Drammatiche esperienze

diversoOggi un mio contatto mi ha fatto scoprire questo post.

Voglio confessarvi che anche io, proprio come Tiziana, ho vissuto in prima persona la drammatica esperienza di un incontro informativo e formativo (così c’era scritto sul foglietto consegnato a mio figlio a scuola) sull’ “ideologia del gender” dedicato ai genitori.

Era una sera buia e tempestosa e io madre eterosessuale – priva di sostegno emotivo e psicologico (verrei con te, ma a chi lascio la bambina? parlare con certa gente, ma a che serve? che ci vengo a fare, sono solo sciocchezze, lo so già…) – decido di entrare armata di bottiglietta d’acqua e tanta buona volontà in un piccolo teatro di provincia per affrontare il parroco e due relatrici venute da fuori: un’avvocata e una non meglio identificata “dottoressa” (che comunque non ha niente da dire).

Dopo un paio di convenevoli, un padre nostro, un’ave maria e un eterno riposo (non era specificato nell’invito che l’evento fosse riservato ai cattolici, ma siamo tutti cattolici in Italia, no?), l’avvocata prende la parola e si rivolge al pubblico: “Qualcuno sa di cosa sto per parlare?” Mi guardo intorno, qualcuno mormora “No, boh, niente”, così deciso di aspettare in silenzio.

“I giornali, la TV non ne parlano, ma cose terribili accadono intorno a noi” prosegue l’avvocata con tono drammatico, e si mette a raccontare della misteriosa lobby che vorrebbe convincere i bambini che non esistono maschi e femmine e che ognuno di noi può attribuirsi l’identità sessuale che preferisce, il tutto intervallato da aneddoti come questo: una maestra ha raccontato in classe che ci sono i maschi, le femmine e le “stelline”. Dove, quando, ma soprattutto cosa sono le stelline? mi chiedo, ma nessun’altro se lo chiede, e tutti scuotono il capo sconsolati: poveri bambini!

Una delle prove citate a sostegno dell’esistenza di questo piano malvagio ai danni della psiche di innocenti frugoletti è la presenza di Platinette e Conchita Wurst a Sanremo, e uno dei dettagli più pruriginosi è l’annuncio del progetto di introdurre la masturbazione fra le materie scolastiche; la gente è sgomenta, e lo sono anche io. “Scrivono ‘progetti contro la discriminazione‘, ma è solo perché così nessuno si sognerebbe mai di protestare!” – occultamento di masturbazione.

Quindi l’avvocata passa a spiegare che il termine omofobia è ambiguo, ma che comunque l’omofobia in Italia non esiste (a prescindere dal significato oppure secondo tutte le accezioni possibili?) e che se dovesse passare il disegno di legge Scalfarotto chi oserà leggere le lettere di San Paolo in pubblico potrà essere arrestato (e tutti guardano il parroco, che sospira: povero parroco!)

Una donna alle mie spalle esclama: “Ma perché qualcuno dovrebbe fare cose del genere?”.

La risposta: per avviare un mercato di neonati. L’obiettivo finale è creare delle fabbriche di figli per gay in India, dove povere donne indiane saranno inseminate con un cocktail di sperma e moriranno di una morte atroce a causa delle terribili cure ormonali che trasformano i loro ovuli in acini d’uva (questa stronzata dell’acino d’uva mi rimarrà in mente fino alla fine dei miei giorni e anche oltre, credo) e della sequenza disumana di parti alla quale saranno sottoposte per soddisfare ricconi senza scrupoli come Elton John.

E’ assurdo come per questa gente gli omosessuali siano sempre e solo tutti maschi, e che ci si preoccupi della maternità surrogata solo quando coinvolge coppie gay: le coppie etero che vanno in India? Loro possono?

E’ troppo: chiedo il microfono e quasi come Fantozzi esclamo: “Quelle che avete raccontato sono tutte sciocchezze!”

Non mi aspettavo i proverbiali novantadue minuti di applausi, che infatti non arrivano – forse avrei dovuto gridare “l’ideologia del gender è una cagata pazzesca” – ma non mi perdo d’animo e comincio a spiegare a tutti quei genitori che l’ideologia del gender non esiste.

Dopo lo smarrimento iniziale, che mi concede qualche minuto, l’avvocatessa prontamente mi interrompe, sostenendo che non sono informata dei fatti: “Non ha comprato La Croce? (piuttosto mi faccio impalare, sappilo avvocata!) Ci sono bambini che svengono in classe a causa della propaganda omosessualista, genitori arrestati perché vogliono proteggere i loro bambini!”

“Proteggerli da chi?” – la interrompo io – “chi sono questi ideologi del gender che fanno svenire i bambini?” e lei “Ad esempio Simone de Beauvoir” – “Prego?” (lo confesso: mi ha spiazzata, so per certo che è morta) – “lo sa che ha scritto ‘donne non si nasce, ma si diventa’? Ecco quello che vogliono insegnare ai bambini!” e inizia a raccontare la storia di David Reimer.

Mi rendo immediatamente conto che lo stato emotivo dei presenti a questo punto è compromesso, ma provo ad intervenire di nuovo per spiegare che non c’è nessun rapporto fra l’opera di Simone de Beauvoir (“donne non si nasce, ma si diventa!” tuona di nuovo l’avvocata, proprio come se avessi detto Frau Blucher) e gli interventi di riattribuzione sessuale, che la medicina ha abbandonato simili teorie, e che oggi si parla di violenza in riferimento alle operazioni chirurgiche che pretendono di assegnare arbitrariamente ad un bambino un sesso o un altro, perché il principio ispiratore è “garantire l’integrità fisica, l’autonomia psicofisica e l’autodeterminazione delle persone interessate”…

Ma non mi sta ascoltando nessuno: sono tutti furiosi. Probabilmente sono convinti che non vedo l’ora di mozzare i peni dei loro bambini. Dietro di me una coppia (per la cronaca: abitano sul mio stesso pianerottolo – mi chiedo cosa ci diremo quando ci ritroveremo insieme in ascensore) si lamenta che “non è giusto presentarsi per disturbare”, una signora seduta di fronte a me si volta e mi grida “Noi siamo per la famiglia naturale!” e l’avvocata dal palco mi spiega: “La scienza qui non c’entra niente.”

Questa storia vera, più vera di quella della maestra e delle stelline, finisce con me che che raccatto la mia borsa, la mia acqua e me ne torno a casa parecchio depressa, sotto la pioggia.

Siccome è un finale veramente brutto, vi lascio con una citazione che molti attribuiscono a Bertold Brecht, ma che in realtà è di Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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35 risposte a Drammatiche esperienze

  1. Elisabetta ha detto:

    Non ci credo!

  2. Paolo ha detto:

    io credo che l’identità di genere non sia solo natura o solo cultura, ma questi qua sono paranoici e non capiscono che nessuno vuole abolire mascolinità e femminilità e i loro modi di intenderle

    • Io invece credo che questi signori – almeno i relatori e le relatrici che girano per i paesi a organizzare questi eventi – sappiano benissimo che nessuno vuole impedire il normale sviluppo dell’identità sessuale degli individui. In realtà pretendono che si riconosca solo l’esistenza di maschi eterosessuali e femmine eterosessuali, mentre tutti gli altri dovrebbero fingere di non esistere.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Non solo pretendono che siano riconosciuti solo maschi e femmine etero, ma anche che questi ultimi seguano rigidamente gli stereotipi di genere tradizionalmente attribuiti, nello spirito cattolico alla Miriano.
        Molto angosciante anche il commento dell’avvocata “qui la scienza non c’entra niente”: significa che, per quanti fatti, pubblicazioni, statistiche e ragionamenti logici si possano portare per smentire i loro deliri, ad essi non fregherá assolutamente nulla.

      • Antome ha detto:

        L’ideologia “gender” è la loro, se sono così convinti che uomini e donne si nasca che bisogno c’è di stabilire l’uomo deve fare l’uomo e la donna la donna? Lo si è per definizione, invece mi pare siano loro che vogliono imporre ruoli di genere. Ciò di cui accusano la fantomatica ideologia gender è l’idea quindi che se non si insegnano i ruoli tradizionali ci possano essere espressioni individuali diverse dallo stereotipo?

      • Direi di si 🙂 Una eccellente sintesi del loro pensiero.

  3. agatagrop ha detto:

    Non vorrei mai essere stata al tuo posto. Avevo proposto ai miei amici di andare a sentire Adinolfi, ma nessuno ha voluto accompagnarmi! 😦

  4. simonasforza ha detto:

    Credo sia palesemente impossibile poter ragionare serenamente con persone che si portano dietro enormi e pesanti pregiudizi. Anche io cerco di farlo, ma fallisco sempre. Se gli altri non sono disposti ad ascoltarti e ad aprire un po’ i loro orizzonti mentali, non ci sono argomentazioni che tengano. Ormai le conversazioni spesso si basano sull’approssimazione, per cui più dati ed esempi, citazioni porti, peggio è. Cerco di non andarmi a imbarcare in discussioni senza speranza, ma ci ricasco sempre. In determinati contesti il rischio di rimanere isolati è enorme. Ma magari riusciamo a trasmettere un microgrammo di “apertura” su una visione diversa, non si può mai sapere..
    Da questo post ho compreso di non aver capito niente di Simone de Beauvoir 🙂 anche lei all’Indice dei libri proibiti?

  5. topometallo ha detto:

    tutto il possibile sostegno digitale possibile: la coppia ‘del tuo stesso pianerottolo’ è quello che mi spaventa di più; vivono in mezzo a noi e purtroppo non sembrano i mostri che sono, all’apparenza li diresti persone

  6. IDA ha detto:

    Una spruzzatina d’acqua benedetta te l’hanno data? Vade retro satana. Nunquam suade mihi vana. Sunt mala quae libas. Ipse venena bibas. (retrocedi, Satana, non tentare mai di persuadermi, sono cose vane, sono cose male quelle che offri, bevi tu stesso i veleni.)
    La frase di Simone de Beauvoir, è questa: “Donne non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo.” Non solo non ha il significato che attribuiscono loro, ma da notare che dire “uomini non si nasce lo si diventa” è una frase molto virile, fa maschio, un po’ stronzo, ma maschio.
    Comunque brava e coraggiosa, io non so se ci sarei andata..

  7. La Sally ha detto:

    Che tristezza leggere questo post. Che capiti a me o ad altri non mi sale mai rabbia, mi sale solo una grande amarezza.

  8. Federico ha detto:

    Molto divertente e molto bello! Mi sento di ringraziarla. Sottolineo che questa avvocata non è ben informata: essendo gay nonché omosessualista mi duole avvertire la “giurista” che de Beauvoir è stata superata dalla più queer Judith Butler

    • Paolo ha detto:

      ci sono aspetti della queer theory che non condivido, e secondo me criticarla anche aspramente è giusto ma senza paranoie omofobe

      • Qui non si tratta di critiche – le critiche sono legittime – ma di menzogne belle e buone. Vogliamo parlare dei presunti traumi sui bambini piccoli?
        Vi ricordo qui gli articoli in merito alle fiabe incriminate:
        http://topipittori.blogspot.it/2014/02/sulle-49-cosiddette-fiabe-gay.html
        http://ilmondodici.blogspot.it/2014/02/libri-per-far-germogliare-il-rispetto.html
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/01/le-pericolose-maestre-di-mio-figlio/

      • Paolo ha detto:

        ho parlato di paranoie infatti

      • IDA ha detto:

        Critica vuol dire valutare e giudicare, la loro non è nemmeno paranoia, ma propaganda. Lo so, accusano gli altri di fare propaganda, ma questo fa parte della doppia morale cattolica. La propaganda è un metodo pianificato di persuasione. L’elemento essenziale della propaganda è la “paura” per produrre risposte emotive piuttosto che razionali. Creando messaggi semplificati, etichettare, generalizzare, classificare, distorcere, mistificare ed omettere. La propaganda è dannosa per la democrazia e la libertà perché forma l’opinione pubblica. Soprattutto per una società come quella italiana che è priva di un senso critico, la propaganda è devastante. Indispensabile per la propaganda è il controllo dei mezzi di comunicazione, scarsa libertà di stampa e censura. Quindi dire “Propaganda dei Gay” o “Propaganda delle Femministe” sono delle sciocchezze, perché per fare propaganda occorre il dominio. E qui, per giustificare l’incoerenza nel definire propaganda dei gay o delle femministe, si tirano fuori, le lobby e complotti. Altra caratteristica della propaganda è associare simboli o concetti in antitesi, tipo “Nazi-Femminismo” chi usa questa parola fa propaganda o si presta alla propaganda. Da notare che in questi loro “incontri” non è previsto un contraddittorio, e chi interviene è considerato un disturbatore, perché la propaganda è facilmente smantellabile.

      • Am ha detto:

        Ida, grazie per il commento: hai esposto quello che penso in modo lucido e chiarissimo.

  9. paolam ha detto:

    Mia cara, la prossima volta fagli il disegno, co’ lo schema: “sesso biologico-identità di genere-orientamento sessuale”. Forse stanno zitti due minuti per cercare di capire, e intanto ne approfitti per volantinare questa: https://www.facebook.com/notes/cristina-obber/lamore-c%C3%A8-eccome/10152808891863101 Sì ho capito che non sono permeabili al principio di non contraddizione, ma qualche volantino potrebbe essere portato via da una folata di vento e arrivare alla destinazione giusta.

  10. Che cosa sostiene questa gente? Qualcuno – non è chiaro chi – starebbe organizzando una vasta campagna di disinformazione volta a a delegittimare la differenza sessuale e ad affermare che ogni individuo è libero di scegliere il proprio genere e il proprio orientamento sessuale. (Questo il contenuto della lettera inviata da don Rota agli insegnanti di religione della Diocesi di Milano).
    Ora, ignorando la stupidità di una affermazione semplicistica come “scegliere il proprio genere” – affermazione che rifiuta di distinguere fra quello che è un movimento politico e culturale in lotta contro gli stereotipi di genere e gli aspetti medici, psichiatrici e psicologici che riguardano quelle persone la cui identità sessuale non corrisponde al sesso biologico – è proprio la religione cattolica che, condannando come “peccaminoso” e “contronatura” l’orientamento omosessuale parte dal presupposto che si tratti di una scelta. Ci rendiamo conto di quanto illogici e insensati siano i contenuti diffusi da questa gente?

    • Paolo ha detto:

      ma infatti non è mai una scelta. Nè gli etero, nè i gay nè i bisex, nè le maggioranze nè le minoranze sessuali “scelgono” verso chi provare attrazione sessuale, semplicemente accade.
      E l’identità di genere non si “sceglie”,come si scelgono i vestiti, si sente e vale anche per le persone trans

      • paolam ha detto:

        No un momento. Schema – 1) sesso biologico: quello che ciascuna persona ha sin dalla nascita, tranne i casi di interessualità, quelli per i quali, come ricordava l’autrice del blog, oggi non si interviene più chirurgicamente o medicalmente nella prima infanzia, in base al principio che ogni persona sceglierà quel che vuole da adulta; 2) identità di genere: da non confondere con il concetto di “genere come costruzione culturale”: Il genere come costruzione culturale dovremmo aver capito quello che è: è quell’insieme di caratteristiche, aspettative, ruoli, stereotipi, che una cultura stabilisce come proprie delle femmine o dei maschi. L’identità di genere, invece, è l’adesione personale, soggettiva, a un genere o all’altro fatta di ciascuna/o di noi. Ovvero, corrisponde a dire di sé: sono una donna, oppure sono un uomo. Indipendentemente da qualsiasi attribuzione stereotipica di cui sopra. 3) L’orientamento sessuale, infine, corrisponde all’attrazione consapevole verso il proprio sesso o verso l’opposto. Equivale a: mi piacciono le persone del mio stesso sesso, oppure, mi piacciono le persone del sesso opposto. Scusate la perentorietà ma parlo con cognizione personale di causa.

  11. Alice ha detto:

    È assurdo il doppio standard morale di chi piange per i poveri martiri cristiani di oggi, invece di contestualizzare le persecuzioni e capire che i cristiani non sono i soli a subire violenze in paesi intolleranti in cui si reprime ogni tentativo di improntare la società in parte a principi diversi da quelli dominanti, e poi fa orecchie di mercante a casa propria. È questione di rispetto di diritti fondamentali, non di gente che ha problemi coi cristiani in quanto cristiani.
    In un paese asiatico non vogliono comunità cristiane? Brutti! Cattivi! Poveri cristiani perseguitati! Sono perseguitate altre minoranze? Boh, chi se ne frega. Da noi ci sono persone che vogliono improntare in parte la società a principi diversi a quelli che qui sono dominanti (cattolici), esattamente come desiderano fare i cristiani in alcuni paesi per esempio a maggioranza musulmana? Attentato all’umanità! Oppressori! Lobby sodomitiche! Protestiamo per difendere la nostra libertà di opinione dagli attacchi della teoria del gender!
    (Naturalmente lo so che le persecuzioni dei cristiani finiscono nel sangue, ma basta andare indietro di neanche troppi secoli per vedere che la chiesa cattolica era altrettanto violenta, e poi comunque anche minare la qualità di vita delle persone come si fa qui in Italia è gravissimo).
    Che spavento la gente che pensa di avere il senso del mondo e il segreto della vita perfetta (sua e di tutti) nel taschino della giacca, e che nervi questa campagna di disinformazione e questo vittimismo quando invece le loro idee sono quelle più rappresentate, da messe in Tv quotidiani e quant’altro.
    La cosa più triste è che se uno non riflette bene su quello che gli dicono e si fida, come io da adolescente, indottrinata in una scuola cattolica, davvero ha la ferma convinzione di essere al 100% nel giusto. Questa gente è la morte del senso critico e della capacità di ognuno di usare il suo cervello, e purtroppo, lo dico per esperienza personale, è quasi impossibile fare ragionare un fanatico che professa queste idee, l’unica è tentare di esporlo gradualmente alle proprie idee, perché se all’improvviso gli vengono presentate idee così lontane dalle sue nemmeno riesce a capirle. E naturalmente ogni dialogo è complicato dal fatto che lui è abituato a riflettere ma a ragionare per “lo dice la dottrina cattolica quindi è così” e si sentirà attaccato.
    Io conosco gli ambienti di Cl e noto che davvero gli educatori tendono a fare sviluppare, fin da adolescenti, l’idea che tu sei nel giusto se sei nel “Movimento” e che fuori c’è un mondo pronto ad attaccarti, da cui ti devi allontanare e difendere. Non è possibile un venirsi incontro con questo mondo esterno perché solo nella religione c’è la salvezza, dunque i principi di questo mondo esterno, in quanto alternativi alla dottrina cristiana, soni malvagi.

  12. stiamotuttibene ha detto:

    L’ideologia gender… come se fosse antani. È la supercazzola di Amici Miei in versione omofoba. Non significa niente, ma è comoda per riempirsi la bocca e intrattenere gli astanti in mancanza di argomentazioni che abbiamo un senso logico.
    Comunque lode a te, Ricciocorno, che con estremo coraggio ed encomiabile lucidità, hai affrontato una prova così estrema. Mi hai quasi fatto venire voglia di partecipare ad una di queste conviviali riunioncine…

  13. polypenny ha detto:

    Che sconforto e frustrazione…

  14. Elena ha detto:

    Mi permetto semplicemente di dire che secondo me la sua presenza non è stata vana o inutile e che non dovrebbe sentirsi depressa. Io sono fiduciosa e credo che anche una sola persona che pianta il piccolo seme del dubbio tra la massa qualcosa di positivo produce.

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