Qual è la tua scusa?

Tratto da Waht is Your Excuse?

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In questo post voglio esaminare le molte ragioni addotte perché continui il traffico di sesso. Tutte queste ragioni hanno origine nell’idea che la classe prostituita non sia pienamente umana.

L’esclusione dal genere umano è ciò che fa funzionare il commercio di sesso, così come genera scuse infinite per giustificare la schiavitù e tutte quelle condizioni che rendono possibili le troppe sparizioni o le troppe morti di prostitute.

Se avete una scusa per rendere normale il commercio del sesso, avete sangue sulle vostre mani.

Scrivo questo perché io sto male e sono stanca di sentire le “brave persone” dire che la prostituzione o la pornografia non sono così terribili – che l’unico problema è la gente come me, che rovina il divertimento degli altri.

Si inizia così, mentendo su chi sono le persone come me.

Siamo moraliste, odiamo il sesso, siamo bigotte, siamo mentalmente disturbate, non abbiamo senso dell’umorismo, vogliamo la polizia in camera da letto.

Buon Dio, siamo tutto ciò che può esserci di ridicolo  e meschino – e lo siamo perché non si debbano ascoltare le nostre parole.

Tutte queste scuse sono funzionali a concedere a voi e ai vostri amici il pieno accesso al mercato del sesso, senza che si parli di voi.

E’ questa mentalità che, contro ogni logica, fa funzionare la realtà della violenza maschile, che spinge per la prostizione all’interno delle case chiuse, sostenendo che è più sicura della prostituzione in strada.

Nessun aspetto della prostituzione è sicuro, o può essere abbastanza sicuro da essere legittimato.

Dentro i bordelli, negli appartamenti e nelle camere d’albergo, nei sex club, nelle case chiuse – la violenza continua senza interferenze, senza che ad eventuali aiuti sia permesso l’ingresso, senza la consapevolezza dell’assenza di tutela.

No, la prostituzione a porte chiuse  permette la tortura, gli stupri di gruppo, l’omicidio – è troppo comune che le prostitute semplicemente spariscano nel mondo della prostituzione al chiuso.

Quindi sognate se pensate che essere definita escort, lavorare in un bordello o in una sauna, significhi ritrovarsi circondata da dirigenti che hanno a cuore il benessere della prostituta ed essere al sicuro.

Mi rivolgo al cliente che si ritrova a leggere questo post – quello che si considera un bravo ragazzo perché usa le prostitute solo all’interno di questi “luoghi sicuri” – al cliente che afferma “io non ho mai mai sfruttato nessuna delle prostitute con cui sono stato”.

Tu sfrutti una prostituta ogni volta che la compri per masturbarti su di lei, la sfrutti pensando di avere il diritto di comprare un essere umano per avere un orgasmo.

Non conosco nessun cliente che si preoccupi delle prostitute che soffrono, che si interessi di scoprire se sono trafficate o meno, se sono minorenni o no, se sono drogate o minacciate da un magnaccia.

La maggior parte dei clienti ama il brivido offertogli dallo sfruttamento della prostituta, che gli conferisce il potere di strapparle via la sua umanità.

I clienti non vedono un essere umano, vedono una bambola del sesso in carne ed ossa che non ha nessun diritto al consenso o la libertà di essere pienamente viva.

L’unico momento in cui il cliente si accorge che la prostituta è un essere umano è quando è in procinto di essere arrestato.

La maggior parte dei clienti non considera un crimine violentare, torturare e assassinare una prostituta – è solo un piccolo evento che possono rimuovere e dimenticare.

Questo è quello cui state acconsentendo quando legittimate l’industria del sesso.

Le scuse [che trovate per giustificare la prostituzione] provengono dal rifiuto di provare un minimo di empatia per la prostituita.

Questo accade sempre in tutto il mondo – quelli al di fuori della classe prostituita che ci vedono come esseri  umani sono rari e dobbiamo tenerceli stretti perché sono parte della strada verso la libertà.

Sono stanca di vivere in un ambiente di cosiddetti alleati che parlano apertamente di tutte le forme di violenza maschile contro le donne e i bambini – ma rimangono in silenzio quando si parla di prostituzione e pornografia.

La tua scusa è troppo terribile per essere nominata – tu parli di stupro infantile , degli stupri di massa in zone di guerra, di violenza domestica, e tutti gli altri modi in cui gli uomini torturano donne e bambini.

Ma quando l’argomento è il commercio del sesso – allora ne parli con grande distacco e vuoi vedere “le prove”, e dici che bisogna considerare tutti gli aspetti, che bisogna tenere conto del sex-work.

E’ un linguaggio, quello che usi, che serve a tenerti a distanza – qualsiasi cosa pur di non vedere che la prostituta è un essere umano.

Credi veramente che sono necessarie due distinte prospettive per affrontare prostituzione e pornografia – mentre non ci sono quando si parla di violenza sui bambini o di violenza domestica?

Perchè aggrapparsi alla fantasia che siccome alcune delle prostituite hanno scelto liberamente allora sono felici?

Non vedi che anche la maggior parte delle donne vittime di violenza domestica ha scelto di vivere con la persona che ne abusa?

La maggioranza degli stupri sono perpetrati da uomini che hanno costruito un rapporto con la vittima.

Tutte le donne e le ragazze provano senso di colpa per la violenza maschile che hanno subito.

Fai la scelta di non giudicare responsabili quelle donne, o pensi anche tu che sono da biasimare?

Ogni giorno, più o meno ovunque, la prostitute sono ascoltate se dicono quello che vuoi sentire – cioè che avevano il potere di scegliere e sono felici – e sono ignorate quando dicono che è un inferno.

La scelta di non ascoltare contribuisce al genocidio della classe prostituita.

Concludo qui perché è troppo dura per me andare avanti.

Altre testimonianze:

Prostituzione, media e mistificazioni

Perché? Perché sono un’ex prostituta

Trisha

L’illusione della scelta

La mia testimonianza

Voi e le vostre fantasie mi nauseate

Bevi qualcosa, Pedro

Accade a persone vere

Voci delle sopravvissute

Rinascere dalla propria vergogna

Manifesto delle sopravvissute

Sopravvissute e sex work

Quelli della gnocca

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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94 risposte a Qual è la tua scusa?

  1. Paolo ha detto:

    quindi chiunque, (comprese le attrici e anche registe porno?) si azzarda ad avere un parere diverso da quello della scrivente sulla pornografia o sulla prostituzione è uno che accetta tranquillamente lo stupro e la tortura delle donne o li nega?
    Preciso come ho fatto tante volte che non vado con le prostitute e per quanto ne so neanche i miei amici, e non consumo porno online (sui miei amici però sono meno sicuro) quindi non ho interessi personali da difendere nè ho bisogno di assolvermi da alcunchè: se la prostituzione sparisse domani la mia vita sarebbe identica, ma quelli che dicono “Devi darmi ragione oppure sei complice della violenza sulle donne, sui bambini, dello sfruttamento, della tortura, della carestia, del razzismo, del sessismo e di Satana” non mi convincono.

  2. pippo ha detto:

    a rimini l’ agenzia delle entrate ha condotto dei controlli fiscali su alcune prostitute che ufficialmente risultano disoccupate ma nei loro conti correnti ci sono versamenti settimanali di 5/6 mila euro. facendo un conto sommario queste donne/ragazze incassano circa 20 mila euro al mese…alla faccia dello sfruttamento a me non mi basta un anno per prendere tutti quei soldi!

  3. Zorin ha detto:

    Semplicemente, affermazioni prive di fondamento alcuno.
    Non e’ con una visione cosi’ caricaturale del fenomeno che si fa avanzare la causa dell’abolizionismo, che e’ di fatto una posizione bigotta e liberticida.

    Piuttosto, bisogna dire agli uomini che e’ ingiusto e degradante pagare per fare del sesso. E’ ingusto che le donne campino a spese degli uomini solo perche’ hanno un buco “di sfogo” in mezzo alle gambe. E’ ora che i soldi degli uomini restino in tasca agli uomini, e non vengano spesi sempre e comunque per far felice una donna.

    Questo si’ che e’ un argomento convincente. Piuttosto che dare soldi a una donna che li pretende in modo parassitario solo per il fatto di concedere le sue presunte grazie, meglio buttarli giu’ dalla finestra. E’ piu’ intelligente e meno umiliante !

    • Certo Zorin, la prospettiva giusta sulla questione prostituzione è la tutela del portafoglio del povero maschio. Come soffrono quei portafogli!

      • Paolo ha detto:

        il fatto che pagare per fare sesso sia squallido (ma non illegale nè immorale in sè) per chi paga è la sola cosa su cui concordo con zorin. Se solo si fosse fermato lì..

      • Immorale dipende. Che cos’è la morale? La morale è quell’insieme di convenzioni e valori di un determinato gruppo sociale in un periodo storico, o semplicemente, l’insieme di valori cui si attiene un individuo. La morale comprende tutti quei criteri che consentono (o dovrebbero idealmente consentire) all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Dalla definizione si comprende che la morale non è un qualcosa di immutabile nel tempo e nello spazio, uguale per tutti. Ci sono tre variabili da considerare: dove, quando e quale gruppo sociale, per stabilire cosa è immorale e cosa non lo è.

      • Ilaria ha detto:

        Ma come, Ricciocorno, non sai dell’esistenza della tratta degli uomini-bancomat? Un minuto di silenzio per questi poveri uomini che vengono picchiati a sangue per costringerli ad offrire la cena a qualsiasi donna ne faccia richiesta.
        No, ma seriamente, sarà che per i miei coetanei (ho 22 anni) una donna che lavori e sia economicamente indipendente è una cosa normalissima, anche più della conna casalinga, sarà che frequento persone intelligenti con una visione paritaria del rapporto tra i sessi, sarà che non ho mai capito il bisogno di certe persone di rendere complicatissime questioni semplicissime, ma tutta questa tiritera vittimista dell’uomo-bancomat non la capisco!
        Non vuoi offrire la cena ad una donna con cui ti interessa avere un rapporto? Non offrirgliela. Lei pretende che le offri la cena perché “l’uomo dev’essere cavaliere”? Indicale la strada per Fanculandia.
        Ma è mai possibile che pure in un post in cui si parla di sfruttamento della prostituzione e violenza ai danni delle donne mi debba ritrovare la solita lagna su come voi uomini “dovete” sempre aprire il portafoglio per le donne? Ma chi ve l’ha chiesto?

      • La tratta degli uomini-bamcomat 🙂 Vorrei sottolienare la poeticità dell’espressione di Zorin “buco di sfogo”. Però il problema non è che non riescono a percepire la donna come essere umano, no…

    • Lilli ha detto:

      Zoro, nessuno obbliga gli uomini a spendere soldi per avere sesso; possono tranquillamente masturbarsi gratis.

    • IDA ha detto:

      Il cliente costituisce la domanda, senza domanda non c’è offerta. L’offerta può essere libera ma anche e soprattutto è determinata dalle condizioni, dalle minacce, coercizione fisica ed altro, tra cui l’usura, (fatto di cronaca in questi ultimi giorni). La domanda è libera, nessuno è obbligato ad andare con una prostituta. Come erroneamente pensa Pippo, se una guadagna 20.000 euro al mese non vuol dire che non è sfruttata, perché l’importo non esclude lo sfruttamento. Lo sfruttamento è il vantaggio economico, sia lecito che illecito, criminale nel caso della prostituzione, che si ha dal lavoro di altre persone. Gli sfruttatori, il 99.99999% dei casi è un uomo o gruppi di uomini, quindi nella prostituzione e non solo, gli uomini hanno parassitato il corpo delle donne. Quindi il contrario di quello che hai sostenuto. La donna, la moglie, la prostituta è “l’ospite” non il “parassita”, se di parassitismo si vuole parlare. Come inconsistente è definire l’abolizionismo, una posizione bigotta e liberticida. Dovresti sapere che, in Italia, prostituirsi non è un reato, ma reato è solo lo sfruttamento e l’induzione alla prostituzione. Lo sfruttamento come il sessismo non rientrano nella sfera della morale. Poi pensi che sia liberticida arrestare uno che ha commesso una rapina in una banca? Perché che differenza c’è tra un rapinatore e un pappone? Per me chi rapina una banca è degno di rispetto, perché mette in gioco se stesso, il pappone no.. Al contrario liberticida, è sostenere la regolamentazione, perché di fatto vieta la prostituzione, e la rinchiude in recinti normativi al solo fine dello sfruttamento, perché la prostituta è il prodotto, l’oggetto, la merce da pubblicizzare e immettere nel mercato, creato dalla domanda degli uomini.
      In più il pappone diventa un’ imprenditore, che come tale ha l’accesso ai mutui, e alla contrattazione politica, per diversificare e allargare l’offerta per soddisfare la domanda maschile . La regolamentazione soddisfa anche le carni rosee dei moralisti, ipocriti e dei bigotti, che non vedranno più per strada la prostituzione, per motivi di “decoro”, sono rinchiuse nei bordelli o camere d’albergo e come dicono: “occhio non vede, cuore non duole.”
      Poi riferito al post: Quali sono le affermazioni prive di fondamento?

      • Zorin ha detto:

        Di affermazioni prive di fondamento ce ne sono cosi’ tante che praticamente faccio prima a dire le affermazioni fondate.

        Piuttosto, sottolineo una affermazione TUA priva di fondamento: che il 99,9% dei pappa siano uomini.
        Le cose non stanno esattamente cosi’, i pappa sono divisi in modo equo tra uomini e donne, perche’ fare i pappa di nigeriane, cinesi e thailandesi e’ una occupazione prevalentemente femminile.

        Per le nigeriane vedi qui >http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/16/nigeriane-sfruttate-in-italia-vittime-di-altre-donne-e-lontane-dai-loro-diritti/1123064/
        Per le thai e cinesi, e’ cosa nota a chi frequenta l’Asia che esiste una professione femminile, che ha pure un nome: mamasan, la quale professione consiste nel gestire un gruppo di prostitute. Ovviamente le stesse dinamiche organizzative tra mamasan e prostitute sottoposte si ripete nei diversi centri massaggi “erotici” che le mamasan gestiscono in Italia.

        Ma poi resta il fatto che farsi pagare solo per dire si’ al sesso e’ un atto di per se’ parassitario al 100%.
        Peccato che, con questo criterio, non esiste una donna che e’ una che non sia una parassita del portafogli maschile.

    • IDA ha detto:

      Quello che dici te è il caporalato, che è un’altra cosa.. Nella mia zona, la prostituzione è gestita dalla mafia russa, ma le prostitute italiane e straniere, i sodi non li danno ai russi ma ai loro connazionali, che possono essere uomini o donne. Ma alla fine il grande flusso di denaro finisce in mano dei russi, i quali l’investono in strutture ricettive turistiche. Un anno fa tra Forte dei Marmi e Pietrasanta la magistratura ha sequestrato 15 tra alberghi e ristoranti, intestati a prestanomi ma tutti risalivano a una organizzazione russa, che secondo la magistratura è denaro proveniente dalla prostituzione. I russi, come i boss della mafia o camorra non vanno a prendere direttamente i soldi dalle prostitute, per quello ci sono caporali e sottocaporali o mezzuomo, come lo chiamano dalle mie parti. Niente di nuovo, fa parte della storia della prostituzione, la legge Cavour, era sul modello francese, che vietava agli uomini di essere tenutari di bordelli, quindi erano intestati tutti a delle donne, ma erano prestanomi. dietro c’erano, imprenditori, compagnie portuali, amministrazioni comunali.. ecc.. Nella Roma del XVI secolo la prostituzione alla chiesa rendeva più delle “indulgenze”.

    • IDA ha detto:

      Il pagare serve ad bypassare, eludere evitare, aggirare il consenso. Nessuno vi obbliga ad aprire il portafoglio, non tutti gli uomini vanno con delle prostitute. (almeno credo e spero) Il sesso è come giocare a carte: se non hai un buon partner puoi sempre sperare in una buona mano.

  4. pippo ha detto:

    io però non stavo parlando di donne sfruttate da un pappone ma di donne che liberamente scelgono di prostituirsi. il bello è che tutti parlano di prostituzione i preti, i cittadini indignati, le femministe, i politici ecc..ma cosa ne pensano i diretti interessati ovvero clienti e prostitute non frega un cazzo a nessuno? Io quello che vi chiedo è andate da una prostituta o da un’ olgettina e ditele:” guarda sei sfruttata la tua dignità è calpestata ti offro di cambiare vita : operaia, cameriera, donna delle pulizie, cassiera del supermercato, parrucchiera a 1200/1300 € al mese” e poi sarei curioso di sentire la risposta. Quelle che si prostituiscono senza protettori incassano cifre astronomiche girano con la fuoriserie fanno viaggi costosi hanno gioielli e abiti che costano un occhio e mangiano in ristoranti di lusso. se loro sono sfruttate allora battetevi anche per il povero marchionne perché col vostro metro di giudizio è sfruttato anche lui.
    x ricciocorno se cerchi sul carlino di rimini troverai anche l’ intervista alla prostituta che dice di essere orgogliosa di vendere il suo corpo e pagare l’ università della figlia.
    un’ altra cosa voi pensate ai clienti sempre come squallide persone che considerano le donne come merce e che vanno con le prostitute per umiliarle e poter disporre di loro come vogliono, mentre in alcuni casi sono uomini soli che cercano solo un po’ di affetto o che non sanno relazionarsi bene con l’ altro sesso e non riescono ad avere una donna…è forse giusto condannarli alla solitudine? a me viene sempre in mente la scena del film “la vita degli altri” quando l’ agente della Stasi che vive solo chiede alla prostituta di rimanere ancora un po’ per fargli compagnia…

    • Pippo, questa che ho tradotto è la testimonianza di una ex prostituta.

    • Paolo ha detto:

      “mentre in alcuni casi sono uomini soli che cercano solo un po’ di affetto o che non sanno relazionarsi bene con l’ altro sesso ”

      bè questi uomini possono fare la stessa fine delle donne sole in cerca solo di un po’ d’affetto e che non sanno relazionarsi bene con l’altro sesso.
      Ricevere affetto e/o non è un diritto o non dovrebbe essere un diritto per nessuno nè uomini nè donne: se trovi chi vuole fare l’amore con te bene, sennò masturbati: è triste lo so, è molto triste ma si sopravvive. Per quanto riguarda le relazioni sessuali e sentimentali io sono per il liberismo assoluto: tutti possono scegliere i loro partner sessuali e sentimentali seguendo i criteri che vogliono.ora è ovvio che l’uomo e la donna che non vengono “scelti” o che comunque non vedono ricambiato il loro desiderio siano tristi e si lamentino della società superficiale e che gli uomini vogliono solo la “strafiga” e che le donne vogliono solo lo “strafigo” (ricco o no) e via di seguito..epperò devono rassegnarsi. Nessuno/a è obbligato a trovarli belli, desiderabili o sessualmente attraenti: o succede o non succede, o trovi chi ti desidera oppure no: ripeto, il sesso piace quasi a tutti/e, è molto triste vivere senza il sesso, senza una relazione affettiva anche fisica con l’altro (io lo so) ma si vive.

      • Paolo ha detto:

        “Ricevere affetto e/o sesso”

      • Antome ha detto:

        Però certi canoni di “fighezza” sono assolutamente variabili e culturali, sebbene ci sia una base istintuale legata alla riproduzione dei “migliori” geni o almeno di quelli più resistenti. Un tempo gli uomini trovavano attraenti donne molto in carne, molto meno quelle col “thigh gap” o androgine. Oggi, sebbene fortunatamente ce ne siano che trovino belle entrambe le conformazioni/tipologie, si può dire che il modello Kate Moss abbia fin troppo fatto scuola con conseguenza quali l’anoressia. Accettare di non essere scelti sì, rassegnarsi no, perchè non è un fatto immutabile, qualcuno potrebbe avere incontrato solo donne che non gli hanno dato modo di esprimersi, oppure opportuniste. Lo stesso per delle donne. Ma non è un fatto ineluttabile.
        Quello che non va è l’atteggiamento oggettificante tipo, non ce l’ho me lo compro, o perlomeno mi compro il sesso. Come dire, a questo riduci il tuo desiderio di relazione, all’atto del sesso? e attenzione, non solo, parlo proprio di quello meccanico, come si riesce a slegarlo completamente dalla reciprocazione del proprio desiderio da parte della donna, ho serie difficoltà a comprenderlo, anche da uomo. Quasi a dire, “ma sì non l’ho conquistata, quello sarebbero 10 punti, però ci ho fatto sesso, facciamo 5 boh.
        Quindi per quanto riguarda questa parte della risposta, sono d’accordo pienamente.
        E secondo me, va detto, la mentalità del farsi offrire la cena, magari meglio se non è una pizza, è rischiosa in questo senso, nel generare posizioni come quella di Zorin, – che pure ignorano che ci sono tante donne che non seguono questo copione -, perchè è come se inconsapevolmente si dessero un prezzo. E sia chiaro che dal mio punto di vista il problema non è assolutamente il prezzo o l’atto di offrire ;).
        Sì anch’io sono quindi per considerare l’opzione fanculandia, però come mentalità è molto diffusa, penso anche in donne molto intelligenti ed indipendenti. D’accordo quindi che nessuno costringe a pagare o fare da bancomat, per il discorso che ho fatto precedentemente e cioè che anche se può facilitare le cose, se è contro i tuoi principi puoi benissimo fare a meno. Però le cose si complicano perchè l’associazione di cose non è esplicita, anche se la mia sensazione sarebbe di stare pagando, sia chiaro, solo se lo facessi per adempire all’usanza non se è in un contesto di reciprocità in cui anche lei sarebbe disposta a farlo. Penso a quegli uomini che si lamentano del nulla di fatto dopo aver pagato la cena, ovviamente mi fanno pena, e non in senso buono, perchè aspettarsi precisamente quello in cambio di quanto hai pagato per lei è prostituzione bella e buona. Però, messo dal punto di vista della donna, capisco che può essere romantico, ma è un romanticismo di stampo maschilista, vista l’epoca di riferimento, se non paga perchè presto o tardi si aspetta qualcosa, per cosa starebbe pagando, bisogna chiedersi?
        Certo, lo so, quante domande, certo che esiste anche l’atto disinteressato o un nobile altruismo reciproco (che a mio parere è un livello superiore di egoismo su cui potrebbe reggersi la società invece degli attuali deliri Dawkinsiani), senza doversi aspettare quel volgare scambio soldi-sesso, ma allora perchè la cena dovrebbe essere offerta in quanto tu donna? Se non è sesso, è una sorta di protezione, e questo era il ruolo dei cavalieri romantici, cosa che posso capire allo stato attuale solo in termini di forza fisica e protezione da eventuali pericoli, come differenza.
        La solita psicologia evolutiva lo spiegherebbe con la donna che valuta l’investimento del maschio, ma noi siamo oltre, credo no? Quindi può offrire anche lei. E’ vero l’attrazione e la seduzione è fondamentale che sia fatta anche di giochi impliciti, per questo io credo che un segnale di distensione, a meno di evidenti differenze di reddito a favore di lui, è un atto carino, da parte sua dire questo “giro lo offro io”. Ma è solo una proposta, lo dico perchè è il default che andrebbe rotto e il default è sempre a carico suo, ma come ho precisato non è questione di tirchieria, c’è ben altro in gioco. Anche perchè non sarebbe carino da parte dell’uomo far fare alla romana. Però anche l’uomo nel caso il segnale non arrivi può fare la sua parte, stabilendo il criterio amichevole della prima offerta, cioè dicendo anche lui “questo giro lo offro io”, come a dire, i prossimi non ti spettano di diritto solo in quanto donna anche se non sono esclusi, però risulterebbe provocatorio e magari romperebbe l’atmosfera.
        Ok, ammetto che mi sono fatto trasportare, qui, ma mi son detto che questo post di Paolo richiedeva una replica, anche per l’argomento scottante dell’esclusione, messo giù molto drasticamente. Quindi ho finito per parlare anche di questo, insieme alla prostituzione. Detto questo lungi da me il dire che qualunque atto di cavalleria è equiparabile a ciò. Ma molti uomini lamentano il ruolo ancora molto tradizionale e attendista di molte donne in fatto di corteggiamento, cioè che non solo per queste dovrebbe far tutto l’uomo, ma l’uomo rischia anche molto di più di essere mandato a quel paese.

      • Paolo ha detto:

        Antome, che papello che hai fatto.
        Per prima cosa gli uomini a parte rari casi non trovano affatto attraenti le donne anoressiche (le magre non sono tutte anoressiche) e le ragazze che soffrono davvero di questa malattia se ne fregano altamente sia di Kate Moss sia dei desideri sessuali degli uomini, in molti casi non sono neanche interessate al sesso in generale..quindi dire Kate Moss (leggi le modele magre) ha portato l’anoressia è una cavolata.
        E poi che palle con sto pagare la cena! Non volete pagarla? E non pagatela ma accettate il fatto che certe donne ci tengono a certe cose..saranno all’antica, saranno patriarcali ma hanno il diritto di gradirle così come altre hanno il diritto di fregarsene. poi la mia regola per gli appuntamenti galanti e le uscite romantiche è: chi invita fuori a cena paga si tratti di lui o lei.non ho nulla contro chi si regola in modo diverso, non mi formalizzo se paga lei o si fa alla romana. Francamente mi sembra che sia i sistenitori del “lui offre la cena” sia i contrari diano importanza eccessiva a una formalità

      • Paolo ha detto:

        quanto ai canoni di “fighezza” mi sono già espresso all’infinito su queste questioni, anche ripetendo più volte i medesimi concetti. inizio a stufarmi.

      • Antome ha detto:

        Senti, ti capisco, forse ti sei sentito aggredito, ma non ti stavo aggredendo. Forse l’hai spiegato molte volte e rileggendo molti tuoi post è vero, allora potrei pure scusarmi. Per quanto riguarda la lunghezza, perchè forse è in questo che hai percepito un lamento ed una polemica contro di te, ti sbagli, semplicemente mi è venuto da metterci dentro tutto, infatti ho detto di non badarci. Era uno stream of consciousness. Se pensi che sia ascrivibile a quelli che si lamentano del femminismo, avrai capito, dai miei altri post, che ti sbagliavi. E’ che il femminismo ha combattuto i doppi standard, alcuni dei quali si esprimevano anche per mezzo di criteri di scelta e valutazione maschile, quindi penso che lo stesso si possa fare dal punto di vista umano, anche quando si tratta di criteri usati dalle donne. Non si tratta di uomini contro donne, che è la modalità operativa della quasi totalità dei post polemici (psicoevoluzione, nazifemminismo, presunta natura dei sessi biologici, uomini marte donne venere, etc). Poi ovvio che la decisione finale è insindacabile, ci mancherebbe. A proposito, sono d’accordo con la tua regola, ma un’altra regola non scritta, non per nulla prevede che inviti lui, poi certo che è solo una formalità. Mi piacerebbe solo che i vari maschilisti che affermano che “l’emancipazione solo fino a quando fa comodo” (chiaramente in cattiva fede) avessero meno argomenti. Certo quelli dismettono facilmente come eccezioni che confermano la regola casi diversi dalle regole, sempre masochistiche, che si sono scritte, preferendo dire che sono tutte così.
        So che forse accusi il femminismo di contraddirsi apparentemente, invadendo il personale, definendolo politico. Ma attenzione, come ha detto la Bonino, in un’intervista recente a Ballarò, per quanto politico, il personale è sacro, inviolabile e privato.
        Se io e molti di questo blog, facciamo notare che certi schemi apparentemente convenienti, *possono* rinforzare l’idea di lui come “fornitore”, e quindi il maschilismo che ciò origina, non stiamo delegittimando nessuno. Attenzione, penso che qui sia ben chiaro, che anche la casalinga, quando ciò è frutto di un libero accordo, sia un lavoro assolutamente dignitoso e che andrebbe riconosciuto come tale. Ma è una cosa diversa.
        Insomma, dài, perchè dobbiamo fare polemica, sei stato un po’ duro :D.

      • Paolo ha detto:

        considero il femminismo un movimento di liberazione e mancipazione e come tale che ha contribuito al progresso dell’umanità, ciò non significa che debba condividere tutto ciò che nel nome del femminismo si fa o si dice come non condivido tutto ciò che nel nome del movimento operaio si è detto e si è fatto (ma ciò non toglie che il movimento operaio ha svolto una funzione di progresso)..ad esempio per me esprimere valutazioni socio-politiche sul perchè a una donna piace un certo uomo e viceversa è problematico, non mi piace..e non condivido neanche lo slogan attribuito al femminismo “il personale è politico”, non del tutto almeno

      • Antome ha detto:

        Interessante quello che dici sull’anoressia. Innanzitutto, faccio presente che forse qui ho peccato di omissione semplificando il discorso alla pressione sociale ed ai modelli, lo ammetto, dando per scontato le dinamiche più complesse per evitare di fare un ulteriore papello anche su quello ;). Così facendo ho però banalizzato, perchè riducendolo all’aspetto più ovvio sembra un luogo comune. Ho letto anch’io che di certo non è riducibile al cercare sesso, cosa che non ho menzionato e su cui non sono entrato in dettagli. Ho pensato che un modello in qualche modo ci sia, oppure si è effettivamente un po’ in sovrappeso, ma si cerca di perderlo nella maniera più sbagliata. E’ certamente una nevrosi con un aspetto autopunitivo, come tra l’altro accade spesso nel fervore mistico (di un certo tipo, lo so, non farmi notare quanto sono in carne quelli dell Isis o Breivik). Sì è anche detto più volte che molte cose non le si fa per piacere agli uomini in maniera diretta, è come un conformismo, un qualcos che si sente di dovere raggiungere per piacersi, e ovvio che finchè dura questa nevrosi, si è pressochè impotenti dal punto di vista sessuale. Il solito psicoevolutista probabilmente dirà che è normale volersi prima piacere e poi fare sesso, per assicurarsi che sentendosi più attraente si stia attraendo uomini di rango migliore e di essere quindi al meglio della propria. E che quindi si pensi di non starlo facendo per gli uomini, ma è inconscio, almeno quanto gli uomini consciamente se ne fregano della fertilità della donna, ma a loro dire inconsciamente no.
        Una nevrosi corrispondente o simile è quella sulla lunghezza del pene, frega più a loro che alle donne, oppure sulla calvizie. Ovviamente si generalizza. Tu lo dismetti come una cavolata tout court, però i modelli contano anche se c’è una fragilità di base che forse è la cosa su cui agire, senza troppe seghe mentali sociologiche.

        In breve, forse il punto che ti sta più a cuore, certo che se a qualche uomo o a qualche donna non si piace, pazienza, .
        Poi indagare sulle cause non significa colpevolizzare nessuno o mettere su un picchetto sindacale ^_^.

      • Paolo ha detto:

        Antome, le anoressiche di solito sono ragazze molto cerebrali, checchè se ne dica sono più interessate alla loro mente che al loro corpo, e sono scarsamente interessate al sesso anzi quando riscoprono la valenza erotico-attrattiva che il corpo può avere può essere l’inizio di un percorso di guarigione

      • “sono ragazze molto cerebrali, checchè se ne dica sono più interessate alla loro mente che al loro corpo”: ma su che si basa questa affermazione? Mi sembra una cosa che non possa rientrare nell’ambito dell’opinabile. Io lascerei parlare chi studia questi fenomeni… Almeno linkaci una bibliografia.

      • Paolo ha detto:

        due post di una psicologa che si è occupata molto di disturbi alimentari, lavorando con pazienti anoressiche
        http://zauberei.blog.kataweb.it/2014/08/11/lombra-di-michela-marzano/

        http://zauberei.blog.kataweb.it/2012/01/17/psichico-100ancora-sullanoressia/

        “In primo luogo – molte adolescenti anoressiche sono, spesso e volentieri molto intelligenti e ambiziose, un tipo di giovane donna molto intellettualizzato. Nella maggioranza dei casi, vanno molto bene a scuola, e andranno molto bene all’università, scegliendo facoltà impegnative e altamente selettive. Ho conosciuto pazienti laureande in fisica, pazienti iscritte a ingegneria o giurisprudenza. Danno esami in tempo e ottengono sempre il massimo dei voti. Credono di amare il corpo, ma la parte di se identitaria forte e insostituibile, è il cervello: dinnanzi a una patologia che quando entra nella fase severa si mangia tutto quello che c’è a tiro, è la compromissione delle facoltà intellettuali quello che fa sentire loro il pericolo e fa decidere di curarsi.
        La seconda caratteristica saliente di queste pazienti, è che in linea di massima sono per lo più deerotizzate. Non hanno relazioni, e se hanno relazioni amorose, non sono eroticamente molto attive e intense. Il desiderio è come anestetizzato non si consumano rapporti sessuali e se proprio ci sono fidanzati (raro) sono degli amici a cui si richiedere una fraterna tenerezza. Il linguaggio della seduzione completamente ignorato. Non si parla di desideri. Al punto che, buona parte del lavoro clinico consiste nel disseppellire queste energie disattivate e quando esse emergono – il desiderio sessuale, la voglia di piacere, la percezione del corpo come se sessuato e che deve attrarre – è una buona notizia.
        Queste due caratteristiche, molto ricorrenti nelle giovani anoressiche, ci devono far riflettere. Perché nel discorso culturale il femminile è percepito come un monolite, e le ragazze che cadono nella patologia sono lette come la popolazione di quelle che portano a estreme conseguenze la dipendenza acritica di modelli culturali, e secondo certo femminismo un’adesione assecondata al bisogno sessuale e culturalmente rappresentato, dei maschi. Ma in realtà le ragazze anoressiche sono molto più vicine a queste posizioni critiche di quanto appaia, il loro problema è proprio nel decidere di collocarsi fuori della sessualità, e del corpo e di arroccarsi tutte nella testa.”

      • Antome ha detto:

        Essendo la politica non certo limitata a quello che succede in parlamento, esiste un altro livello di politica cioè tutte le nostre scelte personali. Siccome la politica è un complesso di influenze, ritengo che anche tantissimi comportamenti personali possono essere politici, il che non significa debbano essere regolamentati, e ovviamente sarei critico verso quella parte di femminismo che non avesse quest’ultima frase come punto fermo. Per dire lo stigmatizzare come poco serie le donne che “si danno da fare” è una legittima opinione personale, per quanto criticabile, ma è politica. Se condivisa da un certo numero di persone orienta i comportamenti. E’ per quello che si è fatta e si fa una battaglia culturale per cambiare questa concezione, e questo non è che un esempio in mezzo a tanti. Ognuno di noi è anche un attore economico, se scegliamo di organizzare una diversa interazione economica, una rete solidale, il numero di praticanti può cambiare i rapporti di forza correnti, mettere in discussione il valore dei soldi. Ognuno di noi è un “ingranaggio” che può più o meno oliare gli attuali ingranaggi e mandarli avanti, a seconda delle necessità di adattamento all’esistente, oppure crearne di nuovi ed oliare meno quelli attuali.
        Per quanto riguarda l’anoressia, è un’analisi interessante. Ma per mia conoscenza personale, molte rispondono alla spiegazione più “banale”, cioè non si piacevano oppure si vedevano grasse, poi per fortuna ne sono uscite.
        Poi mai ho preteso di fare una teoria generale dell’anoressia, il caso dell’articolo in questione non esclude altri casi in cui l’analisi sociologica sia invece più valida.

      • Paolo ha detto:

        guarda che non è “il” caso dell’articolo in questione: l’autrice non si basa su cosa le hanno detto le amiche o le conoscenti, è una psicologa che parla in base alla sua (e non solo sua) esperienza professionale con pazienti anoressiche e ne conclude che la ragazza anoressica non è tale semplicemente perchè “si vede grassa” e quando anche “si vede grassa” questo èil sintomo di qualcosa di più profondo, qualcosa in cui i media, le modelle della temuta taglia 38 (che non sono tutte anoressiche) ecc.hanno un ruolo marginale se ce l’hanno.

      • Paolo ha detto:

        Detto questo, sono assolutamente a favore delle modelle curvy non per combattere l’anoressia ma perchè anche le ragazze più in carne come quelle magre, hanno diritto di avere bei vestiti e di vedere come stanno sui loro corpi..

    • IDA ha detto:

      Le prostitute cosi dette libere non esistono. Certo non vengono chiamati papponi, ma in vari modi, la cronaca di questi ultimi anni, ci dice che possono essere chiamati anche “organizzatori di eventi”. Fatto noto, l’organizzatore distribuisce 1000 euro alle ragazze, ma in cambio riceve appalti di milioni, tra l’altro soldi pubblici. Quindi è relativo, 1000 euro per un pompino, sembrano tanti, ma in cambio lui riceve notevoli vantaggi economici.
      Non voglio impedire di prostituirsi a nessuno, voglio solo che nessuno sia costretto a prostituirsi, tutto qui.
      Guerra civile in Spagna 1936, Federica Montseny in qualità di Ministro della Sanità, abolì la prostituzione in Catalogna, e chiuse i bordelli, creò un centro d’accoglienza “Liberatorios de Prostituciòn” chi voleva continuare a prostituirsi era libera di farlo, in alternativa offriva lavorare in confezioni di abbigliamento militare, in una fabbrica d’armi, o andare al fronte. Bene quasi l’ottanta per cento delle prostitute scelse di andare a lavorare in fabbrica o al fronte.
      Non considero i clienti delle persone squallide, ma chiedo un po di responsabilità nelle loro azioni, anche sociale; nella prostituzione lo stigma è sulla prostituta, puttaniere ha un peso diverso da puttana.
      Come è un falso mito anche quello della solitudine e della mancanza d’affetto del cliente, perchè la maggioranza dei clienti è sposata.

  5. paolam ha detto:

    Porelli, si devono sfoga’, l’omo è omo, buona lettura:http://resistenzafemminista.noblogs.org/senza-il-minimo-coinvolgimento/

  6. primavera ha detto:

    Zorin..zorin..quando non si capisce il senso di un post o si è talmente rancorosi verso il genere femminile da esserne annebbiati, non è necessario rispondere. Riccio e noi tutti saremmo andati avanti a discutere civilmente lo stesso. Ti faccio presente che il nostro buco di sfogo è tale solo per voi maschi problematici e infelici e cattivi che altro non sapete vedere di una donna che quel buco!!
    gli altri uomini,anche se in minoranza purtroppo, vanno oltre quel buco da cui peraltro, mi spiace ricordatelo,sei uscito pure tu!!!!!

  7. ANONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:

    Mi scusi, ma il mio commento non lo pubblica?

    E perché?

    Perché ho dimenticato di dire che lei cita solo le fonti che le danno ragione, ma ha per esempio dimenticato di far notare che il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute non accetta minimamente il suo punto di vista?

    Dal sito http://www.lucciole.org
    http://www.lucciole.org/content/view/828/4/
    http://www.lucciole.org/content/view/756/4/
    http://www.lucciole.org/content/view/357/4/
    http://www.lucciole.org/content/view/377/4/
    E molti altri…

    Di fatto, c’è qui la prova che lei non solo pubblica esclusivamente le fonti che danno ragione al suo punto di vista, ma esclude dal dibattito (e dalla visibilità ai suoi …“lettori”) la voce (forse parziale, forse criticabile, ma comunque da far conoscere) delle donne che -almeno in parte- sono le protagoniste del fenomeno.

    Cioè: lei censura le altre donne, e soprattutto le sfruttate (o parte, almeno) di cui parla, ma pretende che il suo blog sia considerato non solo uno spazio inappuntabile dove informarsi sulla prostituzione e sui punti di vista relativi al fenomeno, ma soprattutto vuol far credere di rappresentare la volontà e gli interessi delle donne la cui voce lei stessa nasconde, quando dissonante dalla sua?

    Perché non dice lei, allora, che il suo punto di vista non è affatto condiviso da una parte almeno delle stesse prostitute e da altri settori del femminismo nazionale e internazionale?

    • Ma quale commento? Non ho nessun suo commento precedente a questo riferito a questo post, né nella cartella spam, nè nel cestino. Forse ha sbagliato ad inviarlo.

      • Io non “censuro” nessuno. Intanto perché non ho il potere di “censurare”: chiunque abbia un’opinione diversa dalla mia, anche se non potesse esprimerla qui, sarebbe comunque liberissimo di esprimerla in un sacco di altri luoghi, virtuali e non. E chi ha un’opinione diversa dalla mia di fatto ha molta più visibilità di quanta potrò mai averne io con questo blog, che si propone di dare voce a quelle persone che lamentano di essere ignorate, ovvero le donne che denunciano i danni fisici e psicologici causati dall’esercizio della prostituzione.

  8. ANONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:

    QUESTO ERA IL COMMENTO CHE HO INVIATO E CHE RISULTA ANCORA IN ATTESA DI MODERAZIONE.
    SE VUOLE LE INVIO LO SCREENSHOT

    ANONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:
    Il tuo commento deve ancora venire moderato.
    14 febbraio 2015 alle 09:28

    La mia scusa è che esistono pareri molto difformi sull’argomento, sia in Italia che all’estero, e all’interno degli stessi movimenti femministi.
    Sono pareri che qui vengono di fatto censurati o comunque nascosti, ma che sono più che sufficienti per avviare un dibattito a più voci sull’argomento

    “Da Abbatto i Muri:
    Una delle tesi proibizioniste, come ho già scritto altre volte, è quella che la prostituzione sia stupro a pagamento. La tesi ha origini dalle teorie delle femministe radicali americane Dworkin-MacKinnon, si consolida nelle politiche abolizioniste filo/svedesi della Women Lobby europea e ora è la teoria che accompagna la promozione della proposta di legge che criminalizza i clienti e di fatto proibisce la prostituzione in Francia.
    La teoria è neofondamentalista come neofondamentaliste sono altre teorie che riguardano il corpo delle donne. Quella teoria usa il termine “stupro” per imporre l’idea che tutta la prostituzione sia una violenza e che mai nessuno vorrà sceglierla. In realtà a quella tesi si oppongono tante sex workers nel mondo che continuano a chiedere regolarizzazione della professione per le adulte e gli adulti (la prostituzione non è solo femminile) che scelgono di svolgerla.”

    https://abbattoimuri.wordpress.com/2013/11/30/stigmakills-la-prostituzione-non-e-stupro-a-pagamento/

    “Siamo state delle avanguardie, trent’anni fa, nella identificazione del “cliente”, come responsabile del fenomeno, ma ora voi che siete rimaste sulle stesse posizioni siete la retroguardia. E Dio non voglia che arrivi anche da noi una legislazione come quella svedese, contro il “cliente” e per la rieducazione delle prostitute!”
    Roberta Tatafiore

    http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/295000/290215.xml?key=adele+cambria&first=1&orderby=1&f=fir&dbt=arc

    Per sapere chi fosse Roberta Tatafiore -una donna di enorme cultura e intelligenza, femminista per definizione- basta ovviamente informarsi e ricordarsi che è esistita.

    “Chi ha votato a favore della risoluzione abolizionista (della prostituzione)?”

    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2014/03/29/dieci-cose-che-e-utile-sapere-a-proposito-della-prostituzione/

    “Per alcune femministe: il corpo delle donne è solo un corpo (se pensi non vale!)”:

    https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/02/25/per-alcune-femministe-il-corpo-delle-donne-e-solo-un-corpo-se-pensi-non-vale/

    #SexWorkers: tutte vittime, per decisione del #ParlamentoEuropeo
    https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/02/26/sexworkers-tutte-vittime-per-decisione-del-parlamentoeuropeo/”

    Anche all’estero vi sono fruppi di femministe libertarie che hanno posizioni opposte a quelle del “negazionismo alla svedese”: e perché in questo dibattito non sono mai citate?

    “Evidentemente le posizioni delle gender feminists non sono condivise dalle femministe libertarie che non accettano che si considerino le donne delle eterne minorenni e denunciano come le femministe di genere giungano alle stesse conclusioni dell’odiato patriarcato: le donne non possono essere ritenute soggetti adulti in grado di prendere delle decisioni e devono essere protette (per il loro bene) innanzitutto dalle loro libere scelte.Wendy McElroy è una vera e propria icona della rivoluzione femminista antifemminista. ”

    http://www.wendymcelroy.com/gambe.html

    Altre posizioni simili a quelle di McElroy le abbiamo nei gruppi (e negli scritti) di Carol Queen, Sarah Bromberg:

    “Feminists seek to be supportive of sex workers while deploring the work itself as inherently wrong. While they do not admit to taking an ethical position in contemporary moral terms, radical feminists are in fact making a moral statement. Once their arguments are evaluated in an ethical light they tend to break down logically. Much of the problem stems from a lack of understanding of ethical concepts such as virtue, morality, and degradation. Other problems with their position, as exemplified in Kathleen Barry’s writings, evolve from a political theory that is oververbalized, generalized, and too often uses stereotypical notions of what a prostitute is. The radical feminist views are thoughtful but not always delineated sufficiently to support a credible theory that prostitution degrades all women.”

    http://www.feministissues.com/

    Infine, un altro punto: ritengo assurdo -e a senso unico- avviare un discorso contro la valenza criminale presente nella prostituzione femminile (che nessuno nega), ma ignorare del tutto il fatto che esista la prostituzione maschile.
    La quale solo per assunti ideologicamente integralisti può essere considerata meno grave, o meno criminale e criminogenetica, di quella femminile. Però nessuno ne parla, tanto meno qui.
    Il che apre una porta logica, ed etica, ad una domanda: si vuole davvero tutelare il soggetto debole in quanto tale?

    E’ lo stesso discorso che vale, infatti, per lo studio della violenza familiare: viene sempre occultato -in questa sede come in altre- che il dato della violenza di coppia non esiste solo nelle coppie uomo-donna, ma, ed in egual misura, anche nelle coppie lesbiche e in quelle omosessuali maschili.

    Il che porta alla constatazione che la teoria dei generi non è in alcun modo sufficiente a studiare perché la nostra cultura generi relazioni violente e di sopraffazione e che, dati alla mano, sono trasversali a qualunque genere.

    Credo dunque che se si vuole affrontare non manicheisticamente, da neofondamentalisti imbevuti di LOGICA PATRIARCALE mascherata con vestiti da femminismo doc, bisognerebbe aprirsi al dibattito anche di altri contributi, senza nascondersi, come al solito, dietro l’invettiva, il discredito, la demonizzazione a tutti i costi del contenuto difforme.

    Perché, appunto, la mentalità del padre-padrone è proprio questa: escludere e distruggere chi dissente

    • IDA ha detto:

      Allora; Forse non hai letto il post. Questo post, ci dice che quando si parla di prostituzione, vuole essere presa in considerazione anche la sua versione, quindi non parla in nome di tutte le prostitute e non parla di escludere ma di essere inclusa. Poi fai notare alla blogger che deve tenere conto di tutte le voci, ma perché lo stesso discorso non lo fai ad abbatto i muri, visto che lo citi, che riporta sempre un’unica versione e generalizza, classifica, etichetta e criminalizza ma non argomenta le tesi diverse alle sue? Se questa testimonianza, se questa versione dei fatti, la condividevi, avresti fatto la stessa richiesta di pluralità delle fonti? Temo di no!
      Entriamo nel porto delle nebbie: le lettrici e i lettori d questo blog, non sono delle/i sprovvedute/i, sanno benissimo che questa è una versione dei fatti, una delle tante, detto questo:
      1, Come sempre “abbatto i muri” è molto approssimativa, l’accostare la prostituzione allo stupro, la prima è stata Louise Michel, nel 1890, che allargò il concetto anche al matrimonio: “Mercati dove si vendono le belle figlie del popolo mentre quelle dei ricchi sono vendute per la loro dote. L’una la prende chi vuole. L’altra la si dà a chi la vuole.” Tesi riprese successivamente da Maria Luisa Berneri, Emma Goldman, Giovanna Caleffi, c’è una nutrita bibliografia prima di arrivare alle Dworkin-MacKinnon.
      2, Il sistema abolizionista, non considera la prostituta un soggetto debole o da proteggere, lo stato si tira fuori, considera reato l’induzione e lo sfruttamento. C’è la massima libertà di prostituirsi se una/o lo vuol fare. Al contrario non c’è nella regolamentazione, perché le prostitute sono rinchiuse in recinti normativi finalizzati al profitto. Questa sentenza è stata possibile solo perché siamo in un sistema abolizionista. http://www.lucciole.org/content/view/864/14/
      3, Lo sfruttamento si ha nella libera scelta. Sfruttamento= Scelta e/o condizione; Schiavismo= Coercitivo.
      4, Storicamente la responsabilità della prostituzione è sempre ricaduta sulla prostituta, che costituisce l’offerta. Ma la prostituzione è costituita anche dalla domanda, che è rappresentata dal cliente.. Che non si è mai assunto la responsabilità, è ora di iniziare a chiedere la responsabilità a chi costituisce la domanda, non di assecondare la domanda.
      5, Come si fa a considerare disinformazione un post, che chiede di prendere in considerazione anche la sua versione, che non chiede di escludere ma di includere.
      6, Certo è vero non si è parlato della prostituzione maschile e nemmeno delle foibe. Ma sulla prostituzione maschile due cose le vorrei dire, la prostituzione transessuale, è l’unica opportunità di lavoro che hanno, lo stigma sociale l’esclude dal mondo del lavoro, io vorrei darli l’opportunità di un lavoro ma soprattutto la possibilità di scegliere se lavorare o prostituirsi e non regolamentare come e dove deve prostituirsi e pagare le tasse, per continuare ad escluderla dal mondo del lavoro.

    • Allora, caro Anonimo, di che ti lamenti? Non l’ho capito. Volevo la testimonianza di un uomo che si è prostituito, e te l’ho linkata. Nel mio blog c’è. Parli di “neofondamentalisti imbevuti di LOGICA PATRIARCALE mascherata con vestiti da femminismo doc” che censurerebbero quelli che non la pensano come loro, e contestualmente mi proponi un mucchio di link che liberamente divulgano i contenuti che tanto ti stanno a cuore. La censura dove sta? Da chi è operata? Io non vedo nessuna censura.

  9. primavera ha detto:

    Mamma mia.. ma sempre le vittime devono fare? Censurati, sfruttati da donne assetate di denaro,privati dei figli,..ecc ecc
    e tirate fuori le balle una buona volta!! La prostituzione è una forma di violenza guadagno o no. Ed è piu femminile che maschile. Inoltre non ho mai visto una censura tant’è che s’è dato spazio anche a grandissimi maleducati a volte che hanno lanciato il sasso delle loro accuse insensate poi sono scappati non rispondendo più.
    comunque capita che i messaggi restino da moderare per un pò o che ci sia un problemino di invio /ricezione. .non prendete tutto sul personale!

    • Zorin ha detto:

      La prostituzione e’ una forma di violenza = assioma contestato dal femminismo “sex-positive”, che e’ femminismo tanto quanto il vostro.

      Viceversa, tale assioma e’ sostenuto con veemenza dai settori ideologici e politici piu’ conservatori e clericali della societa’.

      Io un po’ di domande me le farei…

      • IDA ha detto:

        Come hai notato, è corretto parlare di femminismi, al plurale, perché non c’è un solo femminismo, non è mai esistito un solo femminismo. La differenza sostanziale tra me e le “ sex-positive” è su concetti ben precisi, tra cui la libertà. Per loro “libere di soddisfare” per me “libera dal soddisfare” le sex-positive sono attente al desiderio maschile; io rivendico una sessualità autonoma svincolata dalle richieste maschili. E per questo c’è una divergenza anche sulla prostituzione..

      • Paolo ha detto:

        il sesso si fa come minimo in due, quindi la nostra sessualità non può fregarsene delle richieste dell’altro e dalla sua soddisfazione. Il sesso soddisfacente è quello che incontra le richieste di tutti e due.
        la sessualità svincolata dalle richieste altrui si chiama masturbazione.

    • Paolo ha detto:

      per essere chiaro: se sono etero 8o bisex) e voglio far l’amore, non posso fregarmene delle richieste e dei desideri femminili e lei non può fregarsene dei miei qualora voglia fare l’amore con me

      • IDA ha detto:

        No.. Paolo non si parla di scelte individuali. La sessualità femminile, culturalmente, storicamente, è ed è sempre stata in funzione a quella maschile.

      • Paolo ha detto:

        ribadisco quello che ho detto. nel modo in cui la metti tu ora come ora l’unica soluzione per le donne dovrebbe essere rifiutare qualunque rapporto sessuale con un uomo e non è vero

      • IDA ha detto:

        No.. Paolo, è proprio l’opposto, è il rivendicare il diritto per ogni individuo di disporre pienamente della propria vita sessuale e sentimentale in base alle proprie inclinazioni e scelte. Ti faccio un esempio: viviamo in una società strutturata gerarchicamente, anche i rapporti sociali sono gerarchizzati, se rifiuti la gerarchia, non vuol dire che devi rifiutare i rapporti sociali, ma solo quel tipo di rapporti sociali. Libero amore, non vuol dire liberi di soddisfare i desideri degli altri, ma liberi di soddisfare i propri, che logicamente deve incontrarsi con quello di altre persone.

      • Paolo ha detto:

        se per me il libero amore si trova in un rapporto monogamo di fedeltà reciproca anche sessuale, non vuol dire che sono gerarchico e non impedisco agli altri di vivere come vogliono

  10. ANONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:

    Non vede la censura?
    Mi dispiace, ma la vedo io.
    O se non vuol chiamarla censura, può chiamarla in altro modo: DISINFORMAZIONE.

    Lei scrive un post per l’abolizione della prostituzione, appoggiando in toto l’assunto per il quale la prostituzione va abolita perché vede sempre un criminale all’opera -il cliente- ed una sua vittima, la prostituta.

    Evita però accuratamente di:

    1) Riferire che gruppi di femministe italiane e straniere -di fatto molto quotate!- la pensano esattamente all’opposto (“Non criminalizzare me o il cliente”! è il titolo di uno dei link che le ho inviato)
    https://abbattoimuri.wordpress.com/2013/11/30/stigmakills-la-prostituzione-non-e-stupro-a-pagamento/
    http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/295000/290215.xml?key=adele+cambria&first=1&orderby=1&f=fir&dbt=arc
    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2014/03/29/dieci-cose-che-e-utile-sapere-a-proposito-della-prostituzione/
    https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/02/25/per-alcune-femministe-il-corpo-delle-donne-e-solo-un-corpo-se-pensi-non-vale/
    https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/02/26/sexworkers-tutte-vittime-per-decisione-del-parlamentoeuropeo/
    http://www.wendymcelroy.com/gambe.html
    http://www.feministissues.com/
    (e ce ne sono molti altri)

    2) Riferire ADDIRITTURA il parere -ben chiaro e ben visibile, a chi lo cerca- proprio delle prostitute, o sex workers (come alcune vogliono farsi chiamare) , che riunite da decenni (almeno tre) in un loro comitato per i diritti civili delle prostitute, sono estremamente chiare sul punto: non vogliamo che il nostro cliente sia criminalizzato e noi con loro
    Dal sito http://www.lucciole.org
    http://www.lucciole.org/content/view/828/4/
    http://www.lucciole.org/content/view/756/4/
    http://www.lucciole.org/content/view/357/4/
    http://www.lucciole.org/content/view/377/4/
    E molti altri…

    3) occuparsi della prostituzione maschile;

    4) occuparsi del turismo sessuale femminile e dello sfruttamento pedofilo da parte di donne che ne consegue.

    E QUESTA SECONDO LEI NON E’ CENSURA?
    FORSE NON LO E’: E’ INFATTI PURA DISINFORMAZIONE.

    Lei è ovviamente padronissima di sostenere una tesi (per molti versi accettabile), ma non può definire un post “informativo” o farlo ritenere ricco di prospettive e informazioni se esclude sistematicamente (e VOLONTARIAMENTE, perché non può non essere informata sulle posizioni altrui), COME HA FATTO, tutte le voci -anche quelle a lei vicine e di coloro che il problema lo vivono- CHE SONO DI PARERE OPPOSTO AL SUO.

    • Io qui ho tradotto un testo tratto dal blog di una ex prostituta. La mia è informazione, non disinformazione. Sei tu, caro Anonimo, che vorresti che fossero messe a tacere le voci fuori da quel coro che con tanta insistenza mi linki qui (e che nessuno censura).
      A proposito di voci fuori dal coro, il “manifesto delle sopravvissute alla prostituzione e al traffico di esseri umani” (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/04/02/manifesto-sopravvissute/)

      Conferenza stampa – Parlamento Europeo
      Tratta e sfruttamento sessuale
      “Chi parla per le donne prostuite?”
      17 ott 2005

      Noi, le sopravvissute alla prostituzione e della tratta riunite in questa conferenza stampa di oggi, dichiariamo che la prostituzione è violenza contro le donne.
      Le donne che si prostituiscono non si svegliano un giorno e “scelgono” di essere prostitute. A scegliere per noi è stata la povertà, gli abusi sessuali subiti in passato, gli sfruttatori che hanno approfittato delle nostre vulnerabilità, e gli uomini che ci comprano per fare sesso.
      La prostituzione è sfruttamento sessuale, una delle peggiori forme di disuguaglianza di cui sono vittime le donne, e una violazione dei diritti umani.
      Molte donne prostiuite sono state gravemente ferite, alcune sono morte, altre sono state assassinate dai loro protettori o dai clienti.
      La violenza fisica, lo stupro e l’umiliazione ci vengono inflitte spesso da clienti, sfruttatori, trafficanti, polizia e da tutti quelli che guadagnano grazie alla prostituzione. La gente o ci giudica delle “puttane” o pensa che facciamo un sacco di soldi.
      La condizione delle donne prostituite è aggravata da leggi e politiche che ci trattano come criminali, come la feccia della società, mentre i clienti, i ruffiani, i manager e gli imprenditori del sesso non sono considerati responsabili. La nostra condizione è aggravata dalla legittimazione di chi investe nel business della prostituzione e dalla tutela giuridica per protettori, clienti e tutta l’industria del sesso.
      La maggior parte delle donne è attirata nella prostituzione in giovane età. Nel mondo, l’età media di ingresso nella prostituzione è 13 anni.
      Le vittime della prostituzione e della tratta non hanno a disposizione risorse che le aiutino a uscirne. Le iniziative che propongono soluzioni alternative per le donne che si prostituiscono sono molto poche.
      Noi donne prostituite sogniamo una vita libera dall’oppressione, una vita al sicuro, una vita in cui possiamo partecipare come cittadine e nella quale possiamo esercitare i nostri diritti come esseri umani, non come “lavoratrici del sesso”.
      Noi, sopravvissute provenienti da Belgio, Danimarca, Corea, Gran Bretagna e Stati Uniti dichiariamo:
      1 . La prostituzione deve essere eliminata. Quindi, non dovrebbe essere legalizzata o promossa.
      2 . Le donne vittime di tratta e le prostitute hanno bisogno di misure che le aiutino a crearsi un futuro al di fuori della prostituzione, tra le quali l’amnistia legale e fiscale, l’assistenza finanziaria, la formazione professionale, l’occupazione, l’alloggio, i servizi sanitari, il patrocinio legale, permessi di soggiorno, mediatori culturali e formazione linguistica per le vittime di traffico internazionale.
      3 . Le donne prostituite chiedono che i governi puniscano trafficanti, papponi e gli uomini che comprano le donne per sesso, per essere messe al sicuro da coloro che le danneggiano.
      4 . Si deve smettere di arrestare le donne e cominciare ad arrestare invece i responsabili della tratta e della prostituzione.
      5 . La polizia deve smettere di molestare le donne prostituite ed espellere le donne trafficate.
      6 . La prostituzione non è “lavoro sessuale”, e il traffico di sesso non è “migrazione per lavoro sessuale “. I governi dovrebbero smettere di legalizzare e depenalizzare l’industria del sesso, dando così agli sfruttatori e agli acquirenti il diritto di abusare delle donne prostituite.
      In quanto sopravvissute della prostituzione e della tratta, continueremo a rafforzare e ampliare il nostro lavoro insieme, per aiutare le donne ad uscire dalla prostituzione e per promuovere con i nostri alleati i diritti umani delle vittime della tratta e della prostituzione.

      Caro Anonimo, tutte le voci hanno il diritto di arrivare al pubblico, non solo quelle che piacciono a te.

      • Antome ha detto:

        Assolutamente d’accordo lo sfruttamento della prostituzione andrebbe perseguito. Per quanto riguarda quella volontaria (cioè senza pappone), puoi vedere cosa penso della prostituzione in generale e come credo che gli uomini che vi fanno ricorso riducono la voglia di essera amati e/o la surrogano nell’atto meccanico nel sesso, cosa per me incomprensibile, ancora di più da parte delle donne il rinunciare allla visione paritaria del sesso. Ma tolta questa mia considerazione morale, secondo me una donna come una “escort” ha tutto il diritto ad offrire i suoi servizi, come così pure una prostituta ad ore. Ma da libertario e non liberista, non posso ignorare il problema che una possa essere costretta dalla povertà a fare ciò e questo è inaccettabile, ma questo vale, sia pur con le dovute differenza a tantissimi lavori in cui si abbassano le richieste per via della necessità, cioè lo sfruttamente della manodopera nell’impresa, dove pochi si arricchiscono del lavoro di tanti con basso potere contrattuale.
        Questo però non vale per la D’Addario, e dico lei per tantissime altre escort di lusso e non che lo fanno perchè dicono “rende di più che fare l’operaia, non sono scema”. Mi si potrebbe rispondere che la D’Addario non aveva alcun diritto alle candidature promesse in cambio delle sue prestazioni, ma questo è un discorso che investiva chi aveva il potere di conferire quelle candidature, ecco un altro problema dei rapporti gerarchici e dell’inevitabile abuso di questi poteri non bilanciati. Quello che voglio dire è che dove non si può obiettivamente parlare di indigenza o altro, la prostituzione non può essere impedita tramite la proibizione.
        Più che colpire la prostituzione bisognerabbe colpire i rapporti di produzione e le gerarchie, appunto.

    • Blossom ha detto:

      Anonimo sei confuso, abbatto i muri non è una femminista.

  11. ANONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:

    siccome il suo parere è gravemente offensivo (e potrebbe risultare anche diffamatorio), la prego di dirmi da dove deduce che io vorrei “che fossero messe a tacere le voci fuori da quel coro” che io linko.

    Grazie e arrivederci

  12. Lilli ha detto:

    ANONIMO: “…esistono pareri molto difformi sull’argomento, sia in Italia che all’estero, e all’interno degli stessi movimenti femministi.
    Sono pareri che qui vengono di fatto censurati o comunque nascosti…”
    RICCIOCORNO: “Sei tu, caro Anonimo, che vorresti che fossero messe a tacere le voci fuori da quel coro”,
    Sig. ANONIMO, mi spiega la differenza tra cosa ha detto Lei e cosa ha detto il Ricciocorno e perché ciò che ha detto il Ricciocorno sarebbe diffamatorio e ciò che ha detto Lei no?

  13. Pingback: Prostituzione, ghetti a luci rosse

  14. NONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:

    Mie care ragazze,
    io avrei tante risposte, a mio avviso tutte adeguate, per tutti i vostri interventi.

    Ma sono uno che lavora molto e si stanca abbastanza su cose ehm… più importanti.

    Per cui siccome devo ancora finire di scrivere un po’ di roba di lavoro (ehm… tutta contro le donne e le madri, ovviamente! :-))) ), vi saluto e -per tener fede al mio nick- rimando ad un altro poi eventuali miei interventi.

    Saludos!

    • Una sana dose di benaltrismo non ce la potevamo far mancare!

    • IDA ha detto:

      Beh.. Non pensare di essere l’unico che lavora. Capita anche alle donne di lavorare, con la differenza che una donna quando torna a casa, non trova ne il pranzo, ne tantomeno la cena pronta. Spesso e volentieri non ha nessuno che li lava i piatti e nessuno che lava e stira, nessuno che va a fere la spesa, a prendere o portare i figli a scuola, dal pediatra o dal dentista. Tutto questo coniugandolo con impegni di lavoro. Ma il bello, che questo una donna non lo può nemmeno dire, non ha il privilegio di essere stanca, perché altrimenti fa la vittima, fa la sacrificata. Perché si sa che solo “l’uomo” si sacrifica per la famiglia, lavora duramente, torna a casa e ha tutto pronto, pianificato ed organizzato da altri, perché lui lavora, quindi ha il tempo di prendersi un aperitivo con gli amici, fare i commenti sulle ragazzine di passaggio, parlare di calcio e giocare a carte. Il giovedì la partita di calcetto, il venerdì l’anticipo di serie A, il sabato la serie B, la domenica se non c’è la partita, può sempre andare con gli amici in un bordello austriaco, per distrarsi un poco, se l’Austria è lontana, c’è sempre qualche viale vicino per verificare se è vero quello che si dice sulla nuova rumena che con poco fa pompini fantastici senza preservativo. In fondo dopo una dura settimana di duro lavoro e sacrifici bisogna pur distrarsi, e certamente non potete avere il tempo per argomentare e commentare sui blog, cosa invece lo possono fare le donne, che non hanno un cazzo da fare.

  15. ANONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:

    Certo: benaltrismo…: ci mancava, un commento come questo.

    Che è ovviamente …ovvio, da parte sua: Lei ritiene tutto quello che fa la cosa più importante che ci sia, pensa che tutti dobbiamo considerarla alla stessa stregua, e valuta ogni comportamento contrario sulla base di tale considerazione che si da.

    Purtroppo… a me piace scrivere di argomenti del genere, e approfondirli, ma ho cose più importanti da fare.

    Ovviamente dal suo punto di vista questo è un peccato mortale..: benaltrismo! Come se qui raddrizzassimo le sorti del mondo.

    Si diverta Professore’… lei che ha tempo!

    • “io avrei tante risposte, a mio avviso tutte adeguate, per tutti i vostri interventi.
      Ma sono uno che lavora molto e si stanca abbastanza su cose ehm… più importanti.”
      Questo che è, un argomento? Un commento che aggiunge qualcosa di costruttivo ad una conversazione? Lei sostiene che potrebbe dirci delle cose interessanti e in tema, ma non ha tempo per farlo. Però il tempo per denigrarmi lo trova, visto che inserisce un successivo commento, ergo si trattava della classica scusa di chi non sa che dire. Ci sono sicuramente migliaia di persone che fanno cose più importanti che commentare in questo blog, che non è affatto importante, ma questo non ha nulla a che vedere col fatto che l’unico modo nel quale lei sa discutere è usando delle fallacie.

  16. moonflower75 ha detto:

    L’ha ribloggato su Random Mee ha commentato:
    Non ci sono scuse……

    signal boost sempre e comunque di cose importanti.

  17. ANONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:

    Eddai! Ma le va proprio tanto di polemizzare?
    Le prometto che sabato prossimo mi divertirò a buttare giù, un parere bello denso sul problema della prostituzione.

    Pensi che proprio i blog femministi (quelli antiabolizionisti rispetto alla prostituzione), ricordino come la legge europea abolizionista sia stata votata soprattutto dai conservatori e dalla destra (Casini, Elisabetta Gardini, Silvia Costa…): gli abolizionisti vengono tutti o quasi da PdL, DC, ex MSI, eccetera!

    Ma le pare che per trattare un argomento del genere, nel quale convergono aspetti così controversi e contraddittori, sia possibile farlo in pochi minuti, buttando giù righe scritte a casaccio?

    Si rischia di essere superficiali. O manichei.

    E qui di superficialità e manicheismo ce ne sono fin troppo.

    Ciao, Professore’!

    • Io non polemizzo, io rispondo a tono. In questo post ho tradotto la testimonianza di una ex prostituta, e sotto ho linkato tutte le testimonianze che ho tradotto in passato. Il mio intento è dare voce a chi lamenta di non essere ascoltato e ha esperienza diretta del fenomeno, non ho “buttato giù righe a casaccio”. C’è anche il link per verificare.

    • IDA ha detto:

      Quale legge europea abolizionista?

    • Lilli ha detto:

      E ancora non mi ha risposto sul perché il commento del Ricciocorno, che dice le sue stesse cose, sarebbe diffamatorio e il Suo no, caro Anonimo. Di tempo per scrivere altre cose ne trova, ma su questa semplice domanda glissa. Chissà perché, chissà 😉

  18. Zorin ha detto:

    @ilaria
    …sarà che non ho mai capito il bisogno di certe persone di rendere complicatissime questioni semplicissime, ma tutta questa tiritera vittimista dell’uomo-bancomat non la capisco!
    …mi debba ritrovare la solita lagna su come voi uomini “dovete” sempre aprire il portafoglio per le donne? Ma chi ve l’ha chiesto?

    Tutto giusto, peccato che mi e’ venuto in mente adesso un episodio che riporta la realta’ per quella che e’: in un locale a Brescia, la donna che era con me mi ha fatto la sorpresa di pagare il conto mentre ero andato in bagno. Ebbene, usciti dal locale mi ha detto “il cameriere era molto sorpreso, mi ha detto che in tanti anni e’ la prima volta che vede succedere una cosa del genere!”.

    Capito? Qui stiamo parlando di prealpi lombarde, non di profondo Sud, e anche qui il fatto che una donna paghi e’ un evento eccezionale da segnare sul calendario. Quindi purtroppo la realta’ mostra che le donne, la stragranda maggioranza di esse almeno, ce lo chiedono eccome di aprire il portafoglio.

    Purtroppo 😦

    • L’argumentum mio cuggino è il mio preferito.
      La sai?

      “Mi ha detto mio cuggino
      che una volta è stato co’ una
      che poi gli ha scritto sullo specchio
      benvenuto nell’aids
      – uguale uguale uguale uguale –
      poverino mio cuggino
      benvenuto nell’aids,
      mio cuggino topo cane,
      mio cuggino benvenuto nell’aids.”

      • Zorin ha detto:

        Non me la detto il cuggino, e’ un episodio che ho vissuto in prima persona.

        Il fatto che mi sia venuto in mente un po’ in ritardo e’ perche’ sono cosi’ abiutato a conoscere la realta’ per quella che e’ che non ho certo bisogno di conferme o di ricordare episodi particolari, basta vivere la vita per sapere certe cose.

        E la realta’ e’ che la stragrandissima maggioranza delle donne si aspetta che l’uomo apra il portafogli, sempre e comunque. E in ogni caso, da una relazione di qualunque tipo con un uomo (che sia una sera o tutta la vita) ogni donna si aspetta un miglioramento della sua condizione economica, mai in peggioramento.

        Ed e’ per questo che tante donne sono cosi’ ostili alla prostituzione: perche’ le prostitute svendono il “capitale” femminile, e questo fa concorrenza sleale alle donne normali, le quali prentendono un certo tenore di vita in cambio solo di un po’ di sesso, spesso di scarsissima qualita’.

        L’ostilita’ verso la prostituzione e’ tutta qui.

      • L’ostilità delle ex prostitute nei confronti della prostituzione (perché, per l’ennesima volta, questa è la testimonianza di una ex prostituta) è causata dai traumi causati dall’esercizio della stessa. Traumi diffusi fra le donne che esercitano la “professione”, tanto che https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/02/03/scienziati-per-un-mondo-senza-prostituzione/
        Ma non hai mai offerto una cena ad un amico, Zorin? Sti stava svendendo anche lui, venendo a cena con te?

      • Antome ha detto:

        “*Ogni* donna si aspetta un miglioramento della sua condizione economica, mai in peggioramento.”??
        Qui ti contraddici, ti riferisci anche a quella che ha gentilmente pagato per te? Cosa ceh dovrebbe avvenire con la frequenza di un terno al lotto ed è accaduta proprio a te? Forse la casistica di quel ristorante non è sufficiente. Purtroppo certamente è vero che è ancora una usanza molto diffusa. Però poi ti sfessi di nuovo quando riduci la relazione di una donna ai soldi investiti e pensi che la prostituzione, cioè la riduzione al solo rapporto sessuale del confronto con una donna, sia una svendita di ciò che le altre donne vorrebbero vendere più caro. Cioè aprire la gambe per una notte sarebbe la concorrenza? E il sesso il solo obiettivo? Io pensavo che il sesso fosse solo una parte del tutto e che la bellezza fosse almeno nel sentirsi desiderati. Per questo non capisco come faccia a surrogare quello che in teoria dovrebbe mancare di una donna a chi non riesce a trovarla, cioè l’essere desiderato, il conquistare o attrarre, non il mero atto sessuale.

    • Paolo ha detto:

      quante lamentele. Sembra che esistano solo i soldi Zorin: non vuoi pagare? E allora non pagare! ma secondo me il conto deve pagarlo chi invita a cena fuori, almeno al primo appuntamento (parlo di appuntamenti galanti) quindi se ti ha invitato lei ha fatto bene a pagare, ma questa è solo la mia opinione, fate come vi pare

    • Paolo ha detto:

      Zorin, se il problema più grave che hai come uomo è offrire la cena alla donna con cui speri di avere un incontro erotico allora vorrei averlo io sto problema! Vorrei tanto averlo io

      • Zorin ha detto:

        Ma come Paolo! Anche tu hai difficolta’ ad avere incontri erotici?
        Ma come e’ mai possibile, visto che stando a ricciorno abitiamo un mondo patriarcale fatto di privilegi maschili e sfruttamento femminile? In mondo in cui per l’uomo ci sono solo diritti e piaceri, e per le donne solo sfruttamento e violenza?

      • Paolo ha detto:

        Zorin, se hai fatto caso critico alcune posizioni espresse in questo blog e in altri esattamente come critico i tuoi post.
        Non credo che tutti gli uomini abbiano solo vantaggi e piaceri nella vita è un po’ più complesso di così e non credo che le prostitute siano tutte vittime ma che esista lo sfruttamento e la violenza sulle donne (prostitute o no) è un fatto

      • Paolo ha detto:

        credo però che avere incontri erotici non sia un diritto esigibile da nessuno, nè uomo nè donna. Avere incontri amorosi ed erotici è una meravigliosa opportunità della vita: o trovi chi ti vuole come tu vuoi lui o lei, oppure ti masturbi..è molto triste, è molto infelice lo so ma si sopravvive. Così la vedo io: a sto modo c’è chi ha fortuna e chi, per vari motivi, no. Va accettato. La democrazia non si può applicare a tutto
        Comunque una cosa che non faccio è dare la colpa alle donne della mia difficoltà ad avere incontri erotici: mi conosco, so i miei difetti, le mie timidezze e insicurezze, i miei limiti quindi la responsabilità della mia singletudine è in parte della sfortuna e in parte mia.

      • Paolo ha detto:

        a sto modo= mondo

      • Paolo ha detto:

        inoltre non condivido la tua visione ultra-cinica dei rapporti uomo-donna. In alcuni casi succede senza dubbio come dici ma non in tutti, e non in così tanti come credi

    • IDA ha detto:

      Zorin, quindi per te, l’oggettivazione e l’autoggettivazione, le donne non sono le vittime, ma sono le carnefici.. di se stesse tra l’altro. Noi siamo il frutto di millenni di storia, dove la donna doveva dipendere economicamente dall’uomo, e ti ricordo che il nuovo diritto di famiglia in Italia è entrato in vigore nel 1975, quindi è molto recente..
      Poi sai che esistono i gigolo? Sai quanto costano? Da 800 euro in su..Come te lo spieghi che ci sono donne che pagano queste cifre se c’è un’offerta di uomini desiderosi di farsi una scopata gratis?

  19. ANONIMO A TEMPO LIBERO E PERSO ha detto:

    @ Lillichiassàperchéchissà,
    adesso non mi va di spiegare un piffero.

    Però le ricordo che la nostra ricciocorno ha tradotto la lettera della ex prostituta ma si è ben guardata -IN TUTTO IL BLOG, E NEI TANTI ARTICOLI CHE AFFRONTANO IL PROBLEMA- di citare QUALSIASI PARERE CONTRARIO AL SUO, soprattutto quelli di FEMMINISTE e PROSTITUTE.

    Io, invece, non ho mai manifestato alcuna intenzione di mettere a tacere voci contrarie alla mia, come invece afferma la signora.

    Adesso meditate su questo testo. E’ tratto dal sito delle LUCCIOLE.ORG.
    E insisto: la signora Ricciocorno, ineffabile anonima, nei suoi tanti articoli sull’argomento, ha sempre evitato di riportare proprio il parere di questi gruppi.

    In basso, dopo questo articolo, l’elenco di chi ha votato a favore della legge europea per l’abolizione della prostituzione: in stragrande maggioranza, parlamentari di desta o dell’integralismo cattolico.
    Siete in ottima compagnia!

    Per quanto mi riguarda, chiarisco: ancora non ho certo una posizione precisa. Ma mi sembra che chi parla a favore dell’abolizione la fa troppo facile.

    da: http://www.lucciole.org/content/view/828/4/
    554 Associazioni in Europa contro la criminalizazione dei clienti PDF Stampa E-mail
    I PARLAMENTARI EUROPEI ITALIANI ASCOLTINO PIÙ DI 554 ASSOCIAZIONI E 56 RICERCATORI CHE CHIEDONO DI RESPINGERE IL RAPPORTO HONEYBALL SULLA PROSTITUZIONE

    Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti e del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.
    Roma, 21 febbraio 2014

    L’Associazione Radicale Certi Diritti e il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute sono tra le più di 554 http://www.sexworkeurope.org/node/488 associazioni europee rappresentanti la società civile che, con 56 accademici e ricercatori, chiedono al Parlamento Europeo di respingere il rapporto di Mary Honeyball, Parlamentare Europea londinese, che sarà discusso in una sessione a Strasburgo il prossimo 24 e 25 febbraio e che promuove la criminalizazione dei clienti delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso.
    L’impressionante numero di 554 NGO e associazioni così come 56 fra accademici e ricercatori di scienze sociali, scienze politiche e di salute pubblica hanno firmato lettere indirizzate ai Parlamentari Europei chiedendo di respingere un rapporto presentato dalla parlamentare Mary Honeyball che chiede agli Stati membri di avallare la criminalizazione dei clienti dei lavoratori del sesso.
    La lettera dalle NGO, presentata dal Comitato Internazionale per i Diritti dei sex workers in Europa ICRSE, una rete che rappresenta 59 organizzazioni in Europa e Asia Centrale e di cui fa parte anche il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute. Per ICRSE il rapporto confonde la tra lavoro sessuale e tratta, non si preoccupa della salute dei sex workers e non è basato su prove scientifiche.
    Luca Stevenson, coordinatore di ICRSE commenta: «Il modello svedese di criminalizazione dei clienti non solo è inneficace per ridurre la prostituzione e la tratta, ma è anche pericoloso per le/i sex workers. Infatti aumenta lo stigma che è la maggiore causa di violenza contro di noi. È una politica fallimentare denunciata da tutte le organizzazioni di sex workers e da molte organizzazioni di donne, LGBT e di migranti, così come da molti organismi delle Nazioni Unite».
    Tra i firmatari vi sono organizazioni per i diritti dei lavoratori del sesso ma anche molti gruppi per i diritti delle donne come l’International Planned Federation, una rete di 40 membri in Europa e il National Council of German Women’s Organization, che rappresenta 50 organizzazioni femminili in Germania. In Italia è stato sottoscritto, oltre che dall’Associazione Radicale Certi Diritti e dal Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, anche da Equality Italia, da Arcigay e da altre ancora.
    Pia Covre e Yuri Guaiana, rispettivamente presidente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute e segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, commentano: «Noi pensiamo che la sistematica criminalizzazione degli acquirenti di sesso non porterà i risultati che i sostenitori di questa idea sperano. Piuttosto, l’esperienza in Svezia ha dimostrato che la prostituzione non scompare con l’introduzione della criminalizzazione dei compratori, le attività semplicemente si nascondono nel sommerso. Questa non può essere la soluzione».

    Marija Tosheva, Advocacy officer di SWAN, la Rete di Advocacy dell’Est Europa e Centro Asia spiega: “ Il rapporto non riesce a rappresentare le differenti realtà del lavoro sessuale nei contesti europei. Rinforza gli stereotipi che tutte le donne provenienti dall’Est Europa siano trafficate in Europa occidentale, mettendo a tutte l’etichetta di vittime, escludendole dal dibattito e dai processi decisionali. Alcune sex workers migrano per cercare migliori opportunità di lavoro, alcune diventano vulnerabili alla violenza e allo sfruttamento, ma etichettare tutte le sex workers come vittime di violenza e criminalizzare ogni aspetto del lavoro sessuale vuol dire distogliere lo sguardo dalla realtà per guardare a soluzioni moralistiche e repressive.”

    Un gran numero di organizzazioni che si occupano di HIV, incluso European Aids Treatment group, Aids Action Group e la LILA Lega Italiana Lotta all’AIDS in Italia hanno sottoscritto la lettera . Mary Honeyball cita a malapena l’HIV nel suo rapporto, apparentemente ignorando che i sex workers sono un gruppo chiave sul fronte della lotta all’HIV. Il rapporto cita la definizione sulla salute sessuale dell’Organizazione Mondiale della Sanità ma curiosamente ignora che l’OMS si pone contro il “modello svedese” perché esso ha un impatto negativo sulla vita e la salute dei sex workers in quanto limita l’accesso all’uso del condom e ad altre misure per prevenire l’HIV.
    Un ulteriore documento redatto e firmato da più di 40 accademici e ricercatori consiste in un contro rapporto presentato ai Parlamentari Europei che analizza la mancanza e il travisamento di prove nel rapporto di Honeyball. La lettera che accompagna il contro rapporto dice: “un voto favorevole a questo rapporto potrebbe avere gravi conseguenze su una popolazione già marginalizzata” e continua : «Il rapporto di Honeyball non riesce ad affrontare i problemi e i danni che possono crearsi nel lavoro sessuale, invece produce dati parziali, inesatti e smentiti. Noi crediamo che le politiche debbono basarsi su dati attendibili e speriamo che voterete contro la mozione per criminalizzare i clienti dei lavoratori del sesso».
    Il contro-rapporto ha notato che, tra gli altri errori sorprendenti, Mary Honeyball ha completamente frainteso una relazione congiunta commissionata dal Comune di Amsterdam e dal Ministero della Giustizia olandese, confondendo, in maniera imbarazzante, i dati sui coffee shops con quelli sui postriboli.
    Le 554 NGO e i 56 ricercatori firmatari delle lettere sollecitano i Parlamentari Europei a rigettare, il 27 febbraio, il rapporto di Mary Honeyballs.

    Per maggiori informazioni:
    http://www.sexworkeurope.org/news/general-news/more-540-ngos-and-45-researchers-demand-members-european-parliament-reject-ms
    :

    DA FEMMINISMO A SUD
    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2014/02/27/chi-ha-votato-a-favore-della-risoluzione-abolizionista-della-prostituzione/

    Il voto a favore della risoluzione abolizionista della prostituzione, per quel che riguarda gli italiani, è stato, tra pochi altri, anche a cura di:

    Roberta ANGELILLI – fu Alleanza Nazionale, poi Popolo della Libertà, poi Nuovo CentroDestra – Fa parte della Commissione per i Diritti della Donna e l’Uguaglianza di Genere. Si occupa di mutilazioni genitali femminili (le culture altre che portano violenza). Espone tricolore, partecipa a One Billion Rising, boccia la relazione sull’aborto (rapporto Estrela), ha assunto iniziative contro i gay, ha votato per il potenziamento di Frontex per pattugliare le coste e controllare i flussi di migranti.

    Sergio BERLATO – PPE – Alleanza Nazionale, Il Popolo della Libertà, ha votato contro la risoluzione Estrela sull’aborto, ultimamente ha accusato di blasfemia il cantautore gay Rufus, non molto disponibile a discutere di leggi anti/omofobia, rispetto agli immigrati pensa che bisogna adoperarsi per fermarli con più severità.

    Fabrizio BERTOT – PPE – Partito della libertà – Forza Italia – devoto cristiano, difensore della famiglia etero, ha votato contro la risoluzione Estrela sull’aborto, anche lui sollecita interventi per pattugliare il mediterraneo al fine di scoraggiare l’immigrazione “clandestina”.

    Carlo CASINI – PPE – democrazia cristiana, poi credo passato per il PPI, Udc, presidente del Movimento per la Vita, manco a dirlo quello che pensa dell’aborto o del matrimonio omosessuale. Talvolta parla di vetero/femministe.

    Lara COMI – PPE – Popolo della Libertà – Forza Italia – su famiglia, aborto diritti, ha le idee chiare. Dichiara che la famiglia è il “legame naturale che è costituito dall’unione di un uomo e una donna“, su questo, tra l’altro, dovrebbe essere d’accordo con la deputata Silvia Costa, anche lei votante di questa risoluzione abolizionista e della quale parliamo tra un attimo.

    Silvia COSTA – PD – ex democrazia cristiana – PPI, margherita, poi PD, cattolica, si è astenuta, assieme ad altri cinque deputati europei piddini, sulla risoluzione Estrela in favore del diritto alla salute nell’aborto, contraria alle unioni gay.

    Elisabetta GARDINI – PPE – Forza Italia – Popolo della Libertà – disse che Luxuria non poteva stare nel bagno delle donne, consentì una manifestazione del movimento pro/life contro l’aborto e l’eutanasia nel parlamento europeo.

    Erminia MAZZONI – PPE – Udc, popolo della libertà, nuovo centro destra, ha votato contro la risoluzione Estrela sull’aborto, difende il crocifisso, ma ha una posizione un po’ più laica contro l’omofobia, chiede la regolamentazione dei flussi migratori.

    Cristiana MUSCARDINI – ECR – ex dirigente del Fuan – dirigente del Msi – Alleanza Nazionale – poi Popolo della Libertà – Forza Italia – contro l’aborto, vede come un pericolo per le famiglie etero/tradizionali l’omosessualità, si occupa di mutilazioni genitali con uno sguardo un po’ negativo verso le culture altre, non vede bene l’ingresso di immigrati in Italia.

    Tra le parlamentari PD a favore trovi alcune che hanno partecipato a iniziative di Snoq e che seguono il filone piddino simil legge/femminicidio (quella cosa paternalista che parla di mogli, madri e donne incinte e ci mette in “sicurezza” perfino da noi stesse).

    Tra gli altri (6 in tutto) hanno votato contro:

    Gianni VATTIMO – Italia dei Valori – filosofo, laico.

    Pino ARLACCHI – Pd – sociologo che da sempre si è occupato di criminalità organizzata.

    Gli astenuti eletti in Italia sono stati 13. Assenti e/o non votanti 27.

    Ecco, se il “nuovo” femminismo abolizionista della prostituzione arriva anche da correnti di pensiero così illuminate, possiamo proprio stare tranquille. No?

    Leggi anche:

    #SexWorkers: tutte vittime, per decisione del #ParlamentoEuropeo
    Prostituzione, l’Europa decide. Punire i clienti per punire le ragazze
    Per alcune femministe: il corpo delle donne è solo un corpo (se pensi non vale!)
    Organizzazioni in difesa di #sexworkers diffamate da abolizionist*
    I parlamentari europei ascoltino i/le #sexworkers invece che le abolizioniste

    • Anonimo, le risulta che lucciuole.org, femminismo a sud o altri spazi che lei pubblicizza pubblichino i miei testi o quelli di persone che non condividono la loro opinione sulla questione? A me non risulta, quindi non vedo proprio cosa ci sia di tanto scandaloso in quello che faccio io qui.
      A differenza di molte delle persone che propendono per la regolamentazione, io non mi permetto di attribuire moralismo o sessuofobia a chi la pensa diversamente.
      Qui le posizioni di chi ha idee diverse sono accolte, ascoltate e argomentate, altrimenti lei non potrebbe protestare ancora sulla censura, noiosissimo, ripetitivo, cafone (non le va di spiegare un piffero?) e privo di argomenti, come al solito.
      I siti che lei cita ossessivamente sono molto più popolari di questo, quindi esattamente di cosa mi si rimprovera? Di non dedicare il mio tempo libero a pubblicizzare idee che non condivido? A fare il pr per la regolamentazione ci pensa già lei, con grande impiego di energie. Per quale motivo dovrei dedicarmi a diffondere materiale col quale non concordo? Si rende conto di quanto sia insensato quello che sostiene?
      Lei non condivide con il mio punto di vista, e questo è legittimo. Ma venire qui a protestare perché non mi dedico a propagandare il suo punto di vista, o quello di altri, è veramente surreale. Questo è il mio blog. Se ne apra uno tutto suo e ci pubblichi quello che vuole.

      Visto che non apprezza che le viene data la possibilità di parlare e continua a denigrare, congediamoci, perché credo che lei abbia trollato abbastanza.

    • IDA ha detto:

      Per argomentare non hai tempo, hai da lavorare.. per polemizzare, gridare alla censura e alla disinformazione ne hai anche troppo.
      Lo diceva sempre mia figlia da piccola: “io lo so, ma non te lo dico.” I problemi per lei iniziarono quando cominciò a fare lo stesso discorso alla maestra. 🙂

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