispondere a qualcuno, se uno dei 2 genitori ha pendenze penali, non potrà mai far parte del registro perchè previsto dal regolamento.

    • “ogni cavillo è buono per tentare di mettere in cattiva luce un genitore a scapito dell’altro”: che genere di affermazione è questa? Su cosa si basa? Di quali genitori stiamo parlando? In che percentuale nelle famiglie separate si riscontra questo fenomeno? Come è stata misurata l’incidenza di questo fenomeno? Perché vede, se si sente il bisogno di intervenire con un regolamento, ci deve essere almeno qualche ricerca che ne dimostri l’utilità.
      Tra l’altro non è chiaro come questo registro possa migliorare la vita del minore. Un genitore vuole informarsi su come va il figlio a scuola? Può recarsi in segreteria e prendere un appuntamento col coordinatore di classe, oppure informarsi sulla data dei colloqui coi genitori. Cosa mancano di fare le scuole? Dovrebbe forse la dirigente scolastica telefonare ad ogni genitore separato premurandosi di informarlo dei voti del primo quadrimestre? Ribadisco che di questo registro io non ne comprendo l’utilità, soprattutto perché non vedo come essere iscritti presso l’anagrafe possa evitare ad una persona “di aggredirne” un’altra.

      • pacheraalessandro ha detto:

        È ovvio che lei non ha assolutamente capito il senso del registro. Per tutte le statistiche da lei evidenziate, internet potrebbe esserle d’aiuto…legga bene il mio post perché credo non l’abbia fatto, le scuole se ne fregano di comunicare che i bambini vanno in gita al museo piuttosto che in montagna, a loro interessa solo raccogliere la somma di denaro e basta. Il cosiddetto genitore prevalente ( figura inesistente ), non avvierà mai l’altro è questi si ritroverà la parcella da pagare, punto. Questo esclude a priori il punto di vista dell’altro genitore anche nei casi d’affido condiviso. Ci sono legali che hanno approvato il registro in toto ritenendolo un ottimo strumento per coinvolgere le figure genitoriali alla vita dei propri figli, aspettiamo un pò e vediamo tra qualche mese se effettivamente il registro è inutile come sostiene lei…

      • L’ho detto io per prima che non colgo il senso né l’importanza di questo registro. E francamente non colgo il dramma delle gite scolastiche. Si tratta di non voler pagare le gite di istruzione dei propri figli?

      • pacheraalessandro ha detto:

        Anche stavolta non ha colto il senso della mia replica, perciò deduco che per lei travisare non è un errore di interpretazione. Cmq, visto il suo spirito critico e la sua esperienza in campo di malagiustizia familiare, sono sicuro che avrà in mente delle iniziative migliori di questa e, sono altresì sicuro che con lo stesso sentimento critico vorrà parlarne… cosa ci offre di alternativo?

      • Di alternativo ad una cosa che secondo me è assolutamente inutile? Sta scherzando?
        Piuttosto sto ancora aspettando che qualcuno chiarisca quali sono queste fondamentali comunicazioni delle quali il registro si dovrebbe occupare.
        Per adesso mi è stato risposto:
        – visite specialistiche per le quali è a priori necessario il consenso di entrambi i genitori (quindi il registro non serve):
        – informazioni relative all’andamento scolastico del minore (ci sono i colloqui con i genitori per questo, e per scoprire le date basta telefonare alla segreteria della scuola);
        – informazioni relative alle gite di istruzione del minore (e anche qui un genitore può tranquillamente informarsi presso la segreteria della scuola).

      • pacheraalessandro ha detto:

        Mi perdoni, capisco che del mondo delle separazioni e sull’affido condiviso sa ben poco e, non mi riferisco alla conoscenza delle normative. Ma poi lei, su quale pianeta vive? Buona fortuna e arrivederci…

      • Nessuno mi chiarirà mai quali sono queste fondamentali comunicazioni delle quali il registro si dovrebbe occupare, evidentemente. Io non credo sia un problema di incapacità mia a comprendere, sinceramente, e neanche un problema di ignoranza delle normative. Dipende più dal fatto che lei non mi ha risposto.

      • Maurilio Pavese ha detto:

        “Dovrebbe forse la dirigente scolastica telefonare ad ogni genitore separato premurandosi di informarlo dei voti del primo quadrimestre?”
        cioè nel senso che la scuola non dovrebbe informare i genitori? ma cosa stiamo dicendo? dove la scuola ha portato tutto in rete e da ai genitori la password per accedere da una sola password a un genitore escludendo l’altro? ma siamo “fuori di testa”? : ))))

      • La scuola informa già informa tutti i genitori. Mai sentito parlare dei colloqui?

      • Maurilio Pavese ha detto:

        certo infatti appendo in bacheca e poi il genitore non coresidente che magari sta a 100 km di distanza viaggia su e giù e se li va leggere..

      • A parte che hanno inventato il telefono diverso tempo fa, e le persone che invece di lamentarsi e basta sono interessate a fare il genitore possono informarsi presso la segreteria della scuola chiedendo di farsi inviare il calendario scolastico, ma per curiosità, lei cosa propone? Che la dirigente scolastica prenda la macchina e la venga a trovare a casa, magari portandole anche un presente? Essere genitore è un impegno, non una scusa per fingere discriminazioni che non esistono.

      • Maurilio Pavese ha detto:

        no solo che se deve informare i genitori li informi.

      • Ma chi deve informare i genitori di cosa???

      • Maurilio Pavese ha detto:

        se non sa lei quando i genitori debbano essere informati e di cosa non so che dire.

      • Nessuno lo sa. Neanche tu. Infatti non lo scrivi.

      • Maurilio Pavese ha detto:

        mettilo su google .. poi parti dalla malformazione del feto e vai giù a seguire che ti fai un idea

  11. Mirko Gabriele Salotti ha detto:

    Scusate la mia domanda – informazione.
    Mi occupo da un po’ di anni di diritti dei minori e ultimamente mi pare di capire che, secondo tendenze giurisprudenziali, la “bigenitorialità” più che su riferimento a papà e a mamma per la migliore crescita del bambino, si parla di coppia di genitori anche in senso omogenitoriale..
    Se fosse così nei lavori preparatori alla legge 54, non c’erano studi sulla complementarità padre-madre e simili?
    Sapete qualcosa in proposito?

    • Nel 2006, l’American Academy of Pediatrics ha dichiarato quanto segue: “I risultati delle ricerche dimostrano che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali. Più di venticinque anni di ricerche documentano che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Questi dati dimostrano che un bambino che cresce in una famiglia con uno o due genitori gay non corre alcun rischio specifico. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori”.

      Allo stesso modo, nel 2009, l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry ha concluso che “non vi è evidenza scientifica a sostegno della tesi secondo cui genitori con orientamento omo- o bisessuale siano di per sé diversi o carenti nella capacità di essere genitori, di saper cogliere i problemi dell’infanzia e di sviluppare attaccamenti genitore-figlio rispetto ai genitori con orientamento eterosessuale. Da tempo è stato stabilito che l’orientamento omosessuale non è in alcun modo correlato ad alcuna patologia, e non ci sono basi su cui presumere che l’orientamento omosessuale di un genitore possa aumentare le probabilità o indurre un orientamento omosessuale nel figlio. Studi sugli esiti educativi di figli cresciuti da genitori omo- o bisessuali, messi a confronto con quelli cresciuti da genitori eterosessuali, non depongono per un diverso grado d’instabilità nella relazione genitori-figli o rispetto ai disturbi evolutivi nei figli”.

      Nel 2011 l’Associazione Italiana di Psicologia ha ricordato che “i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psicosociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla forma che il gruppo assume, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attualizzano al suo interno. In altre parole, non sono né il numero né il genere dei genitori – adottivi o no che siano – a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano. In particolare, la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell’ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso. I bambini hanno bisogno di adulti in grado di garantire loro cura e protezione, insegnare il senso del limite, favorire tanto l’esperienza dell’appartenenza quanto quella dell’autonomia, negoziare conflitti e divergenze, superare incertezze e paure, sviluppare competenze emotive e sociali”.

      Il prefisso bi- (doppio, due volte) associato a genitorialità (bi-genitorialità) lascia intendere che vi sia qualcosa di “magico” nel numero due, che rende automaticamente una famiglia con due genitori migliore di qualunque altra soluzione. Ma la scienza ci dice che il benessere di un bambino non dipende né dal numero, né dal sesso, né dall’orientamento sessale delle persone che si occupano di lui; l’elemento più importante è la qualità della relazione adulto accudente/bambino.

      • Mirko Gabriele Salotti ha detto:

        Ringrazio per la pronta cortese risposta!
        “Bigenitorialità” per molti si oppone ad “omogeitorialità”, e so che non è così..
        Però ritenevo che un “bigenitorialista” (considerando anche che i figli possano avere genitori separati quando siano assai piccoli) dovrebbe difendere la complementarietà di ruoli e importanza specifici di una madre e un padre (ad esempio il bambino piccolo può proseguire l’allattamento al seno materno anche a periodi non cronometricamente definiti, in momenti di ansie particolari il bambino ricorre
        generalmente alla madre, e altro).
        Se permettete inserirei il link ad interrogazione parlamentare del novembre 2014 in cui la docente psichiatra Paola Binetti presenta studi in cui pare riferirsi alla realtà eterosessuale:
        http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=27166&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+ORALE%27 .
        Inoltre nel gennaio 2015 è uscita l’indagine statunitense di Sullins, che vede maggiori disturbi emotivi e dello sviluppo nei bambini cresciuti in ambito omogenitoriale.
        La questione è che un “bigenitorialista” italiano oggi (sia alla luce di questi ultimi studi che alla luce di scelte legislative che ancora non sono state fatte in Italia) dovrebbe essere “chiaro” nel prendere una posizione in merito (dato che, per esempio, il Movimento 5 Stelle si starebbe mostrando assai “omogenitorista”).
        Il mio problema è che chi opera, propaganda e relaziona sulla bigenitorialità in Italia: sia anche “chiaro” o si esponga e si “documenti” sulla questione “omogenitorialità”.
        È condivisibile la volontà che “si approfondisca”, si “chiarisca” su tale questione oggi in Italia?
        Cioè: se Elton John prendesse cittadinanza italiana con il proprio “coniuge” e avesse diverbi con lui, il “bigenitorialista” italiano dovrebbe pensare ad una futura iscrizione nel registro della bigenitorialità o pensare che i bimbi sono ancora assai piccoli e prendere spunto per valutare una bigenitorialità orientata al “modello eterosessuale del matrimonio” (frase ripetuta in sent. Corte Costituzionale n.170 del 2014) ?..

      • Parla di Donald Paul Sullins, prete cattolico nonché docente alla Catholic University of America, e membro del Marriage and Religion Research Institute, un progetto dell’anti-LGBT Family Research Council?
        Non ho letto lo studio Sullins (lo farò), ma ho il sospetto che manchi di oggettività…

      • Mirko Gabriele Salotti ha detto:

        Per Sullins mi riferisco a quello da Lei indicato: una pubblicazione tra altre che ho visto mi è piaciuta per lo schema sui disturbi emotivi e dello sviluppo (su un campione studiato di oltre 500 bambini): http://www.uccronline.it/2015/02/17/nuovo-studio-chi-cresce-con-genitori-omosessuali-ha-problemi-emotivi/ .
        Ma il mio obiettivo è assicurarmi dell’avvenuta informazione e responsabilizzare se possibile autorità e parlamentari al vincolo di “considerare il supremo interesse del fanciullo” (art. 3, comma 1, della Convenzione ONU del 1989).

        Credo che anche la “bigenitorialità” dovrebbe essere rifondata sopra quel principio, e dubbi che qualcosa danneggi il fanciullo dovrebbe far riflettere le istituzioni come attivisti che si occupino dell’ “essere umano di età inferiore ai diciotto anni” (art.1, Convenzione ONU).
        Grazie per l’atte

      • Mirko Gabriele Salotti ha detto:

        Grazie per l’attenzione!
        Mirko Gabriele – diplomato assistente di comunità infantili (1995)

      • A proposito dello studio Sullins: http://thinkprogress.org/lgbt/2015/02/10/3621375/regnerus-sullins-same-sex-parenting/
        A proposito della “bigenitorialità” mi permetto di suggerire uno studio sul legame di attaccamento (che ho riportato qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/01/11/uomini-e-topi/ o qui https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/14/la-colpevole-presenza-dei-padri-che-vanno-a-puttane/) “Early Child Attachment Organization With Both Parents and Future Behavior Problems: From Infancy to Middle Chilhood”, di Grazyna Kochanska e Sanghag Kim (University of Iowa – Child Development, January/February 2013, Volume 84, Numero 1, pagg. 283-296).
        Ad un bambino, per stare bene, basta un solo genitore in grado di sintonizzarsi sui suoi bisogni emotivi e l’apparato riproduttore di quel genitore è irrilevante. Quello che è veramente importante è la qualità del rapporto che il bambino instaura con quel genitore (o quei genitori) nei primi mesi di vita, e il fatto che quel legame si mantenga solido nel corso dell’infanzia.

        Chi ci dice che a provocare dei “disturbi emotivi” ad un minore che vive in un determinato contesto familiare siano le competenze genitoriali delle persone che lo accudiscono e non – piuttosto – altri fattori, come – ad esempio – le risorse sociali a supporto della genitorialità a disposizione di quelle figure genitoriali?
        Non è possibile ipotizzare che la diffusa omofobia possa avere una qualche influenza sullo sviluppo di un minore che ha due genitori dello stesso sesso?

      • Mirko Gabriele Salotti ha detto:

        Per i testi in Inglese devo vedere con più attenzione.
        Di recente al Senato non è passata la possibile riforma di adozione da parte di cittadini single, e la “stepchild adoption” (omogenitoriale) si basa sul principio del rafforzamento dei diritti ed interesse del minore (che avrebbe un altro genitore in caso di malattia o morte di quello legittimo, improriamente si dice quello “biologico”).
        In pratica come legislazione in Italia, l’omogenitorialità e l’adozione eterosessuale è basata sul fare presente la necessità di due genitori.
        La “stagione legislativa” si accorda in questo caso con gli aspetti esistenziali dell’avere un padre e una madre.
        La mia idea di “rifondare – o riformulare – la bigenitorialità” si basa sull’interesse del fanciullo
        (non su interessi
        “adultocentrici”).
        Alcuni settori sociali più che
        aiutare la famiglia o i singoli, li “invalidano” da noi in Italia: questo è un mio parere abbastanza personale di cui
        ho scritto infatti in spazio Web amatoriale http://periminori.altervista.org/famiglia_e_socioassistenza.html .
        In studi austrialiani dell’Università di Melbourne che dovrebbero essere stati pubblicati da pochi mesi, l’omofobia pareva una forma di “collante” che rende più solidali le realtà omogenitoriali.
        “Rifondare” per me significherebbe anche modificare servizi per renderli più servizi..
        Lunedì 11 maggio Avvenire pubblica intanto che il ddl sulle “unioni civili” sarebbe in contrasto con i nostro ordinamento e Fiorella Mannoia dichiara la sua contrarietà alla “maternità surrogata”..
        In presenza di “dubbio” i magistrati pongono minori in comunità, penso che in presenza di “Sullins”, “Binetti, interrogazione novembre 2014”: il Senato potrebbe riflettere meglio.
        A quanto capisco le teorie “no different” potrebbero fare di me un “mammo” con 30.000 euro di costo per la GPA, così potrei poi costruirmi la bigenitorialità che preferisco con un amico o un’amica.
        Ma invece penso che ruoli e l’importanza specifica di madre e padre andrebbero valorizzati e serviti, anche per “invalidare” meno.

      • La stepchild adoption è a tutela anche del minore. Immaginiamo un bambino che ha sempre vissuto con due genitori dei quali solo uno è il genitore biologico, ma entrambi si sono presi amorevolmente cura di lui.
        Il genitore biologico muore improvvisamente. Allo stato attuale delle cose, il bambino non può rimanere con l’altro genitore, ma – insieme al lutto per la tragica e improvvisa perdita di una figura genitoriale – deve subire anche il dolore di essere strappato all’altro genitore…

        Che ci piaccia o meno, le famiglie omogenitoriali esistono: in Italia, secondo l’Istat, si contano 870.000 coppie di fatto di cui almeno 200.000 composte da persone dello stesso sesso.
        Secondo la ricerca Modi.di, condotta nel 2005 da Arcigay con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, il 17,7% dei gay e il 20,5% delle lesbiche con più di 40 anni ha figli. Se si considerano tutte le fasce d’età, sono genitori un gay o una lesbica ogni 20.
        Non garantire dei diritti a queste persone può solo che andare a detrimento del benessere dei bambini.

      • Mirko Gabriele Salotti ha detto:

        È quanto ho scritto il fatto che la stepchild adoption sia un tipo di bigenitorialità.
        Per questo in un periodo di varie bigenitorialità, proponevo un rinnovato tipo di bigenitorialità.
        Dato anche la negazione di adozione da parte dei single (implicita riconferma di bigenitorialità).
        Dato che le leggi programmano pet il futuro: e quindi il bambino a cui muoia un genitore può ancora non essere stato concepito in una clinica in Olanda o in Spagna, con gestazione comprata in Nepal o negli Stati Uniti.
        Abbiamo margini per delineare meglio un futuro.

      • No, lei ha scritto: “In pratica come legislazione in Italia, l’omogenitorialità e l’adozione eterosessuale è basata sul fare presente la necessità di due genitori.” Non è vero. La stepchild adoption è basata sul principio che genitore non è solo quello biologico, ma anche quello che nel tempo ha costruito un legame col minore, prendendosi cura di lui.
        Nessuno ha mai postulato la “necessità” di due genitori, perché una delle conseguenze sarebbe l’obbligo a risposarsi per i genitori vedovi…

      • Mirko Gabriele Salotti ha detto:

        Io intendevo dire che sia la stepchild adoption, sia l’adozione preclusa ai singoli individui, prefigurerebbero maggior sostegno del bambino con due realtà.
        Per il resto non condivido le pratiche di Medicina riproduttiva e l’utero in affitto.
        Per cui la questione dovrebbe tornare alla chiarezza delle associazioni.
        Grazie!

  12. Maurilio Pavese ha detto:

    tornando sul punto da 337 quater a 333 e più ce ne sono più ne mettiamo.
    se un fanciullo viene iscritto, l’altro genitore viene informato che è stato iscritto … ora l’altro genitore ha in mano una sentenza limitativa della responsabilità genitoriale dove il giudice avrà pur scritto qualcosa.. quindi la prende e la porta al comune facendo presente e il comune agirà di conseguenza.
    poi posso concordare che il registro può essere perfezionato in diverse sfaccettature, ma qui mi sembra che si parti dal presupposto che le istituzioni a partire dalla magistratura siano deviate.
    un giudice saprà pure quando togliere una responsabilità genitoriale come saprà pure se e come limitarla, e cmq in default se affida ad un solo genitore 337 quater c3 …

    • La domanda è sempre la stessa: a che serve questo registro?

      • Maurilio Pavese ha detto:

        Nella realtà avviene che uno accusa l’altro di non occuparsene, l’altro ribatte che non è stato informato e che si tende ad alienare.
        Ma ciò molte volte avviene tramite atti nei tribunali.
        Ora uno viene informato e non ha più scusanti l’altro non riesce più ad omettere.
        Il giudice avrà una chiara visione e non si spendono più un pacco di soldi, anche sulla collettività, per questioni che si possono risolvere in semplice modo .

        se non ti è chiaro non so che dirti.

      • Informato di cosa? Quali sono queste informazioni che il registro dovrebbe contenere? Le date dei colloqui scolastici di ogni singolo bambino? I suoi voti? Il calendario delle partite di calcio nelle quali gioca? Le visite mediche cui è sottoposto? Questa sarebbe una gran bella violazione della privacy. Qui l’unica cosa alineata è la lingua italiana…

      • Maurilio Pavese ha detto:

        nulla solo di tutto ciò. solo i due indirizzi a cui mandare eventuali comunicazioni riguardanti il minore.

      • Ma chi dovrebbe inviare queste comunicazioni? Quali comunicazioni?

      • Maurilio Pavese ha detto:

        io per i figli ogni tanto ricevo qualcosa. può essere che tu non ne abbia ma non so che dirti. a me mandano pure le comunicazioni che ci sono i vaccini da fare.

      • La motivazione del registro comunale sono i vaccini, quindi.

      • Maurilio Pavese ha detto:

        la salute è un motivo uno dei principali.

      • Ma perché a lei i medici scrivono? E cosa le comunicano? Abbiamo già chiarito il fatto che il fatto che le decisioni importanti, come il consenso per una terapia o intervento, necessitano per legge del consenso di entrambi i genitori, quindi il registro è assolutamente superfluo.

  13. Maurilio Pavese ha detto:

    miiiiiiiiiii chiudo che ho il dubbio che oltre a farci ci sei. buon proseguimento.

  14. katia ha detto:

    Ho letto tutti i post, sono responsabile dell’anagrafe di un Comune di oltre 15.00 abitanti: se tra coloro che hanno scritto fino ad ora c’é qualcuno che si intende di privacy e mi risponde, lo ringrazio: se nel registro iscrivo il minore e indico anche l’indirizzo dove sará “domiciliato” ovvero quello del secondo genitore, secondo VOI lo diffondo a chiunque me lo chiede??????? ASL, scuola, gestore della mensa, associazioni sportive?????? Si tratta sempre di dati personali! Lo sapete che il certificato di residenza nasce in bollo, quindi viene rilasciato col bollo da 16,00 e io dovrei diffondere gratuitaménte l’indirizzo del domicilio????? e se nel frattempo che il minore é iscritto, il genitore domiciliatario é oggetto di un provvedimento del giudice che restringe il potere di esercizio della responsabilitá genitoriale (io non lo so, perché nessuno me lo viene a dire) e notizie relative al minore spedite dagli enti di cui sopra raggiungono il genitore che cosí riceve informazioni che, forse, non dovrebbe venire a sapere??? Che tutela é del minore questa???

  15. Maurilio Pavese ha detto:

    l’unica cosa sensata che ho sentito, anzi mi correggo, che ho letto qua da parte di chi è contro il registro è il fatto che solo con l’istanza di un genitore si possa cancellare il figlio dal registro idem per l’iscrizione. Il resto delle argomentazioni sono a livello meno che zero. mia opinione personale naturalmente.

  16. Pingback: Registro della bigenitorialità: risponde il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Emilia Romagna | il ricciocorno schiattoso

  17. Daniele ha detto:

    Condivido Maurilio e aggiungo che siete totalmente disinformati .
    Ora caro riccio corno spiegami perché il garante val d’aosta e’ d’accordo così come quello toscano e al contrario in Emilia Romagna si e’ aperto il dibattito?
    Tu che dai tante risposte , eri a Forlì quando io ho proposto il registro ? E eri a Forlì quando il proff Maglietta ha spiegato il registro ? Hai ascoltato la risposta dell’assessore di Forlì ?

  18. J. ha detto:

    Mi dispiace per il tono litigioso che si sviluppa fra il blogger e altri intervenenti in questa discussione. La capacità di formulare raccomandazioni su cosa sia bene e cosa non lo sia per i bambini suppone il superamento di propri condizionamento emottivi.

    Per tornare comunque al tema della discussione, faccio due commenti :

    1 – il primo é che un genitore é in grado di cambiare la residenza di un bambino senza il consenso dell’altro e senza decisione di giustizia in merito (nel mio caso l’altro genitore lo ha fatto pocchi mesi dopo essersi trasferito con il bambino).
    Non mi sembra chiara perché sarebbe problematico quanto affermi con “Vorrei sottolineare che l’istituzione di questo registro prevede che un genitore possa iscrivervi l’altro senza il suo consenso”. Se un solo genitore puo trasferire la residenza allora anche l’altro puo avere la possibilità di inserire il bambino su un registro.

    2 – la residenza non ha solo una componente funzionale riguardo a dove inoltrare eventuali comunicazioni (e lascio ad altri la discussione sul fatto che esistano o meno tali comunicazioni, in quanto non é il punto che sollevo) ma anche per identificare i luoghi con il quale il bambino ha legami. Molti sono stati i professionisti che mi hanno chiesto “dove il bambino é residente?”, considerando che questo definisse i diritti del bambino. Se cosi é, non é privo di significato che il bambino abbia anche legami, ricinosciuti a livello amministrattivo, con il luogo dove soggiorna frequentamente con l’altro genitore. Non si tratta di un contentino dato al genitore (ma anche se fosse cosi non sarebbe un contentino sarebbe un riconoscimento che difficilmente porta a conseguenze negative per il bambino), ma dell’accettazione di una situazione di fatto.

  19. Sabrina Sasso ha detto:

    Come la mettiamo col fatto, perchè di fatti si tratta, in cui ci sia una separazione per violenza intrafamiliare, motivazione che, spesso per non dire quasi sempre, non viene riconosciuta valida?
    Non solo il violento ha diritto a fare il genitore, ma lo agevoliamo pure.

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