Le vere signore non viaggiano

L’uccello ha il nido | il ragno la tela | l’uomo l’amicizia.
(Versi e canti, William Blake)

partireFoto di Susanita

Un vecchio detto inglese recita: “Real ladies do not travel”.

La storica Jane Robinson, che ha dedicato la sua carriera a ricostruire la vita di donne che se infischiavano di cosa fanno o non fanno le “vere signore”, alle donne in viaggio ha dedicato un libro: Unsuitable for Ladies, An Anthology of Women Travellers. Perché esiste anche una narrativa di viaggio (o letteratura odeporica) femminile, solo che non la conosciamo.

Le cose stanno cambiando, le donne reclamano e ottengono visibilità, e nel 2013 il National Geographic ha nominato “Traveler of the year 2013” Shannon O’Donnell,  viaggiatrice solitaria dal 2008 e blogger, che ci racconta:

Travel has the power to transform your life if you let it; I believed this before I left and I wanted to experience that shift.

Traduco: viaggiare ha il potere di trasformare la nostra vita, se lo permettiamo; a questo ho creduto e questo volevo sperimentare quando ho deciso di partire.

Per questo motivo quando mi hanno chiesto di consigliarvi un nuovo forum dedicato ai viaggi e alle donne ho detto “certo!”.

Amica di Valigia (www.amicadivaligia.it) è un social blog italiano creato per cercare compagne di viaggio, o più semplicemente condividere la propria esperienza di viaggio, di vacanza, lavoro o studio in italia o all’estero.

L’idea mi è piaciuta perché raccoglie in un solo progetto due esperienze che da sempre, per mezzo di luoghi comuni come “Real ladies do not travel”, si è cercato di negare alle donne: i viaggi e l’amicizia.

Se ancora oggi apriamo una rivista qualsiasi possiamo trovare articoli zeppi dei peggiori stereotipi sulle donne e l’amicizia: “Esiste l’amicizia fra donna e donna?” si chiede una giornalista di Marie Claire, e la sua risposta è “no”, perché le donne sarebbero troppo impegnate a ruotare attorno all’uomo per instaurare un vero legame fra loro.

Le ragazze si odiano fra loro – e il motivo è sempre il maschio, per il quale le femmine competono rischiando addirittura di non apparire sexy nella lotta – e se sostieni il contrario, come possiamo leggere qui, sei una femminista ossessionata dal politically correct che si ostina ad ignorare che fra donne “il clima (è) irrespirabile, saturo di sospetto e malevolenza“.

Questi orrendi stereotipi sulle donne non sono che violenza simbolica, per citare Pierre Bourdieu:

(violenza simbolica) è il fatto di accettare quell’insieme di presupposti fondamentali, preriflessivi, che gli agenti sociali fanno entrare in gioco per il semplice fatto di prendere il mondo come ovvio, e di trovarlo naturale così com’è … Dal momento che siamo nati in un mondo sociale, accettiamo un certo numero di postulati, di assiomi, che vengono assunti tacitamente e che non hanno bisogno di venir inculcati.

E allora non limitiamoci ad accettare passivamente e acriticamente quello che viene spacciato come ovvio: non c’è niente di inadatto alle donne nel viaggio, come non c’è nulla nella loro “natura” che impedisca di instaurare un legame di amicizia.

Sperimentiamo, riempiamo una valigia e mettiamoci in cerca di amiche con le quali condividere un’esperienza in grado di trasformare la nostra vita.

Buon viaggio!

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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6 risposte a Le vere signore non viaggiano

  1. Paolo ha detto:

    l’amicizia fra donna e donna esiste come quella fra uomo e uomo. Le donne possono competere per un uomo come gli uomini competono per una donna, non ci vedo nulla di strano. Le donne possono essere solidali o competitive (per vari motivi) tra loro, così come possono esserlo gli uomini

  2. IDA ha detto:

    A proposito donne e viaggio; il primo bagno pubblico per donne, in Italia è stato costruito nella stazione di Napoli, nel 1901 da un architetto francese. Perchè le donne non viaggiavano? Poi c’erano gli orinatoi stradali quelli a edicola, chiamati anche vespasiani, che erano riservati solo agli uomini. Poi sempre riservati agli uomini c’erano i bagni pubblici all’ingresso dei bordelli, dove c’era anche il barbiere e ci si poteva fare anche barba e capelli.

    • paolam ha detto:

      Risposta facile: perché lo spazio esterno/pubblico era degli uomini, e le donne potevano accedervi solo se accompagnate. Questo in teoria, poi c’erano tutte le modulazioni della regola e le eccezioni del caso.

      • IDA ha detto:

        Si è vero.. non è tanto la questione del viaggio, ma dello spazio pubblico, in pratica le donne erano segregate..

  3. paolam ha detto:

    Sempre stata viaggiatrice singola. E quando non lo sono stata sempre litigato 🙂

    • IDA ha detto:

      Da sola ho viaggiato una volta sola, al termine degli studi, decisi di andare a Londra con l’autostop e mezzi di fortuna.. dopo un mese arrivai a nord della Francia, a Fecamp. Stanca e senza un sodo, decisi di ritornare a casa.. solo una manica mi ha separato dalla meta. è stata un’esperienza bellissima, anche se piena di disagi che oggi non sopporterei.. quando l’ho raccontato a mia figlia, mi ha risposto: “ma sei ciucca”.. 🙂

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