Le donne sono sempre giustificate

In questo post intendo parlare di un pregiudizio diffuso, quello che ci racconta che le donne riceverebbero dai media, dalle istituzioni e dall’opinione pubblica un trattamento di favore rispetto agli uomini.

donne_giustificate“Se fa del male il maschi(o) la colpa è del maschio ma se fa del male la donna è sempre colpa dell’uomo”.

Questo principio lo troviamo espresso (e utilizzato come premessa) anche in alcune ricerche sulla violenza:

“However, there is a co-existing belief among young western cultures that males should not be physically violent against females. Accordingly, violence perpetrated by males against females is viewed as more unacceptable and damaging than violence perpetrated by females against males.”

Secondo molte persone diffusa nelle culture occidentali la convinzione che l’uomo non debba essere fisicamente violento contro le donne. Di conseguenza la violenza perpetrata dai maschi contro le donne viene percepita come meno accettabile e più dannosa della violenza perpetrata dalle donne contro gli uomini.

Se è vero che esiste il luogo comune “le donne non si toccano nemmeno con un fiore”, è anche vero e dimostrato  – da anni e anni di analisi del linguaggio usato per descrivere la violenza di genere che gli atti violenti perpetrati da un uomo contro la donna – che la violenza maschile contro le donne è giustificata dalla gente comune, dai media e persino dai Tribunali per mezzo di quel meccanismo conosciuto come “colpevolizzazione della vittima” – che imputa alla donna buona parte della responsabilità della violenza subita – oppure viene attribuita ad improvvise esplosioni di follia, che occultano la natura sistematica della violenza.

Da Repubblica del 15/02/2015:

impeto

L’impeto, da dizionario, è quel moto incontenibile di determinazione o di abbandono della volontà a un comportamento inconsueto:

  • incontenibile (non può essere contenuto, ergo la violenza è inevitabile, non c’è possibilità di prevenirla);
  • caratterizzato spesso dall’abbandono della volontà (non c’era l’intenzione di fare del male);
  • inconsueto (le precedenti aggressioni scompaiono completamente dall’analisi della vicenda, non stiamo parlando di un soggetto violento, ma di qualcuno che ha agito in modo diverso da come agisce di solito).

Che cosa avviene  quando una donna è protagonista del più efferato degli assassinii?

Dal Messaggero:

belgioDopo una corsa con il cuore in gola il marito l’ha trovata in giardino, tranquilla, in piedi accanto al capannone ancora fumante. Lei lo ha guardato negli occhi e gli ha detto con freddezza agghiacciante: «Dieci minuti di urla e poi è finito tutto»…

«Ascolta le loro urla – gli ha detto mentre le piccole morivano tra le fiamme che si levavano alte – Anch’io le sento, ma non farò nulla per salvarle. Faresti meglio a sbrigarti e correre qui, ma quando arriverai sarà troppo tardi per salvarle: non sopravviveranno. Non ti consegnerò mai le mie figlie»…

Lei, che è stata subito arrestata, era lì davanti, fredda e impassibile, senza neanche una lacrima. «Dieci minuti di urla e poi è finito tutto» gli ha detto. Ma non sarà così.

La donna assassina è “fredda e impassibile” in modo “agghiacciante”, la sua follia è lucida e il suo agire è frutto di una accurata orchestrazione – completamente diverso dall’impeto maschile, che è inconsapevole e incontrollabile – ed è reso ancora più inaccettabile da una nota greve di sadismo: Faresti meglio a sbrigarti e correre qui, ma quando arriverai sarà troppo tardi per salvarle“.

Peccato che le cose non stiano proprio così.

Sul Mirror, infatti, leggiamo che

It’s claimed Thioro Mbow phoned her husband on his mobile and said: “Listen to their screams…”

Si dice che la donna abbia telefonato al marito, ma non è un dettaglio accertato.

E se andiamo a leggere la stampa belga troviamo tutta un’altra storia:

Sonja Thioro Mbow était malade des chamailleries constantes avec son époux. Vivre avec Hellmut Ulin (56) était devenu impossible selon elle. «  Elle voulait lui donner une leçon en détruisant ses papiers. Elle a donc bien allumé l’incendie. (…) Soudain, elle a entendu les cris horribles de ses enfants, et elle a réalisé que ses filles se trouvaient dans le bâtiment en flammes, piégées comme des rats. (…) Elle a appelé ses filles pour qu’elles sautent à travers les flammes, elle était prête à les recevoir. Mais les filles n’en ont malheureusement pas eu la force. ».

Sonja Thioro era preoccupata per le dispute costanti con suo marito. Vivere con Hellmut Ulin (56) era, per lei, diventato impossibile. «Voleva dargli una lezione distruggendo le sue carte. Così ha appiccato il fuoco. (…) A un tratto ha sentito le urla terribili delle sue bambine e si è resa conto che le figlie erano nell’edificio in fiamme, intrappolate come topi. (…) Ha chiamato le figlie perché saltassero attraverso le fiamme, pronta a prenderle. Ma purtroppo le ragazze non ne hanno avuto la forza».

In un altro articolo leggiamo:

la tragédie aurait pu être évitée, soutient son époux. À 20 ans, la mère avait été abusée sexuellement par un séropositif et avait depuis lors des problèmes psychologiques. Elle abusait d’alcool et de médicaments, ce qui déclenchait des disputes. «  J’ai supplié son médecin d’envisager d’autres options. Mais il a continué à lui prescrire tous ses médicaments. J’étais face à un mur  », soutient Hellmut qui envisage de porter plainte. Contacté le médecin qu’il accuse n’a pas souhaité faire de commentaires.

… la tragedia avrebbe potuto essere evitata, dice il marito. A 20 anni, la madre era stata sessualmente abusata da un sieropositivo e da allora aveva problemi psicologici. Faceva un uso eccessivo di alcol e di farmaci, che scatenava i litigi. «Ho pregato il suo medico di prendere in considerazione altre opzioni. Ma ha continuato a prescriverle tutti i farmaci. Ero di fronte a un muro», sostiene Hellmut che pensa di sporgere denuncia. Contattato, il medico da lui accusato ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Non entro nel merito della vicenda, ma solo del modo in cui è riportata dai media.

Il dettaglio della telefonata che confermerebbe la premeditazione non compare negli articoli belgi che mi sono stati segnalati, mentre è presente la versione della donna, che la stampa italiana omette di riportare, come pure omette di parlare dei problemi psichici della donna – che era in cura da tempo – e della volontà del marito di denunciare il medico responsabile del percorso di recupero della moglie. La stampa inglese riporta la telefonata in forma dubitativa (it’s claimed), mentre l’articolo italiano basa l’intero articolo sulla fredda crudeltà che emerge da quanto detto nel corso di quella telefonata.

La domanda che vi pongo è questa: vi sembra che le donne godano di un trattamento di favore quando sono colpevoli di efferati omicidi? E’ vero che la tendenza diffusa è minimizzare, giustificare, deresponsabilizzare quando ad agire con violenza è una donna?

Per approfondire:

Caso Loris: sbatti la mostra in prima pagina

 

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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37 risposte a Le donne sono sempre giustificate

  1. Tiziana ha detto:

    i, a me sembra che le donne godano di un trattamento di favore quando sono loro a uccidere. Gli esempi possono essere tanti: dalla campagna mediatica scatenatasi nei siti e blog femministi (ma non solo) in difesa di Veronica Panarello (avete letto l’articolo sull’Huffington Post intitolato “non ci sono mamme buone o mamme cattive” in cui praticamente si dice che è perfettamente normale provare il desiderio di strangolare il proprio figlio e semmai l’unica colpa che si può fare a questa mamma è quella di non essere riuscita a frenarsi?), o la duplicità di pensier che fa condannare i media che, di fronte a un omicidio commesso da un uomo, raccontano di depressione e problemi psicologici , ma quando è una donna a uccidere, sopresa, i problemi psicologici vengono usati addirittura come attenuante….ricordo poi nella trasmissione “la vita in diretta” una cretinetti dire “quando una donna viene uccisa o sparisce e ha un marito o fidanzato bisognerebbe arrestarli immediatamente anche senza prove perchè ormai è chiaro ch in questi casi se è presente un uomo siano di fronte a un potenziale colpevole”….anche nel caso della mamma del Belgio, non mi pare che i problemi psicologici che la affliggono debbano essere una giustificazione peer quello che ha fatto. tanto più che io ho letto che era in corso una causa per l’affido esclusivo delle bambine al padre ( come del resto successo al bambino ucciso a coltellate dalla madre a Natale), quindi o tutti complottano contro la povera donna vittima innocente o qualche comportamento violento ce l’aveva davvero.

    • A proposito di questo caso, ho già spiegato che non entr nel merito della vicenda, ma solo della selezione operata sui dati da pubblicare e quelli da ignorare.
      In particolare mi riferisco al dettaglio della telefonata. Secondo te sarebbe possibile impostare una difesa sul fatto che la donna non sapeva che le figlie fossero da sole in casa, se ci fossero le prove dell’esistenza di una simile telefonata?
      Mi sembra improbabile.

      • Tiziana ha detto:

        Bisognerebbe però sapere con sicurezza se ciò che hanno scritto i giornali stranieri è vero.

      • Anche se fossero tutte inventate, quelle straniere come quella italiana, non è rilevante, perché non è del delitto in sé che sto parlando, ma della percezione dei delitti e dei rei da parte del giornalista che li racconta.
        E’ il punto di vista di chi osserva, la prospettiva dalla quale si decide di raccontare un evento, che mi interessa, e il messaggio che la selezione di notizie porta con sé.
        Pensiamo ad esempio al delitto Pistorius. Tutti i giornali iteliani hanno parlato delle lacrime di Oscar in aula. Qualcuno ha osservato i familiari della vittima? Stavando piangendo loro? Si è parlato del fatto che anche la loro vita era irrimediabilmente distrutta dal dolore? No. Nessuno li ha osservati. Questa è una scelta ben precisa, che invia messaggi ben precisi.

    • IDA ha detto:

      Tiziana, a me non sembra proprio così.. guardando la stampa in generale, non i blog femministi o la eccezioni varie che ci possono essere. Se l’omicida è l’uomo si parla sempre di raptus, di bravo padre di famiglia, delitto passionale, gelosia, non accettava la separazione, ecc..ecc.. la vittima viene colpevolizzata, lo trattava male o si indaga sulla vita sentimentale o sessuale della vittima. Usato come movente dell’omicidio, che in pratica vuol dire assoluzione dell’omicida, poverino è stato spinto dagli eventi. Omicida donna, i moventi non ci sono mai, non è mai una brava madre di famiglia, una buona moglie, ma una con dei problemi, è depressa, anche qui s’indaga sulla sua vita sentimentale e sessuale, o sull’infanzia. La lente d’ingrandimento è puntata su di lei. Belgio: il problema non è se lei aveva problemi psicologici o no, ma come la notizia è stata riportata, non da un blog maschilista, ma dal Messaggero, un quotidiano a diffusione nazionale che fa la cronaca omettendo e mistificando i fatti.. non mi sembra che la giustifichi facendola passare per una fredda e calcolatrice criminale..

      • Paolo ha detto:

        Un momento Ida: indagare sulla vita personale della vittima è spesso utile per trovare chi l’ha uccisa: e ciò vale per tutte le vittime maschili o femminili, a meno che non cogli l’assassino sul fatto col coltello sanguinante in mano, quando le dinamiche dell’omicidio non sono chiare (a volte capita che ciò che sembra un omicidio a scopo di rapina non lo sia ecc..) le indagini le devi fare, devi capire chi era la vittima, che vita faceva, chi frequentava, e devi pure indagare sul sospetto assassino per vedere se aveva il movente e l’opportunità come dicono gli investigatori. E stabilire, ricostruire il movente di un omicidio è spesso di fondamentale importanza per le indagini come qualunque inquirente ti dirà.
        E in verità nei casi di genitori (e quindi anche madri) infanticidi, spesso la fatidica frase “sembrava una brava persona” l’ho sentita dire anch’io

      • Paolo ha detto:

        le indagini poi devono farle i poliziotti non i cronisti di nera

      • Paolo ha detto:

        per la verità anche quando cogli l’assassino sul fatto può essere necessario ricostruire dinamiche e movente

      • Tiziana ha detto:

        ma appunto: o si accettano la depressione e i problemi psiclogici come motivazioni SEMPRE o non si accettano per nessuno.
        a me invece non pare proprio che sia come dici tu. anche la mamma di Loris è stata descritta come finora mamma e moglie perfetta….

      • IDA ha detto:

        Paolo ti sei dato la risposta da solo… spetta alla polizia.. anche il giornalista deve indagare, ma come nel caso dell’attrice Marie Trintignant, che bisogno c’era da parte della stampa sottolineare che lei aveva avuto 4 figli da 4 uomini diversi e che lui, (l’assassino) era un tipo passionale e geloso, se non quello di dire che lei era una puttana e in fondo se l’è meritato..

  2. Paolo ha detto:

    una donna può essere crudele quanto un uomo, ma mi pare ovvio che la stampa italiana non tratta i due casi allo stesso modo

  3. primavera ha detto:

    Scusa Tiziana ma che trasmissioni vedi???Che leggi???Sono mesi che sputtanano donne in tv perfino dopo morte! Quella poveraccia di elena ceste doveva avere per forza un amante o una doppia vita mentre era evidente ai più che il marito nascondeva cose e farfugliava scuse e alibi che facevano acqua da tutte le parti. Le faceva fare una vita d’inferno per non parlare delle violenze psicologiche su lei e i figli ! Eppure hanno intervistato pure il panettiere per far dire che il marito michele è un brav’uomo e certamente innocente. E Melania Rea? Stessa cosa..roberta ragusa idem..
    la panarello se colpevole è giusto che paghi come la mamma belga ma l’argomento del post era come vengono descritte le vicende dai media a seconda che l’omicida sia uomo o donna. Ricordo che nel caso della strage di motta visconti , l’omicida maschio e padre che premeditatamente massacrò la sua famiglia e poi lucidamente andò a vedere i mondiali al bar per crearsi un ridicolo alibi venne descritto come un marito esasperato dalla moglie,soffocato dalla vita familiare…quindi giustificato o almeno in parte “compreso”!
    purtroppo spesso la colpa della nostra condizione è data dal fatto che perfino una donna stessa non comprende che il lavaggio del cervello che ci fanno è scorretto e pericoloso! Il padre della vicenda del Belgio chiedeva l’affidamento dei figli? Beh sappi che ormai va di moda presso i padri fare ciò e far passare le ex mogli come psicotiche e madri malevole anche se i malevoli psicotici sono loro in realtà.
    scusa ma credo tu segua poco questo blog perché se ne discute spesso e volentieri della vittimizzazione secondaria!
    Cosa sai tu del padre di Federico Bakarat ad esempio? Nulla..i giornali sono anni che nn ne parlano se nn per pochi articoletti eppure sappiamo che la mamma è stata tacciata di essere iperprotettiva quando cercava di essere aiutata e di tutelare il suo bambino. Federico è morto per mano del padre e cercavano di colpevolizzare la madre. Io ,ripeto,mi sto stancando di certe superficialità. Gli uomini uccidono e sono violenti più delle donne e chi non vuol vedere questo alimenta il problema.
    Poi in caso di prove è giusto che chi sbaglia paghi sesso a parte ma questa è un ‘ovvietà o no?

    • Tiziana ha detto:

      Da questo commento capisco solo che sei di quelli che in caso ci sia un marito lo vorrebbe subito immediatamente e per forza colpevole. E la frase finale ” . Gli uomini uccidono e sono violenti più delle donne e chi non vuol vedere questo alimenta il problema” ne è una prova: il tuo ragionamento è “Uomini= sempre totalmente e assolutamente cattivi e colpevoli, donne= sempre totalmente e assolutamente vittime innocenti. E comunque anche quando sono loro che uccidono loro hann sempre delle motivazioni!”.
      Mi spiace, non è così che funziona. la superficialità è la tua.
      intervistano il panettiere edice che è una brava persona? ma sentire il panettiere che dice che il marito è una brava persona non vuol dire 1- che la moglie invece non lo era; 2- che il panettiere mente: lui lo dice per come lo conosce, e ovviamente non lo conosceva dentro le mura di casa.
      Quando uccisero sarah Scazzi allora? tutti subito a dire quanto la cugina fosse per lei come una sorella, quanto fossero legate ecc….poi è saltato fuori che era stata proprio la cugina. Ma ovvio che gli abitanti del paese non potevano sapere cosa c’era dietro.
      Del padre di Federico BAKARAT So quello che dicono i giornali, ma se proprio vogliamo non so nulla nemmeno della mamma che a Natale ha ammazzato a coltellate il figlio.tu cosa ne sai invece della mamma che a marzo 2014 uccise a coltellate le tre figlie per vendicarsi del marito che l’aveva lasciata? hulla scommetto…ha già: quella era una donna QUINDI LEI PUO’!
      giudichi molto bene colpevole in quanto uomo e in quanto padre il signore del caso belga, e altrettanto giudichi in quanto donna la madre assolutamente innocente… con quali prove certe e assolute?.ma il dato di fatto è uno: che le bambine sono state arse vive da lei, non da lui.
      finisco con la tua osservazione: chi non la pensa come te è per froza vittima di un lavaggio del cervello che gli impedisce di capire che tutti gli uomini sono mostri, bestie da punire anche in assenza di prove per vendicare le povere donne sempre e assolutamente innocenti e “poverineeeeeee!”: ovviamente sarei da riconvertire al pensiero unico e solo giusto. il tuo.
      Bè a me sembra che se qualcuno ha subito lavaggio del cervello non sono io.

      • maria serena ha detto:

        è chiaro da ogni tua riga che sei in malafede,probabilmente sei uno dei soliti che si travestono da donna per spammare sui siti e blog femministi e che non leggi,o fai finta di non leggere,cosa viene scritto negli articoli e nei commenti….oppure leggi e non capisci un cazzo,scegli tu

  4. Rowizyx ha detto:

    Come faceva notare una mia amica, basta vedere come è cambiata la rappresentazione della madre di Loris quando dalla ricerca di un pedofilo misterioso si è passato a indagare su di lei: finché era la povera, brava madre di famiglia la cui vita era ormai distrutta, foto di lei disperata e sfatta giustamente perché una madre che ha perso il figlio non si trucca e non si cura della superficialità. È diventata la prima sospettata e le foto magicamente sono cambiate in una donna sempre in tiro, ben vestita e pettinata, felice, e la sensazione che passa è di una donna superficiale che è troppo presa da sé per badare ai figli come meriterebbero.

  5. controcontro ha detto:

    Dunque i giornali belgi e anglosassoni a una strage di rara efferatezza come questa riportano una marea di giustificazioni, ad esempio che la donna era stata violentata etc. e l’unico giornale che aggiunge risultati in maniera non propriamente rigorosa è il Messaggero. Comunque si, è ovvio che le donne assassine godano di un trattamento di favore, a livello sia mediatico che giudiziario, e questo articolo lo dimostra in pieno. L’autrice se ne sarebbe accorta benissimo se il suo punto di vista non fosse obnubilato dal confirmation bias e da una visione chiaramente unilaterale delle cose.

  6. Blossom ha detto:

    È vero il contrario, per lo stesso crimine una donna è considerata maggiormente colpevole di un uomo, anzi, gli uomini sono giustificati a prescindere.
    I casi che preferisco sono quelli in cui ad essere trovati colpevoli sono sia un uomo che una donna: novi ligure, perugia. La lei della situazione diventa subito Eva, la traviatrice di uomini deboli e succubi che vengono praticamente costretti dalla lei di turno a compiere gli atti di cui sono accusati, perché è arcinoto che gli uomini abbiano bisogno della guida delle donne per stuprare e uccidere, da soli non riuscirebbero mai a compiere simili crimini.
    Complimenti a tiziano comunque, sempre il migliore.

  7. primavera ha detto:

    Cara Tiziana, tu non hai letto cosa ho scritto o non lo hai voluto comprendere!
    Ho premesso che chi è colpevole è giusto che paghi a prescindere dal sesso di nascita. E tu questo lo hai ignorato. Dico però che il panettiere del caso ceste solo per citare un esempio,proprio perché non era in casa del bravo marito che a comprare il pane mandava la moglie sua serva, non può alla luce dei fatti rilasciare commenti simili. Può dire: lo ritenevo buono ma ora non so. .può dire :io nn ero con loro in casa..può dire anche io la povera ceste l’ho vista sempre un casa coi figli xché di fatto tutti questi cazzo di amanti non li ho mai visti ne sentiti..può farci la cortesia di tacere e rispettare una morta! Si potrebbe anche intervistare qualcuno che onori la memoria della ceste per par condicio!!!! Invece no! Questo ripeto era l’argomento.
    la mamma belga è pazza per te? O lucida e perfida assassina? Se scegli la seconda rispettabile ipotesi applicala poi anche ai poveri uomini indifesi quando massacrano per un nonnulla le compagne e madri dei loro figli!
    Non sai nulla della mamma di federico?strano dovresti sapere molto invece perché federico è morto x mano di un padre indegno di questa definizione e non per mano della madre la quale peraltro non era stata dichiarata pazza o pericolosa ma solo protettiva (iper è poi un’aggiunta che amano dare le assistenti sociali a tutte le madri ) e a carico della quale non si hanno notizie di denunce per maltrattamenti come invece per il padre.
    il figlio temeva il padre e adorava la madre. .chissà perche?
    comunque tizià fai la cortesia..firmati col vero nome che stà strenua difesa ai maschi violenti ci puzza un po..buona serata!

    • Tiziana ha detto:

      scusa ma perchè il panetterie avrebbe torto? se me chiedono che tipo di persona è la mia vicina di casa, io rispondo che è una brava persona; poi se lei quando è con la mamma anziana la tortura io non posso certo saperlo!
      e perchè dovrebbe dire “lo ritenevo buono ma ora non so”? ti ricordo che il marito è stato arrestato ora, ma prima quando ancora non c’erano prove non vedo perchè la gente che lo conosceva da sempre in quel modo avrebbe dovuto a priori fargli terra bruciata intorno senza appunto sapere nulla.
      e oltretutto perchè avrebbe dovuto dire: ” anche io la povera ceste l’ho vista sempre un casa coi figli xché di fatto tutti questi cazzo di amanti non li ho mai visti ne sentiti”…ma che cosa ne sa uno se la moglie di tizio ha l’amante o meno?! poi mi pare che la Ceste sia sempre stata descritta come moglie e madre amorevole quindi la sua memoria è stata onorata sempre.
      Nel caso della mamma belga se le cose sono andate davvero così sì, è solo una lurida assassina e non vedo perchè non dovrei dirlo.E sì, al contrario di te che parteggi solo per una parte queste cose le dico senza badare al sesso di chi commette questi reati quindi….vedo però che tu sceglieresti l’ipotesi “è pazza!”, che invece scarteresti se fosse un uomo o comunque non riterresti una valida giustificazione nel caso si dicesse che un assassino maschio un pazzo. ripeto, o la pazzia la consideriamo una giustificazione per TUTTI indipendentemente dal sesso, o non la consideraimo per nessuno.
      mi metti in bocca pure cose che non ho detto, dato che del caso Bakarat ho scritto: “Del padre di Federico BAKARAT So quello che dicono i giornali”, sorvolando sullìesempio che ho fatto dopo, quello della madre che ha accoltellato le figlie per fare un dispetto al marito che l’aveva lasciata .caso che io ho citato e su cui tu furbescamente fai finta di nulla, ti indigni solo per questo bambino perchè ucciso dal padre. per le bambine uccise dalla madre invece nulla, come da un anno a questa parte.
      ora ragionassi come te che mi scrivi: ” bè se dici che quella madre è pazza allora lo devi dire anche degli uomini!” (ma tu cosa ne sai che non lo dico?”, allora pure io ti dovrei dire “se dai torto a questo padre dovresti dare torto pure a quella madre”….però quella è una donna quindi f nulla. Nessuna indignazione! anzi è probabile che tu nemmeno conosca il fatto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/09/lecco-tre-bambine-uccise-a-coltellate-ferita-anche-la-madre/907182/
      così come non dici nulla del bambino accoltellato a Natale dalla mamma (caso che dovresti conoscere invece perchè se ne è parlato anche su questo blog): qui il bambino era stato affidato al padre in via esclusiva perchè la mamma era alle prese da anni con gravissimi problemi psicologici. cosa ci faceva il bambino a casa della madre a Natale, nonostante ne avesse paura? ma di questo caso non ti interessa….
      e per finire, io non ho affatto difeso i maschi violenti (dove l’avrei fatto?!) ho solo detto che non si può accusare a prescindere una persona appena sparisce la moglie senza che vi siano prove. anche a me puzza un po’ la tua strenua difesa delle madri violente….e fino a prova contraria quella che si firma col proprio nome sono io, tu no.

      • Scusa Tiziana, ma anche tu ignori che primavera ha scritto “io se una donna è colpevole non dico poverina” e anche “Ho premesso che chi è colpevole è giusto che paghi a prescindere dal sesso di nascita”, quindi accusarla di difendere le donne violente è altrettanto ingiusto.

        Il tema del post, ribadisco, non il caso belga, di cui si occuperà chi di dovere per scoprire se si è trattato di un omicidio premeditato o colposo – non sta a noi. Il tema era in che modo viene trattato dai media un caso di violenza, e se ci sono delle differenze sulla base del genere del presunto colpevole.

      • maria serena ha detto:

        tu invece della Ceste che ne sai?

  8. primavera ha detto:

    Poi scusa fammi pure capire dove ho affermato che la madre belga è certamente innocente e il padre colpevole??? e ancora: spiace anche a me che la statistica dica che muoiano più donne per mano di uomini che il contrario e che la violenza domestica è più a danno delle donne che degli uomini ma non le faccio io le ricerche né le statistiche né gli omicidi. Quindi che vuoi? Che falsifichiamo i dati per darti ragione altrimenti mi dici che ho subito un lavaggio del cervello? E da chi? Ma per favore.. io se una donna è colpevole non dico poverina cosa che invece accade per gli uomini sempre. per essere giudicati colpevoli ci vogliono prove come dici tu ma questo per te non vale per la mamna di federico ad esempio perché il fatto che la mamma belga abbia arso vivi i figli è un dato di fatto della sua colpevolezza mentre il fatto che il padre abbia massacrato federico tra spari e coltellate cos’è? ????in questo caso butti comunque il dubbio dulla madre dicendo che non sai nulla di lei. .scusa col padre belga eravate intimi amici invece? ma per favore Ti contraddici nello stesso discorso e pretendi di fare la morale agli altri…ti svelo un segreto :io sono una sostenitrice delle brave persone uomini o donne che siano e dei bravi genitori. Uno che dice ai figli di non dire dei litigi con la mamma altrimenti fanno la stessa fine non mi pare un sant’uomo ecco…poi vedi tu visto che farti cambiare idea sinceramente non mi interessa!

    • Tiziana ha detto:

      e tu mi dici dove ho difeso gli uomini violenti? io ho semplicemente detto, come dico sempre, che ci sono uomini violenti e CI SONO DONNE VIOLENTE e che entrambi andrebbero trattati alla stessa maniera.
      se dici che la depressione non è una giustificazione, bene ok, ma non deve esserlo nè per il marito che uccide la moglie nè per la mamma di loris. viceversa se pensi che sia una giustificazione, la devi riconoscere ad entrambi. e non solo alle donne in quanto tali.
      cosa vuoi tu semmai: devo per froza darti ragione altrimenti mi dici che io sono una povera stupida che non si rende conto di quello che dice e nega la realtà? finora non hai fatto altro che accusarmi di cose che non ho scritto: che difendo gli uomini violenti, che dico male della mamma di Federico (che manco ho nominato!)…io non mi contraddico affatto, sei tu che preda del tuo fanatismo non sai a a quanto pare nemmeno leggere ciò che uno ha scritto. mettendo insieme oltretutto cavoli e pere: l’ultima frase è quella del marito di elena ceste, cosa c’entra con gli altri due casi?!
      quella che pretende di fare la morale agli altri finora sei tu, e hai preteso di farla a me. facnedo intendere tra l’altro che io non sarei nemmeno una donna….
      anche io sono una sostenitrice delle brave persone siano uomini o donne…solo che io lo sono per davvero, non ho bisogno di accusare gli altri travisando completamente ciò che scrivono ( e ti avverto che se insisti, prendo il mio commento parola per parola rispondendo alle tue accuse!).

  9. Tiziana ha detto:

    scusa cara Ricciocorno, ma se proprio vogliamo nemmeno io ho difeso gli uomini violenti (come mi accusa primavera), non ho nemmeno nominato la mamma di federico Bakarat (mentre lei mi accusa di averne parlato male e di aver parlato bene del padre!). So difendermi da sola e quindi pazienza, ma dato che ti sei lanciata in sua strenua difesa senza però aver fatto lo stesso con me vuol dire che anche tu conidvidi tutte le false accuse mosse contro di me. quindi anche a te chiedo di citarmi i punti del mio commento dove io

    – ho difeso gli uomini violenti;
    2- ho offeso la mamma di federico;

    3- ho difeso il padre.
    a me risulta di aver scritto: “Del padre di Federico BAKARAT So quello che dicono i giornali, ma se proprio vogliamo non so nulla nemmeno della mamma che a Natale ha ammazzato a coltellate il figlio.”. Primavera ha risposto: “Non sai nulla della mamma di federico?strano dovresti sapere molto invece perché federico è morto x mano di un padre indegno di questa definizione e non per mano della madre la quale peraltro non era stata dichiarata pazza o pericolosa ma solo protettiva (iper è poi un’aggiunta che amano dare le assistenti sociali a tutte le madri ) e a carico della quale non si hanno notizie di denunce per maltrattamenti come invece per il padre” e “Per essere giudicati colpevoli ci vogliono prove come dici tu ma questo per te non vale per la mamna di federico”….che cosa sarebbe questo?

  10. Tiziana ha detto:

    per quanto riguarda il linguaggio usato…bè a m sembra che quando viene ucciso qualcuno, indipendemente dalle storie, qui da noi non si badi mai ai familiari delle vittime, a come si sentono alle loro lacrime. E’ che qui siamo abituati ad avere una legge che difende e tutela i colpevoli e relega in un angolo le vittime i loro parenti, ma da sempre però! potrei citare tantissimi casi di vittime di mafia o terrorismo o di criminalità comune trattate in questo modo da anni…d’altronde se ci abituiamo ad avere leggi di un certo tipo, è inevitabile che tutto ciò si rifletta anche sul resto, a mio avviso.

  11. primavera ha detto:

    Mia cara Tiziana io della ragione tua e degli altri me ne faccio ben poco perché non sono nessuno. Rispetto il parere di tutti perfino il tuo ma non certo lo DEVO condividere! Tu sostieni che le donne sono sempre difese in quanto tali perfino dalla stampa( e ti pregherei di rileggere cosa hai scritto prima di negare eventualmente) mentre noi altri stiamo dicendo che ahinoi accade l’esatto contrario! Se i miei esempi nn ti piacciono e vuoi usare solo i tuoi fai pure..però non dire che se qualcuno condivide anche magari in parte ciò che dico sta portando avanti la mia difesa perché non solo non ne ho bisogno ma non è corretto nei confronti di chi gestisce questo blog che fino a prova contraria accoglie le opinioni di tutti.
    poi scusa ma non ho capito cosa c’entra ora il rispetto dei parenti delle vittime.
    ovvio che debba esserci e per parte mia c’è ma non era la legge Italiana l’argomento ne le vittime di mafia. La legge in Italia nn c’è ormai..

    • Tiziana ha detto:

      non è che i tuoi esempi non mi piacciono, è che mi hai accusato di aver scritto cose che invece non ho scritto (e te l’ho anche dimostrato). capisco che sia difficile ammettere di aver sbagliato ma non c’è comunque bisogno di insistere….
      ti ricordo di nuovo che mi hai accuasata di “difendere gli uomini violenti”: accusa di cui ti chiedo di nuovo conto e di riportarmi pari pari il passo dove io avrei detto ciò.
      anche questo non è corretto ma come sempre fai finta di nulla….

  12. IDA ha detto:

    Non facciamo confusione; quando si parla di “violenza di genere”, non si parla di quanto è cattivo il maschio eterosessuale e buona la donna. Oppure anche le donne e le coppie gay, che non centrano un cazzo. La violenza fa parte dell’individuo non del genere. Quando si parla di violenza di genere si parla mascolinità, come ruolo rigido, ordinato all’interno di una famiglia, strutturata gerarchicamente basata su un concetto di matrimonio rigido. Una mascolinità come un’ insieme di abitudini e comportamenti che determinano un rapporto tra uomini e donne “storicamente” diseguali che ha condotto gli uomini a prevaricare e discriminare le donne. Con la violenza di genere non si mette in discussione il maschio eterosessuale ma la mascolinità e la famiglia. Manifestazione di Roma 1972, “Rivolta Femminile” pone il problema della violenza di genere, allora tutti fecero finta di nulla fino alla fine del secolo, con l’inizi del duemila, inizia il negazionismo, si nega, si dice ma anche le donne, le lesbiche i gay i procioni e gli scoiattoli, tutti colpevoli, nessuno è colpevole. Negare. Negare.. Negare.. Sempre e comunque negare. Per affrontare un problema, bisogna prima riconoscerlo. Si nega, quando l’Onu dichiara che in Italia la “violenza di genere” è endemica; che vuol dire diffusa, persistente e radicata. Cosa ci dicono i dati? Che il rischio maggiore di una donna di subire violenza, è ad opera di: (in ordine decrescente) Marito; fidanzato o ex; padre; amici; vicini di casa; conoscenti; mondo del lavoro e terzi o sconosciuti. Graduatoria che per gli uomini è invertita, prima gli sconosciuti, poi il mondo del lavoro ecc.. Continuiamo a negare che ci può essere un problema. Per violenza cosa si intende? Minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atteggiamenti persecutori, percosse, abusi sessuali, delitti d’onore, passionali, uxoricidi, stupri educativi di guerra ed etnici e omicidio. Fa parte della violenza di genere, matrimoni coatti e riparatori, abusi e ricatti sessuali, induzione alla prostituzione, prostituzione forzata, schiavitù sessuale, mutilazione sessuale, aborto selettivo, aborto forzato, sterilizzazione forzata, gravidanza forzata, contraccezione negata… ecc.ecc..
    Ma il post di cosa si occupava? Non di quanto è cattivo il maschio eterosessuale, ma di come la stampa si occupa della violenza di genere. Alcuni perché non la conoscono, altri perché sono in malafede, altri ancora perché sono delle teste di cazzo, ma diffondono e alimentano la cultura della violenza di genere. Di questo, se non ho capito male si occupava il post.

  13. primavera ha detto:

    Grazie ida!

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