La Damon’s Law

Tratto da “Damon’s Law 2015

Tutte le segnalazioni di sospetta violenza sessuale su minore da parte di un genitore, come definita dal Codice Penale 11.165,1 devono essere immediatamente sottoposte alle forze dell’ordine per le indagini da un team multidisciplinare. Tutte le indagini collaterali devono essere sospese in attesa della decisione finale della materia penale. Un ordine restrittivo deve essere rilasciato al momento del deposito [della segnazione] e deve vietare ogni contatto tra il bambino e il genitore accusato in attesa della conclusione della questione penale.

Tutti i casi sono sottoposti al procuratore distrettuale. La priorità deve essere accordata alle indagini sul reato di abuso, di modo che il procedimento penale si concluda rapidamente; tutte le questioni non penali correlate devono essere sospese in attesa della sentenza penale. Se la questione penale procede in giudizio, che sia chiamato a giudicare un giudice o una giuria, l’inquirente deve in primo luogo verificare se le accuse sono state provate oltre ogni ragionevole dubbio. Se viene determinato che nessuna delle accuse è stato dimostrata, non ci sarà alcuna condanna penale.

L’inquirente deve inoltre accertare in sede civile se le accuse sono state dimostrate da una preponderanza delle prove. Se le accuse sono dimostrate al di là di ogni ragionevole dubbio o da una preponderanza di prove, deve essere rilasciato un ordine restrittivo a lungo termine che vieti ogni contatto tra il bambino e il genitore incriminato fino alla maggiore età del minore. La condizione minima per concedere un patteggiamento è l’emissione di un ordine che vieti il contatto con l’adulto fino alla maggiore età del minore.

Questo ordine non può essere modificato da qualsiasi altro tribunale in qualsiasi procedimento legale correlato o collaterale.

[Wendy Murphy, JD,  J.D., former sex crimes prosecutor, CNN/Fox legal analyst and law professor ha aiutatoSafe Kids International a redigere questa proposta di legge]

La violenza sessuale su minore è chiaramente un reato, ma è difficile da perseguire perché provare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio è arduo in quanto le prove fisiche raramente sono sostanziali, così i casi vengono rimandati ai tribunali dei minori, dove i giudici ignorano le prove e concedono la custodia del minore all’aggressore. La soluzione che legge di Damon fornisce è quello di dare alla giuria la possibilità di basarsi sul criterio civile piuttosto che su quello penale, in modo da continuare a gestire il caso come un reato (con indagini di polizia adeguate e sentenza penale), ma quando le prove non soddisfano l’onere della prova, la giuria può decidere sulla base del concetto di preponderanza. Se si raggiunge solo la preponderanza di prove, l’autore del reato non sarà condannato o imprigionato, ma il bambino sarà comunque protetto. Ciò farà risparmiare anni (a volte intere infanzie) di udienze nei Tribunali dei minori.

Nota: La “preponderanza delle prove”, noto anche come “l’equilibrio delle probabilità” è lo standard richiesto nella maggior parte dei casi di diritto civile. Lo standard è rispettato se si stabilisce che “è più probabile che sia vero che non sia vero”. In effetti, la norma è soddisfatta se la probabilità è superiore al 50%.


Quello che la proposta di legge elaborata da Safe Kids International solleva è, a mio avviso, un problema etico interessante, che nasce dall’analisi di una serie di casi tra i quali la vicenda di Damon Moelter, che a causa del suo spettacolare epilogo ha conquistato l’interesse del grande pubblico.

Quando Damon ha 6 anni, il fratello maggiore racconta alla madre di essersi svegliato nel cuore della notte e di aver visto il padre che si dirigeva verso il letto di Damon e di essere rimasto turbato dall’episodio, che descrive come “molto strano”. E’ solo dopo il racconto del fratello che Damon confida alla madre il “piccolo segreto” che il padre gli ha intimato di non raccontare a nessuno.

La madre informa le autorità competenti, e viene emesso un ordine restrittivo a carico del padre, ma il Tribunale dei minore decide di revocarlo, e il padre ottiene il diritto a trascorrere del tempo con i suoi figli senza alcuna supervisione.

Sebbene ci siano le testimonianze dei fratelli Evan e Rayan che raccontano che il padre dorme effettivamente nello stesso letto con Damon, il Giudice dichiara che un padre ha diritto di dormire con il propri figlio se vuole, anche se Damon ha ormai 8 anni e mostra un grande disagio nel continuare a frequentarlo.

La madre riferisce che il bambino soffre a causa di terribili incubi che gli impediscono di dormire, è scosso da tremori e suda copiosamente la notte, ma la versione accolta dal Tribunale è che Damon quegli abusi se li sia immaginati.

La madre viene minacciata di perdere la custodia dei figli se si ostina a sostenere la versione di Damon. E’ esattamente ciò che alla fine accade. La madre viene accusata di aver alienato il bambino, dichiata “pericolosa” per il benessere dei suoi figli e le viene impedito ogni contatto con loro.

Damon viene sottoposto ad una costosissima reunification therapy per recuperare il rapporto con il genitore “ingiustamente” accusato, ma senza risultati: la sua versione dei fatti non cambia mai.

Nel frattempo sono passati 7 anni, e a fronte dell’ostinato rifiuto di Damon di stare con il padre il Giudice decide di spedirlo in un camp per subire un deprogramming treatment: confinato, isolato, Damon continua a sostenere di aver subito abusi, tenta di fuggire dalla madre due volte, ma è sempre ricondotto a casa dal padre, che ha ottenuto l’affido esclusivo.

Nel 2011 Damon fugge, e affida a You Tube la sua storia. Trascorre in clandestinità due anni.

La storia di Damon ha un lieto fine, anche se non quello che si potrebbe immaginare. Damon non ottiene di essere creduto dalle autorità giudiziarie, ma a 16 anni si sposa in uno Stato che gli permette in questo modo di ottenere l’emancipazione e la libertà da un padre col quale non vuole avere nulla a che fare.

Damon torna a casa dalla madre e dai fratelli.

(fonte: qui e qui)

Oggi Damon si dedica a raccontare la sua storia a chiunque abbia voglia di ascoltarla e a promuovere la proposta di legge che porta il suo nome.

La Damon’s Law si propone di offrire innanzi tutto una soluzione al conflitto fra due importanti principi: la tutela del minore e la presunzione di innocenza dell’imputato (sancito dall’art. 27, co. 2, della Costituzione che afferma che «l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva»).

Di questo problema avevo già scritto.

Se la Cassazione ha stabilito che

Anticipare al “momento della denuncia” od a quello del rinvio a giudizio, l’esistenza di un “assoluto ostacolo” (alla “frequentazione tra un figlio ed un genitore”) costituirebbe una sorta di “pregiudizio”, rispetto al principio d’innocenza che assiste tutto il sistema penalistico

la Damon’s Law sostiene il primato dell’esigenza di tutela del minore, richiedendo che

Un ordine restrittivo deve essere rilasciato al momento del deposito [della segnazione] e deve vietare ogni contatto tra il bambino e il genitore accusato in attesa della conclusione della questione penale.

Sebbene il sistema giudiziario statunitense sia profondamente diverso dal nostro, alla luce della letteratura sull’argomento – che sostiene che

Il contesto di protezione può così essere considerato come un intervento preclinico ed è un necessario ed ineludibile passo che permette di creare quelle condizioni per poter impostare correttamente la fase diagnostica, cioè la fase di valutazione e validazione delle rivelazioni della vittima, utili per predisporre successivamente un contesto di cura. Senza protezione, infatti, ogni lavoro clinico è precluso dal “blocco” che nasce nel minore, che sa di poter essere ancora avvicinato e minacciato da colui che ha perpetrato l’abuso e da coloro che con lui si schierano. La letteratura in ambito psicologico ed una consolidata prassi sostengono che solo in una situazione protetta è, quindi, possibile capire, valutare e poi curare il danno prodotto dalla situazione abusiva. (fonte)

credo che anche in Italia si potrebbe aprire un analogo dibattito sulla questione.

Se è vero che – come si sostiene – che l’assenza (peraltro momentanea, in caso di accertata innocenza) di “quel tessuto di rapporti di scambio in essere tra i figli ed i genitori” produce un “danno certo ed attuale”, dovremmo riflettere sull’entità del danno che potrebbe produrre la frequentazione di un genitore abusante; primo fra tutti, il danno di compromettere lo svolgimento delle indagini, non tenendo minimamente conto del rischio di non riuscire a valutare correttamente la testimonianza del minore e consegnarlo così nelle mani del suo aguzzino. Proprio come è avvenuto nel caso di Damon Moelter.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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